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Creato da iononsonoio2 il 07/12/2006
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blog cantautori
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Post n°1494 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da iononsonoio2
MARCO VICHI
La primavera del 1967. L'alluvione di novembre, con il suo strascico di tragedie e di detriti, sembra essersi placata e Firenze comincia di nuovo a respirare. Ma non il commissario Bordelli. Per lui non c'è pace dopo un fatto che gli è successo. Indagando sull'omicidio di un ragazzino, si è scontrato con i poteri occulti della massoneria ed è stato costretto alla resa con un "messaggio" molto chiaro: lo stupro di Eleonora, la giovane commessa con cui aveva appena intrecciato una relazione appassionata, e una lista con i nomi di tutte le persone a lui più care. Sconfitto e amareggiato, Bordelli si è dimesso dalla polizia e ha lasciato San Frediano. Che altro avrebbe potuto fare? si chiede nel silenzio della casa sulle colline. Continuare a fare il poliziotto sapendo che non sarebbe mai riuscito a mettere in galera gli assassini? Adesso trascorre le giornate cucinando, facendo lunghe passeggiate nei boschi, imparando a far crescere le verdure nell'orto. Il pensiero di quella resa, di quella violenza senza giustizia, però, non lo abbandona. Ma il destino, in cui fino ad ora non ha creduto, gli offre inaspettatamente l'occasione di fare i conti con il passato, e Bordelli non si tira indietro. E’ inutile commissario Bordelli , puoi andartene a vivere in montagna, lasciare Firenze e il lavoro , ma i fantasmi del passato non ti potranno mai abbandonare. In questo libro , che è il proseguimento di Morte a Firenze ci sono collegamenti ai libri precedenti , un suo viaggio nella memoria , e forse la fine dei suoi incubi Voto 9 |
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Post n°1493 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da iononsonoio2
LEGGERE DEVE ESSERE UN PIACERE , SE DIVENTA UN OBBLIGO PUO' NON ESSERE PIU' PIACEVOLE
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Post n°1492 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da iononsonoio2
CHEVY STEVENS
una mattina d'estate qualunque per la giovane agente immobiliare Annie O'Sullivan. Quel giorno, le sue uniche preoccupazioni sono l'ennesima lite con la madre, l'open house da organizzare in una casa in vendita nel pomeriggio e la cena con Luke, il suo fidanzato. L'open house va per le lunghe, ma quando si presenta un potenziale acquirente dal sorriso gentile, Annie pensa che possa essere il suo giorno fortunato. Non è così. L'uomo le punta una pistola addosso e, dopo averla drogata, la chiude in un furgone. Al risveglio, Annie scopre di essere stata portata in una casa sperduta tra le montagne. Dove si trova? E chi è quell'uomo? Intrecciato con la storia dell'anno di prigionia che viene svelata durante gli incontri con la psichiatra - un secondo filo narrativo racconta l'incubo del ritorno dopo la liberazione: la lotta di Annie per ricomporre un'esistenza ormai spezzata, le ricerche della polizia per identificare il rapitore e il turbamento per la consapevolezza che questa esperienza, sebbene conclusa, è molto lontana dall'essere superata. Un thriller mozzafiato, una storia di paura e dolore, ma anche di sopravvivenza, della forza di raccontare e di esplorare i recessi più oscuri della psiche umana, dove la verità non sempre rende liberi. Una trama ben congegnata , un intreccio che lascia senza fiato . voto7 |
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Dove sei finita? Ti cerco ma non ti trovo Nel mondo Non ti ho trovata Non so dove sei Forse sei solo una parola Scritta su un muro Da un uomo che muore Sotto il fuoco nemico O forse esisti Ma nessuno ti conosce Forse sei nascosta In uno scantinato buio Dove nessuno ti può trovare Vorrei che tu esistessi Che tu tornassi nei nostri cuori Che tu con la tua forza Faccia unire noi tutti In un grande cerchio Un grande cerchio Che circondi la terra In un giro di abbracci E braccia tese Al fratello Ma sembra impossibile Perché la paura Non ti da tregua E resti cosi’ Ad aspettare
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Post n°1490 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da iononsonoio2
