Creato da zoppeangelo il 25/03/2011

L'INTERNAZIONALISTA

sinistra comunista

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: zoppeangelo
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Etą: 64
Prov: PV
 

AREA PERSONALE

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

tigrilla37RavvedutiIn2zoppeangelonjtntjnBertRouggiampi1966Alcestidgl2Passion.Redredstar.45lumil_0MarquisDeLaPhoenixewanescente1belladigiorno_mgabrielliluca
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 14
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Ottobre 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

NOVITA' EDITORIALI

Post n°484 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da zoppeangelo

Uno spettro si aggira per l'Europa diceva qualcuno parlando dei proletari e delle loro istanze. Questa presenza spettrale - nel senso di pervasiva e inquietante - ha assunto oggi, nel discorso comune, dei media, della politica, una curvatura differente: la classe che vive di lavoro e le sue lotte sono diventate "spettrali" in quanto evanescenti, fantasmatiche, quasi invisibili. Non per questo sono però inesistenti, anzi: mai come negli "anni della Crisi", il conflitto tra capitale e lavoro si è fatto così aspro e serrato.
Con lo sguardo rivolto a questo campo di battaglia, questo libro vuole raccontare, con rigore e accuratezza scientifica, com'è fatto il proletariato nell'Italia di oggi. A partire da un'analisi della struttura produttiva del nostro Paese, capiremo non solo come si produce la ricchezza, ma chi la produce, quali sono state le trasformazioni più significative del mondo del lavoro negli ultimi decenni e quali le linee di tendenza per il prossimo futuro.
Chi sono i nostri? E dove sono? Lavoratori dipendenti, parasubordinati, produttivi e improduttivi, "finte" partite iva, Neet, immigrati: manifestazioni differenti dello stesso fenomeno, etichette e catalogazioni - molte delle quali imprecise e da sfatare - che spesso servono a frammentare ciò che in realtà è unito da interessi comuni e simili ritmi di vita.
In questa fase delicata, di passaggio, per l'Italia - e per il mondo - è necessario pensare a modelli organizzativi adeguati alla struttura del capitale. Dall'altra parte della barricata lo stanno già facendo. Ora tocca a noi.

Nel 2003 la decisione americana per l'intervento in Irak fu una «guerra per scelta», con l'intento di influire sulla bilancia di potenza regionale e mondiale. L'obiettivo strategico era la Cina, la riaffermazione del controllo del Golfo Persico era volta a condizionare Pechino.
Le relazioni mondiali tra le potenze entravano in una fase di definizione; le tensioni e le contraddizioni della contesa globale avevano superato un punto di soglia. Si apriva appunto una «nuova fase strategica», un nuovo quadro delle relazioni globali, con la federazione dell'euro in Europa e col definitivo affermarsi della Cina come potenza imperialista.
Il segno inedito era la lotta tra potenze di stazza continentale; gli Stati-nazione, le dimensioni della potenza sovrana che la storia aveva sedimentato in Europa, erano ormai insufficienti a quel livello di scontro.
La potenzialità oggettiva per la strategia rivoluzionaria era nel miliardo di uomini coinvolti nei processi tumultuosi del mutamento sociale che si avviava. La traduzione di quella potenzialità nelle forze soggettive del comunismo internazionalista è l'incognita e la sfida inedita della nuova fase.

 

 
 
 

Ucraina, Germania, missione militare

Post n°483 pubblicato il 10 Ottobre 2014 da zoppeangelo

Sotto tutela

Il governo tedesco sta preparando una missione della Bundeswehr, (sarebbero 200 paracadutisti di cui 150 dotati di droni "Luna", non armati; la Bundeswehr ne ha ora oltre 80), per l'Est Ucraina in appoggio alla missione OCSE di monitoraggio della tregua tra le truppe del governo di Kiev e i ribelli, missione che dovrebbe consentire il controllo tedesco diretto sulle attività militari in Ucraina, e impedire che la Russia fornisca altri armamenti ai separatisti ucraini.

