IL RAMO RUBATO

... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva...

 

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Scrivevo per viaggiare

Post n°98 pubblicato il 07 Ottobre 2017 da il_ramo_rubato

 

scrivevo per viaggiare

Scrivevo per viaggiare. Viaggiavo per scrivere. Le terre che visitavo non avevano città, fiumi, strade o montagne. Erano luoghi perduti dell'anima. Soprattutto mi attraevano morbosamente gli inferni ancora inesplorati. Erano un invito aperto a mettermi in gioco.

Nelle pagine di questo blog conservo la traccia di quel percorso. Amavo mettere a nudo le mie emozioni più sincere attraverso i racconti che ho scritto, le corrispondenze che ho intrapreso, le fotografie che scattavo, i dialoghi della mia mente con altre menti.

Ascoltavo voci. Trovavo la mia voce. Scrivevo per scoprire e per scoprirmi.

Questo non è mai stato il luogo del piacere, o del dolore. Della depravazione degenere o della follia che urlava. E' sempre e solo stato il terreno della rivelazione che solo certa affinità sa dischiudere. Il Ramo Rubato. Lo spazio dell'intimità a due. Uno spazio segreto oltre all'esistenza quotidiana, che esclude il resto del mondo. Due ombre che si scrutano nell'ombra.

Mi sono sempre messo in gioco come se fosse la prima volta, ogni volta che scrivevo. Coltivavo ricordi. Li rivivevo attraverso la distorsione della memoria. Mi proiettavo nella dimensione della fantasia.  Sono stato specchio per mostrare. E attraverso il riflesso rivelatore dell'altrui intimità ho sempre guardato la mia immagine. 

Sarebbe forse stato un viaggio infinito, colmo di continue scoperte. Ma poi il gioco è diventato più forte di me. Ne sono uscito sconfitto. Il diavolo che mi aveva posseduto si è infine divertito a bruciarmi.Penso ancora spesso a questo blog. Ai volti che ho conosciuto. Ai corpi e alle anime che hanno deciso di viaggiare con me.

Iniziai a scrivere in questo blog quando finì la storia con una donna a cui ero molto legato, che qui chiamai Elena. Voci disperate si affannavano ad uscire da me. E scelsero pagine come veicolo. Attraverso la scrittura mi sono reso conto che Elena era un volto di qualcosa che possedevo dentro di me. E allora altri ricordi, e altre fantasie, mi restituivano pezzi di un puzzle meraviglioso. Ogni tassello rivelava una figura femminile sempre più estesa, già contenuta in me e rivelata in questo folle gioco, in cui tanto più mi mettevo a nudo, tanto più si mostrava nella sua vastità. Amavo fotograre l'intimità. Sia attraverso la mia macchina fotografica, sia attraverso le parole.Ogni volta che scrivevo, ogni volta che fotografavo, io progredivo in un viaggio. 

Da un po' di tempo, per motivi vari, non ho più scritto. Eppure molto ho vissuto in questi anni di silenzio. Molti ricordi chiedono oggi di essere riportati in queste pagine. Ci sono alcune storie che voglio raccontare a me stesso e a chi passerà di qui. Ho lasciato un progetto in sospeso che voglio terminare. Una raccolta di racconti rimasta ancora inedita (IL DEMONE DELL'AMORE) a cui tengo molto e che ho promesso a qualcuno circa 7 anni fa. E poi un romanzo, un po' oscuro e mistico, che da alcuni anni sta crescendo dentro di me, arricchendosi di nuovo vissuto mese dopo mese. Proverò a sistemare un po' le pagine vecchie più interessanti e a pubblicare qualche scritto nuovo.

Ho così tanto da raccontare che non saprei da dove partire.
Ma forse un'idea ce l'ho...

 
 
 
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INFO


Un blog di: il_ramo_rubato
Data di creazione: 28/10/2006
 

IL RAMO RUBATO

Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

(P.Neruda)

 
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