FLAGG FANNIE Maggie Fortenberry ha una vita apparentemente perfetta: porta splendidamente i suoi sessant'anni, ha successo nel lavoro, è elegante e simpatica a tutti. In realtà è profondamente infelice. Ex Miss Alabama, dei suoi sogni di ragazza Maggie ha realizzato ben poco: non vive in una villa grandiosa con un marito devoto e una nidiata di figli, e, per ironia della sorte, come agente immobiliare è costretta a vendere ad altri il suo sogno. Ormai ha deciso, vuole farla finita. Ed escogita il piano perfetto. Da quel momento nella sua vita si susseguono incontri inaspettati, coincidenze, fatti imprevisti che la costringono a rimandare il progetto. Tra cui la vendita di una casa storica da parte di una concorrente che pensa solo a buttare giù edifici per costruire condomini . Coinvolta da una sorpresa stupefacente a un'altra, Maggie scopre infine cosa vuol dire la vera amicizia. Scopre anche che ognuno, vivo o morto, nasconde almeno un piccolo segreto.... Un bel libro scorrevole e avvincente ,con segreti e cose antiche da scoprire , anche se qualcosa l’ho intuito presto. Un avvicendarsi di passato e presente ben costruito
Voto 8 |
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Post n°1489 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da iononsonoio2
KELLERMAN JONATHAN
Il suo nome è Elise Freeman, e il suo grido agghiacciante di aiuto arriva troppo tardi per salvarla. Su un DVD trovato vicino al suo corpo senza vita, è rinchiusa la cronaca del lungo calvario emotivo e fisico della donna, costretta a subire ogni sorta di violenza nelle mani di tre aguzzini sadici. Ma ancor più scioccante è la rivelazione che i colpevoli, come la loro vittima, hanno insegnato in una delle scuole più prestigiose di Los Angeles. Al detective Milo Sturgis viene assegnato il caso, e tocca a lui avviare le ricerche nelle aule della scuola, e se mai c'è stata un'occasione migliore per mettere alla prova le abilità psicologiche del dottor Alex Delaware, è esattamente questa. Toccherà ad Alex e Milo portare alla luce i segreti porchi e inconfessabili che si nascondono dietro la facciata pulita e ordinata dell'istituzione. Ma durante la ricerca Alex e Milo potrebbero essere trascinati in una trappola mortale e ben costruita. |
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Post n°1488 pubblicato il 14 Gennaio 2012 da iononsonoio2
Dove è quel paese dove tutti sono come fratelli forse è lontano dietro sette valli e sette colli o forse è vicino a portata di mano. Ma anche tu puoi riuscire a renderlo vicino se lo vorrai sette valli sette colli possono stare nella tua mano, se tu la tenderai a chi ti è vicino Non avere mai paura non sarai mai solo sorridi |
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Post n°1487 pubblicato il 14 Gennaio 2012 da iononsonoio2
Quante volte Hai chiesto Al mondo Un sorriso Quante volte Hai chiesto al cuore Un momento Tutte le volte che vuoi Dal mondo Avrai un sorriso Dal cuore Avrai un momento |
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Post n°1486 pubblicato il 14 Gennaio 2012 da iononsonoio2
Le ore lunghe silenziose uguali scandiscono il tempo che passa la fantasia le allunga le accorcia ma sono sempre uguali
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Post n°1485 pubblicato il 13 Gennaio 2012 da iononsonoio2
MARYANN McFADDEN Joanna è una "corporate wife" insoddisfatta e trascurata dal marito Paul, che lei ha sostenuto per anni nella sua carriera professionale. Sballottata di città in città - non si contano i traslochi che ha dovuto fare - è ora alla resa dei conti: i figli lontani, la solitudine accresciuta dall'età non più giovane, il marito sempre assente, Joanna fugge di casa senza lasciare tracce e si trasferisce in una piccola isola del South Carolina, dove grazie a un annuncio su un giornale locale trova lavoro come "dama di compagnia" di Grace, un'anziana signora che vive sola in una splendida casa sulla spiaggia. Grace nasconde un segreto che non vuole rivelare a nessuno e Joanna non le dice di essere scappata di casa. Nel frattempo Paul, dapprima sbalordito dalla scomparsa della moglie e poi incredulo, parte alla ricerca di Joanna. La trrova ma lei non vuole tornare e così lui cerca di reinventarsi Carino anche se non è il mio genere voto 7
