<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom">
    <title>il Rimino</title>
    <subtitle>Antonio Montanari Nozzoli/Rimini</subtitle>
    <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.libero.it/ilrimino/"/>
    <id>http://blog.libero.it/ilrimino/</id>
    <updated>2013-04-16T15:34:23+02:00</updated>
    <generator>Libero Blog</generator>
<category term="Arte e Cultura" scheme="http://blog.libero.it/lista.php%3Fcat%3D1001" label="Arte e Cultura" />
<category term="Varie Arte e Cultura" scheme="http://blog.libero.it/lista.php%3Fcat%3D1001%26scat%3D1021" label="Varie Arte e Cultura" />
<link rel="self" type="application/atom+xml" href="" />
    <entry>
        <title type="text">Ingorgo politico</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.libero.it/ilrimino/12044194.html"/>
        <published>2013-04-16T15:34:22+02:00</published>
        <updated>2013-04-16T15:34:22+02:00</updated>
        <id>http://blog.libero.it/ilrimino/12044194.html</id>
        <author>
            <name>monari</name>
        </author>
        <summary type="text">Sino a  qualche settimana fa, i commenti politici avevano calcolato la terza  Repubblica. Era uno de...</summary>
        <content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;Sino a  qualche settimana fa, i commenti politici avevano calcolato la terza  Repubblica. Era uno dei tanti fantasmi che affollano le redazioni dei  giornali e le stanze di pregiati intellettuali che emettono sentenze ad  un tanto al chilo. Non so, ovviamente soltanto per colpa mia, se nel  frattempo la numerazione sia cambiata e se, tra progetti, proposte,  profferte e promesse, siamo gi&amp;agrave; arrivati alla sesta od alla settima  Repubblica. Mi scuso per la mia incapacit&amp;agrave; di tenere i conti matematici,  ma i discorsi politici sono qualcosa di pi&amp;ugrave; di un numero da attaccare  alle notizie fresche di giornata.&lt;br /&gt;Per tanto tempo abbiamo ascoltato  pareri di ogni tipo contro il sistema elettorale in vigore, definito  Porcellum (ovvero porcata) dal suo stesso ideatore, che non consente la  governabilit&amp;agrave; del Paese. Uno studio di A. Agosta e N. D'Amelio dimostra  che pure il vecchio &quot;Mattarellum&quot; non avrebbe garantito una  governabilit&amp;agrave; del Paese, pur rovesciando l'esito elettorale: alla  coalizione di Berlusconi sarebbero andati 259 deputati contro i 125  attuali; ed a quella di Bersani 235 anzich&amp;eacute; gli odierni 345. Forse la  forbice tra le cifre uscite dalle urne e quelle che si immaginano per un  cambiamento del sistema (non sapendo prevedere quanti pesci potrebbero  finire in padella), frena il dibattito sull'argomento.&lt;br /&gt;Gli unici dati  di fatto che non ammettono discussione, sono quelli emersi nel giro di  un anno e mezzo, tra la nascita del governo Monti (16 novembre 2011), le  votazioni politiche dello scorso febbraio e la prossima elezione del  nuovo Capo dello Stato. Ovvero le hanno provate di tutti i colori per  rimettere in piedi un Paese colpito dalla crisi economica. Hanno  inventato i tecnici che dovevano rimanere fuori dalla Politica. Poi essi  sono saliti in Politica, usando il verbo opposto a quello del capo del  governo che avevano sostituito, e che si era sempre etichettato come uno  disceso in campo. &lt;br /&gt;Poi sono stati inventati i dieci Saggi divisi in  due gruppi che hanno prodotto il loro ricco bagaglio di proposte da  offrire al prossimo governo che sar&amp;agrave; nominato dal futuro presidente  della Repubblica. In tutto sono 83 pagine sull'economia e 29 sulle  riforme istituzionali. I principali commentatori politici cosiddetti  indipendenti non hanno dimostrato grande entusiasmo per quei testi.  L'ingorgo costituzionale attuale, tra crisi politica e semestre bianco  della presidenza Napolitano, poteva essere evitato da sue dimissioni  anticipate. [Anno XXXII, n. 1123] &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&quot;il Ponte&quot;, settimanale, n. 15, 21.04.2013, Rimini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
    </entry>
    <entry>
        <title type="text">Le avverse nubi</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.libero.it/ilrimino/12026432.html"/>
        <published>2013-04-06T17:38:07+02:00</published>
        <updated>2013-04-06T17:38:07+02:00</updated>
        <id>http://blog.libero.it/ilrimino/12026432.html</id>
        <author>
            <name>monari</name>
        </author>
        <summary type="text">La  tremenda, comica nuvola di Fantozzi non pers&amp;egrave;guita soltanto il famoso  personaggio invent...</summary>
        <content type="html">&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;La  tremenda, comica nuvola di Fantozzi non pers&amp;egrave;guita soltanto il famoso  personaggio inventato da Paolo Villaggio 40 anni fa, ma &amp;egrave; diventata il  simbolo di una condizione che coinvolge tutti. Forse rappresenta pure  qualcosa di politico, non so. Sembra rimandare a quel classico verso del  Foscolo (sia detto senza offesa per nessuno), che risuonava un tempo  nelle menti giovanili, &quot;sento gli avversi numi&quot;.&lt;br /&gt;Con la nuvola di  Fantozzi se la prendono le vittime di una condizione di disagio, come  l'arrivo sulla spiaggia in contemporanea con un acquazzone, mentre si  sperava nel bel sole primaverile. Ma anche il sole ha perso il suo  fascino. C'era una volta quello dell'avvenire, cantato dagli anarchici  alla fine dell'Ottocento: &quot;Quando sar&amp;agrave; abolito il capitale e splender&amp;agrave;  il bel sol dell'avvenire avremo la ricchezza generale e la felicit&amp;agrave;&quot;.  Che nessuno per&amp;ograve; s'azzardava a definire, trasformandola soltanto  nell'immagine vaga, rubata all'Antico Testamento, dei fiumi che scorrono  a latte e miele. Un arguto scrittore, Stefano Bartezzaghi, ha inserito  le nuvole fantozziane in un suo gustoso volume (2012) dal titolo che non  ammette critiche, &quot;Non se ne pu&amp;ograve; pi&amp;ugrave;&quot;.&lt;br /&gt;Ma di questa nuvola che  pers&amp;egrave;guita chi desidererebbe soltanto esser lasciato in pace, esistono  altre due versioni: una scientifica ed una politica. Per la prima, ci  affidiamo al Servizio Meteorologico dell'Universit&amp;agrave; Federico II di  Napoli che, basandosi sulle ricerche di due studiosi tedeschi, conclude  una nota con queste parole: &quot;Sembrerebbe che &amp;nbsp;la&amp;nbsp; nuvola di &amp;nbsp;Fantozzi  abbia un fondo di verit&amp;agrave;&quot;. La certezza che esiste una siffatta nuvola  che guasta tutto, &amp;egrave; invece nelle opinioni politiche emiliano-romagnole,  tutte le volte che le previsioni del tempo vanno verso la pioggia  intensa, e poi di acqua ne scende poca o nulla. &amp;Egrave; successo nell'aprile  2009 e nella Pasqua 2013. Ma quella nuvola, sostengono tali opinioni, &amp;egrave;  il prodotto di una &quot;non sufficiente precisione della comunicazione&quot;  sullo stato del tempo.&lt;br /&gt;Il lamento politico, con un tono che dal  Veneto sino a noi s'accompagna alla minaccia di azioni legali, ha le sue  ragioni fantozziane di esistere, per dire che certe cose succedono  soltanto in casa nostra. Ma a calmare gli animi potrebbero servire i  dati dell'Arpa regionale che, proprio per il periodo pasquale 2013  (28-31 marzo), cos&amp;igrave; sgrammaticava: &quot;l'afflusso di correnti umide ed  instabili determineranno condizioni di variabilit&amp;agrave; perturbata&quot; con  precipitazioni irregolari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&quot;il Ponte&quot;, settimanale, n. 14, 14.04.2013, Rimini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
