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Precisazione su Eco Risveglio

Post n°624 pubblicato il 09 Febbraio 2017 da miglioriamo.vogogna
 

Oggi Eco pubblica, nella rubrica delle lettere, un mio comunicato stampa, in risposta ad una affermazione del Sindaco, rilasciata in una intervista di due settimane fa, che mi riguarda. E' quindi dovuta una precisazione, in quanto affermazione (e informazione) totalmente errata!

Dovuta precisazione, ora auspico di non essere più tirato in ballo (sto cercando, piano piano, di "disintossicarmi" dalla politica che ho abbandonato e alla quale non intendo ritornare), soprattutto con affermazioni inesatte. Ho sempre cercato, con tutti i miei limiti e difetti (che sono tanti!), di essere coerente e avere rispetto nel rapporto con gli altri, perchè non sono il tipo che afferma qualcosa e poi fa azioni contrarie! Poi, si può sempre sbagliare, per carità, ma in questa vicenda non ho sbagliato io...

La tematica è quella riguardante l'istanza di alcuni abitanti di Premosello Chiovenda che chiedono da tempo di riconvertire in agricol i terreni artigianali da loro posseduti a Vogogna, in quanto l'IMU è diventato esorbitante e insostenibile per molti di loro.

Voglio solo precisare, a rigor di corretta informazione e senza voler innescare polemica alcuna, che il Sindaco ricorderà come, durante tutto l’iter di approvazione del nuovo piano regolatore, il sottoscritto più volte denunciò la mancanza di convocazione della Commissione Urbanistica (leggi qui http://blog.libero.it/informavogogna/3333860.html) che avrebbe dovuto avere il compito di lavorare nel merito. Il piano fu appannaggio della sola maggioranza che ci tagliò letteralmente fuori, basta rileggersi i documenti del tempo o anche solo ricordarsi le mie dichiarazioni in consiglio comunale ”.

Nel 2011, a luglio, il sottoscritto invitava il Sindaco a convocare una commissione urbanistica affinché fosse discusso, in ribasso, il valore delle aree edificabili ai fini fiscali. Ma con grande sorpresa, e contro il mio intento, dopo quella data aumentò.  Sul mio blog personale, ancora visibile internet, c’è ampia attestazione, ovviamente, di quanto sostengo. Vogliamo parlarne?”.

Preciso che il sottoscritto ha rinunciato all’incarico professionale ricevuto, per non far spendere ulteriori soldi ai proprietari di quei terreni, offrendosi pertanto, gratuitamente, di dare una mano: chiedo quindi al Sindaco Enrico Borghi di lasciare da parte il dibattito politico e di confrontarci invece, in maniera costruttiva, nel merito della questione reale. Partendo dal fatto che gli istanti oggi rappresentano come, alcuni di loro, dedicano alla “causa IMU” del Comune più di due pensioni all’anno. Qualche domanda bisogna pur farsela e soprattutto, qualche risposta bisogna pur darla”.
“A
pprofitto per invitare pubblicamente Borghi a voler concludere il prima possibile questo iter, proprio per dare una risposta concreta a questa situazione. Lo conosco ormai da anni, e so quanto egli rivendichi un ruolo della politica attivo e positivo nei confronti del territorio e delle persone che lo vivono: questa è l’occasione concreta per dimostrarlo. Mi rendo disponibile a collaborare con lui affinché si chiuda positivamente questa pratica. Enrico: quei due mesi di pensione dedicati ad un tributo comunale, onestamente, a me turbano il sonno...”

 

 
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Esperienza finita. Domani si rientra!

Post n°623 pubblicato il 10 Ottobre 2016 da miglioriamo.vogogna
 

Con gli ultimi sopralluoghi di oggi, termina una esperienza unica che sono (siamo) felice di aver vissuto.

Ho capito tante cose nuove, e soprattutto trovato la conferma che non bisogna più leggere i giornali e guardare le TV: le idee e le informazioni bisogna farsele e prendersele nel modo piu diretto possbile!