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IL RACCONTO QUI SOTTO NOI NON CI SAREMO E' MIO
NOI NON CI SAREMO
Non sapeva dove fosse, intorno a sé vedeva il buio assoluto, un silenzio innaturale. Si chiese cosa poteva esser successo , ma non trovò una spiegazione. L' ultima cosa che ricordava era di essere sceso da un treno in una piccola città, di aver camminato un po' e di essere arrivato al limite di un bosco, poi .. poi più nulla, il buio e il silenzio. Cercò di muoversi ma si sentiva intrappolato , gli sembrava di essere legato anche se non sentiva la pressione delle corde aveva la sensazione che qualcosa o qualcuno lo tenesse fermo. Provò ad aprire la bocca per urlare , ma non uscì nessun suono, solo quel silenzio innaturale . Poi gli sembrò di sentire dei passi lontani, attutiti, e di nuovo cercò di muoversi e urlare, ma niente non c'era suono intorno a lui , e sempre quel buio assoluto. Cercò di andare indietro coi ricordi , ma tutto quel che vedeva era un lungo sentiero che entrava in un bosco, gli uccelli che volavano tra i rami, le piccole margherite ai bordi, si rivide camminare ed entrare sempre più e niente altro . Poi un lampo lontano e il fuoco..
"Vedremo soltanto una sfera di fuoco
più grande del sole più vasta del mondo
nemmeno un grido risuonerà
E catene di monti coperti di neve
saranno confine a foreste di abeti
mai mano d'uomo le toccherà
e solo il silenzio come un sudario si stenderà
tra il cielo e la terra per mille secoli almeno
ma noi non ci saremo"
Non capiva il perché gli tornasse in mente questa canzone, e il suo corpo venne percorso da un brivido.."No non è possibile!!" cercò di urlare ma non ci riuscì..
"e il vento d'estate che viene dal mare
intonerà un canto tra mille rovine
tra le macerie delle città tra case e palazzi
che lento il tempo sgretolerà
fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo
ma noi non ci saremo"
Già , noi non ci saremo , noi artefici della distruzione della terra, che continuiamo imperterriti a distruggere l' ambiente che ci circonda , senza provare rimorso delle nostre azioni , stiamo distruggendo i boschi, l'inquinamento e i gas serra fanno aumentare il buco dell' ozono, ci crediamo i padroni dell' universo
"e dai boschi dal mare ritorna la vita
e ancora la terra sarà popolata
fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni
e ancora il mondo percorrerà
gli spazi di sempre per mille secoli almeno
ma noi non ci saremo noi non ci saremo"
NOI DOBBIAMO CERCARE DI ESSERCI NOI DOBBIAMO CERCARE DI ESSERCI
Sentì ancora quel grido e si svegliò , si ritrovò nel suo letto , con davanti la tv accesa e lo stereo che andava a tutto volume, il condizionatore acceso per il caldo e si mise a tremare per quello che aveva sognato.. Ma era un sogno o una premonizione? Dopo un momento realizzò che così non poteva continuare, che il futuro del mondo sarebbe dipeso anche da lui . Si avvicinò alla finestra e aprì le tende. Il cielo era grigio per lo smog , intorno vedeva le gru che stavano costruendo nuovi condomini e sullo sfondo le alte ciminiere che riempivano il cielo di fumo. Si accorse che il sole era offuscato e grigio, provò ad aprire la finestra ma la richiuse subito perché non riusciva a respirare , e ripensò ad anni indietro quando il cielo era pulito
Un vecchio e un bambino
si presero per mano
e andarono insieme
incontro alla sera
la polvere rossa
si alzava lontano
e il cielo brillava
di luce non vera
L'immensa pianura
sembrava arrivare
Fin dove l'occhio dell' uomo
poteva arrivare
e tutto d' intorno
non c' era nessuno
solo il tetro contorno di torri di fumo
Ripensò alle lunghe passeggiate con suo nonno che gli parlava di tempi lontani , dei prati e del sole caldo, degli uccelli che volavano tra gli alberi, se lo ricordava che gli raccontava com'era un tempo con gli occhi umidi di pianto e tristezza per un mondo che non sarebbe più tornato come prima. Cercava di seguire i discorsi che gli faceva ma , forse, era troppo piccolo per capire e per lui era tutta invenzione, era cresciuto lì , in quella grande città , piena di torri e fabbriche, dove le uniche cose che vedeva volare erano gli aeroplani
E il vecchio diceva guardando lontano
Immagina questo coperto di grano
Immagina i frutti Immagina i fiori
E pensa alle voci E pensa ai colori
"Nonno cos' è il grano?"
