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Creato da iltuouomo5 il 14/03/2011

NOI, IL NOSTRO AMORE

OLTRE OGNI LIMITE

 

La paura.

Post n°238 pubblicato il 06 Giugno 2013 da iltuouomo5

Ho avuto paura durante l'ultima ecografia. Tanta, esageratamente troppa. Mi sono sdraiata su quel lettino con addosso l'ansia delle settimane passate, per quei piccoli movimenti che non sono mai riuscita a sentire, a fare miei. Il dottore che per la prima volta stende il gel sulla pancia e comincia la sua visita. Non è stata la "solita" visita di sempre... no, il tempo passa, tu cresci e i metodi cambiano.
Si accende il monitor davanti a me, lontano ma ben visibile e tu sei lì, riflesso in quello schermo. Non ti muovi. Stranamente per la prima volta sei immobile. Ed io tremo, rimanendo per un attimo senza respiro. Mi sento persa in quei pochissimi secondi. Vorrei prendere la mano di tuo padre, ma è troppo lontana... così lo fisso, cercando supporto in qualche suo sguardo. Ma non c'è, anche lui ha avuto la mia stessa sensazione. Anche lui come me, ha paura. Pochi secondi questi, ma pieni di ansia, di angoscia per qualcosa che sembra non tornarci... Non sei mai stato così fermo, così tranquillo. Cosa succede? che hai? Pochi istanti di panico tenuto nascosto, scoppiato solo dentro di me. Volevo urlare, ma il dottore sembrava sereno, sembrava avere la situazione sotto controllo... Lui, solo lui! Perché credimi, Tempesta, che io e tuo padre stavamo morendo in silenzio, ognuno dentro di se.
Un attimo dopo quella musica, dolce melodia per le nostre orecchie. Il tuo cuoricino batteva regolarmente, eri lì, con noi... eri vivo. Un sospiro, uno sguardo veloce accompagnato da un sorriso ricco di amore, ha cacciato via ogni paura, ogni dubbio, ogni ansia. Dormivi, semplicemente dormivi. Quasi infastidito dal medico che a tutti i costi voleva scoprire il tuo sesso, hai steso le gambine impedendoglielo.
Non c'erano capriole, non c'erano corse qua e la in quella piscina gigante questa volta... ma c'eri tu, come sempre in tutto il tuo splendore. 

LaTuaMamma5 

 
 
 

Si entra nel 5 mese!

