Sale del mondo

Non la fede, non la fame, non la giustizia: datemi la verità.

 

SANTISSIMA VERGINE DEL ROSARIO DI POMPEI.

 

 

«Cento volte al giorno ricordo a me stesso che la mia vita interiore ed esteriore sono basate sulle fatiche di altri uomini, vivi e morti, e che io devo sforzarmi al massimo per dare nella stessa misura in cui ho ricevuto.» (A.E.)

 

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ALLA MEMORIA DI MIO PADRE È DEDICATO IL BLOG.

La famiglia ha in se un elememto di bene raro a trovarsi altrove, la durata. Gli affetti vi si estendono intorno lenti, inavvertiti, tenaci e durevoli. Come l'edera intorno alla pianta, ci seguono di ora in ora,s'immedesimano taciti con la nostra vita. Noi spesso non li distinguiamo, poichè fanno parte di noi, ma quando li perdiamo, sentiamo come se un non so che d'intimo, di necessario, che al vivereci manca. (Anonimo)

 

COSI' HANNO AMMAZZATO IL MARE.

 

 

 

 

Perche votare NO al referendum costituzionale spiegato in 10 mosse

Post n°1519 pubblicato il 30 Novembre 2016 da joiyce
 

Domenica 4 dicembre si vota per decidere se attuare la revisione costituzionale messa in campo dal governo. Prima di entrare nel dettaglio del perché votare no al referendum costituzionale, due premesse d’obbligo.

1. Il NO non è motivato dall’insofferenza che può suscitare il duo Boschi-Renzi che ha dato il nome alla Grande Revisione costituzionale. Noi preferiamo rimanere nel merito, cioè il contenuto della riforma.

2. Sempre per questo motivo, non teniamo in considerazione gli aggiustamenti e annunci fatti in corso d’opera. Si vota sul testo della revisione punto e basta. Quindi non valgono gli annunci di eventuali cambiamenti della legge elettorale né le ventilate ipotesi di fare in modo che i senatori non siano nominati ma eletti dal popolo. Non c’è nulla di scritto e dunque ci fermiamo al dato che l’Italicum è la legge elettorale in vigore.

Veniamo al perché votare NO
Se non lo avete già fatto, vi consigliamo di leggere lo speciale che Left ha predisposto per motivare la scelta di stare dalla parte del NO. Se intanto volete farvi un’idea, ecco “in 10 mosse più una” perché votare NO il 4 dicembre.

NO per il metodo. La Costituzione si cambia insieme alla minoranza. È un testo troppo importante perché sia espressione solo del punto di vista della maggioranza. Almeno questo è stato in passato. E quando non è stato così ne sono uscite modifiche pasticciate (vedi Titolo V). Perfino Massimo D’Alema – lo ha ricordato pochi giorni fa – si è fermato, quando Berlusconi è venuto meno al patto della Bicamerale. Invece in questo caso è successo di tutto: addirittura l’allontanamento dei dissenzienti nelle commissioni parlamentari. Il governo è andato dritto per la sua strada e le uniche modifiche sono state proposte all’interno dello stesso Pd.

NO perché non finisce il bicameralismo paritario. Ma anzi, inizia un bicameralismo pasticciato, ibrido che non significa velocità nel produrre leggi. Sarebbe stato meglio eliminare del tutto il Senato. Come sostenevano del resto personaggi della sinistra come Pietro Ingrao, che voleva mantenere però la centralità del Parlamento.

NO perché rappresenta un “mors tua vita mea”. Cioè il rafforzamento del Governo a scapito dei poteri del Parlamento e degli istituti di controllo e garanzia. La Repubblica si regge sul delicato equilibrio dei poteri. Se ne viene privilegiato uno a danno degli altri, si crea uno scompenso che può indebolire la democrazia. In presenza poi dell’attuale legge elettorale votata con la fiducia (i precedenti sono la legge Acerbo durante il fascismo e la legge truffa degli anni 50), la maggioranza ottiene uno strapotere che si manifesta anche nell’elezione del presidente della Repubblica e dei rappresentanti della Corte Costituzionale e del Consiglio superiore della magistratura.

