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il mulino

Post n°34 pubblicato il 18 Ottobre 2009 da mikimikidgl5


<<non ho mai saputo perché il bisnonno Francesco, insieme con i fratelli Cherubino, Stefano e Giuseppe, lasciò poco dopo l'unità d'Italia il mulino sul rio maggiore, in Emilia, per trasferirsi al mulino di Millo, in toscana>>.

<<non si sopportano i momenti amari della vita, caro nipote!>> cosi dissi e pensai , alla mia età chi può dare retta a un vecchio di 80 anni? Se non i propri ricordi che rimangono ancora in questa mente ormai distratta, ma il nipote che avevo al mio fianco non poteva sapere quanta amara la vita è! Se si sbaglia, si paga sempre, ...<<ma nonno se ciò che mi racconti, che la guerra è crudele allora a cosa serve è inutile?>> <<si è inutile come un vecchio come me!ma nel pensiero aleggia ciò che più di segreto ha un uomo !il sentimento caro nipotino!>>. Stavo passeggiando con mio nonno ,io avevo circa quindici anni, nelle campagne dell'Emilia dopo avere mangiato in un ristorante quando ci imbattemmo in un fiume che sinuoso attraversava la pianura, col suo lento fluire come i passi del mio caro nonno camminammo quel giorno di pasqua che non sapevo, cosa si celava, mio nonno lo sapeva eccome se lo sapeva <<anni nipotino che non tornavo da queste parti!guarda sempre lontano>>mi diceva e io facevo come lui disse ,vidi a un certo punto una casupola diroccata lungo il corso del fiume che seguivamo, io nella mia fanciullezza chiesi al nonno caro <<cosa è quella nonno una casa?>> .<<serviva da casa anche ,ma principalmente era un mulino. Andiamo a vedere ,ti và?>> <<certo che mi và!>> <<anch'io da giovane venni qui col mio babbo e il mio babbo con il suo babbo anche se sembrano vecchi ricordi io li sento giovani dentro me!>> <<si ,nonno!>> guardavo quella casupola che era un mulino e la mia fantasia volò,pensavo e chiesi <<ma come vivevano?una volta!>> <<certo e sicuro che i cellulari a quei tempi nipotino non c'erano, c'erano solo le notizie che passavano di bocca in bocca ogni paese viveva di vita propria come fosse uno stato indipendente >> <<si può entrare secondo te?>> <<talmente diroccato che è pericoloso entrare. Guarda c'è un airone.>> <<dove?>> <<li nel fiume, sarà in ricordo di Francesco e dei suoi fratelli. una volta era pieno di aironi al tempo dell'unità d'Italia, qui in queste terre devi sapere che gli uomini hanno combattuto per la libertà vera, cioè quella che ci rende ognuno padrone di sé e non schiavi di altri. Mio nonno portava sempre qui il grano da macinare per farne farina finche un giorno , il mulino chiuse.>> << come mai?>> <<devi sapere che la guerra è crudele!>> <<come posso sapere se è crudele se non lo mai vista?>> <<son stanco. Sediamoci su quel vecchio ceppo! >> <<sì come vuoi nonno>> ma prima di fare sedere mio nonno guardai gli anelli del tronco, io frequentavo l'agraria e pochi giorni prima mi avevano insegnato che gli anelli dei tronchi, sono gli anni di una pianta. <<quanti saranno nipote?>> <<fino adesso settanta, ma saranno almeno il doppio!>> <<fammi sedere sono stanco>> cosi ci sedemmo e quell'albero disse mio nonno c'era anche quando lui veniva con suo papà <<qui c'era la guerra e i fratelli di cui ti parlai, si ribellarono contro il regno che li comandava, sognavano un'Italia unita da nord a sud e di un popolo chiamato italiani. I soldati pieni di furore e di sangue di vittime innocenti, stavano per venirli a catturare. Solo un miracolo li salvò, qualcuno li avvisò che stavano per arrivare i soldati. Presero decisione di ribellarsi e imbracciare l'unico fucile che aveva in questo mulino! Si appostarono alla finestra, aspettarono l'arrivo dei carnefici di vittime innocenti, appena comparve, il primo soldato, spararono un colpo e centrarono in pieno il suo cranio. I soldati si misero a pancia a terra cominciando a sparare e loro con coraggio presero dei