    </entry>
    <entry>
        <title type="text">Cara Rimini, 1996</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.libero.it/ilrimino/12024722.html"/>
        <published>2013-04-05T17:49:31+02:00</published>
        <updated>2013-04-05T17:49:31+02:00</updated>
        <id>http://blog.libero.it/ilrimino/12024722.html</id>
        <author>
            <name>monari</name>
        </author>
        <summary type="text">&amp;laquo;Cara Rimini&amp;raquo; [1996] ...una lettera per descrivere la citt&amp;agrave;, o da scrivere a lei&amp;...</summary>
        <content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000080; font-family: Verdana; font-size: 12pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&amp;laquo;Cara Rimini&amp;raquo; [1996]&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style=&quot;color: #000080; font-family: Verdana; font-size: 10pt;&quot;&gt;...una lettera per descrivere la citt&amp;agrave;, o da scrivere a lei&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000080; font-family: Verdana; font-size: 12pt;&quot;&gt;Nelle  mie private intenzioni, quest'articolo vuole essere una lettera per  descrivere la nostra citt&amp;agrave;, o da scrivere a lei (ad     essa, per i puristi). Dovrebbe servire a spiegare concretamente una  proposta che ho fatto in fretta al direttore del nostro giornale:  affidare alla penna di alcune persone, che vivono ed operano     tra noi, il compito di svolgere lo stesso tema di queste righe.&lt;br /&gt; Il direttore ha gi&amp;agrave; cap&amp;igrave;to di che cosa si tratti, ma adesso devo  comprenderlo io. &amp;laquo;Confidando nella pubblicazione della presente&amp;raquo;,  siccome non sono un teorico mi faccio un esempio a mio uso e     consumo: credo che avesse ragione &amp;laquo;don Benedetto&amp;raquo; (Croce) quando  scriveva che uno non pu&amp;ograve; dire di avere in testa un bel quadro, bisogna  che lo dipinga.&lt;br /&gt; Lo so. Le parole di Croce sono pi&amp;ugrave; intelligenti ed eleganti delle  mie. Dato che (come derideva Palazzeschi), &amp;laquo;ci sono professori, oggid&amp;igrave;, a  tutte le porte&amp;raquo;, per chi legge armato di matita     &lt;em&gt;rossobl&amp;ugrave;&lt;/em&gt; mi corre l'obbligo di fornire giusta &lt;em&gt;etiamque&lt;/em&gt; legittima citazione. Allora, vedasi B. Croce, &lt;em&gt;Aesthetica in nuce&lt;/em&gt;,  Laterza, III ed. (1954), pag. 21, al capitolo     intitolato &amp;laquo;Intuizione ed espressione&amp;raquo;: &amp;laquo;Un'immagine non espressa,  che non sia parola [&amp;hellip;] parola per lo meno mormorata tra s&amp;eacute; e s&amp;eacute; [&amp;hellip;] &amp;egrave;  cosa inesistente&amp;raquo;.&lt;br /&gt; Proviamo a mormorare qualche parola, entrando direttamente nel tema.  Cominciamo da una pagina pubblicitaria che ho sotto gli occhi, dai  settimanali di giugno, dove si legge: &amp;laquo;Rimini. Undici     parole al sole&amp;raquo;. Segue l'elenco. &amp;laquo;Mitica. Vicina. Solare. Complice.  Soave. Dinamica. Notturna. Aperta. Nobile. Intelligente. Instancabile&amp;raquo;.  Per la verit&amp;agrave;, stando al buon senso le &amp;laquo;parole al sole&amp;raquo;     dovrebbero essere soltanto dieci. Come fa ad essere al sole anche la  Rimini &amp;laquo;notturna&amp;raquo;? E poi, ma non per pignoleria, la Rimini &amp;laquo;solare&amp;raquo; che  sta &amp;laquo;al sole&amp;raquo; non &amp;egrave; un'inutile ripetizione?&lt;br /&gt; Questa pubblicit&amp;agrave; ci obbliga a riprendere almeno uno di quegli  undici aggettivi, o al contrario ci autorizza a scartarli, non citandoli  per non apparire privi di fantasia?&lt;br /&gt; La Rimini &amp;laquo;nobile&amp;raquo; qual &amp;egrave;? E che cos'&amp;egrave;? &amp;Egrave; l'eleganza dei suoi  monumenti, sono le geometrie del pensiero umanistico che traducono nelle  linee armoniose del tempio di Sigismondo un sogno di     perfezione che aliment&amp;ograve; le utopie dei filosofi del Quattrocento  italiano? &amp;Egrave; la luce che il tempo aveva offuscato, e che i restauri hanno  restituito al suo originale splendore, il quale commuove     il visitatore odierno, obbligandolo a riflettere che quella tonalit&amp;agrave;  cromatica, che la patina dei secoli aveva deturpato e cancellato, &amp;egrave; la  stessa che videro i Malatesti, l'Alberti, gli uomini e     le donne della sua corte?&lt;br /&gt; Ma per contrasto, la Rimini &amp;laquo;nobile&amp;raquo; potrebbe anche essere quella  decaduta, abbandonata ed avvilita dell'anfiteatro, l'illustre e  sconosciuto monumento romano che potrebbe diventare simbolo delle     incurie pubbliche, avendo in buona compagnia sia il palazzo Lettimi  (ancora l&amp;igrave; con le sue macerie della guerra), sia il teatro che non c'&amp;egrave;,  che rassomiglia agli scenari di cartapesta dove i     fotografi di inizio secolo facevano infilare la testa di una  persona, per ritrarla con un vestito o su di uno scenario dipinto. Del  teatro c'&amp;egrave; la facciata, ci sono due sale, ma non c'&amp;egrave; l'anima     stessa da cui discende la parola. Non c'&amp;egrave; un palcoscenico, non c'&amp;egrave;  una platea. E continuano a chiamarlo teatro.&lt;br /&gt; La Rimini &amp;laquo;nobile&amp;raquo; &amp;egrave; quella dei ricordi del Kursaal distrutto non  dalle bombe ma dagli uomini, come pure la chiesa di Sant'Antonio sul  porto canale, all'inizio della ricostruzione     post-bellica?&lt;br /&gt; Dal punto di vista sociale, Rimini &amp;egrave; pi&amp;ugrave; &amp;laquo;nuova borghesia&amp;raquo; che  &amp;laquo;vecchia nobilt&amp;agrave;&amp;raquo; (l'osservazione &amp;egrave; pertinente, o vado fuori tema?). Non  ho scritto &amp;laquo;vecchia borghesia&amp;raquo; di proposito: questa aveva     certi galatei che adesso non usano pi&amp;ugrave;. Rimini &amp;egrave; la citt&amp;agrave; dalle  mille vetrine di lusso, una delle pi&amp;ugrave; ricche d'Italia, dove i consumi  sono altissimi, dove l'ostentazione &amp;egrave; un mito sociale che     affascina e coinvolge senza pi&amp;ugrave; distinzioni ideologiche, e purtroppo  senza moralit&amp;agrave; alcuna.