Creato da: pa.oletta il 31/05/2010
ed è la vita che seduce...

Area personale

 
 

a mio figlio - 12 marzo

Io li proteggo ancora
i ricordi che ho di te,
io ti proteggo ancora
e non importa dove sei tu,
io ti penso sempre.

 

 

 

 

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Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.

         Ernest Hemingway

 
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Un concentrato d'amore, Kira, nata il 06/05/2015

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Una parola chiamata...insofferenza

Non ho più la "pazienza" verso alcune cose, non perché sia diventata arrogante, semplicemente perché sono arrivata ad un punto della mia vita, in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o ferisce.

Non ho pazienza per il cinismo, critiche eccessive e richieste di qualsiasi natura.

Ho perso la voglia di compiacere chi non mi aggrada, di amare chi non mi ama e di sorridere a chi non mi sorride.

Non dedico più un minuto a chi mente e vuole manipolare.

Ho deciso di non convivere più con la presunzione, l’ipocrisia, la disonestà e le lodi a buon mercato.

Non sopporto conflitti e confronti.

Credo in un mondo di opposti per questo evito le persone rigide e inflessibili. Nell’amicizia non mi piace la mancanza di lealtà e il tradimento.

Non mi accompagno con chi non sappia elogiare o incoraggiare e soprattutto non ho pazienza per chi non merita la mia pazienza.

 

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Oggi

Post n°350 pubblicato il 27 Settembre 2017 da pa.oletta
 
Tag: Vita



Cadono le foglie dei miei desideri sulla via di un sorriso.

E resto a guardare i colori scendere, volteggiando.

Poi i pensieri prendono forma morbida, s'intrecciano ed io sono lì sull'orlo fra la me dentro e quella fuori.

Oggi preferisco guardarmi, frugarmi, cercarmi, osservarmi.

Ma tu non essere distratto se mi passi da dietro perché il dietro non è mai una distrazione.

 



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Je voudrais revenir à Rome.

Post n°349 pubblicato il 19 Settembre 2017 da pa.oletta
 



Avrei voglia di tornare a Roma.

 

Mi piacerebbe tornarci con un uomo che conosco poco, che conosco appena, magari appena un po’.

 

Perché con te, uomo che non conosco, Roma sembrerebbe diversa, diversa da noi, da ciò che pensiamo d’essere, dall’immagine di noi stessi.

 

Mi faresti salire su di uno scooter e potremmo girare così, senza meta precisa, senza nessun programma.

 

Mi farei trasportare dall’istinto del tuo sguardo curioso di avventura che genera estri improvvisi, creativi.

 

In sella allo scooter osserverei le sfumature del tuo portamento, il tuo modo di allargare le gambe per farmi mettere comoda.

 

Il mio viso che spunta dal casco invece t’ispirerebbe tenerezza, simpatia e soprattutto noteresti che per me è cosa strana stare dietro perché abituata a guidare l’auto; mi troveresti così, un po’ disarmata nel farmi trascinare da te.

 

Guarderei dove posi le mani, perché io dalle tue mani, dalle tue movenze potrei capire molte cose.

 

Il tuo sguardo non può essere che profondo - da fare male -e questo lo so già anche se ancora non ti ho visto.

 

Avrei voglia di passeggiare con te a Roma perché vorrei assaporare la dolcezza e la sensazione di stare bene col mondo che solo il lungotevere concede mischiato al tuo odore mentre mi cammini vicino.

 

Girare per le vie del centro, morbide e indulgenti, pigre e spensierate.

 

Guardarti entrare nei negozi e vedermi incuriosita come un bambina per le mille considerazioni da fare e domandarti cose assurde.

 

E vorrei per noi cibo e vino buono e anche buona musica.

 

Salutare il Caravaggio a San Luigi dei Francesi, visitare Villa Borghese e farmi condurre da te al Giardino degli Aranci.

 

Mi piacerebbe che tu mi facessi arrossire  perché il modo che avresti nel provocarmi sarebbe il tuo modo strano ma sincero di comprendermi.

 

Mi porteresti ai margini del Tevere, di notte, a contare i sogni che restano da sognare ed io li forse potrei farti l’amore.

 

 

E l’indomani farti innamorare di me ... e far diventare il tutto … poesia.

