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    <title>il Rimino</title>
    <subtitle>Antonio Montanari Nozzoli/Rimini</subtitle>
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        <title type="text">Forconi e forchette</title>
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        <published>2012-02-09T17:19:15+01:00</published>
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        <summary type="text">Forconi e forchetteTrent'anni fa la cronaca era questa: &quot;Milano &amp;egrave; da bere, l'Italia da rubare...</summary>
        <content type="html">&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Forconi e forchette&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trent'anni fa la cronaca era questa: &quot;Milano &amp;egrave; da bere, l'Italia da rubare&quot;. Per vent'anni fa un titolo dice: &quot;Politici corrotti&quot;. Cito da &quot;La Patria, bene o male&quot;, libro di Carlo Fruttero e Massimo Gramellini (2010). Per il 2005 c'&amp;egrave; un ritratto angosciante del nostro Paese, dove tutti oramai puntano esclusivamente alla ricchezza. Con mezzi pi&amp;ugrave; o meno leciti e grazie ad amicizie altolocate. I furbetti del quartierino sono protagonisti di un &quot;mondo avido e indebitato che vive al di sopra dei propri mezzi&quot;. Insomma era appena ieri. Un ieri da non dimenticare oggi, quando non sappiamo pi&amp;ugrave; quali pesci prendere in un mare tempestoso che impedisce alle barche di uscire dai porti.&lt;br /&gt;Mezzo secolo fa Giorgio Bocca raccontava da Carpi i padroncini della maglieria che assumevano ragazze in ufficio come ragioniere, triplicando i loro stipendi in sei mesi. Nel 1961 aveva descritto il ricovero milanese dei vecchi detto la Baggina come una ghiotta occasione per i politici. Vi facevano assumere amici per un breve periodo elettorale. Alla Baggina nasce poi lo scandalo di &quot;Mani pulite&quot;: il suo presidente, un socialista, &amp;egrave; arrestato con una mazzetta in mano. Comincia Tangentopoli, una moda dura a cessare. Nei giorni scorsi cronache nazionali e pagine locali raccontavano che in tutt'Italia c'&amp;egrave; ancora troppa voglia di far soldi contro la legge.&lt;br /&gt;Nel 1979, l'11 luglio, l'avv. Giorgio Ambrosoli diventa il simbolo di quanti credono ancora all'essere onesti. Lo assassinano per impedirgli di scoprire i segreti della Banca Privata Italiana. Due anni dopo tocca a Roberto Calvi, gi&amp;agrave; presidente del Banco Ambrosiano. E nel 1985 a Michele Sindona avvelenato da un caff&amp;egrave; in carcere, dove sta scontando l'ergastolo quale mandante dell'uccisione di Ambrosoli.&lt;br /&gt;Negli anni 50 c'erano i forchettoni, quei politici che si sistemarono bene, preparando le future spartizioni dei bottini fra tutti i partiti. La moda degli affari attira le nuove forchette di oggi, mentre sembra fondamentale togliere ogni valore legale anche ai titoli di studio. Ne aveva parlato pure Luigi Einaudi 60 anni fa, criticando il nostro sistema scolastico perch&amp;eacute; troppo napoleonico. La questione riproposta adesso pu&amp;ograve; suggestionare ad imitare i forconi siciliani in rivolta, quanti sono delusi dal sistema chiuso delle carriere di studio. Dove essere figli illustri conta pi&amp;ugrave; dei fogli scientifici prodotti e spesso pubblicati con la firma autorevole del cattedratico e non dell'autore. [Anno XXXI, n. 1068]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;il Ponte, settimanale, Rimini, 12.02-2012&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br class=&quot;Apple-interchange-newline&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Noiosi di Stato</title>
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        <published>2012-02-03T18:15:19+01:00</published>
        <updated>2012-02-03T18:15:19+01:00</updated>
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            <name>monari</name>
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        <summary type="text">Ho pagato regolarmente il canone tv, quindi posso confessare le mie antipatie di spettatore. Non sop...</summary>
        <content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;Ho pagato regolarmente il canone tv, quindi posso confessare le mie antipatie di spettatore. Non sopporto le interviste di &lt;strong&gt;Fabio Fazio&lt;/strong&gt; ai cantanti. Soprattutto se sono stranieri, come &amp;egrave; successo il 22  gennaio con James Taylor che non avevo mai sentito nominare, e delle cui  canzoni non ho compreso alcunch&amp;eacute;, non sapendo l'inglese. Fazio al  solito si &amp;egrave; liquefatto d'ammirazione davanti a lui, segno che Taylor &amp;egrave;  un artista celebre e degno del massimo rispetto. A volte le lunghe  conversazioni tra Fazio ed i suoi ospiti musicali esteri, sono  arricchite da graziose traduzioni che purtroppo mi sembrano noiose,  trattando argomenti di cui non so nulla. Tutta colpa mia? Non credo, ci  hanno cresciuto a pane, Carosone e Modugno per evitare Claudio Villa. Ed  ero troppo vecchio per gli &quot;Scarafaggi&quot; inglesi.