&lt;br /&gt; &amp;laquo;Instancabile&amp;raquo;, Rimini produce altissimi redditi per un numero  sempre pi&amp;ugrave; limitato di persone. Ma impone modelli di comportamento,  rispetto al quale non tutti riescono a tenere il passo. Mi si     potrebbe obiettare che tutta l'Italia &amp;egrave; cos&amp;igrave;. Non ci credo. Basta  informarsi un poco, leggere, guardare certe immagini televisive (sui  giornali sono scomparsi i reportage fotografici: va di moda     mettere a fianco di un articolo la scena di un film). Non tutti  possono scialare, vivere lussuosamente.&lt;br /&gt; Rimini fa moda fuori di Rimini. Chiss&amp;agrave; perch&amp;eacute;, quello che avviene  qui fa tendenza. E non sempre con le cose migliori. Quei ragazzi  meridionali che ogni mese salgono dal Sud per un fine settimana,     da vivere ballando o sballando, spendono, lo dicono loro, sulle 400  mila lire per volta. Questo tipo di vita che finisce per essere  assorbito anche dal proletariato urbano (mi scuso per l'uso di     queste vecchie categorie socio-economiche che suonano antiquate nel  marmellatume corrente), &amp;egrave; pi&amp;ugrave; &amp;laquo;mitico&amp;raquo; che &amp;laquo;intelligente&amp;raquo;. Ma a cosa  servono i miti?&lt;br /&gt; Rileggevo alcuni giorni fa un articolo di Giorgio Tonelli, apparso dieci anni fa sul &lt;em&gt;Ponte&lt;/em&gt; a proposito del libro di Federico Fellini intitolato &lt;em&gt;La mia Rimini&lt;/em&gt;.  Tonelli     riassumeva, con la maestr&amp;igrave;a abituale, il senso delle pagine  felliniane: la sua Rimini era tutta romana, tutta inventata, tutta di  sogni (e di cartapesta nella realizzazione filmica).&lt;br /&gt; Dove sta il &amp;laquo;mito&amp;raquo;? &amp;Egrave; quella visione poetica, illusoria (o  allucinante) del passaggio del Rex che, testimone la generazione di  Fellini, a Rimini non &amp;egrave; mai passato? Il mito &amp;egrave;, oggi, lo slogan     pubblicitario che &amp;laquo;qui non &amp;egrave; mai tardi&amp;raquo;? Ma dietro questa facciata  da esportazione, dietro la pubblicit&amp;agrave;, qual &amp;egrave; il vero volto della citt&amp;agrave;?  &amp;Egrave; quello della vita estiva? Ma la nostra economia non &amp;egrave;     solo turismo. &amp;Egrave; quella del corpo esibito sulla spiaggia nella sua  snellezza abbronzata, o anche il passo incerto di tanti anziani, di  tanti giovani a cui la vita ha riservato un diverso     destino?&lt;br /&gt; Parlando dell'&amp;laquo;anima Rai&amp;raquo;, un suo vecchio dirigente, Pierluigi  Celli, l'ha definita &amp;laquo;variopinta. Un circo. E non lo dico con disprezzo.  Io sono di Rimini e ho un gran rispetto per il circo, in     senso felliniano. Un luogo fatto di decadenza e lustrini&amp;raquo;. E se  anche Rimini fosse un po' circo, nel senso felliniano di &amp;laquo;decadenza e  lustrini&amp;raquo;?&lt;br /&gt; Noi ci barcameniamo, a livello anche politico, nel pensare una citt&amp;agrave;  che d'estate lavora e d'inverno deve stare in letargo, per cui ai  problemi (grandi o piccoli) non si pu&amp;ograve; pensare d'estate, e     d'inverno &amp;egrave; meglio lasciar perdere.&lt;br /&gt; Esagero? Un esempio, per non farla lunga. Al traffico sono stati  dedicati sondaggi, rilevamenti, progetti, indagini, inchieste. Ma  l'anello intermedio tra vecchia e nuova circonvallazione, con il     previsto (fine anni Sessanta!) ponte sul Marecchia non si &amp;egrave;  completato, e la circolazione &amp;egrave; strozzata. E cos&amp;igrave; il gemello (o in  alternativa il tunnel) al ponte di Tiberio &amp;egrave; rimasto una pia     intenzione.&lt;br /&gt; Abbiamo quei parcheggi sotterranei, promessi, garantiti sulla carta,  previsti dall'oggi al domani? In compenso, tassiamo anche la sosta al  mare. Le amministrazioni comunali hanno fame di soldi.     Governare i Comuni costa. Lapalissiano. Ma &amp;egrave; possibile che si  debbano introdurre nuovi balzelli tipo &amp;laquo;gratta e sosta&amp;raquo;? Pu&amp;ograve; ancora  definirsi &amp;laquo;aperta&amp;raquo; questa citt&amp;agrave; che accoglie il turista,     allungando la mano, richiedendo una forma nuova e legalizzata di  elemosina (per non parlare delle multe vigilesche)? Una citt&amp;agrave; simile &amp;egrave;  ancora &amp;laquo;intelligente&amp;raquo;?&lt;br /&gt; Cara Rimini (a differenza dei tuoi amministratori, vecchie  conoscenze personali, che dopo aver io scritto qui sopra certi articoli  di critica verso di loro, quando m'incontrano fingono di non     vedermi per non aver il piacere di salutarmi), non te la prendere  per la mia sincerit&amp;agrave;. &amp;laquo;Amor mi mosse, che mi fa parlare&amp;raquo;.&lt;br /&gt; &lt;em&gt;Post-scriptum&lt;/em&gt;. &amp;laquo;Ma c'&amp;egrave; chi non capisce/ e preferisce il mondo/ cos&amp;igrave; com'&amp;egrave;: immerso in un pattume&amp;raquo; (E. Montale).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000080; font-family: Verdana; font-size: 10pt;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</content>
    </entry>
    <entry>
        <title type="text">Barbara Spinelli sul Colle</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.libero.it/ilrimino/12020707.html"/>
        <published>2013-04-03T18:09:19+02:00</published>
        <updated>2013-04-03T18:09:19+02:00</updated>
        <id>http://blog.libero.it/ilrimino/12020707.html</id>
        <author>
            <name>monari</name>
        </author>
        <summary type="text">Barbara Spinelli sul Colle, scrivevo sul web nel 2006, riproducendo una lettera mia censurata dalla ...</summary>
        <content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva; font-size: 14pt; color: #000080;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Barbara Spinelli sul Colle&lt;/strong&gt;, scrivevo sul web nel 2006, riproducendo una lettera mia censurata dalla     &quot;Stampa&quot; di Torino. La ripropongo qui (data: 30/04/2006).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva; font-size: 14pt; color: #000080;&quot;&gt;Barbara Spinelli sul Colle&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva; font-size: 14pt; color: #000080;&quot;&gt;E  adesso dobbiamo pensare seriamente alla Politica. L&amp;rsquo;elezione di Franco  Marini al Senato lascia un&amp;rsquo;ombra     d&amp;rsquo;inquietudine. Per arrivare alla conclusione, hanno dovuto  escogitare il sistema delle schede &amp;laquo;segnate&amp;raquo;. Violato il segreto  dell&amp;rsquo;urna. L&amp;rsquo;elezione potrebbe essere invalidata. Testuale citazione     dai giornali di oggi 30 aprile 2006 (ad esempio, vedi &amp;laquo;Repubblica&amp;raquo;  pagina 10): i senatori di Ds e Rifondazione hanno scritto &amp;laquo;Franco  Marini&amp;raquo;, quelli della Margherita &amp;laquo;Senatore Franco Marini&amp;raquo;,     quelli dell&amp;rsquo;Udr&amp;nbsp; &amp;laquo;Franco senatore Marini&amp;raquo;, e l&amp;rsquo;Italia dei valori  aveva da indicare l&amp;rsquo;ultima formula &amp;laquo;Marini Franco&amp;raquo;.