Ognuno di noi nella propria vita ha un mr. Key. Il collega arrivista, spesso il capo, il lecchino voltagabbana.
Per lo più si tratta di una persona di scarso spessore, caratterizzato da una appalesata ignoranza, che egli non ostenta per scelta ma perchè talmente ampia e dilagante da non poter essere nascosta. E' un uomo gretto, non solo nei modi di fare ma anche nell'anima, nel senso della morale, del giusto e del sbagliato. Spesso è inconsciamente consapevole di essere inferiore a chi lo circonda e quindi non disdegna gesti di opportunismo viscido e accondiscendente nei confronti dei superiori pur di superare i propri pari per colmare i suoi complessi di inferiorità. Non aborra anzi ostenta tecniche scorrette e sleali per far carriera o per emergere nei rapporti sociali. Ma proprio qui peraltro deve confrontarsi con la sua ignoranza, superficialità, ipocrisia, bigottismo.
Questo individuo esiste. E' la sublimazione della mediocrità contemporanea. Lo chiameremo Charles Simmius Key e per esser politically correct diremo (purtroppo mentendo) che ogni riferimento è puramente casuale. Resta il fatto che pur essendo un soggetto ideale per ridere di ciò per cui normalmente si piange, lui rappresenta l'anello mancato dell'evoluzione umana e sta li scimmiottando davanti a noi per ricordarci che c'è sempre modo di peggiorare la nostra esistenza. Basta cercare di emularlo!