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Di Zorzella Fernando

Creato da FernandoIR il 14/04/2011

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IL VANGELO DELLA DOMENICA ED IL COMMENTO

Post n°4425 pubblicato il 13 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Cliccando sul link qui sotto troverete i testi

http://www.veronafedele.it/index.php?option=com_content&task=view&id=54&Itemid=27

C’E’ DA FINIRE DI RIPARARE IL TETTO DELLA PARROCCHIA, ABBIAMO LA FORTUNA CHE IN PAESE C’E’ DON ANGELO CHE E’ CAPACE DI REALIZZARE E FINIRE GRANDI LAVORI.

PARTECIPIAMO ALLA MESSA TUTTI E SIAMO GENEROSI E TUTTO SI SISTEMERA’ SENZA GROSSI ESBORSI.

Siamo in 3000 e passa in paese, se facciamo i conti che 2000 siano cristiani credenti, andando tutte le settimane a messa e dando 1 euro a persona in un anno senza accorgersi diamo alla parrocchia 104.000 euro, dai ce la possiamo fare.

 

DAI AMICI RESTIAMO UNITI CON IL NOSTRO PARROCCO.

 
 
 

I LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI DI ISOLA RIZZA SONO BRAVI

Post n°4424 pubblicato il 13 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

PORTIAMO LORO RISPETTO ALTRIMENTI SIAMO UGUALI ALLE BESTIE!!!

Si sono delle Bestie le persone che entrando un giorno in un bar per bere un caffè, ho sentito che commentavano negativamente i nostri lavoratori socialmente utili, cosa inammissibile.

I NOSTRI QUELLI DEL NOSTRO PAESE, GENTE CON CUI PARLIAMO E VIVIAMO TUTTI I GIORNI!!!

Io quando ero Assessore ai Servizi Sociali, non ho mai usato in maniera così spinta questo tipo di strumento per svolgere lavori in comune perché c’è una cosa di fondo che forse tutti ci dimentichiamo.

I LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI sono persone che prima facevano un altro lavoro, E NON LO FANNO PIU’ PERCHE’ SONO STATI LASCIATI A CASA, quindi il lavoro socialmente utile non è il loro lavoro!!!

Cosa essenziale, non è metterli a lavorare perché a casa non farebbero un cazzo, MA COSA ESSENZIALE E’ TROVARGLI UN POSTO DI LAVORO!!!

E’ inaccettabile e moralmente ingiusto, obbligare una persona a lavorare per un ente pubblico altrimenti perdi la disoccupazione!!! Equivale a sparare ad un morto!!!

Quando lo prendi, l’assegno di disoccupazione! Perché potresti essere iscritti alle liste dei lavori socialmente utili anche senza prenderlo o prendere una bella miseria.

L’ho provato sulla mia pelle quindi non dite che non è vero.

Molte volte, si dice, un disoccupato dovrebbe fare qualunque lavoro che l’Ufficio di collocamento di trova pur di non rimanere disoccupato, altrimenti perdi l’assegno di disoccupazione.

SI MA PARLIAMO DI LAVORO!!!

CAPITO, sono d’accordo, ma parliamo sempre di lavoro, presso ditte private che ti assumono e TI DANNO UNA PROSPETTIVA DI VITA!!!

Come sempre i film ci insegnano e ci mostrano cosa succede dalle altre parti, se siamo bravi a capirlo.

In una scena del film “Alisa”, film TEDESCO, Lanz, un personaggio sulla cinquantina, rimane senza lavoro, si reca all’ufficio di collocamento e l’unico posto di lavoro che c’è a disposizione è quello di giardiniere presso il centro ricreativo sportivo della società da cui è stato licenziato, e se non lo accetta, perde tutti i privilegi.

Questo è un giusto modo di fare, e non, prendere uno puntargli una pistola alla testa e dirgli, se non lavori gratis per me ente pubblico ti tolgo la mobilità.

