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johnny.kraus
   
Creato da johnny.kraus il 07/12/2009

Poppy fields

Un altro modo per aumentare l'entropia dell'universo

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DON CHISCIOTTE

Don Chisciotte

"Sappi, o Sancio, che un uomo non è da più di altro uomo, quando non fa più di un altro: tutte queste burrasche che ci intervengono, sono segnali che presto ha da rasserenarsi il cielo, e debbonsi cangiar in bene le cose, poiché non è possibile che il bene ed il male sieno di eterna durata."

 

 

I tali ani

Post n°134 pubblicato il 09 Maggio 2012 da johnny.kraus
 
Foto di johnny.kraus

"Italiani pizza, spaghetti, mandolino!"

Con questo refrain, simpatico come l'ortica nelle mutande, ci si suole rivolgere spesso a noi italiani nel resto del globo terracqueo. O meglio ci si soleva rivolgere perché tra i capisaldi della nostra cultura è entrata a ben diritto la mafia, la quale ci vantiamo anche di esportare nel mondo come fa l'America con la democazzia, mentre una cosa suona oggi un po' anacronistica: il mandolino.
Strumento di dimensioni contenute che si prestava a viaggiare con emigranti, vagabondi, bardi ed addetti alle serenate non troppi anni addietro, il mandolino è oggi uno strumento caduto un po' in disuso, relegato dalla modernità alla sola musica popolare ( a cui dona a mio avviso un sapore unico) e quindi non più adatto a descrivere l'italiano medio in the world.
Ma da dove nasce questa riflessione? Mi chiedevo giorni fa durante la pausa pranzo con i miei colleghi:"Se dovessimo trovare 3 cose in grado di caratterizzare l'Italia oltre a pizza e mafia, intoccabili, e visto che il mandolino oggi è un tantinello obsoleto, che possiamo metterci nella terza casella vuota?". Una domanda in apparenza molto semplice ma che nasconde in realtà numerose insidie.
Considerando che:

  • la tale cosa deve essere caratteristica solo dell'Italia (ragion per cui la gnocca è stata subito bocciata)
  • la tale cosa deve rappresentare un po' tutti gli italiani (a questo punto è impossibile non dire "ok, vada per la pizza, ma io sarei pure mafioso???". No se inteso nel senso stretto del termine, ma se pensiamo a mafia come aggiustarsi i cazzi propri a danno altrui, evadere le tasse, fregare, dichiararsi cieco nato, predicar bene e razzolar male, atteggiamento clientelare a tutti i livelli, ecc. è difficile non generalizzare..... Ok, lo so non regge, io nemmeno mi ci vedo in quest'ottica, sono un italiano buono io, ma il binomio Italia-mafia ci sta troppo quindi lo lasciamo)

Dunque, scartando qua e scartando là, non siamo riusciti a tirar fuori nulla di definitivo. Allora chiedo a voi lettori un suggerimento per autocaratterizzarci in questo mondo moderno che non ne vuol sapere di mandole e mandolini.

Dimenticavo: abbiamo tolto spaghetti perché essendo come la pizza un'accezione di ambito culinario potrebbe suonare come ripetizione.

Immagine da Wikipedia

 
 
 

Esci da questo corpo

Post n°133 pubblicato il 20 Aprile 2012 da johnny.kraus
 

Mi dispiace per gli amanti del trash ma la storia che racconterò non parlerà di una protratta stipsi conclusasi con grande strepitio di fuoco e d'acciaio.
Oggi mi prendo un attimo per ritornare agli anni forse più belli della mia vita: gli anni dell'università.
Abitavo all'Aquila, in casa eravamo in cinque (o anche di più quando qualcuno/qualcuna si imbucava in modo più o meno clandestino), tutti aspiranti ingegneri e quindi dediti al cazzeggio da competizione ed a pratiche altrettanto edificanti. Lo stile di vita del vero beato porco, in altre parole.

