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Creato da mikimikidgl5 il 08/10/2009
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Post n°8 pubblicato il 09 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
capitolo 6 la festa
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Post n°12 pubblicato il 09 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
oggi a verona è una giornata uggiosa come di regola dev'essere l'autunno ma sono felice..i miei pensieri si immedesimano nella natura e in questo racconto,guardo le parole e mi stupisco molto.non ho fatto grandi scuole ,ho solo un titolo di 3 media come molti!!che c'è da vergognarsi dico io a esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni quando c'è l'amore a sussurare al cuore... un cavallo galoppa nelle praterie dell'anima ,spero che pure tutti voi fate parte della mia tribù!! un ciao a tutti da verona |
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Post n°13 pubblicato il 10 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
capitolo 7 l'angelo
Il fato trasportava penelope sulle ali della sapienza, ormai i suoi giorni a utopia si erano accumulati,era bella e sapiente. Decise cosi di voler fare ritorno a casa per riabbracciare suo padre e i fratelli, erano trascorsi quasi cinque anni e sembrava ieri l' inizio di questo viaggio fuori dalla casa paterna. Lei si pose questa domanda "una volta che arriverò a casa cosa farò?" cosi iniziò a fantasticare ma stando con i piedi per terra pensò che avrebbe aiutato il padre nei suoi lavori e hai fratelli a tenere in ordine la casa. Pensò ancora "son sapiente,buttare nei cieli della fattoria questa sapienza accumulata è come seminare un campo pieno di sassi, ho bisogno d'amore!" . |
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Post n°14 pubblicato il 10 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
capitolo 8 la cornucopia e il re
"ci fu un tempo molto lontano, in una terra scaldata dal sole come questo di utopia, un regno fatto di nobili e persone ricche, la fame in quel paese non esisteva. Se non c'è fame non c'è guerra ma un giorno la signora guerra passo pure da li. |
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Post n°15 pubblicato il 10 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
Capitolo 9 il sofismo
Ogni mattina, dopo l'incontro col suo dio angelo, penelope si risvegliava col sogno tra le mani di sposarsi e tornare da suo padre.
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Post n°16 pubblicato il 10 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
capitolo 10 il muro
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Post n°20 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
capitolo 11 la moneta
Nel cammino che fece dopo avere scritto la sua supplica, c'erano molti sospiri che guardavano le persone e sempre di più nasceva la speranza di essere esaudita, girovagò un po' per le viuzze senza una meta precisa in quella serata stellata. Ritrovatasi a un certo punto a fissare qualcosa che luccicava per terra,la raccolse, era una moneta, si guardò intorno per vedere se c'era qualcuno per restituirla ma non vide nessuno. Guardandola meglio si stupii due volte::uno per la sorpresa e secondo perché era una moneta dell'antica Roma. guardandola bene vide che c'era l'effige di un antico re o imperatore di nome Giulio cesare e nell'altra faccia le sembianze di una dea, era talmente consumata che si poteva leggere a malapena ,quello che mani abili avevano impresso molti secoli prima. Tirò un sospiro di gioia la penelope perché di monete antiche non ne aveva mai possedute, la guardò meglio alla luce delle torce,si era proprio romana!li nacque la domanda:com' è arrivata fino a qui?su questo selciato!poi un'altra quanto vale e quanto valeva?decise che il valore era dato solo dall'essere umano, la domanda più importante era: dopo secoli perché lo trovata su questo selciato di utopia?cosi indagò per dare risposta alle domande, da questo nacque la leggenda veritiera delle scienze umane. Era lì per mano umana o per caso?
Era notte inoltrata,quando penelope, ebbe un sogno rivelatore. Io proverò a descriverlo con meno enfasi per non essere trasportati in mondi sconosciuti e irreali.
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Post n°21 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
Penelope andò a fare una passeggiata lungo le stradine di utopia,dopo quel sogno ne aveva proprio bisogno così avrebbe pensato un po' su come trovare il dio Ermes ... cammino facendo, trovò una panchina su cui sedere,i tempi erano quelli in cui si mieteva il grano e per la cittadella passavano i carri carichi di grano.