Tra l’altro, il bello è che ci dimentichiamo di un’altra cosa molto semplice.

PRENDERE UN LAVORATORE SOCIALMENTE UTILE E FARLO LAVORARE VUOL DIRE CHE C’E’ BISOGNO DI UN OPERAIO IN PIU’.

Se serve un lavoratore socialmente utile in una mansione, vuol dire che serve un operaio in più e quindi occorre ASSUMERE E NON SFRUTTARE.

SE C’E’ UN BISOGNO SI ASSUME, ALTRIMENTI NON C’E’ UN REALE BISOGNO.

CHIUDO DICENDO: “E’ un criminale, chi sparla dei lavoratori socialmente utili, perché non occorre togliere a chi è nel bisogno per fare giustizia, ma dare a chi si trova nel bisogno. Quindi occorrerebbe combattere perché ci fosse un assegno di cittadinanza per tutti i cittadini che non hanno un lavoro, sia provenienti da un licenziamento, sia provenienti da un fallimento, perché la loro fabbrica ha dovuto chiudere. DOBBIAMO RICORDARCI CHE SIAMO TUTTI CITTADINI A CUI LO STATO DEVE RISPETTO E NON TOGLIERCELO FRA DI NOI.

 

PORTIAMO LORO RISPETTO ALTRIMENTI SIAMO UGUALI ALLE BESTIE!!!

 
 
 

PROGETTI FENOMENALI

Post n°4423 pubblicato il 13 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

ADOTTA UNA MUCCA

Leggete il volantino sul link qui sotto

http://www.visitvalsugana.it/it/vacanze-in-valsugana/adotta-una-mucca/

ADOTTA UNA ZOLLA

Leggete il volantino sul link qui sotto

http://adottaunazolla.bio/

ADOTTA UNA GARGANEGA

Leggete il volantino sul link qui sotto

 

http://www.stradadelvinosoave.com/news/adotta-una-garganega

 
 
 

MOSTRA DI PRESEPI AL “CIRCOLO NOI”

Post n°4422 pubblicato il 13 Dicembre 2014 da FernandoIR
 
 
 

INCONTRI INFORMATIVI SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Post n°4421 pubblicato il 13 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

ATTENZIONE E’ IMPORTANTE ESSERCI

Leggete il volantino sul link qui sotto

 

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBal9pa3dJUE5fZEk/view?usp=sharing

 
 
 

DIO ESISTE ED E’ BELLO ACCORGERSENE!

Post n°4420 pubblicato il 13 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Dio esite, e per me è un suo segno quello che mi è successo in questo giorno ………

Il giorno 17 Settembre 2014 stavo facendo un giro in bici e mi ero spinto un po’ troppo lontano per il mio scarso allenamento, ero stanco e le forze mi stavano lasciando. Avrei voluto molto avere un compagno con il quale scambiare qualche parole e fare la strda del ritorno chiacchierando. Mi trovavo a Vallese. Ad un certo punto dalla strada che arriva da Villafontana e passa sotto la Superstrada 434 a Vallese arriva mio cugino di Oppeano, che come me aveva avuto l’idea di fare un giro in bici. Ci siamo aspettati e abbiamo proseguito assieme la strada verso Oppeano addirittura allungandola ancora di più.

 

SIA LODATO GESU’ CRISTO!!!

 
 
 

A TU PER TU CON IL CONSIGLIO DEI MINISTRI!

Post n°4419 pubblicato il 13 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Con questa rubrica seguiremo giornalmente la vita del nostro CONSIGLIO DEI MINISTRI.

