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Post n°2283 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da paolo.interista

Sosteniamo la ricerca contro le malattie genetiche con Telethon: il contributo di tutti è molto importante. E' possibile donare 2 euro inviando un sms al numero 45502. Fai anche tu la tua donazione!

 
 
 

Attualità

Post n°2282 pubblicato il 13 Giugno 2011 da paolo.interista

Referendum del 12-13 giugno. Si può votare anche oggi fino alle 15. Andare a votare è molto importante.

 
 
 

L'Inter vince 1 a 2 contro il Catania e rosicchia punti importanti in classifica

Post n°2281 pubblicato il 09 Gennaio 2011 da paolo.interista

L’Inter vince 1 a 2 contro il Catania con una doppietta di Cmbiasso, ribaltando il risultato che inizialmente l’ha vista sotto di un gol. Considerando che il Milan ha pareggiato per 4 a 4 contro l’Udinese e hanno rallentato Laqzio e Fiorentina, l’inter recupera punti in classifica.

Ecco la cronaca delk match tratta da inter.it:  

Rispetto a un anno fa, l'Inter ed Esteban Cambiasso cambiano il finale al confronto con il Catania allo stadio "Massimino". Questa volta sono i nerazzurri a vincere il match: termina 1-2, ma accade tutto nella ripresa. Dopo un primo tempo chiuso sullo 0-0, è il gol di Gomez a sbloccare il risultato portando i siciliani in vantaggio (71'), ma la risposta dell'Inter non si fa attendere ed è di quelle devastanti: arriva dopo tre minuti con la doppietta di Cambiasso (74') che in 4' ribalta il risultato portandolo sull'1-2.

PRIMO TEMPO - Scontate le tre giornate di squalifica, a Catania l'Inter ritrova Samuel Eto'o schierato da Leonardo al fianco di Milito e davanti a Stankovic trequartista. Giampaolo lascia Mascara in panchina e si affida all'unica punta Maxi Lopez.

Il primo calcio d'angolo, dopo 3', è per il Catania: batte Llama, ma a rispondere trova un grande Castellazzi che vola prolungando il cross. Stesso tempismo lo usa Cordoba che, all'8, batte in velocità Maxi Lopez lanciato e rete, chiudendolo in corner. Arriva al 14' la prima occasione per i nerazzurri con il cross dalla sinistra di Maicon e il colpo di testa di Stankovic ad anticipare Alvarez, Andujar para centralmente. È del Catania però il possesso palla nei minuti centrali del primo tempo e la ricerca consecutiva della porta nerazzurra. La cerca dalla distanza Pesce, al 19', ma la palla termina sul fondo, mentre parte dal limite il tentativo di Llama al 23', ma non trova la rete. Al 29' Gomez si libera di Cambiasso, ma deve fare i conti con Chivu che lo chiude in corner a due passi dalla porta. Il Catania si rende pericoloso al 40' con un insidiosa conclusione di Pesce dalla distanza, ma la palla sfila di poco alla destra di Castellazzi; l'Inter risponde al 47' con il tiro dalla distanza di Motta nettamente fuori dallo specchio della porta.
Dopo 3' di recupero, Damato fischia la fine di un primo tempo senza emozioni: squadre a riposo sullo 0-0.

SECONDO TEMPO - Si apre senza cambi la ripresa di Catania-Inter e con il sinistro di Capuano che sorprende Zanetti e Stankovic dopo 3' di gioco: la palla termina sul fondo. È di Giampaolo il primo cambio, al 6': fuori Lllama, dentro Martinho, mentre arriva con il tiro di Ledesma dal limite dell'area un altro pericolo per Castellazzi, costretto al tuffo per bloccare palla (7'). All'11, anche se in fuorigioco, vale come un gol la parata del portiere nerazzurro sul tocco di Maxi Lopez dopo l'assist di Pesce. È l'attaccante argentino uno tra i maggiori protagonisti del gioco del "Massimino": al 15', improvvisa il tiro dalla distanza che si alza di pochissimo sulla traversa, mentre 2' più tardi è solo la prontezza di Castellazzi e respingere il suo tiro dal limite, favorito da un rimpallo. Al 21' cambia anche Leonardo: fuori Chivu, dentro Pandev, mentre il Catania continua ad attaccare ed è ancora Castellazzi, al terzo miracolo consecutivo, a chiudere con un piede la porta nerazzurra sul tocco ravvicinato di Maxi Lopez, imboccato da Martinho. Al 24', sul corner di Maicon, Thiago Motta va vicinissimo al vantaggio, che arriva invece, due minuti più tardi, per i padroni di casa: sotto porta, Castellazzi contiene in qualche modo Maxi Lopez, ma l'argentino si accentra, riuscendo a dribblare anche Cordoba e a calciare in rete, Stankovic di testa salva sulla linea, ma Gomez in ribattuta mira l'angolo alto e gonfia la rete per l'1-0. Ma anche oggi Cambiasso fa il bomber e sull'assist di Stankovic, controlla di sinistro, tira di destro e riporta in risultato in parità. E non finisce qui: al 34' il cross perfetto d'esterno destro di Maicon trova ancora il Cuchu a raccogliere di testa per il tocco deciso verso la porta, Andujar non può nulla ed è 1-2. L'Inter e Cambiasso cambiano il volto del match, Milito al 44' potrebbe chiuderlo definitivamente, ma il suo diagonale sfila di poco fuori dal secondo palo. Al 46' ultimo cambio per Leonardo che regala a Ranocchia l'esordio stagionale in maglia nerazzurra. L'Inter vince la sua seconda partita della gestione Leonardo e va a quota 29 punti in classifica, meno 11 rispetto al Milan capolista, ma con ancora due partite da recuperare.

RANOCCHIA Pochissimi minuti finali, ma Catania-Inter sarà la partita dell'esordio in nerazzurro di Andrea Ranocchia, che ai microfoni di Inter Channel dichiara: "Non ho toccato la palla, ma va bene ugualmente (ndr.: sorride). Oggi era importante vincere e pensare, da domani, alla gara di Coppa Italia in programma mercoledì sera contro il Genoa. Non vedo l'ora di salutare tutti i miei ex compagni. Se sarò titolare? Ancora non lo so, ma sicuramente la maglia che ho usato oggi la conserverò...".

"Oggi trovavamo pochi spazio - prosegue il difensore nerazzurro a proposito del match contro il Catania - ma la forza di questa quadra è stata saper riuscire a ribaltare il risultato. In questi giorni abbiamo lavorato tanto e bene, siamo consapevoli della nostra forza e oggi l'abbiamo dimostrato in campo".