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Post n°22 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
Capitolo 15 la lettera del padre
Giunse una lettera a penelope,da parte del padre,era scritta così :
capitolo 16 il ritorno della colomba
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Post n°23 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
capitolo 17 soave sole
Con la sua colomba chiusa in gabbia, penelope pregava per l'anima del padre e accendeva una candela bianca.
C'era una cassetta di mele al mercato settimanale, che penelope vide e volle acquistare, perché era golosa di quel frutto. Compratola ,la portò a casa, si accorse solo lì dell'inganno,cosa successe?
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Post n°24 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
Capitolo 19 il torneo delle stelle
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Post n°25 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
capitolo 20 l'incontro col diletto
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Post n°26 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
Capitolo 21 l'incredibile
I due si svegliarono,nel letto sfatto,erano sazi del cibo d'amore ...
Arrivati al prato dove c'erano gli armenti,stella del sud diede un bacio a penelope dicendo " il carro è pronto,saliamo cara?" cosi lui le porse la mano e la fece salire,con gesti e parole radunò gli animali e partirono per la volta celeste. Volarono su terra e mari mai visti,era bello per penelope tutto ciò stare nel cielo col suo amore. Penelope chiese "ma è questo che si prova caro?" "si tesoro migliaia di anni per me sono un solo giorno insieme a te il cuore,pulsa forte" "il mio era incatenato ed ora è libero d'amare te!".
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Post n°27 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
Penelope fu felice d'aver espiato la sua offerta ad'amore cosi com'era felice di stare con stella del sud e lo stesso era uguale per stella del sud. |
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Post n°28 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
Un giorno un maestro chiese ospitalità a penelope,lo incontrò quando con stella del sud doveva chiedere al farmacista delle erbe per guarire dal mal di denti. lei non riusciva nemmeno a parlare,infatti fu stella del sud a parlare con questo maestro dando il consenso per ospitarlo,penelope nel frattempo si stava facendo curare. |
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Post n°29 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
Penelope vista la sfortuna in amore,dopo la scomparsa di stella del sud,decise di non arrendersi e di riprendere a vivere la sua vita.
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Post n°30 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
capitolo 27 il risveglio
"non ci devi ringraziare" rispose la vecchia signora "ma riprendere forza e tornare in te. Parlavi nel sonno, il tuo nome è penelope. Questo non l'hai detto ma intuito" "dove mi trovo?" "in una capanna in riva al lago, hai dormito due giorni" "due!" "si".
capitolo 28 il nuovo amore
Eliseo tornò con il pesce pescato che la nonna sibilla prontamente cucinò. Mentre la nonna cucinava,Eliseo e penelope ebbero il tempo di parlare,la nonna non disse al nipote che avevano parlato di lui nel pomeriggio.
capitolo 29 i balli
I due si amavano veramente tanto e lo capivano sempre di più ogni volta che stavano insieme. Gli uccelli sull'albero di fronte al loro prato ogni volta che andavano li ,cantavano melodie cosi intonate che le si poteva ballare,un giorno penelope riuscii a convincerlo il suo amore a ballare.
Il tempo passava e questo matrimonio sapeva sempre più d'eterno,non c'era nessun altro se non solo loro due. Penelope venuto il momento disse al suo Eliseo "sono in compagnia!" "come in compagnia?" "aspetto un figlio!" "ma sei sicura?" "si caro!" "allora la sensazione di non essere solo a pescare era vera!" "si caro, avrai qualcuno a cui insegnare l'arte della pesca" "fra quanto sarà?" "fra non molto... Solo che" "cosa ti turba amore?" "come lo chiamerai amore?" "ci sono dei nomi che mi piacciono,ma sarai tu a scegliere cara!" "allora vedrò come si chiamerà" "e per vedere cosa devi fare?" "baciare te! Lì in mezzo agli occhi appena sopra il naso " "si cara". Cosi fece penelope e all'istante gli venne in mente il nome Oesile "Oesile è il contrario del mio nome! Come dolce la tua scelta,ma allo stesso tempo noto che indica una cosa minuta, smilza. Cara prova a ribaciarmi" "si è vero riprovo. Epolenep" "è il contrario del tuo e indica caos" "si caro il caos del parlare troppo bene" "provo io a baciarti vediamo se riesco" cosi fece e venne fuori "Aerdna" "è stupendo!mi piace" "aerdna ..."pensò un po' Eliseo e disse " si!come questo bacio" cosi i due sposi scelsero il nome del loro futuro amore. |
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Post n°31 pubblicato il 12 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
Capitolo 31 il canto
Capitolo 32 il nascituro
Il tempo era giunto! Aerdna aveva messo in travaglio sua madre, penelope. Vicino a lei c'era la sua amica Sofia e la nonna di Eliseo. era una domenica ed era l'alba quando lui nacque, il cielo era oscurato con delle nuvole veramente nere da fare paura ma non piovve per tutto il giorno, fu solamente un segno. Cosi nacque il figlio di Eliseo e penelope,venne alla luce e non ci fu un raggio di sole fino al mattino dopo.