- Dopo le operazioni di armamento e addestramento in Irak, e la creazione di un ponte aereo in Africa Occidentale, si tratta del terzo intervento deciso nell'ultimo breve periodo che esprime la volontà della Germania di accompagnare con una presenza militare le sue attività estere.

- Sarebbe la prima missione militare tedesca sul territorio dell'ex Unione Sovietica dalla Seconda Guerra Mondiale, e si accompagna a ipotesi di porre di fatto sotto la tutela tedesco-europea l'Amministrazione statale ucraina, avvalendosi di alcune parti dell'Accordo di Associazione con la UE (che non hanno provocato obiezioni da parte russa).

- Si prospettano divergenze, oltre che con i fascisti ucraini prima utili a Berlino, anche con forze che nel corso del conflitto hanno ottenuto posizioni di predominio con il consenso dell'Occidente.

- Le élite politiche ed economiche dell'Ucraina appoggerebbero solo formalmente la prevista revisione dell'Accordo. È dubbio che, soprattutto gli oligarchi, siano interessati al rispetto delle norme UE, ad es. sulla competitività o sul sistema di appalti pubblici.

- La missione della Bundeswehr avverrà in cooperazione con la Francia; essa segue una missione di esplorazione congiunta franco-tedesca di metà settembre, ed è stata discussa decisa dai capi di governo dei due paesi, a margine del vertice Nato in Galles.

- L'accordo con la Francia per la missione di supporto militare all'OCSE fa parte di una serie di misure che la UE, sotto la direzione di Berlino, ha concordato ad inizio settembre con Mosca e Kiev, e che nella sostanza contiene la promessa alla Russia di rinegoziare con l'Ucraina tutti gli elementi dell'accordo di associazione con la UE che danneggiano gli interessi economici della Russia.

- La Merkel l'ha ottenuto (anche questo ai margini del vertice Nato) con l'opposizione soprattutto dell'Ucraina. Ad inizio novembre 2013, la Merkel riteneva ancora superfluo questa bilancia con Mosca, sperando di poter legare Kiev alla propria sfera egemonica, una volta abbattuto il governo, ma che di fronte al rischio del crollo economico dell'Ucraina non ha più potuto evitare.

- Questo ha posto le basi per la tregua, concordata il 5 settembre tra Kiev e i ribelli dell'Est, e che prevede una ampia autonomia per l'Est Ucraina, che sempre Kiev a aveva cercato di evitare.

- I piani tedeschi incontrano un certo malumore a Kiev; già la tregua e le concessioni ai ribelli dell'Est avevano provocato scontento nella destra estrema che aveva dato un forte impulso alle proteste dei Majdan, alla caduta del governo e alla guerra civile.

----------------------------------

Gfp 141010

Radicalizzazione nel parlamento (ucraino)

Secondo alcuni esperti in Ucraina c'è il rischio che le prossime elezioni parlamentari del 26 ottobre prossimo producano una radicalizzazione nazionalista della "Werchowna Rada", il parlamento ucraino,

ma non per la possibilità di ascesa dei partiti fascisti noti, come Swoboda, per cui si prevede un 5%, o "Settore della destra", dato per 1-2%,

quanto perché nelle liste elettorali di diversi partiti, soprattutto del "Fronte Popolare" del primo ministro Arsenij Jazanjuk, si sono candidati noti fascisti e diversi capi delle milizie che operano nell'Est Ucraina,

che dovrebbero legare il loro "elettorato patriottico" ai rispettivi partiti.

Nel partito Fronte Popolare sono stati inseriti anche intellettuali della destra estrema, come lo storico revisionista Wolodymyr Wjatrowytch, che sotto la presidenza Jushenko aveva diretto l'archivio dei servizi segreti SBU, carica revocata poi dal presidente Janukovich; ora dirige il Centro per lo Studio dei Movimenti di Liberazione di Lviv, finanziato da OUN in Esilio, un successore di OUN che aveva avuto parte nell'Olocausto.

Il Fronte Popolare di Jazenjuk ha fondato un proprio "consiglio militare" per inserire i miliziani nelle strutture di partito.

