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Di Zorzella Fernando

Creato da FernandoIR il 14/04/2011

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IL SAPORE DELLA TERRA : 3° PUNTATA

Post n°4759 pubblicato il 28 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Le puntate verranno messe in linea:

MENSILMENTE SEMPRE L’ULTIMO VENERDI’ DEL MESE!!!

OGNI MESE VERRANNO RIPUBBLICATE ANCHE LE PUNTATE PRECEDENTI!!!

Scritto interamente da Zorzella Fernando e presentato qui, solo per Isola Rizza.

Il romanzo racconta l’intreccio di storie sociali, amorose, passionali, poliziesche con intrecci legati ai servizi segreti che girano attorno ad un Agriturismo, nelle campagne del Rodigino, gestito da 3 sorelle rimaste senza padre ne madre. Le nostre tre amiche si troveranno dentro un vertice senza capire in realtà do dove è iniziato tutto quanto.

Riusciranno ad affrontare tutto sempre a testa alta?

Lo scoprirete solo leggendo mensilmente le nuove puntate del “IL SAPORE DELLA TERRA” di Zorzella Fernando.

Buona lettura!

IMPORTANTE : RIBADISCO IN MODO CONVINTO E PRESSANTE CHE I luoghi, i nomi di persona, gli edifici, le vicende, le situazioni, tutto il romanzo è frutto di PURA PURA PURA fantasia e non ha nessuna nessuna nessuna attinenza con la realtà. Per Informazione telefonate al 3289232363.

SE VOLETE DIRE LA VOSTRA SUL ROMANZO SCRIVETE A FERNANDO ALL’EMAIL fernandozorzella@gmail.com.

I commenti dei lettori verranno tutti pubblicati senza censura.

GENNAIO 2015                                     

1°  PUNTATA

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBNUQ0eUZuWlF6elE/view?usp=sharing

FEBBRAIO 2015

2°  PUNTATA

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBWGZPSEx6dmhFc2s/view?usp=sharing

MARZO 2015

3°  PUNTATA

 

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBaDZvdmJLdU1jUE0/view?usp=sharing

 
 
 

150 MILIONI DI EURO 101° PUNTATA

Post n°4758 pubblicato il 28 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Le puntate verranno messe in linea sempre di VENERDI’

Ecco a voi il secondo romanzo scritto interamente da Zorzella Fernando e presentato a puntate settimanali, qui, solo per Isola Rizza.

Il romanzo racconta la storia di Andrea, un giovane trentenne che si ritrova in mano una grande fortuna da usare nel miglior modo possibile. Progetti, passioni, amori, seduzione, eros e tanto altro ancora in un romanzo a sfondo sociale ma con qualche puntatina piccante e rosa che non guasta mai.

Ma chi ha dato tutta questa fortuna ad Andrea e perché? Che progetti ha?

SCOPRITELO SEGUENDO LE PUNTATE DI “150 MILIONI DI EURO”

IMPORTANTE : RIBADISCO IN MODO CONVINTO E PRESSANTE CHE I luoghi, i nomi di persona, gli edifici, le vicende, le situazioni, tutto il romanzo è frutto di PURA PURA PURA fantasia e non ha nessuna nessuna nessuna attinenza con la realtà. Per Informazione telefonate al 3289232363.

VOLETE DIRE LA VOSTRA SUL ROMANZO SCRIVETE A FERNANDO ALL’EMAIL fernandozorzella@gmail.com.

I commenti dei lettori verranno tutti pubblicati senza censura.

101° PUNTATA

 

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBRTk4ZnlmWGZJVm8/view?usp=sharing

 
 
 

REVOLUTION 109° PUNTATA

Post n°4757 pubblicato il 28 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Le puntate verranno messe in linea sempre di VENERDI’

Scritto interamente da Zorzella Fernando e presentato a puntate settimanali, qui, solo per Isola Rizza, il romanzo racconta la storia di una comunità del Basso Veronese e del suo Sindaco Jenny, che dovrà far fronte a mille difficoltà dopo che il mondo è stato investito da una tremenda catastrofe naturale.

Sempre più avvincente e sempre più personaggi in una storia che è tutta ancora all’inizio.

Buona lettura!

IMPORTANTE : RIBADISCO IN MODO CONVINTO E PRESSANTE CHE I luoghi, i nomi di persona, gli edifici, le vicende, le situazioni, tutto il romanzo è frutto di PURA PURA PURA fantasia e non ha nessuna nessuna nessuna attinenza con la realtà. Per Informazione telefonate al 3289232363.

SE VOLETE DIRE LA VOSTRA SUL ROMANZO SCRIVETE A FERNANDO ALL’EMAIL fernandozorzella@gmail.com.

I commenti dei lettori verranno tutti pubblicati senza censura.

109°  PUNTATA

 

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBdzE2RDNzMjNoZU0/view?usp=sharing

 
 
 

LA STORIA DI NIBIRU’ ED IL SUO POPOLO : 38° PUNTATA

Post n°4756 pubblicato il 28 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

TESTO FRUTTO DI UNA RICERCA PERSONALE, CHE COMUNQUE SI SVOLSA E SI APPROFONDIRA’ TENENDO SEMPRE PRESENTE IL MIO CREDO E LA MIA FEDE, CHE NIENTE E NESSUNO FARA’ MAI E POI MAI VACILLARE. DIRE CHE PER ME DIO ESISTE SAREBBE RIDUTTIVO, DIRE CHE LA MIA FEDE NEL SVOLGERE QUESTA RICERCA NON SARA’ MAI SCALFITA RENDE MEGLIO L’IDEA,

BUONA LETTURA.

>>>>> TESTO DELLA RICERCA !!!!!

Gli abitanti di tutta la regione

accenderanno fuochi nelle loro case,

e offriranno banchetti a tutti gli dèi...

Le guardie delle città accenderanno fuochi

nelle strade e nelle piazze.

Anche la partenza dei due Grandi Dèi era pianificata fin nei

minimi dettagli:

Il diciassettesimo giorno,

quaranta minuti dopo il sorgere del sole,

la porta si aprirà davanti agli dèi Anu e Antu,

ponendo fine al loro soggiorno.

La parte finale di questa tavoletta è andata perduta, ma un

altro testo con tutta probabilità descrive la partenza degli dèi: la

colazione mattutina, le formule di commiato, le strette di mano

("si afferrano le mani") con gli altri dèi. I Grandi Dèi venivano

quindi condotti al luogo della partenza su portantine simili a un

trono, portate a spalla da funzionari del tempio. Una

raffigurazione assira, benché molto posteriore, di una

processione di divinità ci dà forse un'idea di come Anu e Antu

venivano portati in corteo a Uruk (figura 44).

Mentre la processione passava per le cosiddette "strade degli

dèi" venivano recitate formule speciali; all'approssimarsi del

"molo sacro", poi, si cantavano salmi e inni, finché non si

arrivava alla "nave di Anu". Cominciavano allora i riti di

commiato e, accompagnandoli con ampi movimenti delle

braccia, si recitavano e si cantavano altre formule.