CONSIGLIO DEI MINISTRI : GOVERNO RENZI : NUMERO 40

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=77349

CONSIGLIO DEI MINISTRI : GOVERNO RENZI : NUMERO 41

 

http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=77413

 
 
 

LA STORIA DI NIBIRU’ ED IL SUO POPOLO : 31° PUNTATA

Post n°4418 pubblicato il 13 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

TESTO FRUTTO DI UNA RICERCA PERSONALE, CHE COMUNQUE SI SVOLSA E SI APPROFONDIRA’ TENENDO SEMPRE PRESENTE IL MIO CREDO E LA MIA FEDE, CHE NIENTE E NESSUNO FARA’ MAI E POI MAI VACILLARE. DIRE CHE PER ME DIO ESISTE SAREBBE RIDUTTIVO, DIRE CHE LA MIA FEDE NEL SVOLGERE QUESTA RICERCA NON SARA’ MAI SCALFITA RENDE MEGLIO L’IDEA,

BUONA LETTURA.

>>>>> TESTO DELLA RICERCA !!!!!

Ma poiché la cultura e la religione degli Accadi non erano

che un'evoluzione delle originarie tradizioni e credenze

sumeriche, si può dire che quella che gli Hurriti in effetti

assorbirono e trasmisero era la religione dei Sumeri. E ciò è

comprovato anche dall'uso frequente di nomi di dèi, epiteti e

segni di scrittura sumerici.

È ormai chiaro che i loro racconti epici erano quelli dei

Sumeri; le "dimore" degli antichi dèi erano città sumeriche;

l'"antica lingua" era la lingua di Sumer. Persino l'arte hurrita

riproduceva quella sumerica, nelle forme come nei temi e nei

simboli.

Ma quando e come gli Hurriti vennero, per così dire,

"mutati" dal "gene" sumerico?

Vi sono prove che attestano che gli Hurriti, che confinavano

con i Sumeri e gli Accadi a nord nel n millennio a.C, si erano

in realtà mescolati ai Sumeri nel millennio precedente. È un

dato di fatto che, nel II millennio a.C, gli Hurriti erano presenti

e attivi a Sumer, occupando posizioni importanti nel suo ultimo

periodo di gloria, quello della terza dinastia di Ur. Essi inoltre

dirigevano e lavoravano nell'industria dell'abbigliamento, per la

quale Sumer, e soprattutto Ur, erano particolarmente rinomate

nell'antichità. Con tutta probabilità i famosi mercanti di Ur

erano in buona parte hurriti.

Nel XIII secolo a.C, sotto la pressione di vaste ondate

migratorie e di vere e proprie invasioni (compresa l'avanzata

degli Israeliti dall'Egitto verso Canaan), gli Hurriti si ritirarono

nella parte nord-orientale del loro regno, che chiamarono

Urartu ("Ararat") e la cui capitale si trovava nei pressi del lago

Van. Qui essi adoravano un pantheon dominato da Tesheba

(Teshub), che raffiguravano come un dio possente, che portava

un copricapo ornato di corna e si ergeva su un toro, il suo

simbolo cultuale (figura 34). Chiamarono Bitanu ("casa di

Anu") il loro principale santuario e si dedicarono a fare del loro

tempio "la fortezza della valle di Anu".

E Anu, come vedremo, era il padre degli dèi sumerici.

Che ne è stato, invece, dell'altra strada per la quale le

leggende e i culti divini arrivarono in Grecia, quella che,

attraverso Creta e Cipro, ci riporta alle coste orientali del

Mediterraneo?

Le terre che oggi corrispondono a Israele, Libano e Siria

meridionale - e che formavano la fascia sud-occidentale

dell'antica Mezzaluna Fertile - erano abitate da popoli che

possono essere identificati con il nome collettivo di Cananei.

Figura 34

Anche in questo caso, tutto ciò che si sapeva di loro fino a

tempi relativamente recenti appariva nei riferimenti (quasi

sempre ostili) contenuti nell'Antico Testamento e in qualche

rara iscrizione fenicia. Gli archeologi stavano appena

cominciando a capire qualcosa dei Cananei quando si

imbatterono in due importanti scoperte: a Luxor e a Saqqara

emersero alcuni testi egizi, mentre, presso un importante centro

canaanita, vennero alla luce altri importantissimi testi storici,

letterari e religiosi. Il luogo di quest'ultimo ritrovamento, che

oggi si chiama Ras Shamra e si trova sulla costa siriana, era

l'antica città di Ugarit.

