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Se non riesci a uscire dal tunnel... arredalo

Siamo circondati da una miriade di piccoli e tragici segnali di "non ritorno" che ci danno la sensazione di essere entrati, pur non volendo, in un tunnel senza via d'uscita.
Ad esempio, non bastasse la dipendenza da cellulare, ne è stato creato uno, da un'azienda giapponese, che misura l'alito cattivo (come se l'interlocutore telefonico potesse sentirlo...), mentre una stilista inglese, Rachel Freire, in vena di riciclaggio metafisico, ha realizzato un orripilante abito, composto da 3.000 capezzoli di mucca.

rachel freire, capezzoli mucca

D'accordo che già tutto sembra esserer stato inventato e inseguire l'originalità è un'ardua impresa, ma non é un obbligo toccare il fondo del ripugnante eppure... attorno a questi eventi si crea un'eco mediatica tale da farli sembrare quasi "normali"; nel senso che, se non li conosci ed apprezzi, ti considerano un provinciale sfigato che non comprende dove va il mondo. E tu devi sforzarti di "cogliere il messaggio" e inneggiare a quella  originalità malata e sconvolta, facendo tacere quella vocina, in fondo in fondo, che grida "Ma come è successo?!" 

Del resto la società cambia, cambiando le persone; oggi, in tempo di crisi, di insicurezze e di disoccupazione, non è strano, benchè orribile, che una storica azienda americana, la Hellmark, abbia prodotto e distribuito una serie di biglietti d'auguri dedicata ai disoccupati. Così, accanto alle beneauguranti frasi relative a compleanni, tenere nascite, matrimoni e anniversari, oggi vede la luce anche l'augurio di "Felice disoccupazione", condizione sicuramente d'attualità per tanti, sigh.

 Non esiste vergogna alcuna, né dignità o riserbo: qualunque oggetto, situazione, personaggio, che sia estremamente miserevole o appena appena eroico, diventa farina di qualche diavolo che tenta di traformarlo in   business e ci riesce, perchè noi glielo permettiamo.
Così va il mondo, direbbe Manzoni, mentre l'Ikea, tanto per tirare l'acqua al suo mulino, potrebbe dire "Se non riesci a uscire dal tunnel... arredalo".
Perchè è indubbio: siamo  in un tunnel.
Ma tranquilli; se proprio tutto tuttissimo dovesse andare male malissimo... ci resta sempre un rene da vendere.

tunnel, arredato

 

Semprepazza

 
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Adotta anche tu un genero.

Post n°5742 pubblicato il 27 Agosto 2014 da semprepazza
 

Mamma SP: Giorgio venga qui, che siamo alle solite, io e Diana non siamo mai d'accordo, lei è sincero, dice sempre quello che pensa, poi mi fido di lei che tante volte ha avuto ragione.

RB: Non mi dica che state discutendo ancora per le tende, lo sa cosa ne penso, a me piacciono le sue tende, Diana non capisce una sega.

Mamma SP: Appunto, Diana si è messa in testa di farmi cambiare il pavimento, ma stiamo scherzando? E' costato una fortuna 30 anni fa, è lucido come uno specchio.

RB: Insomma... sarà anche lucido, ma un pavimento che bisogna mettere ancora la cera e lei ci obbliga ad andare in giro con le pattine non è il massimo.

Mamma SP: Ma... a parte questo a lei piace?

RB: A dire la verità è brutto, anzi è proprio orrendo, poi, mettendo il parquet, abbiamo la possibilità di coibentare a costi contenuti. E' anziana e l'inverno scorso rompeva i maroni in continuazione per il freddo.

Mamma SP: Ma come? Di solito mi dà sempre ragione!

RB:  Le ho dato ragione quando aveva ragione, o vuole che sia ipocrita e mi metta a tessere le lodi del suo pavimento stile museo delle cere? Comunque la casa è sua, decida lei!

Mamma SP: Va bene, fate quello che volete, tanto io non conto mai niente e dico solo stupidate... ma quando finiranno questi lavori?

RB: Se, ogni volta che bisogna fare qualche cosa, lei ferma i lavori causa ripensamenti e rimette tutto in discussione, credo che per Pasqua del 2018 dovremmo finire.