Infine, tutti i sacerdoti e i funzionari del tempio che

accompagnavano il corteo, a cominciare dal sommo sacerdote,

offrivano una speciale "preghiera per la partenza": «Grande

Anu, che il Cielo e la Terra ti benedicano!», intonavano sette

volte. In tal modo essi chiedevano la benedizione dei sette dèi

celesti e invocavano gli dèi del Cielo e quelli della Terra. Alla

fine, così salutavano Anu e Antu:

Che gli Dèi del Profondo,

e quelli della Dimora Divina

vi benedicano!

Che vi benedicano ogni giorno -

ogni giorno di ogni mese di ogni anno!

Tra le migliaia e migliaia di raffigurazioni di antichi dèi che

sono venute alla luce, nessuna sembra rappresentare Anu. E

tuttavia egli sembra nascondersi dietro ogni statua e ogni

ritratto di ogni re che sia mai esistito, dall'antichità a oggi.

Perché Anu non era soltanto il "grande re", il re degli dèi, ma

anche colui per grazia del quale altri venivano incoronati re.

Secondo la tradizione sumerica, la sovranità "fluiva" da Anu, e

infatti veniva indicata con il termine Anutu ("qualità propria di

Anu"). Le insegne di Anu erano la tiara (il copricapo divino),

lo scettro (simbolo di potere) e il bastone (emblema del

pastore-guida ).

Ai giorni nostri, il bastone del pastore ("pastorale") si trova

più nelle mani dei vescovi che in quelle dei re, ma la corona e

lo scettro sono tuttora attributi di tutti i re ancora presenti sulla

Terra.

Figura 44

La seconda divinità più potente del pantheon sumerico era

EN.LIL, il cui nome significava "signore dello spazio aereo"; egli

era dunque prototipo e progenitore dei successivi "dèi delle

tempeste" che sarebbero stati al vertice degli altri pantheon del

mondo antico.

Egli era il figlio maggiore di Anu, nato nella dimora celeste

di suo padre. Ad un certo punto, però, in epoca antichissima,

era disceso sulla Terra, diventando così il principale Dio del

Cielo e della Terra. Quando gli dèi si riunivano nella dimora

celeste, Enlil presiedeva l'assemblea a fianco del padre; quando

invece gli dèi si riunivano sulla Terra, lo facevano alla corte di

Enlil, nel sacro recinto di Nippur, la città consacrata a Enlil,

nella quale sorgeva il suo tempio principale, I'E.KUR ("casa

simile a una montagna").

Non soltanto i Sumeri, ma anche gli stessi dèi di Sumer

consideravano Enlil la divinità suprema. Lo chiamavano

"sovrano di tutte le terre" e dicevano che «in Cielo egli è il

principe; sulla Terra è il capo». La sua «parola lassù fa tremare

i cieli, quaggiù sconquassa la terra»:

Enlil,

il cui comando giunge lontano;

la cui "parola" è potente e sacra;

il cui pronunciamento è immutabile;

lui che fissa i destini fino a un lontanissimo futuro...

Gli Dèi della Terra si inchinano volentieri davanti a lui;

gli Dèi del Cielo che stanno sulla Terra

si umiliano davanti a lui;

 

obbediscono fedelmente ai suoi ordini.

 
 
 

UNA PREGHIERA PER DOMANI

Post n°4755 pubblicato il 26 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

SUL LINK QUI SOTTO TROVI UNA RIFLESSIONE

http://www.laparola.it/laparoladidomani.php

LA PREGHIERA PER LA FAMIGLIA

Grazie Signore,

perché ci hai dato l’amore,

capace di cambiare,

la sostanza delle cose.

Quando un uomo e una donna,

diventano uno nel matrimonio,

non appaiono più come creature terrestri

ma sono l’immagine stessa di Dio.

Così uniti non hanno paura di niente.

Con la concordia, l’amore e la pace,

l’uomo e la donna sono padroni,

di tutte le bellezze del mondo.

Possono vivere tranquilli,

protetti dal bene che si vogliono,

Secondo quanto Dio ha stabilito.

Grazie Signore,

per l’amore che ci hai regalato.

LA PREGHIERA DEL PADRE NOSTRO SCRITTA DA ZORZELLA FERNANDO

Padre nostro che sei nei cieli, d’ora in poi, vivrò la mia vita, secondo le tue regole, e secondo la tua volontà, ma con la convinzione che da ora in poi:

Non accetterò la competitività come struttura cardine del sistema in cui vivo

Non accetterò che devo limitare la mia vita a un giorno a settimana mentre gli altri sei devono essere lavorativi e spesi nella produzione.

Non accetterò di essere umiliato e fruttato a condizione che mi sia permesso umiliare e sfruttare un altro che occupi una posizione inferiore nella piramide sociale.

Non accetterò che gli indigenti e malati vengano esclusi e messi al margine della società e gli vengano negati cure e assistenza, perchè questo costo sociale non può incidere sul benessere e il progresso dei facoltosi, benestanti e dei fortunati

Non accetterò di pagare Istituti Privati per gestire il mio reddito secondo loro convenienza e non mi diano alcun dividendo dei loro guadagni che serviranno per aggredire stati deboli creando debiti infiniti e accetto che mi sia applicato un alto tasso di interesse per prestarmi denaro che viene creato dal nulla.

Non accetterò che le Banche Internazionali prestino denaro ai paesi che vogliono armarsi e combattere in modo da poter scegliere chi farà la guerra e chi non. So che è meglio finanziare entrambe le parti per essere certi di trarne profitto e di prolungare i conflitti il più a lungo possibile al fine di prosciugare le risorse dei paesi che non riusciranno a pagare i loro debiti.

Non accetterò di pagare dei tributi obbligatori al mio governo prelevandoli dal mio reddito anche se questi non vengono utilizzati per migliorare la mia vita e i servizi per i cittadini ma principalmente a ripagare gli interessi su un debito che i governi hanno contralto con dei banchieri privati.

Non accetterò che il debito sia la principale forma di trattativa tra Stati e verso i cittadini anche quando quest’ultimo porta da una palese forma di schiavitù e la vita sia economicamente insostenibile.

Non accetterò che si legalizzi l’omicidio quando la vittima sia indicata dal governo come nemico. Non accetterò che la morte possa essere indotta lentamente con l’avvelenamento di intere popolazioni tramite l’inalazione e l’ingestione quotidiana di sostanze tossiche e autorizzate.

Non accetterò che si faccia la guerra per avere la pace.

Non accetterò che i conflitti siano creati artificialmente per alimentare il mercato delle armi e la crescita dell’economia mondiale.

Non accetterò l’egemonia del petrolio nella nostra economia e che ogni forma di energia gratuita non inquinante o libera venga soppressa o insabbiata.

Non accetterò che gli industriali, militari e capi di stato si riuniscano regolarmente senza consultarci per prendere decisioni che compromettono il futuro e la vita sul nostro pianeta.

Non accetterò che il potere di manipolare l’opinione pubblica sia in mano ad uomini d’affari non eletti politicamente e totalmente liberi di controllare gli stati.

Non accetterò di sprecare e distruggere tonnellate di cibo al fine di tenere sotto controllo i prezzi delle multinazionali in borsa piuttosto che permette un equa distribuzione delle risorse alimentari sul pianeta ed evitare la morte per fame e sete di milioni di persone.

