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Di Zorzella Fernando

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UNA PREGHIERA PER IL DOMANI

Post n°4362 pubblicato il 21 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

LA PREGHIERA PER LA FAMIGLIA

Grazie Signore,

perché ci hai dato l’amore,

capace di cambiare,

la sostanza delle cose.

Quando un uomo e una donna,

diventano uno nel matrimonio,

non appaiono più come creature terrestri

ma sono l’immagine stessa di Dio.

Così uniti non hanno paura di niente.

Con la concordia, l’amore e la pace,

l’uomo e la donna sono padroni,

di tutte le bellezze del mondo.

Possono vivere tranquilli,

protetti dal bene che si vogliono,

Secondo quanto Dio ha stabilito.

Grazie Signore,

per l’amore che ci hai regalato.

SUL LINK QUI SOTTO TROVI LA RIFLESSIONE PER IL DOMANI

 

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBTGNrRU5MR1g0VkE/edit?usp=sharing

 
 
 

TITOLO: IL BEL PAESE

Post n°4361 pubblicato il 21 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

TITOLO: IL BEL PAESE

Ogni poesia sarà pubblicata 4 venerdì di fila.

GRAZIE NIVES DI ESISTERE, UN BACIO E UN ABBRACCIO.

Cliccando sul link qui sotto troverete il testo della poesia

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBS2ZEZ09wdTZGS0E/view?usp=sharing

SE VOLETE FAR PERVENIRE UN MESSAGGIO A NIVES SCRIVETE A FERNANDO ALL’EMAIL fernandozorzella@gmail.com.

 

E’ VIETATO STAMPARE QUESTE POESIE E DUPLICARLE SENZA L’AUTORIZZAZZIONE DELLA SCRITTRICE NIVES SCASTELLANI DI ISOLA RIZZA (VERONA)

 
 
 

LA STORIA DI NIBIRU’ ED IL SUO POPOLO : 30° PUNTATA

Post n°4360 pubblicato il 21 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

TESTO FRUTTO DI UNA RICERCA PERSONALE, CHE COMUNQUE SI SVOLSA E SI APPROFONDIRA’ TENENDO SEMPRE PRESENTE IL MIO CREDO E LA MIA FEDE, CHE NIENTE E NESSUNO FARA’ MAI E POI MAI VACILLARE. DIRE CHE PER ME DIO ESISTE SAREBBE RIDUTTIVO, DIRE CHE LA MIA FEDE NEL SVOLGERE QUESTA RICERCA NON SARA’ MAI SCALFITA RENDE MEGLIO L’IDEA,

BUONA LETTURA.

>>>>> TESTO DELLA RICERCA !!!!!

Il fulcro del loro dominio, però, i centri principali delle

antiche arterie commerciali e i più importanti luoghi di culto si

trovavano nel cuore di quella terra che stava "tra i due fiumi", il

biblico Naharayim. La più antica capitale hurrita (che non è

stata ancora scoperta) si trovava in qualche punto lungo il

fiume Khabur. Il loro maggiore centro commerciale, posto sul

fiume Balikh, era la biblica Haran, la città dove soggiornò la

famiglia del patriarca Abramo durante il viaggio da Ur, nel sud

della Mesopotamia, verso la Terra di Canaan.

Nei documenti reali di Egitto e Mesopotamia il regno hurrita

viene chiamato "Mitanni" e trattato sempre su un piede di

parità, come un regno forte e potente, la cui influenza si

estendeva ben oltre i suoi confini geografici. Gli Ittiti, invece,

chiamavano questi loro vicini "Hurri", un nome che, secondo

gli studiosi, poteva anche esser letto "Har" e che forse (vedi per

esempio G. Contenau, La civilisation des Hittites et des

Hurrites du Mitanni, «La civiltà degli Ittiti e degli Hurriti del

Mitanni») conteneva più che una semplice assonanza con il

termine "Ariani".

Non vi è dubbio, infatti, che gli Hurriti avessero un'origine

ariana o indoeuropea: le loro iscrizioni invocavano numerose

divinità con i loro nomi vedici, "ariani"; i loro re avevano nomi

indoeuropei, e anche la terminologia militare ed equestre

derivava dall'indoeuropeo. B. Hrozny, che negli anni '20 si

dedicò allo sforzo di decifrare le fonti ittite e hurrite, si spinse

addirittura a chiamare gli Hurriti "i più antichi indù".

Gli Hurriti esercitavano una vera influenza culturale e

religiosa sugli Ittiti: si scoprì infatti che i testi mitologici ittiti

provenivano da fonti hurrite e ciò valeva anche per i racconti

epici su eroi preistorici di natura semidivina. Gli studiosi sono

ormai certi che gli Ittiti abbiano acquisito la loro cosmologia, i

loro "miti", gli dèi e perfino il pantheon da dodici elementi,

proprio dagli Hurriti.

Questo triplice legame tra origini ariane, culti ittiti e relative

fonti hurrite è ben documentato da una preghiera ittita recitata

da una donna che chiedeva a Hebat, sposa di , di salvare la vita

del marito malato:

O dea del Disco Sorgente di Arynna,

mia Signora, sovrana delle terre degli Hatti,

Regina del Cielo e della Terra...

Nel paese degli Hatti, il tuo nome è

"Dea del Disco Sorgente di Arynna";

ma nella terra che tu hai creato,

nella Terra dei Cedri,

tu porti il nome di "Hebat".

Ciononostante, la cultura e la religione che gli Hurriti

trasmisero non erano indoeuropee. Nemmeno la loro lingua lo

era fino in fondo. Vi erano indubbiamente elementi accadici

nella lingua, nella cultura e nelle tradizioni degli Hurriti. Il

nome della loro capitale, Washugeni, era una variante del

semitico resheni ("dove cominciano le acque"). Il fiume Tigri

era chiamato Aranzakh, un termine che, a nostro avviso, deriva

dalla parola accadica che significa "fiume dei puri cedri". Gli

dèi Shamash e Tashmetum erano diventati per gli Hurriti

 

Shimiki e Tashimmetish, e così via.

 
 
 

150 MILIONI DI EURO 95° PUNTATA

Post n°4359 pubblicato il 21 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Le puntate verranno messe in linea sempre di VENERDI’

Ecco a voi il secondo romanzo scritto interamente da Zorzella Fernando e presentato a puntate settimanali, qui, solo per Isola Rizza.

