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Scusatemi se non vi chiamo amore

Post n°5883 pubblicato il 26 Febbraio 2015 da semprepazza
 

Era un po' di tempo che non ravanavo tra le pagine di Libero, così mi sono fatto un giro e ho cercato di capire cosa fosse cambiato.
Per quanto riguarda la home è meglio non dire niente, sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, così ho aperto la pagina dei post rilevanti dove trovi tutti i primi della classe.
L'ho trovata molto interessante, ho scoperto che in realtà viviamo in un universo olografico, che c'è stato un evento epocale con il primo trapianto di bacino e che all'apice della poesia c'è la regina dei versi con "scusami se ti chiamo amore".
Un saluto agli amici, prima o poi torno, per il resto andate affanculo e fatevi curare da uno bravo!


Rospo Brianziolo

 
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Un sorriso ci seppellirà di rughe?

Post n°5882 pubblicato il 25 Febbraio 2015 da semprepazza
 

tess christian, non ride mai

Questa disgraziata donna non sorride da 40 anni e non perchè sia infelice e ne abbia passate di tutti i colori ma semplicemente perchè, da quando era adolescente, ha deciso di non ridere più per prevenire le rughe al viso.
Tess Christian è una cinquantenne londinese, soprannominata "Monna Lisa" dagli amici per la sua perenne espressione fissa ed enigmatica, non ha sorriso nemmeno quando è nata sua figlia, povera bambina, con una madre perennemente inespressiva. Non voglio nemmeno pensare al marito, se ancora resiste, a fianco di una mummia impassibile.
Non esiste una foto in cui sia immortalata con un accenno di sorriso, imbronciata a capodanno, a carnevale, con il sole e con la pioggia, nella buona e nella cattiva sorte, ai matrimoni e ai funerali, sempre la stessa espressione da foto segnaletica.

tess christian, non ride, rughe tess christian, non ride, rughe

tess con la figlia

Che sia poi più patinata di quanto la sua età consenta può essere: non è 'sta gran meraviglia ma è sicuramente priva delle classiche pieghette ai lati della bocca ma... mi domando, vale la pena, per salvaguardare qualche innocua ruga, di passare l'esistenza a reprimere emozioni?
Il mondo è pieno di matti.

 
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C'è un atto giudiziario per lei!

Post n°5881 pubblicato il 21 Febbraio 2015 da semprepazza
 

 

SP: Sono preoccupata, ho trovato nella cassetta delle lettere un avviso di raccomandata con scritto "Atti giudiziari - Polizia". eppure non ho fatto niente, mi succederà mica come a Tortora?!

RB: Magari! Puttana Eva!

SP:  Come magari, ti sei bevuto il cervello?

RB: Vaffanculo! E' sicuramente una multa di un bastardone di autovelox che ho beccato io con la tua macchina...

SP: Certo che se ti hanno fatto la foto quando siamo andati al mercatino di Borgo D'Ale ti arriva una legnata, se accelleravi ancora un po' tornavamo indietro nel tempo.

RB: O quando siamo andati a Modena, cazzo se l'ho presa in autostrada mi arrivano 2.000 euro, mi stracciano la patente e ti vendono la macchina a una pesca di beneficenza...

SP: ... Sono andata a ritirare l'atto, hai ragione, è una multa ma ti è andata di lusso, hai beccato 50 euro per aver superato il limite per 5 km sulla statale di Tortona. Comunque ti sta bene, così impari a rispettare i limiti!

RB: La statale di Tortona? Ma se è larga come una tangenziale, come cazzo fai ad andare a 70 all'ora?

SP: Appunto! Io, invece mi chiedo, come cazzo hai fatto a superarlo solo di 5 Km!

RB: Certo che se guidavi tu, non ti facevano la foto, avevano tutto il tempo per farci direttamente un dipinto a olio.


SP: Ah ah ah...  comunque in parte hai ragione, su alcune strade i sindaci ci marciano, ricordo che eri in fila con altre auto, se l'hai presa tu l'hanno presa tutti.

 
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Il disastro libico: era meglio quando c'era Gheddafi

Post n°5880 pubblicato il 19 Febbraio 2015 da semprepazza
 

L'ipocrisia è un'umana componente, specialmente nella società contemporanea, ed appartiene squisitamente alla classe politica, come è forse giusto che sia dal momento che, spesso, il compromesso porta a qualche beneficio; ma c'è sempre un prezzo da pagare, talvolta incognito e salato, ed è il drammatico caso della tormentata Libia e di tutti gli interessi che la coinvolgono.

Mi ritrovo a pensare alla fine di Gheddafi: l'odiato leader, vilipeso ormai cadaverico, oggetto di scherno e di selfie di gusto necrofilo.

gheddafi, vilipendio del cadavere

Ma odiato da chi? Forse non tanto dai libici, che oggi si trovano a dover fare i conti con una situazione politica uscita da ogni controllo e difesa, quanto da altri personaggi che, dopo averlo accolto come amicone, lo hanno tradito pensando di ricavarne utili maggiori.

sarkozy, gheddafi gheddafi, berlusconi

L'impresentabile Gheddafi, la canaglia che sosteneva il terrorismo palestinese, diventa ospite di riguardo di Sarkozy e Berlusconi perchè siede su giacimenti di petrolio e gas naturale, salvo poi essere abbandonato al suo destino, soprattutto dai francesi (Gheddafi aveva sostenuto anche, pecuniariamente, la campagna elettorale nel 2007 del presidente Sarkozy... e quando si seppe furono cavoli!) quando diventa scomodo e, nel  marzo 2011 (praticamente l'altro ieri) la Francia prende l'iniziativa di sganciare bombe sulla Libia...  seguita da Inghilterra e USA e da un'Italia che si allinea un po' recalcitrante, inviando qualche aereo per non perdere l'opportunità della spartizione di gas e petrolio.