NO perché non è una questione di governabilità. Questa dipende dalla capacità e coesione delle forze politiche, non dai regolamenti o dall’iter legislativo. Né tantomeno dalla famigerata quanto ormai rara “navetta”, il “ping pong” tra le due Camere. Il passaggio tra Camera e Senato avviene infatti solo nel 20-25% dei casi. Se mai il problema è che il governo che non riesce ad attuare le leggi che emana (l’80% di quelle votate dalle Camere sono di matrice governativa). Prendiamo la Buona scuola: è stata approvata oltre un anno fa, ma ancora mancano dieci (10) leggi delega affidate per l’appunto al governo!

NO perché il nuovo Senato non rappresenterebbe le autonomie locali. Lo hanno spacciato come il Bundesrat tedesco, ma non è così. Il nuovo Senato sarà davvero un ibrido a cui partecipano senatori (consiglieri regionali e sindaci) eletti in modo diverso e in tempi diversi. Tutti tra l’altro con l’immunità parlamentare. I senatori sarebbero eletti (ancora non si sa come) dai consigli regionali. La frase che il comitato del Sì sbandiera per dire che l’elezione, dopo l’approvazione della riforma, sarà diretta è questa: “in conformità alle scelte espresse dagli elettori”. In realtà è stata aggiunta con un emendamento per tenersi buona la minoranza Dem e presa così, non significa nulla. Se avessero voluto l’elezione diretta avrebbero potuto scrivere a chiare lettere, per esempio: “Durante le elezioni regionali i cittadini hanno anche la possibilità di scegliere i senatori”. Perché non l’hanno fatto e hanno solo inserito questa frase criptica?

NO perché i poteri delle autonomie locali sono ridotti senza risolvere i problemi. Siamo tutti d’accordo che la riforma costituzionale del Titolo V del 2001 ha creato numerosi contenziosi tra Stato e Regioni in materia di legislazione concorrente, oltre che sprechi a non finire e il proliferare della corruzione. Ma non si risolve tutto riportando il potere al centro: gli enti e le comunità locali non avrebbero più voce in capitolo su questioni importanti per il destino delle stesse comunità.

NO perché i contenziosi Stato Regioni continueranno. Seppure le disposizioni generali e comuni in materia di istruzione, salute, beni culturali, turismo ecc. tornerebbero in capo allo Stato, alle Regioni rimarrebbero competenze non indifferenti. Prendiamo la salute. La programmazione e l’organizzazione dei servizi sanitari spetteranno ancora alle Regioni. Oppure prendiamo i beni culturali. La promozione sarà a carico ancora delle Regioni mentre la tutela e la valorizzazione a carico dello Stato. Vi immaginate quanti contrasti sfileranno di nuovo davanti alla Corte Costituzionale?

NO perché non è stato risolto il problema dell’equità sociale. Lo si vede a proposito della sanità. È un punto messo bene in evidenza dall’avvocata Anna Falcone, vicepresidente del Comitato del No. Nella revisione non si tocca mai il tema dell’equità, a proposito di federalismo fiscale per cui le Regioni che si trovano con meno risorse, continueranno ad esserlo anche in futuro. E allora: va bene far pagare la stessa siringa in modo uguale da Milano a Palermo, ma se mi lasci le cose come sono e il cosiddetto fondo perequativo (per aiutare gli enti locali più deboli) non me lo tocchi, allora rimarrà ancora una disuguaglianza in Italia dal punto di vista della salute.