La giornata si è conclusa simbolicamente con il pianto di una nonnina, che ci raccontava lo spavento di quella notte. Lei, in casa sola, in quanto vedova, i figli che vivono lontano.
Cercando di scappare all'esterno, ha aperto la porta e il fabbricato oltre la via (siamo nel centro storico, quindi a tre metri di distanza non di più) che ondeggiava paurosamente (di fatto, abbiamo riscontrato qualche crepa preoccupante...). Si è messa a piangere ed è rimasta chiusa in casa, in piedi, aspettando la fine di una scossa che è durata almeno 30-40 secondi. Una eternità!
Ci chiamava entrambi "amore" (lo diceva all'inizio, a metà ed alla fine di ogni frase) oppure "stellì": non siamo riusciti a tranquillizzarla del tutto, sia per via del fatto che non tutto l'edificio era ispezionabile, sia perchè un muro sotto la cameretta aveva evidenti segni di dissesto. Ho potuto solo dirle che, in caso di terremoto, quel locale ove i figli gli hanno suggerito di rifugiarsi (perchè ha una soletta in c.a.) non sarebbe stato poi così sicuro.

A fine sopralluogo l'ho abbracciata e baciata, e lo stesso ha fatto Andrea. Mi ha commosso: questa donnina, piccola picola, con qualche difficoltà nel deambulare, sola, di notte, con un forte ed improvviso terremoto che cerca di scappare trovandosi davanti a un palazzo molto piu grande del suo che ondeggia. Credo che, a provare ad immaginare questa scena, a provare a mettersi nei suoi panni, si possa riassumere lo stato d'animo medio delle persone che abbiamo conosciuto e in generale a tutti coloro che si trovano d'improvviso in questa brutta circostanza.

L'altro emblema della giornata, e di questa popolazione, è il caffè che un signore perfettamente sconosciuto ha insistito affinchè bevessimo, nel frattempo che aspettavamo il proprietario della casa in cui dovevamo fare il sopralluogo. Ha sentito che dicevo ad Andrea, "vuoi bere un caffè?" (in quanto eravano in largo anticipo) che è andato a casa, ha avvertito la moglie, e poi è tornato indietro chiamandoci.

L'esperienza professionale è stata fantastica, unica. Ma la lascio un passo indietro rispetto a quella personale: per quanto io tenga molto alla mia professione, il lato umano è sempre quello che prediligo.

Lascio qui, indubbiamente, una piccola parte di me e ringraziando Daniele il titolare, Vincenzo e tutto il gentilissimo e professionale staff dello Zuniga Hotel, Pietro (il tecnico comunale che si vorrebbe sempre incontrare in Municipio) ringrazio simbolicamente i cittadini di Civitella che abbiamo conosciuto (che non sono pochi, avendo evaso in 5 giorni almeno una cinquantina di istanze).

Di sicuro, una esperienza e dei valori in più da trasmettere ai miei figli.

 
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Giornata un po' triste

Post n°622 pubblicato il 09 Ottobre 2016 da miglioriamo.vogogna
 

La giornata di oggi mi ha rattristato un po'.

Avendo finito il centro storico di Civitella (siamo stati bravi, evase circa 40 istanze tra mercoledì pomeriggio e questa mattina) nel pomeriggio abbiamo iniziato i sopralluoghi nelle frazioni. E abbiamo riscontrato una realtà diversa. Di 7 schede Aedes compilate (su altrettanti sopralluoghi) ben 4 inagibilità dichiarate e 1 inagibilità parziale con provvedimenti (ovvero: nelle prime 4, ordinanza del Sindaco e divieto di utilizzare l'immobile, nell'altra, invece, sarà possible usare una parte ma occorrerà effettuare degli interventi di messa in sicurezza che abbiamo prescritto).