Il romanzo racconta la storia di Andrea, un giovane trentenne che si ritrova in mano una grande fortuna da usare nel miglior modo possibile. Progetti, passioni, amori, seduzione, eros e tanto altro ancora in un romanzo a sfondo sociale ma con qualche puntatina piccante e rosa che non guasta mai.

Ma chi ha dato tutta questa fortuna ad Andrea e perché? Che progetti ha?

SCOPRITELO SEGUENDO LE PUNTATE DI “150 MILIONI DI EURO”

IMPORTANTE : RIBADISCO IN MODO CONVINTO E PRESSANTE CHE I luoghi, i nomi di persona, gli edifici, le vicende, le situazioni, tutto il romanzo è frutto di PURA PURA PURA fantasia e non ha nessuna nessuna nessuna attinenza con la realtà. Per Informazione telefonate al 3289232363.

VOLETE DIRE LA VOSTRA SUL ROMANZO SCRIVETE A FERNANDO ALL’EMAIL fernandozorzella@gmail.com.

I commenti dei lettori verranno tutti pubblicati senza censura.

95° PUNTATA

 

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBemktTmxQNURuTEE/edit?usp=sharing

 
 
 

REVOLUTION 99° PUNTATA

Post n°4358 pubblicato il 21 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Le puntate verranno messe in linea sempre di VENERDI’

Scritto interamente da Zorzella Fernando e presentato a puntate settimanali, qui, solo per Isola Rizza, il romanzo racconta la storia di una comunità del Basso Veronese e del suo Sindaco Jenny, che dovrà far fronte a mille difficoltà dopo che il mondo è stato investito da una tremenda catastrofe naturale.

Sempre più avvincente e sempre più personaggi in una storia che è tutta ancora all’inizio.

Buona lettura!

IMPORTANTE : RIBADISCO IN MODO CONVINTO E PRESSANTE CHE I luoghi, i nomi di persona, gli edifici, le vicende, le situazioni, tutto il romanzo è frutto di PURA PURA PURA fantasia e non ha nessuna nessuna nessuna attinenza con la realtà. Per Informazione telefonate al 3289232363.

SE VOLETE DIRE LA VOSTRA SUL ROMANZO SCRIVETE A FERNANDO ALL’EMAIL fernandozorzella@gmail.com.

I commenti dei lettori verranno tutti pubblicati senza censura.

99°  PUNTATA

 

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBcG5PVHdGVk5CSms/edit?usp=sharing

 
 
 

A TU PER TU CON IL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Post n°4357 pubblicato il 21 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Con questa rubrica seguiremo giornalmente la vita del nostro CONSIGLIO DEI MINISTRI.

CONSIGLIO DEI MINISTRI : GOVERNO RENZI : NUMERO 38

 

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=77275

 
 
 

UNA PREGHIERA PER IL DOMANI

Post n°4356 pubblicato il 20 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

LA PREGHIERA PER LA FAMIGLIA

Grazie Signore,

perché ci hai dato l’amore,

capace di cambiare,

la sostanza delle cose.

Quando un uomo e una donna,

diventano uno nel matrimonio,

non appaiono più come creature terrestri

ma sono l’immagine stessa di Dio.

Così uniti non hanno paura di niente.

Con la concordia, l’amore e la pace,

l’uomo e la donna sono padroni,

di tutte le bellezze del mondo.

Possono vivere tranquilli,

protetti dal bene che si vogliono,

Secondo quanto Dio ha stabilito.

Grazie Signore,

per l’amore che ci hai regalato.

SUL LINK QUI SOTTO TROVI LA RIFLESSIONE PER IL DOMANI

 

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBMmRLRVAxcjY0Wmc/edit?usp=sharing

 
 
 

POTERI OCCULTI CI GOVERNANO: PUNTATA 4 DI 4

Post n°4355 pubblicato il 20 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Vastissimo, infine, il capitolo delle morti in apparenza accidentali. Non è solo cinema: nell’arsenale degli 007, anche il “dardo invisibile” che provoca l’infarto cardiaco. Ne parlò il Senato degli Usa già nel 1975, durante una testimonianza sulle attività illegali della Cia: «Fu rivelato che l’agenzia aveva sviluppato un’arma a dardi che causa un attacco di cuore». Nella prima udienza televisiva, svolta nella sala Caucus del Senato, intervenne Frank Church, senatore dell’Idaho e presidente della commissione d’inchiesta sul caso Watergate. «Church mostrò una pistola a dardi velenosi della Cia, rivelando così che la commissione era venuta a conoscenza del fatto che l’agenzia aveva violato un ordine presidenziale diretto, conservando uno stock di tossine di molluschi che sarebbe stato sufficiente a uccidere migliaia di persone», come conferma ancora oggi una pagina web del sito ufficiale del Senato statunitense. Il veleno penetra nel sangue e provoca l’arresto cardiaco. Al massimo, la vittima percepisce il fastidio di una puntura di zanzara. Veleno micidiale e invisibile: tutto ciò che resta è un puntino rosso sulla pelle. «Una volta che il danno è fatto, il veleno denatura rapidamente, in modo che nell’autopsia è molto improbabile rilevare che l’infarto è stato provocato da qualcosa di diverso da cause naturali».

 
 
 

SCONTRINI DA 1,00 EURO PER COMBATTERE LA CRISI

Post n°4354 pubblicato il 20 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

E’ fondamentale per la vita di un paese, ma più che per la vita, per la vitalità, che i negozi ed i piccoli esercenti rimangano aperti.

Siccome, però, chi ci governa non ha nessuna intenzione di applicare delle misure che vadano in questa direzione, io propongo che tutti gli esercizi commerciali di Isola Rizza, si mettano a battere solo scontrini da 1,00 euro.

Se lo stato e la polizia finanziaria, vuole che ogni uno che esca da un negozio abbia uno scontrino in mano, voi, lo scontrino dateglielo, ma del valore di 1,00 euro.

Tutti, noi, cari amici, dobbiamo accettare questo, in nome del fatto, che i nostri concittadini che hanno deciso di investire nel nostro paese, non  devono rischiare di rimetterci tutto, solo perché lo stato li tratta da evasori fiscali.

 

Quindi, ogni scontrino battuto dai negozi di Isola Rizza deve avere il valore massimo di 1,00 euro, perché la crisi di batte con azioni forti ed incisive e non con le politiche del menga messe in atto dal nostro governo. 

