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ANDREA PARODI

ANDREA PARODI ...ciao Capitano

Non potho reposare. Parole di Salvatore Sini (prima meta' del '900)

1-sardo

Non potho reposare amore e coro
pensende a tie soe donzi momentu.
No istes in tristura prenda e oro
né in dispiaghere o pessamentu.
T'assicuro ch'a tie solu bramo,
ca t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo.
-italiano

Non posso riposare, amore e cuore,
sto pensando a te ogni momento.
Non essere triste gioiello d'oro,
né in dispiacere o in pensiero.
Ti assicuro che bramo solo te,
che t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo.
2-sardo

Amore meu prenda de istimare
s'affettu meu a tie solu est dau;
s'are iuttu sas alas a bolare,
milli bortas a s'ora ippo bolau;
pro benner nessi pro ti saludare,
s'attera cosa non a t'abbissare.

-italiano

Amore mio, gioiello da stimare,
il mio affetto a te solo e' dato;
se avessi avuto le ali per volare,
mille volte all'ora avrei volato;
per venire almeno a salutarti,
o solamente per vederti.

3-sardo

Si m'esseret possibile d'anghelu
d'ispiritu invisibile piccabo
sas formas; che furabo dae chelu
su sole e sos isteddos e formabo
unu mundu bellissimu pro tene,
pro poder dispensare cada bene.

-italiano

Se mi fosse possibile d'angelo
di spirito invisibile prenderei
le forme; ruberei dal cielo
il sole e le stelle e formerei
un mondo bellissimo per te,
per poter dispensare ogni bene.

 

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immagineSpiaggia: La Pelosa    Località: Stintino Servizi: Ristorante, bar, parcheggioSplendida spiaggia di sabbia bianca e finissima, con fondali che degradano dolcemente e acque che assumono riflessi dal verde al turchese a seconda delle ore del giorno e del punto di vista. Nel mese di Agosto la spiaggia è sovraffollata.

 

 

Nessuno mi dà un lavoro perchè porto il velo

Post n°216 pubblicato il 27 Giugno 2011 da CapJaneway

Si chiama Sama, ha 25 anni è egiziana laureata e si sente milanese poichè vive nel ns Paese dall'età di 16 anni : ma ha scoperto
che a Milano  è impossibnile trovare qualcuno chel'assuma solo perchè porta lo hijiab.

Così scrive ad un quotidiano nazionale questa ragazza spiegango che : "quando sono fuori casa, indosso il velo islamico, lo 'hijab', un fazzoletto annodato al collo che lascia completamente scoperto il mio volto. È una tradizione che ho portato dal mio Paese e che fa parte della mia fede religiosa. Nessuno me lo impone, è una scelta personale che la mia famiglia rispetta, avendomi trasmesso i valori della libertà, del rispetto e dell’onestà. Eppure, proprio per il velo islamico che indosso, superare un colloquio di lavoro è un’impresa ardua.....La settimana scorsa ho sostenuto un colloquio per un progetto formativo del Comune di Milano presso la sede di via Bergognone del settore 'Risorse umane'. Avevo letto sul sito del Comune che c’era possibilità di partecipare a un tirocinio chiamato 'Dote Comune' realizzato per giovani fra 18 e 30 anni. In sostanza, il Comune offre a 12 persone la possibilità di partecipare a un tirocinio, presso alcuni sportelli pubblici, con un impegno settimanale di 20 ore e un rimborso spese forfetario di 300 euro mensili. Come altri ragazzi mi sono presentata per il colloquio, dopo aver spiegato i miei titoli di studio. Ma a differenza di altre mie amiche che hanno fatto lo stesso colloquio, ho subito percepito che il mio velo sarebbe stato d’ostacolo. ....Ora io mi domando: è questa la sorte scontata per chi, come me, vivendo a Milano, pur venendo dall’Egitto ed essendo di fede musulmana, non si sente straniera? Sono cresciuta nella vostra cultura anche se indosso il velo: quanto a lungo dovrò restare disoccupata? Dovrò rinunciare a un mio modo di sentire e di essere per poter sperare di essere considerata come tutti gli altri giovani laureati milanesi?"