Sono stati i primi due sopralluoghi che mi hanno rattristato: due edifici, ristrutturati da circa venti anni. Muratura di mattoni pieni, senza catene o cordoli in c.a. (solo il secondo aveva un tetto con soletta in laterocemento e dei cordoli di gronda che, però, invece di fare il bene strutturale del fabbricato lo appesantivano non poco...).
Nel primo fabbricato abbiamo notato una formazione di un cuneo dislocato a livello fondale nella muratura portante sul lato est e un altro a livello del primo piano in corrispondenza della scala: praticamente, dei tagli in diagonale che attraversano tutta la muratura dall'esterno all'interno, rendendola praticamente debole e a rischio crollo. Oltre a varie situazioni di lesioni dei maschi murari, degli intonaci e dei pavimenti (anche qui, fratture e lesioni varie che, pur non attraversando completamente murature e tramezzi, richiedevano attenzione).

Nel secondo fabbricato, il cuneo dislocato era appena sotto la copertura: una copertura pesante e "spingente" che durante l'azione del sisma ha sollecitato quella porzione d'angolo, dislocandola. Anche qui, altre lesioni, dovute anche ad eccentricità della costruzione (il fabbricato principale ha reagito diversamente dall'accessorio ad esso ammorsato, provocando fessurazioni di rilievo sia sulle murature sia sui pavimenti, una sorta di fenomeno di "distacco").

In entrambi i casi, rispetto alle situazioni rilevate nel centro storico, l'effetto del sisma di agosto è stato molto più sentito: anche laddove qualche lesione era preesistente e dovuta al terremoto dell'Aquila, dopo agosto si è avuto un sensibile peggioramento. Ne ho personalmente dedotto che il motivo possa essere da ricercarsi nella stratigrafia del sottosuolo.

Quello che mi ha rattristato è vedere la reazione dei proprietari. Due coppie di sessantacinque/settantenni. Entrambe avevano ristrutturato tali immobili non più di venti anni fa. Per altro con cura per il particolare, rendendoli davvero suggestivi e carini (classica muratura in mattoni pieni rossi oppure in travertino con ricorsi sempre di mattoni rossi, copertura in coppi, e interni con legno a vista, pietra, pavimenti in cotto).
Durante il sopralluogo, come sempre in questi casi, abbiamo cercato di mantenere un profilo piuttosto pacato, tranquillo, facendo notare, mano mano che avanzavamo nella verifica, tutte le lesioni degne di nota.
Solitamente, prima di arrivare a comunicare l'esito, in particolare se negativo, ho sempre dedicato qualche minuto a spiegare bene la natura del nostro ruolo ed il significato che ha l'agibilità data per la Protezione Civile.
Quando ho comunicato loro, in entrambi casi, che eravamo impossibilitati al rilascio di un giudizio differente dalla inagibilità totale (praticamente, come credo di aver detto su altri post, con l'agibilità si attesta che nel caso di un sisma analogo per intensità all'ultimo avuto, la struttura verificata deve garantire l'indennità degli occupanti) non ho potuto esimermi dal notare la loro reazione: hanno reagito con consapevolezza e con composta pacatezza. Se lo aspettavano, sicuro. Ma non una imprecazione, non un cenno di disperazione, non una maledizione. Dopo migliaia e migliaia di euro spesi per una ristrutturazione complessiva, soli  pochi anni prima, ritrovarsi a dover fare i conti con l'impossibilità di utilizzare l'immobile e dover mettere di nuovo mano al portafoglio, avrebbe giustificato qualsiasi gesto di rabbia. Invece nulla.

In entrambi i casi siamo stati ringraziati, con un sorriso (anche per la cortesia, indubbiamente hanno capito bene il tatto che abbiamo utilizzato).

Il terremoto credo rappresenti la situazione "migliore" di indifendibilità dell'uomo: se da un alluvione o da un incendio puoi in qualche modo difenderti, dal terremoto diventa tutto più difficile. Non è sufficiente allontanarti, non è sufficiente avere un qualcosa a fianco che ti difenda, non dà preavvisi. L'unica arma è quella di cercare di vivere in costruzioni il più solide possibile: oggi abbiamo avisto anche una costruzione di circa 30 anni, con largo uso di cemento armato. Con la scossa che si è avuta, non ha praticamente subito alcun danno (se non una disconnesione di tegole, figlia più di una cattiva progettazione dell'architetto, a mio avviso, che del terremoto...).