 
 
 

SIMPATICA BARZELLETTA IRRIVERENTE

Post n°4353 pubblicato il 20 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Maria, una signora sulla cinquantina, dopo un intervento chirurgico all’addome si trova in terapia intensiva addormentanta. Durante una notte in sogno vede arrivare Dio.

Maria: “Dio, come mai? E’ già ora di morire?”

Dio: “No figliola, non preoccuparti sono solo venuto a trovarti! Hai ancora 20 anni 3 mesi e 5 giorni di vita!”

Maria: “Grazie Dio!”

Maria, dopo aver superato questa malattia, e la successiva convalescenza, decide di vivere i prossimi 20 anni in maniera un po’ sprint.

Si fa operare al seno, si rifà le labbra, i glutei, gli zigomi, si fa toglire le righe e qualche chilo di troppo, si da la tinta ai capelli e veste sempre in modo più giovanile.

Un giorno attraversando una strada, viene travolta da un camion e muore sul colpo.

A questo punto Mariza seguendo la luce, arriva al Paradiso.

Dio: “Maria ma sei tu?”

Maria: “Si Dio! Sono io, ma non mi avevi detto che avevo ancora 20 anni di vita?”

 

Dio: “Siiii! Ma non ti ho riconosciuta!!!”

 
 
 

SERENISSIMA REPUBBLICA DI VENEZIA – VIA FABRIZIO DE ANDRE’ 339 – ISOLA RIZZA (VR) : PUNTATA N° 9

Post n°4352 pubblicato il 20 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

IL TRATTATO DI DUBLINO 3° VERSIONE - LEGGIAMOLO INSIEME E POI SUBIAMO L’INVASIONE DEGLI EXTRACOMUNITARI

COS’E’ LA CONVENZIONE DI DUBLINO, ARRIVATA ORA ALLA 3° VERSIONE?

CAPO VII – Cooperazione amministrativa (artt. 34-36)

L'art. 34 si occupa dello “scambio di informazioni” tra Stati membri, ai f ini non solo dell'applicazione del Regolamento Dublino, ma anche dell'esame della domanda. Le inf ormazioni scambiabili, soltanto però nel contesto di una specif ica domanda di protezione internazionale, sono elencate al comma 2 e al comma 3. In particolare, lo Stato competente può chiedere a un altro Stato di comunicargli le ragioni invocate dal richiedente a sostegno della domanda e le ragioni dell'eventuale decisione adottata nei suoi conf ronti.

Tali inf ormazioni sono comunicabili solo con il consenso scritto del richiedente che deve poter conoscere (novità introdotta da Dublino III) le inf ormazioni alla cui comunicazione acconsente.

In ogni caso, lo Stato richiesto deve rispondere entro 5 settimane (una in meno rispetto a Dublino II). Inoltre, altra novità introdotta da Dublino III, se dalle inf ormazioni f ornite in ritardo emerge la dimostrazione della competenza dello Stato richiesto, tale Stato non può invocare la scadenza dei termini per la presentazione della richiesta di presa o ripresa in carico, che sono dunque prorogati di un periodo equivalente al ritardo.

Il richiedente ha diritto di conoscere i dati che lo riguardano, nonché di ordinarne la rettif ica o cancellazione, se incompleti o inesatti.

L'art. 35 prevede l'obbligo per gli Stati di notif icare (“immediatamente”, aggiunge Dublino III) alla Commissione le autorità responsabili per l'esecuzione degli obblighi derivanti dal Regolamento. Tali autorità debbono poter disporre delle “risorse necessarie per lo svolgimento dei loro compiti e in particolare per rispondere entro i termini previsti alle richieste”. Esse ricevono inoltre (altra novità introdotta da Dublino III) “la necessaria formazione in merito all'applicazione” del Regolamento.

L'art. 36 prevede la possibilità per gli Stati di concludere o mantenere accordi bilaterali per facilitare l'attuazione del Regolamento. Si prevede però (ed è un'altra novità introdotta da Dublino III) che gli Stati, di loro iniziativa ovvero su richiesta della Commissione, sono tenuti a modificare l'accordo se questo è incompatibile con il Regolamento.

CAPO VIII – Conciliazione (art. 37)

Dublino III introduce la procedura di conciliazione, in caso di disaccordo persistente f ra gli Stati

sull'applicazione del Regolamento. La soluzione è proposta da un comitato composto da 3 membri in rappresentanza di altrettanti Stati estranei alla controversia. Gli Stati a cui è diretta la soluzione si impegnano a tenerla in massima considerazione (ma non ne sono vincolati)

CAPO IX – Disposizioni transitorie e finali (artt. 38-49)

Gli Stati adottano tutte le misure appropriate per “garantire la sicurezza dei dati personali trasmessi” (art. 38); garantiscono che le autorità responsabili dell'applicazione del Regolamento siano vincolate da norme in materia di riservatezza (art. 39); adottano le misure necessarie per garantire che ogni abuso dei dati trattati sia passibile di sanzioni “effettive, proporzionate e dissuasive” (art. 40). L'art. 42 riguarda il calcolo dei termini e non presenta dif f erenze rispetto alla modalità attuale, disciplinata dall'art. 25 di Dublino II.

La Commissione europea dovrà presentare al Parlamento europeo e al Consiglio UE una relazione sull'applicazione del Regolamento entro il 21 luglio 2016. In tale relazione potrà proporre all'occorrenza le necessarie modif iche (art. 46).

L'art. 47 introduce l'obbligo per gli Stati di trasmettere alla Commissione statistiche sull'applicazione del Regolamento.

Il Regolamento Dublino II è abrogato, così come alcuni articoli del suo Regolamento attuativo (Regolamento 1560/2003) (art. 48).