Post n°237 pubblicato il 03 Giugno 2013 da iltuouomo5

Sono le 17.39 ed io fremo, impaziente, che arrivi l'ora di staccare dall'ufficio per andare a fare l'ecografia. La quarta, già perché noi abbiamo aspettato solo 5 settimane per fare la prima... insomma, giusto il tempo necessario per capire se questo primo ritardo fosse quello giusto.
Oggi, Tempesta (è così che ti abbiamo soprannominato visto che non riesci a stare fermo un attimo) se ce lo concedi dovremmo scoprire se sarai un maschietto o una femminuccia. In famiglia è tutta una scommessa... i nonni e le zie paterne vorrebbero un maschietto, tanto da continuarti a chiamare prima "fagiolino" ora "pisellino". La nonna materna invece è sicura che tu sia una femmina, ma da buon pesciolino com'è lo spera per rendere felice il tuo papà.
Già perché, strano ma vero, lui vorrebbe una bimba. Una cucciola da spupazzare, coccolare e viziare. Una pulce con cui sciogliersi per via degli occhietti dolci che gli regalerai ogni volta che tornerà stanco dal lavoro. Una ragazza da seguire con la macchina, di nascosto, per vedere dove vai e con chi vai. Una donna da tenere sott'occhio per via della gelosia.
Io non lo so invece cosa voglio. Maschio o femmina per me è uguale, so solo che da quel bellissimo 2 marzo il tempo sembra non passare mai. A volte conto i giorni che mancano alla presunta data, e così come riporta il widget sul blog, sono sempre esageratamente troppi. Ancora 160 giorni, prima di conoscere il tuo visino, il tuo odore, il tuo pianto.
A volte mi fermo a pensarti, a pensare a come saranno i nostri giorni insieme, a come sarà e diventerà il tuo papà. Lo vedo tornare dal lavoro, entrare in casa, avvicinarsi a me e baciare prima la mia pancia e poi le mie labbra. Lo vedo inginocchiarsi davanti a me, mentre sdraiata sul divano sto guardando un film, girare la sua testa per poggiare l'orecchio lì dove sei tu, pronto a catturare ogni più piccolo spostamento e dirmi: "che dice scricciolo? che fa scricciolo?" E alla mia risposta: "Amore non lo so, forse starà giocando ancora con il cordone così come ha fatto nell'ultima ecografia." Lo vedo alzarsi, con il broncio e dirmi "uffà però, non mi dice mai nulla."
Sorrido, perché il suo è un finto muso, un broncio che passerebbe se solo ci fossi tu a sorridergli. Un muso che sarebbe spazzato via dai tuoi possibili occhietti dolci. Anche a me manca sentirti... ancora mi dicono tutti che è presto. Però a volte ho paura. A volte per tranquillizzarmi avrei bisogno di qualche piccolo calcetto, ma sarò brava ed aspetterò, perché lo so, presto comincerai a farti sentire.
Ora ti racconto una cosa, Cuoricino mio: un giorno ero da nonna (quella materna) e stavo guardando la tv seduta sul divano, accanto a lei... e arriva il cane (è un barboncino bianco che la nonna ha solo da qualche anno, quattro per la precisione). Lo conoscerai, è un terremoto. Salta, corre e ogni minuto ti porta la palla per giocare, ma quando vede la tua mamma e il tuo papà deve riempirli di coccole, di leccate. Insomma, mi viene incontro e si mette su due zampe, con il muso sulla mia gamba. Scondinzolava, e provava a leccarmi. Poi di botto, ha messo il muso sull'ombelico e si è paralizzato, immobilizzato sotto qualche tuo spostamento.
Non so se è vero, ma dicono che i cani lo sentono. Sentono gli odori, sentono i rumori. Avrà forse sentito il tuo cuoricino? Avrà forse captato qualche tuo spostamento in quella piscina ancora immensa per te? Non lo so, amore di mamma. So solo che quella è stata una scena unica, emozionante.
Adesso amore mio vado a prepararmi. Sono le 18.12 e tra pochi minuti mi raggiunge il tuo papà... siamo pronti per scattarti un'altra foto da incorniciare... sperando, questa volta, di poter mettere sotto anche il tuo nome.

LaTuaMamma5

 
 
 

Semplicemente lui!

