Tenendo conto di ciò, quindi, non potrà che servirsi sempre della persona migliore tra quelle idonee a quel dato incarico. Se non troverà l’uomo giusto, sceglierà comunque colui che riterrà migliore allo scopo. Se farà del suo meglio per riuscire in questa sua scelta, nell’interesse soltanto della funzione pubblica, avrà fatto onore alla fiducia riposta in lui e compiuto il suo dovere, ponendosi tra gli uomini giusti e retti davanti ad Allah, quand’anche qualcosa non andasse bene indipendentemente dalla sua volontà.
Dice Allah: “Temete Allah per quello che potete” (At-Taghâbun, 16);
“Allah non impone a nessun'anima al di là delle sue capacità” (Al-Baqara, 286).
E, a proposito del jihād:
“Combatti dunque per la causa di Allah - sei responsabile solo di te stesso e incoraggia i credenti.” (An-Nisâ', 84).
Allah dice anche: “O voi che credete, preoccupatevi di voi stessi! Se siete ben diretti, non potrà nulla contro di voi colui che si è allontanato” (Al-Mâ'ida, 105).
Chiunque compie il suo dovere, per quanto gli sia possibile, è sulla retta via.
Il Profeta disse: “Quando vi do un ordine eseguitelo per quanto vi è possibile”
Questo hadit è riportato nei due Sahihayn
Quando senza necessità ci si dimostri incapaci o si agisca in modo sleale, ci si espone al castigo.
Sarà bene dunque conoscere, per ciascun ufficio, chi sia l’uomo più adatto ad esercitarlo.
L’autorità ha due fondamenti: la forza e la fedeltà.
Allah dice: “è davvero il migliore che tu possa assoldare: è forte e fidato»” (Al-Qasas, 26).
Il re d’Egitto disse a Giuseppe: “«D'ora in poi rimarrai al nostro fianco, con autorità e fiducia».” (Yûsuf, 54).
Allah disse a Gabriele: “questa è la parola di un Messaggero nobilissimo, potente ed eccellente presso il Signore del Trono, colà obbedito e fedele” (At-Takwîr, 19/21)
La natura della forza dipende dalla natura della funzione. Quando si tratta di condurre la guerra, la forza risiede nel coraggio, nell’esperienza militare, nell’arte dell’inganno poiché la guerra è astuzia e nell’abilità nelle varie forme di combattimento: tirare, colpire di punta o di taglio, montare a cavallo, colpire per poi ritirarsi, e così via.
Allah dice: “Preparate, contro di loro, tutte le forze che potrete [raccogliere]” (Al-'Anfâl, 60)
E il Profeta: “ Sappiate tirare con l’arco e montare a cavallo. Preferisco che voi sappiate tirare piuttosto che montare a cavallo. Colui che sapeva tirare con l’arco e l’ha dimenticato, non è più dei nostri” (Tirmidhī, Nisā’ī, Abū Dāwūd, Ibn Majah, Ibn Hanbal, al-Dārimī)
In un’altra versione riportata da Muslim: “E’ un dono che egli ha rinnegato”.
Se si tratta di giudicare, invece, la forza risiede nella conoscenza della giustizia - così come attestano il Corano e la Sunna - e nel potere di fare eseguire le sentenze.
La fedeltà consiste nel temere Allah, nel non sottovalutare i Suoi Segni e nel non aver timore degli uomini. Queste sono le tre qualità che Allah esige da chiunque debba giudicare gli uomini.
Egli dice: “Non temete gli uomini, ma temete Me. E non svendete a vile prezzo i segni Miei. Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere, questi sono i miscredenti.” (Al-Mâ'ida, 44)
Perciò il Profeta disse: “Su tre giudici, due andranno all’Inferno e uno andrà in Paradiso. Quello che conosce la verità ma giudica in modo non conforme ad essa andrà all’Inferno. Quello che giudica ignorando la verità andrà all’Inferno. Solo chi conosce la verità e giudica in modo ad essa conforme, andrà in Paradiso”
Questo hadit è riportato dai tradizionisti (Tirmidhī, Abū Dāwūd, Ibn Majah)
Per “giudice” bisogna qui intendere chiunque giudichi o funga da arbitro tra due uomini, che si tratti di un califfo, un sultano, di un loro sostituto o rappresentante, o di chiunque altro abbia l’incarico di giudicare in base alla legge o sia a ciò delegato, fosse anche di dover valutare dei ragazzi in una gara di calligrafia.
Questa è la tradizione trasmessaci inequivocabilmente dai Compagni del Profeta".
(tratto da “L'amministrazione della cosa pubblica” dello Shaykh al Islam Ibn Taymiyya, rahimahullah)
Adattamento di Muhammad Nur al Haqq
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