&lt;br /&gt;Preferisco le scenette politiche che Fazio manda in onda, come l'intervista a &lt;strong&gt;Giulio Tremonti&lt;/strong&gt;,  l'uomo che sorride sempre e ti riconcilia con i governanti di ieri e di  oggi. Nel 2005 propose una grande coalizione alla tedesca con programma  opposto a quello della vera grande coalizione tedesca della signora  Merkel. Nel 2007 chiese di fare l'alzabandiera nelle scuole. Nel 2008  previde un nuovo 1929, ovvero miseria a costo zero per tutti, accusando i  compagni di partito di non rendersi conto di quanto stava succedendo. E  riassunse la proposta di riforma scolastica avanzata dal ministro  dell'istruzione Gelmini con lo slogan &quot;Un voto, un libro e un maestro&quot;.  Come se la confusione nella mente dei giovani nascesse dal confronto tra  due libri, tra due maestri o tra due opinioni diverse. Come se si fosse  voluto un &quot;pensiero unico&quot;.&lt;br /&gt;Il 18 settembre dello stesso 2008  dichiar&amp;ograve; al &quot;CorSera&quot;: &quot;Non &amp;egrave; la fine del mondo, ma la fine di un  mondo&quot;. Erano le stesse parole con cui il 7 luglio si era chiuso un  editoriale della &quot;Stampa&quot;, firmato da Domenico Siniscalco: &quot;Non siamo  alla fine del mondo. Quasi certamente siamo alla fine di un mondo&quot;.&lt;br /&gt;Il  massimo della simpatia, Tremonti lo ha riscosso il 22 gennaio quando ha  ammesso che, per salvare l'economia italiana, &quot;da agosto 2011 in poi  qualcosa di pi&amp;ugrave; si poteva fare&quot;. Lui personalmente lo ha fatto, ha  cominciato a scrivere il libro presentato da Fazio, &quot;Uscita di  sicurezza&quot;. Il titolo promette bene, ed &amp;egrave; un ulteriore dato per il  nostro conforto. Anche perch&amp;eacute; Tremonti non ha chiesto al prof. Monti di  andare a casa, ma di andare avanti alla ricerca di quei soldi che lui  non ha mai trovato. [Anno XXXI, n. 1067]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;il Ponte, settimanale, Rimini, 05.02.2012&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Per essere liberi</title>
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        <published>2012-01-28T16:00:18+01:00</published>
        <updated>2012-01-28T16:00:18+01:00</updated>
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        <summary type="text">S'intitola &quot;Breviario&quot; la nota rubrica che appare la domenica nel supplemento culturale del &quot;Sole 24...</summary>
        <content type="html">&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-align: justify; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;S'intitola &quot;Breviario&quot; la nota rubrica che appare la domenica nel supplemento culturale del &quot;Sole 24 Ore&quot;, firmata dal card. Gianfranco Ravasi. Il 15 gennaio scorso il tema era &quot;la libert&amp;agrave;&quot;: &quot;L'educazione a essere liberi, non solo da un'imposizione sottile, com'&amp;egrave; quella della deriva mediatica, ma anche per una scelta e un impegno personale, &amp;egrave; un'opera severa e faticosa&quot;.&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;width: 259px; height: 260px;&quot; src=&quot;http://digilander.libero.it/antoniomontanari/ilrimino.2012/tamaponte1066.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Di quest'opera severa e faticosa abbiamo un'illustrazione proprio a Rimini nel Tempio&lt;span class=&quot;Apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.webalice.it/antoniomontanari1/indici/malatesti.indice.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;malatestiano&lt;/a&gt;, nella cappella detta delle sette arti liberali, ovvero le materie di studio per gli uomini liberi (ai servi toccavano le arti manuali): Grammatica, Dialettica, Retorica (il &quot;Trivio&quot;), Aritmetica, Geometria, Musica, Astronomia (il &quot;Quadrivio&quot;). Nella cappella le immagini sono per&amp;ograve; diciotto. Per questo motivo uno studioso come Corrado Ricci scrisse che in essa vi &amp;egrave; &quot;altro ancora&quot;, con un'incerta espressione simbolica delle figure.&lt;br /&gt;Noi vi proponiamo una veloce lettura delle diciotto immagini suddivise nelle due colonne laterali ed in tre strisce per colonna, partendo dall'alto verso il basso per ogni striscia che indichiamo con lettera dell'alfabeto. Striscia A: la Natura ispira l'Educazione che opera attraverso la Filosofia. Strisce B e C, le materie di studio: Letteratura, Storia, Retorica (Arte del discorso), Metafisica (o Teologia), Fisica, Musica. Nelle due strisce successive (D, E), si mostra come conoscere la Natura attraverso le Scienze che sono: Geografia, Astronomia, Logica, Matematica, Mitologia e Botanica. L'ultima striscia (F) rivela lo scopo della cultura, ovvero educare ad una vita tra cittadini tutti uguali e quindi liberi: qui le tre immagini rappresentano la Concordia, la Citt&amp;agrave; giusta, e la Scuola.&lt;br /&gt;Il tema della Concordia ha una doppia lettura. Esso riguarda non soltanto la vita della citt&amp;agrave; (opponendosi ai governi dei pr&amp;igrave;ncipi come Sigismondo), ma pure l'Unione fra le due Chiese (proclamata il 6.7.1439 con un decreto destinato a breve durata). Per quella unione i Malatesti hanno svolto un grande ruolo in nome della Chiesa. Nella tavola della Concordia si raffigura un'unione matrimoniale: la donna potrebbe essere&lt;span class=&quot;Apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.scribd.com/doc/15111588/Cleofe-Malatesti-sposa-per-Bisanzio-1421&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cleofe Malatesti&lt;/a&gt;, scelta dal papa come &lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/riministoria/ilrimino/2009/Cleofe_Malatesti.doc&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sposa&lt;/a&gt;&lt;span class=&quot;Apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;(1421) di Teodoro, figlio dell'imperatore di Costantinopoli, e poi finita uccisa.