NO perché la riforma è scritta male ed è confusa. E non semplifica. Provate a leggere l’articolo 70, quello dell’iter di formazione delle leggi. Molti attori ci hanno provato con risultati esilaranti (Claudio Santamaria, per esempio). L’articolo è costituito da 432 parole, due pagine, sette commi. Dentro ci sono descritti almeno dieci tipi di procedure legislative. Non è solo un testo oscuro – che per i giuristi costituisce un vulnus perché impedisce l’osservanza della legge – ma è proprio l’opposto della semplificazione, altro concetto sbandierato durate la campagna referendaria.

NO perché non avvicina i cittadini alla partecipazione politica. È vero che il quorum dei referendum si abbassa (sulla base della maggioranza dei votanti alle ultime elezioni) ma si può indire solo se si raccolgono 800mila firme. Quindi solo soggetti forti e strutturati se lo possono permettere, altro che potenziamento della democrazia diretta! Stesso discorso per le leggi di iniziativa popolare: occorrono 150mila firme (invece delle attuali 50mila) anche se si prevede il “contentino” della discussione in aula, resa possibile, però, solo dai regolamenti parlamentari, tutti da fare… Ancora: nel nuovo articolo 71 sono previsti referendum propositivi e di indirizzo, una bella cosa, perché sarebbero davvero un tentativo di democrazia diretta. Peccato che per essere attuati occorre una legge di entrambe le Camere.

Consentiteci infine un’undicesima ragione. NO perché è stata sprecata un’occasione. Perché il cambiamento delle istituzioni è un’esigenza sentita in molte forze politiche che si sono schierate per il No. Anche in questo caso la chiusura e la blindatura da parte del Governo dimostra che manca l’effettiva capacità di vedere e sentire la realtà del Paese. Dove disoccupazione, disuguaglianza, povertà, gridano vendetta. Ma perché il Governo non promuove una campagna a tappeto contro la corruzione o l’evasione fiscale? La credibilità di un politico si vede da quello che fa. E certe “dimenticanze” fanno pensare.

Scarica qui la nostra guida al referendum costituzionale

Donatella Coccoli

Una laurea in Filosofia (indirizzo psico-pedagogico) a Siena e tanta gavetta nei quotidiani locali tra Toscana ed Emilia Romagna. A Rimini nel 1994 ho fondato insieme ad altri giovani colleghi un quotidiano in coooperativa, il Corriere Romagna che esiste ancora. E poi anni di corsi di scrittura giornalistica nelle scuole per la Provincia di Firenze (fino all'arrivo di Renzi…). A Left, che ho amato fin dall'inizio, ci sono dal 2009. Mi occupo di: scuola, welfare, diritti, ma anche di cultura.

 
 
 

Ci sono NO che fanno crescere!

Post n°1518 pubblicato il 02 Novembre 2016 da joiyce
 

Il partito democratico ci invita a votare si al referendum costituzionale, loro che hanno partorito le peggiori porcate di macelleria sociale, dal fiscal compact alla legge fornero, dalla buona scuola al jobs act, dai vaucher lavoro al bail in bancario, dal prestito vitalizio ipotecario all’anticipo pensionistico. Sono gli stessi che hanno svenduto la sovranità nazionale al sistema finanziario, sono gli stessi che NON hanno rinunciato a nulla, dal taglio degli stipendi ai vitalizi pensionistici, dai rimborsi ai benefit, SENZA mai restituire un centesimo, se non al partito stesso! Hanno saputo solo legiferare a favore delle banche amiche, delle multinazionali e dei maxi evasori, e adesso senza vergogna, ci chiedono di votare una riforma profondamente antidemocratica, una riforma che riduce i diritti dei cittadini e indebolisce tutte le garanzie costituzionali. Distruggendo i diritti non si va da nessuna parte, bisogna DIRE DI NO per costruire un futuro diverso! #iovotono #referendumcostituzionale

 
 
 

Pensioni: 2 pesi e 2 misure!