La lingua delle iscrizioni di Ugarit, la lingua cananita, era

quella che gli studiosi chiamano semitico occidentale, un ramo

di quel gruppo di lingue che comprende anche l'antico accadico

e l'ebraico moderno. In effetti, chi conosce bene l'ebraico può

capire le iscrizioni cananite con relativa facilità, poiché la

lingua, lo stile letterario e la terminologia richiamano l'Antico

Testamento e la scrittura è la stessa dell'ebraico.

Il pantheon che emerge dai testi canaaniti ha molte analogie

con quello greco successivo. Anche qui, al vertice vi è una

divinità suprema di nome El, termine che, oltre a indicare il

nome personale del dio, significava anche genericamente

"maestosa divinità". Autorità suprema in tutte le vicende,

umane e divine, egli era chiamato il Buono, il Misericordioso,

ma il titolo che lo contraddistingueva era Ab Adam ("padre

dell'uomo"). Era considerato il "creatore di tutte le cose create,

 

il solo che può concedere la sovranità".

 
 
 

150 MILIONI DI EURO 96° PUNTATA

Post n°4417 pubblicato il 13 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Le puntate verranno messe in linea sempre di VENERDI’

Ecco a voi il secondo romanzo scritto interamente da Zorzella Fernando e presentato a puntate settimanali, qui, solo per Isola Rizza.

Il romanzo racconta la storia di Andrea, un giovane trentenne che si ritrova in mano una grande fortuna da usare nel miglior modo possibile. Progetti, passioni, amori, seduzione, eros e tanto altro ancora in un romanzo a sfondo sociale ma con qualche puntatina piccante e rosa che non guasta mai.

Ma chi ha dato tutta questa fortuna ad Andrea e perché? Che progetti ha?

SCOPRITELO SEGUENDO LE PUNTATE DI “150 MILIONI DI EURO”

IMPORTANTE : RIBADISCO IN MODO CONVINTO E PRESSANTE CHE I luoghi, i nomi di persona, gli edifici, le vicende, le situazioni, tutto il romanzo è frutto di PURA PURA PURA fantasia e non ha nessuna nessuna nessuna attinenza con la realtà. Per Informazione telefonate al 3289232363.

VOLETE DIRE LA VOSTRA SUL ROMANZO SCRIVETE A FERNANDO ALL’EMAIL fernandozorzella@gmail.com.

I commenti dei lettori verranno tutti pubblicati senza censura.

96° PUNTATA

 

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBblg1Y05KS1hkQkE/edit?usp=sharing

 
 
 

REVOLUTION 100° PUNTATA

Post n°4416 pubblicato il 13 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Le puntate verranno messe in linea sempre di VENERDI’

Scritto interamente da Zorzella Fernando e presentato a puntate settimanali, qui, solo per Isola Rizza, il romanzo racconta la storia di una comunità del Basso Veronese e del suo Sindaco Jenny, che dovrà far fronte a mille difficoltà dopo che il mondo è stato investito da una tremenda catastrofe naturale.

Sempre più avvincente e sempre più personaggi in una storia che è tutta ancora all’inizio.

Buona lettura!

IMPORTANTE : RIBADISCO IN MODO CONVINTO E PRESSANTE CHE I luoghi, i nomi di persona, gli edifici, le vicende, le situazioni, tutto il romanzo è frutto di PURA PURA PURA fantasia e non ha nessuna nessuna nessuna attinenza con la realtà. Per Informazione telefonate al 3289232363.

SE VOLETE DIRE LA VOSTRA SUL ROMANZO SCRIVETE A FERNANDO ALL’EMAIL fernandozorzella@gmail.com.