Capitolo 33 l'uomo sulle nuvole
"un bicchiere di vino cara?" "si amore!" i due genitori,dopo qualche giorno dal parto,brindarono con felicità e iniziarono a sorseggiarlo come si sorseggiano i baci di due innamorati. Era cosi buono quel vino,che bastava ogni vagito del bimbo per sorridere,infatti quel giorno risero molto e il bimbo con loro.
Capitolo 34 i tre desideri
Passeggiava di giorno penelope col bimbo nella mano nel boschetto dell'amore chiamato cosi perché c'era molto vischio.
La nonna di Eliseo raccontava sempre delle storie al piccolo aerdna, c'e ne era una in particolare che amava raccontare iniziava con la scoperta di un oggetto ,casualmente. Quest'oggetto erano dei vasi di coccio sparsi, qua e la sul terreno,mentre nel fitto del bosco si nascondeva una grotta "questi uomini trovati i cocci,si domandarono perché fossero, li,questi uomini,a parte uno non sapevano leggere cosi chiese a quello che sapeva leggere cosa era scritto e lui lesse questo: quando si trema ogni valore o coraggio è spento...il gruppo non capii il valore della scoperta ma chi sapeva legger ne ebbe gran interesse. Cosi lasciarono tutto li, senza dargli il peso dovuto, l'uomo che sapeva leggere per sua natura era curioso, cosi durante il pranzo invece di mangiare si addentrò nel bosco da solo. Spostò alcuni cespugli e scoprii una grotta,all'esterno c'erano altri cocci, sulla volta della grotta era scritto "godo la giovinezza e scherzo!tanto ci starò persa la vita,laggiù come un sasso muto. Lasciando questa cara luce,non vedrò per nobile ch'io sia mai più!che fare era senza una torcia" "che fare nonna?" "tu che faresti?" "entrerei almeno per vedere" "aerdna speranza e rischio stanno per gli uomini alla pari,sono entrambi brutti demoni. entreresti per vedere altri cocci?" "forse sì. Ma se li vedo all'esterno i cocci o meno paura o almeno ho una visione parziale di quello che è all'interno" "meglio lasciare tutto lì nipotino" "perché nonna?" "sappi questo nipote caro:ebbene cerca d'arricchirti con giustizia e saggezza,senza eccessi,memore dei miei versi. Avrai di che lodarti d'avere seguito i miei saggi consigli!"