CAMBIASSO Commenta a caldo la vittoria l'autore della doppietta nerazzurra, Esteban Cambiasso: "Siamo orgogliosi di questo risultato, soprattutto per come era andata la partita: è una grande vittoria, non eravamo stati alla nostra altezza fino al loro gol, ma poi siamo venuti fuori, il carattere di questa squadra è grandioso. Ho segnato ancora io? L'importante è il carattere della squadra, non chi segna. Se andiamo a segno anche noi centrocampisti vuol dire che ci mettiamo davvero tutto per farcela. Non potevamo proprio perdere qui. Il Milan ha pareggiato? Noi dobbiamo pensare alle nostre di gare, anche se sappiamo che aritmeticamente non dipende da noi".

LEONARDO Altra grande prova di carattere quest'oggi per l'Inter, che ha battuto in rimonta il Catania, grazie a una doppietta di Esteban Cambiasso. Commenta il match Leonardo: "Nel primo tempo abbiamo fatto tanta fatica nel costruire, è stato difficile impostare e trovare soluzioni, mentre il Catania ha fatto molto bene; nel secondo i cambi ci hanno invece dato vivacità e soluzioni. E grande è stato anche Castellazzi. C'è stata una dimostrazione di carattere e convinzione da parte di tutti, una rimonta straordinaria".

"Credo - prosegue l'allenatore nerazzurro - che l'idea di essere nel gruppo che lotta per lo scudetto ci sia e ci sia sempre stata: la maratona sarà lunga ma noi ci siamo. Andiamo avanti per la nostra strada, c'è lo spirito giusto, che ci porta a lottare. La cosa importante sono le risorse di questa squadra, che riesce a vincere soffrendo. Credo che ci sarà sempre un po' da soffrire, anche per com'è il campionato italiano. Una squadra che è abituata a soffrire e vincere è grandiosa".

 
 
 

L'Inter ritrovata

Post n°2280 pubblicato il 07 Gennaio 2011 da paolo.interista
Foto di paolo.interista

L'abbraccio tra Thiago Motta e Leonardo è l'immagine che meglio rappresenta l'Inter ritrovata

tratta da Inter.it

 
 
 

Anno nuovo, Inter nuova

Post n°2279 pubblicato il 07 Gennaio 2011 da paolo.interista

Anno nuovo, Inter nuova. Eh già questo antico proverbio rappresenta molto bene l’attualità nerazzurra. Le ultime settimane sono state dense di novità. Innanzittutto, l’esordio di Rafa Benitez, rimasto in panchina fino a quando l’Inter ha conquistato la Coppa del Mondo vincendo contro il Mazembe, anche se sotto la sua guida tenica l’Inter non ha mai regalato grandi emozioni ed entusiasmi.

Il successore di Benitez è stato Leonardo che Moratti, rpesente anche nella conferenza stampa di rpesentazione del nuovo tecnico, ha dichiarato di aver atteso sin da inizio stagione. Insieme a Leonardo, è già arrivato il nuovo acquisto nerazzurro: Andrea Ranocchia, un difensore giovane ma di grande valore.

Ieri sera è stata la prima partita con Leonardo sulla panchina dell’Inter: è stata ritrovata l’inter che piace, che gioca un calcio piacevole e che è consapevole dei propri mezzi e della propria forza. Insomma, sembra tornata la vera Inter e se è vero che chi ben inizia è già a metà dell’opera…

La squadra ha giocato bene nbel suo complesso. Su tutti, va segnalata la grande prestazione di Ivan Cordoba e di Tiago Motta, che si conferma un grande centrocampista con il vizio del gol, autore di ben due reti. Bene come sempre Lucio e Capitan Zanetti. Lampi di vero Milito. All’allenatore brasiliano il merito di aver ridato entusiasmo all’ambiente interista, che ha spronato la squadra a ritorvare il passo giusto.

Ecco la cronaca della partita di ieri sera contro il Napoli tratta da inter.it:

Tre gol al Napoli che reagisce con uno. L'Inter apre il 2011 come i precedenti dieci anni, vincendo alla prima: alla prima del nuovo anno e alla prima di Leonardo. Il sogno dell'allenatore nerazzurro e quello di tutti i tifosi ha inizio.

Con ancora due partite da recuperare, ma con una coppa del mondo in più, l'Inter riprende la corsa-campionato pronta a dar battaglia alle prime posizioni della classifica. Questa sera, i cinque trofei sono esposti sul prato del 'Meazza' per ricordare un'annata indimenticabile, il 2010, e aprirne un'altra, con Leonardo, che sia ugualmente emozionante. Le emozioni le prime del 2011, partono in velocità: bastano tre minuti a Thiago Motta per portare l'Inter in vantaggio, ma il Napoli, si sa, non si arrende facilmente e con calma e Pazienza riporta il risultato sull'1-1. Pazienza invece non ne ha Cambiasso che al 37' , sul cross perfetto di Maicon, batte ancora De Sanctis. Ed è bello, bellissimo il gol che porta l'Inter al terzo gol, ma ancora di più lo è l'abbraccio tra il goleador di questa sera, Thiago Motta che fa doppietta al 55' e Leonardo che, dalla panchina, lo attende a braccia aperte.

PRIMO TEMPO - Per il suo debutto sulla panchina nerazzurra, Leonardo è costretto a rinunciare al bomber Eto'o, all'ultima giornata di squalifica, e a Coutinho, Sneijder e Julio Cesar, infortunati. C'è Castellazzi tra i pali e il principe Milito accanto a Pandev nell'attacco nerazzurro davanti a Stankovic. Parte dalla panchina Andrea Ranocchia. Nel Napoli, Campagnaro al posto di Grava.

Dopo un minuto di silenzio in memoria del militare italiano ucciso Matte Miotto in Afghanistan, il match ha inizio. E meglio non poteva iniziare per l'Inter che dopo soli 3 minuti di gioco passa in vantaggio con un sinistro al volo di Thiago Motta che batte De Sanctis nell'angolino basso, chiudendo la triangolazione iniziata con l'apertura di Pandev a centro area e il tocco perfetto di Stankovic.

Il Napoli può esultare 4' dopo, peccato il gol di Cavani sia annullato per il fuorigioco di Dossena sul calcio di punizione all'origine dell'azione. All'11 il fallo di Aronica regala un'occasione ai nerazzurri appena fuori dall'area di rigore: batte Motta, cerca il bis, la palla sorpassa la barriera, ma anche la traversa. Il pareggio del Napoli arriva al 25': su calcio d'angolo di Lavezzi, Pazienza sorprende l'intera difesa nerazzurra sul primo palo e di testa insacca per l'1-1. Al 33' è invece Maggio a sfiorare il raddoppio con la spaccata di Cavani e la ribattuta del numero 11 che sfila di pochissimo sul secondo palo. Ma il raddoppio lo sfiora anche l'Inter pochi istanti dopo, il traversone di Chivu dalla sinistra pesca Milito sotto porta, ma il principe in sforbiciata, a tu per tu con il portiere, non trova la rete. Aggressività, ritmo intenso e tanta grinta caratterizzano il gioco in campo al 'Meazza' e caratterizzano anche Esteban Cambiasso che, al 37', riporta l'Inter in vantaggio sfruttando alla perfezione il cross di Maicon dalla destra e battendo di testa De Sanctis. Rocchi concede un minuto di recupero, il portiere del Napoli non concede il tris all'Inter deviando sul fondo in qualche modo il destro di Stankovic dalla distanza.

