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Chi l'ha visto? Maurice d'Arabia

Post n°5721 pubblicato il 30 Luglio 2014 da semprepazza
 

Alcuni tra i lettori più fedeli nel tempo ricordano sicuramente mauricemann, glorioso coredattore del presente blog durante la sua era goliardica, siculo cosmopolita ed estroverso, appassionato di buona musica e dotato di pungente umorismo.
Il destino, l'aMMore ed il lavoro lo hanno allontanato dalle cose virtuali ma i contatti tra semprepazza e mauricemann non si sono interrotti, con scambio di notizie negli anni fino ad oggi, a dimostrazione che anche in un ambiente virtuale può svilupparsi qualche amicizia degna di tale nome.
Dal lontano 2007  l'ineffabile Maurizio aveva contatti con il mondo medio orientale solo sporadici, rivisitati con umorismo, come si può vedere da alcuni vecchi post che riporto, ormai storia:

 blog.libero.it/interiorlanding/6881048.html
blog.libero.it/interiorlanding/6863122.html
blog.libero.it/interiorlanding/6862036.html
blog.libero.it/interiorlanding/6896914.html

dubai

In tempi più recenti, invece, Maurice d'Arabia si è stabilmente imbeduinato in quel di Dubai, luogo mitico dal quale ci invia fotine e commenti e, stralciando dall'ultima mail, riporto le sue parole.

"Ciao redattori semprepazzi, come va? Ho ricominciato a leggervi anche dai 45gradi diddubbai!
Ho visto che il rospo ti sopporta ancora, questo è già' un buon segnale.
(Maddai, sono una personcina gradevolissima, io, il fortunato, semmai, è lui! ndr)
Qui la media dei 40 gradi diurni con tasso di umidita' oltre l'80%  è costante, impossibile passeggiare se non vuoi scioglierti come un cono gelato.
Per darti un'idea, pensa a quando apri il forno e ti arriva l'ondata di bruciore in faccia; bene, ora pensa che questo continua sempre e non ti puoi allontanare dal forno.
Gli sbalzi caldo-freddo sono tremendi e continui: ufficio fresco, corridoio 50 gradi, reception fredda, macchina parcheggiata al sole 60 gradi (come minimo), il garage al 3° piano sotterraneo assomiglia ad un'enorme pentola a pressione, poi finalmente il loft fresco!
E poi c'è l'aspetto interessante, sciccoso e spesso pacchiano che ti lascia senza parole, non mi dilungo in descrizioni, sarei noioso, ti mando qualche fotina dal cellulare e capirai".

Dubai, car

Dubai, car

Condivido sul blog, a beneficio di quelli che ricordano Maurizio, unitamente ad una sua riflessione: a Dubai comprano i macchinoni perchè la benzina non costa un catz, 30 centesimi al litro!

dubai, oil, distributore, fuel


Ciao Maurizio, ti salutiamo da qui oltre che via mail perchè questo spazio appartiene anche a te e non dimenticare di portarci, al tuo ritorno, come souvenir, un cammello; qui la benzina costa quasi due euro al litro e il cammello va ad acqua (che, immagino, a Dubai costi come da noi la benzina).

 
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Sana consapevole libidine

Post n°5720 pubblicato il 29 Luglio 2014 da semprepazza
 

Solo una sana, consapevole libidine salva il giovane dallo stress dell'azione cattolica.
Ma da questo e da altri stress alcuni di noi, persino blogger incalliti, siamo salvati grazie ad una libidine tutta naturale, sicuramente sana e certamente consapevole: la passione per il giardino.
E' un'arte riposante benchè faticosa (chiedete a "pollice verde" alias Rospo_Brianzolo, fanatico del verde, quanto si diverta quando vanga come un forsennato un terreno estremamente argilloso...), rilassa, gratifica quando si vedono i risultati, è condivisibile anche con chi non ha contribuito con le braccia perchè è una gioia per la vista di tutti.

Il giardino rispecchia la personalità e c'è chi esagera, come in questo caso:

arredo giardino

Non è un'immagine presa dal web, nè da un rivenditore di articoli in cemento da arredo giardino, ma solo da qualche centinaio di metri da casa...

