Community
 
islam.nur
   
 
Creato da islam.nur il 29/09/2008

LA LUCE DI ALLAH

“Lottate per Allah come Egli ha diritto [che si lotti]. Egli vi ha scelti e non ha posto nulla di gravoso nella religione, quella del vostro padre Ibrahim che vi ha chiamati musulmani. Già allora e qui ancora, sì che il Messaggero testimoni nei vostri confronti e voi testimoniate nei confronti delle genti. Assolvete alla salat e versate la zakat e aggrappatevi ad Allah: Egli è il vostro patrono. Qual miglior patrono, qual miglior alleato!” (Traduzione del Corano, al-Hajj 78)

 

 

« LA DIFFERENZA TRA IL CAL...SVELAMENTO DELL'IRJÂ' ... »

LA FEDE

Post n°303 pubblicato il 06 Febbraio 2010 da islam.nur
 
Foto di islam.nur



بسم الله الرحمان الرحيم

 

"La fede è: atto, parola, e intenzione; e consiste nel credere intimamente [con il cuore], nell’attestare verbalmente [con la lingua], e nell’esprimere esteriormente [con le membra].

E la credenza interiore o del cuore è: parola ed azione. E una parola del cuore è: la sua conoscenza, o la sua attestazione ed accettazione. E tra le sue azioni [annoveriamo]: la soddisfazione, l’acquiescenza, l’amore, il rispetto, l’umiltà, etc.  

La parola è: parola del cuore e della lingua. E l’azione è: azione del cuore, e delle membra. L’accettazione avviene attraverso il cuore, la lingua, e le membra.

La fede accresce con l’obbedienza e decresce con la disobbedienza. Essa si dirama [come riferisce il veritiero]; la sua parte più elevata è: non c’è divinità all’infuori di Allah (la testimonianza); e la sua parte più bassa è: il rifiuto del nocumento dal percorso. Ed essa ha molti legami; il più saldo dei quali è: l’amore in Allah, l’odio in Allah, l’amicizia in Allah, e l’inimicizia in Allah.

E tra le sue diramazioni: v’è il fondamento della fede [e la fede viene annullata e negata nel momento del suo rifiuto]; come le diramazioni del monoteismo: non c’è divinità all’infuori di Allah (la testimonianza), la preghiera rituale, etc. in relazione con quel che il legislatore ha prescritto in merito al rifiuto del fondamento della fede, e alla sua negazione, che comporta l’abbandono [di questi elementi]. 

E in seno ad esso: v’è quel che deriva dagli obblighi della fede [e l’obbligatorietà della fede viene meno nel momento del suo rifiuto]; come l’amore in Allah, l’odio in Allah, colui che non è al riparo dalla sua offesa, etc. in relazione al peccato commesso per negligenza. Analogamente, il fare cose proibite, come fornicare, bere vino, rubare; non comporta la miscredenza da parte del reo [di tali colpe], e il fondamento della sua fede non viene intaccato in alcun modo; ma costui si sottrae all’obbligo della fede, e [pertanto] non fa parte del novero dei credenti meritevoli della promessa assoluta [della ricompensa], e [non è tra coloro] che sono al riparo dalla minaccia [della pena].

E tra le diramazioni della fede: v’è quel che deriva dalla perfezione della fede auspicabile, come il rifiuto del nocumento dal percorso, l’universale benevolenza, etc. in relazione a ciò che deriva dalla fede auspicabile, e non in rapporto al peccato commesso per negligenza.)

Di conseguenza, la fede si viene a consolidare sulla base di un fondamento, senza il quale la fede medesima non si stabilisce. Assume così il carattere di finitezza e di necessità, di auspicabilità e di perfezione. Ogni diniego della fede, diventa prescrizione legale, e qualora una persona negasse il fondamento della fede, diverrebbe un miscredente. Come nelle parole dell’Altissimo: “No, per il tuo Signore, non saranno credenti finché non ti avranno eletto giudice delle loro discordie e finché non avranno accettato senza recriminare quello che avrai deciso, sottomettendosi completamente.” (an Nisà: 65). E nel caso in cui costui negasse l’obbligo della fede ]ossia la sua completa obbligatorietà[, diverrebbe un peccatore o un empio. Come nelle parole del Profeta (su di lui la pace e le preghiere): “Colui che non è al riparo dalla sua [propria] offesa non entrerà in paradiso”. O ancora: “Non è credente il fornicatore nel momento in cui fornica” O ancora: “Nessuno di voi è un credente sino a quando non ama per suo fratello ciò che ama per se stesso” 