SECONDO TEMPO - È il Napoli ad attaccare per primo e lo fa, dopo 2' dall'inizio della ripresa, con il cross rasoterra di Cavani per Hamsik che anticipa Cordoba, ma manda fuori di pochissimo. L'Inter risponde con Zanetti prima, Cannavaro non concede nulla (4'), e Stankovic con un destro al volo alto sulla traversa (5'), ma è al 9' che il cross di Milito a centro area potrebbe significare il terzo gol per l'Inter, salvo la chiusura in corner di Maggio. Dall'angolo battuto da Pandev3, è splendido il tocco di testa di Thiago Motta che si stacca dalla marcatura e insacca per il 3-1. Il brasiliano fa doppietta e, davanti alla panchina, c'è Leonardo ad aspettarlo a braccia aperte per un abbraccio che, già si può dire, resterà tra le immagini più belle di questo 2011. Un gol ad Abu Dhabi e il capitano oggi ne cerca un copia, lanciando, come nella semifinale contro il Seognam un destro in velocità, dopo una splendida percussione, la palla però sfila sul secondo palo e termina sul fondo (25'). Al 31' Mazzarri ha esaurito i tre cambi; al 35', Leonardo fa il suo primo: fuori Stankovic, standing ovation per il Drago nerazzurro, dentro Mariga.
Dal 38' c'è Biabiany in campo al posto di Pandev e al 41' il pubblico del 'Meazza' è ancora tutto in piedi per dire grazie a Thiago Motta che lascia il posto in campo a Muntari. Il gioco prosegue nella fredda serata di San Siro riscaldanta da più di 60mila spettatori pronti a esultare per la prima vittoria del 2011, vittoria che arriva al 94' con il fischio finale di Rocchi. L'Inter riparte, lo fa vincendo con Leonardo: ora la classifica dice 26, ma la rincorsa è appena iniziata.

THIAGO MOTTA Commenta la vittoria Thiago Motta, che ha realizzato una splendida doppietta: "Oggi abbiamo fatto una grande partita, abbiamo lavorato bene in difesa e in attacco, abbiamo segnato dei gol bellissimi con gioco di squadra, abbiamo fatto benissimo, sono contento per la squadra, per Leonardo, per i tifosi. Sto conoscendo Leo ora, è una grandissima persona: la vittoria era importante anche per lui, che è arrivato con umiltà e intelligenza, una persona fantastica. La mia condizione? Sto migliorando, mi sento bene. Adesso pensiamo subito al Catania". (INTER.IT)

CAPITAN ZANETTI Tocca a Javier Zanetti commentare la vittoria sul Napoli ai microfoni di Inter Channel: "Ringrazio i nostri tifosi per come ci hanno accolto e sono felice di questa vittoria. Il rapporto con Leonardo? Ho grande rispetto e stima per lui, lo conosco da 10 anni. La nostra Fondazione è nata addirittura dopo una cena con lui fino alle 5 del mattino, ho un gran rapporto con lui. Abbiamo fatto una gran settimana di lavoro con lui e ci teniamo tantissimo a metterci nuovamente in discussione". (inter.it)

DIEGO MILITO Commenta la vittoria a Inter Channel Diego Milito: "Sono contento per questa vittoria e poi mi sono anche sentito bene fisicamente. Le due punte? Ci siamo trovati bene. Il gol di Cambiasso era alla Milito? Ha fatto un gran gol e molto importante. Il Mondiale per Club ci ha dato una spinta speciale, così come il cambio di allenatore: era importante vincere, erano importanti i tre punti. Adesso vogliamo continuare a vincere". (inter.it)

IVAN CORDOBA Commenta ai microfoni di Inter Channel la vittoria Ivan Ramiro Cordoba: "Guardiamo partita dopo partita, poi faremo i conti: siamo consapevoli delle nostre forze e vogliamo continuare così. Dispiace però per il gol preso. Oggi ci tenevo tantissimo a fare bene, anche perché proprio il 6 gennaio ho giocato la mia prima partita con l'Inter. Avevo una grande motivazione di far bene e così è stato. La mia disponibilità è massima, lo è sempre stata e continuerà ad esserlo. Questo risultato è importante anche per Leonardo, perché capisca cosa vogliamo fare, vincere. Leonardo ha il modo giusto, l'impostazione giusta: è portato per allenare e noi vogliamo dargli la possibilità di avere grandi soddisfazioni. La seconda volta che ho scambiato una maglia con un giocatore del Milan è stato con lui: ne abbiamo parlato, fa effetto ripensarci, sono felice che ora sia il nostro allenatore". (inter.it)

ESTEBAN CAMBIASSO Al termine di Inter-Napoli, Esteban Cambiasso commenta il 3-1 contro il Napoli: "Importante la vittoria di questa sera, c'era bisogno di questo passo in campionato, di fronte al nostro pubblico, dopo il trionfo di Abu Dhabi. Voglio continuare a vincere. Il cambio di allenatore? Con Benitez avevamo fatto un buon lavoro, se no non avremmo vinto due trofei, la società ha scelto di cambiare via e noi, dopo aver vinto con gli altri allenatori, vogliamo farlo anche con Leonardo". (inter.it)

LEONARDO "Sono ancora nel clima partita e quella di questa sera era una molto sentita", l'ho dice scusandosi con un sorriso Leonardo al termine del match davanti ai microfoni di Sky Sport e continua spiegando: "Non voglio fare discorsi belli perchè stasera abbiamo vinto la partita, ma questa vittoria viene dalla voglia dei ragazzi. Non voglio fare una sviolinata, ma tutti i giocatori di questa squadra si sono resi disponibili dal primo secondo dopo il mio arrivo. Mi ha colpito la loro umiltà immediata e il loro sacrificio in allenamento. Davvero straordinario". Non poteva esserci esordio migliore per Leonardo, alla prima sulla panchina nerazzurra in un esame difficile come poteva esserlo un confronto con il Napoli terzo in classifica.

"Nella partita di questa sera ci sono stati due tempi diversi - spiega l'allenatore nerazzurro -. Nei primi 45 minuti, il Napoli ha aggredito ogni spazio con due esterni molto veloci e ha cerca il contropiede. Noi abbiamo cercato anche di contenerli e di non consentire molto cambi di gioco e questo è stato fatto perfettamente da persone come Chivu e Stankovic, ad esempio. Abbiamo verticalizzato molto velocemente con Milito e Pandev, nel primo tempo la squadra era un po' spaccata, mentre nella ripresa abbiamo tenuto meglio la palla cercando sempre il compagno e creando tantissime occasioni".

