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        <title>IL RAMO RUBATO</title>
        <description>... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva...</description>
        <link>http://blog.libero.it/ilramorubato/</link>
        <lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 19:12:17 +0100</lastBuildDate>
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        <category>Arte e Cultura</category>
        <category>Filosofia e Letteratura</category>
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            <title>LADRI DI GIORNI</title>
            <link>http://blog.libero.it/ilramorubato/11040086.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://img11.imagevenue.com/img.php?image=378734127_nellamiaretelight_122_338lo.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://img11.imagevenue.com/loc338/th_378734127_nellamiaretelight_122_338lo.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&quot;...Siamo ladri di giorni. Esploratori di abissi.&lt;br /&gt;Disertori dell'ovvio. Costruiamo sulle sabbie mobili.&lt;br /&gt;E nella penombra cannibali, l'un con l'altra ci imbocchiamo.&lt;br /&gt;Ruba con me il giorno pi&amp;ugrave; prezioso. Rubalo senza farti vedere.&lt;br /&gt;E poi nascondilo circospetta nel fondo del cuore.&lt;br /&gt;Accudiscilo in te sino alla fine dei tuoi respiri.&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;&lt;em&gt;(da un racconto de Il Demone dell'Amore, di prossima pubblicazione)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 04 Feb 2012 19:02:18 +0100</pubDate>
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            <title>CARTA BIANCA</title>
            <link>http://blog.libero.it/ilramorubato/9768189.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a title=&quot;CARTA BIANCA&quot; href=&quot;http://hosting11.imagecross.com/image-hosting-59/3207CARTA-BIANCA-light.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img title=&quot;CARTA BIANCA&quot; src=&quot;http://hosting11.imagecross.com/image-hosting-59/3207CARTA-BIANCA-light.jpg&quot; alt=&quot;Carta Bianca&quot; width=&quot;400&quot; height=&quot;337&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;Rubami. Adorami. Sar&amp;ograve; il tuo Dio. Captami. Distruggimi. Sar&amp;ograve; la tua follia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Avrei potuto domandare il tuo stesso corpo, in questo strano scambio. La tua dignit&amp;agrave;. Gli abissi della tua vergogna. La tua anima ai piedi, solo per il vano piacere di calpestarla. Tu probabilmente avresti accolto tutte queste mie richieste, senza opporre resistenza alcuna. Mi hai dato carta bianca, amica mia. &amp;ldquo;Qualunque cosa&amp;rdquo;, mi hai detto. Perch&amp;eacute; desideri questo piccolo oggetto ad ogni costo. E ora fa&amp;rsquo; solo ci&amp;ograve; che ti ho detto. E&amp;rsquo; facile. Abbi fiducia in me. Presto sar&amp;agrave; tuo&amp;hellip;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Inseguimi. Sfuggimi. Eccitami. Cercami. Donati a me.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti guardo dal soppalco del secondo piano, dove non puoi vedermi. Hai un passo incerto e titubante, mentre entri e ti guardi intorno. Non sai se sono qui, ma mi stai cercando. Sei spaventata, e al tempo stesso profondamente eccitata. Non importava quanto enorme fosse la posta, sapevo con certezza assoluta che tu comunque avresti accettato la mia sfida. Ed &amp;egrave; per questo motivo che tu meriti questo libro, mia folle ammiratrice. Perch&amp;eacute; possiedi inquietudine e coraggio. Voglia di varcar confini, e irragionevolezza. Spregiudicatezza e sensibilit&amp;agrave;. Un pericoloso abbinamento di virt&amp;ugrave; che oggi non ti salver&amp;agrave; certo dal mio inferno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Respirami. Inebriami. Avvolgimi con la tua lingua. Con la tua paura.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Nessuna commessa potr&amp;agrave; dar risposte alla tua ricerca. Nessun computer contiene la sua collocazione. E tu lo sai. Qui ci muoviamo fuori da tutti gli schemi. Qui ci muoviamo dove non ci sono regole. Cammini, rossa nel viso, nel dedalo di copertine colorate, alla ricerca del mio libro. Cammino con te, senza farmi vedere, silenziosa ed invisibile ombra. Non mi hai mai visto in volto: &amp;egrave; facile il mio gioco, in mezzo a cos&amp;igrave; tante persone. Ti aggiri per scaffali di autori eterni, mille volte pi&amp;ugrave; grandi di me. Per chilometri di cultura e di immondizia. Nella libreria pi&amp;ugrave; grande di Bologna. Proprio davanti alle torri. Cercami, amica mia. Scovami. Risolvi la mia caccia al tesoro tra gli scaffali. Dovrai capir tu dove. Dovrai capir tu come. Dovrai capir tu, alla fine di tutto , soprattutto il perch&amp;eacute;&amp;hellip;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Baciami. Mordimi. Offrimi la tua carne come prossimo pasto.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno eleganza, i tuoi gesti. Mostrano determinazione, pur nell&amp;rsquo;incertezza. Come se una parte di te, fosse fermamente motivata a vincere s&amp;eacute; stessa. E io le dar&amp;ograve; una mano. Guardi ad uno ad uno, quasi vergognandoti, tutti i romanzi erotici. Ti guardi alle spalle, mentre lo fai. Ma io non sono certo l&amp;igrave;. E comunque ti sbagli. Non scrivo eros, mia giovane ammiratrice. Non eccito le menti, al pi&amp;ugrave; le travio. Mostro loro nuove strade. Io scrivo inferno, tormento, dannazione. Ma molto prima di queste cose scrivo complicit&amp;agrave;. Cerca altrove. La libreria &amp;egrave; grande, eppure cos&amp;igrave; pochi sono i posti in cui potrei averlo messo. Segui la tua fantasia. In fondo &amp;egrave; semplice...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Vivimi. Stupiscimi. Sconvolgimi. E infine poi uccidimi. Senza piet&amp;agrave;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capto ogni tuo pensiero. Ogni tua emozione. Penso alle parole che ci siamo detti. Penso a tutto il tuo desiderio di dar vita alla tua pi&amp;ugrave; intima voce. Di lasciarti andare, finalmente. Di vivere in libert&amp;agrave; l&amp;rsquo;amore. La mia antenna impazzisce nell&amp;rsquo;intensit&amp;agrave; di queste tue frequenze. Entusiasmo, e al tempo stesso timore. Intima gioia e delirio. Tormento e uno smisurato desiderio di proibito. La prima copia. Si, proprio cos&amp;igrave;. Sar&amp;agrave; tua. Deglutisci. La bozza de &amp;ldquo;Il Demone dell&amp;rsquo;amore&amp;rdquo;. Molti mesi prima che chiunque altro possa leggerlo. Molti mesi prima che gli altri lo amino, tu lo potrai amare. Fino ad aprile tutti dovranno attendere i tempi editoriali. Tu no. Sorrido, mentre osservo la tua caccia al tesoro tra gli scaffali. Ti senti di nuovo bambina, in questo nostro gioco. Divertita, nel mio nascondino, e al tempo stesso inquieta. Come se in questa ricerca fossi la preda, e non la cacciatrice. E&amp;rsquo; il mio mondo, questo. Benvenuta amica mia, nel mio labirinto di follia. Lontano dalla ragione sta la mia bellezza. Oltre la prudenza. Oltre il pudore. Oltre i pi&amp;ugrave; battuti sentieri. Cammini. E io non riesco a staccare gli occhi dal tuo magnifico sedere. La voglia di toccarlo mi sta mordendo lo stomaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Turbami. Acclamami.&amp;nbsp;Adorami in ginocchio. Invocami. Fammi godere di te.