 

Tuttavia, esso continua ad applicarsi alle domande presentate prima del 1/1/2014, data a partire dalla quale si applicherà il Regolamento Dublino III. (art. 49)

 
 
 
 
 

LA DISOCCUPAZIONE VOLUTA DALL’EUROPA

Post n°4350 pubblicato il 20 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Su Insight un articolo di Dean Baker notevole per la sua onestà intellettuale: l’autore ammette senza falsa retorica che la disoccupazione prolungata è un obiettivo della Commissione UE per abbassare i salari e riportare la competitività, e che la logica dell’economia imporrebbe al nostro paese di uscire dall’euro; ma visto che per motivi politici questa soluzione non risulta praticabile, cerca di proporre strade alternative per abbassare i prezzi che non pesino sempre e solo sui lavoratori. 

di Dean Baker

 

"Non vi può essere dubbio che il problema principale dell’economia italiana è la mancanza di domanda. Quando le bolle immobiliari che stavano guidando la crescita delle economie della zona euro sono scoppiate nel 2008, non c’era nulla con cui sostituire questa fonte di domanda. L’Italia si è unita agli altri paesi della zona euro e di tutto il mondo nell’utilizzare degli stimoli fiscali per stimolare la domanda, ma poi nel 2010 è stata costretta a tornare all’austerity.
La sua economia da allora sta calando, come previsto dai manuali di economia keynesiana. Si prevede che nel 2014 il Pil sarà quasi il 9,0 per cento in meno rispetto al picco del 2007. Secondo le proiezioni del FMI, che sono sempre state troppo ottimistiche, nel 2019 il PIL italiano sarà ancora del 3,5 per cento al di sotto del livello del 2007. Questo vorrebbe dire dodici anni di crescita cumulata negativa, una performance di gran lunga peggiore di quanto accaduto in qualsiasi grande paese nella Grande Depressione.
La contrazione dell’economia è stata disastrosa per i lavoratori italiani. Il tasso di occupazione dei lavoratori di età tra i 25 e i 54 anni è sceso di quasi sei punti percentuali. Il tasso di occupazione giovanile è calato di dieci punti percentuali, il che si traduce in tassi di disoccupazione giovanile di quasi il 40 per cento.
Naturalmente la sofferenza dei lavoratori è la strategia. Il piano studiato per l’Italia dalla Commissione Europea è che l’Italia riguadagni competitività con la Germania forzando verso il basso i salari. Un periodo prolungato di alta disoccupazione è una parte essenziale di questo processo.
Da un punto di vista di semplice logica economica, l’Italia non ha altra scelta che recuperare competitività, a meno di un cambiamento di politica da parte della Commissione UE. L’Italia può indebitarsi solo nella misura consentita dalla Commissione, e questo richiede il rispetto delle politiche di bilancio che chiede la Commissione. Dati questi vincoli, uscire dalla zona euro avrebbe chiaramente per l’Italia un senso economico. Le consentirebbe di ripristinare rapidamente la competitività abbassando il valore della propria valuta rispetto all’euro, tuttavia per motivi politici questa soluzione non sembra praticabile.
Se l’Italia non può perseguire una politica macroeconomica ragionevole all’interno dell’euro, e non può, per motivi politici, lasciare l’euro, allora non ha grandi prospettive. Tuttavia, si può fare del proprio meglio anche in una brutta situazione.
Chiaramente l’intento della Commissione europea è quello di imporre il peso dell’aggiustamento sui lavoratori italiani. Ma la logica dell’aggiustamento non richiede che siano i lavoratori a sopportarne il peso, o almeno non da soli. L’Italia deve ridurre il suo livello di prezzi interni rispetto al livello dei prezzi in Germania. Le autorità della zona euro vorrebbero vedere i prezzi abbassarsi in conseguenza dell’abbassamento dei salari reali, ma anche la riduzione di altre spese può aiutare ad abbassare i prezzi in Italia.
I costi più ovvi sarebbero quelli delle abitazioni. L’Italia non ha avuto lo stesso tipo di bolla immobiliare degli Stati Uniti o della Spagna, ma i prezzi delle case sono aumentati rapidamente in rapporto ai salari, agli affitti, e a tutti gli altri metri di misura. Gran parte di questo aumento è rientrato, ma i prezzi delle case sono ancora notevolmente più alti rispetto al reddito di quanto non fossero nella media degli ultimi quattro decenni. Ciò suggerisce la possibilità di ulteriori riduzioni, che potrebbero tradursi in un notevole risparmio per i lavoratori, sotto forma di affitti più bassi.
Un modo per fare pressione al ribasso sui prezzi è quello di tassare le proprietà sfitte. Unità abitative che rimangano vuote per più di un certo limite di tempo (ad esempio 3 mesi) potrebbero essere soggette a una tassazione punitiva. Ciò da un lato aumenterebbe le entrate in modo relativamente progressivo e farebbe pressione sui proprietari perché affittassero o vendessero le loro case, riducendo così il prezzo delle abitazioni. (Come bonus aggiuntivo, le case vacanza di proprietà estera possono essere soggette all’imposta.)
Tale imposta è relativamente facile da implementare poiché il governo ha già i documenti fiscali sulla proprietà e il suo valore stimato. Inoltre, anche gli sforzi per eludere l’imposta hanno l’effetto desiderato in quanto aumentano il costo di tenere di una casa sfitta.
I benefici potenziali di una pressione al ribasso sui prezzi anche modesta sono notevoli. Se l’abitazione rappresenta il 25 per cento della spesa per consumi, e una tassa sulle abitazioni sfitte può ridurre i costi medi delle case anche di appena il 4 per cento, questo sarebbe l’equivalente di un aumento del salario reale di 1,0 punto percentuale. Naturalmente molti dei proprietari colpiti da questa imposta non saranno ricchi, ma l’Italia non ha opzioni che non comportino un male per le persone non ricche. E considerati come categoria, non c’è dubbio che i proprietari di case sono più ricchi dei lavoratori. Certamente questo percorso per la riduzione del livello dei prezzi è migliore rispetto a forzare un altro punto percentuale di calo del salario reale.
Un’altra possibilità per un calo dei prezzi è l’industria farmaceutica. Secondo l’OCSE, nel 2012 l’Italia ha speso € 23,1 miliardi di euro, pari all’1,7 per cento del PIL, in prodotti farmaceutici e altri prodotti medici non durevoli. Molto meno che negli Stati Uniti, dove alle case farmaceutiche sono concessi monopoli di brevetto illimitati, ma è probabilmente ancora più di due volte tanto quello che il paese pagherebbe se le medicine fossero disponibili al prezzo di libero mercato.
Ci sono dei limiti su quanto l’Italia possa spingersi nel deprimere i prezzi dei medicinali, ma certamente dovrebbe far pressione su questi limiti. Anche in questo caso, l’alternativa è una maggiore pressione al ribasso sui salari reali. Inoltre, il sistema dei brevetti è un meccanismo antiquato, inefficiente e corrotto per finanziare lo sviluppo del settore. Se l’Italia potesse contribuire a dare una spinta verso alternative più efficaci, farebbe al mondo un servizio enorme.
Allo stesso modo, l’Italia spende miliardi ogni anno in pagamenti per il software di Microsoft, per i film di Hollywood, per i videogiochi protetti da copyright, e per la musica registrata. Ha degli obblighi derivanti da trattati che richiedono di rispettare i diritti d’autore, ma c’è un enorme spazio per una certa discrezionalità in materia. Ad esempio, non c’è ragione perché la protezione del diritto d’autore della Disney su Mickey Mouse debba essere una priorità in materia di applicazione della legge più alta del riscuotere imposte arretrate da milionari e miliardari che derubano il popolo italiano. (Questa discrezionalità verrebbe probabilmente erosa dalle disposizioni del Trans-Atlantic Trade and Investment Pact.)
Questo elenco indica alcune delle aree in cui vi sono delle rendite sostanziali che potrebbero essere individuate come un modo per ridurre i prezzi in Italia. Indubbiamente ci sono molte altre aree. Prendere di mira i percettori di alti redditi da locazione non sostituisce una buona politica macroeconomica, ma questa buona politica è preclusa dalla troika e dalla realtà della politica italiana. La questione diventa quindi il percorso migliore da seguire dati i vincoli macroeconomici esistenti.
Certamente una politica che cerchi di compiere la deflazione prescritta dalle autorità dell’Eurozona riducendo queste e altre rendite che affluiscono principalmente alle persone ad alto reddito è meglio che realizzare la deflazione attraverso dei tagli salariali ai lavoratori ordinari. Inoltre, se la sofferenza in Italia è condivisa da potenti società come Microsoft e Pfizer, questo potrebbe aiutare la troika a riconsiderare la saggezza delle sue politiche."

