IL RAMO RUBATO... e ogni giorno, avidamente, il mio lato oscuro cresceva, cresceva, cresceva... |
NEI TUOI SOGNI
"Sono più eloquenti delle parole, i sogni, amica mia. Ne sono diventato l'inquieto abitante. Traghetto la tua anima nei meandri del tuo personale inferno, come un Virgilio corruttore..."
A lungo mi hai atteso. Molto presto (spero domani) tornerò..."Nei tuoi sogni".
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MEMOIR
25) Miele e peperoncino
26) Lacrime di piacere
27) SOLO UNA NOTTE
29) Petali di rosa
30) Regalo di Natale
31) GIOCHI D'AMORE
33) LEZIONE D'AMORE
35) Io viaggio da solo
36) Cose che cambiano la vita
37) ADRENALINA
38) La mia prima morte
39) LA STAGIONE DELL'AMORE
41) Febbre d'amore
42) Ricordo d'estate
43) SOTTO LE STELLE
44) RELAZIONI PERICOLOSE
54) A casa di Elena
63) COME UN VIAGGIO
69) Nebbia
70) LE REGOLE DEL GIOCO
COPYRIGHT
Il materiale fotografico pubblicato in questo sito è composto esclusivamente da mie fotografie. E' assolutamente vietata la pubblicazione, o la riproduzione, di foto o di porzioni di esse, senza la mia esplicita autorizzazione. Andrà comunque segnalato il riferimento all'autore.
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Post n°76 pubblicato il 01 Ottobre 2009 da il_ramo_rubato
Verrà un giorno, amica mia, in cui l'irreversibilità dei nostri destini ci morderà di nostalgia, per qualcosa che poteva essere e invece non è mai stato. Sarà come una folata di vento, come il rumore di un'onda che si alza in mare senza poter giungere alla sua riva. Sarà l'eco spezzata di un attimo vivissimo e al tempo stesso mai vissuto. Quel giorno mi penserai. Sarai ancora la mia bambina. Ancora una volta sarò dentro di te, come il nostro primo incontro... La foto è stata scattata nella primavera del 2009. |
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A nessuno appartiene quell' intima essenza, amica mia, se non ai tuoi sensi. E' la più dolce delle condanne interiori. E' la più tormentata delle libertà possibili. Vestirò delle tue inquietudini il mio prossimo libro, mia intima amica, perchè sanno essere anche le mie. Accarezzeranno la mia fantasia, i tuoi sensi, in questa ricerca. Si tingeranno dell'oscuro inchiostro del desiderio. Darò vibrazioni sottili alle tue ali. Farò conoscere loro un nuovo modo di esplorare il cielo. Il tuo destino non aspetta che di essere scritto... Tra qualche mese, nelle più sperdute librerie del mondo: |
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"Lascia che ti parli coi tuoi silenzi, Fa a pugni con la tua ragione, questo nostro incontro. Con il dover essere che da sempre ti perseguita. Con le tue verità. Con le tue convinzioni. Con la babelica torre di certezze che ti sei costruita sotto i piedi, prima che inevitabilmente si sgretolasse. Qualcosa di imprecisato ti sta chiamando alla fuga da tutti i tuoi punti fermi. E la mia macchina fotografica, di questo qualcosa, oggi ne cercherà le forme. Mi è giunta come il messaggio di un naufrago dentro alla bottiglia, la tua richiesta, e il mare è ancora in tempesta. E' l'urlo di una voce silenziosa che chiede risposte. "... io non sono e neppure voglio essere una "modella". Vorrei solo che con la tua macchina fotografica tu guardassi dentro di me, a fondo come non ha mai fatto nessuno. Voglio che tu mi dica cosa vedi lì. So che può sembrarti folle quello che ti chiedo, ma è questo che ora voglio cercare in questo momento... Ho bisogno di capirlo... " E' impregnata di te, la casa in cui mi accogli. Più simile ad un tempio che ad una semplice abitazione. Ogni muro porta un significato, ora inaridito dalla sua fuga. Ogni angolo racconta una sacra verità che il suo abbandono ha trasformato in silenziosa bugia. Ogni oggetto conserva l'eco