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ABEBE BIKILA

Lo sapevate che il nome è Bikila ed il cognome è Abebe.Nasce il 7 agosto 1932 a Jato, villaggio distante nove chilometri da Mendida, in Etiopia. La sua professione era quella di agente di polizia, nonché guardia del corpo personale dell'imperatore Haile Selassie.Rimane una leggenda in ambito sportivo da quando ai Giochi Olimpici di Roma del 1960 vinse correndo scalzo la gara della maratona. Le scarpe fornite dallo sponsor tecnico non risultano comode, così due ore prima della gara decide di correre scalzo. Quattro anni dopo, Abebe Bikila si presenta alla XVIII Olimpiade (Tokyo 1964) in condizioni di forma non ottimali: solo sei settimane prima aveva subito un'operazione chirurgica all'appendice. Nonostante questa circostanza sfavorevole è lui l'atleta che taglia per primo il traguardo e che indosserà al collo la medaglia d'oro. In questa occasione gareggia con le scarpe e stabilisce il miglior tempo mondiale sulla distanza. Nella storia di questa faticosa disciplina, Abebe Bikila è il primo atleta di sempre ad aver vinto la maratona olimpica due volte di seguito. L'anno seguente, nel 1969, rimane vittima di un incidente automobilistico nei pressi di Addis Abeba: rimane paralizzato dal torace in giù.Abebe Bikila morirà a causa di un'emorragia cerebrale alla giovane età di quarantuno anni, il 25 ottobre 1973.

 

 

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A spasso sull'Appennino

Post n°69 pubblicato il 29 Marzo 2012 da ste20092009
 

Son le cinque del mattino quando lascio la città e mi dirigo sull'Appennino tosco emiliano, dove ho intenzione di percorrere in solitaria 120 km in due giorni.

Lasciata l'auto in un paesino sconosciuto rimango solo all'aria aperta. A tu per tu con mille preoccupazioni... e quelle del momento si sommano a quelle esistenziali.

Mi inerpico in un sentiero in salita seguendo le indicazioni riportate su una cartina assai approssimativa. Infatti dopo qualche tornante mi accorgo che la via non è quella giusta e faccio dietrofront.

Lungo la discesa inciampo in un ramo nascosto sotto il fogliame e cadendo mi procuro un taglio sulla gamba destra. Ritorno in paese già piuttosto nervoso, ma faccio un profondo respiro e decido di riprovare.  

Risalgo prendendo la via successiva e cammino per un paio d'ore di buona lena. Quando mi fermo per osservare un daino, che accortosi del mio arrivo si allontana a grandi balzi, ho già percorso una quindicina di chilometri.

Per qualche ora una inspiegabile tensione mi accompagna. Sobbalzo ad ogni fruscio di una lucertola tra le foglie, consulto la mappa ad ogni incrocio e sono preoccupato per il ritorno.

Man mano che avanzo però mi sento più leggero, entro rapidamente a far parte del mondo in cui mi trovo. Non incontro esseri umani ormai da diverse ore, ma non mi sento affatto solo.

Nell'attraversare un cascinale abbandonato incontro dei grossi cani che mi si parano davanti abbaiando a gran voce, dopo i primi momenti di perplessità decido di affrontarli e proseguire. La mossa si rivela vincente e mi lasciano passare senza colpo ferire. 

Da qui in poi seguo il sentiero senza bisogno di consultare la cartina e trascorro due giorni importanti da solo con me stesso... faccia a faccia con le mie paure... prima di raggiungere di nuovo l'auto e con essa il mio effimero posto nella agiata società degli uomini.

Il viaggio continua...

 
 
 
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Un blog di: ste20092009
Data di creazione: 21/10/2010
 

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BOA VISTA ULTRAMARATHON


Sull´Isola di Capo Verde dove il deserto tocca l´oceano creando un teatro naturale e da un´idea totalmente italiana, è nata una competizione podistica, che anno dopo anno attira sempre più appassionati. Ma che cos´è l´ultramaratona? Presto detto: si gareggia a una temperatura media di 27° C, con una lieve escursione termica fra il giorno e la notte e bassa umidità su un percorso tipicamente desertico caratterizzato da ripetuti avvallamenti. I partecipanti hanno 50 ore di tempo per coprire il tracciato lungo 150 chilometri: 50 ore da affrontare in autosufficienza, muniti di uno zaino con sacco a pelo e cibo sufficiente, e con una scorta di 24 litri d´acqua che verrà loro consegnata progressivamente al raggiungimento dei vari punti di controllo, distanti fra loro dai 9 ai 15 chilometri.
Non basta avere gambe buone per raggiungere il traguardo, ma bisogna anche sapersi orientare, grazie un road-book fornito dall´organizzazione insieme alla cartina, dove sono riportati tutti i check-point dove far rifornimento di acqua e riposare. E´ importante, in questa manifestazione, avere un ottimo allenamento ma anche una buona strategia di gara, sapersi riposare quando necessario e saper gestire le proprie forze. Si corre sotto il sole cocente e la notte stellata, con il caldo che la fa da padrone. Per questo vince chiunque arriva, a prescindere dalla classifica.

 
DOVE SI SVOLGE LA GARA