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Post n°33 pubblicato il 14 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
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Post n°34 pubblicato il 18 Ottobre 2009 da mikimikidgl5
<<non si sopportano i momenti amari della vita, caro nipote!>> cosi dissi e pensai , alla mia età chi può dare retta a un vecchio di 80 anni? Se non i propri ricordi che rimangono ancora in questa mente ormai distratta, ma il nipote che avevo al mio fianco non poteva sapere quanta amara la vita è! Se si sbaglia, si paga sempre, ...<<ma nonno se ciò che mi racconti, che la guerra è crudele allora a cosa serve è inutile?>> <<si è inutile come un vecchio come me!ma nel pensiero aleggia ciò che più di segreto ha un uomo !il sentimento caro nipotino!>>. Stavo passeggiando con mio nonno ,io avevo circa quindici anni, nelle campagne dell'Emilia dopo avere mangiato in un ristorante quando ci imbattemmo in un fiume che sinuoso attraversava la pianura, col suo lento fluire come i passi del mio caro nonno camminammo quel giorno di pasqua che non sapevo, cosa si celava, mio nonno lo sapeva eccome se lo sapeva <<anni nipotino che non tornavo da queste parti!guarda sempre lontano>>mi diceva e io facevo come lui disse ,vidi a un certo punto una casupola diroccata lungo il corso del fiume che seguivamo, io nella mia fanciullezza chiesi al nonno caro <<cosa è quella nonno una casa?>> .<<serviva da casa anche ,ma principalmente era un mulino. Andiamo a vedere ,ti và?>> <<certo che mi và!>> <<anch'io da giovane venni qui col mio babbo e il mio babbo con il suo babbo anche se sembrano vecchi ricordi io li sento giovani dentro me!>> <<si ,nonno!>> guardavo quella casupola che era un mulino e la mia fantasia volò,pensavo e chiesi <<ma come vivevano?una volta!>> <<certo e sicuro che i cellulari a quei tempi nipotino non c'erano, c'erano solo le notizie che passavano di bocca in bocca ogni paese viveva di vita propria come fosse uno stato indipendente >> <<si può entrare secondo te?>> <<talmente diroccato che è pericoloso entrare. Guarda c'è un airone.>> <<dove?>> <<li nel fiume, sarà in ricordo di Francesco e dei suoi fratelli. una volta era pieno di aironi al tempo dell'unità d'Italia, qui in queste terre devi sapere che gli uomini hanno combattuto per la libertà vera, cioè quella che ci rende ognuno padrone di sé e non schiavi di altri. Mio nonno portava sempre qui il grano da macinare per farne farina finche un giorno , il mulino chiuse.>> << come mai?>> <<devi sapere che la guerra è crudele!>> <<come posso sapere se è crudele se non lo mai vista?>> <<son stanco. Sediamoci su quel vecchio ceppo! >> <<sì come vuoi nonno>> ma prima di fare sedere mio nonno guardai gli anelli del tronco, io frequentavo l'agraria e pochi giorni prima mi avevano insegnato che gli anelli dei tronchi, sono gli anni di una pianta. <<quanti saranno nipote?>> <<fino adesso settanta, ma saranno almeno il doppio!>> <<fammi sedere sono stanco>> cosi ci sedemmo e quell'albero disse mio nonno c'era anche quando lui veniva con suo papà <<qui c'era la guerra e i fratelli di cui ti parlai, si ribellarono contro il regno che li comandava, sognavano un'Italia unita da nord a sud e di un popolo chiamato italiani. I soldati pieni di furore e di sangue di vittime innocenti, stavano per venirli a catturare. Solo un miracolo li salvò, qualcuno li avvisò che stavano per arrivare i soldati. Presero decisione di ribellarsi e imbracciare l'unico fucile che aveva in questo mulino! Si appostarono alla finestra, aspettarono l'arrivo dei carnefici di vittime innocenti, appena comparve, il primo soldato, spararono un colpo e centrarono in pieno il suo cranio. I soldati si misero a pancia a terra cominciando a sparare e loro con coraggio presero dei sacchi di farina per usarli come scudo contro i proiettili. Finito di sparare i soldati, pensando di averle massacrato i ribelli a fucilate, si avvicinarono a questa casa>>intanto i