Premesso ciò, in quegli anni là eravamo, chi più chi meno, tutti fissati di videogiochi per pc, tant'è vero che casa mia si trasformava in una specie di sala giochi. In tale clima regnavano oltre a sessioni di gioco interminabili (alcuni giorni si toccavano anche le 18 ore di gioco) anche delle elucubratissime discussioni su quali armi fossero migliori di altre, su quali incantesimi bisognasse lanciare per fare secco il tale mostro, su dove costruire le mura di fortificazione e se era meglio piazzare torrette un po' a cazzo di cane ovunque o attaccare subito con la cavalleria... A certe domande non abbiamo mai trovato risposte convincenti, tanto che con la pratica si cercava di compensare la mancanza di strategia dovuta a questi dubbi. Ma di pratica bisognava farne tanta ed i nostri giochi preferiti ce ne davano sicuramente la possibilità: chi conosce i vari Baldur's Gate, Neverwinter, Diablo, Age of Empires, Vampire, etc. più tutte le cazzo di espansioni sa che il totale di ore di gioco richieste per finirli tutti si aggira intorno al miliardo di anni.
E quand'è che hai un miliardo di anni per cazzeggiare? Quando stai all'università! Che domanda...

Prendiamo un mite pomeriggio di primavera in cui la voglia di studiare è poca e la voglia di finire quella missione a Baldur's Gate 2 è insopprimibilmente pressante. Bene, ora immaginiamo un castello in rovina nei cui sotterranei si apre un ampio salone circolare apperentemente disabitato; il potente guerriero bardato con la sua armatura magica ed armato di tutto punto sente che lì dentro c'è il male, lo sente perché lui cazzo lo sa. Dà gli ordini e il mago ed il chierico iniziano a lanciare incantesimi di protezione e di potenziamento; d'un tratto quella che sembrava un'ombra oscura prende forma e rivela le sue vere sembianze: un drago nero incazzato da morire perché la sera prima aveva fatto schifo e si stava ancora riprendendo dalla sbornia ed un gruppetto di 6 cazzoni arrivano ed iniziano a gridare formule arcane di cui non si capisce una beneamata ceppa, svegliandolo. Beh, la cosa fa girare le palle di Thaxll'ssillya, il drago, che sbraitando come una bestia (quale è) attacca i nostri amici ormai strabenedetti e stradopati. La battaglia inizia: la colonna sonora descrive tutta l'epicità dell'azione: urla di battaglia, clangore d'acciaio e sibili di frecce, oscure parole lette su pergamenne sgualcite, fiamme, furore, terrificanti ruggiti...
Ditemi voi come fa uno a non stare dentro la scena e ad imprecare con tutte le forze verso il drago, verso quella stronza della madre, verso la poco morigerata sorella e le sue invereconde pudenda, il tutto nel dialetto più stretto ed usando i termini più turpi e truculenti? E' impossibile. Le casse del pc sono a palla, porte e finestre spalancate in modalità Colosseo e i tuoi coinquilini che commentano in maniera altrettanto concitata tanto che il rumore è quasi assordante... La casa si è trasformata nel dungeon e tutti si sono estraniati.

Ad un certo punto non si sa come uno dei miei amici torna alla realtà, sente il campanello e va aprire la porta mentre noi si continua imperterriti a sbraitare più forte contro l'odiato nemico, sul gioco a suon di alabardate, davanti al pc a suon di parolacce ed imprecazioni varie. I minuti passano, il drago è tenace, non schiatta, forse era meglio lanciargli una palla di fuoco prima che ci impestasse tutti con il suo incantesimo di morte, ma no aspettiamo che tra un po' casca...

Torna l'amico che era andato alla porta, ride come un pazzo e presto avremmo capito perché. Metto in pausa e lui ci racconta che quello che aveva suonato altri non era che il prete venuto a benedire la casa, faccenda rivelatasi più ardua del previsto visto lo squallido turpiloquio che aveva coperto pure le varie preghiere ed orazioni del breve rituale. E visto anche il clima della casa il sacerdote ha ritenuto giusto insistere con l'acqua santa con una decina di aspersioni in più e lasciare più santini del previsto da custodire gelosamente oltre al cartoncino con il Sacro Cuore da appendere dietro la porta.
Quella che doveva essere una delle tante benedizioni delle case della sua parrocchia si era rivelata quasi un esorcismo.