- Tra costoro Andrij Bilezkij, il capo del battaglione fascista Asov (battaglione creato da Bilezkij e da Ljashko) che unisce fascisti ucraini e neonazisti di diversi altri paesi europei.

Nella Lista del Fronte Popolare al 1° posto Jazejuk,

- al 2° posto Tetjana Tchornovol, portavoce nel 2000 dell'organizzazione fascista UNA-INSO, che cooperava con il tedesco NPD; nominata nel marzo 2014 capo della commissione nazionale anti-corruzione; in agosto 2014 si è dimessa e ha aderito al battaglione fascista Asov;

- al 3° l'ex presidente ed oggi presidente del parlamento, Oleksandr Turchinov,

- al 4° posto Andrij Parubij, co-fondatore del "Partito fascita "Social Nazionale dell'Ucraina", divenuto nel 2004 Swoboda.

- Si prevede il successo del "Partito radicale" del deputato Oleh Ljashko, con oltre il 10%, sembra che stia attirando una quota consistente dell'ex elettorato di Swoboda. Nelle presidenziali del 25 maggio il "Partito radicale" era arrivato terzo con l'8,3%, dopo Poroshenko e Timoshenko. Il Partito Radicale è dato da tempo dai sondaggi come secondo subito dopo il partito del presidente Poroshenko.

- Il processo di radicalizzazione verso la destra estrema del'Ucraina è anche il risultato della politica tedesca: per riuscire ad abbattere il governo ucraino, Berlino ha collaborato strettamente con i fascisti, fornendo loro una legittimazione; ha inoltre contribuito alla intensificazione del conflitto fino a farlo divenire una guerra civile, che a sua volta ha radicalizzato le relazioni politiche del paese.

traduzione dalla stampa estera fornita da pagine marxiste

 

 
 
 

Come volevasi dimostrare

Post n°482 pubblicato il 03 Ottobre 2014 da zoppeangelo

C'è chi fa il sufficente :Lotta Comunista sono anni che dice sempre le stesse cose. Riduttivo.Ci sono cose che diciamo da decenni , se non da cinquanta o sessant'anni ,ossia da sempre . Che il mondo è un unico mercato per la contesa dei capitali e degli stati , l'imperialismo unitario .Che la Cina da giovane capitalismo sarebbe diventata un peso massimo dell'imperialismo . Che l'Europa si sarebbe unita in un blocco imperialista .Il fatto è che solo le tendenze vere , quelle che contano . Capirlo a tempo e tenere il punto è decisivo,per sapere cosa fare , per orientare gli operai più coscienti , per organizzare la difesa di classe .

Ora è il turno di MATTEO RENZI e del suo jobs act , il disegno di legge sul lavoro che forse diverra decreto .E' da decenni che studiamo lo squilibrio dell'Italia e il vincolo esterno che lega la sua politica e la sua economia all'Europa e alla Germania. E' da anni che analizziamo la ristrutturazione europea e la politica imperialista contro i salari , con cui l'Europa vuole affrontare quella contesa mondiale .Dice Renzi che deve avere il suo jobs act entro ottobre , per trattare in Europa e non farsi imporre una manovra restrittiva . La condizione operaia , la flessibilità salariale , i licenziamnti sono moneta di scambio al tavolo della ristrutturazione europea .  Come volevasi dimostrare .

Si dice che il segretario del PD voglia fare Margaret Thatcher , ma il suo modello più che la lady di ferro è Gerhard Schoder , già capo dei socialdemocratici tedeschi  e COMPAGNO DEI PADRONI  , com'è chiamato dopo il suo piano di ristrutturazione  di welfare e salari .Si vanta di aver creato in Germania il sistema a bassi salari più efficente d'Europa . un precariato ben ordinato . Se le burocrazie sindacali avessero messo il naso fuori d'Italia , oggi non cadrebbero dal pero davanti alla ristrutturazione europea e alla politica imperialista contro i salari . E se il PD non si fosse ipnotizzato nell'antiberlusconismo , si sarebbe accorto del giovane Berlusconi che si portava dentro .