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amo i tuoi contrasti, amica mia. I tuoi combattimenti interiori. La bambina fragile che sta dietro a tante tue scelte, la accarezzer&amp;ograve;. La guider&amp;ograve;. Le doner&amp;ograve; tutto&amp;nbsp; il mio Demone dell&amp;rsquo;amore. Il folle scambio che ti ho proposto ora ti sta divertendo. L&amp;rsquo;emozione la senti venir su dallo stomaco. Mi cerchi ora per lettera tra i romanzi. Scuoto la testa con disappunto. Prima provi sotto la lettere &amp;ldquo;I&amp;rdquo;. Poi sotto la lettera &amp;ldquo;R&amp;rdquo;. E io mi chiedo, divertito, se Ramo sia il nome, e Rubato il cognome, o viceversa. No. Cerca ancora. Cercalo altrove. Trovalo. Presto sar&amp;agrave; tuo. E allora ti dar&amp;ograve; ali che cerchi, se vorrai volare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Cercami. Scoprimi. Vendimi l&amp;rsquo;anima. Viaggiami dentro di te&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Stai andando nel reparto giusto. Finalmente hai capito. Non era cos&amp;igrave; difficile. Cerchi sotto i libri delle poesie di Neruda. E finalmente mi trovi. Lo prendi in mano. Lo annusi. Lo baci, felice come una bambina davanti al suo nuovo gioco. Lo stringi al petto e chiudi gli occhi. E&amp;rsquo; quasi tuo. Ora per&amp;ograve; ricorda il nostro patto. E rispetta le mie regole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Ascoltami. Assecondami. Pagami. Dammi ora tutto ci&amp;ograve; che ti ho chiesto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Se vuoi la bozza del Demone dell&amp;rsquo;amore, mia folle ammiratrice, non voglio il tuo corpo. Non voglio nemmeno le tue labbra. Dovrai solo fare qualcosa di molto coraggioso. Ti porter&amp;ograve; oltre la tua morale. Dovrai andare contro te stessa. Contro tutto quello che ti hanno insegnato. Contro la brava bambina che ti hanno detto sempre di essere. Troverai la bozza del &amp;ldquo;Demone dell&amp;rsquo;Amore&amp;rdquo; alla Feltrinelli, gi&amp;agrave; questo sabato pomeriggio. Non farti vedere. Mettilo nella borsa. Ed esci senza pagarlo. Stai tranquilla. L&amp;rsquo;ho messo io, e non suoner&amp;agrave; l&amp;rsquo;allarme quando uscirai.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Rubami. Rubami. Rubami. Rubami.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti tremano le mani. Le senti ghiacciate. Non ci scorre pi&amp;ugrave; il sangue. Ti porti in un angolo lontano. Dove non ci sono telecamere. Sei tesissima. Ti senti una ladra. Non hai mai rubato nemmeno uno spillo, in vita tua. E&amp;rsquo; la tua paura pi&amp;ugrave; grande, essere scoperta mentre rubi qualcosa. Sei una brava ragazza. Si. E ci&amp;ograve; che ti voglio mostrare, sta oltre l&amp;rsquo;essere una brava ragazza. Seguimi. Vinciti. Supera le tue paure. Io non ti chiedo altro. &lt;br /&gt;Ti metti dietro ad un uomo alto, per coprirti meglio. Ma sei tesa come una corda. Inciampi e quasi gli finisci addosso. Ti aiuta ad alzarti, mentre ti scusi. Ma intanto, mentre eri a terra, hai velocemente infilato il libro nella borsetta. E ora ti senti pi&amp;ugrave; sollevata. La prima cosa &amp;egrave; fatta. Ora viene la pi&amp;ugrave; difficile. La prova del fuoco. &lt;br /&gt;Respiri profondamente. E ti dirigi all&amp;rsquo;uscita della libreria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Percorrimi. Superami. Oltrepassami. Ascoltami in tutta la paura che hai. &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Fai piccoli passi terrorizzata, avvicinandoti al controllo sonoro. Stringi i pugni scaramanticamente. Ti ho detto di fidarti di me, amica mia. Il libro non far&amp;agrave; suonare l&amp;rsquo;allarme. L&amp;rsquo;ho messo io stesso. Procedi. Vincinti. Sfidati. Cammini con gli occhi chiusi. E quando passi, esplode come un tuono il segnale dell&amp;rsquo;allarme. Apri gli occhi, il segnale sta lampeggiando. Il tempo sembra che si sia fermato.&lt;br /&gt;Tutti ti guardano. I commessi ti dicono di aspettare un attimo. Di non preoccuparti. Probabilmente &amp;egrave; una sciocchezza. Tu pensi al libro dentro alla borsetta e ti senti una morsa sulla stomaco. Ti sembra di sprofondare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Odiami. Insultami. Picchiami. Schiaffeggiami. Desiderami morto.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti fanno passare un paio di volte, e sempre suona l&amp;rsquo;allarme. Chiamano l&amp;rsquo;addetta alla sicurezza. Ti fanno aprire la borsa. Dove c&amp;rsquo;&amp;egrave; anche il libro. &lt;br /&gt;Ti viene da piangere. Ti stai vergognando come non ti era mai successo. Ma non &amp;egrave; il libro che ha fatto scattare l&amp;rsquo;allarme. Non ha neppure il codice a barre, amica mia. Perch&amp;eacute; ti avrei dovuto mentire?&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Qualcuno deve averle fatto uno scherzo, dice la commessa. Le hanno attaccato un&amp;rsquo;etichetta di un altro libro sotto la gonna.&amp;rdquo; Ride. &amp;ldquo;Guardi. Proprio sul suo sedere!&amp;nbsp; C&amp;rsquo;&amp;egrave; pure un biglietto scritto a mano.&amp;rdquo;&lt;br /&gt;Leggi il biglietto. Non credi a ci&amp;ograve; che c&amp;rsquo;&amp;egrave; scritto. Spalanchi gli occhi, incredula. Le tue mani si raggelano alla lettura di quelle parole. Si, amica mia. Qualche secondo fa, ti ho aiutato a rialzarti. Piacere. Ero io. Le tue gambe iniziano a tremare. Sorrido, invisibile e gi&amp;agrave; lontano. Ora a te la scelta, mia coraggiosa ammiratrice. Ma non hai molto tempo per decidere.&amp;nbsp;Hai&amp;nbsp;quindici minuti. Non un solo minuto di pi&amp;ugrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Evitami. Sfuggimi. Scappami. Ora corri lontano pi&amp;ugrave; veloce che puoi.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ti osservo, dalla finestra, mentre pensi a ci&amp;ograve; che ti ho scritto nel biglietto. Nel tuo combattimento interiore. Nella tua guerra tra ragione e desiderio. Scuoti la testa, come a dire no. &amp;ldquo;Non posso. Non voglio. Non devo.&amp;rdquo; E ti allontani di passo veloce. Fuggi. Mentre io, invece, vado a prepararmi. So gi&amp;agrave; che presto ci rivedremo. So chi sei. So che ci sarai. Non mancherai all&amp;rsquo;appuntamento &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Vivimi. Stupiscimi. Sconvolgimi. E infine poi uccidimi. Senza piet&amp;agrave;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed eccoti qui, amica mia. Da quando hai aperto la porta, non ci siamo ancora scambiati una parola. Rimani immobile da pi&amp;ugrave; di un minuto sulla porta, senza dire nulla. Mi studi. Mi aspetti. Ci fissiamo negli occhi, senza batter ciglio. &lt;br /&gt;Ti sorrido. E subito hai capito cosa voglio da te. Non ti aspettavi proprio di vedermi. Sei sconvolta. Eppure cos&amp;igrave; tanto lo desideravi, questo momento... Abbasso le luci. Ti metto le mani sulle spalle. E&amp;rsquo; musica per me il tuo respiro convulso mentre ti spoglio nella penombra. Nuda. Meravigliosamente nuda. Completamente nuda. Nelle mani di un perfetto sconosciuto. L&amp;rsquo;hai sempre sognato. Appoggio una mano sul tuo seno e ti ascolto. Sorrido.&amp;nbsp; Il cuore ti sta proprio scoppiando nel petto. Respiri col naso, profondamente. Non ti sembra vero di essere qui. Mi hai chiesto se le faccio davvero, quello cose che scrivo sul mio blog. Questa &amp;egrave; la mia risposta. Le labbra ti vibrano mute, in un silenzioso balbettio. Ti bacio sul collo. Lentamente. Ti accarezzo i capelli. Ti rassicuro. Senza alcuna fretta. Hai i nervi a fior di pelle. Il fuoco che ti dilania il ventre. Lasciati andare, amica mia. Fai fare tutto a me. Chiudi gli occhi e vieni con me. &amp;ldquo;Tu devi essere pazzo!&amp;rdquo; Balbetti sottovoce. E io non ti rispondo: hai perfettamente ragione. Lo sono. Ora per&amp;ograve; segui i miei passi. Segui la mia follia. Ti guido sul letto. Sul comodino vicino al libro, c&amp;rsquo;&amp;egrave; ancora l&amp;rsquo;invito che ti sei trovata sotto la gonna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Ti aspetto all&amp;rsquo;albergo davanti alla libreria. Camera 12, primo piano. Tra 15 minuti. Non parlarmi. Odio i convenevoli&amp;ldquo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Accoglimi. Toccami. Respirami. Godimi. Ma stai attenta a me. &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Muovo le mani sul tuo corpo. Ti faccio venire dolcemente la pelle d&amp;rsquo;oca. Scivolo con le dita, per tutto il tuo ventre. Scivolo lento, fino ad annegare nella tua umidit&amp;agrave;. Gemi. Impazzisci. Ti stai sentendo dolcemente morire. Prendo i tuoi polsi. Li porto dietro alla schiena. Senza che tu le possa vedere, ti faccio sentire due corde, con le mani. Scuoti la testa. Hai un sussulto. Dici &amp;ldquo;no&amp;rdquo;, ridendo. E fai un passo avanti. Io sto fermo. Zitto. Ti aspetto. Ti do il tempo per decidere. Ti do il tempo per capire. E quando torno, mi fai trovare tu stessa i polsi. Li lego dietro alla schiena. Con dolcezza. Con fermezza. Ti accarezzo si seni. Ti do un bacio sulle labbra. Ti rassicuro. E tu mi porgi tutta te stessa come a dire. &amp;ldquo;fai di me tutto quello che vuoi&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;Rubami. Accoglimi. Contienimi. Venerami. Fatti riempire di tutto me stesso.