Quando gli ho detto: "Ma che cazzo! Non ci potevi chiamare che venivamo pure noi e non sentiva tutto sto casino?" mi rispose che dal di fuori assistere alla bendizione della casa con quel singolare sottofondo era stato davvero uno spettacolo che non poteva rovinare, e peggio per noi. Gli abbiamo creduto.

 

 

PS. Tanto per la cronaca: il 15 maggio dovrebbe uscire il tanto atteso Diablo 3: non è che mi dispiacerebbe così tanto ritornare a quel livello di imbarbarimento là..........

 

 
 
 

Non è difficile

Post n°132 pubblicato il 05 Aprile 2012 da johnny.kraus
 
Foto di johnny.kraus

...in fondo scrivere un post, un'occasione come un'altra per dire la tua su qualcosa.
Come non è difficile trovare argomenti su cui riflettere, speculare, confrontarsi.
Un po' meno facile è conciliare tutto ciò con tutto quello che vorresti fare in un arco di tempo ahimé limitato, ma se si vuole ci si riesce anche in questo.
Quello che d'altro canto si rivela uno scoglio quasi insormontabile è riuscire a dire qualcosa in maniera che chi ascolta (o legge in questo caso) eviti di farsi un'idea di te a senso unico, come se tu fossi solo quello che stai dicendo in quel momento ed il resto sia di contorno. Siccome ho avuto la netta e reiterata impressione di non riuscire a tirare fuori altro che lamentele, disappunto, rabbia è venuto meno anche l'impulso di trasferire qui sopra queste sensazioni trasformando questo spazio in una pallosissima e monotematica garbage collection ed il sig. Kraus in un novello Geremia.
Già, perché in realtà sarei tutt'altro da ciò, o almeno molto altro, ma da un periodo a questa parte sento che insoddisfazione, vincoli e problemi vari mi stanno trasformando in un burbero capace solo di fare quelle facce lì, da eterna vittima del sistema, un po' come il Fantozzi che diventa comunista e prende a sassate la sede della sua azienda.
Un motivo per cui sentivo il bisogno di scrivere su un blog era appunto la possibilità di affrontare qualsiasi argomento, senza alcuna limitazione e prendendo tutto con ironia come mi piace fare sempre nella realtà. Il riuscirci si è rivelato poi un altro discorso.
Dall'alto (dal basso forse) del mio far parte di questa generazione di sfigatissimi mi chiedo: è possibile astrarsi da questo nostro contesto e fare finta di nulla, fare finta di vivere in un mondo in cui sognare non sia solo mero consumo di ossigeno e glucosio che il cervello potrebbe benissimo sperperare per attività più proficue? Forse no, penso di essere abbastanza intelligente da non poterlo fare del tutto. O forse sì, rinunciando a mostrarmi per quello che mi sembra di essere ora e mettendo su una bella mascherina come fanno del resto tutti: tornare a parlare di ricordi, di aneddoti, di piacevoli scoperte, di arte e di scemenze...
O forse basterebbe rendersi conto che quello che si mostra non è il nostro vero volto ma ancora una maschera che non abbiamo messo noi ma che si è formata in viso senza il nostro controllo e la nostra piena coscienza.
Se non è poi così difficile tornare su questo blog non per accrescere la collezione di bozze, trovo molto duro farlo per far vedere che cosa c'è sotto la maschera da "Fantozzi comunista", anche se è molto facile immaginare che ci sia un ragazzo a cui tutto sommato piace ancora sorridere e scherzare e che pensa che il tempo un giorno gli debba rendere conto di tante cose. E quando i conti saranno stati saldati potrà pensare di sperperare ossigeno e glucosio come meglio crede.