 

Paolo Rivetti 

lotta comunista n.529 

 

 

 
 
 

Rivolta dei giovani a Hong Kong

Post n°481 pubblicato il 02 Ottobre 2014 da zoppeangelo

Giovani in piazza ad Hong Kong: "primavera asiatica", un'altra TienAnMen o cos'altro?

Per spiegare quanto sta avvenendo a Hong Kong i giornalisti tendono a usare questi due termini di paragone, le primavere arabe e la più grande rivolta studentesca mai vista in Cina. Ma la storia raramente si ripete uguale nello stesso paese o nello stesso tempo in luoghi diversi.

I giovani liceali e universitari che si sono mobilitati a H.K. in comune coi proletari e i giovani arabi del 2011 hanno poco, salvo l'età. Non sono l'avanguardia di una enorme massa di giovani disoccupati che rappresentano quasi la metà della popolazione come nei paesi del Nord Africa. La fascia 15-25 anni a H.K. raccoglie il 6,3% della popolazione, per quanto l'immagine di piazze gremite ci faccia pensare il contrario, ( in Italia la stessa fascia è il 9,9% della popolazione.....). La disoccupazione a H.K. è del 3,3% , per ora i giovani trovano con una certa facilità lavoro e sono altamente qualificati. Inoltre il PIL pro capite a H.K. è di 50.900 $. Sappiamo che si tratta della media del pollo, comunque il 20% della popolazione vive sotto il livello di povertà, sono per lo più immigrati illegali dalla Cina, dal Vietnam ecc. ma non mandano i figli all'Università. Dietro il movimento per la democrazia ci sono giuristi e accademici, i giovani che si sono mobilitati temono di non poter, come i loro padri, acquistare una casa, avere una confortevole carriera o dar vita a nuovi affari . Sono i rampolli di un ampio strato di piccola e media borghesia minacciati nei loro livelli di vita dall'abbraccio soffocante della Cina.

Può stupire un italiano, abituato all'infanzia prolungata di molti giovani, che il leader
abbia solo 17 anni e che a 15 abbia organizzato una manifestazione di 120 mila giovani contro la riforma scolastica improntata al modello cinese.
Ma appunto Tien An Men o la Rivoluzione Culturale Cinese ci spiegano che sempre dietro queste masse di giovani che protestano ci sono gruppi politici o economici che stanno ingaggiando una lotta contro il gruppo dirigente, per cambiarne la direzione.
I giovani di chiedevano un cambiamento sociale, più libertà ma anche più giustizia sociale, al loro fianco si schierarono decine di migliaia di operai.

Nel caso di H.K. la protesta sta maturando da anni ed è espressione di un forte desiderio di autonomia se non di indipendenza .

Per capire cosa sta succedendo il leader cinese Xi Jinping ha convocato il 22 settembre a Pechino 70 fra i più ricchi ed influenti tycoon di HK, fra cui Li Ka-shing, considerato l'uomo più ricco in Asia, l'armatore Tung Chee-hwa e altri rappresentanti degli interessi immobiliari, bancari, proprietari di giornali e televisioni, o di casinò dove si "lavano" migliaia di banconote "sporche" e i proventi del traffico di droga e prostituzione. Va da sé che i Tycoons si sono espressi contro l'occupazione simbolica ma anche concreta, del cuore del mondo degli affari; si sono dichiarati "patrioti" come è giusto dal momento che la loro patria è dove si fanno profitti ed è la China di Xi Jimping che garantisce i loro affari. Tanto più che uno degli obiettivi polemici della protesta è il gap, il solco che sta dividendo i pochi miliardari da strati borghesi che rischiano l'impoverimento. La parola democrazia evoca per questi tycoon come per Xi Jinping il rischio di dover adeguarsi allo welfare state di tipo europeo, di dover garantire agli operai servizi salute e pensioni.