sacchi di farina per usarli come scudo contro i proiettili. Finito di sparare i soldati, pensando di averle massacrato i ribelli a fucilate, si avvicinarono a questa casa>>intanto i miei occhi sognavano tutte queste scene, sentendo anche gli spari e l'odore della polvere da sparo << i quattro fratelli presi da paura di tanta crudeltà, loro non si fermarono, insomma non si arresero presero ancora più coraggio. Imbracciarono i forconi e le falci, appostandosi dietro la porta. I soldati entrarono, non si aspettava un agguato . furono i soldati a perdere quella volta se ne salvò solo uno che all'incirca aveva la tua età. I quattro fratelli lo risparmiarono per pietà, loro non erano assassini. Catturato il giovane, lo legarono e aspettarono che arrivassero altri soldati ma non vennero mai perché anche gli altri paesi si erano ribellati. Quella fu la fine dell'impero straniero in terra d'Italia. Il sole era alto quel giorno, come oggi!>> <<nonno ma i soldati di cui hai parlato avranno avuto i loro ideali?>> <<si li avevano ma erano crudeli e questo annienta quello che ci può essere di positivo in un ideale a mio parere!>> <<dai entriamo!>> <<no meglio di no!>> <<raccontami del prigioniero che fine fece?>> <<questo è meglio non dirlo!>> <<perché?>> <<non furono i quattro fratelli colpevoli di quello che successe al ragazzo ,ma quelli del paese. Loro si dispiacquero molto, ma va bene ti racconto ... i soldati come ti dissi non arrivarono mai, cosi dopo l'attesa e non sapendo che i paesi erano insorti decisero di mandare Giuseppe in avanscoperta fino al paese, da distante c'erano fumi neri che si levavano da esso e si sentivano grida inneggiare alla libertà. Giuseppe tornò dai fratelli ad avvisarli che l'indipendenza era vicina dissero al prigioniero che i suoi commilitoni ormai stavano perdendo la guerra, il ragazzo stette in silenzio causa che lui non capiva la loro lingua e loro non capivano la sua <<che dite fratelli ci uniamo al resto del paese e cacciamo il nemico?>> <<sarebbe da fare!>> il più vecchio disse<<noi la nostra guerra l'abbiamo già combattuta qui nel nostro mulino che utilità saremo se anche noi andassimo li a combattere!>> << ma che penserebbe la gente?>> <<la gente lasciala pensare,anche se mi spiace non scacciare il nemico che tanto ci ha oppresso!>> il ragazzo accovacciato in un angolo fece un sorriso come se avesse capito di cosa si parlava, ma nei suoi occhi si leggeva che aveva paura ,uno dei fratelli si avvicino,credo fosse Serafino,per consolarlo il ragazzo pronunciò la parola padre. Sbigottito Serafino, si fece indietro, capii subito che quello era solo un ragazzo e tenerlo prigioniero era crudele e ingiusto come lo erano stati i loro dominatori, ne parlò hai fratelli>> <<che successe poi nonno rimase vivo?>> <<si rimase vivo mi ero perso nel mare dei ricordi! Scusa. Lo presero dal suo giaciglio, gli diedero dei vestiti puliti anche se un po' grandi per lui e lo fecero cambiare. Presero una sedia ciascuno e chiesero cercando di parlare la lingua del ragazzo, dove era sua padre. Stefano capii poco dopo che suo padre era un soldato come il figlio, ma che non sapeva dove si trovasse, si erano persi di vista da qualche settimana era sorprendente come il nemico ora sembrava più amico, anche se la lingua era un monte insormontabile... <<che facciamo fratelli?>> <<prendiamolo e andiamo al paese>> <<nessuno ci riconoscerà!>> <<si va bene>> disse il più vecchio. Partiti verso il paese non videro anzi calpestarono molti cadaveri di soldati e il ragazzo aveva occhi sgranati come per dire <<ma cosa è la guerra ?quale assurda bestia è?>> trovavano il paese devastato da fuochi e palle di cannone, il nemico dissero i paesani era scappato a gambe levate.. il ragazzo si intristii si sentii solo e quasi prigioniero,<<vedrai lo troverai,sento che è vivo!