Non accetterò la deforestazione di terre grandi come nazioni ed espropriare la terra ad intere popolazioni in nome di multinazionali che sfrutteranno quei luoghi per arricchirsi senza condividere nulla con le popolazioni locali.

Non accetterò l’abuso sugli animali , tortura ed estinzione perchè accetto di non riconoscere loro un posto come legittimi abitanti di questo pianeta al pari degli essere umani accettando che non abbiano emozioni.

Non accetterò di credere di non poter fare nulla per cambiare lo stato attuale delle cose.

Non accetterò nella mia anima e conoscenza questa triste matrice di fronte a queste cose.

Accetterò mio Dio che tu mi guida, per migliorare la vita del mio prossimo.

 

AMEN!!!

 
 
 

RENZI FINANZIA MEDIASET

Post n°4754 pubblicato il 26 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Si fa presto a dire fine del patto del Nazareno.

 

Un recente articolo del Fatto Quotidiano riporta uno studio della società Nielsen sulle spese pubblicitarie affrontate dal governo in carica e da quello precedente. Secondo il dossier, nel 2013, quando a Palazzo Chigi c’era Enrico Letta, le reti Mediaset avrebbero raccolto il 10% della pubblicità istituzionale del governo, ovvero circa 540 mila euro in 12 mesi. Si tratta degli spot e delle comunicazioni che ministeri e presidenza del consiglio diffondono abitualmente su tutti i media per far conoscere l’attività dei dicasteri, eventuali nuovi provvedimenti o per approfondire temi di interesse generale. Bene. Da quando c’è Renzi a capo dell’esecutivo, queste cifre sarebbero cresciute in modo esponenziale. Nel 2014 il governo avrebbe infatti acquistato spazi pubblicitari sulle reti del gruppo di Silvio Berlusconi per un totale di 2,5 milioni di euro. Avete letto bene: il 369% in più rispetto all'anno precedente. Giù gli introiti, invece, per web, radio e per altre emittenti private come La 7 e Sky. Occorre vederci chiaro, anche perché esiste una normativa che stabilisce precisi paletti per l’acquisto da parte delle pubbliche amministrazioni di spazi sui mezzi di comunicazione di massa. Per questo motivo ho presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri. Se, infatti, tali dati fossero confermati, ci troveremmo di fronte a plurime violazioni della legge e a un’evidente ed ingiustificata predilezione del governo nei riguardi di Mediaset. Renzi, infatti, non solo avrebbe destinato il 57% degli INVESTIMENTI in pubblicità istituzionale a Canale 5, Italia 1, Rete 4 e a tutto l'impero televisivo del Biscione, ma avrebbe anche drasticamente ridotto le campagne informative su internet (500 mila euro a fronte di 1,7 milioni impegnati da Letta), cosa che appare oltremodo contraddittoria rispetto alla stessa strategia di promozione ed utilizzo di internet, tanto declamata dal premier. 

 
 
 

L’ACQUA DEVE RIMANERE PUBBLICA

Post n°4753 pubblicato il 26 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Perché la bolletta dell'acqua è così salata? Avete mai provato a capire perché negli ultimi 10 anni quello che dovrebbe essere un diritto è diventato invece un salasso?
Qualcuno vorrebbe picconare il risultato del referendum del 2011, in cui la stragrande maggioranza degli italiani ha detto no a ogni legge che possa affidare in mani private la gestione dell'acqua pubblica.
In Italia però succedono cose strane: i distacchi indiscriminati e senza preavviso sono all'ordine del giorno, il prezzo dell'acqua è aumentato del 95,8% negli ultimi anni, gli utili delle municipalizzate non vengono più reinvestiti per diminuire gli sprechi ma per massimizzare i profitti. In una sola parola, chi gestisce le risorse idriche risponde oggi più a logiche di profitto che a quelle di servizio. Le bollette servono per arricchire i soci tramite lauti dividendi.
Questa è una privatizzazione camuffata e in spregio del risultato popolare.
La proposta è semplice: NESSUNO DEVE RIMANERE ASSETATO. L'Organizzazione mondiale della Sanità ha fatto i calcoli: per assicurare i bisogni minimi di un individuo servono tra i 50 ai 100 litri di acqua al giorno. Questo fabbisogno deve essere garantito a tutti.

 

Non si possono fare affari sull'acqua. Lo dicono i cittadini europei che hanno firmato una petizione chiedendo alle Istituzioni europee di NON privatizzare l'acqua. 1 milione e 800 mila firme per il primo esempio di democrazia diretta europea.
La Commissione ha risposto in modo deludente perché non ha previsto nessuna nuova proposta legislativa. I principi contenuti nella sua Comunicazione sono sacrosanti ma vanno ribaditi con le leggi, non a parole. Inoltre, per quanto riguarda la "temuta" liberalizzazione dell'acqua pubblica, la Commissione sottolinea che è competenza degli Stati membri legiferare. In particolare, ha ribadito che il servizio di fornitura sia responsabilità delle autorità locali all'interno degli Stati membri, così come è loro responsabilità decidere se gestire il servizio direttamente, indirettamente o attraverso fornitori privati.
Adesso spetta al Parlamento europeo mettere una pezza alle risposte lacunose della Commissione. 

 
 
 

IL SAPORE DELLA TERRA

Post n°4752 pubblicato il 26 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

DOMANI PUBBLICHERO’ LA NUOVA MENSILE PUNTATA!!!

E le puntate che potreste aver perso!!!

Scritto interamente da Zorzella Fernando e presentato qui, solo per Isola Rizza.

Il romanzo racconta l’intreccio di storie sociali, amorose, passionali, poliziesche con intrecci legati ai servizi segreti che girano attorno ad un Agriturismo, nelle campagne del Rodigino, gestito da 3 sorelle rimaste senza padre ne madre. Le nostre tre amiche si troveranno dentro un vertice senza capire in realtà do dove è iniziato tutto quanto.

Riusciranno ad affrontare tutto sempre a testa alta?

Lo scoprirete solo leggendo mensilmente le nuove puntate del “IL SAPORE DELLA TERRA” di Zorzella Fernando.

 

Buona lettura!

 
 
 

POESIE DI ROBERTO PULIERO

Post n°4751 pubblicato il 26 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

TITOLO: SCHERSI DE CARNEVAL

Clicca sul link qui sotto per leggere la poesia

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBN01zMEI2ZGNQTGs/view?usp=sharing

TITOLO: CARNEVAL QUARESIMAL

Clicca sul link qui sotto per leggere la poesia

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBd3ZweUtTSUd0STA/view?usp=sharing

 
 
 

USCIAMO SUBITO DALL’EURO!!!

Post n°4750 pubblicato il 26 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Quali Paesi potrebbero entrare nell’Unione Europea?

Ci sono 5 Paesi con i quali sono in corso negoziati (Macedonia, Islanda, Montenegro, Serbia,

Turchia) e altri 3 che sono considerati candidati potenziali (Albania, Bosnia-Erzegovina

e Kosovo). Altri negoziati potrebbero essere avviati in futuro, ma all’atto pratico questi

7 sono quelli che, anno dopo anno, ricevono aiuto finanziario dall’Unione Europea.

Ma questi Paesi sarebbero pronti per entrare nell’UE?