E poi c'è chi crea un grazioso e contenuto giardino di facciata ma, dietro casa, più lontano da occhi indiscreti, si crea la sua oasi di verde unendo al dilettevole l'utile, come il giardino segreto di Grazia, pieno di golose sorprese.

more

uva

fichi


E' chiaro che per fare e curare un giardino comm'il faut è fondamentale la presenza di un uomo che abbia questa passione e braccia rubate all'agricoltura o non se ne fa niente; pertanto ogni donna che ama il giardinaggio estremo deve blandire con ogni mezzo il proprio uomo per indurlo a vangare, tagliare il prato, potare le siepi ecc. Come? Prendendolo per la gola (...per non dire cose oscene), producendo tiramisù a tutto spiano che ottengono sempre un bel risultato, sia per quanto riguarda la crescita del giardino e di altro.

Il giardino di semprepazza e Rospo_Brianzolo è in fieri, non sappiamo quando lo finiremo, credo mai perchè un giardino è un'opera in continua evoluzione e manutenzione.
E' però una bella soddisfazione aver visto i primi aceri piantati riprendere vita dopo lo stress da trapianto e siamo così soddisfatti che abbiamo comprato un nuovo acero,  fresco fresco di stamattina e pronto a far parte del territorio "Diana&Giorgio Garden", non solo un progetto di giardinaggio ma anche un progetto di vita.

Sarà forse per questo, oltre che per una sana consapevole libidine, che Rospo_Brianzolo continua a spendersi a pieni muscoli e semprepazza gli zampetta dietro per alleviargli la fatica come può, entrambi in calzoncini, canottiera e clogs, senza lamentarsi per le zanzare e il mal di schiena.
Siamo bellissimi in calzoncini e clogs ma scordatevi la foto. Ci sono cose che si condividono solo con altri altrettantemente in calzoncini e clogs e al momento solo con Grazia, con la quale, rigorsamente in clogs, scambiamo visite ai rispettivi giardini.
Se non è amore questo... per il giadino...

clogs, garden


 

 
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Blog simpatico e utile?

Post n°5719 pubblicato il 26 Luglio 2014 da Rospo_Brianzolo

Oggi, tanto per cambiare, c'è un tempo di merda e non possiamo lavorare in giardino, così abbiamo pensato di prenderci cura del blog per farlo vivere in modo simpatico e utile.

Ma come si fa a far vivere un blog in modo simpatico e utile?... mah

 

Buon fine settimana da Diana & Giorgio

 
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Quando i bambini nascevano sotto i cavoli

Era il tempo dei cavoli: una coppia faceva zin zin e puf... spesso nasceva un bambino, in modo semplice e naturale, senza fertilizzanti, senza gravidanze assistite.
Oggi sembra che avere un figlio sia sempre più difficile. L'infertilità è il prezzo pagato al progresso,  all'inquinamento, allo stress da civiltà industrializzata e tecnologica, a ciò che si mangia, a ciò che si respira, ai ritmi di vita e di lavoro innaturali che hanno  sopraffatto gli istinti primari.

bambino, cavolo, neonato

Per le coppie in difficoltà procreativa (e sono numerose) la psicosi da figlio che non arriva diventa una fissazione, forse perchè, ancora adesso e nonostante l'impero del dio denaro, lasciare un'appendice di sè è uno dei pochi obiettivi che sa dare veramente senso alla vita umana.

Il calvario inizia con la diagnosi di infertilità di lui o di lei dopo un tempo ragionevolmente lungo di tentativi a vuoto; quali alternative, quali rimedi?
Il primo è l'adozione, penalizzata pesantemente per due motivi: i tempi lunghissimi della burocrazia che trasforma il percorso in una via crucis con costi non alla portata di tutti; il secondo sono i dubbi e le perplessità che nascono dall'accettare un bambino figlio di non si sa chi; quale indole avrà? E se fosse figlio di uno psicopatico? Un terno al lotto.
Sì, perchè nel volere figli c'è anche una componente di egoismo; il figlio è una prosecuzione di noi, una nostra proiezione e lo vorremmo simile e bello nella presunzione che noi siamo giusti e belli. Infatti "ogni scarrafone è bello a mamma soja", anche se fosse deficiente come la mamma o il papà naturale perchè è decisamente più facile accettare la propria deficienza rispetto a quella degli altri.
Per poter dire, a pieno diritto "E' tutto suo padre".

Bossi, trota, tutto suo padre 


La seconda alternativa è la cosiddetta fecondazione assistita, che può essere omologa (quando ovuli e liquido seminale appartengono alla coppia, benchè assemblati in centrifuga o in vitro e reintrodotti meccanicamente) od eterologa (quando gli ovuli o il liquido seminale provengono da donatori).

