IL RAMO RUBATO... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva... |
IL DEMONE DELL'AMORE
Sto lavorando da diversi mesi alla mia prossima raccolta di racconti. "Il Demone dell'amore".
il_ramo_rubato@libero.it
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MEMOIR
25) Miele e peperoncino
26) Lacrime di piacere
27) SOLO UNA NOTTE
29) Petali di rosa
30) Regalo di Natale
31) GIOCHI D'AMORE
33) LEZIONE D'AMORE
35) Io viaggio da solo
36) Cose che cambiano la vita
37) ADRENALINA
38) La mia prima morte
39) LA STAGIONE DELL'AMORE
41) Febbre d'amore
42) Ricordo d'estate
43) SOTTO LE STELLE
44) RELAZIONI PERICOLOSE
54) A casa di Elena
63) COME UN VIAGGIO
69) Nebbia
70) LE REGOLE DEL GIOCO
COPYRIGHT
Il materiale fotografico pubblicato in questo sito è composto esclusivamente da mie fotografie. E' assolutamente vietata la pubblicazione, o la riproduzione, di foto o di porzioni di esse, senza la mia esplicita autorizzazione. Andrà comunque segnalato il riferimento all'autore.
Sono tutelati da copyright legalmente dimostrabile tutti i racconti del blog. Alcuni sono stati pure pubblicati su un libro. E' possibile copiare parte dei miei racconti su altri siti o blog, parzialmente o integralmente, solamente con la mia esplicita autorizzazione, e segnalando il mio nome e linkando questo blog.
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IL BINARIO MORTO
Post n°79 pubblicato il 28 Ottobre 2010 da il_ramo_rubato
"Ibis redibis non, morieris in bello" . Si nutrono visceralmente di follia, i nostri incontri d'amore. Perchè, ogni volta che ci troviamo, le nostre dita premono sul grilletto di una roulette russa. Perchè, ogni volta che ci rincontriamo, è una corsa bendata su un campo minato. Perchè solo l'urgenza del desiderio e la sua pressante necessità sanno distoglierci dalla naturale paura di un'incombente catastrofe. E' il nostro modo di amarci, questo: esserci perennemente sconosciuti. Dividere letti, preservativi ed estasi, invece di parenti, bollette e bucati. Solo così ci salviamo dal degrado della convivenza. Dall'abbrutimento di ogni sensata ragionevolezza. Dal decadimento delle emozioni primordiali. Sono sveglio dalle quattro di questa mattina, per raggiungerti. Entro. Avanzo per le scale, nell' inesplorato hotel di questa sconosciuta città. Intanto tuo marito va al suo appuntamento. Il suo impegno di lavoro ci ha regalato alcune ore d'amore. Si. E' vero. Scommettiamo il tutto sul nulla. Ma io te l'ho sempre detto, bambina mia. Ascoltami. E' la paura che uccide, e non il pericolo. Vanno solo affrontati come forti discese in bicicletta, i nostri incontri. Senza indugi. Senza timori. Con l'efficace delirio dell'incoscienza. Con tutta la sana irresponsabilità che possiamo contenere in gola. Perchè se ascolti la paura, a cento chilometri all'ora, e freni all'improvviso, finisci per consumare sull'asfalto la carne e poi le ossa. Perchè se il volo sul precipizio non lo fai con tutta la rincorsa che hai nelle gambe, se non salti con tutto lo slancio temerario e spericolato che possiedi, se ti avvicini pavidamente e guardi in basso prima di staccare, ti attende inesorabilmente il fondo del baratro. Non c'è la reception, alle sette di mattina. Batto un codice e si apre la porta su un corridoio. Mi sistemo su un divano. Guardo assurdi quadri sull'assurda tappezzeria di questo albergo. E mentre ti aspetto, faccio i conti con me stesso. Passa almeno un quarto d'ora di totale silenzio prima che tu mi dia, a modo tuo, il via libera. Apri la porta e sei chinata, mentre la testa sbuca, come quella di una tartaruga dal guscio. Sorrido, sospettando il perchè di questa tua buffa posizione: mi stai già aspettando senza mutande. Adoro queste piccole cose, amica mia. Sono questi piccoli dettagli che nella mia mente ti rendono veramente unica. Ti guardi in giro. Poi mi chiami dentro. Ti bacio e ti mordo, mentre sei ancora in piedi. Circospetta. Spaventata, e al tempo stesso magnificamente eccitata. E' fatto di penombra il nostro universo, peccaminoso eppure così sacro. Segreto, eppure così sterminato. Fragile, eppure così totalizzante. Non saprebbe la luce disegnare così bene le tue forme. Non saprebbe