&lt;br /&gt;Nella scelta delle immagini c'&amp;egrave; la mano dello stesso architetto (ed ottimo scrittore) Leon Battista Alberti, seguace di un umanesimo civile che vuole una societ&amp;agrave; nuova diversa dai principati. [Anno XXXI, n. 1066]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;&quot; align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;&quot; align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;il Ponte, settimanale, Rimini, 29.01.2012&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br class=&quot;Apple-interchange-newline&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Chiesa, storie riminesi</title>
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        <published>2012-01-22T17:39:42+01:00</published>
        <updated>2012-01-22T17:39:42+01:00</updated>
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        <summary type="text">Chiesa riminese, storia.Quel secondo volume...La Storia dev&amp;rsquo;essere &amp;laquo;aperta&amp;raquo;: al &amp;l...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana; color: #000080; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Chiesa riminese, storia.&lt;br /&gt;Quel secondo volume...&lt;/strong&gt;&lt;hr class=&quot;ske01&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;La Storia dev&amp;rsquo;essere &amp;laquo;aperta&amp;raquo;: al &amp;laquo;momento certosino della competenza&amp;raquo; deve seguire &amp;laquo;quello della verifica pubblica&amp;raquo;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alberto Melloni&lt;/strong&gt;, Il diavolo non abita la storia. E non ci servono i tribunali, &amp;laquo;Corriere della Sera&amp;raquo;, anno 103, n. 26, 01.02.2005, p. 31.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Nel secondo volume della &quot;Storia della Chiesa&quot; riminese, di cui ci siamo gi&amp;agrave; occupati a proposito della questione di &lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/montanariantonio/ilrimino/2012/benno_2012.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Benno&lt;/a&gt;, si parla ovviamente anche del ruolo di Carlo Malatesti al Concilio di Costanza.&lt;br /&gt;Mentre Enrico Angiolini (p. 437) &amp;egrave; fermo al Luigi Tonini, V/2 del 1880, il prof. &lt;strong&gt;Augusto Vasina&lt;/strong&gt; (pp. 408-409) arriva ad un testo del 2001, ed inquadra l'argomento con pi&amp;ugrave; solide basi documentarie.&lt;br /&gt;In entrambi gli Autori manca per&amp;ograve; completamente la storia di &lt;a href=&quot;http://www.scribd.com/doc/15111588/Cleofe-Malatesti-sposa-per-Bisanzio-1421&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cleofe Malatesti&lt;/a&gt;,  che era vissuta &amp;laquo;per lo pi&amp;ugrave;&amp;raquo; alla corte di Rimini. Una storia che  riguarda non soltanto l'ambiente riminese ma anche, se non soprattutto,  la storia della Chiesa cattolica.&lt;br /&gt; Come &amp;egrave; noto a molti, il 16 giugno  1415 a Costanza, Carlo Malatesti incontra anche Manuele II imperatore  d'Oriente, che nel 1421 diventer&amp;agrave; suocero di Cleofe, la sfortunata  figlia di Malatesta I di Pesaro.&lt;br /&gt; Del matrimonio fra Cleofe e Teodoro  Paleologo, forse concluso con la morte violenta della giovane, non  hanno scritto la storia i contemporanei. A noi non &amp;egrave; giunta nessuna  narrazione utile a completare gli scarsi documenti sopravvissuti, tra  cui quattro lettere della stessa &lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/riministoria/ilrimino/2009/Cleofe_Malatesti.doc&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cleofe&lt;/a&gt; ad una sorella.&lt;br /&gt; Nel secondo volume della &quot;Storia della Chiesa&quot; riminese c'&amp;egrave; poi la bella notizia (p. 287) che la &lt;a href=&quot;http://www.webalice.it/antoniomontanari1/c/ilrimino/2007/1217.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;biblioteca malatestiana di &lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;http://www.webalice.it/antoniomontanari1/c/ilrimino/2007/1217.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Rimini&lt;/a&gt; in San Francesco, &quot;&amp;egrave; del tutto simile a quella&quot; di Cesena. Se nessuno si offende, &amp;egrave; esattamente il contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per gli &lt;a href=&quot;http://www.webalice.it/antoniomontanari1/c/ilrimino/2005/1126.ebrei.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Ebrei&lt;/a&gt;, ci si accontenta di due sinagoghe (p. 329), mentre dagli atti ne risultano tre.&lt;br /&gt; La &lt;a href=&quot;http://www.webalice.it/antoniomontanari1/c/ilrimino/2005/1126.ebrei.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;prima sinagoga&lt;/a&gt; &amp;egrave; attestata sin dal 1486. S&amp;rsquo;affaccia sulla piazza della fontana (ora  Cavour) dal lato della pescheria settecentesca, nella contrada di San  Silvestro. Essa &amp;egrave; poi definita come &amp;laquo;vechia&amp;raquo;, quando &amp;egrave; realizzata la  seconda che in rogito del 1507 &amp;egrave; chiamata &amp;laquo;magna&amp;raquo;, nella contrada di  Santa Colomba o San Gregorio da Rimini (via Sigismondo), nella porzione  di quartiere tra l&amp;rsquo;odierna via Cairoli ed il Teatro Galli, lato monte.  