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PROFUMI E COSMESI 2
L'impiego di tutti questi prodotti riguardava il trucco quotidiano, oppure operazioni particolari, come "le maschere di bellezza" e altri interventi volti a combattere i guasti provocati dall'età o dall'insorgere di specifici inconvenienti. Tra le ricette consigliate ve n'erano per eliminare le rughe e combattere l'acne, contro le ulcerazioni della bocca e del viso e le screpolature delle labbra, contro le dermatiti scagliose e le macchie di vitiligine, per eliminare efelidi e verruche e per rendere liscia la pelle. Per le varie operazioni, le signore erano assistite da ancelle esperte, dette cosmetae, che preparavano il necessario al momento, cominciando col ridurre in polvere prodotti, solitamente venduti in pastiglie, e impastandoli poi con la saliva entro piccoli contenitori in forma di conchiglia, magari di ambra (che, strofinata, emanava un gradevole odore) oppure in conchiglie vere, eventualmente arricchite da montature in argento. Per l'impasto e poi per l'applicazione si usavano minuscole palettine, piccole spatole, bastoncini e cucchiaini di varia materia (legno, osso, avorio, vetro, metallo). Si partiva dal fondotinta, formato da uno strato di biacca (cerussa), biacca
mescolato con miele e sostanze grasse, oppure da una mistura di polvere di gesso e caolino
caolino
con resina o unguento di rose. Per il colorito si aggiungevano coloranti naturali come la schiuma di salnitro, l'ocra rossa, la feccia di vino o il fucus, un estratto di alga purpurea, oppure sostanze minerali, come il cinabro e il minio, usate anche come rossetti, per le gote e per le labbra.
cinabro
minio
Per le ciglia e le sopracciglia, invece, si ricorreva al carboncino, all'antimonio polverizzato o al nerofumo (fuligo) ricavato dai noccioli di datteri bruciati o dalle spighe di nardo. Sulle palpebre si stendeva un ombretto verde o azzurro ricavato dalla triturazione di appositi minerali. Per far risplendere la pelle, infine, niente di meglio di una spolverata di ematite, color grigio- azzurro, finemente tritata.
EMATITE
Ma il tocco finale poteva essere costituito da un piccolo neo disegnato sulla guancia, come consigliava ovidio. QUanto alle "maschere di bellezza" , stese sul volto la sera e rimosse al mattino con l'aiuto di una spugna imbevuta d'acqua o di latte, ed energicamente sfregata su quella che, durante la notte, era diventata un'autentica crosta, ve n'erano di diverse, anche di "invenzione personale". Poppea, la moglie di nerone, per esempio, ne aveva escogitata una a base di farina di segale, miele, latte d'asino e aromi vari.
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