di parole svanite come un sogno ad un brusco risveglio. Non possiedo le risposte per giustificare la sua fuga, amica mia. E non sono qui per consolarti. Hai amici e conoscenti che già ti stanno riempiendo di ogni premura. Non sono qui per unirmi al loro già unanime coro. Lui se ne è andato soprattutto per un motivo. Il tuo mondo, non era più il suo mondo. Un giorno se ne pentirà, forse. Rimpiangerà mille volte quello che con questa scelta ha perduto. Ma è stata soprattutto una scelta di libertà, la sua. Ti offende la mia schiettezza. Mi fermi. Forse non dovevo fare l'avvocato del diavolo, ma unirmi al coro di chi vuole tenerti nel guscio. Ti alzi e vai a prendere un autoritratto. Me lo mostri, come un'altra parte di te a nudo . C'è il tuo nome scritto più volte. L'immagine è spezzata, e contiene la ricerca della tua identità frammentata. Porti l'arte dentro di te e questa sensibilità imprevista mi avvicina. Ti ho visto come una donna affermata, ancorata a punti fermi, caricata dalla propria posizione professionale. Vedere quanta emozione contiene il tuo disegno, mi richiama ora all'altra parte di te. Quella che mi ha chiamato qui. Mi dici che vedi questo, dentro di te, in questo momento. E mi dici che sei pronta ad iniziare le foto. Ora sta a me. Ti spogli, mentre mi parli. Procedi un passo alla volta. Cerchi rassicurazioni in ogni mio sguardo. Ti imbarazza mostrarti nuda davanti ad un estraneo. L'hai fatto davanti a pochissime persone. Ma un po' alla volta ti lasci andare, e io, senza mai forzarti, ti vengo dietro. Alterniamo parole alle centinaia di foto che si susseguono, per ore. Inventiamo molti scatti, ma nessuno riesce ad arrivare dove voglio io. Dentro di te quanto mi hai chiesto. Tira fuori l'anima, amica mia. Lo so quanto ti è difficile farlo, in questo momento. Torni in accappatoio. Ti sei fatta una doccia calda. Mi chiedi che foto faremo adesso. Ti faccio segno con la mano di sederti sul letto, di fianco a me. Nei miei occhi hai già visto tutto quello che c'era da vedere, amica mia. Dalla mia bocca hai ascoltato tutto quello che c'era da ascoltare. Ora dimentica le risposte che la tua ragione si ostina a cercare in vano. Vieni con me. Voglio presentarti la donna che mi ha chiamato fino qui, oggi. Colei per la quale veramente sono arrivato fino qui, in questa casa. Seguimi... Porto le mani sul tuo viso, e ti bendo. Senza chiederti il permesso. Senza spiegarti il motivo. E' il silenzio l'unica regola del far-west in cui ti sto accompagnando. Nessuna parola, solo vibrazioni. E tu questa regola la farai tua, senza che te ne debba neppure accennare. Senti le mie mani vicino ai tuoi fianchi. Guidano il tuo corpo, quasi di peso, a sdraiarsi sul letto. Lo incanalano sul binario di una nuova coscienza. E' solo un piccolo fiammifero quello che può scatenare l'incendio. Io non ti darò null'altro che un soffio, amica mia. Nulla di più di una tenue brezza primaverile. Sarai tu stessa, se vorrai, a trasformarla in uragano. Ti sfioro impercettibilmente, disegno una carezza sui tuoi fianchi che tu non puoi vedere. Ma la fai tua, in silenzio. E questo silenzioso accordo è l'inizio del nostro cammino. Ti prendo la mano. E ti faccio sentire la prima corda con cui ti legherò. Te la annodo al polso con fermezza, senza sconto alcuno. Mi muovo con decisione, ora. Leggo il piacere della sorpresa, sulle tue labbra. E dell'attesa. Il tuo polso è ora legato al letto. E non ti era mai capitato di pensare che un giorno, un perfetto sconosciuto, ti avrebbe legata al letto di casa tua. Senza nemmeno avvertirti della cosa. Non sarai affatto una modella, amica mia. Me lo hai chiesto tu. Ti allargo piano piano le gambe con le mie mani. Con garbo rassicurante, ti accarezzo dolcemente le