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti metto in ginocchio, con le gambe aperte sul letto. Ti accarezzo. Ti afferro da dietro. Tenendoti la testa per i capelli. Quando entro in te, fai un urlo di stupore. Mordi il cuscino. Per non gridare di piacere. Gemi. Respiri. Gemi. Respiri. Gemi. Respiri. Liberi nell&amp;rsquo;aria preghiere convulse di piacere. E io combatto con te, alleato e nemico, questa dolce battaglia. Balla con me, questo tango all&amp;rsquo;inferno, amica mia. Sono musica diabolica i rumori del letto. Sono canti di demoni le nostra urla straziate. Sono braci impazzite le luci che si muovono su e gi&amp;ugrave;, assieme al nostro movimento. Sono tutti i gironi infernali, quelli che ti senti esplodere dentro. E sono gocce di fuoco, infine, il mio piacere sulla tua pelle. Ti bacio sulla bocca. A lungo. In profondit&amp;agrave;. E poi mi stacco da te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Volami. Esplodimi. Amami. Respirami in&amp;nbsp;tutta la mia follia.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti guardo negli occhi, mentre ti slego i polsi. Mi guardi, con gli occhi pieni di silenziosa follia. Giaci ancora lontana, nell&amp;rsquo;estasi assurda di un piacere proibito.&amp;nbsp; Devi ancora realizzare di essere stata tu, a vivere ci&amp;ograve; che hai vissuto. Ti &amp;egrave; sembrato tutto un folle sogno. Eppure cos&amp;igrave; vivo. Eppure cos&amp;igrave; lacerante. Eppure cos&amp;igrave; infinitamente vicino a te stessa. Non hai avuto il tempo di capire, e tutto sta gi&amp;agrave; finendo. Tra pochi minuti io sar&amp;ograve; via. E non mi vedrai mai pi&amp;ugrave;. Mentre mi rivesto rimani sul letto. Nuda. Prendi in mano &amp;ldquo;il Demone dell&amp;rsquo;amore&amp;rdquo;. In silenzio cominci a sfogliarlo. Scorri veloci le pagine. Leggi i titoli di tutti i racconti. E infine ti fermi alle ultime pagine del libro, dubbiosa. Curiosa. Si intitolano &amp;ldquo;CARTA BIANCA&amp;rdquo;. Sono alcuni fogli completamente vuoti. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; scritta nemmeno una parola. Li esamini perplessa. Mi guardi per un attimo e ti chiedi silenziosamente il perch&amp;eacute;.&lt;br /&gt;Sorrido. E senza dirti pi&amp;ugrave; nemmeno una parola, esco dalla camera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Rubami. Dimenticami. Annullami. Cancellami. Ma portami, per sempre, dentro di te.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;Il Racconto &quot;CARTA BIANCA&quot;, ultimo della raccolta &quot;IL DEMONE DELL'AMORE&quot; &amp;egrave; stato scritto nel gennaio 2011. La fotografia, dal titolo &quot;CARTA BIANCA&quot; &amp;egrave; stata scattata nel gennaio 2011.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER PRENOTARE UNA DELLE 100 COPIE DI &quot;IL DEMONE DELL'AMORE&quot;&amp;nbsp;MANDAMI UNA MAIL AL MIO INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA: &lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;mailto:il_ramo_rubato@libero.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;il_ramo_rubato@libero.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>eros</category>
        <category>fotografia.</category>
        <category>racconto erotico</category>
            <pubDate>Sun, 16 Jan 2011 16:38:31 +0100</pubDate>
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            <title>L'AMANTE PERFETTA</title>
            <link>http://blog.libero.it/ilramorubato/9697671.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://img266.imagevenue.com/img.php?image=825681953_Lamanteperfettalight_122_134lo.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://img266.imagevenue.com/loc134/th_825681953_Lamanteperfettalight_122_134lo.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;&quot;Dentro di me sento dilatarsi un abisso.&lt;br /&gt;E' il mio cuore. Profondo come il vuoto, &lt;br /&gt;come il cratere di un vulcano ardente.&lt;br /&gt;Un mostro gemente che non sar&amp;agrave; mai sazio, &lt;br /&gt;Arde fino al sangue, e la sua sete &amp;egrave; inestinguibile.&lt;br /&gt;Io solo dentro il tuo petto voglio annientarmi.&lt;br /&gt;perch&amp;egrave; su di esso trover&amp;ograve;&amp;nbsp; il fresco di un sepolcro.&quot;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;(libero adattamento di un brano di Baudelaire - &quot;Donne dannate&quot;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi ho baciato una donna completamente sconosciuta, amica mia. Si, Oggi. Subito dopo la cerimonia, pochi minuti dopo che ero passato a trovarti. &lt;br /&gt;Non ho saputo resisterle. Lei si nascondeva . Piangeva in silenzio su una panchina, per strada, chiss&amp;agrave; per quale motivo. L'ho vista quasi per caso, in una zona poco accessibile del parco. Da subito mi volevo fermare. Le volevo parlare. Le volevo chiedere il motivo del suo dolore. Volevo accertarmi che stesse bene e darle conforto. Ma poi dalla mia bocca non &amp;egrave; riuscita alcuna parola. Mi sono avvicinato. L'ho presa di forza, tra le mie braccia. Mi sono opposto con decisione ad&amp;nbsp;ogni&amp;nbsp;sua resistenza. E soprattutto al suo stupore.&amp;nbsp;Poi, nonostante scalciasse e spingesse, l'ho baciata di forza di nuovo. Profondamente. Energicamente. Impulsivamente. E poi me ne sono andato via. Cos&amp;igrave; come sono venuto. Senza nemmeno salutarla. Ti rendi conto di quello che ho fatto? A volte credo di essere un pazzo furioso. Una mente distorta. Ma poi lo sai. Si, tu lo sai meglio di chiun-que altro al mondo. Io ho un debole, da sempre, per le lacrime delle donne.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Proprio mentre toccavo il fondo della mia vita, mi hai baciata. Non so sei un diavolo del paradiso, oppure un angelo dell'inferno. Ma di certo qualche maledizione in corpo la devi pur possedere. Perch&amp;egrave; in te ho sentito scorrere magia pura. Con un solo bacio hai strappato via dal mio petto&amp;nbsp; tutta la mia tristezza. Non volevo lasciarmi andare a questo pensiero. No. Ho lottato con me stessa, per non dare ragioni a quello che mi hai fatto. Ho subito violenza. E tu non mi conosci. Non sai quanto io sia razionale. Non sai quanto io sia fragile. Quanto io combatta ogni giorno contro me stessa, anche per le pi&amp;ugrave; piccole scemenze. Volevo odiarti, quasi come se mi avessi stuprata. Volevo portarti rancore, per l&amp;rsquo;equilibrio gi&amp;agrave; fragile che hai calpestato. Ma poi non ce l'ho fatta a resistere. Ho pensato solo a te, tutto il giorno. E mi &amp;egrave; passata ogni malinconia. Come se ora un pezzo della mia anima fosse tuo. Come se da questo periodo cos&amp;igrave; orrendo della mia vita d'improvviso si fosse aperta una porta di primavera. Mi trascini nel buon umore, con questi pensieri. Ti rivedr&amp;ograve; mai pi&amp;ugrave;? I tuoi occhiali scuri. Quella strana rosa nel taschino. (che se ne fa poi, un uomo, di una rosa nel taschino della giacca?) E quel vestito scuro da mafioso. Rido. Si. Devi essere proprio un gangster. O magari uno spietato serial killer...&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;L'ho ritrovata sempre l&amp;igrave;, amica mia. Anche oggi. Sempre allo stesso orario. Sempre sulla stessa panchina. E non era certo un caso. Stavolta per&amp;ograve; lei aveva un maltrattenuto sorriso sulle labbra. Mi guardava con la coda dell&amp;rsquo;occhio. Non voleva mostrare che mi stava aspettando. Non voleva farmi vedere quello che sentiva dentro. Quando mi sono avvicinato &amp;egrave; rimasta completamente zitta, e si &amp;egrave; posta interrogativa. Come se volesse mettere un muro. Come se volesse delle giustificazioni per i baci che ieri le avevo strappato. Le ho sorriso. La sua era solo una maschera. Lei era contenta di rivedermi. Io dentro di me, non chiedermi come, sapevo gi&amp;agrave; che lei mi stava aspettando l&amp;igrave;. E' una specie di sesto senso che possiedo per natura. Leggo da sempre nel cuore delle donne con cui entro a contatto. E riesco anche a giocare con le loro menti. Si. Non ridere. E' vero. Riesco ad entrarvi dentro. A plasmarle. A dare loro la forma delle mie fantasie. E' successo anche con te. Te lo confesso. Dalla prima volta che ti ho baciata, io sapevo tutto di te. E tu mi sembravi una bambina.