miei occhi sognavano tutte queste scene, sentendo anche gli spari e l'odore della polvere da sparo << i quattro fratelli presi da paura di tanta crudeltà, loro non si fermarono, insomma non si arresero presero ancora più coraggio. Imbracciarono i forconi e le falci, appostandosi dietro la porta. I soldati entrarono, non si aspettava un agguato . furono i soldati a perdere quella volta se ne salvò solo uno che all'incirca aveva la tua età. I quattro fratelli lo risparmiarono per pietà, loro non erano assassini. Catturato il giovane, lo legarono e aspettarono che arrivassero altri soldati ma non vennero mai perché anche gli altri paesi si erano ribellati. Quella fu la fine dell'impero straniero in terra d'Italia. Il sole era alto quel giorno, come oggi!>> <<nonno ma i soldati di cui hai parlato avranno avuto i loro ideali?>> <<si li avevano ma erano crudeli e questo annienta quello che ci può essere di positivo in un ideale a mio parere!>> <<dai entriamo!>> <<no meglio di no!>> <<raccontami del prigioniero che fine fece?>> <<questo è meglio non dirlo!>> <<perché?>> <<non furono i quattro fratelli colpevoli di quello che successe al ragazzo ,ma quelli del paese. Loro si dispiacquero molto, ma va bene ti racconto ... i soldati come ti dissi non arrivarono mai, cosi dopo l'attesa e non sapendo che i paesi erano insorti decisero di mandare Giuseppe in avanscoperta fino al paese, da distante c'erano fumi neri che si levavano da esso e si sentivano grida inneggiare alla libertà. Giuseppe tornò dai fratelli ad avvisarli che l'indipendenza era vicina dissero al prigioniero che i suoi commilitoni ormai stavano perdendo la guerra, il ragazzo stette in silenzio causa che lui non capiva la loro lingua e loro non capivano la sua <<che dite fratelli ci uniamo al resto del paese e cacciamo il nemico?>> <<sarebbe da fare!>> il più vecchio disse<<noi la nostra guerra l'abbiamo già combattuta qui nel nostro mulino che utilità saremo se anche noi andassimo li a combattere!>> << ma che penserebbe la gente?>> <<la gente lasciala pensare,anche se mi spiace non scacciare il nemico che tanto ci ha oppresso!>> il ragazzo accovacciato in un angolo fece un sorriso come se avesse capito di cosa si parlava, ma nei suoi occhi si leggeva che aveva paura ,uno dei fratelli si avvicino,credo fosse Serafino,per consolarlo il ragazzo pronunciò la parola padre. Sbigottito Serafino, si fece indietro, capii subito che quello era solo un ragazzo e tenerlo prigioniero era crudele e ingiusto come lo erano stati i loro dominatori, ne parlò hai fratelli>> <<che successe poi nonno rimase vivo?>> <<si rimase vivo mi ero perso nel mare dei ricordi! Scusa. Lo presero dal suo giaciglio, gli diedero dei vestiti puliti anche se un po' grandi per lui e lo fecero cambiare. Presero una sedia ciascuno e chiesero cercando di parlare la lingua del ragazzo, dove era sua padre. Stefano capii poco dopo che suo padre era un soldato come il figlio, ma che non sapeva dove si trovasse, si erano persi di vista da qualche settimana era sorprendente come il nemico ora sembrava più amico, anche se la lingua era un monte insormontabile... <<che facciamo fratelli?>> <<prendiamolo e andiamo al paese>> <<nessuno ci riconoscerà!>> <<si va bene>> disse il più vecchio. Partiti verso il paese non videro anzi calpestarono molti cadaveri di soldati e il ragazzo aveva occhi sgranati come per dire <<ma cosa è la guerra ?quale assurda bestia è?>> trovavano il paese devastato da fuochi e palle di cannone, il nemico dissero i paesani era scappato a gambe levate.. il ragazzo si intristii si sentii solo e quasi prigioniero,<<vedrai lo troverai,sento che è vivo!>> disse Giuseppe al ragazzo ma lui non riuscii a trattenere un paio di lacrime <<andiamo fratelli non possiamo stare con lui qui in paese se ci chiedono di parlare con lui cosa diremo?>> <<passeremo come traditori!>> <<o anime pietose!>> <<la gente sta di fatto non ci capirebbe e lo vedrebbero solo come un nemico!