caviglie, prima di immobilizzarle tra le mie corde. Senti quanto sono tese, ciascuna dalla sua parte di letto. Non puoi sfuggire da te stessa, ora. Stammi vicino. Mi siedo al tuo fianco. Non userò corde per bloccare il tuo avambraccio sinistro, ma senti il calore della mia mano che ti cinge il polso. Te lo stringe con autorità. Te lo tiene fermo, come per rassicurarti. Nessuna certezza, amica mia, qui dove ti sto portando. Nessuna parola. Nessuna regola. Nessuna delle finte verità di cui ti sei riempita l'esistenza. Ascolta solo il tuo silenzio. Lasciati andare a te stessa, come una bambina al pianto. Nessuna costruzione faraonica per il tuo futuro, qui con me, ora: perchè questo è solo l'attimo che scorre e che mai più ritornerà. Questo è il muto piacere dell'imprevisto, che vuole sfuggire alla ragione. Ritorna sulla tua pelle la mia mano. Ti sfiora. Cammina su di te, ma intanto scava. Prosegue la discesa nel tuo silenzio. Ti afferro il seno, con la mia mano. Lo stringo forte. Lo massaggio. Lo riempio in ogni modo del mio tocco. E tu non puoi trattenere un gemito quando ne stringo con forza la punta. Cresce il respiro, assieme ai tuoi dubbi. I muscoli del collo sono tesi, mentre ora un morboso solletico sta avanzando sul tuo ventre. Oltrepassa l'ombelico. Furtivamente ti agguanta. Abbandonati un altro po'. Stenditi. Rilassati. Aspettami. Accoglimi. Apri un altro po' della porta della tua anima. Di nuovo il mio tocco su di te. Ovunque. Come una pioggia infernale. Sempre più presente. Sempre più vivo. Riempio di premure il tuo seno. Ti piace: ora mi è permesso. E' sceso sotto la cintura il confine del proibito. La soglia oltre la quale non mi è vietato andare. E io, senza preavviso alcuno, la supero. Sei tesa, come le corde che stai tirando. Scalpiti. Ti dimeni. Ma intanto il tuo silenzio mi chiede di continuare. Lentamente. Senza forzature, ma al tempo stesso senza esitazione. Ti accarezzo i capelli, mentre i tuoi pensieri si vestono del nulla che gli è intorno. Mentre i tuoi sensi si allontanano, nel silenzio, dalle fiamme in cui li costringo. Ho costruito un mondo, dentro il tuo mondo. E ora ci cammini curiosa. C'è tenerezza tra noi. C'è comprensione. C'è vicinanza nelle mie carezze. Ma tu già lo sai: sono le stesse che si danno ad un animale che sta per essere marchiato a fuoco. Si addensa in te il desiderio. Scalpita. Fermenta. Irrompe violentemente nelle tue vene. E non vuole confini nel suo continuo evolvere. Non ammette tregue o indugi, ora. Non accetta scuse o temporeggiamenti. Perchè il piacere è un mostro strano, informe. Capace di crescere a dismisura nell'anima. Incapace di trattenersi anche di fronte all'evidenza della paura. Si addentrano ovunque, dentro di te, ora le mie dita. Ti penetrano. Ti seviziano. Decise. Implacabili. Irriguardose. Inarrestabili. Portano benzina sul tuo fuoco. Colorano di morboso piacere il buio che hai davanti ai tuoi occhi. Ma il tuo respiro non è più affanno: sta elevandosi a gemito. Non nasconde più "no", e mi chiede solo di trovare pace. Ti aiuta allora anche la mia bocca. Finiscono nel calderone del tuo piacere anche i miei baci. E' diventato un caldo gioco di labbra, di lingua e di mani. Un concerto di sensi. Di tatto, di odori. Di sapori. Di mugolii che crescono vertiginosamente, assieme all'immobile danza del tuo bacino. Smetto solo quando sento estasi che affiora dalla tua pelle. Smetto solo quando l'onda è arrivata alla sua spiaggia. Ti tengo la mano. Ti accarezzo. Ti accudisco. Posso fare tutto, sul tuo corpo, ora. Qualcunque cosa. E' il gioco del bastone e della carota. Alterno fermezza e dolcezza come pedine su una scacchiera. Sembri più rilassata. Ma il tuo cuore si ferma quando senti il rumore della lampo dei miei