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IL RAMO RUBATO

... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva...

 

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Espiazione

Post n°23 pubblicato il 28 Novembre 2006 da il_ramo_rubato
 
Foto di il_ramo_rubato

Non basta allontanarsi tremila chilometri. Certo dolore è come un' ombra, che ci segue quando anche cambia il cielo. Certo dolore è insidioso come le sabbie mobili,  e più ci divincoliamo, più ce ne facciamo sommergere. Guardo in alto, mentre fitte gocce di pioggia cadono su di me. Sono come fredde lacrime che mi scorrono dentro l'anima. Il cielo norvegese è tempestoso, e in quel buio ci vedo riflesso il mio abisso. Non sento più il peso dello zaino sulla schiena, e nemmeno i piedi stremati da ore di incessante cammino. Nel mio cuore impazza ben più violenta tempesta. Ripenso quello che è successo solo pochi mesi fa e ci trovo un immutato e silenzioso inferno.

"Anna... Sono io. Ascoltami. Ti prego. Rispondimi... Lo so che sei in casa e che mi stai sentendo, stacca questa segreteria. Ho bisogno di parlarti... Perchè non rispondi? Eddai! Ho sbagliato... Va bene... Non facciamone un dramma. Alla fine era solo un gioco. Solo un gioco..."

Suono al campanello dell'ostello, ma non risponde nessuno. E quando mi vedi, bagnato fradicio alla tua porta, mi accogli scusandoti. Mi dici che stavi cercando la tintura dei capelli, e non avevi sentito. Ti saluto ed entro. Avevo bisogno di stare solo. Ed è splendidamente dimenticato da Dio, il paese in cui vivi. Ma io sono solo di passaggio. Ormai, io, sono di passaggio ovunque.

Quando l'orefice mi aveva presentato il preventivo, ero rimasto letteralmente incredulo. Era l'equivalente di due mesi di stipendio, straordinari compresi. Ma quell'idea, quel mio disegno, bruciava da troppo tempo nel cuore, per non meritare la vita. La mia notte, triste, che trovava luce nel sorriso del suo giorno. Unici e immutabili come astri del cielo. Si. Era una piccola follia. Una follia per Anna valeva quel prezzo. Perchè lei ha messo nelle mie mani la sua anima. E io, con lei, volevo dividere tutto. Proprio tutto...

Mi sforzo di imbastire con te una discussione. Di inglese, ahimè, conosco dieci parole in croce. E il mio linguaggio a gesti rasenta il comico. Infatti sorridi, ma io ho voglia di parlare. E invece tu mi rispondi con un italiano quasi perfetto, e mi lasci  ammutolito. Tuo fratello è sposato con un'italiana, e passi tutte le estati in Sicilia, da tre anni a questa parte. Mi dici che sei innamorata dell'Italia, e che un giorno ti trasferirai lì. Perchè ami il sole. Perchè ami il calore del nostro vivere. Mentre lo dici, mi guardi in un modo strano, che mi toglie il fiato. Mi tolgo il maglione. E' spolto di pioggia. Vedi al mio collo un gioiello femminile. E' un sole d'oro incastrato, in una luna d'argento.  Lo fissi e mi chiedi che cos'è, con viva curiosità. Mi dici che è davvero molto bello. E molto strano. Mi trovi evasivo. Ti rispondo che è solo un piccolo ricordo di un'amica.  Non aggiungo una sola parola di più.

Sento di nuovo la ferita di quello schiaffo, sul viso. Sento di nuovo il rumore del ciondolo che gettato violentemente per terra. Sento di nuovo la voce di Anna che mi dice, quasi impazzita "Brutto .... pezzo .... di .... merda. Mi fai schifo. Hai capito? Mi fai schifoooooo "

Questo ciondolo, amica mia, è la cosa più bella che ho fatto per una donna. Questo ciondolo, amica mia, oramai è solamente una cicatrice.