L’unico di questi Paesi che sarebbe stato pronto, l’Islanda, ha appena annunciato che

ritirerà a breve la richiesta di accedere all’Unione. Gli altri Paesi in lizza hanno diversi

problemi tra cui povertà e corruzione. Per questo il processo negoziale in atto prevede

 

sostanziali aiuti finanziari affinché si adeguino agli standard dell’Unione.

 
 
 

UNA PREGHIERA PER DOMANI

Post n°4749 pubblicato il 25 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

SUL LINK QUI SOTTO TROVI UNA RIFLESSIONE

http://www.laparola.it/laparoladidomani.php

LA PREGHIERA PER LA FAMIGLIA

Grazie Signore,

perché ci hai dato l’amore,

capace di cambiare,

la sostanza delle cose.

Quando un uomo e una donna,

diventano uno nel matrimonio,

non appaiono più come creature terrestri

ma sono l’immagine stessa di Dio.

Così uniti non hanno paura di niente.

Con la concordia, l’amore e la pace,

l’uomo e la donna sono padroni,

di tutte le bellezze del mondo.

Possono vivere tranquilli,

protetti dal bene che si vogliono,

Secondo quanto Dio ha stabilito.

Grazie Signore,

per l’amore che ci hai regalato.

LA PREGHIERA DEL PADRE NOSTRO SCRITTA DA ZORZELLA FERNANDO

Padre nostro che sei nei cieli, d’ora in poi, vivrò la mia vita, secondo le tue regole, e secondo la tua volontà, ma con la convinzione che da ora in poi:

Non accetterò la competitività come struttura cardine del sistema in cui vivo

Non accetterò che devo limitare la mia vita a un giorno a settimana mentre gli altri sei devono essere lavorativi e spesi nella produzione.

Non accetterò di essere umiliato e fruttato a condizione che mi sia permesso umiliare e sfruttare un altro che occupi una posizione inferiore nella piramide sociale.

Non accetterò che gli indigenti e malati vengano esclusi e messi al margine della società e gli vengano negati cure e assistenza, perchè questo costo sociale non può incidere sul benessere e il progresso dei facoltosi, benestanti e dei fortunati

Non accetterò di pagare Istituti Privati per gestire il mio reddito secondo loro convenienza e non mi diano alcun dividendo dei loro guadagni che serviranno per aggredire stati deboli creando debiti infiniti e accetto che mi sia applicato un alto tasso di interesse per prestarmi denaro che viene creato dal nulla.

Non accetterò che le Banche Internazionali prestino denaro ai paesi che vogliono armarsi e combattere in modo da poter scegliere chi farà la guerra e chi non. So che è meglio finanziare entrambe le parti per essere certi di trarne profitto e di prolungare i conflitti il più a lungo possibile al fine di prosciugare le risorse dei paesi che non riusciranno a pagare i loro debiti.

Non accetterò di pagare dei tributi obbligatori al mio governo prelevandoli dal mio reddito anche se questi non vengono utilizzati per migliorare la mia vita e i servizi per i cittadini ma principalmente a ripagare gli interessi su un debito che i governi hanno contralto con dei banchieri privati.

Non accetterò che il debito sia la principale forma di trattativa tra Stati e verso i cittadini anche quando quest’ultimo porta da una palese forma di schiavitù e la vita sia economicamente insostenibile.

Non accetterò che si legalizzi l’omicidio quando la vittima sia indicata dal governo come nemico. Non accetterò che la morte possa essere indotta lentamente con l’avvelenamento di intere popolazioni tramite l’inalazione e l’ingestione quotidiana di sostanze tossiche e autorizzate.

Non accetterò che si faccia la guerra per avere la pace.

Non accetterò che i conflitti siano creati artificialmente per alimentare il mercato delle armi e la crescita dell’economia mondiale.

Non accetterò l’egemonia del petrolio nella nostra economia e che ogni forma di energia gratuita non inquinante o libera venga soppressa o insabbiata.

Non accetterò che gli industriali, militari e capi di stato si riuniscano regolarmente senza consultarci per prendere decisioni che compromettono il futuro e la vita sul nostro pianeta.

Non accetterò che il potere di manipolare l’opinione pubblica sia in mano ad uomini d’affari non eletti politicamente e totalmente liberi di controllare gli stati.

Non accetterò di sprecare e distruggere tonnellate di cibo al fine di tenere sotto controllo i prezzi delle multinazionali in borsa piuttosto che permette un equa distribuzione delle risorse alimentari sul pianeta ed evitare la morte per fame e sete di milioni di persone.

Non accetterò la deforestazione di terre grandi come nazioni ed espropriare la terra ad intere popolazioni in nome di multinazionali che sfrutteranno quei luoghi per arricchirsi senza condividere nulla con le popolazioni locali.

Non accetterò l’abuso sugli animali , tortura ed estinzione perchè accetto di non riconoscere loro un posto come legittimi abitanti di questo pianeta al pari degli essere umani accettando che non abbiano emozioni.

Non accetterò di credere di non poter fare nulla per cambiare lo stato attuale delle cose.

Non accetterò nella mia anima e conoscenza questa triste matrice di fronte a queste cose.

Accetterò mio Dio che tu mi guida, per migliorare la vita del mio prossimo.

 

AMEN!!!

 
 
 

RENZI CI LASCIA ALLA DISPERAZIONE

Post n°4748 pubblicato il 25 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

"Il M5S ha presentato una proposta di legge sul reddito di cittadinanza per quasi 10 milioni di italiani, con coperture economiche chiare e certe. Ora però i democratici dovranno spiegare come mai la prima proposta concreta per aiutare economicamente le famiglie in difficoltà porta la firma di un Movimento entrato in Parlamento solo due anni fa, mentre il Pd, che in questi palazzi ci sguazza da sempre, non ha mai fatto nulla. Per togliersi dall'imbarazzo, è stato sguinzagliato il responsabile economico del partito, Filippo Taddei. Dalle sue parole si capisce che siccome il Pd e il governo Renzi non hanno saputo/voluto fare una legge sul reddito di cittadinanza, allora non deve farla nessun'altro: "Il reddito minimo di Grillo è solo propaganda. Dobbiamo valutare la fattibilità delle proposte e non solo i desideri. E questa proposta non è praticabile. Fare una proposta che è impossibile non condividere ma che non è credibile, è semplicemente una provocazione"
Taddei ha gettato fango sulla proposta del M5S pur di mettere i bastoni tra le ruote a un provvedimento che potrebbe raccogliere in Parlamento il consenso di molti e fare uscire milioni di italiani dalla disperazione.
Taddei parla di propaganda, ma dov'era quando il suo governo dava i famosi 80 euro in busta paga, utili solo a vincere le elezioni e non a rilanciare i consumi e a tutte le balle renziane puntualmente disattese dalla realtà? Non è forse questa la vera propaganda? Se il reddito di cittadinanza è propaganda, allora è propaganda anche quella fatta in Francia, o in Germania, o in Olanda e nel resto dei Paesi europei, fatta eccezione per la Grecia e l'Ungheria, uniche a non avere una misura assimilabile al reddito di cittadinanza.
La nostra proposta per il reddito di cittadinanza costa all'incirca 15 miliardi di euro coperte da voci di spesa inutili: se Renzi per vincere le elezioni con il trucco degli 80 euro ne ha trovati 10, allora il Parlamento ha l'obbligo morale di trovare quelli necessari a combattere la povertà delle famiglie italiane.
Le nostre coperture finanziarie - che Taddei reputa 'sbagliatissime' - sono state ritenute ammissibili dalla Commissione Bilancio del Senato in sedi di esame della Legge di Stabilità. Se Taddei non fosse intellettualmente disonesto, saprebbe che in Commissione si può discutere e si può arrivare ad un accordo tra le varie forze politiche anche sulle coperture. Noi siamo disposti a farlo, perchè la nostra priorità sono i cittadini e non gli investitori stranieri che ha a cuore Taddei a cui svendere le aziende italiane.
La verità è che Taddei, l'economista a cui il Miur negò persino l'abilitazione a docente, piega le sue idee in base all'opportunità del momento. Quando era consigliere economico di Pippo Civati gli faceva comodo sostenere la necessità di un reddito di cittadinanza; oggi che è salito di grado, diventando uno dei lacchè di Renzi, ha cambiato velocemente idea. Ci vediamo in Parlamento." Nunzia Catalfo, portavoce M5S Senato

