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la_mano_tesa
   
 
Creato da la_mano_tesa il 05/08/2011

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PROFUMI E COSMESI 2

Post n°56 pubblicato il 07 Maggio 2012 da la_mano_tesa
 

 

 

L'impiego di tutti questi prodotti

riguardava il trucco quotidiano,

oppure operazioni particolari, come

"le maschere di bellezza" e altri

interventi volti a combattere i

guasti provocati dall'età o

dall'insorgere di specifici inconvenienti.

Tra le ricette consigliate ve n'erano

per eliminare le rughe e combattere

l'acne, contro le ulcerazioni della

bocca e del viso e le screpolature

delle labbra, contro le dermatiti

scagliose e le macchie di vitiligine,

per eliminare efelidi e verruche e

per rendere liscia la pelle. Per le

varie operazioni, le signore erano

assistite da ancelle esperte, dette

cosmetae, che preparavano il

necessario al momento, cominciando

col ridurre in polvere prodotti,

solitamente venduti in pastiglie, e

impastandoli poi con la saliva

entro piccoli contenitori in forma

di conchiglia, magari di ambra (che,

strofinata, emanava un gradevole

odore) oppure in conchiglie vere,

eventualmente arricchite da

montature in argento. Per l'impasto

e poi per l'applicazione si usavano

minuscole palettine, piccole spatole,

bastoncini e cucchiaini di varia materia

(legno, osso, avorio, vetro, metallo).

Si partiva dal fondotinta, formato da

uno strato di biacca (cerussa),

 biacca

 

 mescolato con miele e sostanze

grasse, oppure da una mistura di

polvere di gesso e caolino

 

 

 caolino

 

con resina o unguento di rose. Per il

colorito si aggiungevano coloranti

naturali come la schiuma di salnitro,

l'ocra rossa, la feccia di vino o il

fucus, un estratto di alga purpurea,

oppure sostanze minerali, come il

cinabro e il minio, usate anche come

rossetti, per le gote e per le labbra.

 

 

cinabro

minio

 

Per le ciglia e le sopracciglia, invece,

si ricorreva al carboncino,

all'antimonio polverizzato o al

nerofumo (fuligo) ricavato dai

noccioli di datteri bruciati o dalle

spighe di nardo. Sulle palpebre si

stendeva un ombretto verde o azzurro

ricavato dalla triturazione di appositi

minerali. Per far risplendere la pelle,

infine, niente di meglio di una

spolverata di ematite, color grigio-

azzurro, finemente tritata.

EMATITE

 

 

 Ma il tocco finale poteva essere

costituito da un piccolo neo disegnato

sulla guancia, come consigliava ovidio.

QUanto alle "maschere di bellezza" ,

stese sul volto la sera e rimosse

al mattino con l'aiuto di una spugna

imbevuta d'acqua o di latte, ed

energicamente sfregata su

quella che, durante la notte, era

diventata un'autentica crosta, ve

n'erano di diverse, anche di "invenzione

personale". Poppea, la moglie di nerone,

per esempio, ne aveva escogitata una

a base di farina di segale, miele,

latte d'asino e aromi vari. 

 
 
 
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