Non tutti, però, possono permettersi case nuove, solide o comunque ristrutturazioni che permettano di adeguare i loro fabbricati: e allora vivono con la speranza e l'auspicio dettato dal fatto che "Civitella è sulla roccia", "Civitella non ha mai avuto sismi che abbiano generato vittime", ecc... ecc...

Oggi, pertanto, un'altra lezione che ho imparato: ho visto la dignità di una popolazione, che le TV si ricordano di riprendere solo quando piange nei momenti più bui (quando, a mio avviso, andrebbe solo lasciata in pace) e non invece quando reagisce, sobria, impostando nuovamente -e per l'ennesima volta - la propria vita (che sarebbe, invece, di esempio a tutti noi), con una consapevolezza e una fierezza che, almeno nel sottoscritto, hanno lasciato il segno.

Domani ultimo giorno di sopralluoghi: spero vivamente di assegnare solo agibilità.

 
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Si balla ancora

Post n°621 pubblicato il 08 Ottobre 2016 da miglioriamo.vogogna
 

Oggi pomeriggio c'è stata ancora una scossa di terremoto, percepita da alcuni: noi eravamo in sopralluogo in una casa, per altro resa poi inagibile, e non abbiamo sentito nulla.

Sotto il profilo del lavoro di oggi, abbiamo attribuito due inagibilità: un primo fabbricato un po' ce lo aspettavamo, a quello di fianco era già stata affibbiata una ordinanza dal Sindaco, a seguito di sopralluogo dei VV.FF. per un problema alla copertura, pertanto ci siamo presi del tempo per effettuare questa visita. E questo ci ha permesso di fare un sopralluogo adeguato: siamo arrivati sul livello piu alto, due piani fuori terra, che a vista esterna non davano alcun problema, anzi, un bel fabbricato con la copertura ristrutturata di recente.
Osservato il fabbricato di fianco, ho deciso di iniziare il sopralluogo dal lato opposto: il centro storico di Civitella è arroccato su di una collina con una buona pendenza di versante, quindi dal lato opposto avevamo 5 piani fuori terra.

Esame prima a livello dei fondaci, poi salendo negli appartamenti: diagnosi terribile. Fabbricato abbastanza ampio, di circa 200 mq per piano, con parete verso valle completamente in fase di ribaltamento. Uno stadio iniziale, però con evidenti crepe a segnalare il meccanismo in atto, parziale crollo di muratura e lesione delle volte al piano terreno.
Ho dovuto rimproverare i proprietari che, allegramente, volevano seguirci nelle fasi di ispezione: non si rendevano conto della gravità, nemmeno a mostrargliela. Di fatto, oggi sapendo quello che ci aspettava, noi avevamo pure gli elmetti.
Quindi sentenza: fabbricato inagibile.

Un secondo nel pomeriggio: a prima vista tutto a posto, poi in una scala interna ho notato una crepa larga circa 1 cm. La proprietaria mi informava essere dovuta al recente sisma. Dall'altra parte, una analoga ma ancora piu grossa (creata dal sisma del 2009 e acuita da quello recente). Siamo tornati all'esterno rilevando che la parete portante del vano scale, in alto, per una larghezza di circa 3 metri, era completamente scollegata, con mancato ammorsamento nel piano. Anche qui, esito di inagibilità.

Quanto rilevato, comunque, attesta ciò che vado dicendo anche nei miei post precedenti: entrambi i fabbricati presentavano uno stato conservativo piuttosto degradato, in quanto mai soggetti ad interventi di consolidamento e/o ristrutturazione.

E, nel primo, si osservava tranquillamente come le gravi lesioni presenti non fossero dovute all'ultimo sisma (che, anzi, a mio parere non aveva comportato alcun problema particolare) bensì - a mio avviso - addirittura a terremoti ben piu vecchi di quello dell'Aquila!