&lt;br /&gt; Clemente Mastella&amp;nbsp; ha dichiarato al &amp;laquo;Corriere della Sera&amp;raquo;: la  congiura delle schede con &amp;laquo;Francesco Marini&amp;raquo; &amp;egrave; stata una mia idea, ma  poi a tradire sono stati quelli della Margherita, non la     facciano lunga altrimenti dico i nomi.&lt;br /&gt; Sulla &amp;laquo;Stampa&amp;raquo; il fondo consueto domenicale di Barbara Spinelli  ammonisce, a proposito di tutto ci&amp;ograve;: &amp;laquo;I miasmi delle ultime ore converr&amp;agrave;  tenerseli accanto come ammonimenti&amp;raquo;, ricordando il     contributo di Giulio Andreotti all&amp;rsquo;inquinamento del clima politico  in questi giorni.&lt;br /&gt; Pensando al Quirinale, e leggendo il suo articolo, ci passa per la  mente l&amp;rsquo;idea di proporre Barbara Spinelli come candidata dell&amp;rsquo;Unione al  Quirinale. Lontana da quei giochi nascosti e dai miasmi     politici che denuncia ed analizza impietosamente (non soltanto oggi,  ma da sempre), lei pare l&amp;rsquo;unica persona credibile per l&amp;rsquo;altissima  carica da cui si dovr&amp;agrave; offrire la Paese la garanzia di una     trasparente indipendenza, di una solida autonomia di giudizio, di  una correttezza di analisi che sono fondamentali in un momento confuso  come quello che stiamo attraversando. Quindi candidiamo     Barbara Spinelli al Quirinale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva; font-size: 14pt; color: #000080;&quot;&gt;Successivamente (18/11/2006) nel blog politico che allora gestivo sulla Stampa-Web scrivevo quanto segue.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva; font-size: 14pt; color: #000080;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Donne e politica&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Perch&amp;eacute; vedrei ben volentieri una donna a palazzo Chigi:&lt;br /&gt; 1. La popolazione &amp;egrave; composta di maschi e femmine, e finora soltanto i  maschi in grandissima percentuale hanno gestito la vita politica.&lt;br /&gt; 2. Sarebbe ora che, senza quote rosa e senza recinti protetti,  l'elemento femminile fosse accolto in proporzione non dico alla  popolazione (dove le donne sono la maggioranza), ma in parte eguale     rispetto a quello maschile.&lt;br /&gt; 3. I politici italiani non hanno grande stima dell'elemento femminile (vedi i discorsi berlusconiani di recente memoria).&lt;br /&gt; 4. I politici italiani maschi sono vecchi e stanchi. Occorre  rigenerare la nostra vita pubblica. Cambiare molte cose. Una di queste  cose da mutare riguarda appunto la presenza femminile, da     incrementare, valorizzare sino al punto di riconoscerle pari dignit&amp;agrave;  anche nell'esercizio delle &amp;laquo;supreme cariche&amp;raquo;.&lt;br /&gt; 5. Ecco perch&amp;eacute; avevo proposto Barbara Spinelli per il Quirinale.&lt;br /&gt; Il post pubblicato qui sopra il 30 aprile 2006 l'avevo inviato anche  alla Stampa/lettere dei lettori: non &amp;egrave; stato pubblicato...&lt;br /&gt; 6. Perch&amp;eacute; la Spinelli. Avevo scritto che lei offriva &amp;laquo;al Paese la  garanzia di una trasparente indipendenza, di una solida autonomia di  giudizio, di una correttezza di analisi che sono     fondamentali in un momento confuso come quello che stiamo  attraversando&amp;raquo;.&lt;br /&gt; Mi ritrovo anche oggi in quelle parole. Aggiungo: la Spinelli era una garanzia anche per la laicit&amp;agrave; del nostro Stato.&lt;br /&gt; Post scriptum. Circa la mancata pubblicazione della lettera pro-B.  Spinelli sul giornale di carta, riprendo dalla Stampa di stamani un  passo di Tito Boeri: &amp;laquo;Un altro effetto di Internet &amp;egrave; stato     quello di aver moltiplicato il potere delle idee. Chi ne ha, pu&amp;ograve;  diffonderle a costi molto bassi ad un'elite sempre pi&amp;ugrave; numerosa, senza  dover necessariamente passare dai giornali&amp;raquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
    </entry>
    <entry>
        <title type="text">Politica oscura</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.libero.it/ilrimino/12002724.html"/>
        <published>2013-03-25T16:10:00+02:00</published>
        <updated>2013-03-25T16:10:00+02:00</updated>
        <id>http://blog.libero.it/ilrimino/12002724.html</id>
        <author>
            <name>monari</name>
        </author>
        <summary type="text">Nel cosmo &amp;egrave; aumentata del 20% la parte ignota, secondo le misurazioni del super satellite Pla...</summary>
        <content type="html">&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-size: medium; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;Nel cosmo &amp;egrave; aumentata del 20% la parte ignota, secondo le misurazioni del super satellite Plank dell&amp;rsquo;Agenzia spaziale europea. La chiamano la materia oscura che rallenta l&amp;rsquo;Universo. La notizia giunge a confortarci nel momento pi&amp;ugrave; critico della vita politica nazionale. Se tanto ci d&amp;agrave; tanto nell&amp;rsquo;immensit&amp;agrave; del cosmo, possiamo consolarci con le rogne quotidiane della nostra societ&amp;agrave; civile che sembra aver imboccato un vicolo cieco, dopo il recente risultato elettorale.&lt;br /&gt;Anche sul suolo italico c&amp;rsquo;&amp;egrave; una materia oscura che rallenta la vita intera del Paese che non naviga nel migliore dei mari immaginabili, proprio come la nave senza nocchiero in gran tempesta degli antichi ricordi scolastici impostici da padre Dante. L&amp;rsquo;unica differenza &amp;egrave; che non siamo servi di nessuno, come invece a quei tempi, ma soltanto vittime di una miopia che negli ultimi anni ha impedito di vedere la barriera di scogli costituita da una legge elettorale che tutti a parole volevano cambiare. E che tutti nei fatti hanno lasciato al centro dell&amp;rsquo;immobile sistema dei partiti, sazi di soldi e disperati nella pratica quotidiana del Potere.&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;annuncio pi&amp;ugrave; rumoroso degli ultimi giorni, che ha contribuito a rimescolare la materia oscura della politica, &amp;egrave; giunto dal Movimento Cinque Stelle che pretendeva negare la dura realt&amp;agrave; dei numeri, attribuendosi una vittoria nelle urne che non esiste. Da esse &amp;egrave; uscito come primo partito quello Democratico con questi dati: per la Camera ha avuto +148.116 voti rispetto ai grillini e +1.453.819 voti sul Pdl. Per il Senato i suffragi maggiori sui grillini sono stati 1.299.481 e 1.709.252 sul Pdl. Da questa unica certezza deriva quell&amp;rsquo;incarico a Bersani di cui non sappiamo l&amp;rsquo;esito nel momento in cui si chiude il nostro giornale. Possiamo soltanto permetterci di segnalare che, come sfondo ad ogni discussione, ci sono due panorami che forse combaciano tra loro quali intarsi perfetti d&amp;rsquo;un gioco un poco astruso ed un poco magico. Dobbiamo tra breve inaugurare una nuova presidenza della Repubblica. Su di essa, per certuni, ci si deve mettere d&amp;rsquo;accordo prima che sul governo e su chi lo guider&amp;agrave;. Ed al proposito del governo e del suo capo, assisteremo forse ad una recita straziante per il bene del Paese: chi &amp;egrave; stato definito dai rivali politici come persona sciocca (censuriamo l&amp;rsquo;offesa testuale ed originale), dovr&amp;agrave; giocare una partita molto seria in nome dell&amp;rsquo;interesse nazionale, senza perdere la faccia e senza turarsi il naso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-size: medium; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; text-align: right;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&quot;il Ponte&quot;, settimanale, n. 13, 31.03.2013, Rimini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