Nel 1555 la sinagoga &amp;laquo;magna&amp;raquo; risulta invece &lt;a href=&quot;http://www.webalice.it/antoniomontanari1/c/ilrimino/2005/1126.ebrei.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;situata&lt;/a&gt; in contrada di San Giovanni Evangelista detta &amp;laquo;delli Hebrei&amp;raquo; (via  Cairoli), a poca distanza dalla chiesa di San Giovanni Evangelista  (Sant&amp;rsquo;Agostino), e proprio dalla sua parte, come si ricava dal documento  datato 14 novembre riguardante la decisione presa dagli Ebrei riuniti  nella Sinagoga &amp;laquo;magna&amp;raquo; di vendere la casa detta &amp;laquo;la Sinagoga vechia&amp;raquo;  (Zanotti, Atti, p. 207).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/montanariantonio/controindice.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;All'indice di Controstorie&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana; color: #000080; font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #0000ff; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Farsi rispettare</title>
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        <published>2012-01-17T18:20:28+01:00</published>
        <updated>2012-01-17T18:20:28+01:00</updated>
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        <summary type="text">Tama 1065, 22.01.2012Farsi rispettareUna vecchia frase dell'ex presidente della Repubblica&amp;nbsp;Carl...</summary>
        <content type="html">&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;a name=&quot;1065&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Tama 1065, 22.01.2012&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Farsi rispettare&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;width: 259px; height: 260px;&quot; src=&quot;http://digilander.libero.it/antoniomontanari/ilrimino.2012/tama1065.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Una vecchia frase dell'ex presidente della Repubblica&lt;span class=&quot;Apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;Carlo Azeglio Ciampi&lt;/strong&gt;&lt;span class=&quot;Apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;(&quot;In Italia vogliamo una democrazia pi&amp;ugrave; trasparente&quot;), &amp;egrave; stata riproposta a commento della vicenda del sottosegretario ospitato in vacanza a sua insaputa. Un ministro del precedente governo s'era dichiarato ignaro di chi gli avesse pagato casa. L'italico detto &quot;lei non sa chi sono io&quot;, ha una nuova, triste versione nel dichiarare: &quot;Ma guardi che neppure io so quello che faccio&quot;. Se le parole fossero pronunciate da persona non altolocata o politicamente rilevante, comporterebbero per lei un trattamento sanitario obbligatorio per infermit&amp;agrave; mentale.&lt;br /&gt;Alla vecchia frase di Ciampi, accompagniamo la citazione da un suo libro appena pubblicato, che &amp;egrave; la lettera aperta &quot;A un giovane italiano&quot;: &quot;Desidero invitarti ad aguzzare lo sguardo, lo sguardo acuto dell'intelletto e del cuore...&quot;. L'editore lo ha lanciato con una pubblicit&amp;agrave; che riprende un passo del testo, &quot;Non sacrificare la tua dignit&amp;agrave;&quot;.&lt;br /&gt;Il Ciampi che scrive ai giovani di oggi raccoglie e racconta le storie di una generazione che ha ricostruito il mondo dalle macerie postbelliche: &quot;Ho visto l'uomo con il suo insopprimibile bisogno di libert&amp;agrave;, avere la meglio su dittatori e regimi ritenuti impossibili&quot;. Ed analizza con chiaro e severo sguardo la crisi economica contemporanea, da esperto qual egli &amp;egrave;, e soprattutto da uomo onesto che non tace giudizi severi.&lt;br /&gt;Come quando elenca i responsabili di aver trasformato il mondo della finanza in una &quot;foresta dove appagare appetiti ferini, dove impera la legge non scritta del cinismo, del disprezzo di ogni valore che non sia quello del guadagno, del successo, del potere, obiettivi rincorsi in un crescendo delirante in cui si spezza qualsiasi ragionevole legame tra desiderio e appagamento&quot;.&lt;br /&gt;L'economista Ciampi in queste pagine sorregge le opinioni del Ciampi che compone un trattato pedagogico e filosofico. Il cui pubblico dovrebbe essere anzitutto non quello dei giovani richiamati dal titolo, ma di tutti i pi&amp;ugrave; o meno vecchi che abbiano il senso dello Stato e della Storia, siano essi politici, economisti o &quot;semplici cittadini&quot; come si diceva un tempo.&lt;span class=&quot;Apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;E tutti facciamoci rispettare&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Un'eco della frase citata all'inizio (&quot;In Italia vogliamo una democrazia pi&amp;ugrave; trasparente&quot;), si trova nel libro quando leggiamo che nelle nostre societ&amp;agrave; (che sono un baluardo democratico del vivere civile), l'arte di governare &amp;egrave; &quot;sovente sfiorata da un velo di opacit&amp;agrave;&quot;. [Anno XXXI, n. 1065]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: x-small;&quot;&gt;Nel 2006, intitolai &quot;&lt;a href=&quot;http://www.webalice.it/antoniomontanari1/c/ilrimino/2006/1143.