Poppy fields
Un altro modo per aumentare l'entropia dell'universo
Se puoi vedere, guarda. Se puoi guardare, osserva.
(José Saramago)
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DON CHISCIOTTE

"Sappi, o Sancio, che un uomo non è da più di altro uomo, quando non fa più di un altro: tutte queste burrasche che ci intervengono, sono segnali che presto ha da rasserenarsi il cielo, e debbonsi cangiar in bene le cose, poiché non è possibile che il bene ed il male sieno di eterna durata."
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Post n°133 pubblicato il 20 Aprile 2012 da johnny.kraus
Mi dispiace per gli amanti del trash ma la storia che racconterò non parlerà di una protratta stipsi conclusasi con grande strepitio di fuoco e d'acciaio. Premesso ciò, in quegli anni là eravamo, chi più chi meno, tutti fissati di videogiochi per pc, tant'è vero che casa mia si trasformava in una specie di sala giochi. In tale clima regnavano oltre a sessioni di gioco interminabili (alcuni giorni si toccavano anche le 18 ore di gioco) anche delle elucubratissime discussioni su quali armi fossero migliori di altre, su quali incantesimi bisognasse lanciare per fare secco il tale mostro, su dove costruire le mura di fortificazione e se era meglio piazzare torrette un po' a cazzo di cane ovunque o attaccare subito con la cavalleria... A certe domande non abbiamo mai trovato risposte convincenti, tanto che con la pratica si cercava di compensare la mancanza di strategia dovuta a questi dubbi. Ma di pratica bisognava farne tanta ed i nostri giochi preferiti ce ne davano sicuramente la possibilità: chi conosce i vari Baldur's Gate, Neverwinter, Diablo, Age of Empires, Vampire, etc. più tutte le cazzo di espansioni sa che il totale di ore di gioco richieste per finirli tutti si aggira intorno al miliardo di anni. Prendiamo un mite pomeriggio di primavera in cui la voglia di studiare è poca e la voglia di finire quella missione a Baldur's Gate 2 è insopprimibilmente pressante. Bene, ora immaginiamo un castello in rovina nei cui sotterranei si apre un ampio salone circolare apperentemente disabitato; il potente guerriero bardato con la sua armatura magica ed armato di tutto punto sente che lì dentro c'è il male, lo sente perché lui cazzo lo sa. Dà gli ordini e il mago ed il chierico iniziano a lanciare incantesimi di protezione e di potenziamento; d'un tratto quella che sembrava un'ombra oscura prende forma e rivela le sue vere sembianze: un drago nero incazzato da morire perché la sera prima aveva fatto schifo e si stava ancora riprendendo dalla sbornia ed un gruppetto di 6 cazzoni arrivano ed iniziano a gridare formule arcane di cui non si capisce una beneamata ceppa, svegliandolo. Beh, la cosa fa girare le palle di Thaxll'ssillya, il drago, che sbraitando come una bestia (quale è) attacca i nostri amici ormai strabenedetti e stradopati. La battaglia inizia: la colonna sonora descrive tutta l'epicità dell'azione: urla di battaglia, clangore d'acciaio e sibili di frecce, oscure parole lette su pergamenne sgualcite, fiamme, furore, terrificanti ruggiti... Torna l'amico che era andato alla porta, ride come un pazzo e presto avremmo capito perché. Metto in pausa e lui ci racconta che quello che aveva suonato altri non era che il prete venuto a benedire la casa, faccenda rivelatasi più ardua del previsto visto lo squallido turpiloquio che aveva coperto pure le varie preghiere ed orazioni del breve rituale. E visto anche il clima della casa il sacerdote ha ritenuto giusto insistere con l'acqua santa con una decina di aspersioni in più e lasciare più santini del previsto da custodire gelosamente oltre al cartoncino con il Sacro Cuore da appendere dietro la porta. Quando gli ho detto: "Ma che cazzo! Non ci potevi chiamare che venivamo pure noi e non sentiva tutto sto casino?" mi rispose che dal di fuori assistere alla bendizione della casa con quel singolare sottofondo era stato davvero uno spettacolo che non poteva rovinare, e peggio per noi. Gli abbiamo creduto.
PS. Tanto per la cronaca: il 15 maggio dovrebbe uscire il tanto atteso Diablo 3: non è che mi dispiacerebbe così tanto ritornare a quel livello di imbarbarimento là..........