Post n°236 pubblicato il 04 Maggio 2013 da iltuouomo5

E' sabato mattina e come ogni sabato sono a lavoro, al momento da sola. Lo so, quando sono sola, quando ho un po' di tempo, quando la notte è passata troppo in fretta da farmi sentire uno straccio perché non ho riposato abbastanza, affogo tutto nei pensieri. Belli, brutti, malinconici, allegri, tristi, solitari, inutili, poco importa ... rimane il fatto che sono qui, sommersa da tutto. Almeno questo è ciò che mi succede, quasi sempre! Ed oggi è una di quelle mattine dove tiro le somme della mia vita, dove faccio i conti tra quanto ho dato, quanto vorrei ancora dare e quanto ogni giorno ricevo. Oggi è uno di quei giorni dove analizzo tutto, ogni angolo più nascosto del mio essere, passando da un momento felice, ad uno che mi ha fatto disperare quasi fino allo sfinimento, guardandomi nei miei più strani e impensati comportamenti. Stamattina mentro mi preparavo per il lavoro, mi è venuta in mente una cosa. Noi essere umani, a volte siamo proprio strani (dico a volte, ma vorrei usare il sempre però sono gentile e mi concedo una via di fuga). Quando abbiamo tutto, un amore, una vita che ci appaga, un lavoro, una stabilità troviamo sempre il modo per cercare qualcosa di "diverso" e questo non significa avere il bisogno di tradire, oppure attaccarsi obbligatoriamente ad un uomo diverso dal consorte. No! Questo significa semplicemente farsi tante domande al punto di costringersi a dare mille risposte che mai e poi mai avremmo dato. Mi spiego. Pensavo alla mia vita, prima del mio cambiamento radicale. Prima del mio trasferimento in quella terra straniera, per quell'uomo che pensavo di amare con tutta me stessa, che pensavo potesse rimanere il mio compagno per una vita intera. Pensavo a quella ragazza di appena 24 anni, piena di vita, sorridente anche nei momenti peggiori, pregna di amiche e amici a tal punto da non sapere a chi dare i resti. Pensavo ad una me che oggi non esiste più. Eppure allora c'ero, ero lì. Poi quel trasferimento, quella nuova vita, quel sorriso strappato via da esperienze che mai avrei progettato per me ... ma il futuro si sà conserva sempre delle sorprese. Tre anni di condivisione di qualcosa che non mi apparteneva. Tre anni di silenzio imposto, perché stanca di lottare, stanca di parlare, senza forza per combattere. Un periodo passato con la testa sempre in elaborazione per trovare una via di fuga, e poi, nel momento che mi si presentava ... rimanevo immobile, senza coraggio per quel passo che mi avrebbe riportato alla serenità, almeno interiore. Amici o presunti tali, che tendevano quella mano ... ma non abbastanza per lasciarmela prendere. Tutti pretendevano che quel salto lo facessi sola, ma da soli a volte non si ha la giusta spinta, la giusta carica. La paura di cadere e farsi male prende il sopravvento e dentro di te ti dici "in fondo hai tutto. Un uomo che a modo tuo ti ama, una casa vostra, i tuoi mobili, le tue amiche, la tua vita. Cosa ti manca ancora? La serenità con il tempo la trovi! Pensi di essere l'unica a vivere qualcosa di non suo? No. Di famiglie così in giro ce ne saranno a iosa, ma nessuno mostra tutti questi dubbi, nessuno mostra le proprie debolezze. Non farlo nemmeno tu!" Un discorso che durava poco, un invito che mi portava a stare peggio. Già! Perché un attimo dopo tutto mi andava più stretto di prima. Eppure agli occhi della gente, io avevo tutto quello che una donna potesse pretendere dalla vita per essere felice. Probabile! Ma io felice non lo ero, anzi dentro di me mi uccidevo ogni giorno di più. Così ho cominciato ad attaccarmi a delle persone (uomini e donne senza distinzione), gente che doveva in qualche modo aiutarmi ad "accettare", a "superare" quel momento. Chi mi consigliava di aspettare, di darmi e dargli tempo apprezzando i suoi sforzi, a me invisibili. Chi mi diceva di scappare, di andarmene ... così su due piedi, dall'oggi al domani, fregandomene di come potesse stare lui, di come potessero evolversi le cose. "Tranquilla, qui da me sei la benvenuta. Insieme superiamo tutto" era questo che mi dicevano, ma un attimo dopo ... puff, evaporati.