Mamma SP: Ma stiamo scherzando? Ma vi rendete conto che, se sto male e devo fare venire il dottore, faccio una brutta figura con la casa in queste condizioni!

RB: Eccierto, ha perfettamente ragione, i dottori sono una razza bastarda, c'è il rischio che se ne viene uno a visitarla e trova la casa in disordine dice: "Ma che schifezza di casa, il pavimento poi fa cagare, e io dovrei visitarla? Ma stiamo scherzando, per me può anche morire". Ma lo sa che la casa in disordine rientra in una clausola del giuramento di Ippocrate?

Mamma SP: Già che ci siamo, ci ho pensato bene e la copertura del balcone che mi avete proposto non mi piace, poi dalle finestre entra poca luce.

RB: Signora... si lamenta sempre che il balcone è bagnato, ha delle finestre enormi, tanto che abbiamo speso un botto per i serramenti, tiene sempre le persiane chiuse e poi mi dice che la copertura del balcone toglie la luce?

Mamma SP: Certo che tengo le persiane chiuse, se no con la luce  mi si rovinano i mobili!


 


 
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Benvenuti sull'isola dei giocattoli difettosi

Post n°5741 pubblicato il 26 Agosto 2014 da semprepazza
 

Partendo dalla considerazione che nessuno a questo mondo è perfetto, con i difetti dobbiamo fare i conti tutti i giorni, con i nostri e con quelli altrui.
Ma poichè tendiamo narcisisticamente a volerci bene nonostante tutto, i nostri difetti ci appaiono spesso veniali mentre quelli degli altri li troviamo insopportabili.
E qui entra in gioco la dinamica di coppia. Infatti, se da single stiamo benone, ci piacciamo e facciamo il cazzo che vogliamo, perdonandoci pecche e lacune, da accoppiati i difetti dell'uno e dell'altra si incontrano, si annusano e si dichiarano guerra.
Apprezzare le diversità può risultare difficile anche se utile per giungere ad un giusto ed onorevole compromesso ma... mettiamola così: in fondo siamo soggetti artigianali, modelli unici e irripetibili e la presenza di imperfezioni garantisce proprio l'HANDMADE e, appunto, l'unicità e irripetibilità di ciascuno.
Certo, diciamolo, è un bene che, a volte, certi soggetti restino unici e irripetibili, ma non saremo così sfigati da beccarne proprio uno di quelli... o sì?!

vignetta, difetti, arte

Una via di salvezza però c'è: NON accoppiarsi MAI con persone che hanno gli stessi nostri difetti ed idiosincrasie perchè, ritrovati in chi ci è accanto, ci tolgono l'illusione  che siano in noi singolarità scusabili perché originali.
Accoppiarsi, invece, con i nostri esatti contrari: si dovrà combattere strenuamente ma la noia ed il piattume saranno  per sempre banditi dalla vita a due.

E' ovvio che queste sagge (?!?) riflessioni
sul tema dei difetti e della sopportazione reciproca scaturiscono dalla quotidianità e dalla difficoltà di mediare per arrivare all'equilibrio...

linus, difetti


RB: Sei troppo formichina, ragazza, metodica, lenta, per una volta fai una pazzia nella tua vita e prova a imbastire un piatto senza pesare tutto.

SP: Ha parlato il fulmine di guerra, tu non avresti certo questo problema, se aspettiamo te dovremmo andare a caccia per mangiare, dato che quando facciamo la spesa comperi un sacco di cagate inutili e non quello che serve.

RB: Ah ah ah, miss Bradipo, non tocchiamo il tasto spesa, la prossima volta che ci andiamo insieme mi porto la tenda e il sacco a pelo, che per scegliere una cosa guardi anche se chi l'ha prodotta ha dei precedenti penali.

SP: Offerte, rapporto qualità prezzo, ragazzo, data di scadenza, ecc. ecc... ma per te, mister Cicala, è fantascienza.

RB: Comunque, nonostante i tuoi difetti, ti adoro ragazzina, ci compensiamo ed è un dato di fatto.

SP: Eccierto! i miei difetti sono molto meno numerosi dei tuoi e infinitamente più carini.

Ma ti adoro anch'io (non so come faccio!) e forse dovremmo cominciare a preoccuparci quando non ci beccheremo più.