Sarebbe la primavera araba... che diventa il pretesto ipocrita per far fuori l'ormai scomodissimo Gheddafi, forse più leale con gli alleati economici di quanto non lo siano stati gli alleati con lui.
Gheddafi si difende come un leone, con mitra, gas tossici e cannonate ma alla fine viene stanato e "terminato", con grande soddisfazione di tutti.
Ma la primavera araba, ben lontana dal far svolazzare rondini e far spuntare viole nel deserto, genera il caos: per continuare gli affari petroliferi e gasati (o forse si dice gasiferi) si stringono accordi con le varie fazioni in lotta, ungendo una ruota qui e una ruota là e fiumi di denaro vanno a sovvenzionare l'acquisto di armi e munizioni per scannarsi a vicenda. 

E questi sono i conti... senza l'oste.
L'oste, nella fattispecie, è l'isis.
Isis zompa improvvisamente in Libia senza incontrare grande resistenza, dato che la meglio energia era stata spesa nello scambievole scannamento della faziosità belligerante, alimentata da destra e da manca: le truppe sono stremate.

Un fatto davvero increscioso... perchè il califfato non ha nessuna intenzione di vendere il petrolio a francesi e italiani, figuriamoci a prezzi d'amicizia.
Quanto basta per mandare forze militari in Libia... ed è subito guerra, probabilmente travestita da missione di pace, come oggi è politically correct dire.

isis, libia, esecuzioni

Ma il mio è un sarcasmo fuori luogo perchè il bagno di sangue che gronda dai video e dalle immagini che sapientemente isis diffonde su tutto il pianeta come il pavone che fa la ruota, remano contro.
Remano contro il buon senso, la pace, la diplomazia.
Sulla diplomazia, poi, per isis è come sparare sulla Croce Rossa, è un termine che non esiste nel suo vocabolario.

A me Gheddafi non stava così tanto antipatico, ma non ho mai avuto occasione di dirlo. Oggi lo faccio perchè, in fondo, gli eventi mi danno un po' di ragione.

 
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Il volo... pindarico e non dalla Siria a Sanremo

Post n°5879 pubblicato il 15 Febbraio 2015 da semprepazza
 

Non avrei mai creduto e invece è accaduto: ieri sera mi sono vista quasi tutta l'ultima serata di Sanremo. Perchè Sanremo è Sanremo? No, solo perchè in mancanza di alternative in una serata piovosa e pigramente pantofolaia, con un fidanzato piazzato davanti a Fifa 2015 che sperimentava l'ebbrezza di portare un disperato Bologna da Serie B al successo calcistico della Serie A. E son soddisfazioni anche queste.

Allora, per caricarmi di adrenalina, ho pensato: "E se uno volesse trasgressivamente fare un tour in Siria? Se la domanda è poca l'offerta è certamente alta, vediamo un po'".
Invece niente, andare in Siria è roba da matti, attualmente, e non solo non ci sono voli, ma è vivamente sconsigliato anche solo il pensiero di andarci.
Così, tra la Siria e Sanremo mi è rimasto Sanremo.

E' stupefacente come si riesca a fare il pieno dell'audience con il vuoto dei contenuti;  eppure in Italia ci si riesce benissimo ma non mi soffermo né sulla pietosa incapacità di presentare di Arisa ed Emma, nè sulle loro letterine lagrimose a Conti, né sulle patetiche finte domande dei finti giornalisti, né su certe canzoni e su certi presunti artisti, non mi soffermerò nemmeno sulle clamorose steccate della Nannini (e non ditemi che cachet ha preso... fosse anche poco, pochissimo ha dato e a nostre spese e qualche volta potrebbe anche pettinarsi).
Spendo un pensiero, invece, sulla vittoria del pop lirico, nei panni dei tre giovanissimi ragazzi lanciati in "volo" da qualche furbo manager che ha capito cosa funziona in Italia e cosa ancora funziona dell'Italia, musicalmente, all'estero.
Questi ragazzi, 65 anni in tre, carini, puliti, vestiti seri con la cravatta, senza piercing né tatuaggi, con le voci tenorili belle limpide, con l'occhio da pesce fresco e non da pesce strafatto,  rappresentano il ricambio generazionale del made in Italy musicale dopo la scomparsa di Pavarotti e data l'età degli altri tenori ancora respiranti tra noi. Ma non solo rinfrescano l'immagine musicale tradizionale del nostro Paese, sono anche i figli che la casalinga media sogna invece di quei galletti crestati con il pantalone sempre in procinto di cadere dai fianchi e il dilatatore all'orecchio. Che mamme avranno avuto costoro?

il volo, sanremo 2015, vivncitori

Commovente il loro giovanile tripudio di vittoria e comunque bravi e meritevoli, anche se non è difficile quando un guercio vive in mezzo ai ciechi.

Tuttavia, alla fine di tutto, mi resta un tremendo dubbio: ma che ci ha in bocca Malika Ayane? Non è un po' grande per portare ancora l'apparecchio per i denti?

malika ayane, apparecchio per i denti, sanremo

 

 
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