 
 
 

PREPARIAMOCI AD UN WEEK END IN BICI

Post n°4747 pubblicato il 25 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Rubrica dedicata a “CLAUDIO BRANDO” un amico di San Martino Buon Albergo.

Con questa rubrica “Fernando Online” vi segnala nuovi percorsi ciclabili, del Veneto e di tutte le altre regioni d’Italia, per spronarvi ad organizzare week end mozzafiato, in mezzo alla campagna ed alla natura.

Basta domeniche e sabati in centro commerciali.

Basta domeniche passate a pensare a cosa si potrebbe fare di meglio la domenica prossima.

Viviamo da protagonisti la nostra vita.

ANDIAMO ALLA S.MESSA  E POI VIA IN SELLA AD AMMIRARE LE BELLEZZE CHE DIO CI HA CREATO.

Oggi presentiamo 5 nuovi itinerari.

Gli itinerari hanno tutti un percorso minimo di 15 Km perché penso sia inutile muovere la macchina per meno.

SUI LINK QUI SOTTO TROVATE GLI ITINERARI DI QUESTA SETTIMANA

http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/2664-altopiano-asiago-circuito-facile

http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/1475-altopiano-di-asiago

http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/1151-angiari-legnago-torretta

http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/4040-arsie-cima-di-campo

 

http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/3111-badia-polesine-fratta

 
 
 

PERCHE’ DOBBIAMO CREARE LO STATO VENETO???

Post n°4746 pubblicato il 25 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

8. Investire nel turismo

Già oggi il territorio del Veneto vanta primati indiscutibili nel numero di presenze

turistiche per l’enorme varietà di attrattive di cui gode: montagne, laghi, colline, città

d’arte, mare e svago. E questo non solo per merito dell’orografia o di illustri antenati

che hanno lasciato in eredità innumerevoli capolavori artistici, ma anche grazie

all’inventiva e all’iniziativa che i veneti della contemporaneità hanno saputo mettere in

campo. Oggi c’è la necessità che gli investimenti siano orientati ad incoraggiare la

qualità dell’ambiente attraverso l’ingegnerizzazione di strutture (non necessariamente

fisiche) capaci di sopportare i grandi flussi turistici riducendo l’impatto ambientale.

Il fenomeno turistico, nato sul finire del 1800 come evento elitario, diventa col passare

dei secoli un’attività economica di estrema importanza per le varie economie di ogni

paese.

Dal Grand Tour dei giovani rampolli inglesi, infatti, il turismo acquisisce negli anni

importanza e sviluppo, fino a diventare, ai giorni nostri, non solo attività a sè stante,

ma settore economico a tutti gli effetti: non di rado, infatti, si parla di vera e propria

“industria del turismo”.

Il fenomeno ha nel Veneto una rilevanza sociale ed economica che non solo nella

penisola, ma nell’intera Europa, non ha paragone. Il Veneto, infatti, è la prima regione

turistica, in termini di arrivi, del vecchio continente. Un primato che comunque ci

stupisce fino a un certo punto.

Il primo fattore critico del turismo, infatti, è ovviamente la presenza dei fattori

d’attrattiva, i quali costituiscono per il visitatore, straniero o nazionale, il motivo

principale del suo spostamento.

Da questo punto di vista, il Veneto non è veramente secondo a nessuno: da est a ovest,

da nord a sud, la nostra terra racchiude dentro di sé tesori naturali, storici, culturali

insuperabili.

È anzitutto necessario, pertanto, definire in modo netto i principali segmenti di

turismo verso cui la nostra terra si indirizza:

! Turismo culturale, storico, artistico: città d’arte in genere che non siano Venezia

! Turismo religioso: Padova

! Turismo balneare: costa orientale ( Jesolo) e meridionale ( Sottomarina)

! Turismo montano: Dolomiti

! Venezia

! Turismo eno-gastronomico: Treviso e le vie del vino

! Turismo lacustre: Lago di Garda

! Turismo termale: Comprensorio di Abano

! Turismo delle ville: Riviera del Brenta

Una particolare attenzione merita sicuramente Venezia, dato che si tratta di un caso

“sui generis”. La capitale, infatti, racchiude al suo interno un patrimonio e un indotto

turistico (si pensi alle isole della laguna, al festival del cinema, al carnevale) che la

delineano come un segmento turistico a parte. Anche in sede di statistiche e studi,

infatti, Venezia viene sempre studiata “a parte”: la sua capacità turistica, messa in

relazione ad altre realtà, darebbe certamente un quadro distorto e non obbiettivo del

fenomeno turistico veneto.

Il caso di Venezia è emblematico, peraltro, in quanto racchiude un fenomeno tipico del

turismo, e cioè quello di essere passato da attività economica complementare

all’economia locale, a settore trainante di un’intera comunità. Ora, i benefici effetti del

fenomeno si vedono da subito: basti pensare all’indotto economico, alla promozione

della nostra terra nel mondo, etc.. Ma il turismo ha anche dei risvolti negativi che se

non controllati possono portare anche alla distruzione, in senso turistico, della località.

Venezia, la nostra capitale, oggi sta soffrendo terribilmente l’abnorme

fenomeno del turismo di massa che rischia di trasformarla in una

Disneyland morente.

Per il nostro turismo, alla luce anche del crescente sviluppo turistico ed economico dei

paesi concorrenti (vedi coste croate o montagne tirolesi), è pertanto fondamentale

innovarsi al fine di continuare a mantenere quel vantaggio competitivo che oggi ci

pone al vertice tra la mete preferite d’Europa. Ma tale innovazione non deve riguardare

tanto la creazione di nuove forme d’attrazione o la costruzione di moderni sistemi

ricettivi in grado di ospitare un maggior numero di turisti. Il turismo Veneto d’oggi,

piuttosto, deve riuscire a fare della programmazione strategica, della sinergia tra i vari

stakeholders locali e della promozione congiunta del suo prodotto, pur vario, una sua

prerogativa ineluttabile.