 

 

 
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.......

Post n°348 pubblicato il 14 Febbraio 2017 da pa.oletta




Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,

ti volterai senza vedermi ma io sarò li

Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni

Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante

Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro

Mentre ti guardo muoio per te

Il tuo sogno sarà di sognare me

Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c'è di bello

Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?

Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore

Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo

Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!

Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi.


Pablo Neruda





 
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Dicembre

Post n°347 pubblicato il 07 Dicembre 2016 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

 

Ieri a Milano c’è stato poco sole, il cielo non era limpido e ha fatto tanto freddo.

Quel freddo umido che ti entra nelle ossa e per  chi  non lo conosce e non è abituato te la fa quasi odiare questa città.

Io non ci riesco.  E' la mia Milano.

L’adoro per come riesce ad accogliere sia i turisti e chi decide di arrivare qui nella speranza e consapevolezza di voler cambiare in meglio la propria vita, specie lavorativa.

Ieri a Milano c’è stata anche tanta nebbia. La tanto “temuta” nebbia della Val Padana.

In città trovo che la nebbia sia anche "romantica". Ti avvolge, te la senti addosso. Ti accoglie da quando nasci e ti segue per tutta la vita se vivi qui.  Molti non riescono a percepire cosa nasconde. Per esempio l’odore della terra che sale e t’invade se l’inspiri.  Un odore acre, umido ma mai fastidioso.

Dietro alla nebbia c’è sempre il sereno e svegliarsi con lei vuol dire sapere che arriverà il sole  dopo qualche ora. Quel sole invernale, tiepido, dove il bianco, il grigio e il blu colorano il cielo.

Nel pomeriggio ho camminato  molto in mezzo al traffico e immersa nei miei pensieri ho alzato gli occhi al cielo.

Vi ho trovato una scia, era quella di un aereo. Si perdeva fra le nuvole ed io guardandola mi sono persa a cercare la mia   pensando a certi momenti in cui nulla sembra impossibile.

In questi giorni c’è una melodia strana che risuona per le strade.

E' una musica allegra ma le sue note passano lentamente quasi volessero frenare l’euforia delle feste che verranno.

Nell'aria le canzoni natalizie suonate dagli artisti di strada, le vetrine addobbate a festa, le vie illuminate e in me uno strano turbamento che mi sale in gola.

Ho guardato le mie mani, non riuscivano a stare nella tasca del cappotto, si muovevano come se volessero danzare al passo di quella musica perdendosi in fantasie o desideri che solo la mia mente conosce.

Ho riguardato la scia dell’aereo.

Ci sto provando, a volare, a lasciarmi andare senza la paura di non avere un paracadute. Ci sto provando a vivere questa mia vita senza più paure.

Ho dei sogni che  occupano la mia mente e mi chiedo se non siano troppi o forse sono solo io che trattengo le mie emozioni per paura di prendere il volo.

Dicono che i sogni siano un’altra dimensione di noi e che sia giusto viverli.

E così ho sorriso perché contrariamente ad ogni mia logica le mani non hanno smesso di danzare.

 

 

 
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bisogno: desiderio, esigenza, necessità...

Post n°346 pubblicato il 13 Ottobre 2016 da pa.oletta
 





Ho bisogno di prendere un treno
salire su un aereo
viaggiare nella notte
aspettare l’alba.
Vedere il mare.
Ho bisogno
di scrivere un racconto
leggere un romanzo
placare la fantasia
colorare un sogno.
Vedere te.
Vedere il mare.

                                                          


                                                       Paul Irondie

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Corpo del reato

Post n°345 pubblicato il 03 Ottobre 2016 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

 

Stamani sono passata davanti ad un fornaio la cui scritta FORNO era dipinta sul muro, come una volta.

Ho sentito il profumo del pane appena cotto, di cornetti fragranti che non aspettavano altro che sfogliarsi tra i denti e la lingua, tra il palato e la gola e per magia sono ritornata nella pancia della balena.

Non ho resistito al profumo e così, oltre al sacchetto del pane, c'erano due croissant che mi guardavano e riempivono la cucina del loro profumo.

 

Ho fatto la brava.

Ho suonato alla vicina e ho consegnato il tutto per il nipotino pestifero che strimpella il flauto a tutte le ore del giorno e della sera.