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Post n°131 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da johnny.kraus
Ho provato a non farci caso ma è più forte di me. Vivo in un'Italia di serie B, quella in cui nulla ha davvero importanza, quella in cui c'è sempre qualcun'altro che ha maggiori problemi di te, quella che certa Italia di serie A vede come un peso. Parto da una cosa che accadde un paio di anni fa sul web (Youtube, Facebook, etc.), dove un DJ burlone di radio 105, pensando di strappare consensi e simpatie bipartisan, lanciò l'idea di "piastrellare tutto l'Abruzzo e farne il parcheggio d'Italia" risolvendo tutti i problemi di spazio della nostra Nazione, perché, come diceva, quella era una regione inutile in cui non c'era niente e tanto valeva darle uno scopo. Esagerato? Vogliamo parlare poi di come si sta promuovendo lo sviluppo in questa zona? Benissimo: il governo sostiene che, visto che non ci servono, possiamo rinunciare agli ospedali e al tribunale. Come no! I due zuccherifici che fino a qualche anno fa funzionavano fin troppo bene li hanno chiusi, non sia mai che qualcuno ne avesse potuto trarre qualche beneficio! L'industria? Finché reggono quelle mezze azienducole che avete non rompete le palle. Di turismo in questa zona se ne parla solo quando qualcuno si schianta in un fuori pista, o si perde in un bosco, o quando crolla qualche chiesetta dimenticata da Dio... Mi fermo qui riflettendo sul fatto che spesso in Italia, se qualcuno si mette a fare il falso invalido, qualche volta, tutti i torti non ce li ha. Immagine da disinformazia
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Come l'anno scorso mi va di spendere un po' di parole a proposito dei libri che ho letto nei 12 mesi appena trascorsi e che possono fungere anche da piccoli consigli di lettura, senza alcuna pretesa di oggettività assoluta, per carità...
Livio Macchi è ormai per me una garanzia: storie mai banali, abilità narrativa, e, soprattutto, un linguaggio che esprime un acume invidiabile. La storia tratta di intrighi, omicidi e sotterfugi vari in un'Europa settecentesca in cui le corti reali borbonica, francese e russa si "sfidano" a sviluppare la migliore tecnologia nell'arte della ceramica. Ovviamente è la Real Fabbrica di Capodimonte a destare lo stupore e l'invidia degli altri sovrani, soprattutto della zarina, disposta a tutto pur di avere le preziose statuette napoletane. Quello che succederà poi sarà "la croce" per il capitano Ferrante Chilivesto, simpatico ed a volte imbranato, ma sempre dall'intuito formidabile. Un libro che consiglio per come è scritto e per la ricostruzione storica molto convincente; unico neo: i personaggi sono già stati introdotti nel precedente La voce dei Turchini, ed una mancata lettura di quest'ultimo può generare un po' di lacune e quindi di confusione.
Insisto sul fatto che la fantascienza non merita il posto in seconda fila che le è stato riservato. Questo romanzo narra di come si possa arrivare ad azioni folli in un regime mondiale distopico in cui un dittatore riesce a concepire 3 piani differenti per garantirsi la vita eterna. Il suo medico personale, il dottor Shadrach riuscirà a dare alla storia una svolta diversa, facendoci riflettere su temi etici, politici e sociali. Bellissimo e consigliatissimo.
Il ragionier Fantozzi avrebbe commentato "Per me il cimitero di Praga è una cagata pazzesca!" e non gli si sarebbe potuto dare torto. L'ultima fatica di Eco (fatica più per il lettore che per lui) si rivela davvero pesante sin dalle prime pagine. Se da una parte potrebbe essere affascinante l'idea di dare un nome, accomunandoli in un unico personaggio di fantasia, tutti i vari cospiratori, complottisti, falsari che nell'anonimato e nell'ombra hanno fatto la loro parte nella storia dell'Unità d'Italia e dell'Europa di fine Ottocento, dall'altra lo sviluppo di tale idea si rivela macchinoso, contorto, strapieno di roba inutile e laddove dovrebbe essere misterioso e sconvolgente rimane un po' banale e forzato... Mi spiace ammetterlo ma l'Eco de Il nome della rosa e de Il pendolo di Foucault è lontano anni luce e dubito possa ritornare visti i suoi ultimi lavori... Da evitare come la peste.
Agghiacciante e tremendo come solo una storia vera può essere. Ed a parte gli aspetti cruenti della storia, colpisce come da situazioni di ordinaria normalità le cose possano prendere senza nemmeno accorgersene una piega così nera da non lasciare scampo. La storia mette in luce gli aspetti più bui dell'animo umano: meschinità, invidia, viltà, sadismo fino alla malvagità più pura. Molto bello, ma forse non adatto a tutti. Una bella scoperta questo scrittore.