Quindi, quando i governi parlano di "ricostruzione", dovrebbero rendersi conto che oggi ci sono persone che fanno fatica a mantenere le loro costruzioni in condizioni di conservazione ottimale: riuscire a garantire quella ricchezza personale ad ogni individuo, sarebbe il miglior viatico per poter pensare di ottenere dei fabbricati migliori anche sotto il punto di vista della riposta sismica. Come fare? Smettendola magari di opprimere il cittadino con tasse e balzelli che poi vengono sbriciolati e mandati in fumo in una spesa pubblica fuori controllo.

Ma anche stasera voglio limitare le mie osservazioni, perchè voglio evitare di fare il polemico ad ogni costo: certo che fa rabbia vedere una signora di 80 anni, malata, con il marito più malconcio di lei, vivere a casa della figlia in quanto impossibilitata a mettere mano al portafoglio e ristrutturare quell'appartamento ove ha vissuto una vita e che, nonostante le condizioni strutturali e di vetustà, e stata capace di mantenerlo sempre in condizioni più che decorose.

Ho un grave difetto: mi immedesimo troppo nei panni degli altri, soprattutto in queste situazioni. Ma di fronte al disagio di un anziano (come per i bambini) non riesco a girare la faccia dall'altra parte.
E anche questo episodio, contribuirà a lasciare una traccia particolare nella mia memoria.

Mancano due giorni pieni di lavoro, martedì riorganizzeremo solo il lavoro di ufficio, e poi ripartiremo ala volta di Rieti per l'ultima consegna schede alla Di.Coma.C e quindi la partenza per casa, auspicando di arrivare in nottata non troppo tarda.

La famiglia inizia a mancare.

 
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Km di burocrazia e prime "sentenze"

Post n°620 pubblicato il 07 Ottobre 2016 da miglioriamo.vogogna
 

Oggi la giornata è iniziata, al solito, in Municipio dove il solerte Geom. Pietro (che ci accoglie sempre con un sorriso e grande disponibilità) ha ritirato le schede predisposte ieri e assegnato ancora qualche immobile da ispezionare nei prossimi giorni.
Poi, a seguire, una ispezione in piazza centrale (a fianco dell'Albergo) di due immobili composti da varie unità immobiliari (dove abbiamo ritrovato una signora, piccola e paffuta, conosciuta ieri a casa della figlia, che ci ha raccontato avere un menisco rotto perchè da giovane giocava a calcio!! E che si definisce un libero, non proprio alla Scirea, ma molto efficace!! Davvero simpaticissima!) e poi via a Rieti.

Da qui a Rieti sono 150 km. Pertanto ne abbiamo percorsi 300 per portare le prime 11 schede (le istanze, circa una trentina, che abbiamo fin ora esaminato vengono raggruppate per edifici e mai lasciate per unità immobiliari, in quanto è l'edificio nel suo complesso che valutato e dichiarato agibile!): praticamente, dieci minuti di consegna con un funzionario della Di.Coma.C e quattro ore di auto!
Certo, con un presidente del Consiglio che, praticamente ieri, si vantava di informatizzare e digitalizzare la P.A. questa soluzione fa un po' ridere, ma queste sono le regole del gioco e quindi... ci si adegua.
Di buono c'è stato il ritrovo con Gervasoni e Castellano che sono invece a Capitignano, vicino a L'Aquila, con i quali abbiamo pranzato assieme: si è creato un buon affiatamento e si sta bene, peccato non essere tutti nello stesso posto.