    </entry>
    <entry>
        <title type="text">Tutto previsto</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.libero.it/ilrimino/11986075.html"/>
        <published>2013-03-17T14:35:59+02:00</published>
        <updated>2013-03-17T14:35:59+02:00</updated>
        <id>http://blog.libero.it/ilrimino/11986075.html</id>
        <author>
            <name>monari</name>
        </author>
        <summary type="text">Che disperazione gli archivi. Per fatti indipendenti dalla mia volont&amp;agrave;, ritrovo notizie stagi...</summary>
        <content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;Che disperazione gli archivi. Per fatti indipendenti dalla mia volont&amp;agrave;, ritrovo notizie stagionate che valgono ancora. Il &lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/ilrimino/tama/tama.2003.10.839.html#tama880&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Tama 880&lt;/a&gt; (2003) scomodava Giovenale che nelle &quot;Satire&quot; scrisse: &quot;Cosa far&amp;ograve; a  Roma? Non so mentire&quot;, aggiungendo: &quot;A Roma tutto ha un prezzo&quot;. Poi  toccava a Silvio Berlusconi che, alla conferenza sulla Costituzione  europea, aveva promesso di risolvere tutto presto e bene, dicendo:  convincer&amp;ograve; i riottosi con il fascino.&lt;br /&gt;Il &lt;a href=&quot;http://xoomer.virgilio.it/antoniomontanari/diario/2009/b4/rimino0907b.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;14 luglio 2009&lt;/a&gt;,  in un mio blog politico ospitato da un grande quotidiano torinese,  citavo la proposta fatta al Pd dal quasi nostro concittadino Beppe  Grillo, d'entrare nel partito e di candidarsi alla sua segreteria. &lt;br /&gt;Commentavo  che il comico genovese da qualche tempo aveva la fissa della politica, e  non diceva cose grezze o sbagliate: &quot;Anzi, spesso sono cose che  rispondono al vero, bisogna riconoscerlo obiettivamente, anche se la sua  battaglia &amp;egrave; pi&amp;ugrave; pubblicitaria che politica&quot;. Grillo, aggiungevo, &amp;egrave; il  primo a non credere nella politica: &quot;Per fargli un dispetto, mandatelo  soltanto per poche ore con un salvacondotto medievale, a presiedere non  dico la Repubblica o il governo, ma un consiglio comunale. Scommettiamo  che gli verrebbe da ridere, e se ne scapperebbe a gambe levate&quot;.  Aggiungevo: &quot;Grillo &amp;egrave; nato oppositore. Cerca soltanto di prendere per i  fondelli l'intera classe dirigente del Pd. Uno sport troppo facile per  essere intelligente. Non per difendere certe situazioni indifendibili,  ma perch&amp;eacute; demolire significa anche saper costruire. I comici sono dei  formidabili demolitori. Ma pi&amp;ugrave; di cos&amp;igrave; non sanno e non possono fare. Ad  ognuno il suo ruolo. Soprattutto perch&amp;eacute; certi politici italiani (sia  detto in orizzonte bipartisan) pi&amp;ugrave; che far ridere fanno piangere&quot;.&lt;br /&gt;Circa  Bersani, mi permettevo di scrivere che egli (vittima di qualche  complotto di avversi numi) aveva sbagliato a sognare un partito  organizzato come una bocciofila. Ma questo, concludevo, non autorizza a  credere che chi lava i pavimenti sia in grado di fare pure una lavanda  gastrica. Dunque, tornando all'oggi, nessuna meraviglia (e non per colpa  mia) se sotto il cielo politico di Roma, regna una confusione che,  obiettivamente parlando, poteva essere prevista gi&amp;agrave; nel luglio 2009, se  si fosse compreso che l'unico partito monolitico &amp;egrave; quello del Cavaliere,  mentre nell'altro, appunto il Pd bersaniano, ci sono tanti che  vorrebbero non la gestione calata dall'alto, ma maturata in un confronto  che invece piace molto poco. [Anno XXXII, n. 1120]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/antoniomontanari/ilrimino.2013/fuori1120.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;Fuori Tama 1120&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&quot;il Ponte&quot;, settimanale, n. 12, 24.03.2013, Rimini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
    </entry>
    <entry>
        <title type="text">Come 50 anni fa</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.libero.it/ilrimino/11974289.html"/>
        <published>2013-03-11T16:46:25+02:00</published>
        <updated>2013-03-11T16:46:25+02:00</updated>
        <id>http://blog.libero.it/ilrimino/11974289.html</id>
        <author>
            <name>monari</name>
        </author>
        <summary type="text">Il ricordo del poeta Elio Pagliarani, con le annesse impressioni personali sull'Universit&amp;agrave; di...</summary>
        <content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;Il ricordo del poeta Elio Pagliarani, con le annesse impressioni personali sull'Universit&amp;agrave; di Bologna (&lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/antoniomontanari/ilrimino.2013/tama2013b.html#1115&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;17.02.2013&lt;/a&gt;), doveva avere un seguito che ho rimandato per motivi d'attualit&amp;agrave;, legati alla memoria riminese di &lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/antoniomontanari/ilrimino.2013/tama2013b.html#1116&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;papa Gregorio XII&lt;/a&gt;.  Non ho potuto cos&amp;igrave; proporre un breve accenno a quella Scuola pedagogica  bolognese degli anni Sessanta che ha avuto il suo animatore  appassionato in Giovanni Maria Bertin, scomparso novantenne nel 2002. E  nella quale mi sono formato.&lt;br /&gt;Gi&amp;agrave; nel 2002 &lt;a href=&quot;http://www.webalice.it/antoniomontanari1/arch.2004/arch4/spec/bertin.720.