>> disse Giuseppe al ragazzo ma lui non riuscii a trattenere un paio di lacrime <<andiamo fratelli non possiamo stare con lui qui in paese se ci chiedono di parlare con lui cosa diremo?>> <<passeremo come traditori!>> <<o anime pietose!>> <<la gente sta di fatto non ci capirebbe e lo vedrebbero solo come un nemico!>> <<andiamo ragazzo!>> <<no >>disse lui e scappo via infilandosi in una via stretta e cosi cercando di seguirlo videro una bandiera tricolore sventolare si ricordarono che la guerra era passata e si potevano chiamare italiani!. Andiamo nipote che i tuoi genitori e la nonna mi aspettano per pagare il conto.>>un sorriso era sul volto dell'anziano nonno e io cosi decisi <<se mai la guerra ci sarà non prenderò parte!>> era bella la campagna coi suoi fiori e i suoi uccelli che cantavano ,rimarrà sempre impresso in me quel racconto. Arrivati al ristorante, il nonno pagò e ancora lo vidi sorridere nuovamente. Tutti montammo sulle macchine in cui eravamo venuti e tornammo a casa. Solo quegli uomini che erano fratelli probabilmente dormivano ancora a quel vecchio mulino pensai io in modo sciocco e superficiale. I giorni passavano e feci strani sogni di notte,sognai la guerra coi suoi furori e le sue crudeltà. Venne un giorno, mio nonno a trovarmi a scuola. Insomma era venuto a prendermi per portarmi a casa, io li per li non volli ma lo feci ,gli raccontai che dopo quella pasqua avevo fatto dei sogni di guerra,lui mi guardò ma non rideva questa volta, era serio, io ebbi paura che mi rimproverasse per qualche mia colpa ma non era cosi <<quella che ti ho raccontato era una storia vera, ma non finiva li c'è un proseguimento dei fatti ... quelle vite non si sono mai sciolte come si scioglie la neve al sole ma anzi divennero più forti avendo raccolto quel ragazzo. Su fermiamoci al bar prima di portarti a casa mi andrebbe un rosso>> <<va bene nonno>> ci fermammo al bar in piazza al mio paese e io presi una coca cola, ci sedemmo fuori continuò a raccontare mentre beveva quel rosso <<ma prima dimmi cosa hai visto nei sogni?>> <<nulla di cosi importante come le tue parole, sembrava la tivù come comanda solo lei lo sa fare!>> <<la tivù hai miei tempi di ragazzo non c'era>> pensai alla stessa frase ma con la parola cellulare e mi sembrò di tornare in quella campagna e in quel mulino di allora <<quel ragazzo che scappo,non fece la scelta più saggia.>> <<come mai?>> <<lo catturarono e visto che non rispondeva alle loro domande capirono subito che era uno dei soldati scampati al massacro. che fine fece quando me lo raccontarono anche io ebbi disprezzo e timore verso certe persone e capii che Francesco,Serafino ,Stefano e Giuseppe fecero bene a fare ciò che fecero. Insomma il ragazzo dopo che fu catturato lo portarono in prigione per poi una mattina una domenica lo fucilarono in piazza e tutti furono felici più di prima,con lui altri dieci! Pieno d tristezza Giuseppe decise che con questa terra aveva chiuso voleva andarsene, i suoi fratelli non ci pensarono neppure due volte a seguirlo ma dove nipote andarono?>> <<non so?>> <<avevano il mulino, era l'unico, della zona e lo venderono a una buona cifra quel tanto che bastava a rifarsi una vita ma li per loro rimaneva il ricordo del loro caro babbo cosi non si sciolsero in lacrime quella vita che loro insomma amavamo ma edificarono una cosa meravigliosa,l'amore tra i fratelli!>> <<non ti seguo più nonno, non capisco!>> <<se ne andarono a volta la vita obbliga il cuore ad abbandonare ciò che ama>> << capito>> <<con il loro ricavato i fratelli si trasferirono in toscana dove acquistarono un altro mulino, almeno li non li conosceva nessuno e loro non conoscevano questi fratelli che di nome furono chiamati fratelli bandiera perché venivano da Reggio Emilia dove sventolò il tricolore la prima volta!>> <<perché ho fatto questi sogni secondo te nonno?>> <<ogni uomo sogna e sogno significa?>> <<significa?>> <<non so nemmeno io andiamo a casa che devi studiare?>> <<si>>