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Grazie, presidente Ciampi&lt;/a&gt;&quot; il Tama n. 943 dell'8 gennaio. Riproduco quel testo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'on. Sandro Bondi conosce bene per antica militanza comune quei colleghi diessini ai quali ha offerto un'intesa contro i &amp;laquo;poteri forti&amp;raquo;. La risposta negativa della Quercia non chiuder&amp;agrave; la strada a segrete passeggiate di esponenti governativi con colleghi dell'opposizione. L'aria che tira &amp;egrave; quella che abbiamo ripetutamente descritto in passato. Il sistema proporzionale alla prossima consultazione politica favorir&amp;agrave; la linea della necessit&amp;agrave; dell'uno contro tutti in perfetto stile &amp;laquo;parenti serpenti&amp;raquo;. Non soltanto nella Casa di Arcore ma pure nel condominio dell'Ulivo. Per stare a galla tutti debbono essere disposti a tutto. Abbiamo scherzato dapprima ipotizzando Prodi al comando nei giorni pari e Berlusconi in quelli dispari. Ma quando l'on. Casini ha indossato la severit&amp;agrave; di giudizio sull'economia che di solito vediamo svettare sul sorriso beffardo di Prodi, ci siamo convinti che forse non avevamo sbagliato pensando ad un governo a targhe alterne fra maggioranza ed opposizione.&lt;br /&gt;Il prof. Galli Della Loggia, il 31 dicembre 2005 nell'editoriale del &amp;laquo;Corriere della Sera&amp;raquo;, ha scritto che la polemica contro i &amp;laquo;poteri forti&amp;raquo; rivela &amp;laquo;pochezza intellettuale&amp;raquo; e &amp;laquo;primitivismo ideologico&amp;raquo; in chi la porta avanti, come &amp;laquo;certi luogotenenti di Berlusconi&amp;raquo; ed anche l'on. D'Alema &amp;laquo;quando perde la sua abituale lucidit&amp;agrave;&amp;raquo;. Di rincalzo un ex direttore dello stesso quotidiano, Piero Ostellino, lo stesso giorno nella pagina delle opinioni derideva i politici che appunto avventandosi adesso contro i &amp;laquo;poteri forti&amp;raquo; non fanno altro che confessare la loro impotenza di ieri nella gestione della cosa pubblica, ed accusava &amp;laquo;gli studiosi&amp;raquo; di non proporre domande scomode se non pure pericolose.&lt;br /&gt;L'Italia di recente &amp;egrave; stata sommersa da formule che nascondevano promesse non mantenute ed inconfessabili intenzioni. La &amp;laquo;lotta ai poteri forti&amp;raquo; &amp;egrave; l'ultimo esempio di un'impotenza pratica nel governare. Ne hanno tratto vantaggio volgari furbettini romani e trafficoni pi&amp;ugrave; eleganti ma altrettanto spregiudicati del Nord.&lt;br /&gt;Nei tribunali la formula (logorata da certi provvedimenti parlamentari) della &amp;laquo;legge uguale per tutti&amp;raquo;, ha ceduto il passo a quella (costituzionale) della giustizia amministrata in nome del popolo. Che per il ministro Castelli &amp;egrave; il vincitore elettorale.&lt;strong&gt;Soltanto Ciampi ha saputo usare la formula giusta ricordando il suo impegno per &amp;laquo;esprimere il senso della dignit&amp;agrave; di cittadino di una libera democrazia&amp;raquo;. Grazie, presidente.&lt;/strong&gt;&lt;span class=&quot;Apple-converted-space&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;[943]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;&quot; align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;il Ponte, settimanale, Rimini, 22 gennaio 2012&lt;/span&gt;&lt;br class=&quot;Apple-interchange-newline&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Un anno dopo</title>
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        <published>2012-01-11T11:08:09+01:00</published>
        <updated>2012-01-11T11:08:09+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;Abbiamo  concluso le celebrazioni dei 150 anni dell'unit&amp;agrave; nazionale nel migliore  dei modi possibili. Ci siamo trovati quasi tutti d'accordo sul fatto  che sono tempi tempestosi, e che occorre stare tranquilli e seri per  cercare qualcosa di positivo con cui costruire il futuro comune. L'epoca  delle barzellette &amp;egrave; finita. I numeri che abbiamo davanti non sono  quelli del lotto con cui tentare la fortuna, ma amari rendiconti che  obbligano a stringere la cinghia anche a chi ormai la cinghia l'ha persa  per strada negli ultimi anni.&lt;br /&gt;Per rimediare qualcosa alle pubbliche  casse, si potrebbe cominciare con il ridurre le spese militari.  Sottoscrivo in pieno quanto sostenuto dalla Papa Giovanni: l'acquisto di  131 esemplari di cacciabombardieri F35 a 200 milioni di euro l'uno, &amp;egrave;  un'operazione &quot;iniqua, non opportuna e, in questo tempo di crisi, anche  immorale&quot;.&lt;br /&gt;La follia delle spese militari va denunciata senza paura,  per testimoniare una scelta di campo che &amp;egrave; politica, filosofica e  religiosa. In un editoriale di Barbara Spinelli (&quot;Repubblica&quot;, 4.1) si  ricorda la &quot;parresia&quot; greca e poi cristiana come una necessit&amp;agrave; dei  nostri tempi: &quot;Ci vuole coraggio per firmare le proprie parole,  parlando-vero. Chi lo possiede non ha la vita facile, deve esser cauto  se non vuol ricadere nel parlar-falso&quot;.