PS. Chi in pvt mi chiedeva del mio "silenzio stampa" spero troverà in queste righe una minima spiegazione... A presto :)

 
 
 

Vivere in culo al mondo

Post n°131 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da johnny.kraus
 
Foto di johnny.kraus

Ho provato a non farci caso ma è più forte di me. Vivo in un'Italia di serie B, quella in cui nulla ha davvero importanza, quella in cui c'è sempre qualcun'altro che ha maggiori problemi di te, quella che certa Italia di serie A vede come un peso. 
No, ma che dici? L'Abruzzo è una bellissima regione! Abruzzo forte e gentile, il cuore verde d'Italia... E poi hai visto che mobilitazione, che solidarietà, che interventi quando c'è stato il terremoto? Sarà, ma quello che mi risulta è molto diverso dalla comune percezione di chi in certi luoghi non ci vive.

Parto da una cosa che accadde un paio di anni fa sul web (Youtube, Facebook, etc.), dove un DJ burlone di radio 105, pensando di strappare consensi e simpatie bipartisan, lanciò l'idea di "piastrellare tutto l'Abruzzo e farne il parcheggio d'Italia" risolvendo tutti i problemi di spazio della nostra Nazione, perché, come diceva, quella era una regione inutile in cui non c'era niente e tanto valeva darle uno scopo.
Bene, detto così appare ovviamente per quello che era: una sciocca provocazione tanto per dire 2 cazzate e via. L'Abruzzo non se la sarebbe presa perché si sarebbe capito che la cosa non era detta seriamente e sarebbero stati loro i primi a riderci su! D'accordo, ci sta, ma la marea di insulti e di minacce di morte che ne seguì fu in realtà un segno, beatamente ignoarato, non che l'Abruzzo sia la patria dei musoni e dei permalosi (tutt'altro ve l'assicuro) ma che in Abruzzo la gente è esasperata e non tollera più nemmeno certe stupidaggini.
Io stesso feci notare al Dj burlone che la sua provocazione era quanto meno di cattivo gusto alla luce di certe cose e lui mi diede del patetico, al che gli feci io la mia provocazione per vedere se rideva e lui ci rimase molto male e decise di spiegarmi come era nata la cosa: un giorno uscì fuori sta cosa del parcheggio negli studi di radio 105 e nel proporre quale luogo tirare in ballo per la cosa vennero fuori i nomi di 3 regioni, a caso secondo lui: Abruzzo, Basilicata e Calabria ed optarono per la prima. D'altra parte non farebbe ridere nessuno la cosa di piastrellare la Toscana o la Lombardia perché inutili. O dire "a che cosa servono il Veneto e l'Emilia Romagna?? Facciamoci un mega parcheggio!". No, proprio non regge, meglio andare sull'Italiuccia, quella sfigata che qualcuno conosce solo perché i programmi delle scuole elementari prevedevano (e non so se lo prevedano ancora) la geografia.  
Vabbè, per me la cosa finiva lì e di lì a poco i video vennero rimossi.

Bene, perché dico ciò? Perché nel rivelarmi questa cosa delle 3 regioni il simpatico burlone non ha fatto altro che togliermi ogni dubbio: esiste un'Italia che viene percepita nettamente come di second'ordine.