La ns amica pensa di essere discriminata per il modo tradizionale di vestire che "denuncia" la sua origine..ma rovesciando il problema...sarebbe la stessa cosa se un'occidentale in minigonna e tacchi a spillo cercasse lavoro in Egitto? Oppure se un altro occidentale pretendesse di pranzare in pubblico durante il Ramadan?

Insomma..è un problema di "abito che fa il monaco" o di discriminazione?

A voi la parola...





 
 
 

Dal concetto di notizia alle origini del linguaggio - breve saggio

Post n°215 pubblicato il 23 Gennaio 2011 da CapJaneway

Che cosa è una notizia ?

Colbert I. King, giornalista vincitore del premio Pulitzer nel 2003, la affronta in un editoriale sul Washington Post da un punto di vista molto concreto, arrivando a dire che, spesso, notizia è ciò che è importante per le redazioni piuttosto che per i cittadini e i lettori.

La notizia può essere il fatto “in sé” oppure l’opera del cronista, ciò che il cronista desidera che sia una notizia. Un cane che morde un uomo è un fatto, un uomo che morde un cane diventa notizia.

Quindi, i fatti esistono. Le notizie si creano. Anzi, si inventano, potremmo dire. Però, invenzione è parola che va intesa nel suo senso più nobile e filosofico.

Nella retorica antica, l'invenzione è una delle cinque parti di questa dottrina. Con tale termine, s'indica la "ricerca degli argomenti" per un'orazione o per un'opera letteraria. Quindi, non intendiamo per invenzione il suo senso corrente odierno, che ci spiega la parole come "finzione" o "falsità", bensì questo significato antico che potremmo anche rendere con una parola più cristallina (o meno equivoca): "costruzione".

La notizia è tutto ciò che la gente è interessata a conoscere e che prima non conosceva; è il racconto di un evento che lo si racconta con le 5 W del giornalismo americano .

WHO («Chi») WHAT («Cosa») WHEN («Quando») WHERE («Dove») WHY («Perché»)

Sono considerate i punti irrinunciabili che devono essere presenti nella prima frase (l'attacco o lead) di ogni articolo, come risposta alle probabili domande del lettore che si accinge a leggere il pezzo.

Il cronista, in generale, le utilizzerà liberamente, integrandole con altre informazioni o eliminando quelle non essenziali o irrilevanti al soggetto: ad esempio, per un resoconto di costume generalmente si risponde anche alla domanda “how” (come), descrivendo l'evento; per contro, in un articolo di cronaca nera, rispondere alla W di “why” (perché) è principalmente compito degli inquirenti, ed il cronista ne riferirà in seguito se le indagini avranno avuto successo.

Ma una notizia come deve essere? Prima di tutto deve avere il carattere della semplicità, deve essere precisa, esplicita, sorprendente con la tendenza ad escludere, per quanto possibile, qualsiasi espressione di tipo gergale con lo scopo di comunicare e divulgare, deve essere chiara.

<<Essere chiari è condizione necessaria ma non sufficiente: si può essere chiari e noiosi, chiari e inutili, chiari e bugiardi, chiari e volgari, ma questi sono altri discorsi. Se non si è chiari non c’è messaggio affatto>>.[Primo Levi, La Stampa, 11 dicembre 1976].

Inoltre sono necessari altri parametri: la novità, la vicinanza ad esempio fisica (cronaca cittadina), figurata (ideologica, politica, psicologica), emotiva (è successo a una persona comune  come te ); la dimensione della notizia : una sciagura con dieci vittime è considerata più notizia di dieci incidenti ciascuno con una vittima; la drammaticità : se una notizia è in grado di destare impressione o emozione è senz’altro preferibile ad una piatta e noiosa (“Bad news is a good news” ); conflittualità: niente è meglio di un perdente o di un vincente.