&lt;br /&gt;Uno che ha parlato &quot;vero&quot; &amp;egrave;  Luigi Fadiga, garante nella nostra Regione per l'infanzia e  l'adolescenza. Sulla pagina bolognese di &quot;Repubblica&quot; (5.1) ha  commentato la situazione del Pratello, carcere minorile del capoluogo (i  cui vertici sono stati azzerati da un'ispezione ministeriale),  allargando il discorso ad una questione di principio: le carceri  minorili &quot;dovrebbero essere gi&amp;agrave; chiuse, sostituite dalle misure che il  nuovo processo penale minorile fin dal 1988 voleva introdurre&quot;, mentre  occorre una nuova legge &quot;che disegni un sistema apposito e appropriato  di pene minorili&quot;. Luigi Fadiga si presenta come &quot;vecchio magistrato,  che proprio al Pratello, nell'attiguo Tribunale per i minorenni, ha  iniziato la parte pi&amp;ugrave; intensa pi&amp;ugrave; lunga e pi&amp;ugrave; significativa della  propria attivit&amp;agrave; professionale&quot;.&lt;br /&gt;Sulla stessa cronaca bolognese, il 3  gennaio campeggiavano questi titoli: &quot;Pratello, ecco le denunce cadute  nel vuoto. Le segnalazioni al Ministero di Procura, educatori e  sindacati. Ma nessuno ha fatto nulla. [...] Le notti nella cella degli  orrori. 'Violenti con i pi&amp;ugrave; deboli'. I detenuti raccontano: i 'bulli' ci  bruciavano i piedi&quot;. [Anno XXXI, n. 1064]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;br /&gt;il Ponte, settimanale, Rimini, 15.01.2012&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Educazione cinica</title>
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        <published>2012-01-08T18:14:02+01:00</published>
        <updated>2012-01-08T18:14:02+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;Tama 1063, 08.01.2012&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Educazione cinica&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scriveva nel 1784 Immanuele Kant: &quot;Purch&amp;eacute; io sia in grado di pagare, non ho bisogno di pensare: altri si assumeranno per me questa noiosa occupazione&quot;. Il filosofo voleva spingere le persone ad avere il coraggio di servirsi della propria intelligenza: &quot;La pigrizia e la vilt&amp;agrave; sono le cause per cui tanta parte degli uomini rimangono volentieri minorenni per tutta la vita e per cui riesce tanto facile agli altri erigersi a loro tutori&quot;. Pochi anni dopo (1789), la presa della Bastiglia realizzava l'auspicio di Kant, constatando che c'era bisogno di pensare perch&amp;eacute; non si era in grado di pagare.&lt;br /&gt;Anche prima di Kant si sapeva che a pancia piena i sonni sono tranquilli, mentre lo stomaco vuoto non ha mai portato buoni consigli. Quando i deputati milanesi un secolo e mezzo prima rincararono il pane, respirarono i fornai &quot;ma il popolo imbestial&amp;igrave;&quot;. Parola di Alessandro Manzoni che sintetizza l'epoca con un celebre slogan: erano &quot;tempi di fame e di ignoranza&quot;.&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;width: 334px; height: 248px;&quot; src=&quot;http://digilander.libero.it/antoniomontanari/ilrimino.2012/tama1063_01.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Un comico contemporaneo, Enrico Bertolino, riassume il triste panorama di una societ&amp;agrave; in cui sembrano trionfare (o trionfano sul serio) furbi ed imbroglioni quali gli evasori fiscali, ricordandoci che prevale una materia pi&amp;ugrave; politica che scolastica: l'Educazione cinica al posto di quella civica ormai declassata (aggiungiamo noi) ad oggetto di antiquariato di bassa lega.&lt;br /&gt;Pure nelle nostre terre l'Educazione cinica &amp;egrave; ampiamente praticata. Piergiorgio Morosini, autore del libro &quot;Attacco alla giustizia&quot;, ma soprattutto giudice delle indagini preliminari al Tribunale di Palermo, ha detto a Luca Fabbri di &quot;Nuovo Quotidiano&quot; (19.12): &quot;In base alle ricerche Rimini &amp;egrave; il secondo capoluogo dell'Emilia Romagna per operazioni bancarie sospette&quot;. Aggiungendo che i criminali organizzati sono stati &quot;favoriti da insospettabili personaggi locali: uomini appartenenti al mondo delle banche, delle professioni, della politica&quot;.&lt;br /&gt;Come tornare dall'Educazione cinica alla civica? Discutendo di scuola sulla &quot;Stampa&quot; (22.12) in risposta ad uno studente che denunciava la crisi del Liceo umanistico (ex Magistrali), il prof. Luca Ricolfi ha concluso amaramente che &quot;nessuno pu&amp;ograve; dire in pubblico la verit&amp;agrave;: quella facolt&amp;agrave; &amp;egrave; una buffonata, in quella scuola non s'impara niente, il tale docente non sa spiegare, il tale corso di laurea &amp;egrave; un'insalata di materie sconnesse [...] un certo ospedale, un certo reparto, un certo chirurgo &amp;egrave; pericoloso per la salute del paziente&quot;. [Anno XXXI, n. 1063]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;&quot; align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;color: #000000; font-family: Times; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; orphans: 2; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: 2; word-spacing: 0px; font-size: medium;&quot; align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;il Ponte, Rimini, 8.1.2012&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br class=&quot;Apple-interchange-newline&quot; /&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">In nome del padre</title>