I commenti dei lettori verranno tutti pubblicati senza censura.

100°  PUNTATA

 

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBMXItemhDN2ZuSzQ/edit?usp=sharing

 
 
 

UNA PREGHIERA PER IL DOMANI

Post n°4415 pubblicato il 11 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

SUL LINK QUI SOTTO TROVI UNA RIFLESSIONE

http://www.laparola.it/laparoladidomani.php

LA PREGHIERA PER LA FAMIGLIA

Grazie Signore,

perché ci hai dato l’amore,

capace di cambiare,

la sostanza delle cose.

Quando un uomo e una donna,

diventano uno nel matrimonio,

non appaiono più come creature terrestri

ma sono l’immagine stessa di Dio.

Così uniti non hanno paura di niente.

Con la concordia, l’amore e la pace,

l’uomo e la donna sono padroni,

di tutte le bellezze del mondo.

Possono vivere tranquilli,

protetti dal bene che si vogliono,

Secondo quanto Dio ha stabilito.

Grazie Signore,

 

per l’amore che ci hai regalato.

 
 
 

LA GRAN BRETAGNA CHIUDE SUGLI IMMIGRATI UE

Post n°4414 pubblicato il 11 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Troppi immigrati nel Regno Unito. E non parliamo di persone provenienti da altri continenti, ma dall’Unione Europea. 

Ora però potrebbe arrivare una stretta per frenare il flusso oltre la Manica: Londra pensa infatti all’introduzione di misure che permettano di non garantire il welfare ai cittadini di altri paesi europei per i primi 4 anni di residenza e di rimpatriare chi è disoccupato da oltre sei mesi. E nel caso in cui queste proposte non fossero recepite da Bruxelles, non è nemmeno esclusa l’uscita dalla Ue. Lo ha annunciato lo stesso premier David Cameron durante un atteso discorso pronunciato in una fabbrica del West Midlands, in cui ha chiesto agli altri leader europei di accogliere le “ragionevoli” proposte che saranno una priorità nei futuri negoziati sulla permanenza della Gran Bretagna nella Ue.

“Noi ci meritiamo di essere e dobbiamo essere ascoltati – ha detto Cameron – questa è una questione che interessa il popolo britannico ed il nostro futuro nella Ue. Il popolo britannico non comprenderebbe, e francamente neanche io comprenderei, se non si potesse trovare un modo adeguato per risolvere la questione, cosa che aiuterebbe a fissare un posto per il nostro paese nella Ue una volta per tutte”.

Cameron ha poi aggiunto di essere consapevole del fatto che, perché le sue proposte vengano recepite da tutta l’Unione sarebbero necessari dei cambiamenti degli attuali trattati, sottolineando però che “non esclude nulla” nel caso che le sue richieste non vengano accolte, un modo per suggerire l’ipotesi dell’uscita dalla Ue. Cameron ha comunque assicurato che, se Bruxelles rimarrà “sorda” alle richieste, sarà pronto a far adottare le misure solo alla Gran Bretagna una volta che – ha ricordato nel suo discorso – il governo tories sarà stato confermato dalle elezioni del prossimo maggio.

Cameron nel suo discorso, iniziato ricordando quanto la Gran Bretagna abbia beneficiato di un’immigrazione che l’ha resa “multirazziale”, ha affermato però che il numero di ingressi dagli altri Paesi della Ue, il più alto mai registrato in periodi di pace, stia diventando insostenibile per l’amministrazione dei servizi pubblici. La preoccupazioni dei britannici per il numero di cittadini europei immigrati nell’ultimo decennio non è “irragionevole e strana”, ha detto ancora il premier conservatore affermando che le sue proposte sono tese a “un sistema più severo di welfare” per gli immigrati dai paesi Ue.

