pescatore di stelleviaggio nel tempo e tra le stelle |
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ANDREA PARODI
ANDREA PARODI ...ciao Capitano
Non potho reposare. Parole di Salvatore Sini (prima meta' del '900)
1-sardo
Non potho reposare amore e coro
pensende a tie soe donzi momentu.
No istes in tristura prenda e oro
né in dispiaghere o pessamentu.
T'assicuro ch'a tie solu bramo,
ca t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo.
-italiano
Non posso riposare, amore e cuore,
sto pensando a te ogni momento.
Non essere triste gioiello d'oro,
né in dispiacere o in pensiero.
Ti assicuro che bramo solo te,
che t'amo forte t'amo, t'amo, t'amo.
2-sardo
Amore meu prenda de istimare
s'affettu meu a tie solu est dau;
s'are iuttu sas alas a bolare,
milli bortas a s'ora ippo bolau;
pro benner nessi pro ti saludare,
s'attera cosa non a t'abbissare.
-italiano
Amore mio, gioiello da stimare,
il mio affetto a te solo e' dato;
se avessi avuto le ali per volare,
mille volte all'ora avrei volato;
per venire almeno a salutarti,
o solamente per vederti.
3-sardo
Si m'esseret possibile d'anghelu
d'ispiritu invisibile piccabo
sas formas; che furabo dae chelu
su sole e sos isteddos e formabo
unu mundu bellissimu pro tene,
pro poder dispensare cada bene.
-italiano
Se mi fosse possibile d'angelo
di spirito invisibile prenderei
le forme; ruberei dal cielo
il sole e le stelle e formerei
un mondo bellissimo per te,
per poter dispensare ogni bene.
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Dal concetto di notizia alle origini del linguaggio - breve saggio
Post n°215 pubblicato il 23 Gennaio 2011 da CapJaneway
Che cosa è una notizia ? Colbert I. King, giornalista vincitore del premio Pulitzer nel 2003, la affronta in un editoriale sul Washington Post da un punto di vista molto concreto, arrivando a dire che, spesso, notizia è ciò che è importante per le redazioni piuttosto che per i cittadini e i lettori. La notizia può essere il fatto “in sé” oppure l’opera del cronista, ciò che il cronista desidera che sia una notizia. Un cane che morde un uomo è un fatto, un uomo che morde un cane diventa notizia. Quindi, i fatti esistono. Le notizie si creano. Anzi, si inventano, potremmo dire. Però, invenzione è parola che va intesa nel suo senso più nobile e filosofico. Nella retorica antica, l'invenzione è una delle cinque parti di questa dottrina. Con tale termine, s'indica la "ricerca degli argomenti" per un'orazione o per un'opera letteraria. Quindi, non intendiamo per invenzione il suo senso corrente odierno, che ci spiega la parole come "finzione" o "falsità", bensì questo significato antico che potremmo anche rendere con una parola più cristallina (o meno equivoca): "costruzione". La notizia è tutto ciò che la gente è interessata a conoscere e che prima non conosceva; è il racconto di un evento che lo si racconta con le 5 W del giornalismo americano . WHO («Chi») WHAT («Cosa») WHEN («Quando») WHERE («Dove») WHY («Perché») Sono considerate i punti irrinunciabili che devono essere presenti nella prima frase (l'attacco o lead) di ogni articolo, come risposta alle probabili domande del lettore che si accinge a leggere il pezzo. Il cronista, in generale, le utilizzerà liberamente, integrandole con altre informazioni o eliminando quelle non essenziali o irrilevanti al soggetto: ad esempio, per un resoconto di costume generalmente si risponde anche alla domanda “how” (come), descrivendo l'evento; per contro, in un articolo di cronaca nera, rispondere alla W di “why” (perché) è principalmente compito degli inquirenti, ed il cronista ne riferirà in seguito se le indagini avranno avuto successo. Ma una notizia come deve essere? Prima di tutto deve avere il carattere della semplicità, deve essere precisa, esplicita, sorprendente con la tendenza ad escludere, per quanto possibile, qualsiasi espressione di tipo gergale con lo scopo di comunicare e divulgare, deve essere chiara. <<Essere chiari è condizione necessaria ma non sufficiente: si può essere chiari e noiosi, chiari e inutili, chiari e bugiardi, chiari e volgari, ma questi sono altri discorsi. Se non si è chiari non c’è messaggio affatto>>.