Deve anche mettere in evidenza altri aspetti, ovvero : le conseguenze pratiche come il rincaro dei carburanti, crisi petrolifera, aumento del costo della vita ; interessi umani . rispetto per l’infanzia, per gli animali, indignazione per le ingiustizie; progresso; scoperte scientifiche nel campo della salute, prestigio sociale: descrivere accadimenti che coinvolgono persone appartenenti all’elite sociale (es. nozze di reali).

Ma come è nata la capacità di comunicare con il linguaggio? E’ opinione dei linguisti che la capacità del linguaggio sia prerogativa solo degli esseri umani e deriva dall’evoluzione dell’uomo che ha permesso lo sviluppo di capacità cognitive e linguistiche che sono da mettere in relazione con le dimensioni e l’organizzazione del cervello umano. Nella nostra specie sono altamente sviluppate le strutture neurali coinvolte nei processi di concettualizzazione,  di visualizzazione, di significazione, e di associazione. Come ha rilevato Noem Chomsky uno dei linguisti più famosi viventi, ad un certo punto dell’evoluzione umana si è attivato nel cervello una sorta di algoritmo che ha permesso all’uomo di comunicare con il linguaggio, Secondo lui è una capacità innata che fa sì che un bambino di appena tre anni abbia la padronanza della lingua nonostante la povertà degli stimoli offerti dall’ambito in cui vive (estrema semplificazione del linguaggio, interazione con poche persone in ambito familiare).

Nel corso dell’evoluzione, quando l’uomo si è aggregato in comunità, il linguaggio ha avuto una notevole evoluzione dettata dalla necessità di comunicare in modo sempre più sofisticato.

Molte teorie suppongono che siano state le donne per prime a possedere e a dominare il misterioso potere del linguaggio. Tutto questo avveniva durante l’Epos dei cacciatori-raccoglitori arcaici approssimativamente 5000 anni prima di Cristo. Le donne, che nell’equazione cacciatori-raccoglitori del periodo Arcaico svolgevano il ruolo di raccoglitrici, subivano pressioni verso lo sviluppo del linguaggio ben più forti di quelle subite dai maschi, ovvero, ricevevano impulso dalla necessità di ricordarsi, e di descrivere alle compagne, una serie di luoghi e di punti di riferimento, per non parlare dei numerosi particolari tassonomici e strutturali delle piante da cercare e di quelle da evitare. Inoltre, quando l’uomo scoprì il modo di costruire arnesi per la caccia e le donne furono destinate al ruolo di custodi della vita familiare, il linguaggio subì altre evoluzioni legate alla socializzazione delle comunità.

Pare che esista una radice in comune per le lingue parlate tuttora e che ognuna ha seguito un’evoluzione a sé.

In Italia, nel Medioevo, la lingua latina letteraria rimase cristallizzata e nel corso dei secoli la lingua parlata dalla plebe si trasformò, divenendo sempre più simile ai vari idiomi italiani attuali (e alle altre lingue romanze nel mondo romano fuori della penisola) e differenziandosi a seconda delle aree geografiche.

Gli storici della lingua etichettano le parlate che si svilupparono in questo modo in Italia durante il Medioevo come volgari italiani, al plurale, e non ancora lingua italiana. Le testimonianze disponibili mostrano infatti marcate differenze tra le parlate delle diverse zone mentre manca un comune modello volgare di riferimento.