Esagerato?
Prendiamo ad esempio l'ondata di maltempo che ci sta attualmente colpendo. Se dovesse far fede quello che dicono i media sembrerebbe che a Roma un asteroide cadendo abbia provocato una tremenda glaciazione che non lascia scampo. E fanno bene la protezione civile ed il ministero della difesa ad impiegare le loro maggiori risorse a Roma visto che ci stanno 70 metri di neve, loro le pale non ce le hanno e non possono che lamentarsi, poveri, dimenticati da tutti. Scherzi a parte, Roma non è assolutamente attrezzata per qualche centimetro di neve, ma se qualcuno avesse ascoltato le previsioni dei giorni precedenti e si fosse, non so, premunito con le gomme invernali? D'accordo i disagi ci sono stati specie per gli automobilisti e potrei parlare dei miei cugini che stanno a Roma, uno tamponato e rimasto bloccato per ore, un'altra 6 ore sul raccordo, un altro che fa l'infermiere che ha fatto 3 giorni in ospedale perché non andava nessuno a dargli il cambio, ma guarda caso loro non hanno fatto una piega perché forse sanno che altrove la situazione è infinitamente peggiore.
Prendiamo, ehm... che ne so, la Marsica? Per chi non lo sa è la parte più interna dell'Abruzzo al confine con il Lazio, ed è il posto in cui vivo, posto classificato nemmeno come serie B, ma come serie P, Q... S forse, boh. Devo precisare che se l'Abruzzo è inutile al suo interno ci sono zone di inutilità di ordine superiore, tipo Marsica, Sulmonese, Alto Sangro, Aquilano (che ha avuto un po' di notorietà grazie al terremoto), ecc., che vivono sempre all'ombra della ben più importante costa. Ebbene qui dalle mie parti, la Marsica, sarebbe caduto più di un metro di neve, siamo isolati tra paese e paese, alcuni non hanno energia elettrica, i mezzi di emergenza in dotazione sono assolutamente inadeguati e la gente di buona volontà si attrezza come può per far fronte all'emergenza. Chi deve fare dialisi, chemio e radioterapia, visite urgenti se la prende là dove non batte il sole, l'ospedale sta a 15 Km e non è possibile arrivarci. I generi di prima necessità iniziano a scarseggiare ed alcuni hanno perso tutto nel crollo dei tetti dei loro capannoni. Per non parlare di animali morti nelle loro stalle che non si ha modo raggiungere e che erano il sostentamento dei loro proprietari. Ma chissenefrega!!! A Pescara qualcuno va slittando qua e là con la macchina, quello sì che è grave! A Roma... Per carità!!! Disastro totale!!!!!

Vogliamo parlare poi di come si sta promuovendo lo sviluppo in questa zona? Benissimo: il governo sostiene che, visto che non ci servono, possiamo rinunciare agli ospedali e al tribunale. Come no! I due zuccherifici che fino a qualche anno fa funzionavano fin troppo bene li hanno chiusi, non sia mai che qualcuno ne avesse potuto trarre qualche beneficio! L'industria? Finché reggono quelle mezze azienducole che avete non rompete le palle. Di turismo in questa zona se ne parla solo quando qualcuno si schianta in un fuori pista, o si perde in un bosco, o quando crolla qualche chiesetta dimenticata da Dio...

Mi fermo qui riflettendo sul fatto che spesso in Italia, se qualcuno si mette a fare il falso invalido, qualche volta, tutti i torti non ce li ha.

Immagine da disinformazia


PS: Qui sotto un'istantanea del sig. Kraus mentre cerca di ricavare un viottolo dietro casa sua in quel metro e venti di neve caduto il giorno prima. Interessante notare come il freddo abbia completamente deformato i suoi tratti somatici.
Con tale foto non vuole comunque urtare la sensibilità dei romani alle prese, loro sì, con veri disagi e si rende disponibile per sessioni di spalamento al centro di Roma, anche non retribuite. Per info contattare in pvt.

Il sig. Kraus combatte contro l'ibernazione armato di pala

 
 
 

Il grandangolo della recensione

Post n°130 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da johnny.kraus
 

Come l'anno scorso mi va di spendere un po' di parole a proposito dei libri che ho letto nei 12 mesi appena trascorsi e che possono fungere anche da piccoli consigli di lettura, senza alcuna pretesa di oggettività assoluta, per carità...