Leonardo dopo Benitez: è cambiata l'Inter o forse solo il suo carattere. "Questa squadra c'è e ha un'anima, è presente in ogni cosa e si conosce al suo interno perfettamente. Benitez ha fatto bene in qualunque squadra sia stato, ma tante volte non scatta l'empatia. Non si devono fare paragoni, d'ora in poi bisogna mantenere la soddisfazione di una squadra che ha vinto tutto nell'anno appena concluso, una squadra è diventata campione del mondo. Oggi questa stessa squadra si è divertita giocando".

Leonardo spiega poi come è arrivato a diventare allenatore nerazzurro: "È stato tutto molto veloce e bello. È una situazione molto particolare, ma non vorrei analizzarla troppo perchè è una situazione che non si può capire facilmente. Io non voglio capire questa situazione, voglio viverla".
Si parla poi di Thiago Motta: "Se c'è lui al centro di quest'Inter? Potrei solo dire che al centro di quest'Inter c'è l'Inter, una squadra che sta attraversando nel momento più bello della storia della società".

La risalita dell'Inter nella classifica della serie A è partita. Non sarà semplice, ma possibile, perchè come spiega Leonardo "bisogna pensare partita dopo partita, facendo un passo alla volta".

Ai microfoni di Mediaset Premium, Leonardo prosegue parlando del rapporto con la sua nuova squadra: "Molti di questi giocatori li conoscevo già e in questi giorni abbiamo vissuto grandi emozioni insieme. Le cose vanno naturalmente: accadono, si vivono e questa squadra deve saper vivere quello che ha vinto in questi anni, deve saper godere dei successi e divertirsi giocando. Questa squadra ha un cuore troppo forte, non c'è solo un centro, una sola priorità".

Infine, una domanda sul coro dei tifosi dedicati a Leonardo ("ho provato una sensazione molto forte"), sulla richiesta di un salto tutto in nerazzurro ("ero concentrato sulla partita, ma ciò non toglie che devo avere rispetto per me stesso e per quello che ho fatto. Ma le cose non sono meccaniche") e su Mourinho ("è molto presente, è stato vicino a me anche oggi"). (inter.it)

 
 
 

Ufficiale: Benitez nuovo tecnico dell'Inter

Post n°2277 pubblicato il 11 Giugno 2010 da paolo.interista

L'Inter di Benitez

Dopo che le voci dei giorni scorsi lo avevano annunciato, ecco che l’arrivo di Rafa Benitez sulla panchina dell’Inter è ufficiale. L'Inter dà il benvenuto a Rafael Benitez. Stamane, con reciproca soddisfazione, è stato definito l'accordo biennale che legherà il tecnico spagnolo alla Società fino al 30 giugno 2012.

Il neo allenatore nerazzurro sarà presentato martedì 15 giugno 2010, a partire dalle ore 12, presso il centro sportivo "Angelo Moratti" di Appiano Gentile (Como).

 
 
 

L'Inter vince la Champions League: diventa Campione d'Europa e compie la triplete. E' grande slam

Post n°2276 pubblicato il 23 Maggio 2010 da paolo.interista

Con due gol di Milito l'Inter conquista la Champions League battendo 2 a 0 il Bayern Monaco nella finalissima a Madrid di ieri sera. Grande prova dei nerazzurri, che conclude un cammino europeo che ha visto l'Inter trionfare contro le squadre più forti e prestigiose come i campioni di Russia, Chelsea e Barcellona campione del mondo in carica. L’Inter di Moratti e Mourinho, quindi, realizza il grande slam e conquista tutti i titoli stagionali: Coppa Italia, Campionato e Champions League. Una vittoria davvero meritata, per l’Inter un sogno che si realizza, che pone la Beneamata sul tetto d’Europa e nella leggenda del calcio.

 

Per i nerazzurri è stta una stagioen trionfale, che si è conclusa con l’en plein di vittorie. La speranza è che Mourinho possa restare alla guiida della squadra, anche se è sempre più probabile la sua partenza. Infatti, Mou ama l’Inter, ma in Italia non si sente a casa sua. Gli aspetti che sembrano non piacergli del nostro Paese, tra l’altro, anche da italiani, sono condivisibili, per esempio spesso nel mondo del calcio domina la critica anziché il riconoscimento dei meriti. E questo dovrebbe spingere l’ambiente interista a festeggiare ancora di più. Però, la convinzione è che la squadra è dotata di grande forza e, anche senza Mou ma con un allenatore di qualità, si possa proseguire sulla strada delle vittorie.

LA PARTITA Termina 0-2 il confronto tra Bayern Monaco e Inter, finale di Uefa Champions League 2009-2010. L'Inter - dopo 45 anni di lunghissima attesa - conquista la Champions League, la terza nella sua storia. Massimo Moratti esulta di gioia per un risultato storico, come quello ottenuto da suo padre Angelo. Anzi, ancora più storico, perché quest'Inter, l'Inter di José Mourinho, raggiunge un traguardo mai conquistato prima in Italia. Una tripletta mozzafiato: Coppa Italia, campionato e Champions League.

Dopo una prima mezzora a reti inviolate ma con occasioni da entrambe le parti, arriva al 35' il vantaggio dell'Inter, grazie al tandem Milito-Sneijder: l'argentino, su rimessa di Julio Cesar dal fondo, serve di testa Sneijder, che gli restituisce poi il pallone rasoterra, per il gol del vantaggio, implacabile, di destro. Il secondo tempo si apre con un Bayern davvero aggressivo, che già al primo minuto va vicino al gol con Muller, ma Julio Cesar fa una parata che vale un gol. Un minuto dopo, è quasi raddoppio nerazzurro, con Milito che serve Pandev, il macedone va al tiro ma Butt riesce miracolosamente ad alzare sopra la traversa. Il Bayern è agguerritissimo, ma Julio Cesar miracoloso più di una volta. Al 25' della ripresa, dopo un grande salvataggio di Samuel, in contropiede parte l'Inter, con Eto'o che serve Milito, che dribbla la difesa avversaria e di destro beffa Butt. Raddoppio per il Principe, raddoppio per l'Inter, con esplosione di gioia. I tifosi nerazzurri, impazziti di felicità, invocano prima Milito e poi Mourinho. Si conclude il match e ha inizio una festa che ha dello storico per l'Inter. Grazie a José Mourinho, ai suoi giocatori e a Massimo Moratti.

Visibilmente commosso l'allenatore, che si stringe prima in un grande abbraccio con capitan Zanetti e poi porta suo figlio José junior in spalle in giro per il campo. Si passa quindi alla premiazione per mano di Michel Platini e capitan Zanetti può alzare finalmente la tanto agognata "coppa dalle grandi orecchie". I giocatori si passano la Champions di mano in mano, tutti vogliono alzarla al cielo. E lo fa anche il tifoso numero uno, Massimo Moratti, mentre tutto lo stadio invoca Mourinho.

