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La famiglia ha in se un elememto di bene raro a trovarsi altrove, la durata. Gli affetti vi si estendono intorno lenti, inavvertiti, tenaci e durevoli. Come l'edera intorno alla pianta, ci seguono di ora in ora,s'immedesimano taciti con la nostra vita. Noi spesso non li distinguiamo, poichè fanno parte di noi, ma quando li perdiamo, sentiamo come se un non so che d'intimo, di necessario, che al vivereci manca. (Anonimo)

 

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9 Soluzioni Per Superare La Paura Di Parlare In Pubblico.

Post n°267 pubblicato il 07 Ottobre 2007 da joiyce
 

Forse stai pensando che a te non interessa questo argomento. Dopotutto, non sei mica un professionista della comunicazione, come un politico, un oratore (figura che purtroppo in Italia non esiste), uno speaker radiofonico, un giornalista, un prete! :) Il tuo pubblico, sarà formato da due o tre persone massimo, e tutti amici! Per cui questo problema non ti tange. Sei sicuro ? Hai mai provato quella strana sensazione allo stomaco, che qualcuno chiama farfalle allo stomaco ? Le hai avvertite quando dovevi andare a chiedere un aumento ? Le hai sentite in occasione di quella festa, quando ti hanno presentato quella ragazza/o ? E’ la stessa cosa che provano tutti quei professionisti che si accingono a parlare, ad intrattenere, a coinvolgere un pubblico di persone.Si chiama La Paura Di parlare in pubblico.

Da ricerche effettuate, la paura più diffusa fra gli esseri umani, non è quella della morte, bensì quella di parlare in pubblico, che non significa solo trovarsi davanti a tante persone. Già una sola persona rappresenta un pubblico. Ciò significa che tutti ne possono essere soggetti. Di solito, chi è più estroverso, incontra meno difficoltà. A tutti è però capitato almeno una volta, di soccombere alla “paura del pubblico”. Ci sono poi quelle persone che vivono costantemente con questa paura, arrivando a chiudersi in se stessi, ogni giorno di più, convinti di non poterla superare. 

E’ altresì vero, che a tutti capita di sentirsi a proprio agio parlando con qualcuno. Dipende da chi si ha di fronte. Se la persona con la quale ti trovi la percepisci come amica, quindi non ostile, sei maggiormente propenso ad esprimerti liberamente. Anche tu quindi, hai nella tua esperienza, momenti in cui sei riuscito a farlo, in modo spontaneo e naturale.

Questa paura inoltre, ha modalità diverse per manifestarsi. Ad esempio, anche dimostrare di saper fare qualcosa, rientra in questa categoria. C’è un ragazzo che frequenta il mio stesso corso di tango, che balla solo con la sua partner, e non desidera invitare altre ballerine, ne durante una Milonga, ne durante le ore di lezione. L’ultima lezione a cui ho partecipato inoltre, a sorpresa il nostro insegnante si è fatto sostituire da un suo collega (tra l’altro molto bravo). Quando lo ha visto, ha deciso di non partecipare alla lezione adducedo la scusa che era molto stanco. Eppure si era fatto, come tutte le altre volte, più di venti chilomentri di strada per essere li.

Estendendo allora il significato di parlare in pubblico, voglio definire la paura relativa come la paura di esprimere, attraverso parole e/o azioni, qualcosa di se stessi che possa essere giudicato, criticato, ad uno o più persone contemporaneamente. Alcuni momenti in cui si può manifestare:

1. colloquio (di lavoro o altro tipo);
2. interrogazione;
3. incontrare un nuovo cliente;
4. con il datore di lavoro;
5. approcciare una persona sconosciuta (è per questo che stanno prolificanto seminari sulla seduzione, alcuni veramente molto ben fatti);
6. sostenere il proprio punto di vista;
7. fare una domanda durante una conferenza.

Anche tu rientri in questa categoria ? Fino a qualche tempo fa, io ne ero completamente dentro. :)Consideratomi da sempre timido, trovavo molto difficile parlare con gli altri. Motivavo questa difficoltà affermando che c’erano già troppe persone che “aprivano bocca e davano fiato”, senza dire veramente nulla di interessante. Io allora, se non avevo un argomento interessante, preferivo rimanere zitto. Logica ferrea, ma che invece nascondeva una mia profonda paura: quella di essere criticato e giudicato. Queste sono le soluzioni che ho scoperto ed adottato nel tempo per superare questa paura.

Ad essere precisi, la paura non scompare completamente. Rimane quella leggera ed utile tensione, quella forma di stress buono chiamato eustress, che permette di essere nella disposizione ottimale per “rendere al massimo” delle tue capacità.

1. Preparati bene

Conoscere bene l’argomento che andrai a trattare, è un ottimo salvagente di sicurezza. Anche se metterai in dubbio questa conoscenza nel momento in cui la paura ti attanaglierà le viscere, la consapevolezza di conoscere approfonditamente ciò che andrai a trattare, di aiuterà a superare la paura. Inoltre questo, ti permetterà di “giocare” con l’argomento come desideri, approfondendo sia verticalmente che orizzontalmente, a seconda delle necessità del momento.