 
 
 

LA LINEA “C” DEL METRO DI ROMA COSTA

Post n°4349 pubblicato il 20 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

"Dall’esposto alla Corte dei Conti sino alla trasmissione degli atti al Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone. Il difficile percorso dei consiglieri Capitolini pentastellati alla ricerca della trasparenza non solo sui costi ma anche sugli atti relativi alla esecuzione dei lavori dell’opera pubblica più costosa e più lenta d’Europa. Oltre 10 anni di complesse e controverse vicende legate alla esecuzione di un’opera pubblica, la linea "C" della Metropolitana, di cui Roma ha estremamente bisogno, da cui appare chiaro quanto evidenziato dal difficile lavoro del M5S Roma: il ravvisarsi di un danno alle risorse pubbliche, ed un contrasto evidente sia con le leggi che regolano la contabilità dello Stato e sia con il comportamento "del buon padre di famiglia" che si richiede a chi determina e gestisce rilevanti opere e progetti finanziati con risorse pubbliche. Il lavoro fatto dai consiglieri M5S capitolini, Marcello De Vito, Daniele Frongia, Virginia Raggi ed Enrico Stefàno ha portato a porre sotto la lente d’ingrandimento l’accordo del 9 settembre 2013 che ha ridefinito le obbligazioni del contraente generale - società Metro C - limitandole alla sola esecuzione dei lavori ed ha anche previsto il pagamento per i lavori eseguiti in ciascuna fase funzionale per un totale di Euro 65.370.495,23; secondo il M5S di Roma potrebbe far ravvisare un potenziale danno erariale a danno delle casse comunali. Verifica della contabilità delle opere eseguite ed i lavori effettivamente pagati, 45 varianti di progetto approvate da Roma Metropolitane S.r.l. in assenza di un atto di approvazione del Consiglio Comunale, compensi di tutte le commissioni ed i collegi creati per gestire e fronteggiare il contenzioso, è quanto viene sottoposto dal M5S Roma ai magistrati contabili ed al presidente dell’ANAC Raffaele Cantone. Il fallimento della amministrazione Marino su un progetto così importante ha costituito uno dei presupposti fondamentali che ha portato il M5S Roma a proporre una mozione di sfiducia congiunta con le forze di opposizione." I portavoce M5S in consiglio comunale a Roma

 
 
 

UNA PREGHIERA PER IL DOMANI

Post n°4348 pubblicato il 19 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

LA PREGHIERA PER LA FAMIGLIA

Grazie Signore,

perché ci hai dato l’amore,

capace di cambiare,

la sostanza delle cose.

Quando un uomo e una donna,

diventano uno nel matrimonio,

non appaiono più come creature terrestri

ma sono l’immagine stessa di Dio.

Così uniti non hanno paura di niente.

Con la concordia, l’amore e la pace,

l’uomo e la donna sono padroni,

di tutte le bellezze del mondo.

Possono vivere tranquilli,

protetti dal bene che si vogliono,

Secondo quanto Dio ha stabilito.

Grazie Signore,

per l’amore che ci hai regalato.

SUL LINK QUI SOTTO TROVI LA RIFLESSIONE PER IL DOMANI

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBcmVNcGZLWTBITlU/edit?usp=sharing

 
 
 

POTERI OCCULTI CI GOVERNANO: PUNTATA 3 DI 4

Post n°4347 pubblicato il 19 Novembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Si chiama invece “Fast and Furious” l’operazione in cui «il governo Obama ha fornito armi ai signori messicani della droga con l’apparente scopo di seguirne le tracce al fine di distruggere le gang». Secondo Watson e Jones, «era in realtà parte di un piano cospirativo per demonizzare il secondo emendamento», cioè il diritto del cittadino americano di portare armi. I documenti ottenuti da “Cbs News” nel dicembre 2011 dimostrano che gli agenti speciali dell’Atf avevano discusso su come avrebbero potuto collegare le armi coinvolte nelle violenze in Messico ai negozianti di armi degli Stati Uniti, al fine di far approvare normative più restrittive sul controllo delle armi. Una fonte della polizia ha detto a “Cbs News” che le email indicano che l’Atf ha “montato” il caso, come parte di una manovra politica: «È come se l’Atf avesse creato o incrementato il problema, in modo da poter essere proprio lei a fornire la soluzione». Quanto alla droga, i narcos non sono solo messicani o colombiani: la stessa Cia «è stata implicata in operazioni di traffico di droga in tutto il mondo, anche a livello nazionale, in particolare durante l’affare Iran-Contras».

