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Creato da: InUnAngolo il 03/04/2012
mi serve solo un posto dove vomitare il veleno...

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Ultimi commenti

Guai se non vi fosse questa curiositą.
Inviato da: MarquisDeLaPhoenix
il 06/04/2012 alle 15:41
 
E certi giorni la risposta č "si"...
Inviato da: MarquisDeLaPhoenix
il 04/04/2012 alle 16:59
 
resisti non puo' piovere per sempre abbi fiducia e...
Inviato da: sognaminelcuore
il 04/04/2012 alle 02:11
 
mi spiace...ti lascio un abbraccio...
Inviato da: L.u.c.e
il 04/04/2012 alle 00:04
 
 

 

 

SEI

Post n°6 pubblicato il 27 Aprile 2012 da InUnAngolo

La verità è che quando l'unico pensiero che hai appena sveglia è che non vedi l'ora che arrivi sera perché vuol dire che hai un giorno in meno da vivere, quella non è più vita. La verità è che aspetto solo che finisca. Perché la stanchezza di vivere si fa via via più forte della paura di morire. La verità è che se fossi un poco più coraggiosa e molto più egoista l'avrei già fatto.

 
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CINQUE

Post n°5 pubblicato il 16 Aprile 2012 da InUnAngolo

L'apatia è peggio della rabbia. La rabbia è pur sempre una spinta. Distruttiva finché si vuole, ma è comunque un segno vitale. Ci si arrabatta per salvare ancora qualcosa, con la rabbia, o perché si crede ancora in qualcosa. Nell'apatia tutto è fermo. O non ci si accorge di ciò che si muove. E' come camminare nelle sabbie mobili, senza affondare mai del tutto, così che nemmeno la parola "fine" arriva ad arrecare sollievo.

 
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QUATTRO

Post n°4 pubblicato il 06 Aprile 2012 da InUnAngolo

Parto. Ma stavolta il viaggio mi sembra troppo lungo e la valigia troppo pesante. Quello che mi frega, sempre, è la curiosità di vedere come va a finire.

 
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TRE

Post n°3 pubblicato il 05 Aprile 2012 da InUnAngolo

Non pretendo certo che tu debba vivere i miei stati d’animo come fossero i tuoi. Mi basterebbe che tu capissi che non si può sempre ridere e che non si può vivere solo all’insegna della prossima bevuta, della prossima festa, della prossima uscita in giro per locali. Mi basterebbe che tu capissi che io sono donna che proviene da un passato pieno di ferite e non la ragazzina che ha avuto la strada spianata quasi su tutto, come invece sono quelle a cui sei abituato. Peraltro, non vorrei nemmeno cambiarmi con loro. Mi preferisco così, pur con tutte mie ammaccature e i miei limiti, ma consapevole che la vita è "altro". Così il mio lato godereccio cede il passo alle mie ombre, ben più possenti, ed ai mei demoni, ben più perentori. Vorrei che tu capissi che ho bisogno di un uomo che sappia capire quando è il caso di lasciare da parte battute e stronzate, cene e sollazzi, uscite e feste e che si accontenti di stare con me una sera sul divano, accarezzandomi la testa ed abbracciandomi in silenzio. Mi basterebbe questo per poter credere che, alla fine, andrà tutto bene. Invece ho paura di trovarmi davanti ad uno che dal ruolo di ragazzino non è mai uscito e che pensa solo a farmi divertire, convinto, così, che con la cazzonaggine si possano risolvere tutti i problemi. Il non pensarci non ha mai portato a niente. Se non a perder tempo. Almeno dalle mie parti.

 
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DUE

Post n°2 pubblicato il 04 Aprile 2012 da InUnAngolo

E’ che comincio a domandarmi se e cosa abbiamo in comune, oltre ai gusti musicali e alla passione per un certo sport, certo. Più ci penso e meno punti d’incontro mi vengono in mente. Conoscendoti in un certo contesto mi eri sembrato così simile a me, come modo di “sentire”.

Ma vivendoti nel tuo mondo le differenze, ineffabili, saltano sempre più agli occhi. E non capisco quale sia la parte più vera di te. Mi piace pensare sia quella di cui solo io conosco l'esistenza. Non ne faccio una questione anagrafica. Tre anni, tutto sommato, non sono un salto generazionale tanto forte. Credo sia la diversità dei mondi in cui siamo cresciuti, dove per mondi intendo sia la provenienza geografica che lo stile di vita. No, più che stile, le situazioni che la vita ci ha messo davanti. Mai tanto opposte. Il che non significa che io mi ritenga migliore. Solo diversa. E lontana. Dal modo di vivere che vige nel tuo mondo, soprattutto. A cui fatico ad adeguarmi, inutile girarci attorno.

E mi chiedo se il bene che è nato nel frattempo, la voglia reciproca di entrarci dentro la pelle, la smania di sentire i cuori battere dopo che per troppo tempo sono rimasti a secco di emozioni (il tuo più a lungo del mio, a quel che dici)  sia sufficiente a tenere insieme chi è nato con la Nebbia dentro e chi, invece, è nato col Sole.

Ci sono giorni in cui credo che la risposta sia no.

 
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