A chi sa ancora fermarsi e godere di ciò che le parole sanno suscitare…
Fermarsi…
leggere…
sentire…
Sentirsi dentro.
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Post n°1405 pubblicato il 25 Maggio 2012 da io_speciale0
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Post n°1404 pubblicato il 25 Maggio 2012 da io_speciale0
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Post n°1403 pubblicato il 16 Maggio 2012 da io_speciale0
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Post n°1402 pubblicato il 12 Maggio 2012 da io_speciale0
Si erano dati appuntamento al tramonto, certi che nessuno dei due avrebbe mancato all’incontro. Fu lui ad arrivare per primo, così, dopo aver controllato l’ora sul proprio orologio, non gli rimase altro da fare che aspettare. Il sole stava andando via, lentamente cominciava a scivolare all’orizzonte, mentre alcune nuvole nere tentavano di raggiungerlo e coprirlo. Ben presto il cielo iniziò ad oscurarsi, allora l’uomo sollevò lo sguardo sperando che non iniziasse a piovere almeno fino a quando lei non fosse arrivata. Invece, quasi subito, alcune timide gocce caddero a terra, prima distanti tra loro, poi sempre più fitte e fastidiose. L’uomo rimase impassibile, apparentemente la pioggia sembrava non toccarlo, anche se la sua intensità aumentava con il passare dei minuti e lei era già in ritardo. Egli si guardò attorno, pian piano i passanti erano scomparsi, tutti frettolosamente rientrati in casa, mentre le finestre si erano chiuse all’unisono, presagendo una cospicua precipitazione. Tuttavia l’uomo non aveva nessuna intenzione di spostarsi, temeva che lei avrebbe potuto non vederlo; non gli importava di essere senza ombrello, di non avere nemmeno un cappello che gli riparasse la testa, al massimo avrebbe preso un bel raffreddore. Intanto ella non arrivava, il suo ritardo si faceva considerevole, così egli diede un’occhiata all’orologio, accorgendosi che si era fermato, probabilmente a causa della pioggia. Ormai tra il cielo e la terra pareva non esserci alcuna differenza, il buio avvolgeva ogni cosa, traffitto solamente dalle precise quanto insistenti goccie di pioggia. Davanti a lui l’unico lampione ancora acceso, emanava una luce fioca, quasi si dovesse piegare da un momento all’altro, stanco di illuminare un posto così buio. Egli si toccò i vestiti appesantiti dall’acqua, e pensò che se avesse dovuto aspettare ancora molto a lungo, forse il suo corpo si sarebbe sciolto, diventando liquido anch’esso, e risucchiato da chissà quale fogna: così lei non l’avrebbe mai trovato. In fondo si trattava soltanto di una pioggia innocua, ma se ogni goccia fosse stata appuntita come uno spillo, allora egli avrebbe iniziato a sanguinare da migliaia di minuscoli buchi, per morire in pochi istanti. Si sforzò di mettere da parte tali strani pensieri, promettendosi che in ogni caso avrebbe resistito, senza cedere in alcun modo, aspettando fino a quando la pioggia non si fosse stancata di cadere. Invece essa sembrava non avere intenzione di smettere, anzi all’improvviso si era fatta alquanto rumorosa, fino a diventare praticamente insopportabile. Ad un certo punto l’uomo si tappò le orecchie, imprecando verso il cielo, ormai indefinibile, visto che anche l’ultimo lampione rimasto acceso si era spento. Anche se lei gli aveva assicurato che sarebbe arrivata al tramonto, le sue speranze subirono un altro duro colpo: infatti un’inaspettata ondata d’acqua, giunta da chissà dove, lo trascinò in terra, sbattendolo senza pietà da una parte all’altra della strada. Tuttavia con un disperato tentativo, l’uomo riuscì ad aggrapparsi ad un lampione, che abbracciò con tutte le forze rimaste. L’acqua gli schiaffeggiava la faccia, ma egli non avrebbe mollato a costo di affogare, finchè i suoi occhi non videro un raggio di sole tagliare di nuovo il cielo. Allora si alzò di scatto, notando che la pioggia si stava ormai facendo da parte, quasi si fosse convinta di non poterlo battere. Pochi istanti dopo, egli sentì dei passi farsi sempre più vicini, così cercò di sistemarsi come meglio potesse, certo che l’attesa fosse finalmente giunta alla fine. Quando ella arrivò, subito gli coprì la testa con un ombrello, gli diede un lungo bacio sulla bocca infreddolita, quasi volesse farsi perdonare per il lungo ritardo, e poi gli chiese: “Stai aspettando da molto?”. Egli, abbozzando un sorriso, e passandosi una mano tra i capelli fradici, rispose: “Non preoccuparti, la pioggia mi ha tenuto compagnia per tutto il tempo…”.
