IL RAMO RUBATO

... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva...

 

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Elogio della precarietà

Post n°66 pubblicato il 23 Aprile 2008 da il_ramo_rubato
 

Non pensarmi, amica mia, come uno strano demiurgo, in grado di superare ogni contrasto interiore senza alcun turbamento. Sarei piuttosto un rozzo individuo incapace di vivere un minimo in profondità. La soluzione che adotto, di fronte ai miei inevitabili disaccordi interiori, è spesso la più semplice e la più amorale. Do spazio alla voce che più mi preme dentro, senza giudicarla o farla giudicare da altri. Seguo la mia strada, quale che sia. Accetto la diversità delle mie anime, le concilio amabilmente senza privare nessuna delle due della propria linfa vitale. E' un percorso improprio che ho appreso negli anni. E' la disciplina di una pace interiore che si rivela più spietata di molte aperte guerre.

Ti trovo al tempo stesso felice e molto perplessa di fronte a questo grosso cambiamento della tua vita. Hai paura di non riuscire a conciliare le due Valentina a cui ti troverai di fronte. Desideri le certezze di una casa, l'elevazione di un impegno, la prospettiva di una famiglia. Ma temi presto di ritrovare in te il desiderio bruciante di amare fuori dal recinto. Di provare ancora la proibita emozione della libertà, che da sempre ti attrae come fuoco vivo. Ti sorge il dubbio che la fede al dito ti verrà a pesare quanto l'anello di una massiccia catena. Che, se proverai ad imprigionare la parte più viva e libera di te, nel tempo la logorerai spegnendoti.

Sei come me per tante cose, amica mia. Per questo nelle tue righe spesso ti sento vicina. Abbiamo due anime, per coltivare due diversi giardini. Quello delle certezze, solido e monocolore, razionale e geometrizzante come un giardino all'italiana, e quello della precarietà, instabile e imprevedibile, organico e mutevole come un giardino all'inglese . E l'equilibrio non ci è possibile se non adattandoci alla duplicità della nostra natura. Quella che per noi può essere coerenza, per i più è solo un indegno ripiego. Ma non per questo dobbiamo rassegnarci a diventare la sbiadita fotocopia delle altrui aspettative.

Amo coltivare rose nel deserto del mio secondo giardino, senza mai potarle e senza doverle innaffiare artificialmente. Amo vedere per quanto possono sopravvivere di sè stessi questi fiori, consapevole che prima o poi, dolorosamente, appassiranno. Li contemplo solo nella loro fugace e struggente bellezza. Osservo in me per quanto tempo il solo desiderio è in grado di rapire completamente l'anima, senza alcuna prospettiva di un futuro. Ma al tempo stesso porto avanti la mia vita, dandole la calorosa impressione della continuità. Vi è sempre la possibilità di coltivare spazi di libertà interiore, senza necessariamente doverli trasformare nella nostra stessa esistenza. E' un po' come la prospettiva di un viaggio, di fronte alla certezza di una fissa dimora. L'una, per me, non esclude mai l'altra. Piuttosto la mancanza dell'una dona nuova vita all'altra.

La precarietà, come il libero viaggiare, è la vera dimensione della nostra libertà interiore. Dell'accrescimento dell'anima, dell'esplorazione dei nostri limiti. Dell'irrisolto che si trasforma anche in cammino di risoluzione. Nel viaggio, come nel nostro essere precari, lasciamo alle nostre spalle certezze, per metterci alla prova. Ci allontaniamo da una quotidianità, di cui non accettiamo l'appiattimento. Mettiamo in discussione la maschera della continuità che portiamo a volte solo per confondere noi stessi. Usciamo dalla sfera dell'obbligo e del dovuto, lasciamo alle nostra spalle la nostra vita apparente, e sentiremo tanto più vivamente il nostro viaggio, quando esso si alterna e contrappone alla stazionarietà di una fissa dimora.

Non c'è spazio per confusioni o strane commistioni, tra questi universi paralleli. Continuando la metafora "botanica" non si possono coltivare certe piante nel giardino sbagliato. Nel momento in cui, ad esempio, si inseguono certezze sul terreno mutevole della precarietà, immancabilmente vedremo sfiorire le sue rose, ed il giardino si riempirà di erbacce e foglie secche. Altrettanto difficile crescere spazi di libertà all'interno delle spesse mura del già visto. Accetto fino in fondo la natura di questi spazi dell'anima, adattandomi anche alle sue rigide leggi.

Per concludere, amica mia, e per dare una risposta sintetica alla tua questione: non pensare mai che possa esistere una scelta esser così definitiva da poter realmente seppellire una parte di te stessa. Non devi forzarti mai a vivere qualcosa che non ti appartiene fino in fondo. Ma comprimere certe voci che ti premono dentro, le farà scattare un giorno in modo molto più distruttivo. Scoprirai presto, e probabilmente tuo malgrado, che ogni rigida corda con cui ti senti legare i polsi, può rivelarsi semplicemente un cedevole elestico.

 

La lettera è stato scritta nell'aprile del 2008, ricostruita da alcune mail. La foto ha titolo "apparente prigionia" ed è stata scattate nel dicembre del 2007.

 

 
 
 
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INFO


Un blog di: il_ramo_rubato
Data di creazione: 28/10/2006
 

IL RAMO RUBATO

Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.

Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.

Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.

(P.Neruda)

 

SE VUOI POSARE PER ME...

Le foto che trovi in questo blog sono tutte miei lavori. Se ti interessa posare per le mie foto, contattami. Le modelle che vedete in queste foto non sono professioniste, e io stesso non lavoro come fotografo. Amo fotografare chi ama essere fotografata. 

Il servizio richiederà circa mezza giornata, e salvo casi particolari, sarà in bianco e nero, per  scelta stilistica. Le foto non saranno in alcun modo volgari, e saranno studiate insieme a te.  Tutte le spese per la realizzazione del servizio saranno a carico mio (il servizio è completamente gratuito). A fine lavoro sarà dato un DVD con tutte le foto del servizio, e circa 20 stampe in formato 20x30 cm del servizio, su carta fotografica professionale, o volendo qualche stampa in formato gigante.


Non sono un professionista della fotografia, lavoro in un altro settore. Scatto solo perchè mi piace farlo. Non cerco quindi top model, ma soprattutto ragazze a cui piace l'idea di posare, e che amano il mio modo di fotografare. 

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