Al Bernabeu risuona l'inno dell'Inter e José Mourinho abbraccia il suo presidente. La squadra, con la coppa che passa di mano in mano, corre poi a gioire sotto gli spalti dei tifosi nerazzurri in delirio.

PRIMO TEMPO - Contro il Bayern Monaco, José Mourinho sceglie Chivu come laterale sinistro a completare la difesa composta da Maicon, Lucio e Samuel, davanti a Julio Cesar. Diga di centrocampo con Zanetti (alla 700esima presenza in nerazzurro) e Cambiasso, davanti il trio Pandev-Sneijder-Eto'o a supporto di Milito.
In uno stadio 'Santiago Bernabeu' completamente esaurito e infuocato come non mai, in mondovisione, dopo una coreografia d'incanto intrisa di tradizione spagnola, l'Inter scende in campo per conquistare la terza Champions League della sua storia. Un sogno che nella calda sera madrilena può diventare possibile grazie alla tenacia e alla forza di José Mourinho e del suo gruppo di giocatori. Ma grazie anche, e soprattutto, all'amore per i colori nerazzurri del presidente Massimo Moratti.
Nerazzurri subito all'attacco e pericolosi, già al 2', con Sneijder su punizione. Due minuti dopo il Bayern risponde con un insidioso cross di Olic per Muller, ma Samuel riesce a respingere di testa. Al 5' Milito doma un pallone difficile e serve Sneijder: assist in verticale per Pandev, ma a spazzare c'è Badstuber. Al 10' cross di Robben per Olic, conclusione rasoterra a lato di un soffio. Al 13' Altintop prova la conclusione, ma la difesa nerazzurra riesce a deviare in corner. Sul calcio d'angolo battuto da Robben, Julio Cesar esce in presa sicura. Al 16' cross di Robben dalla trequarti per Van Buyten, ma Maicon riesce ad allontanare. Al 18' pericolosissima la punizione di Sneijder dai 35 metri, ma Butt riesce a deviare con i pugni. Al 23' è ancora Bayern, con Robben che prova a concludere con un sinistro da dimenticare dopo un numero di Muller. Al 26' un'altra punizione battuta da Sneijder, ma Butt riesce a fare suo il pallone senza problemi. Al 32' altra conclusione da dimenticare per Muller. Al 33' cross dalla sinistra di Milito per Sneijder, ma Butt riesce a far suo il pallone. Al 35' Inter in vantaggio, grazie al tandem Milito-Sneijder: l'argentino, su rimessa di Julio Cesar dal fondo, serve di testa Sneijder, che gli restituisce poi il pallone rasoterra, per il gol del vantaggio, implacabile, di destro. Due minuti dopo altra grande occasione per l'Inter, con un contropiede Milito-Pandev-Eto'o, tutto di prima, ma a respingere in affanno c'è Van Buyten. Al 40' con un rasoterra Altintop cerca la conclusione, ma il tiro è debole e Julio Cesar blocca a terra senza problemi. Un minuto dopo ci prova Robben, ma il tiro di sinistro finisce a lato senza impensierire l'Inter. Al 43' Inter vicina al raddoppio, con un cross di Milito per Sneijder, ma Butt riesce a fare suo il pallone. Al 46' destro rasoterra di Van Bommel, ma il pallone finisce a lato. Dopo un minuto di recupero termina quindi 0-1 la prima frazione di gioco tra Bayern Monaco e Inter.

SECONDO TEMPO - La ripresa si apre senza cambi. Al 1' Bayern subito all'attacco, con Muller servito da Altintop, ma Julio Cesar fa una parata che vale un gol. Un minuto dopo, è quasi raddoppio nerazzurro, al 2', con Milito che serve Pandev, il macedone va al tiro ma Butt riesce miracolosamente ad alzare sopra la traversa. Al 9' punizione per l'Inter, batte Sneijder, ma la palla termina sopra la traversa, anche se di poco. Pochi istanti dopo Bayern pericoloso con Altintop, ma la conclusione finisce a lato. Al 18' scatta l'offensiva del Bayern, con una punizione di Robben che calcia forte, sul rimpallo scarica il destro Muller dai 13 metri, ma salva Cambiasso. Al 20' Robben pericolosissimo con un sinistro all'incrocio dei pali, ma ancora una volta Julio Cesar fa il miracolo. Al 25' della ripresa, dopo un grande salvataggio di Samuel, in contropiede parte l'Inter, con Eto'o che serve Milito, che dribbla la difesa avversaria e di destro beffa Butt. Raddoppio per il Principe, raddoppio per l'Inter, con esplosione di gioia. I tifosi nerazzurri, impazziti di felicità, invocano prima Milito e poi Mourinho. Al 46' Mourinho decide di regalare la standing ovation al suo bomber, che - sostituito da Materazzi - si gode l'applauso di tutto il Bernabeu. Una favola per il Principe. Dopo tre minuti di recupero termina la seconda frazione di gioco di Bayern Monaco-Inter: 0-2. I nerazzurri sono campioni d'Europa dopo 45 anni di lunghissima attesa, prima squadra italiana a conquistare il triplete.

Per l’Inter e gli interisti è grande festa.

FELICITA’ MILITO "Ringrazio l'Inter, il presidente, il mister per avermi voluto l'estate scorsa. Sono felice, poi, per il prossimo anno vediamo". Diego Milito, autore dei due gol con cui l'Inter ha battuto il Bayern e conquistato la Champions League, commenta così a fine partita ai microfoni di Sky. "Cosa provo in questo momento? È una gioia mai provata, incredibile, sono felicissimo per l'Inter, perché ci tenevamo tanto a questo traguardo, per il presidente, che è il primo a meritare questo trofeo. Siamo - aggiunge Milito - troppo felici e provo una sensazione unica. Questo è il calcio, sono felice. Il calcio - chiude l'attaccante argentino - dà sempre una rivincita: ho lottato sempre, cercando di dare sempre il massimo, di imparare, anche se ho 30 anni. Sono troppo felice, lo meritiamo, lo merita il presidente, lo merita la società. Vediamo il prossimo anno" (ANSA).

PANDEV: VITTORIA MERITATA "Una stagione meravigliosa per me che sono arrivato a gennaio. Ringrazio tutti, mi sono inserito benissimo. Abbiamo fatto grande partita e meritiamo di vincere questa Champions avendo eliminato Barcellona e Chelsea". Il primo pensiero dell'attaccante dell'Inter, Goran Pandev dopo aver vinto la Champions League è per il suo allenatore che potrebbe lasciare il club nerazzurro a fine stagione: "Ora - aggiunge ai microfoni della Rai l'ex laziale - godiamoci questa Champions e speriamo che mister Mourinho rimanga, così ci ripetiamo" (ANSA).

