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Post n°39 pubblicato il 25 Novembre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°38 pubblicato il 18 Novembre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°37 pubblicato il 14 Novembre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°36 pubblicato il 11 Novembre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°35 pubblicato il 07 Novembre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°34 pubblicato il 04 Novembre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°33 pubblicato il 28 Ottobre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°32 pubblicato il 25 Ottobre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°31 pubblicato il 20 Ottobre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°30 pubblicato il 17 Ottobre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°29 pubblicato il 13 Ottobre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°28 pubblicato il 10 Ottobre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°27 pubblicato il 07 Ottobre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°26 pubblicato il 06 Ottobre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°24 pubblicato il 03 Ottobre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°23 pubblicato il 03 Ottobre 2010 da Macchiavelli3
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Post n°22 pubblicato il 03 Ottobre 2010 da Macchiavelli3
E alla fine l'ho fatto...le ho spedito un bel mazzo di fiori da 50 euro, spedizioni da 18 euro inclusa :D ovviamente in anonimo e solo con un bigliettino con scritto ''sono pazzo di te'' :P Ora attendo in silenzio e osservo le sue reazioni..come le frasi su facebook che si chiedono chi sia l'anonimo ammiratore...i commenti sdolcinati e ammirati delle amiche.... insomma..spero che mi valuti tra le mille persone che avrebbero potuto fare un gesto del genere...che ci arrivi da sola...e se non ci arriva, aspetto solo la sera giusta..il momento giusto...per chiederle solo..almeno i fiori ti sono piaciuti?... so già che arrossirà come una pentola bollente :D aspetto solo il momento giusto :P chissà a cosa sta pensando ora :) |
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Post n°21 pubblicato il 02 Ottobre 2010 da Macchiavelli3
CONTATTO
Cazzo l'una e mezza. Fottuto incendio. Fottutissimo, fottutissimo incendio. Ho dovuto allungare la strada, ho dovuto ritardare l'appuntamento col mio letto. Sfiga maledetta. E dire che la serata non è stata brutta. Affatto. Ma domani inizierò alle quattro e mezza. Quattro e mezza. Non posso permettermi due ore di sonno. Non posso. Tranquillo, tra poco sono a casa. Spingo l'accelleratore, fra poco sono a casa. Le due meno un quarto. Il parcheggio. Il bagno. Il letto. Dormi. Dormi maledetto corpo, dormi. Non ce la puoi fare a rimanere sveglio fino a domani pomeriggio, dormi maledetto. Abisso. E poi di colpo la sveglia, potente. Mi spacca le orecchie. Improvvisa. Sembra quasi di non aver dormito affatto. Maledetto incendio. Maledetto. Sono le quattro e mezza, e già c'è il sole. Strano, penso. Ma non ho tempo per pensarci. Strano, ma devo andare alla macchina. Bagno, brioche, chiavi nella serratura. Fuori, uscire fuori, subito. Strada. Macchina. E lì, sul vialetto di casa, una ragazza. Le quattro e mezza di mattina. Una valigia in mano, aspetta. Una valigia in mano, ci si appoggia. Mi guarda. La guardo. Mi avvicino alla macchina, mi avvicino a lei. Quasi la sorpasso, mentre mi parla. Mi parla. Non è italiana, è evidente. Pelle brunastra. Color nocciola. Lingua di paesi lontani. Odore di sud america. Non capisco che chiede. Spagnolo. L'unica lingua che non ho studiato alle superiori. Le domando che c'è, devo andare. Mi tremano le gambe, arriverò in ritardo. E batte il sole. Le quattro e mezza. Mi risponde. Si regge sulla valigia. Mi risponde in inglese. Si è persa, non sa dove andare. Si è persa, i suoi la stanno cercando. Una valigia in mano, le quattro e mezza. Arriverò in ritardo. Le rispondo in inglese. Devo andare, che si metta ad aspettare in un posto ben visibile. Che si metta ad aspettare all'imbocco della via principale. La troveranno. Chiavi nelle mani, mi tremano le gambe. Mi sussurra qualcosa in francese. Lo capisco, intendo. Le dico che devo correre. Mi insulta. Stavolta usa il russo. Pensa che non l'abbia studiato. Poveraccia. Mi incammino verso la macchina, rispondo all'insulto. Il sole batte, lei mi guarda. Chiavi