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quanto &amp;egrave; inutile schermarti le emozioni con la forza della ragione. Devo essere un libro aperto. Fatico a tenerti lo sguardo. I tuoi occhi sono calamite. E&amp;rsquo; come se mi leggessi dentro. Ti guardo, mentre bevi il tuo bicchiere di vino. Non so davvero chi mi trovo davanti. Non so davvero cosa vuoi da me. Mi dici. &quot;Solo un bicchiere, amica mia. Ti voglio lucida.&quot;. Sorridi. Ma in realt&amp;agrave; giochi con la mia mente. Stai trascinandomi verso di te. Ma ancora non mi conosci bene. Non &amp;egrave; affatto facile, mio sconosciuto amico, entrare in me. Io sono una persona estremamente razionale. So tenere le cose al proprio posto. So creare le giuste distanze. Ho imparato a diffidare da chi mi attrae troppo. Ma quanto mi fai sentire a diretto contatto con me stessa! Quanto ogni tua parola sa essere mistero, e assieme rivelazione. Non te lo voglio far capire, ma starei qui a parlare con te per sempre. Il tempo sta volando, e la tua mente &amp;egrave; cos&amp;igrave; abile, nel distogliermi da ogni mio dolore. Da ogni mia piccolezza.&amp;nbsp; Mi prendi la mano, alzandoti. Mi dici di seguirti. Mi dici che vuoi mostrarmi alcune cose a casa tua. E io non ci casco affatto. So cosa vuoi da me. Ma non sai con chi hai a che fare. Non sai quanto io abbia bisogno di tempo. Non sai quanto io posso tenerti a distanza da me. Anche se mi piaci. Anche se mi fai stare cos&amp;igrave; bene. Ho bisogno dei miei tempi. Rispettali.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Lo descrivono sempre cos&amp;igrave; tortuoso, il sentiero della follia, amica mia. In realt&amp;agrave; &amp;egrave; cos&amp;igrave; lineare. Cos&amp;igrave; meravigliosamente diretto. Collega alla realt&amp;agrave; la nostra ultima e pi&amp;ugrave; viva natura.&amp;nbsp; Mi sto incontrando da qualche giorno con quella donna di cui ti avevo parlato. Si. Quella della panchina. Non farmi credere di essere gelosa di lei. Tanto mi conosci. Sai che il rapporto tra me e te, comunque, per sempre rimarr&amp;agrave; unico. Ma questa donna &amp;egrave; veramente scoperta, per me. La nostra intesa va oltre ogni limite immaginabile. Per ogni dito che lei mi offre, io so che nasconde almeno un braccio. E io voglio tutto. Non mi accontento mai. E&amp;rsquo; questo il segreto del successo, in ogni campo. Ma soprattutto nell&amp;rsquo;arte della seduzione. Il voler andare oltre. Il non sedersi mai. Non puoi pretendere di ottenere, se non sei capace di chiedere. Ogni giorno che passo con lei mi d&amp;agrave; qualcosa. E lei pu&amp;ograve; darmi veramente tutto. Accarezzo la sua meravigliosa voglia di distruzione. La considero un cantiere aperto. Voglio costruire dalle sue macerie, torri di Babele per arrivare fino in cielo. Voglio fare di lei l'amante perfetta.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E' diventato un folle gioco d'azzardo il nostro incontrarci. Ossessivo ed entusiasta. Irrimediabilmente votato alla perdita. Un punto di non ritorno nella strada verso la dissoluzione. Condito di paure e di irragionevolezza. Mi scopi come se fossi la pi&amp;ugrave; lurida puttana di questo pianeta. Di forza. Senza rispetto alcuno. Senza grazia. Mi sbatti su un tavolo, di prepotenza. E io subito divento la tua carne da macello. Senza pi&amp;ugrave; pudore. Senza pi&amp;ugrave; barriere. Sto cadendo nel baratro dei tuoi sensi. Per la prima volta in vita mia, sto conoscendo la forza del delirio. Ho paura di me. Ha l'intensit&amp;agrave; di un pugno nello stomaco, ogni volta che mi entri dentro. &lt;br /&gt;Tra le gambe hai una spada. Le tue unghie son coltelli. E i tuoi denti punte infuocate di metallo. Ma quanto mi piace tutto quello che sai fare al mio corpo. Quanto mi piace quando mi leghi e mi lasci per ore, appesa ad una parete. Stai a guardarmi in silenzio come se fossi un quadro. Un oggetto. Quando ti va mi prendi. Mi sbatti come ti pare e piace. Quando non ti va, ti neghi. Scompari per giorni. E allora aumenti ancora di pi&amp;ugrave; il mio desiderio. A dismisura. Si. Non vi &amp;egrave; cosa alcuna che ti possa negare. Quanto so lasciarmi andare con te. Mi porti a far cose che fino a poco tempo fa mi avrebbero fatto sentire sporca, anche solo a pensarle. Accarezzi una sete di distruzione che non immaginavo di possedere. Si. Te lo confesso. Non sapevo di poter dare tanto ad un uomo. Pi&amp;ugrave; di quello che voglio. Pi&amp;ugrave; di quello che ho. Cosa mi stai facendo? Dove mi stai portando? Con quali ali diaboliche mi stai facendo volare cos&amp;igrave; in alto? Io diventer&amp;ograve; pazza. Completamente pazza. Perch&amp;egrave; tu ogni giorno ti diverti a coltivare il sempre pi&amp;ugrave; rigoglioso orto della mia follia. Stai estirpando l'erbaccia parassita della ragione, fino all'ultima pianticella. Tu sei la resurrezione dei miei sensi. Tu sei il mio trampolino per l'inferno.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Mi meraviglia e mi stupisce ogni incontro con lei, amica mia. E&amp;rsquo; una donna straordinaria che forse ancora non conosceva la parte migliore di s&amp;eacute;. Mi emoziona. Mi fa sentire importante, nel suo modo assoluto e incondizionato di adorarmi. Nella sua infinita capacit&amp;agrave; di assecondare le mie piccole fantasie. Nella totalit&amp;agrave; con cui &amp;egrave; riuscita a ribaltare tutte le sue convinzioni, in cos&amp;igrave; poche settimane. La trovo ricettiva, nel suo modo di essermi complice. Amo sentire nel sangue che farebbe ogni cosa, per me. Che l&amp;agrave; dove un tempo dominava la fredda ragione, ora imperi il delirio dionisiaco. La follia. Amo pensare che, nel suo amarmi, non c&amp;rsquo;&amp;egrave; cosa che non farebbe per me.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ti cerco ovunque. Non mi appartengono pi&amp;ugrave; altri pensieri, ormai. Perch&amp;eacute; non puoi non tornare. Tu sei l&amp;rsquo;aria che io respiro. Tu sei il ponte sul vuoto a cui appoggiano i miei piedi. Ti ho dato tutto, e sono contento di averlo fatto. Non mi appartengono pi&amp;ugrave;&amp;nbsp; altre certezze, al di fuori di quello che ho trovato in te. Continuo a telefonare al tuo numero. E non mi importa se la voce registrata mi dice ogni volta che il numero &amp;egrave; stato disattivato. Ti chiamo ogni ora. Convinta che sia un semplice problema tecnico. Presto lo risolveranno. Non mi appartengono pi&amp;ugrave; altre sensazioni Non reagisco ad alcuno stimolo. Resta solo una speranza che non sa tacere. Sono qui., tesa con tutta la mia pi&amp;ugrave; intima natura ad aspettarti da dieci giorni ormai. Ti cerco in ogni uomo che passa nelle vicinanze di questa panchina. Vorrei piangere, come il giorno in cui mi hai incontrata. Ma ho gi&amp;agrave; finito le lacrime stanotte sul cuscino. Guardo nel vuoto, lontano, e ti aspetto con tutta me stessa. L'unica cosa che non voglio &amp;egrave; pensare che non tornerai. Voglio togliermi questa convinzione dalla testa. Voglio rimanere qui e pensare che sarai di nuovo qui.&amp;nbsp; Presto. E che tutto sar&amp;agrave; come prima. A tanto amore corrisponde tanto dolore. Lo so. E siccome il mio amore&amp;nbsp; te lo meriti tutto, io sar&amp;ograve; capace di aspettarti anche&amp;nbsp; fino al mio dissanguamento.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Non possiede pi&amp;ugrave; ragioni, l'amante perfetta, n&amp;eacute; alcuna verit&amp;agrave; perch&amp;eacute; sa vivere di sensazioni. Lei sola sa amare con tutto il suo corpo, perch&amp;eacute;&amp;nbsp; l'amante perfetta sa donarsi fino in fondo. Lei sola sa disporre sull' altare dell'amore il suo sangue e le sue lacrime. Lei sola pu&amp;ograve; arrivare a strapparsi infine la sua vita stessa con le proprie mani ,fosse solo per attirare l' attenzione. Per dimostrare quanto &amp;egrave; capace di fare per chi ama. Lei sola realmente pu&amp;ograve; incarnare il fuoco. Perch&amp;egrave; riesce a far cos&amp;igrave; viva la propria distruzione da renderla un definitivo manifesto d'amore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Sta venendo qui, amica mia. Si. Ti raggiunge di gi&amp;agrave;. Anche il suo arrivo, come il tuo tanti anni fa, &amp;egrave; accompagnato da una lunga fila di amici e parenti vestiti a lutto. E io piango, alla cerimonia, sotto i miei occhiali scuri. Piango di dolore vero, non fingo mai a me stesso. Rimango con lei fino all'ultimo, anche quando l'ultimo parente se ne &amp;egrave; andato.Tra i tanti fiori che le hanno portato, rubo una rosa rossa. La metto all'occhiello. La metto sul cuore. E poi esco di qui. Cos&amp;igrave; infinitamente triste, eppure cos&amp;igrave; maledettamente appagato. Abbi cura di lei, amica mia. La lascio qui per sempre a parlare d'amore. Con te, che sei stata la prima, e con tutte le altre amanti che nella mia vita, a modo mio, ho saputo rendere perfette.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;Il racconto, di fantasia, &amp;egrave; stato scritto nel novembre 2010. La foto ha titolo &quot;L'amante perfetta&quot; ed &amp;egrave; stata scattata nel'estate del&amp;nbsp;2009. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>fantasia</category>