 

Livio Macchi è ormai per me una garanzia: storie mai banali, abilità narrativa, e, soprattutto, un linguaggio che esprime un acume invidiabile. La storia tratta di intrighi, omicidi e sotterfugi vari in un'Europa settecentesca in cui le corti reali borbonica, francese e russa si "sfidano" a sviluppare la migliore tecnologia nell'arte della ceramica. Ovviamente è la Real Fabbrica di Capodimonte a destare lo stupore e l'invidia degli altri sovrani, soprattutto della zarina, disposta a tutto pur di avere le preziose statuette napoletane. Quello che succederà poi sarà "la croce" per il capitano Ferrante Chilivesto, simpatico ed a volte imbranato, ma sempre dall'intuito formidabile. Un libro che consiglio per come è scritto e per la ricostruzione storica molto convincente; unico neo: i personaggi sono già stati introdotti nel precedente La voce dei Turchini, ed una mancata lettura di quest'ultimo può generare un po' di lacune e quindi di confusione.


Insisto sul fatto che la fantascienza non merita il posto in seconda fila che le è stato riservato. Questo romanzo narra di come si possa arrivare ad azioni folli in un regime mondiale distopico in cui un dittatore riesce a concepire 3 piani differenti per garantirsi la vita eterna. Il suo medico personale, il dottor Shadrach riuscirà a dare alla storia una svolta diversa, facendoci riflettere su temi etici, politici e sociali. Bellissimo e consigliatissimo.

 

Il ragionier Fantozzi avrebbe commentato "Per me il cimitero di Praga è una cagata pazzesca!" e non gli si sarebbe potuto dare torto. L'ultima fatica di Eco (fatica più per il lettore che per lui) si rivela davvero pesante sin dalle prime pagine. Se da una parte potrebbe essere affascinante l'idea di dare un nome, accomunandoli in un unico personaggio di fantasia, tutti i vari cospiratori, complottisti, falsari che nell'anonimato e nell'ombra hanno fatto la loro parte nella storia dell'Unità d'Italia e dell'Europa di fine Ottocento, dall'altra lo sviluppo di tale idea si rivela macchinoso, contorto, strapieno di roba inutile e laddove dovrebbe essere misterioso e sconvolgente rimane un po' banale e forzato... Mi spiace ammetterlo ma l'Eco de Il nome della rosa e de Il pendolo di Foucault è lontano anni luce e dubito possa ritornare visti i suoi ultimi lavori... Da evitare come la peste.

 

Agghiacciante e tremendo come solo una storia vera può essere. Ed a parte gli aspetti cruenti della storia, colpisce come da situazioni di ordinaria normalità le cose possano prendere senza nemmeno accorgersene una piega così nera da non lasciare scampo. La storia mette in luce gli aspetti più bui dell'animo umano: meschinità, invidia, viltà, sadismo fino alla malvagità più pura. Molto bello, ma forse non adatto a tutti. Una bella scoperta questo scrittore.

 

Quando si affrontano gli argomenti più complessi che la mente umana abbia mai concepito, quali le teorie della fisica moderna che cercano di spiegare l'origine e la struttura dell'universo, non si può pretendere di farlo con 4 paginette e un po' di figurine stile sussidiario della scuola elementare. Pare però che Hawking non la pensi così e pretende con la sua stringata disquisizione di parlarci di relatività, viaggi nel tempo, spazio 11-dimensionale, stringhe, ecc. Il fatto è che veramente dalle sue parole ci si può trarre poco più che una beneamata fava (lo dico anche avendoci un po' di background in materia) e il libro finisce in un puff lasciando molto a desiderare. Chi cerca lumi in materia di fisica, cerchi altrove, è meglio.

 

Libro scoperto proprio qui su Libero (Writer) e letto molto piacevolmente. Si tratta di una raccolta di racconti in cui il protagonista si imbatte quasi per caso e lo "costringono" a seguire un percorso a tappe che sembra gli sia stato preparato ad arte fino all'incontro finale. E' facile immedesimarsi nel protagonista, nei suoi dubbi, nelle sue insoddisfazioni, nei suoi rimpianti, come del resto è possibile intuire le metafore che si celano dietro le storie narrate e che spingono ad una ricerca interiore. Un libro interessante, forse un po' corto per i miei gusti...