in mano, asfalto luminoso, rumore di passi. Infilo le chiavi nella serratura, apro la portiera. Devo scappare, devo andare. Lei resta ferma, mi guarda. Appoggiata alla valigia. Le faccio una smorfia, parto. Lo stop. Svolta a destra, in fretta. Non voglio guardare l'orologio, non voglio guardare l'orologio. Merda, l'ho guardato. Un quarto d'ora fuori. Sono in ritardo, sono in ritardo. Maledetto incendio. Maledetta valigia. Mi tremano le gambe, il volante tra le mani. Urla, urla alle mie spalle. Ovattate, attutite. Fuori. Il sole batte sul cruscotto. Guardo nello specchietto retrovisore. Una bicicletta, un cappellino. Il postino mi rincorre e grida. Mi rincorre e grida. Un ragazzo. C'è posta. Un quarto d'ora in ritardo, non posso fermarmi. Non posso fermarmi. E il sole batte sul cruscotto, mani sul volante, un quarto d'ora in ritardo. Merda, merda. Mi mordo le labbra. Merda. Una sigaretta. Merda, voglio una sigaretta. Luce. In cucina. Sono in cucina. Di nuovo a casa. E la luce batte sulla porta finestra. E resto a guardare. Non mi muovo, e resto a guardare. Oltre la porta della cucina. Calma. Oltre il salotto. Calma. Butto gli occhi verso l'ingresso. La rampa delle scale dietro al muro. Il silenzio. Calma. Occhi puntati là e calma. E non tremo. Mi scuoto dentro, ma non tremo. Ho paura, l'ansia mi stringe il cuore, me lo trita, ma non tremo. E la mia bocca si muove da sola. Non penso più a niente, non penso più a nulla. Conto. Conto e basta. Uno. Calma e silenzio. Le pupille tremano, angoscia. Due. Tre. Continuo a fissare l'ingresso, la luce. La porta, il muro che mi separa dal vedere le scale. Quattro. Cinque. Ho già la nausea. Paura e terrore. Sei. Sette. Otto. Succederà. Ne sono sicuro. Succederà. Arriverà, apparirà lui, ne sono sicuro. Apparirà e mi verrà addosso, e sarà terribile, sarà traumatico. Nove. Non voglio andare avanti, non voglio vedere. Nausea, luce. Cuore che trema, labbra che come un pendolo procedono incessanti nella conta. Vorrei fermarle, non posso. E' inevitabile. Inevitabile. Dieci. Sbuca fuori dalle scale. Terribile. E il suo viso trasuda odio, trasuda violenza. Grande e grosso come una bestia, assetato di brutale ira. Resta lì, all'ingresso, per un attimo, a fissarmi. Famelico e omicida. Resta lì, bagnato dalla luce della porta. E' arrivato. Era inevitabile. E poi, poi non lo vedo più. L'ultima immagine prima del buio. Buio completo. Occhi che si aprono. Respiro che si contorce nella gola. Sono nel mio letto. Tra le mie coperte. Una mano al petto. Stringo la pelle. Il cuore non ha retto. Buio. |
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Post n°20 pubblicato il 30 Settembre 2010 da Macchiavelli3
Boh. forse mi prendo troppo a male per niente. Sei connessa, sono connesso. Parliamo. Esci a prenderti una pizza, mangi. Io mi sconnetto, lavoro al pc. E poi ritorno lì. Facebook maledetto. E tu ci sei, e hai finito. E il pallino è verde. e aspetto. vediamo che fare. non voglio disturbare. E aspetto. e poi rompo gli indugi, e ti chiedo com'era. La pizza, ovviamente. E ovviamente rispondi buona. Buona. e ''devo andare''. ciao. E rimani lì. Il pallino verde acceso, non una parola in più. NOn era mai successo con te. Mai. E rimane lì, quel pallino. per un'ora. Senza una parola. Magari non ci sei nemmeno, al pc. Magari sei davvero andata altrove. Però quel pallino, pieno, inquietante. Mi fa morire. Morire dentro. forse mi faccio troppe paranoie. Facebook ti odio... |
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Post n°19 pubblicato il 29 Settembre 2010 da Macchiavelli3
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COS'E' VERBA MANENT
PER CHI NON L'AVESSE CAPITO..IL PROTAGONISTA DEI VIDEO SONO IO.
VERBA MANENT SI PROPONE COME UN VLOG DI PROMOZIONE E OPINIONE.
OGNI SETTIMANA, DUE DIVERTENTI PUNTATE COMPOSTE DA UN DOPPIAGGIO INIZIALE, UNA SERIE DEMENZIALE A PUNTATE, LA MIA OPINIONE SU UNO DEGLI ARGOMENTI PROPOSTI, LE MIE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANE E LA WEB ZONE, PROMOZIONE DI CANALI YOUTUBE CHE RITENGO INTERESSANTI.
AH, SENZA DIMENTICARE LA PROMOZIONE DEL MIO SECONDO LIBRO, ''SOLO GLI OCCHI''
SPERO VI DIVERTA
BUONA VISIONE
ULTIMI COMMENTI
Inviato da: Macchiavelli3
il 06/10/2010 alle 23:48
Inviato da: Macchiavelli3
il 04/10/2010 alle 20:48
Inviato da: sawij
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Inviato da: Macchiavelli3
il 03/10/2010 alle 22:38
Inviato da: mmcapponi
il 03/10/2010 alle 20:52