Questo fino al giorno in cui non ho incontrato Lui. Erano passati pochi mesi dal mio matrimonio, due per la precisione, ed una sera di noia mortale l'unica mia amica (quella sopravvissuta alle mie lacrime, ai miei sorrisi, ai miei capricci, alle mie fottute paure) mi contattò su msn, così come faceva ogni sera da tre anni. Dopo aver parlato un po', dei miei problemi, dei suoi bisogni, mi chiese se poteva aggiungere un ragazzo, il suo migliore amico, nella nostra conversazione. Nessun problema. Parlare non ha mai ucciso nessuno, tanto meno in una situazione mentale come quella che attraversavo ... tanto più se quel contatto alla chiusura di quella finestra sarebbe svanito nel nulla. Si comincò a parlare del più e del meno, passando dalle feste di quel natale appena trascorso per finire poi alle vacanze estive, allora un lontanissimo miraggio. Ci si prendeva in giro, si rideva, si giocava, ci si punzecchiava tutti insieme ... ma tutti e tre eravamo ignari che quella sarebbe stata la prima di una lunga serie di sere "speciali". Già, perché quando ti rendi conto che esistono persone disposte a rinunciare ad un'uscita per tenerti compagnia, disposte a fare le tre di notte pur di non lasciarti sola con i tuoi pensieri, allora quelli sono giorni "speciali" esattamente come le persone che fanno tutto questo per te! Quello fu l'inizio della mia risalita. Potevo contare su loro due, sempre e comunque, ma soprattutto avevo ritrovato la forza in me stessa. Piano piano tornava il sole, piano piano si rasserenava anche il mio animo. Due persone diverse, totalmente. Lei che mi indicava la strada più facile e cioè "scappare", lui che mi aiutava ad ottenere lo stesso risultato senza però fare male, e farmi altro male. Era lì, paziente. Paziente quando di venerdì notte, mi veniva a prendere all'aeroporto nonostante le mie solite due o tre ore di ritardo. Era lì paziente, quando non potevo collegarmi la sera perché in casa tirava ariaccia. Era lì paziente, quando alle due e mezza, avevo voglia di cocomero e lui stanco morto dopo una settimana di lavoro mi ci portava. Piccole cose che si fanno solo per le persone a cui si tiene realmente. Piccole cose fatte senza chiedere nulla in cambio. Una novità nella mia vita. Di solito, fino a quel 5 gennaio, tutto era un dare per avere. Tutto girava intorno al "ti do se mi dai, altrimenti ciccia". Lui no! Non era così. Lui dava affetto senza pretenderlo, attenzione senza riceverne. Dava la mano perché sentiva il bisogno di proteggermi e portarmi fuori da quell'infermo. Ma mai una volta ha pensato di girarmi le spalle. Mai una volta ha pensato di scappare. Mai una volta ha avuto paura che quell'inferno poteva bruciarsi anche lui. Era accanto a me, quando ero lontana. Era con me, quando sono tornata a Roma e ho dovuto affrontare la mia famiglia. In fondo una separazione ha scosso tutti, me compresa. Ma non lui! Lui era lucido, a modo, e rimaneva in disparte ma presente quando capiva che quello doveva essere un momento solo mio, solo dei miei genitori. Piano piano, l'ho sentito entrarmi dentro, nel profondo del mio cuore. La mia mente era catturata, e la mia anima rapita. Vivevo la quotidianità con un'unica paura: perderlo! Invece così non fu. Rimase con me quando ci fu la tempesta, rimase con me quando tornò il sole. Rimase con me da quel 5 gennaio ed oggi so, con certezza, che rimarrà con me per il resto dei suoi giorni. Quell'affetto iniziale, quel sentimento sincero si è trasformato in Amore, attimo dopo attimo ed oggi sta diventando una nuova Vita: grazie a Nostro Figlio! E' un uomo fantastico e sarà un padre meraviglioso. E' così bello nell'anima, che a volte ho paura di non essere all'altezza. Mi domando: "Saprà accettare quello che non potrò dargli?" Sicuramente sì, lo ha fatto ieri e lo farà anche oggi, per ripeterlo domani ... ma io vorrei dargli di più. Vorrei dargli quello che si merita ed io so che con lui sarò sempre in debito. Lo amo con tutta me stessa, di un amore sincero, fiero di noi, ricco di me in ogni piccolo gesto ... e sono certa che lui lo sente. Ma io devo e voglio trovare il modo per sorprenderlo ogni giorno di più, per vederlo sorridere sempre. Voglio che lui sia fiero di Noi, in ogni momento della giornata ... esattamente come lo sono io da quel 1 settembre. Non so se riuscirò nel mio compito, ma ce la metterò tutta. A lui devo la mia serenità, la mia gioia, e il regalo più grande che potesse farmi! Ed è per lui, per nostro figlio che combatterò i miei mostri fino a scacciarli del tutto.