Il primo documento di uso di un volgare italiano è invece un placito notarile, conservato nell'abbazia di Montecassino, proveniente dal territorio di Benevento e risalente al 960: è il cosiddetto Placito cassinese, che in sostanza è una testimonianza giurata di un abitante circa una lite sui confini di proprietà tra la stessa abbazia di Montecassino ed un piccolo feudo vicino, il quale aveva ingiustamente occupato una parte del territorio dell'abbazia: Sao ko kelle terre per kelle fini que ki contene trenta anni le possette parte Sancti Benedicti. È una frase soltanto, che tuttavia per svariati motivi può essere considerata ormai volgare e non più latina: i casi (salvo il genitivo "Sancti Benedicti", che riprende la dizione del latino ecclesiastico) sono scomparsi, sono presenti la congiunzione "ko" (="che") e il dimostrativo "kelle" (="quelle"), morfologicamente il verbo "sao" (dal lat. "sapio") è prossimo alla forma italiana, ecc. Questo documento è seguito a brevissima distanza da altri placiti provenienti dalla stessa area geografico-linguistica, il Placito di Sessa Aurunca e il Placito di Teano.

Per molto tempo la conoscenza dei libri fu prerogativa delle classi nobili e la diffusione fu molto limitata a causa delle pochissime copie a disposizione, dato che i libri venivano copiati manualmente e dall’alto tasso di analfabetismo.

In Europa, l’invenzione della stampa nel 1440 ad opera di Johann Gutenberg , portò una rivoluzione nella stampa e nella produzione e diffusione dei libri, ha dato accesso alla conoscenza ad una gamma più ampia di lettori.

 

 
 
 

Paradossi storici

Post n°214 pubblicato il 23 Agosto 2010 da CapJaneway

Alzi la mano chi ha sempre sognato di viaggiare nel tempo...

Secondo Paul Davies, probabilmente il fisico più famoso dopo Stephen Hawking "Viaggiare nel tempo è possibile e sappiamo come farlo".

Nell'intervista lo scienziato elenca i vari metodi secondo la teoria della relatività che possono permetterci di fare i viaggi nel tempo..dalla velocità all'antigravità fino a i cosidetti  wormhole [cunicolo di tarlo], termine coniato dall'astrofisico americano John Wheeler, che ha anche battezzato i buchi neri. Un wormhole è una "scorciatoia" nella struttura dello spazio che permette di collegare due punti molto distanti, prima che la luce abbia avuto la possibilità di arrivarci, e quindi è un modo per andare indietro nel tempo attraverso una scorciatoia nello spazio

Ma è la  possibilità di visitare il passato a creare veri paradossi, affascinanti e apparentemente impossibili da risolvere. Il più semplice è questo: un viaggiatore torna nel passato e uccide sua madre ancora bambina. Quindi non sarebbe più potuto nascere e neanche commettere l'omicidio. I paradossi mettono in crisi il concetto di causalità, cioè le relazioni tra causa ed effetto, e quindi la scienza. Stephen Hawking ha messo una toppa al problema con la sua «congettura della protezione cronologica»: la natura troverà sempre il modo per impedire i viaggi nel passato.Paul Davies invece accetta che eventi successivi possano influire su eventi precedenti, ma postula che le linee temporali si possano chiudere solo tra eventi che non creino problemi di causalità. Un esempio è quello di un ricco signore la cui fortuna deri­va da un benefattore che aiutò la sua bisnonna un secolo prima. Con la macchina del tempo parte per scoprire chi è il benefattore. Una volta incontrata la bisnonna, le rivela la propria identità di viaggiatore del tempo e le mostra un giornale che ha portato dal futuro. La bisnonna legge il listino della borsa ed investe di conseguenza. Gli investimenti sono l'origine della fortuna del ricco signore, che scopre così di essere il benefattore di se stesso. Questo per Davies non è problematico. Quello del viaggiatore che uccide sua madre invece è irrisolvibile, quindi nes­suno può uccidere un suo antenato. David Deutsch, esperto di viaggi nel tempo, risolve i paradossi con le leggi della fisica quantistica. Nel mondo subatomico regna l'indeterminazione quantistica: un elettrone che urta un protone può deviare verso sinistra o verso destra senza una regola. Secondo alcuni fisici l'indeterminatezza si risolve con la moltiplicazione degli universi. Ogni volta che un elettrone va a destra si forma un nuovo universo con un elettrone che va a sinistra. Per Deutsch i paradossi si risolvono allo stesso modo: se un viaggiatore del passato interferisce con la storia, l'universo si biforca in due o più rami, e la madre uccisa va a finire in un universo parallelo, non in quello da cui lui proviene.

