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DISTRUGGERE IL TERRITORIO : CI MANCAVANO I POZZI DI PETROLIO !

Post n°85 pubblicato il 12 Maggio 2009 da parchivimercatese
 
Foto di parchivimercatese

Ha scatenato reazioni in tutto il meratese e il casatese la decisione del ministro Scajola di autorizzare le trivellazioni petrolifere nel Parco del Curone. Già nella serata di ieri, letto il lancio di Merateonline in parecchi si sono attivati per capirne di più di questa vicenda che sembrava archiviata, o comunque, rinviata molto in là nel tempo. E questa mattina sono iniziati a giungere i commenti dei sindaci più sensibili e di tutto o quasi lo stato maggiore leghista che naturalmente non intende finire sotto l’attacco degli ambientalisti, per di più in piena campagna elettorale. Ma non c’è da dubitare della sincerità dei sentimenti espressi da Bodega, Fumagalli e Robbiani. La controffensiva del Territorio, dunque, non si è fatta attendere. E d’altronde in gioco c’è la sopravvivenza dell’ultimo grande polmone verde della Brianza percorso ogni domenica da migliaia di turisti, famiglie e comitive. Tra i più attivi il solito Giovanni Zardoni, vice sindaco di Cernusco Lombardone che ha sfruttato i mezzi tecnologici per diffondere l’allarme (“ormai gira tutto su internet – ha detto – peccato che ancora non tutti lo abbiano capito”). Zardoni ha aperto un blog, che aggiorna di ora in ora, in cui spiega nel dettaglio i rischi correlati ad un simile intervento, che ha tutta l’aria di finire in un disastro ecologico. Su Facebook invece, ha creato un gruppo per sensibilizzare i membri del social network sulla tematica. Già numerosissime le persone che si sono iscritte. Anche PoValley, naturalmente ha un sito sul quale si possono leggere le notizie relative a questa operazione.

Le due aree individuate per le perforazioni, sono collocate nel cuore del Parco del Curone. Una nella vecchia cava in località Fornace di Bagaggera, l’altra nell’ex allevamento bovino ormai dismesso tra Olgiate e Rovagnate. Mercoledì sera nel corso del consiglio che si terrà a Cascina Butto l’assessore Molgora relazionerà al presidente del Parco Eugenio Mascheroni la situazione e si deciderà così con quali azioni procedere.

L’aspetto che sembra ancora più assurdo è che, secondo quanto riferito da alcuni amministratori, il petrolio non sarebbe presente sotto i due punti indicati ma in una posizione in cui non si potrebbe scavare a causa dei nuclei abitati esistenti. Già Eni ipotizzava di realizzare una trivellazione obliqua che dalle zone sopra individuate (Eni ipotizzava la sola zona della Fornace) raggiungesse obliquamente gli ipotetici giacimenti. "Po Valley Operation" per accorciare i tempi ha acquistato gli studi dall`Eni ed è ipotizzabile che proporrà la stessa "rotta" di trivellazione.

Nel sito della società australiana, non si parla del progetto Bernaga, ma al contrario si cita ancora la pratica Ossola, quella che era stata fortemente osteggiata dai comuni casatesi e meratesi.

"A Po Valley è stato accordato un permesso preliminare a ottobre 2006 – si legge sul sito - e ha lavorato da allora in poi per completare le procedure ambientali. La concessione finale di questa licenza è attesa entro la fine del 2009. Nel frattempo abbiamo avviato la prima fase di lavoro geologico e geofisico per valutare l`area di intervento. Le relazioni iniziale hanno accentuato due grandi strutture di petrolio, una a Rovagnate a 3.500 metri di profondità e l’altra a Negrino, a 6.000 metri ”.

Con l’appoggio del ministro di Forza Italia la multinazionale australiana è certa di poter aprire i cantieri e impiantare le prime trivelle già a gennaio 2010. Probabilmente però ha fatto i conti senza considerare il parere dei livelli istituzionali locali – peccato che la regione abbia assunto un atteggiamento diametralmente contrario agli interessi dei cittadini – e quello di quanti vivono e lavorano nel Parco. Oltre, come dicevamo, alle migliaia e migliaia di persone che godono di questo paradiso naturale, ultimo superstite della “Verde Brianza”.

(dal sito www.merateonline.it)

 

 
 
 
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