Quando si affrontano gli argomenti più complessi che la mente umana abbia mai concepito, quali le teorie della fisica moderna che cercano di spiegare l'origine e la struttura dell'universo, non si può pretendere di farlo con 4 paginette e un po' di figurine stile sussidiario della scuola elementare. Pare però che Hawking non la pensi così e pretende con la sua stringata disquisizione di parlarci di relatività, viaggi nel tempo, spazio 11-dimensionale, stringhe, ecc. Il fatto è che veramente dalle sue parole ci si può trarre poco più che una beneamata fava (lo dico anche avendoci un po' di background in materia) e il libro finisce in un puff lasciando molto a desiderare. Chi cerca lumi in materia di fisica, cerchi altrove, è meglio.
Libro scoperto proprio qui su Libero (Writer) e letto molto piacevolmente. Si tratta di una raccolta di racconti in cui il protagonista si imbatte quasi per caso e lo "costringono" a seguire un percorso a tappe che sembra gli sia stato preparato ad arte fino all'incontro finale. E' facile immedesimarsi nel protagonista, nei suoi dubbi, nelle sue insoddisfazioni, nei suoi rimpianti, come del resto è possibile intuire le metafore che si celano dietro le storie narrate e che spingono ad una ricerca interiore. Un libro interessante, forse un po' corto per i miei gusti...
Quali sono le dieci questioni più annose (almeno secondo l'autore) a cui oggi la scienza non riesce a dare ancora una spiegazione convincente? Tra intelligenza animale, tempo, paranormale, materia oscura, stupidi, obesi e quant'altro, Michael Hanlon ci spiega con chiarezza come mai nonostante gli strumenti tecnolgici che possediamo oggi non riusciamo a spiegare decentemente questioni che la scienza indaga da tempo, ma anche le ultime intuizioni su problematiche moderne che assumono sempre più peso nella nostra soocietà. Un valido saggio che può fungere da trampolino di lancio per approfondire le materie trattate.
Ripercorrere le tappe della storia della Sindone, seguendo non arcani segreti e tradizioni esoteriche, ma una documentazione storica ricca potrebbe essere oggi non troppo di moda, eppure la dottoressa Frale con questo approccio è in grado di offrire un'ottima analisi di quello che è stato l'oggetto Sindone, al di là di una sua possibile origine divina, prima in Medio Oriente, poi in Europa. Alla base del saggio c'è il ruolo che i Templari hanno avuto durante la loro esistenza nella venerazione e nelle peregrinazioni del Mandylion. Per gli appassionati del genere è un must.
Favoletta simpatica che Gaiman sa narrare bene, anche se il destinatario ideale non ha più di 10 anni. Tutto sommato una lettura gradevole anche se mi aspettavo di più.
Pari pari quello che ha detto Saviano in TV, né più né meno. Avendo apprezzato il programma di Fazio pensavo che questo libro trattasse più approfonditamente i monologhi dello scrittore e l'ho comprato con piacere. Leggendo mi sono reso conto invece di essere stato il perfetto bersaglio di una tattica pubblicitaria ben congegnata dalla casa editrice. Soldi mal spesi.
Non sono ancora riuscito a capire a cosa sia dovuto l'entusiasmo con cui viene presentato in quarta di copertina questo libro. Forse l'originalità? Il gusto nello scrivere? La forma unita alle idee? Ma manco per niente. Solo una trovata pubblicitaria o forse un eccesso di entusiasmo di chi ha il dovere di riassumere e rendere appetibile al lettore un'opera. Fatto sta che questa raccolta di racconti non colpisce né per originalità, né per forma, né per altro se non per il fatto che scimmiotta in maniera evidentemente mal celata i racconti di Edgar Allan Poe sul mistero e sulla fantascienza. D'altra parte lo stesso autore giapponese non esita a manifestare la sua ammirazione per lo scrittore americano attribuendosi uno preudonimo dalla chiara assonanza: Edogawa Ranpo. Ma ce ne vuole, Poe è di un altro pianeta.
Un saggio che mi è stato sempre descritto da saputoni scettici col dono della sintesi col termine "cazzate". Niente di più falso: la ricerca dell'ingegner Bauval è ricca, interdisciplinare e molto ben documentata, arricchita da illustrazioni, rilevamenti accurati e consulenze prestigiose. Un ottimo spunto per affrontare i misteri che sono celati dietro le Piramidi di Giza, ma più di tutto su quello che era la civiltà egizia della IV dinastia e di ciò che avevano sviluppato in termini di arte, architettura e di religione. Un libro di notevole interesse.