 
 
 
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L 'ALTEREZZA

                                                   L' ALTEREZZA

MA VOI,SIGNORE....

COME PASSATE ALTERO!

SENZA SCORGERE IL MIO TREMARE

NE LA PIOGGIA DEI FIORI

E ALLORA PER LA SUPERBA

ALTEREZZA VOSTRA,

IO PIANSI UN SILENZIOSO

PIANTO DI TRISTEZZA

E LACRIME CADDERO

ANCHE SUL CILIEGIO...

 

POESIE

                                                     I CANTI

IN TREPIDA ATTESA,

DI OGNI LACRIMA E DI OGNI FIORE

FECI ALLORA UN CANTO

E OGNI CANTO RIAFFIDARE VOLLI AL VENTO

CHE SECO LO PORTASSE

NEL SUO RANDAGIO ANDARE,

E QUALCUNO PASSANDO

SULLE SIEPE NE SCORDASSE

CHè COGLIERE LO POTESSE L'USIGNOLO

PER RIPETERLO POI ANCHE ALLA LUNA....

SINCHè GIORNO VENISSE

IN CUI LUNGO LE VIE DEL CIELO,

DELLA TERRA OPPURE DEL MARE,

IL VENTO,LA LUNA O L'USIGNOLO,

INCONTRANDO IL MIO SIGNORE PER CASO,

NARRARE GLI POTESSERO

DI FUKUKO E DEL SUO AMORE:

CHE è DOLCE,ANCHE SE NON SIA CANTATO

CON VOCE D'ORO...

E GLI DICESSERO

                                               IL PROFUMO

ELLA ERA UNA PIANTA DI CAMELIE

E NON AVEVA PROFUMO

PURE ESSENDO IN FIORE,

MA UNO VENNE

CHE LE INSEGNò L'AMORE

E DEI LILLà FRAGRANTI

E DEI GAROFANI ARDENTI

SUBITO LE SUE CAMELIE

PRESERO SOAVEMENTE ODORE

                                                          LA NEVE

E IO SONO NELL'ORA

COME IL CILIEGIO DEL MIO GIARDINO:

LE SUE BIANCHE FARFALLE DI NEVE

SONO LE ALI STANCHE

DEI MIEI SOGNI D'AMORE.

TRA BREVE:

LA PIOGGIA UCCIDERà LA NEVE,LA SUA PARTENZA

UCCIDERà IL MIO CUORE

 

mia musa

 mia musa,

ebbra di vino.

ridendo

batte nella danza

coi suoi piedi

la creta,

guarda

come sprizza

sotto le nude piante

il sangue dell'uva.

anche le ossa

diventano

flauto.

sulla botte del vino

canta

il gallo.

 

 

ultimo messaggio di maria 25 9 2009

Cari figli! Mentre vi guardo, il cuore mi si stringe dal dolore. Dove andate, figli miei? Siete così immersi nel peccato che non sapete fermarvi? Vi giustificate col peccato e vivete secondo esso. Inginocchiatevi sotto la croce e guardate mio Figlio. Lui ha vinto il peccato ed è morto affinché voi, figli miei, viviate. Permettete che vi aiuti perché non moriate, ma viviate con mio Figlio per sempre! Vi ringrazio!

 

                          a nagasaki

sono stato nel giardino dei morti:

mormoravano piano i pini al vento

e cantava un usignolo con dolcezza infinita

Cantava perchè se qualcuno sia morto che non dorma profondamente ancora,

cullato dal suo canto

si adormenti tosto,

senza piu udire

il frastuono della vita

e la tristezza inaudita

di chi non riamato,amando piange

 

                                   la rinuncia

La voce del Buddha volendo udire,

ho parlato col Bozu

del tempio vicino

e glio ho narrati

i desideri ardenti,

i sogni pazzi,

le timide speranze

del mio povero cuore ...

<<uccidere il desiderio,

bandire il sogno,spezzare la speranza,

rendersi ragione

che tutto è parvenza,

che tutto è illusione,

compiere in tutto

la rigorosa rinuncia,

sino al momento

della vera morte

o del risveglio compiuto:

questa del buddha la legge severa

questa della virtù la via vera.>>

profonda ,profonda saggezza!

ma che tristezza

essere un albero senza fronde,

il mare senza onde,

un fiore senza profumo,

il cielo senza colore,

una gemma senza splendore,

un uccello senza canto,

il dolore senza pianto ...

che tristezza

essere morto

prima di morire!