 

Quali sono le dieci questioni più annose (almeno secondo l'autore) a cui oggi la scienza non riesce a dare ancora una spiegazione convincente? Tra intelligenza animale, tempo, paranormale, materia oscura, stupidi, obesi e quant'altro, Michael Hanlon ci spiega con chiarezza come mai nonostante gli strumenti tecnolgici che possediamo oggi non riusciamo a spiegare decentemente questioni che la scienza indaga da tempo, ma anche le ultime intuizioni su problematiche moderne che assumono sempre più peso nella nostra soocietà. Un valido saggio che può fungere da trampolino di lancio per approfondire le materie trattate. 

 

Ripercorrere le tappe della storia della Sindone, seguendo non arcani segreti e tradizioni esoteriche, ma una documentazione storica ricca potrebbe essere oggi non troppo di moda, eppure la dottoressa Frale con questo approccio è in grado di offrire un'ottima analisi di quello che è stato l'oggetto Sindone, al di là di una sua possibile origine divina, prima in Medio Oriente, poi in Europa. Alla base del saggio c'è il ruolo che i Templari hanno avuto durante la loro esistenza nella venerazione e nelle peregrinazioni del Mandylion. Per gli appassionati del genere è un must.

 

Favoletta simpatica che Gaiman sa narrare bene, anche se il destinatario ideale non ha più di 10 anni. Tutto sommato una lettura gradevole anche se mi aspettavo di più.

 

Pari pari quello che ha detto Saviano in TV, né più né meno. Avendo apprezzato il programma di Fazio pensavo che questo libro trattasse più approfonditamente i monologhi dello scrittore e l'ho comprato con piacere. Leggendo mi sono reso conto invece di essere stato il perfetto bersaglio di una tattica pubblicitaria ben congegnata dalla casa editrice. Soldi mal spesi.

 

Non sono ancora riuscito a capire a cosa sia dovuto l'entusiasmo con cui viene presentato in quarta di copertina questo libro. Forse l'originalità? Il gusto nello scrivere? La forma unita alle idee? Ma manco per niente. Solo una trovata pubblicitaria o forse un eccesso di entusiasmo di chi ha il dovere di riassumere e rendere appetibile al lettore un'opera. Fatto sta che questa raccolta di racconti non colpisce né per originalità, né per forma, né per altro se non per il fatto che scimmiotta in maniera evidentemente mal celata i racconti di Edgar Allan Poe sul mistero e sulla fantascienza. D'altra parte lo stesso autore giapponese non esita a manifestare la sua ammirazione per lo scrittore americano attribuendosi uno preudonimo dalla chiara assonanza: Edogawa Ranpo. Ma ce ne vuole, Poe è di un altro pianeta.

 

Un saggio che mi è stato sempre descritto da saputoni scettici col dono della sintesi col termine "cazzate". Niente di più falso: la ricerca dell'ingegner Bauval è ricca, interdisciplinare e molto ben documentata, arricchita da illustrazioni, rilevamenti accurati e consulenze prestigiose. Un ottimo spunto per affrontare i misteri che sono celati dietro le Piramidi di Giza, ma più di tutto su quello che era la civiltà egizia della IV dinastia e di ciò che avevano sviluppato in termini di arte, architettura e di religione. Un libro di notevole interesse.

 

Quando si sente parlare di qualcosa, nel bene o nel male, oltre alla curiosità che ne deriva si deve quasi sempre fare i conti con un certo pregiudizio. Ed a forza di sentirne parlare male di questo romanzo me ne ero davvero fatto un'idea sbagliata perché oltre ad una bella trama offre un linguaggio convincente e fluido, personaggi molto interessanti ed anche qualche spunto di riflessione. Sarà che mi hanno un po' stufato le storie troppo movimentate che spesso sconfinano nell'esagerazione, ma la vicenda qui narrata mi è rimasta particolarmente impressa per la sua chiarezza e semplicità quando i rapporti in gioco sono tutt'altro che semplici: come nei primi capitoli le tragedie personali dei due protagonisti, nate quasi dal nulla e di cui nessuno poteva prevedere le future ripercussioni, possano infine influenzare la loro vita al punto da renderli incolmabilmente distanti nonostante la loro affinità e vicinanza. Un concetto tutt'altro che banale e descritto così bene da commuovere quasi. Scusate se è poco.

