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Creato da islam.nur il 29/09/2008

LA LUCE DI ALLAH

“Lottate per Allah come Egli ha diritto [che si lotti]. Egli vi ha scelti e non ha posto nulla di gravoso nella religione, quella del vostro padre Ibrahim che vi ha chiamati musulmani. Già allora e qui ancora, sì che il Messaggero testimoni nei vostri confronti e voi testimoniate nei confronti delle genti. Assolvete alla salat e versate la zakat e aggrappatevi ad Allah: Egli è il vostro patrono. Qual miglior patrono, qual miglior alleato!” (Traduzione del Corano, al-Hajj 78)

 

 

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LA STORIA DEL RAGAZZO E DEL RE

Post n°301 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da islam.nur
 
Foto di islam.nur

 


بسم الله الرحمان الرحيم

 

Da Shuhayb (che Allah l'Altissimo sia soddisfatto di lui): il Messaggero di Allah (che Allah lo benedica e l'abbia in Gloria) disse:

"Tra coloro che furono prima di voi c'era un re, che aveva al suo servizio un mago; questi, quando divenne vecchio, propose al re: "Io ormai sono diventato vecchio; mandami un ragazzo, cui insegni la magia". Ed egli gli mandò un ragazzo da istruire. Questi era per via, quando passò per la stessa strada un monaco: gli si sedette accanto per ascoltare il suo discorso; e prese l'abitudine, quando andava dal mago, d'incontrarsi col monaco e di sedergli accanto; quando arrivava dal mago, questi lo bastonava; se ne lamentò col monaco, che gli suggerì: "Quando hai paura del mago digli: 'I miei mi hanno trattenuto'; e quando hai paura dei tuoi, di' loro: 'Il mago mi ha trattenuto'.". E mentre egli si trovava in questa situazione, ecco che un giorno si imbatté in una bestia enorme, che bloccava la gente, e si disse: "Oggi saprò se è superiore il mago, o se lo è il monaco". Prese una pietra, e disse: "Mio Dio, se lo stato del monaco Ti è più caro di quello del mago, uccidi questa bestia, sì che la gente possa passare". Tirò alla bestia, e la uccise; e la gente passò. Egli si recò dal monaco e lo informò dell'accaduto, ed egli gli disse: "Figlio mio, oggi tu sei stato superiore a me, e già sta capitando quello che pensavo, del tuo stato, e sarai messo alla prova; e quando sarai messo alla prova, non indicare me".

Il ragazzo guariva il cieco e il lebbroso, e curava la gente di ogni malanno. Un cortigiano del re, che era diventato cieco, ne ebbe sentore, e si recò da lui con molti doni, dicendo: "Tutto quello che c'è qui, l'ho messo insieme per te, se tu mi guarirai". Rispose: "Io non guarisco nessuno; Allah l'Altissimo soltanto guarisce, e se tu credi in Allah l'Altissimo, pregherò Allah (SWT), ed Egli ti guarirà". E quegli credette in Allah l'Altissimo, e Allah l'Altissimo lo guarì. E si recò dal re, e si sedette al suo cospetto com'era solito fare; il re gli chiese: "Chi ti ha reso la vista?". Egli rispose: "Il mio Signore". Chiese: "Hai forse un altro Signore oltre a me?". Egli ribatté: "Signore mio e Signore tuo è Allah". Egli allora lo mise alle strette e non cessò di tormentarlo finché indicò il ragazzo; si mandò a chiamare il ragazzo, e il re gli disse: "Figliolo, m'è giunta notizia della tua magia, e del fatto che guarisci il cieco e il lebbroso, e di quello che vai facendo". Il ragazzo rispose: "Io non guarisco nessuno; Allah l'Altissimo soltanto guarisce". Il re lo mise alle strette, e non cessò di tormentarlo finché non indicò il monaco; si mandò per il monaco, cui fu ingiunto: "Recedi dalla tua Religione". Rifiutò. Gli fu fissata la sega nel bel mezzo del capo, che fu segato finché ne caddero le due parti. Poi fu fatto venire il ragazzo, cui fu ingiunto: "Recedi dalla tua Religione". Rifiutò. Il re lo consegnò ad una brigata di suoi compagni, cui ordinò: "Andate con lui al tal monte, e saliteci insieme sulla vetta". Il ragazzo pregò: "Mio Dio, proteggimi da loro nel modo che vuoi": e la montagna tremò sotto di loro, ed essi caddero giù. Egli se ne tornò dal re, che gli chiese: "Che fine hanno fatto i tuoi compagni?". Egli rispose: "Allah l'Altissimo mi ha liberato di loro". Allora lo consegnò ad un'altra brigata di suoi compagni, cui ordinò: "Andatevene con lui, e portatelo su un grande vascello, e andateci in alto mare; e se recede dalla sua Religione, bene; altrimenti buttatelo giù". Se ne andarono con lui, che pregò: "Mio Dio, liberami da loro nel modo che vuoi". E la nave si capovolse con loro dentro, ed essi affogarono; e il ragazzo se ne tornò dal re, che gli chiese: "Che fine hanno fatto i tuoi compagni?". Rispose: "Allah l'Altissimo me ne ha liberato"; e aggiunse, rivolto al re: "Non riuscirai a uccidermi, finché non avrai fatto quello che ti avrò detto"; "E cioè?". Il ragazzo disse: "Riunirai il popolo su un solo luogo elevato, e mi legherai ad un tronco di palma; quindi, prendi una freccia dalla mia faretra, piazza la freccia al centro dell'arco, e di': 'Nel nome di Allah, Signore del ragazzo'; quindi, scocca: se farai così, mi ucciderai".

Il re radunò il popolo su un solo luogo elevato, legò il ragazzo ad un tronco di palma, prese una freccia dalla sua faretra, la piazzò al centro dell'arco, e pronunziò la formula: "Nel nome di Allah, Signore del ragazzo", quindi scoccò, e la freccia s'infisse nella tempia del ragazzo, che vi portò la mano, e morì.

Il popolo disse: "Crediamo nel Signore del ragazzo"; andarono dal re, e gli dissero: "Hai visto che è successo ciò che avevi paventato? Per Allah, la tua prevenzione è ricaduta su di te, e il popolo ormai crede". Allora ordinò che si scavassero dei fossati agli imbocchi delle strade; furono scavati e vi si accesero dei fuochi, ed egli decretò: "Chi non recederà dalla sua Religione, gettatevelo dentro [oppure: Gli si dica: "Buttati!"]; e così fecero, finché venne una donna che aveva con sé il suo bambino, ed esitava a gettarsi nel fuoco, e il bambino le disse: "Madre mia, sii forte, giacché tu sei secondo il Vero”  (Sahih Muslim)

 
 
 
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"Non si può immaginare una persona che conosca il Tawhīd e lo pratichi, che non sia nemico dei mushrikīn; e chiunque non sia loro nemico, allora non può dire di conoscere il Tawhīd e di praticarlo."

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[ad-Durar as-Sunniyya pag. 167]

 

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