I negozi sono già chiusi da ore. Ma siamo fuori stagione, e nell'ostello sono l'unico cliente della giornata. E così tu mi accogli a cena con te. Dividi con me il tuo pasto. Non sei bella, ma porti negli occhi qualcosa di infinitamente attraente. Mentre mi faccio la doccia, sento che ti stai improvvisando cuoca. Mi offri delle schifezze norvegesi che mi spaventano molto. Ridi guardando la mia espressione. Mentre mi sforzo di mangiare la cena, mi racconti che sei una studentessa di archeologia a Oslo. Che stai facendo la tesi, e che per arrotondare tieni dietro a questo ostello comunale.

Anna per me non era solo un'amante. Aderiva alla mia anima come un vestito di misura. La sua fragilità, la sua sensibilità artistica, l'infinita tristezza che le apparteneva da sempre. Era sempre stata strana. Meravigliosamente inquieta e triste. Non avevo capito che per lei non era più solo un gioco...

Non sei mai stata fuori dal tuo paese, ma ti piace sentir raccontare dei miei viaggi. E io stasera ho voglia di parlare. Dopo tanto tempo. Scherziamo, ridiamo, e sento una tacita ammirazione nelle tue domande. Sento amore per quello che vorresti anche tu. Mi dici che di me ti sorprende soprattutto il sentirmi così libero. Vorresti anche tu poter fare quello che ti pare, senza rendere conto a nessuno di ciò. Ai tuoi genitori. Al tuo ragazzo. A nessuno. Tu però non sai, amica mia, cosa sia davvero la libertà. E nessuno che non possieda qualche catena può percepirne la vera ebbrezza. Libertà è per me soprattutto viaggiare. Sulla strada, come in amore. Nelle mie foto, come in quello che scrivo, quando ho il cuore aperto. Libertà è puro pensiero fluido che non si lascia zittire. Libertà sono queste parole che ti dico, mentre finalmente il mio cuore si torna ad aprire. E mentre si affaccia a declamarti quello che sento dentro, vedo i tuoi occhi brillare. Ti stai innamorando di quello che vedi dentro di me. Della mia "libertà"...

... Libertà. Con Anna avevamo un patto segreto tra noi. Libertà assoluta. Complicità e nessun limite morale. Nessuna pregiudiziale, nemmeno sulle cose più indicibili. Era la compagna di viaggio perfetta. Il viaggio era ai bordi della nostra anima, ai confini dei nostri desideri più proibiti. Oltre il seminato. Era la complice dei miei crimini d'amore, con cui ogni volta dovevamo inventare qualcosa di nuovo. Tutto, per lei, era un gioco proibito. Senza limiti... O almeno, io così credevo fino a quel giorno...

Finisci di lavare i piatti. Ma la discussione ti ha preso troppo per lasciarla a metà. Mi chiedi se ti faccio compagnia, mentre ti tingi i capelli di biondo. Ti spiego che viaggiare è solo sentir scorrere i binari sotto di te, mentre la tua casa è lontana e ferma. E' dividere il pasto con uno sconosciuto, in un paese lontano, parlando con lui della  vita e dell'amore. Parlando con lui dei suoi segreti più intimi. Viaggiare è soprattutto svestirsi della quotidianità, estraniarsi, per ritrovare il noi stessi dimenticato di qualcosa che non ci appartiene più. Per poi rientrarvi rinati. Viaggiare è umiltà. E' povertà. E' spogliarsi di tutto e mangiare la polvere della strada. E che ogni tanto mi piace sentirmi beat generation come Jack Kerouack. Mentre ti dico tutto questo, prendi la tintura e mi dici che ti piacerbbe tingere il mio pizzetto di biondo. Sorridi. Mi metti un asciugamano al collo e mi dici di stare ferma. Intanto ti guardo, mentre il tuo seno abbondante mi sfiora ripetutamente il braccio. Intanto mi guardi negli occhi. Stai giocando ad eccitarmi.