"Chi ci ama, o meglio,...Chi sa amarci, sa anche aspettarci...sempre!!" |
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Post n°1401 pubblicato il 11 Maggio 2012 da io_speciale0
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Post n°1400 pubblicato il 10 Maggio 2012 da io_speciale0
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Post n°1399 pubblicato il 09 Maggio 2012 da io_speciale0
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Post n°1398 pubblicato il 18 Gennaio 2012 da io_speciale0
. Il tuo ricordo mi avvolge come una coperta Gioconda Belli
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Post n°1397 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da io_speciale0
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Post n°1396 pubblicato il 14 Dicembre 2011 da io_speciale0
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Post n°1395 pubblicato il 06 Dicembre 2011 da io_speciale0
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Post n°1394 pubblicato il 30 Novembre 2011 da io_speciale0
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Post n°1393 pubblicato il 22 Novembre 2011 da io_speciale0
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Post n°1392 pubblicato il 22 Novembre 2011 da io_speciale0
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Post n°1391 pubblicato il 22 Novembre 2011 da io_speciale0
. Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. ORIANA FALLACI – Il cappello pieno di ciliege
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Post n°1390 pubblicato il 22 Novembre 2011 da io_speciale0
. Dobbiamo imparare che non è possibile essere amati da tutti. Questa è un’ipotesi puramente idealistica, difficilmente attuabile nella società umana. Possiamo essere la prugna più succulenta del mondo, dolce, succosa, matura; ed essere pronti offrirla a un altro, chiunque egli sia. Ma al tempo stesso dobbiamo ricordare che non a tutti piacciono le prugne. Dobbiamo capire che, se siamo la prugna più succosa e matura del mondo e qualcuno che amiamo non apprezza le prugne, possiamo sempre scegliere di diventare una banana. Certo, saremo sempre una banana, ma niente ci impedisce di continuare ad essere la miglior prugna del mondo. Dobbiamo tener presente che, se decidiamo di essere una banana di seconda scelta, corriamo il rischio che la persona amata ci consideri a sua volta di seconda scelta, e che, decisa ad avere solamente il meglio, decida di scartarci piantandoci in asso. Ci resta la possibilità di lottare tutta la vita per diventare la miglior banana – cosa impossibile se siamo una prugna - oppure possiamo continuare a sforzarci di essere la miglior prugna. Leo Buscaglia – “Love”
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Post n°1389 pubblicato il 10 Novembre 2011 da io_speciale0
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Post n°1388 pubblicato il 10 Novembre 2011 da io_speciale0
. Le tue ultime parole sono state: “… io non ci sono più … mi dispiace”. “Se dovessi amarmi per null’altro sia che per amore. S’ama così per sempre, per l’eternità”. “Se ti chiedono qual’è la cosa più importante nella vita, tu rispondi, prima, dopo, sempre: l’amore”. Addio …, ci rivedremo dopo. Sono solo dietro l’angolo, sono solo fuori dalla tua vista.
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Post n°1387 pubblicato il 07 Novembre 2011 da io_speciale0
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Post n°1386 pubblicato il 27 Ottobre 2011 da io_speciale0
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Inviato da: nadiaemanu
il 22/11/2011 alle 19:38
Inviato da: fedelanita
il 21/11/2011 alle 18:11
Inviato da: nowstrong
il 17/10/2011 alle 17:00
Inviato da: angy020
il 10/10/2011 alle 16:05
Inviato da: fedelanita
il 05/10/2011 alle 10:20