pantaloni. Ti dimeni, spaventata. E io ti rassicuro. Non intendo fare nulla che tu non voglia. Ti prendo la mano. Te la lasci guidare tra le mie gambe. E in contatto con la mia carne ti fa trasalire. Di nuovo il respiro si affanna. Di nuovo le mie mani ti rassicurano. Ti portano una nuova volta "oltre". Non cerco in te il piacere: non in questo modo e non in questo momento. Cerco in te solo il contatto e l'intimità. Senti le mie ginocchia che ti sormontano, e tra loro contengono il tuo busto. Ti faccio sentire il mio odore. Ti faccio sentire il mio sapore. E poi mi metto per un attimo sdraiato al tuo fianco. E in quell'attimo siamo intimi come consolidati amanti. E' passata più di un'ora e mezza, amica mia, da quando è iniziato questo gioco. E io ormai devo andare. Ti slego, mentre ancora nessuno di noi ha ancora detto una parola. Do finalmente risposta alla tua richiesta. Ti scatto l'ultima foto. La più bella. La più viva. La più intima. Perchè solo in essa trabocca la tua anima segreta, la voce sconosciuta che mi ha chiamata a te, e che mi ha aperto alla sua intimità più segreta. Non sei una "modella", non reciti pose preconfezionate. La foto ha titolo "Nessuna Certezza" ed è stata scattata nel novembre 2008. Il testo è stato scritto nel dicembre del 2008. |
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Presto avrò la scusa per incontrarvi una nuova volta. Verrò a guardare il mio libro, in mezzo ad altri libri più grandi di lui. E' la prima volta che finisco in una Libreria. E' un passo di consapevolezza su una nuova strada, che grazie a te ha trovato inizio. ... Da oggi RACCONTI SEGRETI, ha trovato una sua "casa" nella libreria dell'Emporio Armani, in via Manzoni 31 a Milano. "CARTA BIANCA", l'ultimo racconto del mio prossimo libro, inizierà proprio davanti agli scaffali di quella libreria. (La fotografia, "come una casa nuova", è stata scattata nel settembre del 2008) |
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. Dedicato a tutti quelli che se ne vanno. . E' tempo di correre. Come una fuga. Perchè la vita non sa aspettare. Perchè l'orologio è più veloce delle gambe. Sei come Lei. Ti guardo dal finestrino, sorpreso ma compiaciuto. Lo stesso taglio di capelli scuri. Gli stessi occhi azzurri. Lo stesso naso un po' a patata. Mi guardi, con occhi che fulminano di rabbia. E intanto il mio tempo invece si è fermato altrove. Sto pensando. Sei proprio come Lei, che se ne è andata via per la sua strada. Senza quasi salutare. E' tempo di ragionare. Come una partita a scacchi. Ce la puoi fare, Betty. Devi solo rimanere concentrata. Lucida. Macchina in doppia fila. Con le frecce di emergenza. In fondo devo solo consegnare dei documenti. Tanto ci vorrà un minuto. E' come se la vita stesse sfuggendo, mentre io fuggo da lei. Sempre di corsa. Sempre senza pensare. Sempre senza vivere. Entro. Chiedo alla mora che sta in reception dov'è l'ufficio Contabilità? E dai... finiscila dopo quella telefonata. Ti prego! Ecco, brava. Così. Quinto piano!? Grazie. Mi indica l'ascensore, sta proprio davanti a lei. Io odio l'ascensore! Sei come Lei. Ti appiccichi dentro e non esci più. Impregni di pensieri e desiderio la mia fantasia. Consegno l'integrazione della pratica al protocollo. E' già una settimana che Lei mi ha lasciato. Ed è da un quarto d'ora che tu mi sei entrata dentro. Come una piccola ossessione. Come una ferita appena riaperta. Come un'idea folle che vuole trovare coronamento Sei come Lei. Ti si trova ovunque, quando mi vuoi. Ti si trova ovunque, soprattutto quando dovresti essere altrove. Sempre irrequieta. Sempre così di fretta. Irrazionale nel tuo voler essere razionale, proprio come lei. Entro e non ti dico nemmeno buongiorno. Entro e ritrovo in te lo stesso