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        <published>2011-12-20T17:19:49+01:00</published>
        <updated>2011-12-20T17:19:49+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;Due  immagini hanno fatto il giro del mondo. Una riproduce la copertina del  settimanale &quot;Time&quot; (14.12), dedicata alla consueta scelta della &quot;Persona  dell'anno&quot;. Per il 2011, il soggetto presentato &amp;egrave; &quot;il Manifestante&quot;:  ovvero il simbolo della &quot;naturale continuazione della politica con altri  mezzi&quot;, soprattutto in riferimento alla situazione della realt&amp;agrave; araba,  da cui proviene il volto femminile ritratto nella foto. Cos&amp;igrave; scrive Kurt  Andersen sullo stesso &quot;Time&quot;, dove leggiamo pure che &quot;il contestatore &amp;egrave;  diventato creatore di storia&quot;, partendo dalla Tunisia del 17 dicembre  2010. Quel giorno Mohamed Bouazizi, un venditore ambulante di 26 anni,  si d&amp;agrave; fuoco dopo che la polizia gli ha sequestrato il carretto su cui  c'&amp;egrave; la frutta da offrire al mercato.&lt;br /&gt;&lt;img style=&quot;width: 327px; height: 244px;&quot; src=&quot;http://digilander.libero.it/antoniomontanari/ilrimino.2011/Tama1062.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;La  seconda foto (autore Peter Hapak) reca proprio l'immagine di Mohamed  Bouazizi, sorretta da sua madre Mannoubia che ha spiegato il gesto del  figlio come ispirato alla dignit&amp;agrave;. La quale, aggiunge Basma, sorella  sedicenne di&lt;br /&gt; Mohamed, in Tunisia &amp;egrave; pi&amp;ugrave; importante del pane.&lt;br /&gt; La  vicenda di Mohamed pu&amp;ograve; essere sintetizzata con le parole del miglior  inviato italiano di affari esteri, Domenico Quirico della &quot;Stampa&quot;  (17.12): essa &quot;fece conoscere al mondo arabo l'evidenza del vero  principio rivoluzionario, che una prima ingiustizia &amp;egrave; fonte di  ingiustizie infinite&quot;. Egli &quot;non ha inventato ideologie e non ha coniato  gli slogan sobillatori dell'Islam politico&quot;, ha creato &quot;la prima  rivoluzione del terzo millennio&quot;.&lt;br /&gt; Le frasi di Quirico suggeriscono  un ricordo scolastico, l'incontro di Dante con Catone all'inizio del  Purgatorio, quando Virgilio dice del poeta: &quot;libert&amp;agrave; va cercando, ch'&amp;egrave;  s&amp;igrave; cara, come sa chi per lei vita rifiuta&quot;.&lt;br /&gt; Non ha paragoni con il  doloroso panorama che fa da sfondo agli occhi seminascosti della  Manifestante finita nella copertina di &quot;Time&quot;, un altro volto, quello di  Gigliola Ibba, 70 anni, autrice di un appello a pagamento sul &quot;Corriere  della Sera&quot;. Ha comperato una pagina di pubblicit&amp;agrave; per dichiarare la  propria delusione ai politici nostrani. Ad Angela Frenda della stessa  testata, ha detto (15.12): &quot;Vuole la verit&amp;agrave;? Lo devo a mio padre Tullio.  Era ingegnere e generale dell'aeronautica. Progettava aeroporti civili e  militari. Stiamo parlano del 1957. &amp;Egrave; morto quando avevo 16 anni. Io ho  trascorso dai 14 ai 16 anni a prendere le telefonate con cui politici di  allora cercavano, invano di corromperlo. &amp;Egrave; morto d'infarto senza  firmarlo, quel progetto&quot;. [Anno XXX, n. 1062]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;&quot;il Ponte&quot;, settimanale, Rimini, 25.12.2011&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Auguri, Europa</title>
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        <published>2011-12-14T16:26:03+01:00</published>
        <updated>2011-12-14T16:26:03+01:00</updated>
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        <summary type="text">Anche  all'Europa formuliamo i nostri pubblici auguri. La settimana scorsa ci  siamo rivolti all'Ita...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;Anche  all'Europa formuliamo i nostri pubblici auguri. La settimana scorsa ci  siamo rivolti all'Italia, considerando l'Unione del continente una tappa  fondamentale nelle vicende del nostro Paese in 150 anni di Storia. Cara  Europa, in te crediamo perch&amp;eacute; le pi&amp;ugrave; grandi disgrazie nostre e dei  popoli circonvicini sono derivate dal fatto che confini politici e  pretese economiche pi&amp;ugrave; o meno mascherate da nobili ideali, ci hanno  travagliato e guastato per secoli. Ancora adesso discutiamo e  litighiamo, ma grazie al Cielo ci siamo convinti di mettere in cantina i  cannoni.&lt;br /&gt; La cronaca registra la riunione di Bruxelles del 9  dicembre, dove i capi di governo si sono accordati per un'unione fiscale  tra 26 Paesi su 27. Resta fuori l'Inghilterra, a cui i nemici dell'euro  hanno sempre guardato come ad un'isola felice per non averlo voluto tra  i piedi. Quella riunione non conferma l'analisi dei nemici dell'euro,  ma testimonia soltanto che i signori affaristi della City londinese  hanno voluto aver ragione ad ogni costo. Ci hanno snobbato per restare  fedeli alla loro immagine chic che conosciamo.