«Con la benedizione della Cia», i miliziani che dall’Honduras contrastavano i guerriglieri di dinistra del Salvador e del Nicaragua «contrabbandarono negli Stati Uniti cocaina che venne poi distribuita come droga di prima qualità a Los Angeles, e i cui profitti furono poi versati ai Contras». Michael Ruppert, allora agente della polizia di Los Angeles, ha anche testimoniato di aveva assistito al traffico di droga della Cia. «I boss della droga messicani, come Jesus Vicente Zambada Niebla, hanno perfino dichiarato pubblicamente di esser stati ingaggiati dal governo Usa per operazioni di traffico di droga». Per Watson e Jones, «c’è un voluminoso corpo di prove che conferma che la Cia e i giganti bancari degli Stati Uniti sono i maggiori players in un commercio mondiale di droga del valore di centinaia di miliardi di dollari l’anno», come confermano anche le informazioni pubblicate da svariati osservatori, tra cui Gary Webb, su autorevoli blog d’inchiesta come “Prison Planet”. Banchieri e droga? Sì, e anche sigarette: secondo la Bbc, le aziende americane del tabacco sono state “prese con le mani nel sacco” nell’ingegnerizzare deliberatamente le “bionde”, additivandole con prodotti chimici che ne incrementano artificialmente la dipendenza. Per Clive Bates, direttore di “Ash” (Action on Smoking and Health), la scoperta ha messo alla luce «uno scandalo in cui le aziende del tabacco deliberatamente utilizzano additivi per rendere i loro dannosi prodotti ancora peggiori».

 

Poi c’è lo sterminato capitolo dello spionaggio, fino alla sorveglianza di massa dell’National Security Agency. «Negli anni ‘90, quando gli attivisti anti-sorveglianza e i personaggi dei media stavano mettendo in guardia sulla vasta operazione di spionaggio della Nsa, vennero trattati come teorici paranoici della cospirazione», riordano Watson e Jones. «Ben più di un decennio prima delle rivelazioni di Snowden», l’agenzia di intelligence «era impegnata a intercettare e registrare tutte le comunicazioni elettroniche di tutto il mondo nel quadro del programma “Echelon”». Sorveglianza globale: “Echelon” era in grado di intercettare «ogni chiamata internazionale via telefono, fa, e-mail o trasmissione radio del pianeta». Nel 1999, il governo australiano ha ammesso di farvi parte, assieme a Stati Uniti e Gran Bretagna. In cabina di regia, già allora, c’era la Nsa. Un dossier del Parlamento Europeo risalente al 2001 afferma: «In Europa, tutte le comunicazioni e-mail, telefono e fax sono regolarmente intercettate», dall’agenzia smascherata da Snowden.

 
 
 

EBOLA E AIDS: MALATTIE COSTRUITE IN LABORATORIO: PUNTATA 3 DI 3

Post n°4346 pubblicato il 19 Novembre 2014 da FernandoIR
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4 LA NECESSITÀ DI UN'AZIONE LEGALE intende ottenere il risarcimento danni derivanti alla perpetuazione dell'ingiustizia nel MORTE, LESIONI E TRAUMA IMPOSTE liberiani ED ALTRI AFRICANI DEL Ebola e da altri agenti patogeni.

Gli Stati Uniti, Canada, Francia, e Regno Unito sono tutti implicati negli atti detestabili e diabolici che questi test sono Ebola. Vi è la necessità di perseguire un risarcimento penale e civile per danni, ed i paesi africani e le persone dovrebbero garantire la rappresentanza legale per chiedere i danni da questi paesi, alcune aziende e le Nazioni Unite. Prove sembra abbondante contro Tulane University, e si adatta dovrebbe cominciare da lì. Articolo di Yoichi Shimatsu, Il Ebola Breakout ha coinciso con il vaccino campagne delle Nazioni Unite, pubblicato il 18 agosto 2014, nella Liberty Beacon.

5. leader africani ei paesi africani hanno bisogno di prendere l'iniziativa di NEONATI Difendere, BAMBINI, donne africane, uomini africani, e gli anziani. Questi cittadini non meritano di essere utilizzato come CAVIE!

L'Africa non deve relegare il continente a diventare la località per lo smaltimento e la deposizione di sostanze chimiche pericolose, droghe pericolose, e agenti chimici o biologici delle malattie emergenti. Vi è urgente necessità di azioni positive per proteggere i meno abbienti dei paesi più poveri, in particolare cittadini africani, di cui i paesi non sono scientificamente e industrialmente dotato come gli Stati Uniti e la maggior parte dei paesi occidentali, le fonti di maggior parte degli OGM virali o batteriche che sono strategicamente progettati come armi biologiche. E 'più inquietante che il governo degli Stati Uniti ha operato una febbre emorragica virale laboratorio di ricerca bioterrorismo in Sierra Leone. Ci sono altri? Dovunque esistono, è il momento di terminare loro. Se esistono altri siti, si consiglia di seguire il passo in ritardo ma essenziale: la Sierra Leone ha chiuso il laboratorio statunitense armi biologiche e si fermò Tulane University per ulteriori test.

Il mondo deve essere allarmato. Tutti gli africani, americani, europei, mediorientali, asiatici e persone provenienti da ogni conclave sulla Terra dovrebbe essere stupito. Popoli africani, in particolare i cittadini più in particolare della Liberia, Guinea e Sierra Leone sono vittime e muoiono ogni giorno. Ascoltare le persone che diffidano gli ospedali, che non può scuotere le mani, abbracciare i loro parenti e amici. Persone innocenti stanno morendo, e hanno bisogno del nostro aiuto. I paesi sono poveri e non possono permettersi l'intero lotto di dispositivi di protezione individuale (DPI) che la situazione richiede. La minaccia è reale, ed è più grande di alcuni paesi africani. La sfida è globale, e chiediamo assistenza da tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Australia, India, Germania, Italia, e anche le persone di buon cuore negli Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Russia, Corea, Arabia Saudita, e in qualsiasi altro luogo il cui desiderio è quello di aiutare. La situazione è più tetro di quello che all'esterno può immaginare, e noi dobbiamo fornire assistenza per quanto possibile. Per garantire un futuro che ha meno di questo tipo di dramma, è importante che noi ora chiediamo che i nostri leader e governi siano onesti, trasparenti, eque e produttivamente impegnati. Essi devono rispondere alle persone. Si prega di alzarsi di interrompere le prove Ebola e la diffusione di questa malattia vile.