"Serve per fare il pane "
"ma non lo fa quella macchina del supermercato?"
"quella viene molto dopo"
"Nonno cos'è un fiore?"
"è fatto di petali di tanti colori , i prati erano pieni di bianche margherite, di primule, ne facevamo mazzi che poi a casa mettevamo nei vasi pieni d' acqua per non farli appassire"
"Ah forse ho capito, anche mamma li ha in un vaso, ma non la mette l' acqua e sono sempre belli"
"Hai provato a toccarli , come sono morbidi"
"che dici nonno! Sono duri come questa panchina "
"Non saranno veri , dove li ha presi?"
" In un negozio, dove hanno tutto .Nonno ma com'era la frutta?"
"Dolce, la raccoglievamo dagli alberi , la mangiavamo appena colta"
"Non la lavavate col bicarbonato per i veleni?"
“Non c'erano allora, la frutta era meno lucida di ora , rovinata ma più dolce"
"E non c'erano vermi dentro?"
"A volte, ma voleva dire che era buona "
"Che schifo , come facevate a mangiarla puah"
" E tu piccolo come fai a mangiare questa che sa di plastica e colla"
"Mamma me la centrifuga, mette lo zucchero e poi la cola e la bevo,più facile di così nonno"
E in questa pianura fin dove si perde
crescevano gli alberi e tutto era verde
Cadeva la pioggia segnavano i soli
Il ritmo dell' uomo e delle stagioni
"Cosa sono gli alberi? "
"I prati ne erano pieni , e facevano ombra a chi passava, e poi mettevamo un' altalena a un ramo per dondolarci , con le foglie e i rami delle robinie facevamo cestini, barche e andavamo allo stagno a giocare , inventavamo giochi , correvamo sui prati, eravamo felici "
" e la televisione? La playstation? Il computer?"
" Non c' erano per fortuna.."
"Che noia allora.."
"Non direi , avevamo la fantasia !"
Il bimbo ristette , lo sguardo era triste
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi chiese al vecchio con voce sognante
Mi piaccion le fiabe raccontane ancora ……………
Favole? No non erano favole , ma se non si poteva tornare indietro doveva far di tutto perché non peggiorasse la situazione. Ma era difficile e lo sapeva, ormai era impossibile fare a meno di tutte le comodità , ma doveva tentare perché la sorte della terra dipendeva anche da lui, dalle sue scelte di vita. Quanta saggezza nelle parole di suo nonno , e ora si trovava così , chiuso in quella casa uguale a tutte le altre e come panorama torri e ciminiere, ormai non aveva più nessun ricordo di come era la terra di quando era piccolo e si chiese come sarebbe stato per suo figlio che già ora non aveva neanche un balcone su cui giocare. Si accorse che in pochi anni era cambiato tutto intorno a lui, non solo nuovi condomini e grattacieli erano spuntati come funghi, ma quello che era peggio si era perso il contatto con le persone vicine, non conosceva nessuno di quelli che abitavano nello stesso pianerottolo, al mattino usciva presto , dall'appartamento direttamente al garage, poi in macchina , imbottigliato nel traffico caotico del primo mattino. Poi arrivato al lavoro si ritrovava nel suo piccolo ufficio da cui usciva alla sera senza quasi aver visto i colleghi, poi di nuovo in macchina e a casa. Era diventato un automa senza accorgersene, ogni giorno ripeteva gli stessi gesti meccanicamente, senza pensare. Ora era giunto il momento di cambiare,di non essere solo un numero,uno tra i tanti destinati all'autodistruzione.