GIOIA MORATTI "Io non ho pianto, Mourinho sì e anche molto: non vorrei fosse per una sorta di senso di colpa...". Massimo Moratti, con il sorriso e con questa battuta, rinvia ai prossimi giorni qualsiasi discorso sulle scelte del tecnico per il prossimo anno. "I giocatori - ha aggiunto a Sky il presidente Inter - erano stravolti dalla felicità: vuole dire che questa è davvero una roba seria. Che spettacolo e che gioia infinite, una meraviglia" (ANSA).

MOU: UN SOGNO CHE DIVENTA REALTA’ "È una emozione fantastica, tutto è fantastico. La Champions è speciale, averla vinta è speciale, un sogno per tutti. Per Moratti, per la società, per tutta la nostra incredibile famiglia", parla così José Mourinho, al termine del match contro il Bayern, dopo aver sollevato al cielo la 'coppa dalle grandi orecchie'.

"L'avversario più difficile era Van Gaal - prosegue Mourinho - , poi avrebbero ovviamente deciso anche i dettagli, i particolari, dei campioni, come le parate di Julio Cesar e i gol di Milito. Questa è una finale ed è una gioia incredibile per tutti gli interisti. Eto'o? È stato veramente fantastico: vuole sempre vincere, come attaccante, come portiere, come terzino. Milito è l'uomo delle finali, ma il merito è di tutti, da chi ha segnato gol decisivi a chi non ha giocato neanche un minuto, perché siamo una famiglia. È bellissimo. Mi fa sentire una grandissima tristezza, ma ora devo essere più freddo possibile, qui la storia è fatta, l'Inter non sarà più quella di prima. La percentuale di un addio è superiore a quella di restare".

 
 
 

Inter a Madrid, Moratti: "Essere qui, pura felicità"

Post n°2275 pubblicato il 21 Maggio 2010 da paolo.interista

(ANSA) Quello di domani sarà "il giorno emotivamente più importante" per Massimo Moratti, che attende da 45 anni di vincere la finale di Champions League. Il presidente nerazzurro fa proprio un paragone con le due finali vinte dalla società nerazzurra nel 1964 e nel 1965: "c'é lo stesso pensiero - spiega - e cioé la felicità di partecipare a una bellissima cosa e sentire anche intorno tanta felicità".
Prima dell'allenamento, Moratti ha stretto la mano e dato una pacca sulla spalla a José Mourinho."Non era certo un addio - ha detto - lui risponde sempre con la stessa professionalità e sono sicuro che domani farà bene". Il futuro del tecnico portoghese è però l'unico argomento che toglie un po' il sorriso a Moratti e a chi gli chiede se Mourinho abbia già firmato per il Real Madrid, il presidente nerazzurro risponde secco: "non credo proprio che lo abbia già fatto".
Per il resto Moratti è ovviamente molto felice di essere a Madrid, e ripete che "la sensazione è soprattutto di felicità, non di esaltazione esagerata, ma di vera felicità di partecipare alla finale in questo posto meraviglioso". Alla finale di Madrid, spiega, "sono arrivate obiettivamente le due squadre più forti, che hanno eliminato squadre importanti, l'Inter in particolar modo".
Non gli piace definirsi ottimista, ma soltanto "fiducioso in questo gruppo" e se dovesse scegliere un nome, punterebbe su Javier Zanetti. "Si meriterebbe di essere il protagonista della finale - spiega - per la sua crescita costante e la sua professionalità. Io tengo assolutamente Zanetti sempre in palmo di mano". Ora mancano poco più di 24 ore all'inizio della gara e Moratti spera di fare un sogno in cui alza la coppa. "Avevo sognato di vincere a Siena - conclude - ed è andata bene, per il momento non ho ancora sognato nulla...". (ANSA).

 
 
 

Paolillo: speriamo Mou resti, concentriamoci per la finale di Champions

Post n°2274 pubblicato il 17 Maggio 2010 da paolo.interista

L'Inter festeggia il 18° scudetto conquistato ieri. Ecco le parole del a.d. Ernesto Paolillo, che delineano il pensiero dell’Inter nell’immediato futuro: massima concentrazione nella preparazione della finale di Champions League e speranza che Mou – che si trova molto bene nel club nerazzurro, ma di non gradire il contesto che il calcio italiano talvolta assume - resti, consapevoli che la squadra ha acquisito mentalità vincente. “Mourinho via? Sarebbe un grande peccato, mi auguro che questo non accada. Ora, però, pensiamo alla sua bravura. Dopo la finale di Champions, parleremo di cosa accadrà". "Mourinho ha espresso più volte il suo disagio per questo mondo del calcio italiano che deve cambiare con l'aiuto di tutti. Ci sono troppe polemiche - dice Ernesto Paolillo, amministratore delegato della società nerazzurra -. Mi piacerebbe che in questa settimana si parlasse dei grandi meriti di Mourinho, per il modo in cui ha plasmato questa squadra portandola anche alla finale di Champions League. Questa settimana va spesa per parlare della bravura di Mourinho e non per discutere di cosa accadrà: ne parleremo dopo la finale di Madrid".

Intervendo a "Radio Anch'io lo Sport", l'a.d nerazzurro esalta le doti del portoghese. 'Mourinho lascia il segno per quello che insegna in campo ai giocatori. Ha disegnato diversi assetti tattici, tutto questo rimane nel Dna dei calciatori. Lui è un grande maestro di calcio, sono convinto che i giocatori si portano dietro questi insegnamenti". Ma spesso Mourinho nel corso della stagione si è messo in evidenza anche fuori dal campo, con dichiarazioni e atteggiamenti che hanno suscitato polemiche e determinato provvedimenti della giustizia sportiva. "A volte la mancanza di reazioni davanti ad eventuali ingiustizie porta anche la squadra ad avere un atteggiamento più sommesso sul campo. È importante, ovviamente, che queste reazioni siano regolate. Accentrare le problematiche su di sè e toglierle dalla squadra dà risultati: tutti i giocatori amano Mourinho".

 
 
 

Inter Campione d'Italia

Post n°2273 pubblicato il 17 Maggio 2010 da paolo.interista

L’Inter vince 0 a 1 contro il Siena con la rete di Milito e si laurea campione d’Italia. Albo d’oro alla mano è la quinta volta consecutiva ed è il diciottesimo tricolore conquistato. E’ stato uno scudetto conquistato, meritato.

 

LA PARTITA È la rete di Diego Milito a permettere all'Inter di batteree 1-0 il Siena sul campo dell''Artemio Franchi' e di conquistare il campionato 2009-2010 chiudendo la stagione a 82 punti in classifica. Il 18° scudetto, il quinto consecutivo, è il regalo dell'Inter per il presidente Massimo Moratti nel giorno del suo 65° compleanno e per tutti i tifosi nerazzurri che anche oggi hanno prima sofferto, fino a quella rete al 12° minuto della ripresa, poi gioito, subito dopo i tre punti conquistati contro un Siena già retrocesso, ma deciso a non far nessun regalo.