Preferite viaggiare nel futuro o nel passato? E se vi dovesse capitare di viaggiare nel passato..cosa cambiereste??

 
 
 

Coatti da spiaggia

Post n°213 pubblicato il 15 Agosto 2010 da CapJaneway
Foto di CapJaneway

Ciao a tutti e buon ferragosto...

Spiaggia...croce e delizia..x fortuna qui in Sardegna anche a ferragosto si trovano angolini di paradiso senza scocciatori intorno..ma che dire del resto delle spiaggie?

Anzi...un bestiario di umanità in costume da bagno che manda in vacanza anche le elementari regole del vivere comune.

È il popolo dei cafoni, protagonisti immancabili di ogni estate e di ogni lido e a cavallo di Ferragosto il cliché del buzzurro in costume da bagno si arricchisce ancora.

LE PERFORMANCE:  ragazzini sfrontati che giocano disturbando i vicini d'ombrellone, famiglie che creano vere tendopoli. E sotto i gazebo, tra tavolini e sediette pieghevoli, si consumano i pranzi delle feste. Fin qui non ci sarebbe niente di strano: tradizioni e abitudini si mescolano in un clima da sagra paesana. Il problema è che simili accampamenti sono vietati  non si possono accendere fuochi o lasciare l'immondezza dove capita. I rifiuti sono uno dei più grandi segni di maleducazione.

Dal lungo l'elenco non mancano i fumatori incalliti: non rinunciano alla sigaretta nemmeno in un lido con tanti bambini. Ma il tocco di eleganza arriva alla fine: mozzicone sotto la sabbia e poi si lamentano come mai nella spiaggia di granelli di quarzo di Is Aruttas vige il divieto di fumo; ma voi vi rotolereste in un posacenere???? Nella sabbia spesso finiscono anche i resti di cibo, la buccia della frutta o i piatti di plastica. Ho visto dal vivo un turista che sputava allegramente i noccioli di pesca direttamente sulla sabbia..per nn parlare delle mamme che lavano il culetto dei pargoli appena cagati in riva al mare...O del turista che ha soffiato il naso con pernacchia inclusa sugli scogli...

IL TOPLESS Tra i coatti anche signore di mezza età. Stendono il telo da mare e poi via il reggiseno. Topless fisso sotto il sole, in barba agli anni che avanzano e alla pelle ormai in caduta libera. Compito ingrato per i bagnini che difronte alle lamentele dei disgustati spettatori devono dire alla signora di ricomporsi. Per non parlare dei signori grassi e pelosi che trasportano la loro trippa simmenthal in giro. Ci sono poi le eleganti signorine che, armate di pinzette, rifiniscono il lavoro dell'estetista o si limano le unghie sotto gli occhi di tutti. E non mancano quelle che schiacciano punti neri ad amici e fidanzati.

I CANI Numerosi anche i turisti che arrivano in spiaggia con il proprio cane. Spiegano i pazienti bagnini : «Molti si fanno forti dicendo che non esistono cartelli e noi dobbiamo spiegare la situazione e con molta diplomazia evitare battibecchi». Tante le segnalazioni per i quattrozampe anche in Capitaneria. «Cerchiamo sempre di prevenire e sensibilizzare .In questi giorni i controlli sono a tappeto». Una task force in campo, il più delle volte, anti-buzzurro.