Intanto un pallido sole cercava di farsi strada nella cappa di smog, lontano sentì le sirene delle fabbriche, già, le sirene erano diventate la sveglia per tutti in città , non si sentivano più le campane che cantavano, ma il fischio acuto e monotono della sirena. Era ora di uscire per andare al lavoro, ma qualcosa in lui che stava cambiando, senza rendersene conto. Chiuse la porta e decise che quel mattino avrebbe suonato alla porta dei suoi vicini per conoscerli. Davanti alla prima porta però non vide un nome, ma un numero 1120/A .”Che tristezza, pensò, ma lo avranno un nome, o lo devo chiamare 1120/A , e io chi sarei ..1121/A “ Si accorse così di non sapere neanche come iniziare una conversazione. Suonò, due tre quattro volte , ma non ottenne risposta , provò di nuovo e sentì un clic e una voce registrata :” Qui casa del signor 1120 A , adesso non sono in casa, se avete urgenza mandatemi una email all' indirizzo 1120A @finedelmondo.terra e appena posso risponderò. E' inutile che cerchiate di entrare l' appartamento è completamente vuoto fino al mio rientro”.Pensò “Ma dove siamo arrivati!” ma poi gli venne un dubbio e suonò alla sua porta, cosa che non aveva mai fatto e dopo due o tre suoni sentì clic e una voce registrata “ Qui casa del signor 1121 A , adesso non sono in casa, se avete urgenza mandatemi una email all' indirizzo 1121A @finedelmondo.terra e appena posso risponderò. E' inutile che cerchiate di entrare l' appartamento è completamente vuoto fino al mio rientro “ Rimase immobile e ancora di più allibito era un numero. Provò anche alle altre porte e sempre sentiva lo stesso messaggio, cambiava solo il numero. Scese nell' atrio e lo vide vuoto, guardò all' esterno e vide una targhetta con scritto A , nella casa a fianco B e così via. Le strade erano intasate come ogni giorno, macchine ferme in lunghe fila ai semafori, e anche le macchine erano tutte nere con i vetri offuscati, era la prima volta che ci faceva caso. Ancora di più si convinse che doveva cambiare la propria vita, era inammissibile essere un numero per se e per gli altri, ma era consapevole che sarebbe stato un rischio, nessuno lo avrebbe capito e lo avrebbero allontanato dalla città , ma doveva farlo , doveva tornare a essere una persona e non solo un numero .
Camminando arrivò in una zona che non conosceva, c'erano alberi scheletrici, senza foglie , campi grigi di polvere e carcasse di animali morti da tempo. Camminò ancora senza meta, si lasciò trasportare dalle sue gambe, e il panorama si faceva sempre più triste, intorno c'era il vuoto, lo stesso vuoto che sentiva dentro di se. Ormai la natura era distrutta e non poteva fare niente per porre rimedio, l' uomo aveva pensato solo a se stesso, credendosi il padrone della terra , aveva cancellato ogni altra forma di vita intorno, e lasciato fuori dalla porta una grande distruzione. Continuò a camminare e ad un certo punto sentì uno strano richiamo, non una voce che lo chiamava, ma una vibrazione dentro. . Fece qualche passo e vide tra due pietre un filo d' erba che cercava di farsi strada in quella terra annerita, si chinò e sentì un richiamo ancora più forte , aveva capito da dove veniva , spostò i sassi e tolse la povere nera intorno,. Da tempo non pioveva, e quando capitava era sporca e puzzava di benzina e gas, ma quel filo d' erba stava cercando con tutte le sue forze di uscire , ma mancava l' acqua e il sole. Era la natura che cercava di tornare a riprendersi il suo spazio, sorrise e pulì la zona intorno, e decise che da quel giorno sarebbe tornato con acqua e tutto l' occorrente per far tornare verde quella zona della città . sapeva che sarebbe stato difficile ma doveva farlo per se , per gli altri e per quel filo d' erba. Passarono così giorni su giorni e vide che in varie zone di quel campo stava tornando l' erba , era felice anche se gli altri non capivano perché lo facesse , e ogni giorno tornava a vedere , e si accorse che stavano crescendo anche dei piccoli fiori bianchi , forse margherite, e quello che lo fece stupire fu vedere gli alberi che iniziavano a mettere piccole foglie. Ora desiderava che anche in città arrivasse il verde , ma non sapeva come , visto che era tutto asfalto e cemento , poi ebbe un' idea. Tra il muro delle case e i marciapiedi c'era una piccola fessura, prese così delle piccole zolle e le riempì, sperò anche che piovesse acqua pulita per qualche giorno. Infatti dopo qualche giorno vide i primi risultati ,ma era l' unica persona contenta , forse perché era l' unica persona ad accorgersene.