LaTuaDonna5

 
 
 

L'invidia uccide la gente!

Post n°235 pubblicato il 02 Maggio 2013 da iltuouomo5

Brutta bestia l'invidia, ma in un mondo come questo non potevamo aspettarci qualcosa di diverso. Sorrido scuotendo la testa, pensando che questo regno (virtuale ma soprattutto questa specifica community) è pregno di falsi moralisti, finti pudici. Gente disposta a cambiare il proprio modo di essere per vivere qui dentro qualcosa di "diverso", convinta così di accalappiarsi qualche donnina o qualche omino, visto che fuori di qui non riescono ad avere un normale confronto. Sta di fatto che, questo simpatico omuncolo (giusto così posso definirlo, conoscendo il soggetto) è passato qui, e ha segnalato il profilo e il blog. La prontezza di Libero mi ha stupita! C'hanno messo un attimo per chiudere tutto senza nemmeno appurarsi se quanto segnalato fosse vero! E alla domanda: "come mai è stato chiuso tutto?" mi hanno risposto: "Gentile utente, i contenuti sono stati chiusi per la presenza di una foto PORNO nei box del profilo e due foto PORNO nei box del blog, se li rimuove possiamo riaprire i contenuti pregandola di non violare ulteriormente le nostre condizioni di utilizzo. Distinti saluti. Staff Libero" Ma ci rendiamo conto??? Porno???? Una foto di un uomo e una donna che si amano viene definita porno! Mi domando: ma davvero credete che l'atto più naturale possa essere definito porno? Allora in questa vita siamo tutti porno attori visto che la maggior parte della gente "normale" e ribadisco "normale" vive un'intimità con il proprio partner. E lo fa nella maniera più "naturale" che ci possa essere e questo non lo dico io, ma la realtà, chiesa compresa. Vi ricordo che per procreare, bisogna unirsi obbligatoriamente e la religione NON è mai stata contraria ad una cosa simile, anzi spesso incita alla riproduzione! Però capisco anche il punto di vista del "represso", cioè quello che passa qui e vede il porno in un'immagine FINTA (visto che in quella foto venivano ritratti due modelli) di persone che rappresentano l'Amore. In fondo lui non può! Lui non ha la sua intimità. Lui deve accontentarsi di una rivista, di scene di un film e soddisfare i suoi bisogni senza però esserne appagato ... perché se la sua vita fosse stata appagante come la mia, allora sarebbe passato sul mio blog in punta di piedi e sarebbe riuscito senza lasciare traccia, perché non interessato all'argomento. Invece no! Si è sentito offeso, colto nel segno. Si è sentito "diverso", e sicuramente lo è! Il porno, la volgarità, ricordiamoci che è soggettiva ... ergo, la malizia di quelle foto non è stata mia, ma sua che l'ha segnalata. Non sono io quella sbagliata, quella "porca" che posta messaggi maliziosi, pornografici, ma sei tu, che in quella foto riesci a vedere lo sporco, il peggio. Cmq poco importa. Le foto sono state tolte ma la mia vita non cambia. Continuo a vivermi la mia intimità nel migliore dei modi, appagando i miei desideri e soddisfacendo i miei bisogni. Mi spiace per te che non riesci a farlo, che non puoi farlo. Perché la tua non è una scelta, ma un'imposizione da parte probabilmente della natura. Lo so che leggendo ti sentirai colpito nel segno, ma poco mi interessa. Anzi come si dice a Roma, me ne fotto e vado avanti per la mia strada, sorridendo. Ti consiglio cmq di fare un bel giro tra blog e profili di tutta la community e lo consiglio anche al tuo amato Staff, perché le foto pubblicate nei miei spazi, sono foto prese SOLO nei profili di utenti registrati su questo portale.
Torna a leggermi quando vuoi, e se hai le palle, fallo sempre loggato. Nascondersi non serve a niente, rimarca anzi solo il tuo non avere carattere. Buona giornata mio caro Amico e prendi questo spazio con leggerezza o finirai per ammalarti.

LaTuaDonna5

 
 
 

Piccole donne crescono.

Post n°234 pubblicato il 29 Aprile 2013 da iltuouomo5

Venerdì, dopo il lavoro, chiamo mia sorella. Tanto sono in macchina di ritorno a casa e quasi sempre trovo un po’ di confusione. Così in quei 20 minuti, parliamo, ci confrontiamo, e le chiedo consigli su come affrontare al meglio questi nove mesi  nuovi per me, ma non per lei. Lei ha già tre figli; l’ultimo di appena un anno. Lei è già una mamma fantastica ed io voglio imparare, anche perché ho tanto da imparare. Fatto sta che la chiamo, così come ogni sera da più di un anno, ma a rispondermi questa volta è mia nipote, la prima. Ha appena dodici anni, ma la sua voce è simile a quella di mia sorella, tanto da confonderla.