A tutti ancora..buon ferragosto...io vado a rilassarmi a Porto Ferro o a Lampianu..

kissss

 
 
 

cose della vita

Post n°212 pubblicato il 17 Febbraio 2010 da CapJaneway

La mia vita di matricola all'università procede bene...

Il corso di studi che ho scelto è molto interessante e ho avuto la fortuna di avere un docente geniale, carismatico che ha suscitato ancora di più il mio interesse verso argomenti scientifici che ho sempre studiato da autodidatta e con passione.

Il docente in questione è uno studioso di filosofia analitica del linguaggio, filosofia della mente, teoria della percezione, teorie dei concetti, fondamenti epistemologici della scienza cognitiva.

Le sue lezioni spettacolari erano seguite anche da appassionati del genere.

E' uno scrittore proficuo e ho comprato un suo libro che ha già catturato la mia attenzione : Introduzione alla filosofia della mente.

La filosofia della mente occupa un ruolo di indubbia preminenza all’interno della filosofia analitica odierna, anche in virtù degli stretti legami che essa intrattiene con la scienza cognitiva. In questo volume, un’introduzione sistematica ai problemi e alle argomentazioni che oggi impegnano i filosofi della mente.

E' diviso in 3 parti

Parte prima. MENTE-CORPO

1. Due o tre modi di essere materialisti

2. Il funzionalismo

3. Cause mentali

Parte seconda. MENTE-MONDO

4. Il contenuto intenzionale

5. Percezione

6. Tipi di rappresentazione mentale


Parte terza. MENTE-MENTE

7. Architettura della mente

8. Coscienza

Si entra nel campo della neuroscienza che mi affascina nn poco...

   "Malgrado i progressi finora ottenuti, una autentica comprensione dei fenomeni mentali appare ancor oggi un traguardo piuttosto lontano. Poiché se è vero che numerose esperienze indicano una stretta correlazione tra i nostri stati mentali e le attività rilevate in specifiche aree cerebrali, è altrettanto vero che tale correlazione non ci dice molto circa il rapporto causale esistente tra i due domini di fenomeni. La correlazione non spiega come da un insieme di eventi, che si svolgono impersonalmente all'interno dei neuroni cerebrali seguendo le leggi generali della fisica, si possa giungere alla soggettività dell'individuo, alla formazione di un ente personificato, in grado di vivere in prima persona i diversi tipi di esperienza. Non solo: in che modo (o in che senso) un ente virtuale, costituitosi nel dominio della soggettività, diviene capace di agire causalmente sugli oggetti del mondo fisico attraverso una volontà, per certi versi autonoma?"
(tratto da "Il Diogene")

Domani ho l'esame di inglese...mi prenderò una pausa per leggere i suoi libri...mi aiuteranno certo negli studi di psicologia sociale..

A risentirci...

P.S. la materia che ho seguito con lui è Teoria dei Linguaggi..ho preso 27..lui non insegna più a Sassari..ma è stato un piacere conoscerlo..

A presto!

 
 
 

moda made in sardinia

Post n°211 pubblicato il 10 Gennaio 2010 da CapJaneway
Foto di CapJaneway

Ciao a tutti..oggi vi vorrei parlare di moda made in sardegna..esistono negozi specializzati dove si vende abbigliamento sardo tradizionale per chi ha desiderio di vestirsi un pò fuori le righe ma con sobrietà ed eleganza...

Tutti i capi sono realizzati da artigiani sardi con materiali originari dell'isola come l'orbace tinto con colori naturali o il cuoio sardo per le scarpe e gli accessori lavorato esclusivamente in Sardegna..Ci sono poi gli accessori. zainetti e gioielli in filigrana bellissimi orecchini, anelli, gemelli per polsini e per il collo delle camicie alla coreana.