Il pacchetto di misure presentato prevede che i cittadini europei che lavorano in Gran Bretagna non possano godere degli sgravi fiscali previsti dal sistema di welfare né fare domanda per l’edilizia popolare nei primi quattro anni di residenza. Inoltre sarà impedito di chiedere sgravi fiscali o assegni familiari per figli che non risiedono nel paese, misura accompagnata restrizioni delle norme sui ricongiungimenti familiari.

 

Gli immigrati in cerca di lavoro non potranno più fare domanda per assegni di sostegno al reddito e se rimangono senza lavoro per sei mesi potranno essere rimpatriati. La proposte di Cameron prevedono infine la velocizzazione dei rimpatri per ipregiudicati, più lunghi divieti di ingresso per chi è stato fermato mentre faceva l’elemosina. Ed in generale si auspicano misure che impedire ai cittadini dei paesi appena entrati nella Ue di trasferirsi in Gran Bretagna per cercare lavoro “fino a quando le loro economie non si saranno avvicinate” a quelle degli altri membri.

 
 
 

LAVORARE AL CALL CENTER

Post n°4413 pubblicato il 11 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

E’ ormai l’allegoria della precarietà e degli schiavi moderni. Quel luogo di lavoro, cuffiette e microfono, in cui si entra magari con l’idea di avere un part-time che durerà soltanto qualche mese e nel quale poi, invece, si rimane impigliati per anni, invecchiando al telefono con una famiglia alle spalle da mantenere. 
Una volta il call center era un lavoretto per giovani in cerca di una paghetta supplementare con cui godersi i divertimenti o magari bisognosi di danaro per mantenersi gli studi. Oggi, al contrario, ci campano laureati di mezza età e intere famiglie. Rispetto ad altri settori, schiacciati dalla concorrenza straniera e dal trasferimento della produzione all’estero, il call center ha resistito per il fattore “lingua italiana”. Nel mondo globalizzato in cui 
la percentuale di italiani che fuggono all’estero è sempre più elevata qualcuno che parli italiano si trova. E non fa differenza se non è professionale, se non ha esperienza, se non ti offre il medesimo servizio, la stessa empatia, se tratta dati sensibili come carte di credito e codice fiscale. L’importante è il costo. L’azienda guarda al profitto e se un Paese non è conveniente, si va in un altro.
Se questo ragionamento può valere per le aziende private (che non abbiano ricevuto fondi pubblici nel corso del tempo, sia chiaro), ci si aspetta che un ente pubblico, ossia mantenuto con le tasse di tutti noi, almeno tuteli il lavoro nel territorio. Ci si aspetta che un bando di gara di una pubblica amministrazione escluda il costo del lavoro nell'applicazione del criterio "prezzo più basso". Ci si aspetta che la gara per l’assegnazione del servizio preveda 
clausole di salvaguardia per i lavoratori, una tutela per la loro retribuzione e per il livello contrattuale raggiunto. In questo modo si garantisce anche la qualità del servizio a favore dei clienti. 
E ci si attende, ad esempio, che vengano applicate delle leggi, come il decreto 83/2012, all’articolo 24bis, mai recepito, che prevede di informare il cittadino italiano sulla nazionalità dell’operatore che gestisce il numero di assistenza clienti cui si sta chiamando.

 
 
 

“L’ARENA” PARLA DI ISOLA RIZZA

Post n°4412 pubblicato il 11 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Articoli tratti dal quotidiano “L’Arena”!!!

UN SALUTO PARTICOLARE AL GIORNALISTA “FABIO TOMELLERI”
ARTICOLI DI OGGI

Articolo del 10/12

http://www.larena.it/stories/376_est_veronese/977780_sono_16_i_locali_veronesi_nella_guida_dei_ristoranti/

LINK ARTICOLI PASSATI

Articolo del 07/12

 

http://www.larena.it/stories/397_basso_veronese/974407_lega_nord_pianura_est_plebiscito_per_de_berti/

 
 
 

SUPERENALOTTO PER ISOLA RIZZA

Post n°4411 pubblicato il 11 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Il giorno 30 DICEMBRE 2014 avverrà la giocata del “SUPERENALOTTO PER ISOLA RIZZA”