Infine, un settore in forte crescita e che la nostra terra deve saper intercettare, è quello

relativo al turismo particolarmente sensibile all’offerta integrata di patrimonio

naturalistico, tradizioni tipiche, enogastronomia. Questo segmento, meglio conosciuto

come eco-turismo, sviluppatosi rapidamente in questi ultimi anni, è attratto da quelle

terre che meglio sanno armonizzare e valorizzare i tre fattori.

Ed un Veneto che sapesse prendersi più cura dell’ambiente naturale, anche in questo

 

campo, non sarebbe secondo a nessuno.

 
 
 

LA COSTITUZIONE DEL “VENETO STATO” SCRITTA DA FERNANDO ZORZELLA

Post n°4745 pubblicato il 25 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Di seguito, presento tutto il lavoro, che sto realizzando, passo a passo per scrivere da zero e migliorarla strada facendo un esempio di Costituzione del Veneto Stato.

Il progetto parte utilizzando il precedente lavoro eseguito per scrivere LA COSTITUZIONE DELLA PADANIA.

TUTTI I VENETI CHE SENTONO IL DESIDERIO DI VEDERE REALIZZATO LO STATO VENETO  NEL CUORE PARTECIPINO CON LE PROPRIE IDEE E OPINIONI SCRIVENDOMI VIA MAIL ALL’INDIRIZZO : fernandozorzella@gmail.com OPPURE ISCRIVENDOSI AL GRUPPO FACEBOOK “FERNANDO ONLINE” E COMMENTANDO DA LI.

UN SALUTO E UN ABBRACCIO A MIO COGNATO ZAGO ANTONIO!!!

W SAN MARCO!!!

“Bon piovego fradei!”

TESTO versione 1 :

Articolo : 4

Il Veneto, uno e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali, attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

Il territorio dello stato è diviso in Comuni.

Articolo : 5

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica cristiana hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico Veneto.

I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Tutti gli edifici in cui si pratica la religione Cattolica Cristiana, avendo carattere storico ed artistico rilevante e quindi valevole di mantenimento in ottimo stato sono di proprietà dei Comuni in cui si trovano ubicati, ma sono gestiti dalla Chiesa secondo i propri enti.

 

I Comuni non possono pretendere Affitti o altro ritorno economico.

 
 
 

L’ITALIA CHE VORREI COSTRUIRE!!!

Post n°4744 pubblicato il 25 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

FERNANDO ONLINE APPOGGIA IL LAVORO SVOLTO DAL COMITATO DI “RIPARTE IL FUTURO” E VI CONSIGLIA DI SEGUIRE IL BLOG!!!

http://www.riparteilfuturo.it/

L’ITALIA CHE VORREI COSTRUIRE è un gruppo su face book, ISCRIVETEVI, e chiacchieriamo assieme su progetti condivisi.

Il programma L’ITALIA CHE VORREI COSTRUIRE è stato modificato, anche grazie ai vostri commenti e alle vostre mail.

Oggi presentiamo questo aggiornamento.

AUTONOMIA MONETARIA E DEBITO PUBBLICO: ver. 5
Lo stato pur aderendo all’Unione Europea dovrebbe avere una propria moneta, gestita in proprio, con una propria banca centrale.

Il cambio tra le varie monete dovrebbe essere fisso.

La moneta unica a questo punto dovrebbe servire da unione tra stati differenti, per garantire una libera circolazione dei cittadini.

Perseguire la riduzione del debito pubblico, per essere liberi da gioghi di altri stati ed enti.

 

Tutti i titoli di stato emessi dallo stato italiano devono essere esentasse per gli italiani perché occorre stimolare da parte degli italiani la consapevolezza di investire nel proprio stato. 

 
 
 

EXPO: E L’ITALIA HA I BRIVIDI

Post n°4743 pubblicato il 25 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