&lt;br /&gt; Se nella Storia non  vince chi ha ragione, ma ha ragione chi vince, dobbiamo chiederci se  Londra ha vinto. Il ricatto inglese (per un diritto di veto sulla  regolamentazione dei mercati finanziari), non ha funzionato. Il vertice  di gennaio sar&amp;agrave; con 26 Paesi soltanto. Un'Europa senza il governo di Sua  Maest&amp;agrave; Britannica, potrebbe apparire un &quot;nano politico&quot;. Ma &amp;egrave; quel  &quot;nano politico&quot;, come ha osservato Andrea Bonanni, che in pochi mesi ha  &quot;licenziato&quot; ben tre capi di governo (in Portogallo, Grecia, Italia).&lt;br /&gt; Ecco ancora una conferma che il gioco interno di uno Stato &amp;egrave; oggi  regolato dal contesto comunitario. Per cui l'Europa conta, eccome. Il 6  dicembre il nostro presidente della Repubblica ha commentato &quot;con  franchezza&quot; la situazione economica, dicendosi ben consapevole che la  manovra economica del governo Monti provoca preoccupazione nella gente:  &quot;Dobbiamo fare sacrifici&quot;, che &quot;stanno arrivando giusto in tempo per  evitare sviluppi in senso catastrofico della nostra situazione&quot;.&lt;br /&gt; Il  giorno dopo da Osawatomie, uno sperduto villaggio degli Usa, &amp;egrave; arrivato  un messaggio elettorale di Obama che vale anche per noi: &quot;Le  disuguaglianze uccidono la democrazia&quot; per cui non deve prevalere un  sistema politico &quot;basato su un egoismo mozzafiato&quot;. Alla base della  crisi economica americana, ha aggiunto, c'&amp;egrave; una iniqua distribuzione  della ricchezza. [Anno XXX, n. 1061]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Verdana; color: #000080; font-size: xx-small;&quot;&gt;&quot;il Ponte&quot;, settimanale, Rimini, 18.12.2011&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Auguri, Italia</title>
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        <published>2011-12-09T17:33:20+01:00</published>
        <updated>2011-12-09T17:33:20+01:00</updated>
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            <name>monari</name>
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        <content type="html">&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000080; font-family: Verdana; font-size: medium;&quot;&gt;Le  luminarie delle vie cittadine, i servizi televisivi sui grandi alberi  addobbati nelle grandi citt&amp;agrave; del mondo, la pubblicit&amp;agrave; ci avvertono.  Stiamo per girare l'ultima pagina del calendario del 2011. Siamo entrati  in una di quelle rare ed obbligatorie fasi della convivenza civile in  cui, per scambiarci gli auguri, tutti siamo tenuti a considerarci buoni.  E soprattutto a ritenere buoni anche quanti per il resto dell'anno ci  sembrano meritevoli di ben altra etichetta qualificativa.&lt;br /&gt; Chiamale  se vuoi convenzioni, frutto di una Buona Educazione che maschera le  reciproche ipocrisie, e finge che tutto vada bene, Madama la Marchesa.  Anche se la lista dei problemi &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; lunga del catalogo amoroso  del Don Giovanni di Mozart-Da Ponte. Tuttavia tra ossequi, inchini,  riverenze da valzer viennese e baciamani da romanzi ottocenteschi,  bisogna lasciare a noi stessi un piccolo spiraglio da cui far uscire un  alito di verit&amp;agrave;, per quanto minuscolo, timoroso od indeciso.&lt;br /&gt; Lasciatemelo dire, signora Italia (e scusino i lettori questo &quot;voi&quot; con  il quale mi rivolgo alla nostra Patria, che non ha nulla di nostalgico,  ma &amp;egrave; soltanto un piccolo tentativo di vedere dietro l'immagine simbolica  di una figura, tutto l'assieme di noi che sul suo territorio vi  abitiamo). Lasciatemelo dire, signora Italia: un dicembre che chiude le  feste per i 150 anni della vostra Unit&amp;agrave;, una specie di ponte ideale tra  Risorgimento, Resistenza ed Unione Europa, senza tante grida contro di  voi, la vostra capitale, e quello strano impasto che &amp;egrave; l'assieme di noi  tutti oggi, italiani e stranieri, residenti ed ospiti, cittadini  registrati e cittadini aspiranti; ebbene, un dicembre cos&amp;igrave; calmo non ve  lo sareste sognato, se non ci fosse stata questa crisi economica. Che ci  spaventa, urta, agita.&lt;br /&gt; L'avevamo sentita negare. L'abbiamo vista  scoppiare tra le mani dei potenti e dei tecnici. E noi che non contiamo  niente perch&amp;eacute; n&amp;eacute; potenti n&amp;eacute; tecnici siamo, abbiamo fiducia che ce la  faremo ancora una volta, ricordando che i profeti di sventura non  servono a nulla se non a far loro incassare lauti compensi prelevati  dalle tasche comuni.&lt;br /&gt; Auguri, Italia. Anche pensando egoisticamente a  noi che non ci consideriamo figli n&amp;eacute; di un sobborgo paludoso n&amp;eacute; di un  grattacielo illuminato. Ma gente semplice che non dimentica le ore  peggiori vissute nel passato. Sono nato nel 1942, e fatto subito &quot;figlio  della Lupa&quot;. Poi fortunatamente hanno comandato gli Agnelli. [Anno XXX,  n. 1060]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000080; font-family: Verdana; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Antonio Montanari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: #000080; font-family: Verdana; font-size: medium;&quot;&gt;(c) RIPRODUZIONE RISERVATA&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000080; font-family: Verdana; font-size: medium;&quot;&gt;&quot;il Ponte&quot;, settimanale, Rimini, 11.12.2011&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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