Post n°1517 pubblicato il 27 Ottobre 2016 da joiyce
 

A proposito di pensioni, stando alla riforma fornero, io che ho già lavorato per 21 dei miei 43 anni dovrei lavorare per altri 26 (ovviamente versando sempre i contributi previdenziali) e arrivare alla veneranda età di 69 anni così da poter avviare domanda di pensione. Simulando l'assegno che dovrei riscuotere, stando ai calcoli dell'Inps, tra 27 anni dopo aver lavorato per QUARANTASEI (46!) dovrei incassare una misera pensione di 1200,00€ lordi!

Tutto questo quando l'indennità parlamentare è di 10.435 euro lordi, che diventano 5.000 al netto di ritenute fiscali e previdenziali. Il rimborso spese per il soggiorno è di 3.503,11 euro. A questa somma vengono detratte 206 euro per ogni giorno di assenza quando si svolgono votazioni elettroniche. I deputati viaggiano gratis in autostrada, treno (prima classe), nave e aereo sul territorio nazionale. Per i trasferimenti in aeroporto c'è un rimborso: da 1.107 a 1.331 euro al mese a seconda della distanza dall'aeroporto. In più, 3.690 euro per il rapporto eletto-elettore, utilizzabile per lo stipendio dei collaboratori. 258 per le telefonate. 2.500 (per legislatura) di spese informatiche. Assegno di fine mandato: 46.814 euro per una legislatura, 140.443 per tre. Il vitalizio: 2.486 euro al mese dai 65 anni con un mandato, 4.973 euro dai 60 anni con due, 7.460 euro con tre.

Ieri senza vergogna questi cialtroni queste canaglie senza pudore hanno affossato la proposta di legge per dimezzare l'indennità dei parlamentari, questa gentaglia senza scrupoli decide delle nostre vite e del futuro dei nostri figli. Ci stanno togliendo tutti i DIRITTI ma lo volete capire? E loro si ingrassano e sbafano a più non posso!
Tagliano sulla sanità, sulla scuola, sulle pensioni, sui diritti dei lavoratori, sui disabili, sulla ricerca scentifica, sulla sicurezza dei cittadini, sui trasporti (senza contare le centinaia di immigrati che ogni giorno sbarcano sulle nostre coste) hanno tagliato su tutto ciò che si poteva tagliare tranne sui loro privilegi!
E' rimasto un ultimo baluardo: la Costituzione, se al referendum del 4 dicembre dovesse passare il "si" ognuno faccia le sue oneste considerazioni....

#IoDicoNo

 
 
 

MIO CUGINO VOTA SÌ

Post n°1516 pubblicato il 10 Ottobre 2016 da joiyce
 

Mio cugino vota sì perché lo dice la televisione, e lui alla televisione ci crede. Una volta ha visto la pubblicità di Mastro Lindo che usciva dal flacone e puliva tutto e l'ha comprato. Ci abbiamo messo 3 giorni per consolarlo e convincerlo che il suo non era morto annegato durante il trasporto.Mio cugino vota sì perché l'ha detto la Boschi, e lei è bona, quindi se vota sì aumentano le possibilità di concluderci qualcosa.Mio cugino vota sì perché non si vota più per il senato, così vengono meno parenti a casa sua a scassargli la minchia sotto le elezioni dicendogli di votare Tizio e Caio, e poi lui con due schede in mano si confondeva e sbagliava, annullando il voto e perdendo le venti euro promesse.Mio cugino vota sì perché meno elezioni vuol dire più tempo libero per farsi i cazzi suoi, o quelli degli altri guardando i reality dove la gente piange e lui è contento, inoltre può andare al mare o in gita, dato che ste minchia di elezioni le fanno sempre nei weekend e mai di mercoledì.Mio cugino vota sì perché ci saranno meno politici, e poi tanto sono tutti uguali.Mio cugino vota sì perché suo padrino, latitante condannato per truffa, gli ha detto: "Fidati..."Mio cugino vota sì perché dell'articolo 70 non gliene frega niente, non lo capisce e non lo vuole capire, lui che non riesce neanche a firmare per esteso.Mio cugino vota sì perché l'ha detto Briatore, e lui è uno sempre alla moda che fa tendenza, quindi la moda è dire sì.Mio cugino vota sì perché è giusto che uno che comanda deve comandare senza che le opposizioni e i giudici gli rompono i coglioni, e quello che fa fa, tanto poi se non va bene si cambia.Mio cugino vota sì perché l'ha detto Benigni, che a lui lo fa ridere tanto anche se non lo capisce quando parla svelto, e ha paura che se vince il No poi non lo fa ridere più.Mio cugino vota sì perché lo vuole l'Europa e l'America, e loro sono tanti e quando vogliono una cosa vuol dire che è giusta.Mio cugino vota sì perché sennò succedono tante cose brutte e finiamo nella palude, che a lui i morsi di zanzara ci fanno fastidio che poi si gratta e ci gonfia e ci fa la crosta.Mio cugino vota sì perché vuole essere lasciato in pace, non vuole decidere e se ci fa il favore all'amico di andare a votare ci vogliono i soldi.Mio cugino vota sì. E tuo cugino che vota? IO VOTO NO