 

Diana & Giorgio

 
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L'incredibile mondo della community

Post n°5740 pubblicato il 25 Agosto 2014 da semprepazza
 

Che la community sia per alcuni (o più di alcuni) un'opportunità di tacchinaggio e relativo auspicabile cuccaggio,  con altrettanto auspicabile e conseguente avventura scopereccia, è noto: sono affaracci che riguardano solo tali utenti e non ci scandalizzano certo: non c'è mai crisi per i morti di figa, come esiste spesso un'adeguata risposta di morte di cazzo (non foss'altro perchè, sul pianeta, le donne sono più numerose degli uomini).

Ciò che più sconcerta, tuttavia, è il metodo.
Un tacchinatore arriva su un profilo di donna, vede una fotina che gli aggrada, analizza le informazioni, vede che la tipa è  inequivocabilmente e pubblicamente impegnata nientepopodimenoché con il coredattore del blog. Un pretendente scopereccio intelligente già sarebbe scoraggiato. Invece no, entra nel blog, legge gli ultimi post, in cui... si condivide con la folla l'anniversario di una felice unione.
A questo punto dovrebbe desistere... perchè perdere tempo andando incontro ad un rifiuto certo? Giammai. Mette mano alla messaggeria e la trova inagibile. Lasciar perdere? Non esiste.  
Bypassa il pubblico dichiarato legame, il poetico anniversario, l'impossibilità di mesaggiare ed arriva trionfante e caparbio alla mail. 
E cosa partorisce la magica penna di quet'uomo irresistibile, impavido, disposto ad affrontare le legnate di un rivale legittimo che condivide la password del blog, pur di conquistare la donzella dalla fotina ammiccante?

Oggetto: "Conoscerci"
Testo: "Buongiorno, splendida signora".

Qualcuno mi spieghi in base a quale perverso ragionamento una donna normale dovrebbe conoscere un uomo così idiota (fra parentesi... coniugato con figli, come dichiara senza remore nel suo profilo, ah ah ah!).
Che mondo incredibile quello della community.

mad

A tutte le utenti donne succede qualcosa di simile, più o meno spesso.  E non conta l'età anagrafica, anzi: è attorno al mezzo secolo di età per lui e per lei che i messaggi di questo tipo si intensificano.
La triste considerazione è, forse, che uomini e donne, annoiati e stanchi di un lungo menage di coppia quotidiano,  pensano che anche altri uomini e donne lo siano e cercano diversivi per esorcizzare il timore di non essere più in grado di far cadere qualcuno ai loro piedi.
Ma senza mettersi veramente in gioco, così, tanto per fare un colpo gobbo. Tristissimo metodo, tristissimo passatempo, tristissima cosa.

 

Diana & Giorgio augurano un buon inizio di settimana.

 
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Nove settimane e mezzo? Macche'... nove mesi e mezzo!

Post n°5739 pubblicato il 23 Agosto 2014 da semprepazza
 

SP: Ti rendi conto che sono più di nove mesi che siamo insieme?

RB: Perchè, ti sei già stufata?

SP: Azzo, non sforzarti troppo di essere romantico che ti viene giù l'ernia!

RB: Una che esordisce con: "Ti rendi conto..."

SP: Ti ricordi la prima volta che ci dovevamo vedere? Che casino!

RB: Come faccio a non ricordarmelo, quel bastardo di meccanico non mi ha ridato la macchina è sono dovuto venire in treno.

SP: Però è stato meglio così, l'incontro alla stazione è stato più bello.

RB: Un sogno... sono sceso dal treno e manco c'eri.

SP: Ho sbagliato binario, può capitare a chiunque.

RB: Ti avevo anche dato anche il numero del binario, stordita, come si fa a non imbroccare quello giusto?

SP: Poi tu, non ti sei smentito neanche al primo incontro, io lì, tutta emozionata e quando ti ho risposto al telefono mi hai detto: "Ma si può sapere dove cazzo sei?"

RB: Non è vero! Ho detto così?

SP: Sei proprio un talebano e neanche te ne rendi conto.

RB: Vieni qui, ragazzina, che festeggiamo il nono mese.

SP: Stammi alla larga o ti do il mestolo sulla testa, animale!



 
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