Credo comprerò i pant e la camicia...sono davvero originali

http://www.bagella.it/default.asp

 
 
 

bona pasca 'e Nadale a tottus

Post n°210 pubblicato il 15 Dicembre 2009 da CapJaneway


 
 
 

Teoria sociologica

Post n°209 pubblicato il 11 Dicembre 2009 da CapJaneway

«Tra Dio e società bisogna scegliere.»
Emile Durkheim


Sto preparando teoria sociologica..uno dei sociologi che mi ha colpito è Emile Durkheim,intellettuale francese tra i fondatori della sociologia.
Egli sostiene che il collante della società è la morale con le sue regole che fa sì che ogni comportamento fuorviante sia censurato.
 Studiando i fenomeni sociali, Durkheim vi trova l’origine della religione Ogni individuo in effetti si rende conto che esistono  delle forze chelo dominano, lo sostengono,lo esaltano. Sono delle forze collettive.Secondo Durkheim gli dei sono così le Forze della società trasfigurata,e le religioni sono il frutto della sacralizzazione delle sue leggi: la loro proiezione nel campo del sacro. Lo si osserva nelle società primitive col funzionamento dei tabù: luoghi, oggetti e tempi nei qualiriposa e rimane la divinità, contemporaneamente attraente e pericolosa col suo contatto. Lo si osserva nelle società moderne con le religioni secolari che sacralizzano la Sicurezza nazionale od il Proletariato.
un certo cattolicesimo è stato e rimane ancora l’espressione delle leggi di una data società. Taluni inviano i figli al catechismo “perché questo insegnerà loro a comportarsi bene”: sottintendendo “ad obbedire all’ordine sociale stabilito”. Altri fanno battezzare i figli “perché questo si è sempre fatto”. Questo è forse l’espressione di uno scrupolo etico o di una nobile tradizione familiare.
Quindi la religione, i riti a questa connessi, in un certo senso formano una coscienza sociale, collettiva.
Egli notò attraverso studi che la maggior parte dei suicidi si consumava all'interno della religione protestante ove esisteva un individualismo puro, ovvero il rapporto con Dio nn era (e nn è) mediato o affidato alla Chiesa ma è diretto.
La Chiesa cattolica  (o la religione ebraica) possiedono liturgie e riti collettivi che invece sanciscono l'integrazione dell'infividuo.
Aldilà del fenomeno sociologico nel quale indaga e rende suo..io penso che regole e dogmi male si assortiscano con lo spirito dell'uomo...
Mi domando..dove alberga l'anelito di libertà dell'uomo..la coscienza individuale che pure è universale..?
Mi sa che aggiungerò qlc critica all'amico Durkheim..sperando che la prof nn mi bocci
E voi..che ne pensate?


 
 
 

Innamoramento e amore

Post n°208 pubblicato il 11 Dicembre 2009 da CapJaneway

La vita quotidiana è un eterno purgatorio. Nell'innamoramento c'è solo il paradiso o l'inferno; o siamo salvi o siamo dannati."

Francesco Alberoni: "Innamoramento e amore", Garzanti, Milano, 1979.

Salvi perchè troviamo la persona dei ns sogni o dannati perchè ci fa dannare?

Credo che non serva scegliere..l'innamoramento è passione..è inferno e paradiso insieme..nn ha mezze misure...

Se un giorno sei in paradiso e dopo pochi minuti all'inferno..può far male alle coronarie..

Ma è vita..

Siete d'accordo con me o con il prof. Alberoni?

 
 
 

Passione o amore...?

Post n°207 pubblicato il 09 Dicembre 2009 da CapJaneway

Nella foto, un dipinto di Daniele Montis "Psiche dinanzi al palazzo di Eros"

Pascal Bruckner scriveva, nel Nuovo disordine amoroso, che "non c'è amore che non abbia caro il proprio accecamento, il tremolio indeciso degli universi che lo squarciano".

Questa è la passione ...cosa conta, una vita senza passioni? E quanto vale un amore magari costante, magari definitivo ma sempre tiepido corme i brodini che la mamma ci dava quando avevamo il mal di pancia?