H.K., colonia inglese per 150 anni, è tornata alla Cina nel 1997 e ha ottenuto lo status di Regione Speciale (SAR), con amministrazione propria, possibilità di intrattenere relazioni economiche (commercio, investimenti) e intergovernative proprie, as esempio H.K. ha consolati indipendenti firma accordi bilaterali con governi, una propria politica di immigrazione, tanto che fra H.K. e Cina si viaggia con passaporto, ma non una politica estera e una difesa proprie. Parlando di H.K. e della necessità di preservarne il tessuto capitalistico di successo, Deng aveva affermato "Cos'è un patriota? E' uno che rispetta la nazione cinese, appoggia sinceramente la riassunzione di sovranità su Hong Kong e ha cura di non impedire la stabilità e la prosperità di H.K, Non importa se il patriota crede nel capitalismo, nel feudalesimo o nella schiavitù. Non gli chiedo di credere nel sistema socialista della Cina, ma di amare allo stesso grado la Cina w HK"
"

Questa situazione di "Un paese, due sistemi", definita dalla Dichiarazione Congiunta anglo-cinese del 1997 prevedeva che HK conservasse il suo sistema economico e le sue istituzioni sociali fino al 2047. Questo è stato scritto anche nella Costituzione di HK (la cosiddetta Nasic Law). Ma l'interferenza di Pechino è cominciata da subito; tutti i premier sono stati scelti da un Comitato formato da 1200 cittadini scelti nella elite politica e degli affari, preferibilmente yes-men nei confronti di Pechino: così è stato per C. H. Tung (1997-2005). Donald Tsang (2005-12) fino all'ultimo, C.Y.Leung, che ha raggiunto impressionanti vertici di impopolarità, soprattutto dopo che ha tentato di introdurre nelle scuole curricula e piani di lavoro, testi di studio simili a quelli cinesi. Il premier ha anche tentato di costruire intorno alle università un cordone sanitario di polizia che impedisca i contatti con giornalisti e uomini politici di altri paesi. Molti professori considerati non in linea sono stati allontanati. Ancora più dure le misure prese contro giornali e giornalisti troppo indipendenti (ad esempio il South China Morning Post e stato messo sotto tutela con la complicità del proprietario malaysiano Robert Kuok; allontanati dei veterani delle inchieste come Paul Mooney e Kevin Lau del Ming Pao Daiky; Lau è poi sfuggito a un attentato come Jimmi Lai del Apple Daily, Chen Ping del Sun Affaires w Tony Tsoi del House News. I giornali stavano denunciano come i servizi segreti cinesi stiano collaborando attivamente con la malavita locale.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la comunicazione che nelle elezioni del 2017 il premier di HK sarebbe sì stato eletto a suffragio universale dai cittadini, ma dentro una rosa di 2-3 nomi pre-selezionati da Pechino.

L'ostilità verso la Cina è diffusa in tutti gli strati sociali per ragioni spesso molto concrete.
I cinesi della terraferma, ovviamente appartenenti agli strati alti, acquistano il 30% delle merci di lusso, sono i principali clienti dei gran hotel; la loro corsa all'acquisto di case ha fatto crescere in maniera esorbitante i prezzi delle abitazioni, tanto che nemmeno i giovani della classe media può più aspirare a un appartamento in proprietà. Centinaia di migliaia di migranti dal continente cercano di piazzare i figli nelle scuole di HK che sono considerate migliori, impedendone l'accesso ai nativi. Addirittura fanno incetta di latte per i neonati, (dopo lo scandalo del latte avariato nel 2008 i genitori cinesi hanno la psicosi di vedere i loro piccoli avvelenati) e le madri dei quartieri poveri di HK ne restano prive. Un numero spropositato di donne incinte cerca di partorire a HK per dare ai figli la doppia cittadinanza, tanto che le madri locali non trovano più posto nelle cliniche e devono partorire in casa (l'ultimo dato disponibile è del 2010 e parla di un 37% di bambini nati a HK da genitori del continente). Il gruppo Facebook che ha convocato i dimostranti delle ultime settimane ha definito i cinesi del continente "locuste". Un docente universitario di Pechino ha contraccambiato chiamando gli abitanti di H.K. "cani bastardi aggiogati al carro dell'imperialismo inglese" .