 

 

 
 
 

SEMPLIFICAZIONE FISCALE

Post n°4345 pubblicato il 19 Novembre 2014 da FernandoIR
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IL CONSIGLIO DEI MINISTRI NUMERO 36 DEL 30 OTTOBRE HA APPROVATO QUESTO DECISIONE CHE PER ME E’ UNA BUONA IDEA MA OCCORRE VEDERLA ATTUATATESTO UFFICIALE DEL GOVERNO:Semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata (decreto legislativo – esame definitivo)

 

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Renzi, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo contenente disposizioni in materia di semplificazioni fiscali, in attuazione dell’articolo 7 della delega di cui alla legge n. 23 dell’11 marzo 2014. Il provvedimento, che ha ricevuto i pareri favorevoli delle  Commissioni parlamentari competenti, contiene, tra l’altro, l’introduzione della dichiarazione dei redditi precompilata per lavoratori dipendenti e pensionati e numerose misure di semplificazione e snellimento di adempimenti relativi alle persone fisiche, alle società e ai rimborsi fiscali, oltre alla eliminazione di adempimenti superflui.

 
 
 

SERENISSIMA REPUBBLICA DI VENEZIA – VIA FABRIZIO DE ANDRE’ 339 – ISOLA RIZZA (VR) : PUNTATA N° 9

Post n°4344 pubblicato il 19 Novembre 2014 da FernandoIR
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IL TRATTATO DI DUBLINO 3° VERSIONE - LEGGIAMOLO INSIEME E POI SUBIAMO L’INVASIONE DEGLI EXTRACOMUNITARI

COS’E’ LA CONVENZIONE DI DUBLINO, ARRIVATA ORA ALLA 3° VERSIONE?

In generale, sull'applicazione della Direttiva Accoglienza anche alle persone in procedura

Dublino (dunque non solo a quelle trattenute), una sentenza della Corte di Giustizia del 27 settembre 2012, nel caso Cimade e Gisti (C-179/11) ha stabilito che gli Stati sono obbligati a concedere le condizioni di accoglienza anche ai richiedenti asilo per i quali decidano – in applicazione del Regolamento Dublino – di indirizzare una richiesta di presa in carico o di ripresa in carico a un altro Stato membro e che tale onere cessa solo al momento del trasf erimento ef f ettivo.

Il Regolamento Dublino III prevede poi, per le persone trattenute, dei percorsi accelerati per identif icare lo Stato competente e per procedere al trasf erimento.

Inf atti, in caso di trattenimento, la richiesta di presa o ripresa in carico deve intervenire entro 1 mese dalla presentazione della domanda (pena l'obbligo a rilasciare la persona trattenuta) e deve contenere la richiesta di una risposta urgente. Tale risposta deve essere f ornita entro 2 settimane dal ricevimento della richiesta, altrimenti la competenza si considera accettata.

Il trasf erimento di una persona trattenuta deve avvenire “non appena ciò sia materialmente possibile e comunque entro sei settimane dall'accettazione implicita o esplicita della richiesta” o dal momento in cui il ricorso o la revisione non hanno più ef f etto sospensivo.

Sui termini dei trasf erimenti in caso di ricorso sospensivo è intervenuta una sentenza della Corte di Giustizia UE di cui ci occupiamo sotto.

Se il trasf erimento non avviene entro il termine previsto sopra, la persona non è più trattenuta.

Sezione VI – Trasferimenti (artt. 29-32)

L'art. 29 di Dublino III conf erma il termine per ef f ettuare un trasf erimento già contenuto in Dublino II: entro 6 mesi, prorogabili fino a 12 mesi in caso di impossibilità a trasferire dovuta al fatto che l'interessato è detenuto e fino a 18 mesi qualora l'interessato sia fuggito.

La decorrenza di tale termine scatta dall'accettazione di prendere o riprendere in carico l'interessato o dalla decisione (viene specif icato da Dublino III) “definitiva” su un ricorso o una revisione qualora abbiano ef f etto sospensivo.

La parola “def initiva” introdotta da Dublino III, deriva ancora una volta dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia UE, in particolare dalla sentenza del 29 gennaio 2009 nel caso Petrosian (C-19/08). In tale sentenza la Corte, rispondendo a un giudice svedese che voleva sapere se il termine di esecuzione del trasf erimento decorra già a partire dalla decisione giurisdizionale provvisoria che sospende l’esecuzione del procedimento di trasf erimento, oppure soltanto a partire dalla decisione giurisdizionale che statuisce sul merito, aveva chiarito che tale termine decorre a partire dalla decisione che si pronuncia sul merito.

Qualora il trasf erimento non avvenga entro i termini suddetti, la competenza è trasf erita allo Stato richiedente.

Viene introdotto l'obbligo di ef f ettuare i trasf erimenti “in modo umano e nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e della dignità umana”, qualora essi avvengano sotto f orma di partenza controllata o sotto scorta.

Un'altra novità introdotta da Dublino III riguarda la disciplina dei casi di trasferimento erronei o modificati in sede giurisdizionale dopo che il trasf erimento era già stato eseguito. In tali casi, è ora previsto l'obbligo per lo Stato che ha provveduto al trasf erimento di riprendere in carico l'interessato “immediatamente”.

Circa i costi del trasferimento, l'art. 30 prevede ora che “sono a carico dello Stato membro che provvede al trasferimento”; i costi del rinvio a seguito di trasf erimento erroneo o modif icato in sede giurisdizionale sono a carico dello Stato che ha inizialmente provveduto al trasf erimento. Tali costi non sono imputabili alle persone da trasf erire.

Gli articoli 31 e 32, introdotti da Dublino III, sono dedicati allo scambio di, rispettivamente, informazioni utili e dati sanitari tra Stati, prima del trasf erimento.

L'art. 31 prevede l'obbligo per lo Stato che procede al trasf erimento di comunicare allo Stato di destinazione – entro un “periodo ra ionevole prima del trasferimento” – i dati della persona da trasf erire “che sono idonei, pertinenti e non eccessivi” e solo al f ine di garantire che le autorità dello Stato competente siano in grado di f ornire all'interessato un'assistenza adeguata (comprese le cure mediche immediate necessarie per la salvaguardia dei suoi interessi vitali) e di garantire la continuità della protezione e dei diritti.

Lo Stato che ef f ettua il trasf erimento comunica inoltre all'altro Stato qualsiasi inf ormazione che

ritiene necessaria per tutelare i diritti e le esigenze specifiche immediate della persona da trasf erire e in particolare: le misure da adottare per soddisf are le esigenze particolari dell'interessato, comprese eventuali cure mediche che potrebbero essere richieste; estremi di f amiliari o persone legate da altri vincoli di parentela nello Stato di destinazione; inf ormazioni sull'istruzione dei minori; stima dell'età del richiedente.

