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Creato da semprepazza il 15/09/2007
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L'incredibile e meravigliosa storia di Manute Bol
Ci sono storie che hanno dell'incredibile, come quella di Manute Bol.
Manute Bol (Gogrial, 16 ottobre 1962) è nato in Sudan, in un villaggio Dinka dove, come molti coetanei, badava alle pecore. Padre e madre erano di statura modesta, poco al di sopra del metro e settanta, lui, invece, raggiunge i due metri e trentadue, ed è così magro che Woody Allen, grande tifoso di basket, diceva: "quando giocano in trasferta, per risparmiare lo spediscono via fax".

Perchè Manute è stato il cestista più alto della storia del basket mondiale quando esordì nell'NBA... e non faceva passare un pallone.
Scoperto da un procacciatore americano, giovanissimo si trasferì negli Stati Uniti, non parlava una parola d'inglese e non sapeva nè leggere nè scrivere.

Diventò un personaggio negli anni '80, la sua eccezionale statura lo rendeva invincibile a canestro, giocò con i Washington Bullets, i Golden State Warriors, i Miami Heat, i Philadelphia 76ers, i Florida Beachdogs. Si ritirò nel 1995 e tornò a casa, in Sudan.
Come Ulisse, Manute faceva ritorno carico di gloria, ma anche di danari.
E qui mostrò la sua grande generosità elargendo somme anche considerevoli ad una miriade di parenti e finanziò l'esercito sudanese che combatteva per la libertà della nazione; non bastasse, fondò associazioni benefiche, fra cui la Ring True Foundation, a sostegno dei bambini poveri sudanesi.

Ben presto i soldi, ed erano tanti, terminarono... il governo sudanese gli sequestrò il passaporto e non si curò più di lui: ormai era povero, non serviva più.
Anche gli Stati Uniti gli negavano l'accesso, nonostante la precedente grande popolarità. Nel 2002, finalmente, potè far ritorno negli USA, dove aveva lasciato moglie e figli.
Qui cercò di riconquistarsi un posto al sole e fece di tutto pur di trovare altri fondi utili alle sue cause: nel 2003, per esempio, partecipò ad un incontro di pugilato al "Celebrity Boxing Show ", trasmissione nella quale celebrità passate e presenti si sfidano a colpi di boxe; Manute vinse l'incontro ed i 35.000 dollari di premio che lo aiutarono nei suoi progetti. Ancora nel 2003, accettò di far parte di una squadra di hockey su ghiaccio: era prevalentemente una trovata pubblicitaria, infatti Bol scese in campo una sola volta ma l'incasso fu devoluto a scopi umanitari.

Ora Manute Bol è malato, colpito dalla sindrome di Stevens-Johnson e da un collasso polmonare, è appena uscito dalla terapia intensiva.
Ma i soldi consumati come caramelle, la problematica situazione politica del Sudan, la recente difficile vita negli States non hanno ancora piegato il "gigante buono" che ha ricevuto manifestazioni d'affetto da tutto il mondo e che spera di poter continuare ad aiutare il suo travagliato Sudan.

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