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IL RAMO RUBATO

... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva...

 

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Cose che cambiano la vita

Post n°36 pubblicato il 21 Febbraio 2007 da il_ramo_rubato
 
Tag: memoir

immagineMentre aspetto al bancone vetrato, giungi di sorpresa alle mie spalle. Mi sorridi dolcissima, mi chiami per nome e, fresca come una rosa, ti appropri del mio braccio. Il mio sorriso di circostanza, imbarazzato nel non riconoscerti, si trasforma presto in calorosa gioia e in due baci sulle guance. Ti invito a dividere con me un caffè: sarà un piacere rubare dieci minuti al lavoro per un'ex compagna di scuola.

Il tuo accento si è mantenuto meravigliosamente francese, e i tuoi occhi sono rimasti quelli di tanti anni fa. Occhi di una bambina. Come il tuo cuore. Come la tua fantasia.
Dicevano che eri una ragazza semplice, ma a me le donne troppo complicate  non sono mai piaciute. E quello che vedo di fronte a me, è solamente il volto di un'amica.

La mia mente vola per un attimo a quel giorno in palestra, che forse tu nemmeno ricordi... per un attimo non ascolto più quello che tu, coi tuoi garbati modi, mi stai raccontando. Mi torna invece davanti agli occhi quella porta di legno laccato che si chiudeva alle nostre spalle.

Ci sediamo al tavolino. So che tua madre è tornata in Francia, tempo fa. Ho sentito anche da un amico che un dottore che ti seguiva, sposato e con famiglia, ti ha messo incinta. Non so sei hai tenuto il bambino o meno. Non so nemmeno che cosa fai ora nella vita. Ma tu non mi racconti queste cose. Mi sommergi del tuo sorriso pulito. Mi parli ancora di quel lontano passato in cui sembri quasi rifugiarti. Mi chiedi che fine hanno fatto gli altri compagni. Mentre parliamo la barista ci chiama per i caffè. Ti alzi per portarli al nostro tavolo. 

Nelle mie orecchie i palloni da pallavolo che sbattevano contro le pareti, in mezzo alle grida confuse. I rumori delle scarpe da ginnastica che fischiavano stridendo sulla gomma. Mi hai portato, tenendomi per mano, dentro al bagno della palestra. Nessuno si era accorto di noi. Nessuno poteva vederci. Io non capivo quel tuo gioco. Siamo rimasti soli, nel bagno della palestra. Hai portato le mutandine alla caviglie, e sollevando la gonna, mi hai detto: "Guarda". Poi mi hai sorriso, senza malizia alcuna.

Torni al bancone. E io penso a cosa sia la complicità. A quante donne mi avrebbero in seguito regalato l'emozione della complicità, che avevo scoperto quel giorno.  Appoggi le tazzine, e mi chiedi "Tu ce ne metti di zucchero?"

Abbassi la gonna. Ti rimetti le mutandine. Mi chiedi di apririmi i pantaloni e di fare la stessa cosa. "Non si può!" ti rispondo "Io non posso farlo..."
Esco dal bagno, spaventato, e ti lascio lì da sola.

Porti il tuo caffè alla bocca. Io faccio lo stesso col mio. Intanto ripenso a quel "Non si può!" con cui avrei combattuto così tante volte nei miei anni a venire. Ne sarei uscito, a poco a poco, sempre più vincitore, fino a diventare uomo. Lo stesso "Non si può!" che avrei sfidato altre mille volte di fronte ai limiti tra lecito e illecito. Per andare spesso ben oltre il confine...

Qualche giorno dopo ho raccontato al mio amico Massimo quella storia. E gli ho domandato "Ma secondo te... cosa sarebbe successo se io avessi accettato?". Lui mi aveva guardato  in modo interrogativo, e non era riuscito a rispondermi.

Mentre appoggiamo le tazzine dei caffè appena consumati, torno al nostro presente con la mente. Ti guardo negli occhi. Penso che dopo tanti anni mi posso rispondere da solo, a quella domanda:
"Non sarebbe successo proprio niente con te, mon amì. Noi avevamo appena otto anni... Ma tu quel giorno, in qualche modo, hai cambiato la mia vita."

Testo scritto a febbraio 2007

Foto scattata nel dicembre del 2006

 
 
 
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INFO


Un blog di: il_ramo_rubato
Data di creazione: 28/10/2006
 

IL RAMO RUBATO

Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

(P.Neruda)

 

SE VUOI POSARE PER ME...

Le foto che trovi in questo blog sono tutte miei lavori. Se ti interessa posare per le mie foto, contattami. Le modelle che vedete in queste foto non sono professioniste, e io stesso non lavoro come fotografo. Amo fotografare chi ama essere fotografata. 

Il servizio richiederà circa mezza giornata, e salvo casi particolari, sarà in bianco e nero, per  scelta stilistica. Le foto non saranno in alcun modo volgari, e saranno studiate insieme a te.  Tutte le spese per la realizzazione del servizio saranno a carico mio (il servizio è completamente gratuito). A fine lavoro sarà dato un DVD con tutte le foto del servizio, e circa 20 stampe in formato 20x30 cm del servizio, su carta fotografica professionale, o volendo qualche stampa in formato gigante.


Non sono un professionista della fotografia, lavoro in un altro settore. Scatto solo perchè mi piace farlo. Non cerco quindi top model, ma soprattutto ragazze a cui piace l'idea di posare, e che amano il mio modo di fotografare. 

Per avere altre informazioni in merito, scrivi all'indirizzo di posta:
il_ramo_rubato@libero.it

 
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