Prende corpo la nostra conoscenza del luogo.
Stiamo osservando splendidi palazzi con appartamenti infiniti, composti di numerosi locali, e con metrature anche di 200-300 mq ripartiti su piu piani (il centro storico è sulla sommita di una collina rocciosa). Pochi i danni, fortunatamente, quasi assenti nelle parti basse, ove le grosse strutture murarie in travertino sono accompagnate da volte in cui si trovano attività commerciali o fondaci (ho imparato eh...qui non si chiamano cantine!!) tavolta davvero suggestivi.
Civitella è stata colpita diverse volte dal sisma: a parte il fatto che è facile intuire come nessuno si sia mai "abituato" a questa drammatica esperienza, c'è da rilevare che i cittadini hanno sempre risposto, dopo gli eventi più significativi, con interventi consolidativi dei loro edifici. Coperture più solide, chiavi e tiranti, solai rigidi o semirigidi.
I maggiori danni riscontrati (riconducibili per lo piu a lesioni di elementi non strutturali, quali intonaci o volte decorative) ci sono stati in unità immobilari o edifici mai ristrutturati negli anni o comunque di una certa vetustà.
Se si pensa che buona parete del centro storico risale al 6-700 del secolo scorso e, solo negli ultimi cento anni ha vissuto eventi importanti, da ultimo quello del 2009 che distrusse L'Aquila e un altro significativo si ebbe attorno al 1950, il fatto di avere pochi danni è sicuramente merito di una attenta capacità dei proprietari di "lottare" contro il rischio causato dai terremoti.
La TV a chi, come me, vive a 750 km di distanza, da una percezione di disastro immane esteso per ampi territori: alla fine, le situazioni più gravi (a quanto mi è dato di capire, non essendomi recato proprio nella zona dell'epicentro) sono poi circoscritte a pochi km.
E, ma questo per la verità viene detto anche dai media, i più colpiti sono fabbricati (vechissimi ma anche, talvolta, piuttosto recenti) inadeguati a resitere alle sollecitazioni sismiche.

Se l'albergo dove pernottiamo non ha avuto alcun danno, ad esempio, nemmeno di piccolissima entità, abbiamo potuto visionare appartamenti in case popolari di una cinquantina d'anni, avere delle lesioni, anche risalenti al sisma del 2009, che ci hanno fatto un po' preoccupare, tanto da segnalare comunque nelle annotazioni queste situazioni.

Oggi nel pomeriggio abbiamo visitato una palazzina di queste, con una ragazza spaventatissima.
La palazzina aveva il piano terra pilastrato, con gli appartamenti che si sviluppano dal piano primo in su, e il vano scale in posizione eccentrica: praticamente, l'esatta individuazione della pessima struttura sotto il profilo della resistenza sismica!
Le ho consigliato vivamente di abbandonare quell'appartamento in cui vive, sia per il fatto che essendo condominiale lei non riesce a far partire interventi di consolidamento delle struttura lesionate dal 2009 o anche semplicemente da una grave vetustà, sia per il fatto di quanto riscontravo dal punto di vista costruttivo.
Sostanzialmente le anticipavo, ancor prima di salire in appartamento, quello che lei ha percepito quella notte, quale parte dell'appartamento presentava le maggiori fessurazioni, e il perchè: le mi mi guardava quasi sbigottita affermando "ma questo è proprio quanto è avvenuto!". Dicendole che la casa che possiede in centro storico era sicuramente migliore di questa, auspico di averla convinta: mi auguro, e lo auguro a tutte le persone nel salutarle uscendo dai loro appartamenti, che qui non si vivrà mai piu un evento similare e, pertanto, nemmeno uno più forte.
Ma visto che gli auspici di positività in questo caso sono figli solo di una codarda visione del futuro, in quanto la zona è comunque sismica e non si può escludere nulla vivendo con le toppe sugli occhi, nel caso di un sisma con epicentro piu vicino, e quindi piu violento, la casa di questa ragazza è proprio della tipologia di quelle che rendono il terremoto un micidiale trucidatore di vite umane.

Ci sarebbe da dire molto anche, infine, sulla "preparazione" della gente, della protezione civile a livello locale. Ma è una parte sulla quale mi riserverò forse il cappello finale a questa mia cronaca quotidiana, in quanto le osservazioni troppo generiche ed affrettate potrebbero far il male delle persone che, invece, stanno operando seriamente (e ne abbiamo incontrate diverse).

Infine, comunicazione di servizio per Alice: oggi ho fatto pranzare Andrea, che fa il timido e non prende il secondo... ma almeno ha mangiato un primo piatto!! Stasera, al solito, ci ha pensato il buon Daniele a fare la controparte. Stai tranquilla, il ragazzo credo stia già dormendo, satollo e soddisfatto! :-D

 
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