la normalità regalarti tanta adrenalina. Ti accarezzo tra le natiche, mentre ti bacio. Scavo in mezze ad esse, con le dita. E' il mio modo di salutarti. Brutale e sanguigno. E poi proseguo nell'invasione con la mia mano, per saggiare quanta voglia hai di me. Molta, ti dico mentre gemi. Si, davvero molta. Corrono quasi immobili sul tuo seno. Pattinano sul tuo ventre. Poi ti prendono di peso. Ti trascinano. Le mie mani sanno bene quanto ami essere spostata e disposta sul letto. Lo fanno con la leggerezza con cui si sposta una bambola. Ti afferranno per le braccia, mentre su di esse alterno teneri baci, e strazianti morsi. Ti accarezzano il viso, mentre ci guardiamo negli occhi. C'è tutta l'irresponsabilità che amo in te, in quel sorriso. Aprono un varco tra le tue gambe. Scivolano come verità assolute nei tuoi orefizi infuocati. Ti tengono bloccati i polsi sopra alla testa, mentre irrompo dentro di te con tutta la fame che ho di te. Ti seguono, nel tuo ondeggiare. Ti controllano. Ti marcano stretto. Ti amano. Ti fanno mia. Assieme al mio corpo. Assieme alla mia anima. Bacio con dolcezza la schiena, mordicchio le tue natiche. Mi gusto tutto il profumo che il tuo corpo ha acquisito nel più intimo contatto col mio. Ma tu sei altrove, con le mente. Guardi il cellulare, di tanto in tanto, sul comodino. Mi fermo. Ti chiedo se aspetti una telefonata. Tu sorridi incerta e mi dici di no. Rimani in silenzio per un attimo. Poi aggiungi con sguardo colpevole che prima avevi paura, e per sicurezza avevi mandato un messaggio a tuo marito, per sapere se era arrivato alla riunione. Mi dici che ancora non ti ha risposto. Mi vedi sobbalzare dal letto. Non vanno chieste mai certe conferme, amica mia, perchè insospettiscono più di una confessione. E' meglio che vada. Ho un brutto presentimento. Svelta. Aiutami a radunare le mie cose. Ci resta poco tempo. Ma forse ce la possiamo ancora fare. Forse non è ancora troppo tardi. Forse la mia è solo una stupida paranoia. E invece no. Il mio istinto sente bene, questa volta. Due spari subito distruggono la maniglia della porta. Lui è stato dietro tutto il tempo. Ad ascoltare. A capire. A riempirsi di lucido odio, come una spugna nell'acqua. Ha le tempie piene di vene gonfie e pulsanti. E' rosso come i pensieri che gli scorrono dentro. Il suo respiro è tanto accelerato da sfiorare l'ansimo, mentre ci insulta ed inveisce contro di te. Non potremo combattere la sua disperazione, amica mia. La furia animale con cui ci sta urlando il suo odio al mondo. E' il nostro vicolo cieco, questo. Un binario morto a cui le nostre rotaie si devono adeguare. . Il racconto di fantasia, ispirato ad una storia vera, è stato scritto nell'ottobre del 2010. La foto dal titolo "Binario morto" è stata scattata nel dicembre del 2007 e rielaborata in questi giorni. |
INFO
IL RAMO RUBATO
Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.
Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.
Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.
(P.Neruda)
SE VUOI POSARE PER ME...
Le foto che trovi in questo blog sono tutte miei lavori. Se ti interessa posare per le mie foto, contattami. Le modelle che vedete in queste foto non sono professioniste, e io stesso non lavoro come fotografo. Amo fotografare chi ama essere fotografata.
Il servizio richiederà circa mezza giornata, e salvo casi particolari, sarà in bianco e nero, per scelta stilistica. Le foto non saranno in alcun modo volgari, e saranno studiate insieme a te. Tutte le spese per la realizzazione del servizio saranno a carico mio (il servizio è completamente gratuito). A fine lavoro sarà dato un DVD con tutte le foto del servizio, e circa 20 stampe in formato 20x30 cm del servizio, su carta fotografica professionale, o volendo qualche stampa in formato gigante.
Non sono un professionista della fotografia, lavoro in un altro settore. Scatto solo perchè mi piace farlo. Non cerco quindi top model, ma soprattutto ragazze a cui piace l'idea di posare, e che amano il mio modo di fotografare.
Per avere altre informazioni in merito, scrivi all'indirizzo di posta:
il_ramo_rubato@libero.it
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