"E se l’Expo il 1° maggio non riuscisse a partire? L’eventualità è catastrofica, ma a guardare lo stato del sito oggi, a 57 giorni dall’inaugurazione, vengono i brividi. Le opere completate sono solo il 18 per cento. L’8 per cento dei lavori è fermo, sospeso o ancora in fase di verifica amministrativa. I lavori in corso sono il 74 per cento, quasi i tre quarti del totale previsto. Di questi, alcuni hanno un ritardo recuperabile, a patto di moltiplicare gli sforzi e gli investimenti; altri hanno un ritardo che sembra incolmabile, a meno che ci si appelli alla retorica degli italiani che nelle situazioni di emergenza fanno miracoli. Per arrivare in tempo all’appuntamento del 1 maggio, nelle ultime settimane si è ingaggiata quella che i sindacati – presenti sul sito per vigilare sulla sicurezza di oltre 5 mila addetti – definiscono “una guerra all’ultimo minuto”. Per farsi un’idea della situazione, basti considerare che non è ancora stata completata neppure la “piastra”, la spianata di cemento con le infrastrutture di base su cui vanno edificati i padiglioni e tutto il resto. Dei padiglioni esteri, solo due sono stati consegnati, sui 54 previsti.
Bonifica dell’area impossibile: fine lavori 4 mesi dopo il via
Peggio ancora: non è terminato nemmeno il lavoro di “rimozione delle interferenze”, il primissimo appalto di Expo, per togliere di mezzo edifici, vegetazione, tralicci e altri manufatti preesistenti che intralciano il cantiere. Un documento riservato della Cmc, l’azienda delle coop che ha vinto la gara, comunica ad Expo spa che la data di fine lavori, inizialmente fissata a giugno 2013, sarà il 28 settembre 2015: a esposizione quasi finita! Dopo pressioni, la data è stata cambiata: 26 giugno, comunque a evento già in corso. "Il problema è quello delle bonifiche", segnala Silvana Carcano, consigliera regionale lombarda del Movimento 5 Stelle. Cmc ha trovato, durante i lavori, sorpresine come due serbatoi di idrocarburi da spostare e bonificare. Nel frattempo ha chiesto una consistente revisione del prezzo dell’appalto, lievitato da 58 a 127 milioni, attirando gli strali (e il parere negativo) dell’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone.
Attenzione: a denunciare che la situazione è drammatica non sono i soliti gufi, rosiconi e inguaribili no-Expo: l’avanzamento (si fa per dire) dei lavori si può verificare sullo stesso sito ufficiale dell’evento, nelle pagine “Open Expo”, il database aggiornato ogni settimana con i dati sui 34 principali lotti in cui è suddiviso il mega-cantiere. Quelli in cui la situazione è più problematica sono Palazzo Italia, edificio da 13 mila metri quadrati, cuore dell’esposizione e vetrina dell’Expo made in Italy; i “cluster”, ossia gli edifici che ospiteranno le aree tematiche (cacao, caffè, spezie, frutta e legumi...); le architetture di servizio (bar, bagni pubblici, magazzini e altre strutture); e la passerella che collega il sito Expo con l’area di Cascina Merlata, dove ha sede il villaggio Expo. Sono tutte opere che l’ultima versione del crono-programma lavori di Expo – pubblicata la primavera scorsa, già in pieno marasma da scadenze – assicurava che sarebbero state terminate tra il novembre e il febbraio scorso.
Gravi ritardi riguarderebbero anche i servizi igienici e quelli idraulici, il Future food district, “supermercato del futuro” gestito da Coop, e le infrastrutture e gli edifici del Cardo (il viale dove sono in mostra le eccellenze italiane). Il Padiglione del vino, per fare un esempio, avrebbe dovuto essere consegnato a Verona Fiere, che lo gestisce, e alla svizzera Nussli, per gli allestimenti, nel gennaio scorso: ma la consegna dell’immobile di tre piani non è ancora avvenuta.
Sono passati sette anni da quando Milano si è aggiudicata l’Expo 2015. Ma a questo punto non è necessario essere gufi per prevedere che l’esposizione milanese sarà nella migliore delle ipotesi la fiera dell’arrangiato: sarà inaugurata con diversi padiglioni non terminati, collaudi fatti un po’ come viene e servizi incompleti.
Sfida impossibile per gli allestimenti
Il sito di Expo che aggiorna sull’avanzamento dei lavori non prende in considerazione i 54 padiglioni esteri, la cui costruzione è in capo ai Paesi ospiti. Emanuele Rossetti, direttore generale di Nussli Italia, colosso svizzero delle costruzioni temporanee che si è aggiudicato il maggior numero di contratti di padiglioni, ammette che alcune strutture potrebbero mancare l’appuntamento: probabilmente il 1° maggio non saranno pronti. Butta però acqua sul fuoco: “Ci sono 160 Paesi partecipanti, se all’inaugurazione non ne aprono tre o quattro, non succede nulla, è capitato anche in altri Expo”. Il problema è che quasi la metà dei padiglioni sono in ritardo, tanto che Expo spa starebbe valutando sistemi per camuffare le opere che non saranno completate entro il 1 maggio, data dell’inaugurazione in pompa magna con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e diversi altri capi di Stato.
Secondo una fonte che lavora nel sito (che chiede di non essere citata), tra i padiglioni più indietro, oltre al Palazzo Italia, ci sono quelli della Turchia, dell’Olanda, che sconta l’adesione tardiva del dicembre scorso, e quelli di Ecuador, Polonia, Romania e Russia. Anche Antonio Lareno, responsabile del progetto Expo per la Cgil, segnala il rischio di non finire in tempo: “Gli allestimenti potrebbero non essere finiti e causare il ritardo dell’apertura dei padiglioni”.
Il tema dell’esposizione è, come noto, “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”. Ma ormai l’idea forte dell’evento, abbandonato il progetto iniziale dell’orto botanico planetario e di un Expo verde e sostenibile, è quella del Cyber Expo, promessa di modernità digitale. Il pezzo forte del Cyber Expo dovrebbero essere gli “e-Walls”, 18 mega-schermi interattivi, multitouch, che permettono una “UX (user experience) emozionale e di forte impatto”, distribuiti nel sito per informare, intrattenere ed educare i visitatori sui temi dell’esposizione. Ma su quali temi, con quali contenuti? Non si sa ancora, visto che la gara per la “progettazione, sviluppo e produzione delle applicazioni e contenuti digitali” è stata indetta il 24 febbraio e scadrà l’11 marzo: a 30 giorni all’apertura dell’evento.
Il mistero dei biglietti: venduti davvero? E quanti?
Per far quadrare i conti e garantire la sostenibilità economica dell’esposizione, bisogna vendere i biglietti. L’incasso preventivato è di oltre 400 milioni di euro. Il management di Expo sfodera l’ottimismo d’ordinanza e parla di 8,5 milioni di biglietti già venduti. Ma si tratta per lo più di biglietti consegnati a broker e tour operator, che a loro volta dovrebbero piazzarli ai visitatori (il costo del biglietto ordinario per gli adulti è tra i 27 e i 32 euro). È dunque ancora tutto in alto mare: quale sia la reale consistenza della prevendita resta un mistero".

 
 
 

UNA PREGHIERA PER DOMANI

Post n°4742 pubblicato il 23 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

SUL LINK QUI SOTTO TROVI UNA RIFLESSIONE

http://www.laparola.it/laparoladidomani.php

LA PREGHIERA PER LA FAMIGLIA

Grazie Signore,

perché ci hai dato l’amore,

capace di cambiare,

la sostanza delle cose.

Quando un uomo e una donna,

diventano uno nel matrimonio,

non appaiono più come creature terrestri

ma sono l’immagine stessa di Dio.

Così uniti non hanno paura di niente.

Con la concordia, l’amore e la pace,

l’uomo e la donna sono padroni,

di tutte le bellezze del mondo.

Possono vivere tranquilli,

protetti dal bene che si vogliono,

Secondo quanto Dio ha stabilito.

Grazie Signore,

per l’amore che ci hai regalato.

LA PREGHIERA DEL PADRE NOSTRO SCRITTA DA ZORZELLA FERNANDO

Padre nostro che sei nei cieli, d’ora in poi, vivrò la mia vita, secondo le tue regole, e secondo la tua volontà, ma con la convinzione che da ora in poi:

Non accetterò la competitività come struttura cardine del sistema in cui vivo

Non accetterò che devo limitare la mia vita a un giorno a settimana mentre gli altri sei devono essere lavorativi e spesi nella produzione.

Non accetterò di essere umiliato e fruttato a condizione che mi sia permesso umiliare e sfruttare un altro che occupi una posizione inferiore nella piramide sociale.

Non accetterò che gli indigenti e malati vengano esclusi e messi al margine della società e gli vengano negati cure e assistenza, perchè questo costo sociale non può incidere sul benessere e il progresso dei facoltosi, benestanti e dei fortunati

Non accetterò di pagare Istituti Privati per gestire il mio reddito secondo loro convenienza e non mi diano alcun dividendo dei loro guadagni che serviranno per aggredire stati deboli creando debiti infiniti e accetto che mi sia applicato un alto tasso di interesse per prestarmi denaro che viene creato dal nulla.

Non accetterò che le Banche Internazionali prestino denaro ai paesi che vogliono armarsi e combattere in modo da poter scegliere chi farà la guerra e chi non. So che è meglio finanziare entrambe le parti per essere certi di trarne profitto e di prolungare i conflitti il più a lungo possibile al fine di prosciugare le risorse dei paesi che non riusciranno a pagare i loro debiti.

Non accetterò di pagare dei tributi obbligatori al mio governo prelevandoli dal mio reddito anche se questi non vengono utilizzati per migliorare la mia vita e i servizi per i cittadini ma principalmente a ripagare gli interessi su un debito che i governi hanno contralto con dei banchieri privati.

Non accetterò che il debito sia la principale forma di trattativa tra Stati e verso i cittadini anche quando quest’ultimo porta da una palese forma di schiavitù e la vita sia economicamente insostenibile.

Non accetterò che si legalizzi l’omicidio quando la vittima sia indicata dal governo come nemico. Non accetterò che la morte possa essere indotta lentamente con l’avvelenamento di intere popolazioni tramite l’inalazione e l’ingestione quotidiana di sostanze tossiche e autorizzate.

Non accetterò che si faccia la guerra per avere la pace.

Non accetterò che i conflitti siano creati artificialmente per alimentare il mercato delle armi e la crescita dell’economia mondiale.