PRIMO TEMPO - Per il match scudetto, José Mourinho rinuncia a Lucio e Chivu e, davanti a Julio Cesar tra i pali, schiera Materazzi e Samuel al centro della difesa nerazzurra con Maicon e Zanetti terzini. Centrocampo con Cambiasso e Thiago Motta arretrati rispetto al tridente che fa da spalla a bomber Milito, formato da Balotelli, Sneijder ed Eto'o. Dopo sei minuti di gioco, è il Siena ad sfiorare il vantaggio con Ekdal: aggirato l'ostacolo-Maicon e sfruttando il rimpallo sul tiro di Codrea, l'attaccante svedese prova il diagonale, ma la palla termina a lato. La risposta dell'Inter arriva al 13' ed è duplice: Balotelli prima raccoglie il cross di Maicon sfiorando il gol con un tiro di al volo d'interno destro, poi innesca l'avanzata devastante di Milito che prova far filtrare la palla alla sinistra di Curci lontano dai pali, ma la palla termina sul fondo. Ancora un'occasione per l'Inter al 22': Maicon è un treno sulla fascia destra ed è suo il cross che, dopo la sponda di Balotelli, permette a Milito la schiacciata di testa verso la porta bianconera, Curci è lucido e non si fa sorprendere. Al 28', il secondo calcio d'angolo a favore dell'Inter impegna Samuel che di testa spedisce palla sopra la traversa, ma ancora sul corner, è Thiago Motta, due minuti dopo a sfiorare l'1-0 sventato solo dalla pronta risposta di Curci. Il portiere bianconero, è soprattutto lui il protagonista del Siena, anche quando al 35', sul cross di Maicon spegne la grinta di Eto'o sotto porta. Al 37', Maccarone fa tutto da solo, è veloce e potente il suo sinistro, ma Julio Cesar c'è e para in due tempi, anticipando la risposta di Curci sulla spettacolo di Balotellli in semi rovesciata dopo il lancio lungo di Maicon. È il 40': al 'Bentegodi', Vucinic porta in vantaggio la Roma mentre al 'Franchi', è Jajalo - su assist di Vergassola - a creare pericoli con un destro a fil di palo (42'). Pieno recupero, la Roma fa il bis con De Rossi, Eto'o cerca il primo dell'Inter dopo il velo di Milito sull'assist di Cambiasso ma è sullo 0-0 che a Siena si chiude il primo tempo.


SECONDO TEMPO - Ripresa al via e Inter in campo con gli stessi undici di partenza, mentre nel Siena Brandao prende il posto di Cribari. Al 4' è perfetto l'uno-due Balotelli-Maicon, ma il brasiliano, pronto al tiro da buonissima posizione, è disturbato da Terzi che mette in corner. L'Inter assedia l'area bianconera: Milito ci va di rabbia all'8 sull'assist di Zanetti, ma incrocia le dite di Curci che alza sopra la traversa ed evita il gol, mentre è Terzi a salvare il risultato sul cross basso di Balotelli un minuto dopo. È lui, è ancora Diego Milito a sbloccare il match al 12' della ripresa allontanando le ombre che per 57' avevano offuscato il 'Franchi': sulla fantastica accelerazione di Zanetti, l'attaccante argentino porta avanti palla e con un diagonale destro spedisce palla nell'angolino basso alla sinistra di Curci. Dopo Pandev in campo dall'8' al posto di Thiago Motta, al 14' Balotelli lascia spazio a Stankovic: è proprio il terzo al 26' a sfiorare il raddoppio colpendo di testa appena sopra la traversa. Al 28', ultimo cambio per Mourinho: c'è Chivu in campo al posto di Sneijder, ma è ancora Stankovic a colpire la traversa al 30' sull'assist di Milito. Ancora Inter: è nerazzurro il contropiede innescato da Eto'o che manda al tiro Milito, Curci blocca ma non trattiene, Pandev si avventa sul pallone e lo insacca in rete, ma Morganti aveva già segnalato il fuorigioco. Dal 41' è Rosi a creare panico in area nerazzurra, un tiro cross che attraversa tutta l'area per uscire dalla parte opposta, prima e un altro al 44' che Julio Cesar non riesce a bloccare. Si giocherà per altri 3 minuti, ancora 180 secondi che separano l'Inter alla conquista del 5° scudetto consecutivo. Morganti fischia, l'Inter è campione d'Italia.

MORATTI: E’ LO SCUDETTO DI MOU Nel giorno del suo 65^ compleanno, per Massimo Moratti non poteva esserci gioia più grande di questo 18^ scudetto: "Sono felice, felicissimo. Abbiamo sofferto fino alla fine ma meritato, bravissimi i ragazzi. Se si può dire che è lo scudetto di Mourinho? Certo, è lo scudetto di Mourinho. E ora pensiamo a Madrid, dobbiamo fare bene anche lì per completare l'opera".

Dopo i festeggiamenti, il presidente viene nuovamente intervistato, con al suo fianco Mario Balotelli: "Ringrazio tutti i giocatori - aggiunge Moratti - e ringrazio anche Mario che è qui al mio fianco adesso e resterà con noi, è dell'Inter al cento per cento. Quella di oggi è una festa meravigliosa, speriamo di poter fare altrettanto a Madrid".

MAICON: SCUDETTO MERITATO Commenta la conquista del diciottesimo scudetto Maicon: "Abbiamo lasciato un po' di punti alla fine ma ce l'abbiamo fatta e abbiamo meritato di vincere questo scudetto, adesso festeggiamo questo scudetto, poi domani riposiamo, che dopo ci aspetta una partita importantissima. Paura oggi? No, non abbiamo avuto paura perché crediamo in noi stessi. Dedico lo scudetto a tutta la mia famiglia che mi è sempre vicina".

MILITO, IL GOL PIU’ IMPORTANTE Commenta la conquista del diciottesimo scudetto Diego Milito, autore del gol vittoria: "È il gol più importante della mia carriera, siamo felici, ce lo meritiamo. Per fortuna quella palla è entrata, dopo che avevamo sprecato delle occasioni nel primo tempo, sono felice".

JULIO CESAR: GODIAMOCI LA NOSTRA FESTA Con 38 presenze su 38 gare, il contributo di Julio Cesar alla conquista del 18° scudetto è stato pressochè determinante: "Quella di oggi è stata una partita molto bella perchè da sola ha deciso un intero campionato - afferma il portiere brasiliano ai microfoni di Sky Sport - Non sarebbe potuta esistere un'emozione più grande di quella provata oggi a Siena, la stessa di quella vissuta due anni fa a Parma, quando all'intervallo del match ancora non eravamo a conoscenza del nostro destino. Quello appena concluso è stato un campionato bellissimo, dobbiamo dire grazie anche alla Roma e fare i nostri complimenti ai giallorossi, ma ora è la nostra festa. Godimocela".