        <category>racconto erotico</category>
            <pubDate>Sat, 01 Jan 2011 15:32:34 +0100</pubDate>
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            <title>IL BINARIO MORTO</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://img270.imagevenue.com/img.php?image=825568882_BinarioMortoBLOGleggera_122_423lo.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://img270.imagevenue.com/loc423/th_825568882_BinarioMortoBLOGleggera_122_423lo.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Sono rimasto solo io. E' il mio turno. Stende davanti a me le sue tre carte, la zingara. Intanto i miei amici, dietro,&amp;nbsp;ridono divertiti. Sono loro che mi hanno messo davanti a questa pagliacciata. E io accetto il mio teatrino con tutta la seriet&amp;agrave; del caso. Dopo aver mescolato a lungo, dispone&amp;nbsp;le carte sul tavolo. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;Il mondo. L'innamorato. La morte. &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Che buffonata, penso dentro di me. Ora&amp;nbsp;sentiamo le grandi ovviet&amp;agrave; che mi legge negli occhi. Come ha fatto prima con i miei amici.&amp;nbsp;Ma invece no. Non dice praticamente nulla. Mi&amp;nbsp; gela il sangue nella asciuttezza&amp;nbsp;con cui mi parla.&amp;nbsp;Perfino&amp;nbsp;i miei amici smettono di ridere. Dice solamente: &quot;E'&amp;nbsp;gi&amp;agrave; prossimo il letto che dividerai con&amp;nbsp;una donna.&amp;nbsp;E stavolta&amp;nbsp;sar&amp;agrave; guerra.&quot;Poi sta zitta, la strega. Eppure con i miei amici aveva parlato tanto. Rompo io, il silenzio, allora. Se li dovr&amp;agrave; guadagnare meglio i suoi cinque euro, questa imbrogliona. &lt;br /&gt;&quot;In che senso, zingara,&amp;nbsp;sar&amp;agrave; una guerra?&quot;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In silenzio ci accompagna tutti alla porta, senza&amp;nbsp;rispondere alla mia domanda.&amp;nbsp;Senza chiedermi nemmeno un euro. Chiudendo la porta mormora una frase latina che non mi &amp;egrave; affatto sconosciuta. &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;TEXT-ALIGN: center&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&quot;Ibis redibis non, morieri&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;s&lt;em&gt; in bello&lt;/em&gt;&quot;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;TEXT-ALIGN: center&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non lo guardo negli occhi, tuo marito. Ma lo avverto dall'altra parte della strada, mentre esce dall'albergo. Non commetto imprudenze. Guardo altrove, mentre mi passa accanto. Mentre, senza accorgersene, mi sfiora. C'&amp;egrave; in me&amp;nbsp;qualcosa di consapevolmente folle nella fredda lucidit&amp;agrave;&amp;nbsp;con cui gestisco situazioni come queste. Mi mandi un messaggio. &quot;Aspetta ancora un po'. Ti prego. Non mi sento tranquilla, oggi&quot;. &lt;br /&gt;Tu invece sei l'opposto di me. Ti senti di morire dentro. Lo so. Pensi che forse&amp;nbsp;sia meglio non vedersi. Che stiamo osando davvero&amp;nbsp;troppo. Che oggi non dovremmo proprio. Ma io ormai ti conosco. So chi sei.&amp;nbsp;Non &amp;egrave; quello che realmente&amp;nbsp;ti aspetti da me.&amp;nbsp;Non &amp;egrave; questo ci&amp;ograve;&amp;nbsp;che&amp;nbsp;mi chiede disperatamente&amp;nbsp;la profondit&amp;agrave; del tuo ventre. Perch&amp;egrave;&amp;nbsp;sta&amp;nbsp;proprio nel tremore delle tue&amp;nbsp;gambe, amica mia,&amp;nbsp;la miglior benzina&amp;nbsp;per tutto il fuoco che&amp;nbsp;possiedi subito sopra ad esse. Perch&amp;egrave; &amp;egrave;&amp;nbsp;solo nel domare le&amp;nbsp;tue paure ataviche&amp;nbsp;che il tuo corpo mi sa&amp;nbsp;regalare tutto il suo miele.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Si nutrono&amp;nbsp;visceralmente di follia,&amp;nbsp;i nostri&amp;nbsp;incontri d'amore.&amp;nbsp;Perch&amp;egrave;, ogni volta che ci troviamo,&amp;nbsp;le nostre dita&amp;nbsp;premono sul grilletto&amp;nbsp;di una&amp;nbsp;roulette russa. Perch&amp;egrave;, ogni volta che ci rincontriamo, &amp;egrave; una corsa bendata&amp;nbsp;su un campo minato. Perch&amp;egrave; solo l'urgenza del desiderio e&amp;nbsp;la sua&amp;nbsp;pressante necessit&amp;agrave;&amp;nbsp;sanno&amp;nbsp;distoglierci dalla naturale paura di un'incombente&amp;nbsp;catastrofe. E' il nostro modo di amarci, questo: esserci perennemente sconosciuti. Dividere letti, preservativi ed estasi, invece di&amp;nbsp;parenti, bollette e bucati. Solo cos&amp;igrave; ci salviamo&amp;nbsp;dal degrado della convivenza. Dall'abbrutimento di ogni sensata ragionevolezza. Dal decadimento delle emozioni primordiali.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Si. L'esserci cos&amp;igrave; sconosciuti&amp;nbsp;&amp;egrave; il nostro unico&amp;nbsp;modo di conoscerci. Di rincontrarci. Di perpetrare nel tempo il delirio di una follia duale che solo a noi due vuole appartenere.&amp;nbsp;Cos&amp;igrave; il nostro fare l'amore&amp;nbsp;prende sempre la bruciante intensit&amp;agrave; di una prima volta. E, assieme, la forza struggente dell'ultima.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Sono sveglio dalle quattro di questa mattina, per raggiungerti. Entro. Avanzo per le scale,&amp;nbsp;nell'&amp;nbsp;inesplorato hotel di questa&amp;nbsp;sconosciuta citt&amp;agrave;.&amp;nbsp;Intanto tuo marito va al suo appuntamento. Il suo impegno di lavoro ci ha regalato alcune ore d'amore.&amp;nbsp;Si. E' vero. Scommettiamo il tutto sul nulla. Ma io te l'ho sempre detto,&amp;nbsp;bambina mia.&amp;nbsp;Ascoltami. E' la paura che uccide, e non il pericolo. Vanno solo&amp;nbsp;affrontati come forti discese in bicicletta,&amp;nbsp;i nostri&amp;nbsp;incontri. Senza indugi. Senza timori.&amp;nbsp;Con&amp;nbsp;l'efficace delirio dell'incoscienza.&amp;nbsp;Con tutta la sana irresponsabilit&amp;agrave; che possiamo&amp;nbsp;contenere in gola. Perch&amp;egrave; se&amp;nbsp;ascolti la&amp;nbsp;paura, a cento&amp;nbsp;chilometri&amp;nbsp;all'ora, e freni all'improvviso, finisci per consumare sull'asfalto la carne e poi le ossa.&amp;nbsp;Perch&amp;egrave; se il&amp;nbsp;volo&amp;nbsp;sul precipizio&amp;nbsp;non lo fai&amp;nbsp;con tutta la rincorsa che hai nelle gambe,&amp;nbsp;se non&amp;nbsp;salti&amp;nbsp;con tutto lo&amp;nbsp;slancio temerario e spericolato che possiedi, se ti avvicini pavidamente e guardi in basso prima di staccare, ti attende inesorabilmente il fondo del baratro. &lt;br /&gt;Si. La miglior risposta al vero&amp;nbsp;pericolo non sta mai nella prudenza. Nella ragione. Passa piuttosto attraverso l'istinto, attraverso l'adrenalina. Attraverso l'audacia. Eppure tu, questa ovviet&amp;agrave;,&amp;nbsp;non la imparerai mai.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Non c'&amp;egrave; la reception, alle sette di mattina. Batto un codice e si apre la porta su un corridoio. Mi sistemo su un divano. Guardo assurdi quadri sull'assurda tappezzeria di questo albergo. E mentre ti aspetto, faccio i conti con me stesso. &lt;br /&gt;E' sicuramente un violento, tuo marito. Un&amp;nbsp;uomo visceralmente geloso. Un Possessivo. Ma assolutamente non &amp;egrave; uno stupido.&amp;nbsp;Trova di certo&amp;nbsp;riflesso nei tuoi occhi, tutto il bene che faccio al tuo corpo. Capisce, ma non vede. Annusa,&amp;nbsp;ma non tocca. Sospetta, ma non ha prove per uscire allo scoperto. Coltiva silenziosa e sanguigna rabbia, nell'attesa del giorno della resa dei conti. Tutti e due lo sappiamo. Tutti e due abbiamo deciso di non parlarne.