Ripenso al dannato giorno in cui ho dato ad Anna il ciondolo. Ripenso ai suoi occhi increduli e ammirati. Era il ritratto della felicità. Ripenso a lei, vestita solo di quello, sul divano. In mezzo ai seni turgidi, faceva una luce bellissima e inquieta.Ricordo quando l'ho portata in camera da letto. Avevo una sorpresa per lei: qualcosa che da sempre desiderava... ne ero sicuro, anche se non ne avevamo mai parlato...

Mi fermi, incuriosita da quello che ti dico sul viaggiare. Mi chiedi "Ma tu, se viaggiare è questo, perchè sei qui? In Norvegia?" Ti spiego che, se sono qui, è soprattutto per dimenticare una persona. E che il treno, per me, ha un valore molto particolare. Il treno... Meglio non pensarci. "Viaggiare, amica mia, è soprattutto ricerca di espiazione. Lasciare un io che non ci appartiene più, alla ricerca del nuovo". Arriva l'ora di andare a letto. Tu mi mostri la "camera". La camera in reatà è un dormitorio, con una distesa di materassi appoggiati a terra. Senza letti. Ci saranno dieci materassi, ma sono tutti vuoti. Ti metti a dormire nel materasso vicino a me. A luci spente, mentre continui a parlare, avvicini lentamente il tuo materasso al mio.

Anna era bendata, in attesa della sorpresa, sul materasso di quel letto. Aveva la pelle d'oca, bruciava di desiderio, e nell'attesa faceva quel profumo, unico e irripetibile, che solo la sua eccitazione sapeva regalarmi. Ho fatto segno di fare in silenzio. E di avvicinarsi a lei, silenziosamente...

Parliamo tutta la notte. Ti parlo dell'amore e della libertà. Della senso della vita. Dei miei sogni, dei miei peggiori misfatti. Delle storia più vive con le donne della mia vita. Ma di Anna neppure accenno. Di lei no. Non riesco ancora a parlarne. Ma finalmente ho trovato qualcuna in grado di farmi provare di nuovo desiderio. Il nostro è l'incontro di anime, che precede quello dei corpi. E' rivelazione. Non ho più avuto voglia di fare l'amore, dopo quel giorno. Eppure oggi si è aperto qualcosa in me. Qualcosa che di nuovo mi fa sentire vivo. Ti bacio e ti tolgo la maglietta. La tua lingua, sicura mi invade. Non aspettava altro che affondare nella mia bocca.

Quando ha sentito la sua lingua tra le gambe, Anna si è irrigidita, Ha capito subito che non era la mia. Ha detto bruscamente "Che sta succendendo?!?. Chi é?"  Ha detto di fermarsi immediatamente. Aveva capito che al mio fianco c'era una terza persona. La sorpresa che le avevo promesso si chiamava Manuela. Era la sua migliore amica, almeno prima di quel giorno. Si è tolta subito la benda. Ha urlato insulti. Poi ha gettato il ciondolo per terra, con forza mentre piangeva. Disperata ed arrabbiata. Dopo quel giorno non si sono più parlate. Dopo quel giorno  io ho cercato Anna ovunque, al telefono, in casa, da sua sorella. Ma non ho più saputo nulla di lei... 

Mi chiedo quanti uomini tu abbia avuto, amica mia, per fare l'amore così bene. Mi chiedo se a tutti i viaggiatori italiani che accogli, riservi uguale trattamento. O forse mi piace pensare che un po' ti sei innamorata di me. Hai due occhi così giovani, ma una bocca così capace di capire il mio corpo. Abbiamo fatto l'amore tutta la notte, e negli intervalli in cui i nostri corpi riposavano, le nostre anime continuavano a fare l'amore. Ti ho raccontato tutta la mia vita. Tu mi hai raccontata la tua. Non ho potuto parlarti solo di una cosa. Della mia storia con Anna. Mi hai detto, scherzando, di rimanere qui per sempre. Ma chissà se scherzavi o meno. Quando ti sei addormentata, abbracciandoti a me, i miei occhi sono diventati, per un attimo, lucidi.