[Primo Levi, La Stampa, 11 dicembre 1976]. Inoltre sono necessari altri parametri: la novità, la vicinanza ad esempio fisica (cronaca cittadina), figurata (ideologica, politica, psicologica), emotiva (è successo a una persona comune come te ); la dimensione della notizia : una sciagura con dieci vittime è considerata più notizia di dieci incidenti ciascuno con una vittima; la drammaticità : se una notizia è in grado di destare impressione o emozione è senz’altro preferibile ad una piatta e noiosa (“Bad news is a good news” ); conflittualità: niente è meglio di un perdente o di un vincente. Deve anche mettere in evidenza altri aspetti, ovvero : le conseguenze pratiche come il rincaro dei carburanti, crisi petrolifera, aumento del costo della vita ; interessi umani . rispetto per l’infanzia, per gli animali, indignazione per le ingiustizie; progresso; scoperte scientifiche nel campo della salute, prestigio sociale: descrivere accadimenti che coinvolgono persone appartenenti all’elite sociale (es. nozze di reali). Ma come è nata la capacità di comunicare con il linguaggio? E’ opinione dei linguisti che la capacità del linguaggio sia prerogativa solo degli esseri umani e deriva dall’evoluzione dell’uomo che ha permesso lo sviluppo di capacità cognitive e linguistiche che sono da mettere in relazione con le dimensioni e l’organizzazione del cervello umano. Nella nostra specie sono altamente sviluppate le strutture neurali coinvolte nei processi di concettualizzazione, di visualizzazione, di significazione, e di associazione. Come ha rilevato Noem Chomsky uno dei linguisti più famosi viventi, ad un certo punto dell’evoluzione umana si è attivato nel cervello una sorta di algoritmo che ha permesso all’uomo di comunicare con il linguaggio, Secondo lui è una capacità innata che fa sì che un bambino di appena tre anni abbia la padronanza della lingua nonostante la povertà degli stimoli offerti dall’ambito in cui vive (estrema semplificazione del linguaggio, interazione con poche persone in ambito familiare). Nel corso dell’evoluzione, quando l’uomo si è aggregato in comunità, il linguaggio ha avuto una notevole evoluzione dettata dalla necessità di comunicare in modo sempre più sofisticato. Molte teorie suppongono che siano state le donne per prime a possedere e a dominare il misterioso potere del linguaggio. Tutto questo avveniva durante l’Epos dei cacciatori-raccoglitori arcaici approssimativamente 5000 anni prima di Cristo. Le donne, che nell’equazione cacciatori-raccoglitori del periodo Arcaico svolgevano il ruolo di raccoglitrici, subivano pressioni verso lo sviluppo del linguaggio ben più forti di quelle subite dai maschi, ovvero, ricevevano impulso dalla necessità di ricordarsi, e di descrivere alle compagne, una serie di luoghi e di punti di riferimento, per non parlare dei numerosi particolari tassonomici e strutturali delle piante da cercare e di quelle da evitare. Inoltre, quando l’uomo scoprì il modo di costruire arnesi per la caccia e le donne furono destinate al ruolo di custodi della vita familiare, il linguaggio subì altre evoluzioni legate alla socializzazione delle comunità. Pare che esista una radice in comune per le lingue parlate tuttora e che ognuna ha seguito un’evoluzione a sé. In Italia, nel Medioevo, la lingua latina letteraria rimase cristallizzata e nel corso dei secoli la lingua parlata dalla plebe si trasformò, divenendo sempre più simile ai vari idiomi italiani