Gli studenti a H.K. diventati bersaglio di gas urticanti e pallottole di gomma, con a difesa solo gli ombrellini di seta, non possono non suscitare simpatia, ma è inevitabile chiedersi se vanno incontro al massacro come a Pechino nel 1989?
Ci sono molte ragioni che potrebbero spingere Xi Jinping a una sanguinosa repressione e altre che la sconsigliano

HK è tuttora la porta principale della Cina, un hub finanziario di importanza senza pari piazzato al centro del Delta del Fiume delle Perle a ridosso del Guangdong. Né Shanghai né Shenzhen possono raggiungere in pochi anni un tale grado di internazionalizzazione, infrastrutture, competenza e organizzazione per gli affari.
HK ha venti volte i visitatori di Singapore.
Il 77% degli investimenti diretti esteri cinesi nel 2011 hanno preso la via di HK. Il resto è distribuito fra Taiwan, Giappone, Singapore, Usa, Corea e Germania. Viceversa provengono da HK il 47,7% di tutti gli investimenti esteri diretti in Cina.
A HK hanno sedi 71 fra le 100 più importanti banche internazionali e 290 fondi di investimento Di lì passa il 53% di tutta la massa degli yuan che circolano all'estero e l'80% del commercio estero in yuan. Si vocifera che HK abbia riserve in yuan pari a 160 miliardi di $ ( e cioè mille miliardi di yuan).
HK fornisce servizi e informazioni di ogni tipo allo straniero che vuole investire in Cina e comunque è il secondo partner commerciale con la terra ferma (finisce in Cina il 45,6 % dell'export di HK e finisce a HK il 17,4% dell'export cinese).
La città ha alti standard di qualità della vita e di ambiente ben curato, ha i migliori professionisti asiatici in tutti i campi (dagli albergatori ai broker), formati in 60 università che offrono più di 1000 diversi corsi per rispondere a qualsiasi esigenza professionale; garantisce la massima tutela legale e trasparenza nelle transazioni d'affari.
Infine HK è il principale centro logistico dell'Asia, la logistica produce il 24,1% del PIL e garantisce il 24% dei posti di lavoro, grazie alla qualità e all'ampiezza del porto, terzo nel mondo per il traffico di container (ne passano 60 milioni in un anno), mentre l'aeroporto è il primo per i cargo. Nel 2010 per l'aeroporto sono passati 50 milioni di persone (pari a un giro d'affari che copre l'9% del PIL); vi iniziano o terminano 880 voli al giorno. Soprattutto HK è nota per i livelli di sicurezza garantiti agli uomini di affari che vi si recano.

Una repressione violenta nel centro degli affari rischia di uccidere la gallina dalle uova d'oro, HK potrebbe essere disertata dai businessmen stranieri.
Molti degli alti papaveri dell'attuale Comitato Centrale non vedono l'ora di mandare un segnale duro alla enclave che dal 1997 è diventata il rifugio di dissidenti politici e religiosi, di capi sindacali e attivisti per i diritti umani, per giornalisti non allineati.
Ma è significativo che tutte le notizie sul movimento a HK siano state accuratamente censurate sulla terraferma. Instagram è stato bloccato.
Al di là di uno stretto lembo di mare ci sono il Guangdong, con le città di Guangzhou (=Canton) e sShenzhen con le loro centinaia di fabbriche e fabbrichette, con una classe operaia che, nonostante repressione e censura, da vita continuamente a scioperi e proteste.
Lo scontento è in costante crescita anche sulla terra ferma. HK può essere un esempio pericolo. D'altro canto raggiungere HK dalla Cina è sempre più facile. E trasmettere da HK in Cina non del tutto impossibile.