Ed è relativamente a questa seconda soluzione che i questi giorni ci arrivano notizie delle prime gravidanze italiane ottenute con utilizzo di un donatore esterno di spermatozoi a tre mesi dalla sentenza 162/2014 della Consulta che ad aprile ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40/2004. 
*

Infatti in Italia la fecondazione eterologa era vietata e, a tre mesi dalla sua legittimità, non esiste ancora un protocollo o linee guida che ne regolamentino il lato bioetico, se non sotto il profilo strettamente da procedimento medico.
E la cosa apre scenari che vanno dalla sfiga nera alla fortuna sfacciata: chi sceglie il donatore e le sue caratteristiche? Probabilmente, se lo fa il ginecologo utilizzando donatori rigorosamente anonimi, l'attenzione del professionista sarà soprattutto rivolta alla qualità dei gameti, alla loro forza vitale e resistenza in ambienti ostili, e non importa se il donatore o la donatrice siano alti, bassi, grassi o magri,  sinceri od ipocriti, brave persone o grandissimi stronzi.
E se invece fosse la coppia con problemi di fertilità a scegliere? Tra gli amici, i conoscenti che piacciono o, addirittura, facendo una selezione personale tra sconosciuti/e attraverso test come quando un'azienda recluta un manager e lo vuole adatto ai suoi scopi?
In assenza di regole tutto può essere e tutto può accadere.

Ma una cosa è e resta certa: quando nasce un bambino non si sa mai come sarà; per fortuna ogni essere umano è unico e non c'è formula matematica che ci dica con certezza cosa e quanto prenderà dai suoi genitori naturali.
Ed è ancora e proprio questo il mistero e il bello della vita e della nascita.
Ad esempio, mia madre, a mezzo secolo abbondante dal lieto evento, sta ancora recriminando che da lei ho preso poco, forse voleva un clone e si ritiene molto più saggia di me che sono semprepazza.
Ma io sono contenta così, e pensare che sono nata sotto un cavolo, come avveniva un tempo, senza fertilizzanti e senza fecondazione assistita...



*
A dare notizia delle prime tre  coppie italiane che a Roma hanno ottenuto una gravidanza grazie ad un dono di gameti è Filomena Gallo, dell'associazione Coscioni. A Milano Severino Antinori, pioniere della fecondazione assistita, ha invece annunciato l'avvenuto concepimento, grazie al seme fornito da un donatore anonimo, da parte di una coppia pugliese con problemi di fertilità maschile.



 
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Abbiamo molte più cose in comune con un albero che con un circuito integrato

Post n°5717 pubblicato il 21 Luglio 2014 da semprepazza
 

Quando entro in un vivaio ho sempre una strana sensazione: che gli alberi e le piante siano lì come orfanelli o cani abbandonati che aspettano un nuovo genitore o padrone.
Se ne stanno lì, con il loro cartellino appeso ad un ramo (c'è qualcosa, oggi, che non ha un prezzo?), a volte ammassati gli uni contro gli altri in un innaturale sovraffollamento che ne limita le potenzialità.
Li guardo e vorrei portarmeli a casa, non solo perchè sono belli ma anche perchè mi sembrano infelici, forzatamente anonimi in attesa di manifestare personalità.

Cosa promette un albero?
Tantissimo, e mantiene sempre le promesse: silenziosa compagnia, cresce con noi, diventa depositario di vita e ricordi, ti dà la misura del tempo, della vita, della natura, ti ricorda che non sei nato per rinchiuderti tra quattro mura pensando di interagire con il resto del mondo, per esempio, solo attraverso un monitor.

Sono poche le cose più belle di un albero, una è forse comprare un albero insieme alla persona che si ama perchè un albero è soprattutto una promessa di vita e di futuro, più di un anello di fidanzamento e certamente più di una borsa di Vuitton, per quanto, magari, di minor valore pecuniario ma infinitamente più significativo.

Ecco perchè, quando agli alberi che hai comprato e trapiantato iniziano a seccare le foglie, ti scocci.  Cosa caspita hai sbagliato? Troppa acqua? Poca acqua? Stress da trapianto? Parassiti marziani invisibili?
Cazzo avete, Acer palmatum scolopendrifolium e Acer platanoides crimson, da sembrare alberi in autunno, con tutte le fogliette gialline e macilente e l'aria patita? I bastardi non rispondono... ah già... compagnia silenziosa.
Dal che si desume che, oltre al resto, gli alberi sanno anche soffrire in silenzio.



 
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