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IL RAMO RUBATO

... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva...

 

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La mia prima morte

Post n°38 pubblicato il 01 Marzo 2007 da il_ramo_rubato
 
Tag: memoir

immagineAppena ventiquattro ore prima tu, dalla tua mano alla mia, mi avevi dato la lettera. Appena ventiquattro ore dopo io, invece, avrei dovuto morire. Erano entrambi fatti annunciati. Erano entrambi fatti a cui io, ingenuamente, non avevo dato alcun peso.

Mi dici per telefono che ne vuoi parlare di persona. Mi dici di pensarci un po', ne avremmo parlato tra qualche giorno. Mi dici tutto ciò con un filo di voce, con il cuore aggrappato ad un filo. Io sapevo già prima della lettera quello che provavi nei miei confronti.  Erano anni che lo sapevo, dentro di me, fin dal liceo, fin da quando mi seguivi in tutto quello che io facevo. Ma poi, ogni volta che mi vedevi in giro con qualche ragazza, nei tuoi occhi scompariva il sorriso. Ora mi chiedevi di prendere posizione. Di uccidere le tue speranze, piuttosto che fartele trascinare senza vita. Per telefono sei tesa, un fascio di nervi. Ci metti tutta te stessa in quello che mi dici. Io sapevo la guerra interiore che avresti combattuto per essere davanti a me, qualche giorno dopo. E io avrei dovuto combattere la stessa battaglia interiore per dirti di no. Saremmo rimasti amici. Io, in quel momento cercavo altro. Non ero pronto per una storia seria.

Mi addormento.

Mi sveglio di soprassalto e mi preparo di corsa. La sveglia non ha suonato ed è davvero tardissimo! Giusto il tempo di prendere le chiavi della macchina. Poi giù per le scale. Percorro in fretta e furia tutto il corridoio dell'interrato e arrivo davanti al mio garage. C'è una signora vestita di nero, seduta su una piccola sedia di paglia. Io ho fretta, le chiedo se può spostarsi: devo aprire il portone.
La signora si alza. Sulla testa ha un fazzoletto nero, sul viso ha un velo di velluto viola, che ne copre anche gli occhi. Si alza e mi dice. - Io sono la morte. Io sono venuta a prenderti.
Resto immobilizzato. Lei mi mette la mano sul cuore. Sento dolore. Sento che non batte più. Io mi accascio a terra.

Mi sveglio sudato, col cuore che batte all'impazzata. Con la sensazione di un freddo tocco sul petto. Con l'orrida impressione che, vicino a me, in quel momento, ci sia qualcuno.
Accendo la luce. Mi chiedo che cosa avessi mangiato di così pesante per fare quel sogno. Era stato tanto incredibilmente vero che quella notte non avrei più ripreso sonno.

La sera dopo vado in garage, tiro fuori la mia macchina. Era la stessa scena del sogno, ma per fortuna la simpatica vecchietta adesso era altrove. O per lo meno così io pensavo...
Avrei dovuto raggiungere i miei amici al pub, quella sera. E invece, al pub, non ci arrivai mai.

Al semaforo lampeggiante tiro diritto. Un camion arriva di soprassalto sulla mia auto. Non ha spazio per frenare. Il rumore dei freni brucia il silenzio della notte. Poi sento un assordante boato stridente. Vedo i vetri che si rompono. Sento rumore di lamiere che, con la furia di soldati assassini, riempono il mio abitacolo...

Il giorno dopo mia madre riceve una telefonata di un signore che non sente da anni, e che abita in Piemonte. Le chiede come sto. La domanda lascia molto sopresa mia madre: lui, certamente non poteva sapere cosa era accaduto. E chiedeva proprio di me, non delle mie sorelle, o di mio padre. Mia madre gli racconta del mio incidente. E di come miracolosamente non mi ero fatto neppure un graffio. Ancora non ci credeva. Mia madre avverte che c'è qualcosa di strano nella voce di quel conoscente. Le dice che non sapeva nulla della storia, aveva sentito di doverla chiamare e di informarmi di come io stessi... Mia madre ammutolisce. Il figlio di quell'uomo, esattamente un anno prima, era morto esattamente nello stesso tipo di incidente. Aveva la mia età. Faceva esattamente la mia stessa facoltà universitaria.

Ci sono cose che fanno pensare più in grande, e assieme ti fanno sentire più piccolo. Ho preso quello scherzo della morte come un invito a pensare a tutto ciò. Nel silenzio della mia camera, in quei giorni, mi sono chiesto quello che mi sarebbe mancato, se la morte avesse fatto quanto, divertita, mi aveva promesso subdolamente. Ho pensato se c'era qualcosa che in quel giorno, sarebbe stato un rimpianto. Perchè, come dice una vecchia canzone, "nemmeno uno dei giorni che stiamo vivendo, ci è mai stato promesso".

Qualche giorno dopo io e te ci siamo trovati. Quella sera, dopo poche parole scambiate a casa tua, ti avrei portata al cinema. Nel secondo tempo ho preso la tua mano. Fino alla fine del film non te l'avrei lasciata...


Testo scritto a febbraio 2007, e opportunamente criptato, sulla base della memoria di un episodio, realmente accaduto, del primo marzo 1997. Foto scattata nel gennaio 2007

 
 
 
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INFO


Un blog di: il_ramo_rubato
Data di creazione: 28/10/2006
 

IL RAMO RUBATO

Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

(P.Neruda)

 

SE VUOI POSARE PER ME...

Le foto che trovi in questo blog sono tutte miei lavori. Se ti interessa posare per le mie foto, contattami. Le modelle che vedete in queste foto non sono professioniste, e io stesso non lavoro come fotografo. Amo fotografare chi ama essere fotografata. 

Il servizio richiederà circa mezza giornata, e salvo casi particolari, sarà in bianco e nero, per  scelta stilistica. Le foto non saranno in alcun modo volgari, e saranno studiate insieme a te.  Tutte le spese per la realizzazione del servizio saranno a carico mio (il servizio è completamente gratuito). A fine lavoro sarà dato un DVD con tutte le foto del servizio, e circa 20 stampe in formato 20x30 cm del servizio, su carta fotografica professionale, o volendo qualche stampa in formato gigante.


Non sono un professionista della fotografia, lavoro in un altro settore. Scatto solo perchè mi piace farlo. Non cerco quindi top model, ma soprattutto ragazze a cui piace l'idea di posare, e che amano il mio modo di fotografare. 

Per avere altre informazioni in merito, scrivi all'indirizzo di posta:
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