Ovvero, in concomitanza dell’ultimo concorso utile del Superenalotto Italiano, prima del concorso “Si vince tutto”, nel momento in cui il valore del Jackpot è al massimo si farà una giocata con lo scopo di cercare di vincere e dar vita ad un fondo economico per aiutare il paese di ISOLA RIZZA con azioni concrete e durature, come per esempio: finanziare mensilmente le Persone che hanno giocato, la Caritas, la Parrocchia, l’Asilo, finanziare piccole opere private per stimolare il lavoro alle imprese di Isola Rizza, costruzione di case ad affitto agevolato, ecc.

ATTENZIONE SI USERANNO SOLO GLI INTERESSI GENERATI IN MODO DA NON DISPERDERE MAI IL FONDO MADRE.

PER NON ROVINARE L’INIZIATIVA E PER NON SNATURARE IL PROGETTO LA GESTIONE ECONOMICA RIMNANE NELLE MANI MIE (ZORZELLA FERNANDO) MA CHI GIOCA CON ME AVRA’ POTERE CONSULTIVO E DECISIONALE COME IN UNA ASSOCIAZIONE.

Chi fosse interessato chiami il 3289232363 per informazioni!!!

 

>>>>> ATTENZIONE ODIO I PERDITEMPO E CHI MI OSTACOLA!!! MI DIRETE CHE SONO MATTO MA IO HO GIURATO A ME STESSO CHE VIVRO’ OGNI GIORNO DELLA MIA VITA PER LA MIA GENTE!!!

 
 
 

LE POESIE DI NIVES

Post n°4410 pubblicato il 11 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

TITOLO: IMMUNITA’

Ogni poesia sarà pubblicata 4 venerdì di fila.

GRAZIE NIVES DI ESISTERE, UN BACIO E UN ABBRACCIO.

Cliccando sul link qui sotto troverete il testo della poesia

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBUGt6R2pEbHNMN2s/edit?usp=sharing

SE VOLETE FAR PERVENIRE UN MESSAGGIO A NIVES SCRIVETE A FERNANDO ALL’EMAIL fernandozorzella@gmail.com.

 

E’ VIETATO STAMPARE QUESTE POESIE E DUPLICARLE SENZA L’AUTORIZZAZZIONE DELLA SCRITTRICE NIVES SCASTELLANI DI ISOLA RIZZA (VERONA)

 
 
 

LA VOCE DI “VIVIANA DAL POZZO”

Post n°4409 pubblicato il 11 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Viviana Dal Pozzo, e le sue gesta rendono ogni giorno Isola Rizza un po’ più importante.

Fernando Online invita tutte le cittadine e cittadini a visitare il suo blog e a fare incetta dei suoi preziosi consigli.

Segnaliamo il seguente articolo.

http://www.cosatipreparopercena.com/2014/12/swirly-chocolate-brioches.html

OTTIMO ARTICOLO!!!

 

Un saluto a Viviana da Fernando Zorzella!!!

 
 
 

UN PO’ DI STORIA SULL’UNITA’ D’ITALIA

Post n°4408 pubblicato il 11 Dicembre 2014 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Il processo di Unità di Italia ha visto come protagonisti una sfilza di uomini più o meno celebri, i cosiddetti padri del Risorgimento. Dal nord al sud Italia ogni piazza o via principale si fregia di nomi illustri: Garibaldi, Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele etc.