Questo perché la negazione della fede, è una forma di minaccia, e la minaccia [della pena] non si riflette, se non su chi abbia a sua volta commesso un atto illecito, o su chi sia contravvenuto ad un obbligo. E [la negazione della fede] concerne altresì quel che deriva dal fondamento della fede, o quel che deriva dall’obbligatorietà della fede. La separazione e la distinzione fra i due segni, sono [rispettivamente] contrassegno di miscredenza [rispetto al fondamento della fede], o contrassegno di empietà [rispetto all’obbligatorietà della fede]. L’interdipendenza di queste circostanze è stabilita dalla prescrizione stessa, o dall’insieme dei precetti legali.

Chi nega la propria fede per mezzo di cose che la annullano [e miscrede], non trarrà beneficio dai restanti rami della fede che seco possiede. E per mancanza di fede [obbligatoria], egli è soggetto [comunque] al volere di Allah, Egli può punirlo, Egli può perdonarlo, fintanto che egli abbia seco il fondamento della fede. 

E confidando nella providdenza di Allah, non propendiamo verso la Murji’ah, e la Khawarij; così come, a proposito dei nomi della fede e della religione, non propendiamo verso l’ Harwiyyah, la Mu’tazilah…e nemmeno verso la Murji’ah, e la Jahmiyyah.

A conclusione di questo capitolo: 

Bramare all’obbedienza, affrettarsi a compiere opere buone, gareggiare al bene, per accrescere la nostra fede, mantenendo sempre il fondamento della fede, e fortificandolo; invero esso è il vertice e l’impugnatura saldissima per la salvezza".

 

Tratto da “Hadhihi 'Aqidatuna” (Questa è la nostra dottrina) dello Shaykh Abu Muhammad al-Maqdisi.

JazakAllahu khairan al fratello Niriya per la traduzione

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

 

Khālid ibn al-Walīd (r) disse:

“Che gli occhi dei codardi non dormano mai.”

[Ibn ‘Asākir in Tarīkh Dimashq]

 
 

LA FATWĀ SU FACEBOOK

 

"Non si può immaginare una persona che conosca il Tawhīd e lo pratichi, che non sia nemico dei mushrikīn; e chiunque non sia loro nemico, allora non può dire di conoscere il Tawhīd e di praticarlo."

Shaykh 'Abdul Latīf ibn 'Abdur Rahmān

[ad-Durar as-Sunniyya pag. 167]

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

PER TROVARE UN ARTICOLO

Clicca qui sotto sull'omino, verrai reindirizzato su una pagina dove potrai cercare tra i molti argomenti trattati in questo blog.


 

VISITA LA NOSTRA "LIBRERIA DELL'ISLAM"

 

ALCUNI APPROFONDIMENTI

 

I NOSTRI LIBRI

CHIARIFICAZIONI SULL'ISLAM

 

IL CORRETTO HIJĀB

 

EVIDENZE SULLA PROIBIZIONE DEL CANTO NELL'ISLAM

 

 

LUMA'TU AL I'TIQĀD

 

L'HIJRAH FISABILILLAH

 

LA VERITA' TRIONFANTE

 

 

CRISTIANESIMO: DALLE ORIGINI ALLA REALTA' ATTUALE

 

 

IL SIGNIFICATO DI DĀR AL-KUFR E DĀR AL-ISLAM

 

CHI ERA AL-GHAZZĀLI?


 

 

VENTI FORME DI ALLEANZA CON I MISCREDENTI

 

L'OBBLIGO DELL'HIJRAH


 

 

 

BOICOTTA ISRAELE, ORA!


 

IL NOSTRO CANALE

 

 

 

 

 

 

 

 

SCRIVI LA TUA MAIL QUI

ULTIMI COMMENTI