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;raccontai&lt;/a&gt; sul web la mia gratitudine a quel Maestro, ripercorrendo l'esperienza  di uno studentello delle Magistrali di Rimini che approdava a Bologna  scoprendo un modo nuovo e diverso di fare cultura. Se oggi riprendo il  discorso in questo angolo di giornale, &amp;egrave; perch&amp;eacute; ritengo ancora valido,  soprattutto nel momento presente, l'insegnamento di Bertin rivolto a  formare nei suoi studenti una coscienza civile e politica attorno a due  temi fondamentali. Quelli del dialogo e del vedere la Costituzione  repubblicana come la Stella polare del nostro agire quotidiano nella  vita pubblica che coinvolge tutti quanti, non soltanto i Politici.&lt;br /&gt;Bertin,  con il suo chiaro e preciso stile, &amp;egrave; di attualit&amp;agrave; nel mondo della  cultura dei nostri giorni, come dimostrano due recenti volumi curati dai  pedagogisti Franco Frabboni e Massimo Baldacci. Ma se quelle idee della  Costituzione come Stella polare della vita politica, e del dialogo  quale metodo per una societ&amp;agrave; civile, fossero oggi riproposti con la  necessaria urgenza e chiarezza, forse avremmo pi&amp;ugrave; speranza nel futuro e  meno confusione in testa.&lt;br /&gt;Bertin ci ha insegnato che non dobbiamo  avere una visione egoistica della vita, come se ci fossimo soltanto noi,  e gli altri dovessero inchinarsi ai nostri voleri. Con gli altri  possiamo dibattere, dobbiamo chiarire le singole posizioni, ma sempre  nel rispetto di quel principio fondamentale della democrazia che &amp;egrave; il  dialogo, come necessit&amp;agrave; di comprendere chi &amp;egrave; lontano e diverso da noi,  per evitare il ripetersi dei drammatici conflitti di cui cinquant'anni  fa noi studenti, per semplice questione d'anagrafe, portavamo non  l'esperienza diretta ma il ricordo non lieve di quanto vissuto dalle  nostre famiglie.&lt;br /&gt;La nostra generazione 'di mezzo' (dopo la guerra e  prima della contestazione) non aveva nessuno strumento autonomo per  giudicare e comprendere, al di fuori del bagaglio che ci veniva affidato  da portare con fatica e scarsa soddisfazione. Forse oggi si rivive la  stessa esperienza. [Anno XXXII, n. 1119]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&quot;il Ponte&quot;, settimanale, n. 11, 17.03.2013, Rimini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
    </entry>
    <entry>
        <title type="text">Amarcord politici</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.libero.it/ilrimino/11958289.html"/>
        <published>2013-03-03T17:23:56+02:00</published>
        <updated>2013-03-03T17:23:56+02:00</updated>
        <id>http://blog.libero.it/ilrimino/11958289.html</id>
        <author>
            <name>monari</name>
        </author>
        <summary type="text">Dei quattro deputati eletti a Rimini, conosco soltanto Tiziano Arlotti. Tramite lui invio pure ad Em...</summary>
        <content type="html">&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-size: medium; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;Dei quattro deputati eletti a Rimini, conosco soltanto Tiziano Arlotti. Tramite lui invio pure ad Emma Petitti, sua collega del Pd, Sergio Pizzolante (Pdl) e Giulia Sarti (&quot;grillina&quot;, come suol dirsi), i migliori auguri per un proficuo lavoro. Lo faccio rispolverando dall'archivio alcune mie vecchie pagine in cui si parla di politica. Nel 2002 mi rivolgevo direttamente ad Arlotti, a commento di una sua lettera apparsa proprio sul &quot;Ponte&quot; sotto il titolo significativo di &quot;C'era una volta la politica&quot;, in cui (trattando del suo lavoro di assessore all'Urbanistica) egli concludeva che &quot;alla politica spetta il compito di denudare il Re&quot;.&lt;br /&gt;Mi permettevo di osservare: &quot;La classe politica dirigente di quella che, con una convenzione retorica, chiamano della Prima Repubblica, non aveva personalizzato il potere (non c'era nessuna dittatura di un singolo uomo per ogni partito), ma aveva trasformato i partiti in quell'assieme di potere che permetteva di controllare tutto e tutti, per cui impunemente si praticava l'istituzione della tangente, con la scusa che era necessaria al mantenimento delle istituzioni-partito, ed allo svolgimento delle loro funzioni nella societ&amp;agrave; civile&quot;.&lt;br /&gt;I freschi esiti elettorali per la prima volta hanno terremotato quel sistema che richiamavo nel 2002, e che &amp;egrave; continuato (aggravandosi) sino ad oggi. Nel 2005 (&lt;a href=&quot;http://www.webalice.it/antoniomontanari1/c/ilrimino/2005/1083.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Tama 921&lt;/a&gt;) ricordavo che a Rimini in pochi mesi due assessori avevano lasciato la Giunta comunale: Arlotti, come un carabiniere &quot;uso a obbedir tacendo&quot;, e Lugaresi concedendo interviste. Restava la sostanza solita delle &quot;mani sulla citt&amp;agrave;&quot;, aggiungevo, chiedendomi: chi guida realmente le scelte urbanistiche?&lt;br /&gt;Lo scorso ottobre (&lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/antoniomontanari/ilrimino.2012/tama2012l.html#1100&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Tama 1100&lt;/a&gt;) riandavo alle dimissioni di Arlotti nel 2005, citando il piano urbanistico del 2007 che prospettava una colata di nuovo cemento su una Rimini ridotta ad immenso mostro urbanistico. Nello stesso 2007,&lt;span class=&quot;Apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://riministoria.xoom.it/racconta/palazzinari2007.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;altrove&lt;/a&gt;&lt;span class=&quot;Apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;ho scritto un intervento un po' urticante per gli amministratori riminesi, intitolato: &quot;Se la politica strizza l'occhio ai palazzinari&quot;. Nel&lt;span class=&quot;Apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/antoniomontanari/ilrimino.2012/tama2012l.html#1100&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Tama 1100&lt;/a&gt;&lt;span class=&quot;Apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;ho ribadito che a Rimini avevano continuato a sognare i grattacieli in stile Dubai sul mare, proprio quando si stava rivelando la crisi economica mondiale. Scusi il lettore questa antologia utile per sottolineare come sia fuori luogo a Rimini lo stupore odierno davanti al calo dei consensi delle vecchie parti politiche, calcolato dall'Istituto Cattaneo di Bologna in -11,12% per il Pd, e -15,89% per il Pdl. [Anno XXXII, n. 1118]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/antoniomontanari/ilrimino.2013/fuori1118.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;Fuori Tama 1118&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-size: medium; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px;&quot; align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&quot;il Ponte&quot;, settimanale, n. 10, 10.03.2013, Rimini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br class=&quot;Apple-interchange-newline&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</content>