Quando si sente parlare di qualcosa, nel bene o nel male, oltre alla curiosità che ne deriva si deve quasi sempre fare i conti con un certo pregiudizio. Ed a forza di sentirne parlare male di questo romanzo me ne ero davvero fatto un'idea sbagliata perché oltre ad una bella trama offre un linguaggio convincente e fluido, personaggi molto interessanti ed anche qualche spunto di riflessione. Sarà che mi hanno un po' stufato le storie troppo movimentate che spesso sconfinano nell'esagerazione, ma la vicenda qui narrata mi è rimasta particolarmente impressa per la sua chiarezza e semplicità quando i rapporti in gioco sono tutt'altro che semplici: come nei primi capitoli le tragedie personali dei due protagonisti, nate quasi dal nulla e di cui nessuno poteva prevedere le future ripercussioni, possano infine influenzare la loro vita al punto da renderli incolmabilmente distanti nonostante la loro affinità e vicinanza. Un concetto tutt'altro che banale e descritto così bene da commuovere quasi. Scusate se è poco.
Uno dei libri più belli letto lo scorso anno. Mosca, futuro non troppo lontano: una serie di apparenti omicidi di donne bellissime, prostitute si direbbe a prima vista, sconvolge la vita della città. In realtà si tratta di esseri di una sensualità così prorompente da non sembrare neanche umani, una sorta di "macchine" concepite per il sesso. Una ragazzina intraprendente farà amicizia con uno/a di loro e...
Anche questo libro si propone tra i classici della SF e non a caso. L'idea è quella di portare un uomo con la macchina del tempo ai tempi di Gesù per vedere effettivamente cosa sia successo. L'incontro con il Battista, la ricerca infruttuosa, infine l'incontro e il successivo epilogo. Tutto molto bello e originale, specie se si pensa che è stato scritto qualche decennio fa. Chi se lo può procurare lo faccia...
Sequel del precedente Il Vangelo di Maria Maddalena che avevo letto con piacere qualche anno fa. Questo qui delude un po' le attese vista l'eccessiva prolissità nel divagare fra la storia di Matilde di Canossa, quella dei discendenti diretti di Cristo e della Maddalena e infine della protagonista, che così a naso, vorrebbe essere un po' l'alter ego della scrittrice. Siccome al di là del romanzo che ad ogni modo è gradevole ci ho sentito subito quell'aria di divulgazione di verità assolute a poveri allocchi rincoglioniti dalle voci ufficiali, l'ho letto con la puzza sotto il naso, arrivando un po' a fatica alla fine. Comunque, una lettura che merita una certa attenzione, anche se non più di tanto.
Grande classico della letteratura russa che non mi dilungo più di tanto a commentare se non per il fatto che è il primo romanzo russo in cui non sono impazzito con tutti quei cazzo di nomi che tanto vanno di moda da quelle parti... Scherzi a parte è una storia molto bella che intreccia vicende reali di fine Settecento alle varie vicissitudini del protagonista all'inizio della sua carriera militare. Da leggere.
Un bel fantasy che cavalca l'onda modaiola per cui vampiri, demoni, angeli ed altre figure non propriamente umane si mescolano alla società creando quei rapporti del tipo odio e amo, ti bacio però se mi girano ti uccido e così via... Bella l'atmosfera, i personaggi a volte un po' scontati ma che comunque funzionano, la trama avvincente che si presta all'adattamento cinematografico quasi gratis. Previsto il sequel a breve. Consigliato come passatempo, senza troppe pretese.
Romanzo che colpisce per la delicatezza, il bel linguaggio e la consistenza della trama senza per forza ricorrere a colpi di scena rocamboleschi. Il tutto sembra svolgersi tranquillo nella corte danese nel XVII secolo, anche se poi i vari personaggi, tutti ben delineati e mai scontati e banali, vivono interiormente con passione le loro vicissitudini. Il finale un po' inatteso mi ha colpito positivamente. Degne di nota le figure del re e del piccolo Marcus, letterariamente riuscitissime a mio avviso. Visto che l'ho trovato in un mercatino a 2 euro, per la serie "toglieteci sto schifo di torno", mi sento in dovere di consigliarlo a tutti (anche se le donne lo apprezzeranno di più) e rendergli, nel mio piccolo, giustizia.
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