Il popolo viene indottrinato fin dalla più tenera età a considerare costoro dei veri eroi, gli artisti li raffigurano esaltando il loro valore in maniera da rafforzare il mito che li circonda. Innumerevoli sono infatti le opere d’arte che ritraggono l’eroe dei due Mondi ora a cavallo…ora in piedi che impugna alta la sua spada, alcune volte indossa la celebre camicia rossa…altre volte si regge su un paio di stampelle come un martire. Tuttavia un ritratto che di certo non vedremo mai vorrebbe il Gran Maestro massone, Giuseppe Garibaldi, privo dei lobi delle orecchie. E dire che nessuna raffigurazione potrebbe essere più realistica poiché al nostro falso eroe furono davvero mozzate le orecchie, la mutilazione avvenne esattamente in Sud America, dove l’intrepido Garibaldi fu punito per furto di bestiame, si vocifera che fosse un ladro di cavalli. Naturalmente nessuna fonte ufficiale racconta questa vicenda. È dunque lecito chiedersi quante altre accuse infanghino le gesta degli eroi risorgimentali? Quante altre macchie vennero lavate a colpi d’inchiostro da una storiografia corrotta e pilotata? Ma soprattutto quale fu il ruolo dei banchieri Rothschild nel processo di Unità d’Italia? La Banca Nazionale degli Stati Sardi era sotto il controllo di Camillo Benso conte di Cavour, grazie alle cui pressioni divenne una autentica Tesoreria di Stato. Difatti era l’unica banca ad emettere una moneta fatta di semplice carta straccia. Inizialmente la riserva aurea ammontava ad appena 20 milioni ma questa somma ben presto sfumò perché reinvestita nella politica guerrafondaia dei Savoia. Il Banco delle Due Sicilie, sotto il controllo dei Borbone, possedeva invece un capitale enormemente più alto e costituito di solo oro e argento, una riserva tale da poter emettere moneta per 1.200 milioni ed assumere così il controllo dei mercati. Cavour e gli stessi Savoia avevano ormai messo in ginocchio l’economia piemontese, si erano indebitati verso i Rothschild per svariati milioni e divennero in breve due burattini nelle loro mani. Fu così che i Savoia presero di mira il bottino dei Borbone. La rinascita economica piemontese avvenne mediante un operazione militare espansionistica a cui fu dato il nome in codice di Unità d’Italia, un classico esempio di colonialismo sotto mentite spoglie. L’intero progetto fu diretto dalla massoneria britannica, vero collante del Risorgimento. Non a caso i suddetti eroi furono tutti rigorosamente massoni. La storia ufficiale racconta che i Mille guidati da Giuseppe Garibaldi, benché disorganizzati e privi di alcuna esperienza in campo militare, avrebbero prevalso su un esercito di settanta mila soldati ben addestrati e ben equipaggiati quale era l’esercito borbonico. In realtà l’impresa di Garibaldi riuscì solo grazie ai finanziamenti dei Rothschild, con i loro soldi i Savoia corruppero gli alti ufficiali dell’esercito borbonico che alla vista dei Mille batterono in ritirata, consentendo così la disfatta sul campo. Dunque non ci fu mai una vera battaglia, neppure la storiografia ufficiale ha potuto insabbiare le prove del fatto che molti ufficiali dell’esercito borbonico furono condannati per alto tradimento alla corona. Il sud fu presto invaso e depredato di ogni ricchezza, l’oro dei Borbone scomparve per sempre. Stupri, esecuzioni di massa, crimini di guerra e violenze di ogni genere erano all’ ordine del giorno. L’unica alternativa alla morte fu l’emigrazione. Il popolo cominciò a lasciare le campagne per trovare altrove una via di fuga. Ben presto il malcontento generale fomentò la ribellione dei sopravvissuti, si trattava di poveri contadini e gente di fatica che la propaganda savoiarda bollò con il dispregiativo di “briganti”, così da giustificarne la brutale soppressione. A 150 anni di distanza si parla ancora di questione meridionale. Anche i più distratti scoveranno diverse analogie con quella che oggi viene invece definita questione palestinese. Stesse tecniche di disinformazione, stesse mire espansionistiche e soprattutto stesse famiglie di banchieri. Solo che un tempo gli oppressi erano chiamati briganti…oggi invece sono i cattivi terroristi.