Stazione Termini, le sei di pomeriggio di questo 8 agosto 2006, cammino tenendo la mano gelida di Dark, Gio’ è l’unico ad essere tranquillo, Gio’ è l’unico a conoscere il Doc.
Dark è nervosa, eccitata, io, se dovessi definirmi, mi definirei CURIOSITA’ allo stato puro….chi non lo sarebbe sapendo che fra pochi minuti da quel treno scenderà DottJekylleMrHyde?
Alzo gli occhi e l’enorme tabellone mi dice che il treno arriverà al binario 10.
Ci incamminiamo.
Il treno arriva lento, come lente si aprono le porte, come lente scendono le persone stanche per tutte quelle ore di viaggio.
Guardiamo qua e la cercando conferme negli occhi di Gio’, ma del Doc nemmeno l’ombra.
Allora mandiamo avanti lui, noi gli camminiamo dietro, seguendolo come fossimo la sua ombra, poi lo vediamo aumentare il passo e abbracciare qualcuno.
Eccolo qui…il Dottore…
Non è bellissimo, non è una di quelle persone che ti volti a guardare per strada, ma ha fascino, si vede dalla sicurezza dei gesti, dal modo in cui si guarda intorno e sembra essere padrone della situazione.
Appare calmo, anche se un po’ emozionato.
La prima cosa a cui penso sono tutte le nostre parole su msn, la seconda è “chissà se anche lui ci sta pensando…”
Poi tutto si perde nei soliti puntini di sospensione e nell’abbraccio pieno di baci tra lui e Dark.
Devo ammetterlo, vederlo camminare verso di me mi fa un certo effetto… Quante volte ne abbiamo parlato? Ed ora eccolo qui, a pochi centimetri che allarga le braccia e io, quasi con timore, mi ci adagio, ma solo per un attimo.
Poi il caffé, i biglietti, la metro, io e Gio’, lui e Dark, di nuovo la metro, le indicazioni per raggiungere casa e tutto sembra dileguarsi.
A parte quell’abbraccio stretto stretto che sinceramente non mi aspettavo, proprio tra la cucina e la camera, come per riparare a qualche mancanza di cui, sinceramente, non mi ero accorta.
E la telefonata alle 4 di notte interrotta da “strani” respiri.
Poi, il giorno dopo entrare in quella casa sconosciuta, un nuovo abbraccio e tu che fa da cicerone, mi mostri una camera semibuia con un letto matrimoniale che diventerà la camera mia e di Gio’.
Credo, comunque, in qualche modo, di averti inquadrato: ti piace camminare sul filo del rasoio, come piace a me, giocare, far credere, non dire e far capire, mai nessuna domanda tra noi, solo una bella amicizia.
A volte ci siam trovati sdraiati sullo stesso letto ad ascoltare canzoni con le teste vicine per il filo delle cuffie troppo corto e abbiamo parlato, ci siamo confidati, abbiamo riso, sottovoce o strillando e devo dire la verità…
Gio’ sa di buono, ma anche tu hai un buon odore, un paio di volte ti ho “sniffato” sai? Eh eh
Ma la cosa che mi è piaciuta di più è stato rimanere ad osservare i tuoi gesti lenti mentre ti racconti poggiato in un tavolo in mezzo ad un corridoio alle ore più improbabili del mattino…studiare i tuoi movimenti, perdersi nelle parole e nei toni di voce che cambiano a seconda del racconto e a volte sembri il pifferaio magico che trascina la folla e quello che mi fa ridere è che tu sei consapevole di questo e lo sfrutti a tuo favore, anche se a volte, devi ammetterlo, i miei sguardi indagatori ti hanno messo in difficoltà.
Sai che mi piace rimanere in silenzio ad ascoltare e la tua voce è piacevole, anche se a volte mi perdo qualche parola in dialetto,ma non mi va di interromperti, i tuoi discorsi son fluidi e leggeri.
Fin’ora…caro Doc…ho alimentato il tuo ego già abbastanza “trenfio” (come si dice dalle mie parti), ma ora….. preparati…
Dovete sapere che il Doc è stonato in una maniera incredibile, certo, non al mio livello, ma abbastanza da essere ripreso sotto la metro per aver accennato un mezzo accordo…
Ora…vi immaginate noi due sul letto a fare i coretti? Dark è superintonata e il mio Piccolè non se la cava affatto male, appena io e lui provavamo ad aprir bocca loro si tappavano le orecchie….
Però…dopo un po’ di allenamento siamo migliorati, peccato che la vacanza ormai era finita….
Un’altra cosa che dovete sapere è che a volte il nostro caro Dottore esagera un po’ con le manie di grandezza tanto da rispondere “Sì?” alla parola “oddio”, come se qualcuno l’avesse chiamato….
Per il resto…a parte il fatto che una sera gli ho chiesto almeno 40 volte di salare la pasta senza ottenere niente (infatti è venuta sciapa), perché lui era troppo occupato a vedere la partita comodamente adagiato sul lettone a due piazze (e su Dark) la convivenza è stata molto piacevole… Ah….sei anche un po’ pigro…quella mattina alle 6 potevi pure accompagnarci a prendere i cornetti….no?
PS: sai qual è stato il momento più bello?
La prima volta che abbiamo mangiato tutti insieme, io e te ci saremmo scambiati si e no due parole, poi ad un certo punto ti ho guardato e senza dire niente ti ho lasciato due tiri… quello, secondo me, è stato l’attimo esatto in cui, tra me e te, il virtuale è diventato reale.
Bacio Dotto’….
Sembra quasi una lettera d’amore… sono stata troppo buona!
Psike830