 

Uno dei libri più belli letto lo scorso anno. Mosca, futuro non troppo lontano: una serie di apparenti omicidi di donne bellissime, prostitute si direbbe a prima vista, sconvolge la vita della città. In realtà si tratta di esseri di una sensualità così prorompente da non sembrare neanche umani, una sorta di "macchine" concepite per il sesso. Una ragazzina intraprendente farà amicizia con uno/a di loro e...
Una storia che riflette sul rapporto umano con il sesso, senza falsi pudori e tabù ma con lucida consapevolezza, il tutto condito con una trama davvero avvincente e con una grandissima soluzione finale nella risoluzione del caso. Nonostante quindi il tema "pruriginoso" e facile a scadere nella bassa volgarità, ci sono tanti spunti di riflessione e spazio persino per il sentimento. Il linguaggio è un po' contorto in certi punti, ma comunque leggibile. Una vera sorpresa, lo rileggerei volentieri e lo consiglio vivamente, anche se è un po' difficile procurarselo.

 

Anche questo libro si propone tra i classici della SF e non a caso. L'idea è quella di portare un uomo con la macchina del tempo ai tempi di Gesù per vedere effettivamente cosa sia successo. L'incontro con il Battista, la ricerca infruttuosa, infine l'incontro e il successivo epilogo. Tutto molto bello e originale, specie se si pensa che è stato scritto qualche decennio fa. Chi se lo può procurare lo faccia...

 

Sequel del precedente Il Vangelo di Maria Maddalena che avevo letto con piacere qualche anno fa. Questo qui delude un po' le attese vista l'eccessiva prolissità nel divagare fra la storia di Matilde di Canossa, quella dei discendenti diretti di Cristo e della Maddalena e infine della protagonista, che così a naso, vorrebbe essere un po' l'alter ego della scrittrice. Siccome al di là del romanzo che ad ogni modo è gradevole ci ho sentito subito quell'aria di divulgazione di verità assolute a poveri allocchi rincoglioniti dalle voci ufficiali, l'ho letto con la puzza sotto il naso, arrivando un po' a fatica alla fine. Comunque, una lettura che merita una certa attenzione, anche se non più di tanto.

 

Grande classico della letteratura russa che non mi dilungo più di tanto a commentare se non per il fatto che è il primo romanzo russo in cui non sono impazzito con tutti quei cazzo di nomi che tanto vanno di moda da quelle parti... Scherzi a parte è una storia molto bella che intreccia vicende reali di fine Settecento alle varie vicissitudini del protagonista all'inizio della sua carriera militare. Da leggere.

 

Un bel fantasy che cavalca l'onda modaiola per cui vampiri, demoni, angeli ed altre figure non propriamente umane si mescolano alla società creando quei rapporti del tipo odio e amo, ti bacio però se mi girano ti uccido e così via... Bella l'atmosfera, i personaggi a volte un po' scontati ma che comunque funzionano, la trama avvincente che si presta all'adattamento cinematografico quasi gratis. Previsto il sequel a breve. Consigliato come passatempo, senza troppe pretese.

 

Romanzo che colpisce per la delicatezza, il bel linguaggio e la consistenza della trama senza per forza ricorrere a colpi di scena rocamboleschi. Il tutto sembra svolgersi tranquillo nella corte danese nel XVII secolo, anche se poi i vari personaggi, tutti ben delineati e mai scontati e banali, vivono interiormente con passione le loro vicissitudini. Il finale un po' inatteso mi ha colpito positivamente. Degne di nota le figure del re e del piccolo Marcus, letterariamente riuscitissime a mio avviso. Visto che l'ho trovato in un mercatino a 2 euro, per la serie "toglieteci sto schifo di torno", mi sento in dovere di consigliarlo a tutti (anche se le donne lo apprezzeranno di più) e rendergli, nel mio piccolo, giustizia.

 

 
 
 
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