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Ciascuno ha la sua croce e noi...

Post n°2712 pubblicato il 04 Novembre 2009 da semprepazza
Foto di semprepazza

 

 Chi segue con una certa assiduità questo spazio sa che non sono una fervida credente, anzi probabilmente sono atea anche se lascio il giudizio sospeso ancora per un po'. E sa anche che non sono tenera con la Chiesa.
 Ma c'è una cosa che da due giorni mi sforzo di ignorare per la pace dell'animo e non ci riesco, così eccomi qui a parlarne, almeno butto fuori un po' di rabbia repressa.
Il crocifisso.
 Per secoli non ha mai dato fastidio a nessuno, non agli atei, non alle persone di religione diversa, non a un cane nè alle sue pulci.
 Adesso, da qualche anno a questa parte sembra sia diventato il più scomodo degli oggetti d'arredo, simbolo di prevaricazione, di razzismo e di discriminazione.

 E questo non l'accetto.
 Il Cristo in croce non è un semplice simbolo religioso ma l'icona di tutta la cultura occidentale e italiana in particolare.
 Se c'è uno che per primo ha predicato la pace, la tolleranza ed il perdono è stato proprio quel pazzo di Gesù e quanti arrivano da lontano nel nostro Paese dovrebbero ringraziare se se ne sta ancora appeso sulle pareti di qualche stanza a ricordarci che l'accoglienza è un dovere umano, il rispetto un principio fondamentale e la pace una splendida utopia.

 Io non pretendo che chi arriva con abitudini e stili di vita diversi cambi d'abito, dimentichi la propria lingua, rinneghi i suoi principi religiosi; mi adopero per dargli una mano ad integrarsi, per fargli capire da cosa sono scaturite  certe diversità e per farle convivere nel rispetto reciproco. Non mi oppongo se qualcuno, all'improvviso, smette per 10 minuti di lavorare, rivolge lo sgardo verso la Mecca e innalza una preghiera.
Ma pretendo lo stesso rispetto per le mie tradizioni. Anche se non credo, però credo nel principio e nei valori che dal cristianesimo sono scaturiti e non rinnego i suoi simboli.

 Il timore è che sia una guerra sotterranea e strisciante, che mira a ben altro.
Se in un pubblico ufficio sta appeso il ritratto del Presidente della Repubblica in carica...  bhe, allora anche quella è una discriminazione, no? Se nello stesso ufficio lavorano un senegalese, un afgano e un cinese non avrebbero anch'essi diritto di vedere il loro capo in carica alzando gli occhi ogni tanto?

 Ma scherziamo?

 Oggi vado in un negozio di arte sacra e compro tre o quattro crocifissi e domani li appendo in quelle stanze del mio ambiente di lavoro in cui non sono presenti.
 Se a qualcuno non gli sta bene... il mondo è grande. Fanculo.

 Cio’ che volete gli uomini facciano a Voi, anche voi fatelo a loro. LUCA 6, 31

 A chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’a chiunque ti chiede; e a chi prende il tuo, non richiederlo. LUCA 6, 27-30

 Rimetti la spada nel fodero, perche’ tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. MATTEO 26, 52

 “Maestro, questa donna e’ stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mose’, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?” […]
 E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzo’ il capo e disse loro: “Chi di voi e’ senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”.
GIOVANNI 8, 4-5; 7

 Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo!. GIOVANNI 7, 46



 E noi dovremmo togliere l'effigie di un uomo così?

Dali', crocifissione

 Salvador Dali'

"Crocifissione, corpo ipercubico" 1954, olio su tela, 194,5x124 cm. Metropolitan Museum of Art New York.


 Il museo è un luogo pubblico, che facciamo, togliamo anche questo dal Metropolitan?

 
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