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Creato da semprepazza il 15/09/2007
Il piacere di viaggiare senza valigie
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L'arte non puņ essere perbenista
"Tutti questi stupidi borghesi che continuamente usano le parole immorale, immoralità, moralità nell'arte, ed altre sciocchezze del genere, mi fanno pensare a Louise Villedieu, una puttana da cinque franchi, che una volta mi ha accompagnato al Louvre dove non era mai stata, e lì arrossiva, si copriva veloce la faccia e ogni momento mi tirava per la manica e mi domandava, davanti a quella moltitudine di statue e dipinti eterni, come si potesse esporre in pubblico una tale indecenza". Lo affermò Charles Baudelaire nel suo diario intimo intitolato "Il mio cuore messo a nudo".
Sono forse tutti feticisti gli artisti nel momento in cui privilegiano una parte del corpo, concentrando l'attenzione sulle labbra, sui capelli, su una caviglia, sul seno o sul ventre?

Otto Dix
Gli artisti hanno le loro perversioni mentali, un loro tema privilegiato, determinati dettagli che preferiscono ad altri. L'elenco delle loro predilezioni è lunghissimo, tanto da poterle quasi ordinare per categorie. Potremo citare il capitolo "vulva", all'interno del quale spiccherebbe sopra tutti Courbet.

George Grosz
Rodin, Kubin, Dix, Grosz, Schiele, Masson, Picasso, Brauner, Magritte ed altri farebbero parte del capitolo "la metamorfosi della vulva", avendola metaforizzata in paesaggio, animale, frutto, fiore, monumento.
Il capitolo "pene" sarebbe, altresì, rappresentato da Durer, Warhol, Fetting, ecc.

Rainer Fetting

"Donna grassa" sarebbe una sezione dove Rubens, Rembrandt, Maillol, Botero e Renoir detterebbero legge, al contrario di Otto Dix, Gruber e Giacometti che sarebbero gli autori del capitolo "donna secca". Questo elenco non finirebbe mai: la "peluria" per Modigliani e Oppenheimer, "donne gravide" per Klimt, "capi di abbigliamento", "biancheria", ecc.

Fernando Botero
Ma lla pittura non è quasi mai immorale perchè è solo la trasposizione fantastica e creativa di un mondo oscuro, dominato dai demoni: i nostri inconsci o segreti desideri sessuali che si fanno arte, non perversione reale.
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