“Ehi, ciao!” le dico nella convinzione più totale che dall’altra parte c’era mia sorella.
“Ciao zia, come stai?” mi risponde.
“Bene Amore e tu? Zia ti aveva scambiato per tua mamma” le dico, quasi imbarazzata dal non averla riconosciuta.
“Io bene. Il cuginetto come sta? Quanto è lungo adesso?” si informa.
“Il cuginetto sta bene. Cresce! E’ di 5 cm e non sta mai fermo. Nell’ultima ecografia aveva le manine accanto al volto sempre in movimento.”
“Che bello! Ancora è piccolino. Mamma mi ha detto che hai fatto il bitest. Come è andato? Che ti hanno detto? Ma tu hai mangiato prima?”
mi chiede. E per un attimo mi dimentico che dall’altra parte c’è solo una bambina. La mia bambina.
“Sì. L’abbiamo fatto mercoledì e va tutto bene. I valori sono tutti sopra la norma. Ho mangiato, quello è un esame che si può fare senza il digiuno.”
“Ah, perché mamma del fratellino però l’ha fatto a digiuno?”
“Forse perché mamma lo ha fatto di mattina e, non sapendo ha preferito non mangiare. Zia invece l’ha fatto di pomeriggio. Alle 16 per l’esattezza e mi hanno detto che potevo mangiare senza problemi.”
“Senti zia, ma zio come sta? Che sta facendo?”
“Zio sta tornando dal lavoro. Ha appena chiuso il negozio. Ora passa a casa e poi va a giocare a pallone. E voi, che stavate facendo? La sorellina?”
“Io e tata vedevamo un film in tv. Mamma non c’è, è scesa un attimo da nonna perché il fratellino piangeva e non voleva più stare a casa. Così lo ha portato un po’ giù con la speranza di farlo calmare. Quindi se zio va a giocare a pallone, tu rimani a casa da sola?”
“Mi raccomando, visto che siete sole non vi avvicinate al fuoco. E state attente! Sì, cmq rimango a casa sola, perché?”
“Zia stai tranquilla. Siamo sul divano a vedere un film. Non hai paura a stare a casa sola di notte? Io ne avrei tanta.”
“Ma no, amore. Zia si chiude dentro e poi hai visto, al piano di sotto c’è sempre qualcuno. Poi, tanto, mi addormento presto quindi non ci sono problemi. Vedrai amore, che quando crescerai non avrai paura nemmeno tu.”
Si interrompe per un attimo. Giusto il tempo di dire alla sorellina di nove anni, di chiamare a casa della nonna e avvertire la mamma che al telefono c’ero io. Poi riprende.
“Zia, mamma ha detto che ti chiama appena torna a casa.”
“Sì amore, ok! Ma non importa, diglielo. Zia aveva chiamato per sapere come stavate. Va bene uguale.”
“Ok, ma tanto ti richiamerà. Ciao Zia, salutami zio. Vi voglio bene!”
e chiude.

Solo qualche minuto e mi richiama mia sorella.

“Sorè, hai una figlia che mi ha lasciata senza parole.”
“La grande vero?”
“Sì! Mi ha quasi fatta dimenticare per quel tempo che siamo state al telefono dei suoi appena 12 anni!”
“Eh già! E’ proprio una donnina. L’altra volta parlavamo di te, del tuo cucciolo e mi ha detto
<<mamma, sono contenta che zia aspetta un cuginetto, almeno può giocare con il fratellino che avrà solo un anno di più. Ed io li controllerò, così da non farsi male!>>”
“E’ proprio uno spettacolo di ragazza.”

Chiudiamo la conversazione per darci entrambe il tempo di preparare la cena, ed io mi fermo a pensare.
Come passa il tempo e quanto crescono in fretta i nostri figli. Sembra ieri la nascita di mia nipote. Tutti lì in attesa di quel fagottino. Tutti sospesi per sapere se fosse un bel maschietto o una fanatica femminuccia (già! Perché mia sorella non ha voluto farsi dire il sesso. Non le importava, sperava e speravamo tutti che fosse solo sano e libero. E, grazie a Dio, così fu.) Eppure mi ritrovo una signorina davanti. Una bimba all’anagrafe ma non nella testa. Sa, domanda, si fa spiegare e cresce … giorno dopo giorno diventando una “Piccola Donna”.

LaTuaDonna5

 
 
 
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