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Passa almeno un quarto d'ora&amp;nbsp;di totale silenzio&amp;nbsp;prima che tu mi dia, a modo tuo,&amp;nbsp;il via libera. Apri la porta e sei chinata, mentre la testa&amp;nbsp;sbuca, come quella di una tartaruga dal guscio. Sorrido, sospettando il perch&amp;egrave; di questa&amp;nbsp;tua buffa posizione: mi stai gi&amp;agrave; aspettando senza mutande. Adoro queste piccole cose, amica mia. Sono questi piccoli dettagli che nella mia mente ti&amp;nbsp;rendono veramente unica. Ti guardi in giro. Poi mi chiami dentro. Ti bacio&amp;nbsp;e ti&amp;nbsp;mordo, mentre sei ancora in piedi. Circospetta. Spaventata, e al tempo stesso&amp;nbsp;magnificamente eccitata.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;E'&amp;nbsp;fatto&amp;nbsp;di&amp;nbsp;penombra il nostro universo, peccaminoso eppure cos&amp;igrave; sacro. Segreto, eppure cos&amp;igrave;&amp;nbsp;sterminato. Fragile, eppure cos&amp;igrave; totalizzante. Non saprebbe&amp;nbsp;la luce disegnare cos&amp;igrave; bene le tue forme.&amp;nbsp; Non saprebbe la normalit&amp;agrave;&amp;nbsp;regalarti tanta adrenalina.&amp;nbsp;Ti accarezzo tra le natiche, mentre ti bacio. Scavo in mezze ad esse, con le dita. E' il mio modo di salutarti. Brutale e sanguigno.&amp;nbsp;E poi proseguo nell'invasione&amp;nbsp;con la&amp;nbsp;mia mano, per saggiare quanta voglia hai di me. Molta, ti dico mentre gemi. Si, davvero molta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardo il&amp;nbsp;letto, mentre ti ci conduco dolcemente. Le lenzuola sfatte, dove da tre giorni dormi con tuo marito. E mi sento per un attimo un ladro.&amp;nbsp;L'Attila invasore&amp;nbsp;che al suo passaggio&amp;nbsp;distrugge&amp;nbsp;un mondo&amp;nbsp;non suo. Un profanatore di templi. Ma tu sconfini dentro di me.&amp;nbsp;Nella tua assenza invadi ogni ora&amp;nbsp;la mia ragione e la mia fantasia. Nella tua presenza invece&amp;nbsp;cresci a dismisura nella mia follia, fino anche a&amp;nbsp;disgregare le verit&amp;agrave; delle mie regole pregresse.&amp;nbsp;I capisaldi universali faticosamente conquistati negli anni, che nell'irragionevolezza dell'ombra, cercano la verit&amp;agrave; del sole. Tu sei per me l'attimo che&amp;nbsp;vuol improvvisarsi in&amp;nbsp;eternit&amp;agrave;. Tu sei l'alba dentro il mio imbrunire. Il principio e mai la fine di ogni mia contraddizione.Ti disponi in attesa,&amp;nbsp;sul tuo altare sacrificale fatto di cuscini e di lenzuola&amp;nbsp;. Non mi guardi, mentre mi spoglio. Mi dai le schiena, mentre ti muovi come al rallentatore. E' una danza tribale d'amore quella che esegui immobile. E' un rito magico con cui sai stregare ogni volta la mia anima.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Corrono&amp;nbsp;quasi immobili sul tuo seno. Pattinano sul tuo ventre.&amp;nbsp;Poi ti&amp;nbsp;prendono&amp;nbsp;di peso.&amp;nbsp;Ti trascinano.&amp;nbsp;Le mie mani sanno bene quanto ami&amp;nbsp;essere spostata e disposta sul letto. Lo fanno&amp;nbsp;con la leggerezza con cui si sposta&amp;nbsp;una bambola. Ti afferranno per le braccia, mentre&amp;nbsp;su di esse&amp;nbsp;alterno&amp;nbsp;teneri baci,&amp;nbsp;e strazianti morsi.&amp;nbsp;Ti accarezzano il viso, mentre&amp;nbsp;ci guardiamo negli occhi. C'&amp;egrave; tutta l'irresponsabilit&amp;agrave; che amo in te,&amp;nbsp;in quel&amp;nbsp;sorriso.&amp;nbsp; Aprono un varco tra le tue gambe. Scivolano come verit&amp;agrave; assolute nei tuoi orefizi infuocati. Ti tengono bloccati i polsi sopra alla testa, mentre irrompo dentro di te con tutta la fame che ho di te. Ti seguono, nel tuo ondeggiare. Ti controllano. Ti marcano stretto. Ti&amp;nbsp;amano. Ti fanno mia. Assieme al mio corpo. Assieme alla mia anima.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Bacio con dolcezza la schiena, mordicchio le tue natiche. Mi gusto tutto il profumo che il tuo corpo ha acquisito nel pi&amp;ugrave; intimo contatto col mio. Ma tu sei altrove, con le mente. Guardi il cellulare, di tanto in tanto,&amp;nbsp;sul comodino. Mi fermo. Ti chiedo se aspetti una telefonata. Tu sorridi incerta&amp;nbsp;e mi dici di no.&amp;nbsp;Rimani in silenzio per un attimo. Poi aggiungi con sguardo colpevole&amp;nbsp;che prima avevi paura, e&amp;nbsp;per sicurezza avevi mandato un messaggio a tuo marito, per sapere se era arrivato alla riunione.&amp;nbsp;Mi dici che&amp;nbsp;ancora non ti ha risposto. Mi vedi sobbalzare dal letto. Non vanno chieste mai certe conferme, amica mia,&amp;nbsp;perch&amp;egrave; insospettiscono pi&amp;ugrave; di una confessione. E' meglio che vada. Ho un brutto presentimento. Svelta. Aiutami a radunare le mie cose. Ci resta poco tempo. Ma forse ce la possiamo ancora fare. Forse non &amp;egrave; ancora troppo tardi. Forse la mia &amp;egrave; solo una stupida paranoia.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;E invece no.&amp;nbsp;Il mio istinto sente bene, questa volta. Due spari subito distruggono la maniglia della porta. Lui &amp;egrave; stato dietro tutto il tempo. Ad ascoltare. A capire. A riempirsi di lucido odio, come una spugna nell'acqua. &lt;br /&gt;Ha atteso il momento per mesi. Non aspettava altro che una prova, tuo marito, per vedere con gli occhi ci&amp;ograve; che gi&amp;agrave; sentiva nel sangue. E tu, senza volere,&amp;nbsp;con quel messaggio&amp;nbsp;gliel'hai data su un piatto d'argento. &lt;br /&gt;E'&amp;nbsp;guerra nei suoi occhi. Aveva ragione, la megera. E' guerra. Dentro di me, lo sentivo che oggi qualcosa sarebbe davvero cambiato.&amp;nbsp;Ma un uomo deve scegliere la sua guerra giusta.&amp;nbsp;Per essa deve essere pronto anche ad immolarsi, da buon&amp;nbsp;soldato. Non si diserta mai, una battaglia come la tua.&amp;nbsp;Si onora fino in fondo, anche&amp;nbsp;quando pu&amp;ograve; costarci tutto.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Ha le tempie piene di vene gonfie e pulsanti. E' rosso come&amp;nbsp;i pensieri&amp;nbsp;che gli scorrono dentro. Il suo&amp;nbsp;respiro &amp;egrave; tanto accelerato da sfiorare l'ansimo, mentre ci insulta ed inveisce contro di te. Non potremo&amp;nbsp;combattere la sua disperazione, amica mia.&amp;nbsp;La&amp;nbsp;furia animale con cui ci sta urlando il suo odio al mondo. E' il nostro vicolo cieco, questo. Un binario morto a cui le nostre rotaie si devono adeguare.&lt;br /&gt;Ti guardo, mentre lui, ora silenzioso,&amp;nbsp;ci punta addosso&amp;nbsp;la pistola. Difendi il corpo&amp;nbsp;istintivamente&amp;nbsp;con&amp;nbsp;il lenzuolo. La tua bocca trema, i tuoi occhi piangono. Il tuo naso cola, quasi volesse piangere con loro. Buffo. Non avevo mai visto colarti il naso. Ti prendo la mano. So per istinto che non ci resta molto. E so quanto tu ora hai bisogno di me.&amp;nbsp;E' gelata. Ti scaldo con la mia. E penso quanto dannatamente io non riesca a provare paura nemmeno in una situazione come questa.&amp;nbsp;E'&amp;nbsp;davvero una maledizione. Intanto&amp;nbsp;tuo marito con solenne rabbia&amp;nbsp; sta pronunciando, sconnessamente,&amp;nbsp;la nostra sentenza di morte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passa un'eternit&amp;agrave;, tra il rumore degli spari e&amp;nbsp;l'istante in cui arrivano nei nostri corpi. Tutto il tempo necessario per rivivere in mille fotografie quello che c'&amp;egrave; stato tra noi, in questi mesi. Tutto il tempo necessario per capire che li vali tutti i proiettili che mi sfonderanno il cuore. Tutto il tempo necessario a trasformare la stretta delle nostre mani&amp;nbsp;&amp;nbsp;nel nostro&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; grande, disperato ed ultimo,&amp;nbsp;gesto di&amp;nbsp;complicit&amp;agrave;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Non so dove andremo, bambina mia.&amp;nbsp;E non mi spaventa ignorarlo. Perch&amp;egrave;&amp;nbsp;ovunque possa essere questo luogo, ne sono certo,&amp;nbsp;l&amp;agrave; sapr&amp;ograve; trovarti di nuovo.&lt;br /&gt;Aspettami.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #333333;&quot;&gt;&lt;em&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;Il racconto di fantasia, ispirato ad una storia vera, &amp;egrave; stato scritto nell'ottobre del 2010. La foto dal titolo &quot;Binario morto&quot; &amp;egrave; stata scattata nel dicembre del 2007 e rielaborata in questi giorni.&lt;br /&gt;La frase in latino &amp;egrave; la celebre espressione ambigua, che le sibille usavano per predire ai soldati romani la loro sopravvivenza&amp;nbsp;in&amp;nbsp;guerra. &lt;br /&gt;Al tempo stesso, spostando un po' la virgola,&amp;nbsp;pu&amp;ograve; essere tradotta come &quot;andrai, morirai in guerra, non tornerai a casa&quot; e &quot;andrai, non morirai in guerra, tornerai a casa.&quot;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>erotico</category>