mondo che ho distrutto da poco. Stessa corporatura. Stesso sguardo seducente. Ti guardo negli occhi. Non più del tempo che basta per premere un bottone. Sei come Lei. La stessa natura sfuggente. La stessa determinazione nel mascherare fragilità. Ma io ti sovrasto. Metti il piede fuori dall'ascensore. Mi urti innavertitamente. Mentre esci ti prendo il braccio. Di istinto. Di forza. Come se tu fossi lei. Non ti dico nemmeno una parola. Ti trattengo dentro con me, dentro l'ascensore. Le porte si richiudono. E nessuno di noi due esce. E' tempo di ritrovare me stessa. Di capire che mi sta succedendo. Come un film di cui sono solo spettatrice. L'ascensore sta salendo, e io gli sto facendo fare di tutto. Dov'è la mia ragione. Dov'è il mio controllo? Quarto piano e mezzo. Le sue labbra sulle mie, mordono. L'ascensore si ferma all'improvviso. Ed io non sento più il cuore. Non sento più le gambe. Il suo profumo. Il bacio rubato. I documenti per terra. Ed io che dall'emozione non so aprir bocca. Ritrovati, Betty. Opponiti. Vinciti. Liberati. Ribellati. Fa qualcosa... Sei come Lei, amica mia. Ed io già ti conosco. Il tuo corpo per me porta cartelli stradali, verità già rivelate. Strade note da ripercorrere. Piccole città di cui sono già il Signore assoluto. Palpitanti da accarezzare. Calde. Brucianti. Isole di perdizione ignote che affiorano sopra la ragione. Sei come Lei. E vulcani estinti in Lei ritrovano lava in te. Montagne fioriscono di fuoco nella tua terra. Punte di seni inferocite che sfidano i miei altari. E' tempo di lasciarsi andare. Come in un film. Contro la ragione. Contro il buon senso. Lo sento pulsare sopra i pantaloni. Sospira. Mi bacia sul collo. Non dice una parola e nemmeno io. Voglio solo che continui. Perchè non voglio che questa magia si spezzi. "... perchè ne sono certa. Un'altra come Me, tu, non la troverai mai più..." . Foto, dal titolo "Vieni qui con me", scattata nel settembre 2008. Testo scritto in ottobre 2008. Il racconto, a parte la "vendetta" sulla receptionist, è stato costruito sulla memoria di "Bettina", di un episodio realmente accaduto 9 anni fa. Dopo quella volta, i due, non si sono più rivisti. |
INFO
IL RAMO RUBATO
Nella notte entreremo
a rubare un ramo fiorito.
Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.
Nella notte entreremo
fino al tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.
(P.Neruda)
RACCONTI SEGRETI
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TITOLO: RACCONTI SEGRETI
AUTORE: IL RAMO RUBATO
CASA EDITRICE: BOOPEN
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SE VUOI POSARE PER ME...
Le foto che trovi in questo blog sono tutte miei lavori. Se ti interessa posare per le mie foto, contattami. Le modelle che vedete in queste foto non sono professioniste, e io stesso non lavoro come fotografo. Amo fotografare chi ama essere fotografata.
Il servizio richiederà circa mezza giornata, e salvo casi particolari, sarà in bianco e nero, per scelta stilistica. Le foto non saranno in alcun modo volgari, e saranno studiate insieme a te. Tutte le spese per la realizzazione del servizio saranno a carico mio (il servizio è completamente gratuito). A fine lavoro sarà dato un DVD con tutte le foto del servizio, e circa 20 stampe in formato 20x30 cm del servizio, su carta fotografica professionale, o volendo qualche stampa in formato gigante.
Non sono un professionista della fotografia, lavoro in un altro settore. Scatto solo perchè mi piace farlo. Non cerco quindi top model, ma soprattutto ragazze a cui piace l'idea di posare, e che amano il mio modo di fotografare.
Per avere altre informazioni in merito, scrivi all'indirizzo di posta:
il_ramo_rubato@libero.it
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