 
 
 

Referendum Costituzionale 2016: perchè votare NO.

Post n°1515 pubblicato il 27 Settembre 2016 da joiyce
 

I sostenitori del si non vogliono abolire il senato ma la scheda elettorale! la riforma costituzionale non abolisce il senato, ma gli elettori! Saranno i partiti che lo faranno al posto nostro, NOMINANDOLI tra i consiglieri regionali. I partiti, tutti indistintamente, che hanno distrutto l'italia, bruciato il nostro futuro e soprattutto quello dei nostri figli, adesso con questa riforma vogliono scegliere il 70% dei deputati e il 100% dei senatori! Ma questa non è democrazia: è partitocrazia è dittatura!
La sovranità appartiene al popolo e si esercita scrivendo un nome e un cognome sulla scheda elettorale! La Costituzione si può e si deve cambiare ma in altri termini: eliminando l'immunità parlamentare, applicando il "vincolo di mandato" (un parlamentare eletto non può poi cambiare partito ma si dimette!), abolendo i vitalizi pensionistici, il finanziamento pubblico ai partiti, equitalia. Ma questi signori del si, marci e corrotti sino al midollo finche governeranno questo paese, non lo faranno MAI!
L'unica cosa che vogliono abolire, SIAMO NOI CITTADINI.
Io non ci sto: VOTO NO.

 
 
 
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INFO


Un blog di: joiyce
Data di creazione: 15/06/2006
 

Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Tre volte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene coperto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall'ingiustizia. (da Enrico VI, atto III, scena II)

E chi per esser suo vicin soppresso spera eccellenza e sol per questo brama ch'el sia di sua grandezza in basso messo(superbia); è chi podere, grazia, onore e fama teme di perder perch'è altri sormonti, onde s'attrista sì che'l contrario ama (invidia); ed è chi per ingiuria par ch'aonti, sì che si fa de la vendetta ghiotto e tal conviene che 'l male altrui impronti (ira). Dante Alighieri.

 

SAN MICHELE ARCANGELO PROTETTORE DI SALEDELMONDO

ATTO DI CONSACRAZIONE A SAN MICHELE ARCANGELO
O grande Principe del cielo, difensore fedelissimo della Chiesa, San Michele Arcangelo, io, quantunque indegno di apparire dinanzi a te, confidando tuttavia nella tua speciale bontà, mi presento a te, accompagnato dal mio Angelo Custode e, in presenza di tutti gli Angeli del cielo che prendo a testimoni della mia devozione verso di te, ti scelgo oggi come mio protettore e particolare avvocato e mi propongo fermamente di onorarti quanto più potrò. Assistimi durante tutta la mia vita, affinché mai io offenda Dio né in opere né in parole né in pensieri. Difendimi contro tutte le tentazioni del demonio, specialmente riguardo la fede e la purezza, e nell'ora della morte infondi la pace alla mia anima e introducila nella Patria eterna. Amen.

 

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