>> <<andiamo ragazzo!>> <<no >>disse lui e scappo via infilandosi in una via stretta e cosi cercando di seguirlo videro una bandiera tricolore sventolare si ricordarono che la guerra era passata e si potevano chiamare italiani!. Andiamo nipote che i tuoi genitori e la nonna mi aspettano per pagare il conto.>>un sorriso era sul volto dell'anziano nonno e io cosi decisi <<se mai la guerra ci sarà non prenderò parte!>> era bella la campagna coi suoi fiori e i suoi uccelli che cantavano ,rimarrà sempre impresso in me quel racconto. Arrivati al ristorante, il nonno pagò e ancora lo vidi sorridere nuovamente. Tutti montammo sulle macchine in cui eravamo venuti e tornammo a casa. Solo quegli uomini che erano fratelli probabilmente dormivano ancora a quel vecchio mulino pensai io in modo sciocco e superficiale. I giorni passavano e feci strani sogni di notte,sognai la guerra coi suoi furori e le sue crudeltà. Venne un giorno, mio nonno a trovarmi a scuola. Insomma era venuto a prendermi per portarmi a casa, io li per li non volli ma lo feci ,gli raccontai che dopo quella pasqua avevo fatto dei sogni di guerra,lui mi guardò ma non rideva questa volta, era serio, io ebbi paura che mi rimproverasse per qualche mia colpa ma non era cosi <<quella che ti ho raccontato era una storia vera, ma non finiva li c'è un proseguimento dei fatti ... quelle vite non si sono mai sciolte come si scioglie la neve al sole ma anzi divennero più forti avendo raccolto quel ragazzo. Su fermiamoci al bar prima di portarti a casa mi andrebbe un rosso>> <<va bene nonno>> ci fermammo al bar in piazza al mio paese e io presi una coca cola, ci sedemmo fuori continuò a raccontare mentre beveva quel rosso <<ma prima dimmi cosa hai visto nei sogni?>> <<nulla di cosi importante come le tue parole, sembrava la tivù come comanda solo lei lo sa fare!>> <<la tivù hai miei tempi di ragazzo non c'era>> pensai alla stessa frase ma con la parola cellulare e mi sembrò di tornare in quella campagna e in quel mulino di allora <<quel ragazzo che scappo,non fece la scelta più saggia.>> <<come mai?>> <<lo catturarono e visto che non rispondeva alle loro domande capirono subito che era uno dei soldati scampati al massacro. che fine fece quando me lo raccontarono anche io ebbi disprezzo e timore verso certe persone e capii che Francesco,Serafino ,Stefano e Giuseppe fecero bene a fare ciò che fecero. Insomma il ragazzo dopo che fu catturato lo portarono in prigione per poi una mattina una domenica lo fucilarono in piazza e tutti furono felici più di prima,con lui altri dieci! Pieno d tristezza Giuseppe decise che con questa terra aveva chiuso voleva andarsene, i suoi fratelli non ci pensarono neppure due volte a seguirlo ma dove nipote andarono?>> <<non so?>> <<avevano il mulino, era l'unico, della zona e lo venderono a una buona cifra quel tanto che bastava a rifarsi una vita ma li per loro rimaneva il ricordo del loro caro babbo cosi non si sciolsero in lacrime quella vita che loro insomma amavamo ma edificarono una cosa meravigliosa,l'amore tra i fratelli!>> <<non ti seguo più nonno, non capisco!>> <<se ne andarono a volta la vita obbliga il cuore ad abbandonare ciò che ama>> << capito>> <<con il loro ricavato i fratelli si trasferirono in toscana dove acquistarono un altro mulino, almeno li non li conosceva nessuno e loro non conoscevano questi fratelli che di nome furono chiamati fratelli bandiera perché venivano da Reggio Emilia dove sventolò il tricolore la prima volta!>> <<perché ho fatto questi sogni secondo te nonno?>> <<ogni uomo sogna e sogno significa?>> <<significa?>> <<non so nemmeno io andiamo a casa che devi studiare?>> <<si>> |
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Chi può scrivere sul blog
L 'ALTEREZZA
L' ALTEREZZA
MA VOI,SIGNORE....
COME PASSATE ALTERO!
SENZA SCORGERE IL MIO TREMARE
NE LA PIOGGIA DEI FIORI
E ALLORA PER LA SUPERBA
ALTEREZZA VOSTRA,
IO PIANSI UN SILENZIOSO
PIANTO DI TRISTEZZA
E LACRIME CADDERO
ANCHE SUL CILIEGIO...