Tali inf ormazioni “possono essere utilizzate soltanto per le finalità previste dal paragrafo 1 del presente articolo e non sono oggetto di ulteriore trattamento”.

L'art. 32 prevede invece, “al solo scopo di somministrare assistenza medica o terapie, in particolare a disabili, anziani, donne in stato di gravidanza, minori e persone che hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale”, l'obbligo dello Stato che procede al trasf erimento di comunicare allo Stato di destinazione inf ormazioni su eventuali esigenze specifiche della persona da trasf erire, inclusi dati sullo stato di salute fisica e mentale.

Le inf ormazioni suddette sono comunicate soltanto “previo consenso esplicito” dell'interessato o, se questi si trova in condizioni di incapacità a prestare tale consenso, le inf ormazioni sono comunicate “quando tale trasmissione è necessaria per la salvaguardia degli interessi vitali” dell'interessato o di un'altra persona. Si precisa comunque che il mancato consenso non osta al trasf erimento. Lo Stato di destinazione ha invece l'obbligo di assicurare che “si provveda adeguatamente a tali esigenze specifiche, prestando in particolare cure mediche essenziali”.

Si specif ica inoltre che il trattamento di questi dati deve essere ef f ettuato “unicamente da un professionista della sanità che è tenuto al segreto professionale” o da altra persona soggetta ad obbligo equivalente.

Le inf ormazioni scambiate “possono essere utilizzate soltanto per le finalità previste al paragrafo 1 del presente articolo e non sono oggetto di ulteriore trattamento”.

Meccanismo di allerta rapido, di preparazione e di gestione delle crisi (art. 33)

Le gravi conseguenze causate dall'applicazione del Regolamento Dublino II in un contesto di f orti disparità f ra gli Stati membri quanto ad accoglienza, procedure, prospettive di inserimento socio-economico avevano portato la Commissione a introdurre nella proposta di modif ica del Regolamento, un correttivo piuttosto f orte, consistente in un meccanismo per la sospensione temporanea dei trasferimenti Dublino in certi casi. Tale sospensione sarebbe stata decisa dalla Commissione stessa, qualora uno Stato si f osse trovato a f ronteggiare una situazione di pressione particolare o quando il livello di protezione dei richiedenti protezione internazionale f ornito da uno Stato f osse stato al di sotto degli standard europei.

In f ase di negoziati tale meccanismo di sospensione è stato scartato e sostituito da un più morbido meccanismo di allerta rapido, di preparazione e di gestione delle crisi.

Tale meccanismo prevede due f asi, con un ruolo molto importante dell'EASO, l'Agenzia dell'UE incaricata di of f rire supporto agli Stati membri in materia di asilo:

i) fase “preventiva”: quando, sulla base in particolare delle inf ormazioni ottenute dall'EASO, la Commissione stabilisce che l'applicazione del Regolamento Dublino III è ostacolata da un “rischio comprovato di speciale pressione sul sistema di asilo di uno Stato membro e/o da problemi nel funzionamento del sistema di asilo di uno Stato membro”, essa – in collaborazione con l'EASO – rivolge “raccomandazioni a tale Stato membro invitandolo a redigere un piano d'azione preventivo”.

Lo Stato interessato inf orma quindi – ma non è previsto un termine entro cui è obbligato a f arlo – il Consiglio e la Commissione della sua intenzione di presentare tale piano d'azione preventivo al f ine di rimediare alla situazione “pur garantendo la protezione dei diritti fondamentali dei richiedenti la protezione internazionale”.

Tale piano d'azione preventivo può essere redatto da uno Stato anche su propria iniziativa.

Il piano viene poi sottoposto al Consiglio UE e alla Commissione europea che ne inf orma il Parlamento europeo. Lo Stato in questione adotta quindi “tutte le misure appropriate per affrontare la situazione di speciale pressione sul suo sistema di asilo o per assicurare che le carenze individuate siano risolte prima del deteriorarsi della situazione”.

ii) fase “d'azione”: qualora la Commissione, sulla base dell'analisi dell'EASO, stabilisca che l'attuazione della f ase i) non abbia posto rimedio alla situazione o che vi siano gravi rischi che la situazione diventi critica, essa, in cooperazione con l'EASO, può chiedere allo Stato interessato di “redigere un piano d'azione per la gestione delle crisi”. Durante tutto il processo, “il piano d'azione per la gestione delle crisi assicurerà il rispetto dell'acquis in materia di asilo dell'Unione, in particolare dei diritti fondamentali dei richiedenti protezione internazionale”.

In questo caso è previsto un termine: a seguito della richiesta di redigere un piano d'azione, lo Stato deve intervenire al più tardi entro 3 mesi. Successivamente alla presentazione del piano, almeno ogni 3 mesi, lo Stato interessato deve f ornire una relazione sull'attuazione del piano, in cui rif erire i dati per controllare il rispetto del piano (durata della procedura, condizioni di trattenimento, capacità di accoglienza in relazione all'af f lusso).

L'ultimo comma dell'art. 33 prevede poi che il Consiglio dell'Unione segua da vicino la situazione e possa chiedere maggiori inf ormazioni e f ornire orientamenti politici. “Per tutta la durata del processo, Consiglio e Parlamento seguono possono esaminare e fornire orientamenti in merito a eventuali misure di solidarietà che ritengano opportune”.

Quello che il Regolamento non dice è cosa prevede la fase iii). Cioè, se anche dopo il piano d'azione la situazione non dovesse migliorare ovvero addirittura peggiorasse f ino a diventare una "crisi", cosa succederebbe? Si ricordi l'art. 3 del Regolamento e l'impossibilità di procedere ai trasf erimenti in certi casi. Ma certo un meccanismo di sospensione temporanea dei trasf erimenti, azionabile dalla Commissione europea e valido per tutti gli Stati, sarebbe stato preferibile in quanto avrebbe evitato il rischio di procedere in ordine sparso - come già avvenuto per la Grecia prima della sentenza M.S.S. -, con alcuni Stati che reputano possibili trasf erimenti che in realtà non lo sono.

 

Su questo punto, consigliamo di rileggere la nostra intervista al Prof . Francesco Maiani.

 
 
 

POLIAMBULATORIO “DINO GALBERO” : SEMPRE ALL’AVANGUARDIA

Post n°4343 pubblicato il 19 Novembre 2014 da FernandoIR
 
 
 
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