    </entry>
    <entry>
        <title type="text">Arlotti, neo deputato Pd</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.libero.it/ilrimino/11946727.html"/>
        <published>2013-02-26T16:59:13+02:00</published>
        <updated>2013-02-26T16:59:13+02:00</updated>
        <id>http://blog.libero.it/ilrimino/11946727.html</id>
        <author>
            <name>monari</name>
        </author>
        <summary type="text">Auguri, Tiziano Arlotti, neo deputato del Pd. Dal mio archivio riprendo una lettera aperta a te indi...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Auguri, &lt;strong&gt;Tiziano Arlotti&lt;/strong&gt;, neo deputato del Pd. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #0000ff;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Dal mio archivio riprendo una lettera aperta a te indirizzata nel gennaio 2002, pubblicata sul settimanale &quot;il Ponte&quot; a cui collaboro dal 1982, e gi&amp;agrave; presente &lt;a href=&quot;http://digilander.iol.it/ilrimino/att/politica.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sul web&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #000080; font-size: medium;&quot;&gt; &lt;strong&gt;Pagina aperta de 'Il Ponte'&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La politica deve indossare nuovi panni&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;Caro Tiziano Arlotti. Mi ha molto interessata la tua lettera apparsa nel  &amp;laquo;Ponte&amp;raquo; del 20 gennaio, per un motivo diverso da quello che ti ha  spinto a scriverla nella tua veste di Assessore ai lavori pubblici. Tu  parli soprattutto di due problemi. L'&amp;laquo;invasivit&amp;agrave;&amp;raquo; dei rappresentanti di  categoria che siedono nei Consigli d'amministrazione, e la necessit&amp;agrave; di  far comprendere a parecchie persone che una Giunta fresca (non arrivata  neppure all'anno di vita), ha un suo progetto di citt&amp;agrave; che va fatto  capire a chi ne chiede un altro, a chi cerca di intorbidare le acque. E  concludi con una frase molto giusta: &amp;laquo;Alla politica spetta il compito di  denudare il Re&amp;raquo;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il fatto &amp;egrave; che gli eventi degli ultimi dieci anni hanno denunciato che  ad essere denudata &amp;egrave; la stessa politica. Mi riferisco a tutta la vicenda  che passa sotto il titolo di &amp;laquo;mani pulite&amp;raquo;, ed alla cosiddetta  alternanza di governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Con efficacia il titolo (redazionale, immagino) alla tua lettera recita  che &amp;laquo;C'era una volta la politica&amp;raquo;. C'era una volta, non soltanto perch&amp;eacute;  c'era maggiore impegno (mentre oggi navighiamo in apparenza nel  disinteresse pi&amp;ugrave; generale), ma anche perch&amp;eacute; oggi, a livello nazionale,  sembriamo essere governati non pi&amp;ugrave; dai gruppi politici dei partiti  tradizionali, ma da gruppi di potere che si sono costituiti in partiti  per legittimare la loro &amp;laquo;discesa in campo&amp;raquo; a tutela di interessi  privati. E' cos&amp;igrave; cambiata la politica (in meglio o in peggio, ognuno  giudicher&amp;agrave; da solo: a me, che sono sempre stato lontano da partiti e da  ruoli di potere, sembra decisamente in peggio). E' talmente cambiata che  si personifica nell'unit&amp;agrave; inscindibile tra un movimento come Forza  Italia ed il suo leader, fondatore e finanziatore, Silvio Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per&amp;ograve; se questo cambiamento &amp;egrave; avvenuto, la colpa non &amp;egrave; soltanto del  Cavaliere: dove ci sono dei vuoti, s&amp;ugrave;bito avviene che essi si colmino,  secondo una legge fisica (che nessun governo o parlamento potr&amp;agrave;  modificare a proprio favore). La classe politica dirigente di quella  che, con una convenzione retorica, chiamano della Prima Repubblica, non  aveva personalizzato il potere (non c'era nessuna dittatura di un  singolo uomo per ogni partito), ma aveva trasformato i partiti in  quell'assieme di potere che permetteva di controllare tutto e tutti, per  cui impunemente si praticava l'istituzione della tangente, con la scusa  che era necessaria al mantenimento delle istituzioni-partito, ed allo  svolgimento delle loro funzioni nella societ&amp;agrave; civile. Neppure il  finanziamento pubblico era riuscito ad arginare questi fenomeni che  chiamiamo di corruzione, ma che i politici d'antan giudicavano come  ossigeno indispensabile alla prosecuzione della vita democratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Tutto ci&amp;ograve;, in poco tempo, &amp;egrave; stato denunciato come fatto insostenibile:  la politica &amp;egrave; stata messa a nudo, e si &amp;egrave; pensato che abolendo i partiti  si sarebbe abolita la corruzione, e la vita civile sarebbe proseguita in  modo migliore, anzi nel modo decisamente migliore che ogni utopia sogna  per le proprie massime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Purtroppo, la fase due (il risveglio), quando i vecchi elefantiaci  partiti non ci sono stati pi&amp;ugrave;, si &amp;egrave; rivelata drammatica ed amara, per  chi conserva in s&amp;eacute; il senso della distinzione e del ragionamento davanti  agli eventi: la corruzione continua, la politica non &amp;egrave; servizio per la  societ&amp;agrave;, non &amp;egrave; impegno a favore di tutti, soprattutto di chi &amp;egrave;  &amp;laquo;bisognoso&amp;raquo;. Ognuno si fa la barba per s&amp;eacute;, non solo nell&amp;rsquo;attuale  maggioranza, bens&amp;igrave; anche nell&amp;rsquo;opposizione: che dire delle situazioni  (parassitarie) ben remunerate di presidenze di enti e societ&amp;agrave;? Dove sta  il servizio per il prossimo? Non &amp;egrave; un&amp;rsquo;apparenza, ma realt&amp;agrave; molto  avvilente, la corsa a poltrone che portano a cospicui assegni mensili.  Non parlatemi, per favore, di missione del politico, altrimenti quel  politico (di ogni bandiera) rinuncerebbe a siffatti lauti guadagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La politica di oggi ha un profilo bonapartista. Ma i sogni di gloria non  sono soltanto quelli di Berlusconi, non dovendosi scordare la rovinosa  illusione di D'Alema che con la Bicamerale aveva sognato una spartizione  del potere con l'avversario, dimenticando che una Costituzione si  riscrive soltanto dopo eventi tragici e traumatici come furono (ad  esempio) quelli che dallo Statuto albertino portarono alla nuova Legge  fondamentale dello Stato italiano entrata in vigore il primo gennaio  1948. (Ha ragione il prof. Luciano Canfora che in una lettera al  &amp;laquo;Corsera&amp;raquo; ha scritto: &amp;laquo;Il sottile D&amp;rsquo;Alema, che pensava di avere in  cambio il successo della Bicamerale, ha portato il Paese a questa  disastrosa &amp;lsquo;impasse&amp;rsquo; etica prima ancora che giuridica&amp;raquo;.