NESSUNO PUO' ANNIENTARE LA NATURA , PRIMA O POI TORNERA' A PRENDERE I SUOI SPAZI , CHE LO VOGLIATE O NO
AL CIELO IL SUO ARCOBALENO PIÙ BELLO SOLO DOPO UN TEMPORALE, ANCHE LA VITA, FORSE, CI MALTRATTA UN PO’ PER POTERCI OFFRIRE QUALCOSA DI PREZIOSO.
SE IL SOLE PUÒ DONARE
(LAURA TANGORRA).
A volte tutti noi ci lamentiamo se ci sono imprevisti che ci impediscono di ottenere quello che vogliamo, se un piccolo malanno ci blocca in casa per un giorno o due ci sembra che il mondo ci crolli addosso e iniziamo a dire " Perché a me?".. Ci sono invece persone che pur nella difficoltà, nella malattia lottano con forza e si aggrappano a tutto , e insegnano a non abbattersi e amare la vita in ogni caso. Persone che incontri per caso , e che quando le conosci ti chiedi "ma dove trovano tutta la forza?". Quando tempo fa si parlava di eutanasia non ho mai commentato , perché penso che ognuno debba essere libero di fare la sua scelta , ogni caso è diverso e ognuno deve essere rispettato per le sue scelte. Avevo scritto tempo fa di un libro che avevo letto di Laura Tangorra "Gli angeli non hanno la coda" , è il suo terzo libro, il secondo che avevo letto e quest´estate l´ho anche conosciuta ..Chi è Laura? Una persona meravigliosa, con una famiglia intorno che la amano , e una cerchia di veri amici che la aiutano in tutto.. Laura ha poco più di quarant´anni e da 7 anni lotta con la SLA, da qualche mese respira con un respiratore, e comunica con una penna ottica comandata da un solo muscolo che riesce a controllare. Ma ha una grande voglia di vivere e partecipare, se i figli giocavano nel cortile faceva spostare il lettino sdraio vicino alla ringhiera per guardarli, se si giocava a carte anche, partecipava e commentava tutto quello che si diceva, guardava coi suoi occhi azzurri e non le sfuggiva niente( scusa ma il gilè è fatto a mano? A che ora hai il traghetto? E altri ricordi) Intorno al marito e i figli un folto gruppo di amici , che sprizzavano amicizia verso tutti quelli che si avvicinavano a loro e ti accoglievano a braccia aperte come se le conoscessi da una vita
GRAZIE LAURA per quello che mi hai insegnato
GRAZIE FRANCO, ALE, MARCO, ALICE, SILVIA E LELE , GIGI E MANU, RINO per avermi fatto sentire una del gruppo e avermi accettato per quella che sono
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CANZONE DI BERTOLI
Quando credi d'essere sola su un atollo in mezzo al mare
Quando soffia la tempesta e hai paura di annegare
Chiama, chiama piano Sai che non sarò lontano
Chiama, tu, chiama piano
Ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio
Quando crolla il tuo universo tra le righe di un giornale
Quando tutto intorno è perso e hai finito di sperare
Chiama, chiama piano Sai che non sarò lontano
Chiama, tu, chiama piano
Ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio
Quando il fuoco sembra spento e non pensi d'aspettare
Quando il giorno resta fermo e decidi di volare
Quando certa d'aver vinto sulla nube di veleno
E il tuo cielo è già dipinto di un crescente arcobaleno
Chiama, chiama piano Sai che non sarò lontano
Chiama, tu, chiama piano
Ed arriverò io in un attimo, quell'attimo anche mio
Chi può scrivere sul blog
Un nemico è troppo, e cento amici non bastano
Chi vuol conservare un amico, osservi tre cose: l'onori in presenza, lo lodi in assenza, l'aiuti nei bisogni
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