        <category>fotografie</category>
        <category>racconti di fantasia</category>
            <pubDate>Thu, 28 Oct 2010 13:32:06 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/ilramorubato/9440602.html</guid>
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        <item>
            <title>OLTRE TE STESSA</title>
            <link>http://blog.libero.it/ilramorubato/9259710.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;a href=&quot;http://img819.imageshack.us/img819/7133/oltretestessa.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img title=&quot;Oltre te stessa&quot; src=&quot;http://img819.imageshack.us/img819/7133/oltretestessa.jpg&quot; alt=&quot;Oltre te stessa&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;117&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;&lt;em&gt;&quot;...Lo senti un aereo che porta lontano? &lt;br /&gt;Lo senti quel suono di un piano&lt;br /&gt;di un Mozart stonato che prova e riprova &lt;br /&gt;ma il senso del vero non trova?&quot;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Bologna. Dicembre 2007&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;TEXT-ALIGN: left&quot;&gt;Dove sei finita, amica mia? La stazione di Bologna&amp;nbsp;&amp;egrave; diventata&amp;nbsp;un&amp;nbsp;paranoico labirinto. Ci aspettiamo a due&amp;nbsp;edicole diverse, e perdiamo minuti preziosi: tra poche ore di nuovo partirai.&amp;nbsp;Non ci resta molto tempo...&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da sempre &amp;egrave;&amp;nbsp;un viaggio, la tua vita. Un eterno peregrinare da una parte all'altra del mondo. Un&amp;nbsp;incedere inquieto attraverso nuovi stati emozionali. Un combattimento di universi paralleli e contrapposti. &lt;br /&gt;Mi leggi da una citt&amp;agrave; cos&amp;igrave; lontana. Eppure in quelle parole mi hai trovato infinitamente vicino a te. Alla tua irragionevelezza. Alla tua lotta interiore per non piegarti alle regole, per non rinunciare alle tue libert&amp;agrave;. Al tuo desiderio&amp;nbsp;intimo e profano&amp;nbsp;di&amp;nbsp;conoscere attraverso&amp;nbsp;le&amp;nbsp;pulsioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle&amp;nbsp;foto che faremo oggi,&amp;nbsp;sar&amp;ograve; lo specchio del tuo corpo e della tua anima. Sar&amp;ograve; il brivido che&amp;nbsp;fin da piccola cerchi nelle pi&amp;ugrave; segrete libert&amp;agrave;. Sar&amp;ograve; la voce&amp;nbsp;per ci&amp;ograve; che in te &amp;egrave;, da sempre, rumoroso silenzio.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;TEXT-ALIGN: left&quot;&gt;Ti affido la copia zero dei &quot;Racconti Segreti&quot;. Me la ridarai un giorno,&amp;nbsp;ti spiego. E' la prima copia, del primo libro che ho scritto. Per me &amp;egrave;&amp;nbsp;quasi un battesimo. &lt;br /&gt;Dovremo darci un po' da fare a cercare una camera dove fare le foto. Il Motor-show ha riempito Bologna. E non sar&amp;agrave; facile trovare un albergo.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;TEXT-ALIGN: left&quot;&gt;Ti senti&amp;nbsp;pietrificata, alla parola &quot;albergo&quot;. Come se il terrore ti stesse inchiodando alla strada. Mi studi. Vuoi capire se ti puoi fidare cos&amp;igrave; tanto di me. Eppure l'hai tanto desiderato, questo momento. Eppure fin dalla prima volta che mi hai scritto, dentro di te hai sentito fortemente che dovevi venire da me.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;TEXT-ALIGN: left&quot;&gt;Leggo nei tuoi occhi ogni passaggio di questa guerra interiore.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Stai calma e ascoltami. Se non ti va pi&amp;ugrave; di fare le foto, non &amp;egrave; un problema per me.&amp;nbsp;Posso mostrarti le strade della mia citt&amp;agrave;. Bologna &amp;egrave; una citt&amp;agrave; davvero bellissima. Non sei venuta qui per questo, amica mia, e lo sai,&amp;nbsp;ma per me&amp;nbsp;sar&amp;agrave; un piacere riscoprirla con te.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;TEXT-ALIGN: left&quot;&gt;Mi guardi spaventata. Le mie parole, al tatto cos&amp;igrave; rassicuranti, ti hanno invece sbattuto violentemente contro al muro. Hanno il sapore di un aut aut senza appello.&amp;nbsp;Il cuore ti batte come un tamburo impazzito.&amp;nbsp;I pensieri di libert&amp;agrave;, tanto caldamente cullati&amp;nbsp;si scontrano violentemente contro il muro della ragione. Ti senti pazza, all'idea di assecondarmi. Di spogliarti davanti ad uno sconosciuto, sola, in un albergo di una citt&amp;agrave; lontana dalla tua vita. Come puoi affidare a me, i pi&amp;ugrave; intimi segreti del tuo corpo, e della tua anima? Ti dici mille volte &quot;no&quot;. Ti senti precipitare nel vuoto. Le gambe ti tremano. Vorresti cos&amp;igrave; tanto essere altrove. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io, intanto, ti sorrido e ti guardo. Immobile. Impassibile. Fermo&amp;nbsp;in ci&amp;ograve; che ti&amp;nbsp;ho promesso.&amp;nbsp;Fermo nel proposito di non farti nulla di pi&amp;ugrave; di ci&amp;ograve; che ci siamo detti. &lt;br /&gt;E allora in un attimo ti &amp;egrave; tutto chiaro. Non sono affatto io,&amp;nbsp;in realt&amp;agrave;, ci&amp;ograve; di cui stai avendo cos&amp;igrave; tanta paura in questo momento.&amp;nbsp;Sospiri. Ci&amp;ograve; che in questo&amp;nbsp;infinitamente ti spaventa, lo&amp;nbsp;custodisci&amp;nbsp;da sempre dentro di te.&amp;nbsp;L'hai&amp;nbsp;nascosto&amp;nbsp;per anni, fino a quando non affiorava da solo. Fino a quando non fioriva sui tuoi sensi, sino a farti male. E ora puoi scegliere: puoi scappare di nuovo, oppure puoi affrontarlo. Conoscerlo. Scottartici. Andare oltre le tue paure,&amp;nbsp;verso ci&amp;ograve; che ti suggerisce la tua natura.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;TEXT-ALIGN: left&quot;&gt;Ti osservo, mentre deglutisci. Butti&amp;nbsp;saliva nella gola,&amp;nbsp;quasi fosse un bicchiere di rum. &lt;br /&gt;&quot;Andiamo&quot;. Mi dici con voce tremante...&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Parigi.&amp;nbsp;Settembre 2010 (3 anni dopo)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;TEXT-ALIGN: left&quot;&gt;Su&amp;nbsp;ossessioni dilanianti di morte e&amp;nbsp;su spasmodici deliri.&amp;nbsp;Su desideri&amp;nbsp;impuri&amp;nbsp;coltivati negli abissi dell'anima. Sui&amp;nbsp;fiumi di&amp;nbsp;parole, che negli anni abbiamo intriso di sangue e di miele; E' sospeso nel vuoto ed &amp;eacute; lungo mille chilometri il ponte che percorro ritornando a te. Lo&amp;nbsp;attraverso con passo tremante, in poco meno di due ore.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;E ora&amp;nbsp;ti aspetto qui, amica mia. Nell'albergo che mi hai indicato. Negli inferi della mia follia. Sulla pulsione dei tuoi desideri.&lt;br /&gt;Ci troveremo&amp;nbsp;in quella parte della tua&amp;nbsp;vita&amp;nbsp;di cui tutti ignorano l'esistenza, e di cui io invece da sempre faccio&amp;nbsp;parte.&amp;nbsp;Ci troveremo&amp;nbsp;su quel sentiero invisibile di cui io ho pennellato&amp;nbsp;le prime&amp;nbsp;incerte curve; A due isolati dalla tua vita. A due anni luce dai tuoi&amp;nbsp;antichi migliori propositi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Guardo queste quattro pareti, e combattono dentro di me&amp;nbsp;insani desideri&amp;nbsp;ed improprie gelosie, nel pensare agli amanti che possono aver diviso con te questo spazio.&amp;nbsp;La tua natura &amp;egrave; il fuoco. E io lo so bene.&amp;nbsp;Il volerti tutta mia &amp;egrave; un rischio in cui non devo imbattermi. Il volerti tutta mia &amp;egrave; un inutile&amp;nbsp;lusso che non posso concedermi. Il volerti tutta mia &amp;egrave; un assurdo privilegio di cui tu sola puoi disporre. E non lo farai.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Hai il sapore di una antica tentazione,&amp;nbsp;in questa&amp;nbsp;attesa. Di un frutto&amp;nbsp;sacro addentato mille anni fa, e&amp;nbsp;di cui ancora non ho smesso di scontare il fio.&amp;nbsp;Hai il sapore di un gioco proibito,&amp;nbsp;e al tempo stesso del compimento di una silenziosa promessa.