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Bivacchi hi-tech

Post n°1107 pubblicato il 12 Gennaio 2011 da workingirl

Il primo sara' installato sul ghiacciaio del Freboudze, nel massiccio del Monte Bianco, il secondo sotto il Naso del Lyskamm, sul Monte Rosa: sono le nuove, e per ora uniche, tipologie 'hi-tech' di bivacco alpino, ideate e realizzate da architetti torinesi, in cui si fondono comfort, sicurezza, resistenza, igiene e rispetto dell'ambiente.
Quelle che un tempo erano semplici e spartane capanne di legno o di lamiera, nate per ospitare gli alpinisti di passaggio alle alte quote, ora diventano strutture all'avanguardia riassunte nel progetto Leap (Living ecological alpine pod), creato da Luca Gentilcore e Stefano Testa (con il contributo di
Fondazione Crt e Goretex).
Il primo bivacco ad alta tecnologia sara' il 'Giusto Gervasutti', che sorge su un isolotto roccioso in mezzo al ghiacciaio del Freboudze (Val Ferret-Courmayeur), a 2.870 metri di quota. La vecchia struttura, di proprieta' del
Cai di Torino, sara' smantellata nell'estate prossima per far spazio a quella nuova, a 'fusoliera', con quattro sezioni (unita' soggiorno/pranzo, unita' ingresso, unita' letto e unita' bagno) e 12 posti letto. Trenta metri quadrati pensati ''per offrire un comfort ottimale, con un'attenzione particolare alla inalterabilita' delle attrezzature, all'igiene, alla sicurezza''. Il peso complessivo e' di 2.000 chilogrammi (500 a modulo).
La struttura sara' costruita a valle, elitrasportata in quota e fissata nella roccia (senza bisogno di fondamenta) in un giorno di lavoro. ''Gli apparati tecnologici integrati - spiega l'architetto Gentilcore - risolvono l'autonomia energetica e consentono una gestione integrale dei reflui prodotti. La manutenzione e' molto limitata e in caso di danni rilevanti e' possibile intervenire sui singoli moduli elitrasportandoli a valle per le riparazioni''.
Gli arredi sono resistenti e facili a pulire, le finiture delle pareti sono in legno di betulla; le parti 'imbottite', spesso causa di problemi di igiene, sono sostituite con reti di fibra ad alta resistenza, inalterabili, ignifughe, idrofughe ed antibatteriche. Per gli amanti del panorama e' anche prevista una vetrata con vista sulla Val Ferret. ''Il fabbisogno di energia elettrica - aggiunge Gentilcore - e' generato dalle celle fotovoltaiche con batterie al litio. Gli apparecchi installabili risolvono i bisogni primari: illuminazione, piastra ad induzione per la cottura di cibi, essicatoio, chiamata di soccorso. E' anche disponibile un sistema dedicato di autodiagnosi e di rilevamento di dati ambientali, con funzione di e-book on line''.
Infine, l'involucro del bivacco e' studiato per garantire livelli elevati di isolamento e un sistema di ventilazione naturale consente la regolazione dei flussi. Il prototipo del 'Gervasutti' (il cui costo si aggira sui 200.000 euro) sara' presentato a
Courmayeur in occasione dei Piolet d'or (13-16 aprile), a giugno al Monte dei cappuccini di Torino e di nuovo ad agosto nel centro storico di Courmayeur; successivamente sara' trasportato nella sua sede in quota. Un altro bivacco simile, di dimensioni ridotte (modulo doppio a sei posti), sara' invece collocato sotto il colle del Naso del Lyskamm, nel Monte Rosa. (fonte Ansa.it)

 
 
 
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