Ci siamo abbracciati piangendo, appena ci siamo visti. Nessuno sapeva di me ed Anna. Nessuno tranne lei, Manuela. La mia ex ragazza. La sua ex migliore amica. I miei occhi, mentre mi abbracciava, si sono incrociati ai suoi. E nessuno di noi ha potuto trattenersi. Davanti a tutti, come due bambini, abbiamo fatto scorrere fiumi di lacrime. Al funerale di Anna, quel giorno, c'era tutta la città. Hanno trovato pezzi del suo corpo ovunque, per cento metri. Per essere sicura di morire, Anna, ha scelto di gettarsi sotto al treno più veloce d'Italia.

Il treno sta per partire. Le prime luci dell'alba me lo ricordano. Il mio viaggio è ancora lungo e non mi posso fermare qui. Devo ancora capire troppe cose. Ti guardo mentre sei ancora in dormiveglia su quei materassi. Hai la faccia felice e serena. Ripenso alle tante parole che ci siamo scambiati stanotte. Per un attimo, ripenso al mio corpo che si muove ritmicamente in mezzo al tuo piacere. E in quell'attimo, forse, vorrei davvero rimanere qui per sempre. Ma non è ancora il momento, per me, di fermarmi da qualche parte. Lascio, a fianco dei soldi per il posto letto, un bigliettino scritto a mano:

"Lo sai, amica mia, cos'è davvero la libertà? E' soprattutto ESPIAZIONE. Dalle nostre ossessioni, dalle nostre paure. Dalle nostre più grandi colpe. Quelle che non si possono nemmeno raccontare, da quanto sono grandi. La mia espiazione è iniziata qui. Con te. Raccontandoti la mia vita e i miei pensieri. E un confessionale più dolce non potevo nemmeno sognarlo. Scusami per il modo in cui vado via. Non capiresti, se ti spiegassi, ma io non posso fermarmi. Il mio viaggio è appena cominciato. Un bacio, amica mia..."

Sorrido e ti saluto nel buio, mentre mi lascio alle spalle la tua porta, ti guardo per l'ultima volta. Penso alla tua espressione quando al risveglio, sotto a quel biglietto, troverai il mio regalo per te. E' la mia luna d'argento. Abbraccia, quasi piangendo, un sole che innamorato le sorride..

La foto (che pubblicherò nei prossimi giorni), ha titolo "Il segreto dell'amore" ed è stata scattata ad aprile 2007.

Il testo, scritto in maggio 2007, è completamente opera di fantasia

 
 
 
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INFO


Un blog di: il_ramo_rubato
Data di creazione: 28/10/2006
 

IL RAMO RUBATO

Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

(P.Neruda)

 

SE VUOI POSARE PER ME...

Le foto che trovi in questo blog sono tutte miei lavori. Se ti interessa posare per le mie foto, contattami. Le modelle che vedete in queste foto non sono professioniste, e io stesso non lavoro come fotografo. Amo fotografare chi ama essere fotografata. 

Il servizio richiederà circa mezza giornata, e salvo casi particolari, sarà in bianco e nero, per  scelta stilistica. Le foto non saranno in alcun modo volgari, e saranno studiate insieme a te.  Tutte le spese per la realizzazione del servizio saranno a carico mio (il servizio è completamente gratuito). A fine lavoro sarà dato un DVD con tutte le foto del servizio, e circa 20 stampe in formato 20x30 cm del servizio, su carta fotografica professionale, o volendo qualche stampa in formato gigante.


Non sono un professionista della fotografia, lavoro in un altro settore. Scatto solo perchè mi piace farlo. Non cerco quindi top model, ma soprattutto ragazze a cui piace l'idea di posare, e che amano il mio modo di fotografare. 

Per avere altre informazioni in merito, scrivi all'indirizzo di posta:
il_ramo_rubato@libero.it

 
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