ZANETTI, SUCCESSO INTER  "Dedico questo scudetto alla mia famiglia: a Paula, a Sol, a Ignacio e a tutti i nostri tifosi - è a loro che capitano Zanetti dedica il 18° scudetto nerazz affidata ai microfoni di Sky Sport. I nostri pensieri devono restare concentrati sulla finale di sabato prossimo a Madrid, ma adesso godiamoci questo quinto scudetto, un successo conquistato contro tutto e tutti da una squadra la nostra che ha dimostrato la sua forza, sempre e comunque nessuno ci aveva dato nulla, ma complimenti anche alla Roma".

CAMBIASSO: GRAZIE AI TIFOSI Commenta la conquista del diciottesimo scudetto Esteban Cambiasso: "Adesso voglio abbracciare tutti i nostri tifosi che ci sono sempre vicino, questa vittoria è per loro. La Roma ci ha fatto soffrire ma noi abbiamo retto fino all'ultimo, siamo stati bravi a non mollare. Siamo riusciti a vincere la Coppa Italia e il campionato, adesso pensiamo a Madrid, una partita che farà la differenza tra un'annata straordinaria e un'annata storica, faremo di tutto per vincere anche la Champions".

STANKOVIC: GRANDE MOU  Commenta la vittoria del diciottesimo scudetto Dejan Stankovic: "Il quinto scudetto di fila, siamo felicissimi per questo. È stata dura ma siamo stati bravissimi, noi, il mister, la società, il presidente, i tifosi. Ringraziamo la società che ha costruito una squadra grandissima e ci ha dato il miglior allenatore del mondo, che ci ha fatto capire che siamo fortissimi. Grazie".

BALOTELLI: ESPERIENZA FANTASTICA Ancora in campo al fianco al presidente Massimo Moratti, Mario Balotelli esprime tutta la sua gioia per la conquista del 18° scudetto dell'Inter ai microfoni di Sky Sport: "Sono molto contento, quella vissuta oggi è stata un'esperienza davvero fantastica. Felice per la pace con i tifosi? A volte capitano delle incomprensioni, ma tutto sai supera senza problemi. Adesso pensiamo alla finale di Champions League, io sono qui e andrò a Madrid".

Lucidità e freddezza sono le caratteristiche del Balotelli giocatori che completano un talento dimostrato anche oggi contro il Siena: "Se mai ci sarà una partita che potrà davvero emozionarmi? Tutte le gare mi emozionano allo stesso modo, ma quando si è in campo, se si è ci si lascia trasportare qualsiasi emozione non si riesce a giocare come si vorrebbe. Per questo motivo è sempre meglio lasciare ogni pressione fuori dal terreno di gioco. Grazie a Balotelli per la vittoria di oggi? No, grazie a tutta l'Inter. Dedico questa vittoria alla mia famiglia e ai miei amici e posso già dire una cosa: se sarò in campo al Santiago Bernabeu il 22 maggio, darò il massimo e vincerò quella finale per loro".

FESTA INTER, GIOIA MOU: VINCE SEMPRE CHI MERITA Sceglie i microfoni di Inter Channel José Mourinho per esprimere tutta la sua soddisfazione per la conquista del 18° scudetto giunto: "Ha vinto la squadra che meritava di più. Il campionato è fatto di tante partite e vince sempre chi merita. Forse sarebbe potuto essere tutto più facile: avevamo un vantaggio in termini di punti molto interessante a metà campionato poi, in parte per colpa nostra, abbiamo perso tanti punti. Inoltre, il fatto di essere impegnati anche in una competizione come la Champions League, di dover avere le energie necessarie per disputare un doppio confronto con Barcellona e Chelsea ad esempio, ha reso tutto molto più difficile in campionato perchè si trattava di partite troppo esigenti dal punto di vista fisico e psicologico. La Roma, invece, in questo senso era tranquilla: era fuori dalla Coppa Uefa, giocava una gara a settimana, poteva preparare bene ogni partita, poteva giocare bene e lasciare a noi ogni tipo di pressione. È stato difficile, ma mi mancava questo tipo di esperienza: non avevo mai vinto un campionato all'ultimo minuto. L'avevo vinto in casa, in albergo, con tre o quattro giornate d'anticipo, sempre con molta tranquillità. È stata un'esperienza nuova, che però non vorrei mai ripetere... (ndr.: sorride)". "Se c'è stato un momento nel quale ho avuto paura di perdere la partita di oggi? Il Siena ha fatto una grande gara, dovevamo aspettarcelo, anche se il nostro avversario era già in serie B ha giocato con estrema professionalità. Forse qualcuno, come Rosi ad esempio, giocava anche per la Roma, ma noi siamo stati bravi a restare in campo con tranquillità. Dopo il primo gol mi aspettavo qualcosa di più, non è stato possibile e siamo arrivati alla fine consapevoli del fattoi che in qualsiasi momento sarebbe potuto cambiare tutto".

Un campionato dominato dall'Inter, anche se come ricorda Mourinho: "Dopo la gara con la Fiorentina e il sorpasso della Roma, il campionato non dipendeva più solo da noi. Sapevamo che non sarebbe più bastato vincere tutte le partite, conservavamo qualche speranza di rimontare nelle gare che i giallorossi hanno disputato con la Sampdoria o con la Lazio...sì, è stato quello il momento più complicato della stagione. Poi abbiamo giocato con la Juventus che è arrivata a San Siro non per vincere ma per non fa vincere all'Inter il campionato". E ora la testa è tutta alla finale di Madrid: "Il campionato è finito, vincere scudetto e Coppa Italia è sempre fantastico, lo ha fatto anche il Bayern Monaco, ma in Champions solo uno di noi può vincere. Se penso già alla gara del 22 maggio? Non so, ma in questo momento non ho forza per tornare in pullman e guardare il dvd del Bayern, ma da domani sarà nuovamente al lavoro".
È solo dopo quella finale che José Mourinho penserà al suo futuro: "Adesso non penso a me stesso, penso solo all'iInter, ai miei giocatori e alla gara con il Bayern. Dopo la finale sarà il tempo di essere un pochino egoista e pensare quello che mi potrà dare maggiore piacere professionale, ma al 100 per cento non è vero che sono con un piede già sulla panchina del Real Madrid o che sono il suo l'allenatore"
E a chi chiede a Mourinho a chi appartenga la vittoria di oggi: "È di tutti coloro che in questo momento sono felici".

Grande festa per l’Inter che si gode la conquista dello scudetto, che si aggiunge alla conquista della Coppa Italia Tim Cup., Ora massima concentrazione in vista della finale di Cham,pions League che vedrà l’Inter contrapporsi al Bayern Monaco il prossimo 22 maggio maggio, a Madrid. Per i nerazzurri sogno tripleta, grande slam.

 
 
 
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