&lt;br /&gt;Lego quattro corde ai piedi del letto, e le nascondo sotto le coperte.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Qualche giorno dopo la prima volta&amp;nbsp;che abbiamo fatto foto&amp;nbsp;mi hai detto che nelle mie&amp;nbsp;mani,&amp;nbsp;in quelle corde, ti sei vista cos&amp;igrave; diversa.&amp;nbsp;Ti amavi e al tempo stesso non ti riconoscevi. Faccio un doppio nodo. Ti stringo gi&amp;agrave; ad esse. Gioco col tuo corpo nei miei pensieri. Ti assaporo.&amp;nbsp;Nel modo pi&amp;ugrave; impuro. Nel modo pi&amp;ugrave; viscerale.&amp;nbsp;Accarezzo il pensiero del possesso e&amp;nbsp;il sangue scivola violento&amp;nbsp;nella voragine dei miei desideri.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Non serviranno saluti, tra noi. Lo sai. Non serviranno strette di mano, o baci di guancia. Infilo una benda&amp;nbsp;scura dentro ad una busta di carta e mi nascondo fuori dalla camera. Non serviranno formalit&amp;agrave;, formule di cordialit&amp;agrave;, abbracci preconfezionati. Ti sento arrivare, e mi basta ascoltare il tuo passo per sapere che non trover&amp;ograve; pi&amp;ugrave; la bambina che avevo conosciuto&amp;nbsp;tre anni fa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cammini con il passo sicuro di un animale da preda. La paura che&amp;nbsp;tante volte ti ha accompagnata fuori dai binari,&amp;nbsp;carica&amp;nbsp;ancora di colore&amp;nbsp;le tue emozioni,&amp;nbsp;ma &amp;egrave;&amp;nbsp;sempre meno invadente.&amp;nbsp; Cammini certa della tua nuova bellezza. Dei nuovi piaceri con cui&amp;nbsp;hai imparato a&amp;nbsp;sedurre un'anima. Cammini con la consapevolezza di aver trovato dentro di te delle risposte a lungo cercate. Di essere diventata&amp;nbsp;quello di cui qualche anno fa, avevi paura e assieme desiderio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La porta &amp;egrave; aperta. Sulla maniglia il mio biglietto di invito&amp;nbsp;ti diverte: suona come il monito di una nuova porta infernale.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;&quot;Non avr&amp;ograve; voce. Ma tu ascoltami. Non avr&amp;ograve; volto. Ma tu guardami. &lt;br /&gt;Vesti i tuoi occhi di buio e aspettami sull'orlo del precipizio.&quot;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff;&quot;&gt;La camera &amp;egrave; vuota. Io non ci sono. Eppure senti vicina la mia&amp;nbsp;presenza.&amp;nbsp;Sorridi. Estrai dalla busta la benda nera, e mentre ti copri gli occhi senti il tuo cuore accellerare. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff;&quot;&gt;Bologna. Dicembre 2007&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;La camera &amp;egrave; piccolissima. Eppure vi &amp;egrave; racchiuso un universo nuovo. &lt;br /&gt;Guardi&amp;nbsp;in silenzio scorrere un pennello sulla tua pelle.&amp;nbsp;Sul tuo ventre. Sul tuo seno. &lt;br /&gt;Mentre dipingo il tuo corpo,&amp;nbsp;senti&amp;nbsp;il sapore di un bacio invisibile. Affronti gli scatti della mia macchina fotografica come una liberazione da una prigione. Mi&amp;nbsp;affidi corpo e anima. Ti fai creta per me. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vi &amp;egrave; qualcosa di infinito, nella finitezza del tuo corpo.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;E io lo raccolgo dentro di me. &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;Aspettandoti. .&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff;&quot;&gt;Parigi.&amp;nbsp;Settembre 2010 (tre anni dopo)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;Mi faccio attendere,&amp;nbsp;prima di entrare in&amp;nbsp;camera. Tu mi aspetti nel buio, da tre minuti.&amp;nbsp; Mi aspetti nel buio da tre anni. Chiudo la porta a chiave. Mentre cammino verso di te, faccio di ogni mio piccolo rumore musica per i tuoi sensi. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;Lasciati spogliare, amica mia, senza dire nemmeno una parola. Lasciati vestire, delle mie sole mani. Dei miei soli desideri. Dei miei soli pensieri. Ti accarezzo, lentamente. E tu fremi silenziosamente&amp;nbsp;mentre ti percorro la schiena nuda con la punta delle dita. Hai qualcosa di animale, nei tuoi movimenti. Nel tuo abbandono umido alle mie mani. Nel tuo muoverti lentamente, mentre mi scaldo del tuo fuoco.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;Ti bacio. Ti ascolto il cuore. Lasciati sfiorare. Lasciati leggere. Lasciati viziare. &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;Lasciati esplorare, toccare, vibrare. Senza fare nulla. Senza fare domande. Senza darmi risposte. Ascolto i tuoi respiri. Il calore della tua pelle. Il profumo del tuo sesso che si impregna sulla punta delle mie dita. &lt;br /&gt;Lasciati guardare. Lasciati baciare. Lasciati toccare. Senza opporre resistenza. Senza pensieri. Sento scorrere il fuoco, ora, sotto la tua pelle. Lasciati dipingere dalle mie mani, per una seconda volta. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;Mi allontano per un secondo. Senti corde che ti legano le caviglie. Ti spalancano le gambe. E poi quando arrivo ai polsi, r&lt;/span&gt;idi. E ritrai i braccio. Mentre ti opponi alle mie corde, sorridi: &lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;&lt;br /&gt;&quot;Ma io ... non ti conosco nemmeno...&quot;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;No, amica mia. Ti bacio e ti mordo. A me non puoi mentire. Tu mi conosci benissimo: dimori in me da sempre. Nascosta gi&amp;agrave; nei quadri che mia madre dipingeva prima ancora che nascessimo.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Tu dimori in me da sempre. Nelle scelte sbagliate. Nell'inquietudine della tua vita sommersa. Nel fuoco che ci nutre e al tempo stesso&amp;nbsp;ci divora. Nei ripetuti e inascoltati propositi di mettere la testa a posto. Dimori in me da sempre, nell'eleganza dei tuoi contrasti. Nella carnalit&amp;agrave; delle tue pulsioni. Nel desiderio sottile e irrefrenabile del viaggio e della scoperta. Nel labile confine tra le tue due esistenze.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Prendo chicchi d'uva dal comodino. E te ne faccio dono. Li faccio camminare sulle tue labbra, prima che tu li morda. Ridi, mentre mastichi il primo. E io te ne metto subito un altro tra le labbra. Poi ti bacio. Scavo nella tua bocca per dividere con te il sapore dell'uva. Tra il combattimento divertito, e l'elegante danza la mia lingua e la tua si confrontano. Si arrovellano. Si ingarbugliano di morsi e di piacere nel dividersi l'acino. Ti bacio. Ti mordo. Ti scavo. Il tuo corpo diventa il prolungamento del mio verso l'infinito.&amp;nbsp;I tuoi gemiti diventano&amp;nbsp;la cura della mia follia e di tutti i miei mali. Il tuo ventre diventa il fondo del baratro&amp;nbsp;su cui rimbalzare, dopo tanto precipizio.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lego i tuoi polsi. A questo letto. Al mio cuore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dimora in me per sempre, da oggi in poi, amica mia. Nel tuo eterno viaggio oltre te stessa. Nei tuoi&amp;nbsp;sogni pi&amp;ugrave; proibiti e nelle pi&amp;ugrave; sommerse pulsioni. Nella fame di un corpo e di un'anima, che ora stanno prendendo&amp;nbsp;la tua&amp;nbsp;forma. Il tuo odore. Il tuo sapore. Dimora in me per sempre, amica mia. Nelle tue inquietudini, nella tua sregolatezza. Nel tuo mordente desiderio di viaggiare per corpi e per emozioni. Nell'umidit&amp;agrave; della tua&amp;nbsp;carne che ora mi avvolge, mentre&amp;nbsp;proietti in un cinema onirico il movimento sensuale del tuo corpo sul mio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #cc0000;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;Foto, dal titolo &quot;Oltre te stessa&quot;,&amp;nbsp;scattata nel&amp;nbsp;settembre 2010. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;Testo&amp;nbsp;scritto&amp;nbsp;nel&amp;nbsp;settembre 2010.&amp;nbsp;La canzone di Guccini, citata all'inizio del racconto &amp;egrave; la meravigliosa &quot;Quello che non&quot;, dell'omonimo album. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>erotico</category>
        <category>fotografie</category>
        <category>memoir</category>
        <category>Racconti</category>
            <pubDate>Sun, 12 Sep 2010 21:16:57 +0100</pubDate>
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