POESIE
I CANTI
IN TREPIDA ATTESA,
DI OGNI LACRIMA E DI OGNI FIORE
FECI ALLORA UN CANTO
E OGNI CANTO RIAFFIDARE VOLLI AL VENTO
CHE SECO LO PORTASSE
NEL SUO RANDAGIO ANDARE,
E QUALCUNO PASSANDO
SULLE SIEPE NE SCORDASSE
CHè COGLIERE LO POTESSE L'USIGNOLO
PER RIPETERLO POI ANCHE ALLA LUNA....
SINCHè GIORNO VENISSE
IN CUI LUNGO LE VIE DEL CIELO,
DELLA TERRA OPPURE DEL MARE,
IL VENTO,LA LUNA O L'USIGNOLO,
INCONTRANDO IL MIO SIGNORE PER CASO,
NARRARE GLI POTESSERO
DI FUKUKO E DEL SUO AMORE:
CHE è DOLCE,ANCHE SE NON SIA CANTATO
CON VOCE D'ORO...
E GLI DICESSERO
IL PROFUMO
ELLA ERA UNA PIANTA DI CAMELIE
E NON AVEVA PROFUMO
PURE ESSENDO IN FIORE,
MA UNO VENNE
CHE LE INSEGNò L'AMORE
E DEI LILLà FRAGRANTI
E DEI GAROFANI ARDENTI
SUBITO LE SUE CAMELIE
PRESERO SOAVEMENTE ODORE
LA NEVE
E IO SONO NELL'ORA
COME IL CILIEGIO DEL MIO GIARDINO:
LE SUE BIANCHE FARFALLE DI NEVE
SONO LE ALI STANCHE
DEI MIEI SOGNI D'AMORE.
TRA BREVE:
LA PIOGGIA UCCIDERà LA NEVE,LA SUA PARTENZA
UCCIDERà IL MIO CUORE
mia musa
mia musa,
ebbra di vino.
ridendo
batte nella danza
coi suoi piedi
la creta,
guarda
come sprizza
sotto le nude piante
il sangue dell'uva.
anche le ossa
diventano
flauto.
sulla botte del vino
canta
il gallo.
ultimo messaggio di maria 25 9 2009
Cari figli! Mentre vi guardo, il cuore mi si stringe dal dolore. Dove andate, figli miei? Siete così immersi nel peccato che non sapete fermarvi? Vi giustificate col peccato e vivete secondo esso. Inginocchiatevi sotto la croce e guardate mio Figlio. Lui ha vinto il peccato ed è morto affinché voi, figli miei, viviate. Permettete che vi aiuti perché non moriate, ma viviate con mio Figlio per sempre! Vi ringrazio!
a nagasaki
sono stato nel giardino dei morti:
mormoravano piano i pini al vento
e cantava un usignolo con dolcezza infinita
Cantava perchè se qualcuno sia morto che non dorma profondamente ancora,
cullato dal suo canto
si adormenti tosto,
senza piu udire
il frastuono della vita
e la tristezza inaudita
di chi non riamato,amando piange
la rinuncia
La voce del Buddha volendo udire,
ho parlato col Bozu
del tempio vicino
e glio ho narrati
i desideri ardenti,
i sogni pazzi,
le timide speranze
del mio povero cuore ...
<<uccidere il desiderio,
bandire il sogno,spezzare la speranza,
rendersi ragione
che tutto è parvenza,
che tutto è illusione,
compiere in tutto
la rigorosa rinuncia,
sino al momento
della vera morte
o del risveglio compiuto:
questa del buddha la legge severa
questa della virtù la via vera.>>
profonda ,profonda saggezza!
ma che tristezza
essere un albero senza fronde,
il mare senza onde,
un fiore senza profumo,
il cielo senza colore,
una gemma senza splendore,
un uccello senza canto,
il dolore senza pianto ...
che tristezza
essere morto
prima di morire!



Inviato da: mikimikidgl5
il 15/10/2009 alle 19:15
Inviato da: mikimikidgl5
il 11/10/2009 alle 13:56
Inviato da: mikimikidgl5
il 11/10/2009 alle 13:54
Inviato da: mikimikidgl5
il 11/10/2009 alle 09:19
Inviato da: lucita0
il 10/10/2009 alle 20:35