È vero: la vita di coppia è fatta di tenerezza, di costanza nei sentimenti, di affetto e amicizia; ma se questa vita di coppia non raggiunge mai le vette della passione, per brevi ed effimere che siano, quanto conta? E quanto modifica (in megIio) il nostro umore, la nostra immaginazione, la nostra stessa vitalità?

Nella passione amorosa c'è qualcosa che rasenta lo scandalo. Gli amanti presi da intensa passione, suscitano talvolta il biasimo di chi li vede e li ascolta vivere...come la tosse e il profumo del caffè..nn si può nascondere...

C'è una denuncia negli sguardi..nei sorrisi...nella brama di stare insieme.. 

Amare qualcuno dimenticando le barriere sociali, morali, del buonsenso e, talvolta, del buongusto, è qualcosa che somiglia tanto al fuoco: brucia senza chiedere permessi, fa il vuoto attorno, divora tutto quello che può. E tutto questo puo accadere anche nell giro di poche ore o di pochi minuti.

La passione, dicono, è destinata a bruciare in breve tempo..è questa la sua caratteristica...

Chi pretende di farla durare per sempre è solo un utopista..un folle...

Secondo me sarebbe una gran bella sfida farla durare a lungo..ma..occorre molta intelligenza, fantasia e imprevedibilità..mai dare le cose per scontate, mai adagiarsi sui cuscini mai credere di aver conquistato "quella" persona..perchè quando credi di averlo fatto..devi iniziare da capo...

Troppa fatica?

Forse...ma se lo ritenete faticoso..a voi il brodino...certo,cura il raffreddore..ma vuoi mettere una febbre inestinguibile?

Cosa preferite..il brodino...o nn conoscere mai il menù?

(mi sa che le prox vacanze le passerò a Formentera)

 
 
 
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INFO


Un blog di: CapJaneway
Data di creazione: 19/09/2006
 

PRECISAZIONE:

TROMBIBLOG che vedete qui sotto non ha niente a che fare con l'idraulica o con una nota pratica che permette ANCHE di riprodurci..

E' una parola francese "trombine" è argot per "viso","faccia","volto"

Quindi..fotografatevi pure...au revoir

 

FOTO ONLINE

SEI NELL'ANIMA...

 

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I BERTAS - BADDE LONTANA

Sutta su chelu de fizzu meu

Sotto il cielo di mio figlio


como si canta finzas tres dies.

Ora si canta anche per tre giorni


Badde lontana, Badde Larentu

Valle lontana..Valle Lorenzo


solu deo piango pensende a tie.

Solo io piango pensando a te


Mortu mi l'asa chene piedade

Me l’hai ucciso senza pietà


cun d'una rocca furada a Deus.

Con un sasso rubato a Dio


Badde lontana, Badde Larentu

Valle lontana valle Lorenzo


commente fatto a ti perdonare.

Come faccio a perdonarti


Zente allegra e bella festa

Gente allegra e bella festa


oe sese in donzi domo.

Oggi siete in ogni casa

 
Chelzo cantare, chelzo pregare

Voglio cantare, voglio pregare


ma nun m'ascultat su coru meu.

Ma il mio cuore nn mi ascolta


Dammi sa manu, chi so gherrende

Dammi la mano.. Dentro di me sto combattendo


faghem'isperare impare a tie.

Fammi sperare insieme a te


Dammi sa manu Santu Larentu

Dammi la mano, S.Lorenzo


deo so gherrende intro a mie.

Dentro di me sto combattendo
Dammi sa manu chi so peldende

Dammi la mano, io sto perdendo


faghem'isperare umpare a tie.

Fammi sperare insieme a te

 

 

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LUNA EN ALTA MAR

 

 

SIGNIFICATO SEXY DEL VOSTRO NOME...DIVERTENTE!

QUESTO...E' IL MIO

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