Secondo Pechino i manifestanti sono poche migliaia, i manifestanti con raro rispetto per la verità hanno parlato di 80 mila (da noi si sarebbero...... dati i numeri , a centinaia di migliaia), ma potrebbe essere la punta di un iceberg. E soprattutto a togliere il sono ai boss di Pechino non sono solo gli educati, english style studenti di HK, ma le masse proletarie della grande Cina


analisi cinesi da Pagine Marxiste

 

 
 
 

sfruttamento nelle fabbriche cinesi

Post n°480 pubblicato il 02 Ottobre 2014 da zoppeangelo

CHINA LABOUR WATCH140925
CONTINUA IL SUPERSFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI NEL GRUPPO JABIL FORNITORE DI APPLE

Inchiesta di China Labor Watch sulle fabbriche cinesi del gruppo americano Jabil a Wuxi, in Cina, che producono i coperchi di iPhone 6. L'inchiesta è stata condotta tramite investigatori che sono entrati come operai nella fabbrica Jabil Green Point.
Orario di lavoro settimanale che arriva fino a 77 ore, straordinari accumulati fino a 158 ore (quattro volte le 36 ore previste dalla legge cinese) con un salario ancora inferiore alla media locale; insicurezza delle condizioni di lavoro.
Diverse le violazioni rilevate, discriminazione nelle assunzioni contro donne incinta, minoranze etniche, bustarelle per le assunzioni, mancanza di preparazione per la sicurezza con falsificazione della certificazione a riguardo, ambiente di lavoro insalubre, e mancanza di sicurezza sul lavoro, obbligo di straordinari eccessivi, pause abbreviate, condizioni di vita miserevoli, e dipendenza da un alto numero di straordinari per guadagnare un salario vitale.
Le condizioni risultanti dall'inchiesta del 2014 non sono diverse, anzi forse peggiori, di quelle rilevate nel 2013: gli straordinari obbligatori richiesti arrivano fino a 158 ore. Da una parte Apple continua a migliorare i propri prodotti, le condizioni di lavoro di chi li produce non migliorano.
Il gruppo
Jabil Green Point dello Wuxi è stato fondato nel 2005, e si trova nella Zona di Nuova Tecnologia Nazionale e di Sviluppo Industriale di Wuxi, nella provincia di Jingsu. È una filiale di proprietà del gruppo americano Jabil, che produce prodotti di servizi elettronici commissionati da grandi gruppi dell'elettronica. Il gruppo comprende 3 distretti di produzione, Green Point, Green Xin e Green Mei.
Gli investimenti complessivi sono finora pari a $407 mn.; quando i siti di produzione saranno terminati occuperanno circa 30 000 salariati.
Reclutamento e assunzioni
L'agenzia per l'impiego locale che fornisce lavoratori riceve a Jabil, riceve una commissione più alta di quella fornita da altre società, pari a circa $244, che oscilla dai $130 ai $407, a seconda del della domanda di lavoro nel corso dell'anno. I lavoratori assunti pensano che la commissione richiesta all'azienda rifletta buone condizioni di lavoro nella fabbrica, in realtà è una quota dell'alta quota di plusvalore che verrà da loro estratto.
Per essere assunti i lavoratori devono sottoporsi ad un colloquio di lavoro e a una visita fisica, pagare all'agenzia una parcella seguire un corso di orientamento di una giornata, rispondere ad un questionario; al secondo giorno di lavoro ricevono il contratto di lavoro.
L'agenzia non fa assumere donne incinta o operai di minoranze etniche, come uiguri o tibetani.
Ambiente di lavoro e sicurezza
Aria impregnata di vapori di benzina usata per la produzione dei coperchi in metallo dei cellulari, La benzina impegna anche vestiti e capelli e pelle dei lavoratori; benzina che ricopre il pavimento e che gocciola anche da sopra le teste; forti rumori dei macchinari.
Data la forte domanda, viene utilizzato per la produzione anche un edificio ancora in costruzione, con impalcature e gru e vari macchinari edili e rifiuti ancora sul posto, che rendono insicuro l'ambiente; osservati anche crolli di parti del soffitto.
Igiene, condizioni di lavoro
Mancanza di igiene nel self service; scorie di metallo, acqua sporca sul pavimento dei vialetti, sdrucciolosi.
