Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.
Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un'arma,
come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda.
Ma viene l'ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d'assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!
Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito.
| « I nostri pensieri.... | Frasi... » |
|
Post n°43 pubblicato il 23 Dicembre 2008 da woman119
|
http://blog.libero.it/ilmiovedere/trackback.php?msg=6167197
I blog che hanno inviato un Trackback a questo messaggio:
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
AREA PERSONALE
MENU
ULTIMI COMMENTI
Inviato da: attenzione35
il 20/07/2012 alle 14:26
Inviato da: muscalanz54
il 12/07/2012 alle 22:21
Inviato da: muscalanz54
il 06/04/2012 alle 22:50
Inviato da: muscalanz54
il 13/02/2012 alle 21:03
Inviato da: muscalanz54
il 08/02/2012 alle 21:46