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Quotidianamente assistiamo agli atti di molti apprendisti stregoni, che a  secondo delle ore della giornata propongono questa o quella riforma  costituzionale, dimenticando che l'armonia tra le &amp;laquo;parti&amp;raquo; di uno Stato &amp;egrave;  qualcosa di talmente importante e serio, che se viene a mancare si  corrono gravi rischi (come dimostra l'attuale atteggiamento del Governo  versus Magistratura).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Dunque, la politica denudata occorre che indossi nuovi panni per  arrivare a ripristinare quell'equilibrio tra le &amp;laquo;parti&amp;raquo; che la nostra  Costituzione prevede. Occorre che rifletta su se stessa. La politica c'&amp;egrave;  ancora. Non era tutta rose e fiori quella di un tempo, nepotista,  esclusivista, prepotente, partigiana. Non &amp;egrave; tutta rose e fiori quella di  oggi, che si manifesta ancora nepotista, esclusivista, prepotente,  partigiana. C'era la massoneria un tempo, c'&amp;egrave; anche oggi, forse ancora  pi&amp;ugrave; forte, meglio mascherata di una volta (nonostante le campagne  &amp;lsquo;pubblicitarie&amp;rsquo;), ma stranamente pi&amp;ugrave; agguerrita di prima. C'&amp;egrave; il  perverso gusto di quasi tutti i politici di credersi onnipotenti (caro  Tiziano, non parlo di te, beninteso). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; C'&amp;egrave; l'assurda, immorale situazione che nulla si pu&amp;ograve; fare nella societ&amp;agrave;  italiana, a livello nazionale o a livello locale, senza il sostegno di  un partito, di un suo esponente, o dei gruppi massonici (e  &amp;lsquo;paramassonici&amp;rsquo;). Io mi sono sempre e soltanto interessato di questioni  culturali: possibile che esclusivamente a politici e massoni sia  consentito di agire indisturbati? E che contro chi non appartiene a  queste due categorie, si possano commettere impunemente scippi e  sgambetti? Occhio, ragazzi: qui ne va di mezzo non la sorte dei partiti  (che possono morire o rinascere come i funghi, con rimborsi pubblici  anche ai loro giornali che nessuno legge se non chi li compila), bens&amp;igrave;  la sorte della stessa democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La cosa &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; seria delle critiche che gli eterni brontoloni  rivolgono alla Giunta, caro Tiziano. Il Comune deve aprire le proprie  porte a tutti. L'Ente pubblico dovrebbe essere garanzia di imparzialit&amp;agrave;.  In nome di quella democrazia che non deve restare parola vana in mezzo a  tante vane chiacchiere da sofisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per capire la seriet&amp;agrave; del nostro momento, &amp;egrave; utile leggere l&amp;rsquo;analisi che  Giulietto Chiesa ha scritto sulla &amp;laquo;Stampa&amp;raquo; del 18 gennaio: moltissimi di  quelli che hanno votato per l&amp;rsquo;attuale opposizione di governo, non si  sentono pi&amp;ugrave; rappresentati per scelte che non condividono, come quelle  sulla guerra infinita che rischia di sconvolgere il mondo intero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;p align=&quot;RIGHT&quot;&gt;Antonio Montanari&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</content>
    </entry>
    <entry>
        <title type="text">La misura delle cose</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://blog.libero.it/ilrimino/11945924.html"/>
        <published>2013-02-26T10:46:23+02:00</published>
        <updated>2013-02-26T10:46:23+02:00</updated>
        <id>http://blog.libero.it/ilrimino/11945924.html</id>
        <author>
            <name>monari</name>
        </author>
        <summary type="text">Appunti  fuori dalla cronaca fresca, impedita dai tempi di consegna in  redazione. Non so nulla dell...</summary>
        <content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;Appunti  fuori dalla cronaca fresca, impedita dai tempi di consegna in  redazione. Non so nulla dell'esito elettorale, conosco soltanto le  previsioni del tempo che minacciano neve con lo spauracchio  dell'assenteismo anche dei bene intenzionati al voto. Per la prima volta  nell'Italia repubblicana (ignoro i dati di quella monarchica), siamo  stati chiamati alle urne nel periodo meteorologico peggiore dell'anno.  Il calendario astronomico ha avuto sempre le sue esigenze, come per le  scuole. Dove una volta i giorni delle lezioni al Sud erano ristretti  dall'agricoltura, e qui da noi al Nord rivierasco dall'industria  balneare.&lt;br /&gt;Persino gli orari quotidiani delle lezioni erano  condizionati non dalle decisioni politiche governative ma da quelle  pratiche dei trasporti urbani. Ignoro il presente, mi risulta soltanto  che tutti ce l'hanno con i prof. Ricordo personale: quand'ero giovane  c'era il mito dei docenti anziani, quando sono diventato tale io, le  mamme idolatravano quelli giovani, per cui sono sempre stato fuori  mercato.&lt;br /&gt;Qualcosa di simile &amp;egrave; accaduto alla politica. Ne abbiamo  viste di cotte e di crude sino al ridicolo che, per nostra fortuna, non  ha toccato solamente qualche partito, ma in un modo o nell'altro, tutte  le formazioni in campo. Non c'&amp;egrave; spazio per elencare con la necessaria  attenzione (che le malelingue definiscono pedanteria), le singole  &amp;ldquo;colpe&amp;rdquo; dei leader e dei loro movimenti. Per la prima volta nella storia  repubblicana, si &amp;egrave; assistito ad un rituale televisivo soffocante e  stomachevole con esibizioni noiose, ripetitive e persino oltraggiose  della verit&amp;agrave; dei fatti. Come &amp;egrave; stato dimostrato da quel gentile  candidato che, abituato a crearsi abiti di stralunata eleganza, &amp;egrave; giunto  a raccontare al prossimo una sua biografia ideale, in cui nulla c'era  di vero, e tutto era inventato.&lt;br /&gt;Per caso, sistemando appunti per  pagine sulla storia di Rimini (destinate a non essere mai pubblicate in  libro perch&amp;eacute; io sono fuori dal giro dei mecenati), ho appena trovato due  citazioni: Lorenzo Valla fece un elenco di volumi che a gran prezzo  insegnarono a non sapere, mentre Erasmo ricordava gli studi che  educarono a parlare soltanto a vanvera. Molti comizi sono stati  ricalcati su questo antico modello, deprecato gi&amp;agrave; sei secoli fa, a  dimostrare che la misura delle cose non deve partire da quelli che  Rabelais chiamava gli studi vuoti, ma dai fatti reali che all'estero ci  rimproverano vivacemente, come il nepotismo e la corruzione. [Anno  XXXII, n. 1117]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;&quot;il Ponte&quot;, settimanale, n. 9, 03.03.2013, Rimini&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
    </entry>
</feed>