attuali (e alle altre lingue romanze nel mondo romano fuori della penisola) e differenziandosi a seconda delle aree geografiche. Gli storici della lingua etichettano le parlate che si svilupparono in questo modo in Italia durante il Medioevo come volgari italiani, al plurale, e non ancora lingua italiana. Le testimonianze disponibili mostrano infatti marcate differenze tra le parlate delle diverse zone mentre manca un comune modello volgare di riferimento. Il primo documento di uso di un volgare italiano è invece un placito notarile, conservato nell'abbazia di Montecassino, proveniente dal territorio di Benevento e risalente al 960: è il cosiddetto Placito cassinese, che in sostanza è una testimonianza giurata di un abitante circa una lite sui confini di proprietà tra la stessa abbazia di Montecassino ed un piccolo feudo vicino, il quale aveva ingiustamente occupato una parte del territorio dell'abbazia: Sao ko kelle terre per kelle fini que ki contene trenta anni le possette parte Sancti Benedicti. È una frase soltanto, che tuttavia per svariati motivi può essere considerata ormai volgare e non più latina: i casi (salvo il genitivo "Sancti Benedicti", che riprende la dizione del latino ecclesiastico) sono scomparsi, sono presenti la congiunzione "ko" (="che") e il dimostrativo "kelle" (="quelle"), morfologicamente il verbo "sao" (dal lat. "sapio") è prossimo alla forma italiana, ecc. Questo documento è seguito a brevissima distanza da altri placiti provenienti dalla stessa area geografico-linguistica, il Placito di Sessa Aurunca e il Placito di Teano. Per molto tempo la conoscenza dei libri fu prerogativa delle classi nobili e la diffusione fu molto limitata a causa delle pochissime copie a disposizione, dato che i libri venivano copiati manualmente e dall’alto tasso di analfabetismo. In Europa, l’invenzione della stampa nel 1440 ad opera di Johann Gutenberg , portò una rivoluzione nella stampa e nella produzione e diffusione dei libri, ha dato accesso alla conoscenza ad una gamma più ampia di lettori.
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INFO
PRECISAZIONE:
TROMBIBLOG che vedete qui sotto non ha niente a che fare con l'idraulica o con una nota pratica che permette ANCHE di riprodurci..
E' una parola francese "trombine" è argot per "viso","faccia","volto"
Quindi..fotografatevi pure...au revoir ![]()
FOTO ONLINE
SEI NELL'ANIMA...
I BERTAS - BADDE LONTANA
Sutta su chelu de fizzu meu
Sotto il cielo di mio figlio
como si canta finzas tres dies.
Ora si canta anche per tre giorni
Badde lontana, Badde Larentu
Valle lontana..Valle Lorenzo
solu deo piango pensende a tie.
Solo io piango pensando a te
Mortu mi l'asa chene piedade
Me l’hai ucciso senza pietà
cun d'una rocca furada a Deus.
Con un sasso rubato a Dio
Badde lontana, Badde Larentu
Valle lontana valle Lorenzo
commente fatto a ti perdonare.
Come faccio a perdonarti
Zente allegra e bella festa
Gente allegra e bella festa
oe sese in donzi domo.
Oggi siete in ogni casa
Chelzo cantare, chelzo pregare
Voglio cantare, voglio pregare
ma nun m'ascultat su coru meu.
Ma il mio cuore nn mi ascolta
Dammi sa manu, chi so gherrende
Dammi la mano.. Dentro di me sto combattendo
faghem'isperare impare a tie.
Fammi sperare insieme a te
Dammi sa manu Santu Larentu
Dammi la mano, S.Lorenzo
deo so gherrende intro a mie.
Dentro di me sto combattendo
Dammi sa manu chi so peldende
Dammi la mano, io sto perdendo
faghem'isperare umpare a tie.
Fammi sperare insieme a te
LUNA EN ALTA MAR







Inviato da: CapJaneway
il 17/08/2011 alle 22:05
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il 04/07/2011 alle 23:41
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il 12/05/2011 alle 15:07
Inviato da: CapJaneway
il 29/01/2011 alle 10:30
Inviato da: kikkodirisobianco
il 24/01/2011 alle 14:51