Non accetterò l’egemonia del petrolio nella nostra economia e che ogni forma di energia gratuita non inquinante o libera venga soppressa o insabbiata.

Non accetterò che gli industriali, militari e capi di stato si riuniscano regolarmente senza consultarci per prendere decisioni che compromettono il futuro e la vita sul nostro pianeta.

Non accetterò che il potere di manipolare l’opinione pubblica sia in mano ad uomini d’affari non eletti politicamente e totalmente liberi di controllare gli stati.

Non accetterò di sprecare e distruggere tonnellate di cibo al fine di tenere sotto controllo i prezzi delle multinazionali in borsa piuttosto che permette un equa distribuzione delle risorse alimentari sul pianeta ed evitare la morte per fame e sete di milioni di persone.

Non accetterò la deforestazione di terre grandi come nazioni ed espropriare la terra ad intere popolazioni in nome di multinazionali che sfrutteranno quei luoghi per arricchirsi senza condividere nulla con le popolazioni locali.

Non accetterò l’abuso sugli animali , tortura ed estinzione perchè accetto di non riconoscere loro un posto come legittimi abitanti di questo pianeta al pari degli essere umani accettando che non abbiano emozioni.

Non accetterò di credere di non poter fare nulla per cambiare lo stato attuale delle cose.

Non accetterò nella mia anima e conoscenza questa triste matrice di fronte a queste cose.

Accetterò mio Dio che tu mi guida, per migliorare la vita del mio prossimo.

 

AMEN!!!

 
 
 

LE SCORIE DELL’ILVA ME NEI MANTI STRADALI

Post n°4741 pubblicato il 23 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Le scorie d’acciaieria dell’Ilva di Taranto potranno essere usate in tutta Italia. Sotto le strade, nelle massicciate ferroviarie, come materiale di riempimento per le bonifiche e i recuperi ambientali. E cambierà anche la normativa di riferimento per stabilire se quegli scarti industriali sono pericolosi e inquinanti oppure no. Lo prevede un emendamento al decreto Ilva, presentato dai senatori Alessandro Maran (Pd) e Aldo Di Biagio (Fli) e già approvato in commissione lo scorso 19 febbraio. Dunque parte integrante del testo che sarà votato con la fiducia alla Camera il 3 marzo.

“Un passepartout per le acciaierie italiane per poter collocare queste scorie in tutte le infrastrutture – dice a ilfattoquotidiano.it il presidente della Commissione parlamentare sui rifiuti Alessandro Bratti – utilizzando un test che non esiste ed è semplicemente un lasciapassare”. Il decreto prevede infatti che per caratterizzare le scorie venga utilizzato, al posto del vecchio “test di cessione” delle sostanze inquinanti, un regolamento europeo pensato per la “registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche” (il 1907/2006) che “nulla ha a che fare con i rifiuti: una pura invenzione, che introdurrà soltanto nuovo caos”.

La possibilità per l’Ilva di utilizzare le scorie senza effettuare il test di cessione degli inquinanti “potrebbe determinare un pericoloso precedente – prosegue Bratti – perché anche tutti gli altri impianti sarebbero legittimati a comportarsi allo stesso modo”. Molte le inchieste e i processi a rischio, secondo il presidente della Commissione rifiuti, tra tutte quelle sulle scorie di acciaieria smaltite sotto l’autostrada Brebemi, di cui si è occupata la Dda di Brescia, e quelle finite sotto l’autostrada Valdastico sud (Vicenza) su cui indaga la procura antimafia di Venezia. Due inchieste finite sotto i riflettori della Commissione ecomafie.

L’emendamento al decreto Ilva è stato presentato dal senatore friulano del Pd, ex Scelta Civica, Alessandro Maran, e dal collega di Fli Aldo Di Biagio, già a capo dell’ufficio relazioni internazionali dell’allora ministro delle Politiche agricole e forestaliGianni Alemanno. “I residui della produzione dell’impianto Ilva di Taranto – si legge nel testo del decreto – costituiti dalle scorie provenienti dalla fusione in forni elettrici (…) possono essere recuperati per la formazione di rilevati, di alvei di impianti di deposito di rifiuti sul suolo, di sottofondi stradali e di massicciate ferroviarie (R5) o per riempimenti e recuperi ambientali (R10)”.

Non solo per i terrapieni e i sottofondi stradali, ma anche nel caso dei materiali di riporto per le bonifiche ambientali e per i recuperi “a verde” delle cave esaurite, potranno essere utilizzati dunque rifiuti speciali, in particolare i “rifiuti del trattamento delle scorie” (codice Cer 10 02 01), le “scorie non trattate” (Cer 10 02 02) e le “scorie di fusione” (Cer 10 09 03).

La legge prevedeva già la possibilità di utilizzare le scorie di acciaieria per i rilevati stradali, se adeguatamente trattate e conformi al test di cessione previsto dal decreto del Ministero dell’Ambiente del 5 febbraio 1998. Proprio sulla quantità e qualità degli inquinanti presenti nelle scorie utilizzate nelle infrastrutture si sono sviluppate alcune delle principali inchieste sul traffico di rifiuti nel nord Italia. Il decreto Ilva però permetterà alle aziende di utilizzare, “se più favorevole”, il Regolamento (CE) 1907/2006 al posto del test di cessione, affidando poi all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale il compito di “accertare l’assenza di rischi di contaminazione per la falda e per la salute (…) nel termine di 12 mesi dall’avvenuto recupero”. Entro un anno dalla fine dei lavori, quindi, l’Ispra dovrà accertare se c’è stato danno per l’ambiente.

 

“Chi si difende nei processi per traffico di rifiuti utilizzerà la norma a suo favore – commenta il presidente Bratti – e tutto rischierà di finire in prescrizione. Ricordiamoci che il sostituto procuratore antimafia Roberto Pennisi, recentemente, ha dichiarato che l’autostrada Brebemi è stata fatta al solo scopo di interrarerifiuti”.

 
 
 

INTERROGHIAMO I SINDACI DEL VENETO

Post n°4740 pubblicato il 23 Marzo 2015 da FernandoIR
Foto di FernandoIR

Con questo progetto ogni settimana, spedirò una lettera ai vari Sindaci, cominciando da quelli vicino a noi e allargandomi a macchia d’olio via via sempre più lontano per capire come la pensano su alcuni argomenti.

Qui, in questa rubrica renderò pubblico a chi spedisco la letterae e la successivae rispostae che ne ricevo.

LA LETTERA E’ STATA SPEDITA, QUESTA SETTIMANA, AI SINDACI DEI PAESI DI:

Montechia di Crosara – Negrar - Oppeano -  Pescantina – Pressana

TESTO DELLA LETTERA:

Il testo è un template perché occorre aggiornarlo per ogni comune

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBVF8wcXIwMGVvWmM/view?usp=sharing

NUMERO SINDACI CHE HANNO RISPOSTO?

1

TESTI PERVENUTI A ME COME RISPOSTA!

SINDACO DI OPPEANO

Clicca sul link qui sotto per leggere la risposta

 

https://drive.google.com/file/d/0B__abHivD4zBa2k5dkFQNklyZC1HMTJOdlU5RHI0XzZzaG1N/view?usp=sharing