Sono pochi i lavoratori a lungo termine perché la maggior parte dei lavoratori non riesce a sopportare a lungo l'intensità del lavoro e la pressione dei capi, che vitano loro di parlare con i compagni. Se viene rilevato un prodotto difettoso i lavoratori vengono multati; ai lavoratori vengono assegnate quote di produzione; se sono alte le linee di produzione sono strapiene di pezzi, che impediscono la fluidità del lavoro.
Le pause di 10 minuti ogni due ore di lavoro non vengono rispettate se la produzione lo richiede.
Sono previsti due pasti al self service durante un turno di 12 ore, costo $1,2 ognuno; il cibo non consumato può essere asportato; se un lavoratore ne vuole meno la parte mancante viene compensata su una tessera aziendale, che può essere usata per comperare altro nella fabbrica, ad es. latte o frutta. A fine mese però la tessera viene azzerata, e il lavoratore perde il valore azzerato.
La fabbrica fornisce gli alloggi ai lavoratori di alcuni siti, si tratta di dormitori che ospitano 8 persone e hanno un servizio igienico comune, l'acqua calda non è sufficiente; non è fornita acqua potabile, che i lavoratori devono comperarsi. Non sempre gli occupanti dell'alloggio hanno lo stesso turno di lavoro ...
Salari e integrazioni
Di seguito la tabella salariale di un lavoratore di Jabil. Con 90 ore di straordinario nel mese di agosto (dovevano essere di più ma è andato in ferie) il salario loro è stato di $570, dedotte previdenza sociale, affitto e servizi, il salario netto è di circa $488. Metà o più del salario proviene dagli straordinari.
Il salario medio mensile di Wuxi nel 2013 era di $773, per avere un salario inferiore del 15-25% alla media locale, i lavoratori di Jabil devono fare turni di 12 ore per sei o sette giorni la settimana.
I salari mensili di Jabil consistono in una paga base ($277), un bonus di produttività (variabile...), un bonus riferito alle quote di produzione (variabile tra i $12 e i $16); un bonus di piena presenza ($16); gli straordinari (retribuiti in base alla legge), ci sono maggiorazioni per il turno notturno ($1,62 per notte), per l'anzianità di servizio ($19,5 dopo 4 anni).
I salariati di Jabil non ricevono probabilmente la previdenza sociale come previsto dalla legge (10,5% viene versato dal salario lordo, e 31,5% del salario loro deve essere pagato dal padrone.), il che significa salario non pagato che potrebbe equivalere a centinaia di migliaia di $ al mese.
Orario e permessi
Gli accordi contrattuali della fabbrica prevedono 6 giorni di lavoro e uno di riposto; ogni turno dura 12 ore: 2 ore per pause pranzo, e due ore sono straordinari obbligatori, 8 ore di lavoro ordinario.
In realtà i salariati di Jabil sono costretti a accumulare 100-158 ore di straordinari al mese, equivalenti a 2-4 volte il limite per legge di 36 ore.
dopo l'estate la direzione aziendale ha comunicato la possibilità di lavorare anche nei giorni di riposto, domenica compresa, e molti lavoratori l'hanno fatto
Il carico di lavoro è aumentato e le pause di 1 ora per i pasti sono state tagliate a ½ ora. Risultato ora i lavoratori lavorano per 11 ore al giorno, sei sette giorni la settimana, per rispondere alla forte domanda di iPhones.
Se un lavoratore chiede un permesso per riposare; quando, e non sempre, il permesso viene concesso, viene dedotta una quota del salario.
Per un permesso per motivi di salute il lavoratore deve presentarsi in una struttura ospedaliera e riempire un modulo; se le formalità non sono espletate in modo corretto l'assenza non è giustificata e viene dedotta dal salario.
Premi e punizioni
Sono previste 8 situazioni che meritano un premio, ma di fatto i lavoratori non ne ricevono mai.
Sono previste punizioni in caso di violazione delle regole o di revoca del contratto; i capo reparti valutano il comportamento dei lavoratori. I lavoratori possono presentare reclamo o a voce o per telefono, e i reclami vengono pubblicati nella bacheca del self service; nessuno dei lavoratori intervistati l'ha però mai fatto.
Dimissioni
Un lavoratore non ha il diritto di dimettersi se le dimissioni non vengono accettare dal capo-reparto, cosa che succede quasi sempre. Il che significa che, se se ne va ugualmente, non gli vengono riconosciute le spettanze.

 

 

 

 

 

 
 
 
Successivi »