Amen.

 

 

 

Oggi il mio viso è illuminato dal sole autunnale e guardandomi allo specchio ho capito che quando mi sento così potrei fare di tutto decidendo anche di non fare più quel gesto razionale. Poi interviene il mio senso responsabile, esco dalla pancia delle balena e dico NO dolcezza, i croissant ti fanno male, fai la brava.

 

 

 

Le cose belle della vita

o sono immorali

o sono illegali

o fanno ingrassare

 

 

 

 
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Settembre

Post n°344 pubblicato il 07 Settembre 2016 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

 

 

A volte sarebbe bello ascoltare e basta, senza parlare, senza analizzare.

 

Semplicemente per sentire l'odore del mondo visto con gli occhi.

 

C'è tutto un universo che si mette in moto in uno sguardo.

 

Col pensiero prendi un filo d'erba, mettilo in bocca e fai vibrare il mondo.

 

 
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Il quadro mai dipinto

Post n°343 pubblicato il 18 Luglio 2016 da pa.oletta
 

 

 

 

 

 

Ti fermerai sempre a ripensare alle tue strade alternative, soprattutto dopo un dolore.

A tutto ciò che hai abbandonato per scegliere altro, a tutto ciò che ti ha abbandonato per scegliere qualcos'altro.

Avrai fino alla fine la stupida certezza che ti mancherà sempre qualcosa, tranne in rari, felici e preziosi momenti che ricorderai per sempre, quelli in cui per nessuna ragione avresti voluto essere altrove.

Sai perché li ricorderai per sempre? Perché è questo l'amore.

Alla fine, in mezzo a milioni di scelte e rinunce, tutto si riduce a quelle poche cose fragili ma purissime che non siamo disposti a perdere.

Il resto è perso in partenza. Il resto è finito già prima di iniziare.

 

 

 

 


 
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Solstizio d'estate

Post n°342 pubblicato il 27 Giugno 2016 da pa.oletta
 

 

 

Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.

Pablo Neruda

 


Se una notte di giugno potesse parlare, probabilmente si vanterebbe di aver inventato il romanticismo. Di notte il cielo si avvicina alla terra e senti l erba solleticare le stelle e note musicali pendono da ogni albero; le risate sono così numerose che vorresti avere tasche dove metterle.

 


 
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In cerca di miracoli

Post n°341 pubblicato il 23 Maggio 2016 da pa.oletta
 
Tag: Vita

 

Santa è la mano di chi coglie il frutto,
seminando rose sui cigli dell’inferno.

Sotto alle lacrime del salice
nasceranno fra le zolle abbandonate,
nuovi giardini.

diranno
Siete pazzi, voi che ci credete!

Raccoglieremo foglie di glicine
intrecciando alle dita
fiori di campo nella polvere della terra
come fossero promesse, pensieri,
o solo le ombre delle stelle

e sarà di tutto quello che ci manca
senza distanze col paradiso,

quello il letto del cielo.

diebouleversant

 

 

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Ultimamente mi mancano le parole, vorrei dire tante cose, ma poi fallisco.

 

Ancora più difficile è esprimere sensazioni e sentimenti.

Anch’io sono in cerca di miracoli ma i miracoli non piovono dal cielo, così.

Se non si prepara il campo perchè avvengano e se quando arrivano non ci si fa trovare pronti è inutile lamentarsi con chissà chi o che cosa.

Bisogna cominciare a preparare il campo, arare il terreno.

 

Si raccoglie sempre ciò che si semina.

Venti quattro anni fa lo Stato creò disagio e questo disagio lo si sente più forte che mai anche oggi.

Quando il nemico attacca, colpisce coloro che ami e chi è nel giusto.

Falcone aveva già visto e capito tutto.

Borsellino fece un ultimo intervento alla Biblioteca comunale di Palermo il 25 giugno 1992, un atto d'accusa sofferto e violento contro alcuni magistrati, definiti Giuda in una sala piena e pietrificata.

Due magistrati diventati il simbolo dell’Italia onesta ed io voglio pensare che ci sia una

dolce verità in questa assenza di suono, l'ascolto e mi si scioglie dentro come un onda…

 


 


 

 
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