2. Prova il discorso davanti allo specchio

Osservarti allo specchio mentre parli, o esegui fisicamente la tua performance, è un modo per guardati dall’esterno, e vederti con gli occhi del tuo pubblico. Ricordati però, che la valutazione che ti stai dando, è del tutto personale. I difetti che per te sono evidentissimi in quel momento, molto probabilmente non verranno mai percepiti dal tuo pubblico. Spesso, adottare anche solo questa soluzione, apporta una notevole sicurezza nelle proprie capacità.  Usala quindi in maniera appropriata, senza esagerare nelle correzioni. Non focalizzarti sui particolari, ma valuta l’insieme della tua comunicazione.

3. Non esiste la perfezione

Non cercare la perfezione in nulla di quello che fai nella vita. Tanto meno quando ti esporrai in pubblico. Standard troppo elevati, rendono il compito esageratamente stressante, ed insoddisfacente, aumentando la paura di non farcela. Parafrasando il protagonista del romanzo I dieci Comandamenti Spitiruali del Successo,“Accetta che non potrai mai essere perfetto, ma desidera di esserlo”. Questo atteggiamento ti porterà ad impegnarti sempre al massimo (desiderare la perfezione) in modo sano, accettando ciò che riuscirai ad ottenere (sapere di non poter mai essere pefetto).

4. Rinvia la preoccupazione

Di solito, chi ha una profonda paura di esprimersi in pubblico, inizia ad averla molto tempo prima della performance. A volte anche settimane. Star male tutto questo tempo prima, non ti aiuterà certamente ad aver fiducia nella tua riuscita, piuttosto è il contario. Questo stato di paura, alimentato da un certo tipo di pensiero, non fa altro che auto-convincerti di non farcela.

La cosa migliore è quella di rinviare al tua preoccupazione. Non ti sto dicendo di non preoccuparti, ti sto suggerendo di farlo un minuto prima di iniziare. ;) Quando ho adottato questa soluzione, mi sono ritrovato con tanto tempo a mia disposizione, che invece di usare per alimentare la paura, ho imparato ad utilizarlo per rilassarmi, ripassare mentalmente la mia performace, e crearmi immagini motivanti e stimolanti.

5. Non aspettarti di ricordare tutto “in una volta” (se non hai una memoria fotografica)

La memorizzazione, a meno che tu non abbia una memoria fotografica, avviene per collegamenti, in modo sequenziale. Quando pensi all’argomento da discutere, che sia una tesi di laurea, una conferenza, una interrogazione, una riunione di lavoro, o semplicemente un incontro informale, accederai alle informazioni memorizzate, attraverso una serie di collegamenti che tu hai creato nel momento della memorizzazione e ricordo. Quindi le informazioni giungeranno spontaneamente alla tua coscienza, mentre sei impegnato farlo.

Capita spesso, complice la paura, di avere un vuoto di memoria totale, pur sapendo che un attimo prima ricordavi tutto. Quando succederà, impegnati solo a ritrovare “un filo”, un argomento al quale agganciarti, per poi dipanare l’intera matassa in maniera naturale. Una volta che avrai trovato un punto dal quale iniziare, il resto verrà da se (sempre che hai rispettato la soluzione numero 1 ;) ).

6. Non fare paragoni, ossia non competere con gli altri

Una delle ragioni che fa aumentare la paura, è quello di paragonarsi agli altri partecipanti (non è importante che siano o no presenti in quel momento), e valutare le loro performance migliori delle proprie. L’unica persona con la quale devi competere, sei te stesso. Impegnati per migliorarti sempre di più. Impara dagli errori precedenti, ed impegnati a non commetterli ora.

Tieni a mente ciò che ho scritto all’inizio dell’articolo. Le statistiche affermano che la paura maggiore è quella diparlare in pubblico, quindi probabilmente, la persona che consideri così sicura, professionale, efficace nella sua performace, ha la tua stessa paura, e fa la tua stessa valutazione. A meno che non legga anche lui/lei,LeVieDellaRicchezza.com. ;)

7. Ritorna al presente

Di solito la paura passa dopo pochi secodi dall’inizio della tua performance, più esattamente dal momento in cui hai recuperato il filo del discorso, ed hai cominciato a dipanare la matassa in modo naturale. Per superare questo asso di tempo, io mi sono inventato una soluzione che, appena ho iniziato ad impegnarla, mi ha dato risultati sorprendenti.

Come ho detto, la paura è generata ed alimentata da un tipo di pensiero catastrofista, sul futuro della tua performace. La soluzione è quello di tornare al qui ed ora. Se rimani in contatto con ciò che i tuoi sensi stanno raccogliendo in quel momento, la paura non ha modo di esistere, perchè non c’è un reale pericolo, esterno, alla tua sopravvivenza.

Per farlo, basta chiederti “Cosa sto vedendo ora ?”, e/o “Cosa sto ascoltando ora ?”. Rispondendo a queste domande, la tua attenzione viene riportata al presente, e la paura svanisce immediatamente. Poniti queste domande fino a quando ti accorgi che la paura è svanita. Nel caso dovesse tornare (le prime volte accadrà di frequente), ricomincia con le domande.

Usando questa soluzione, in combinazione con la numero 6, io ho risolto la paura di parlare in pubblico. Continuo sempre a “monitorizzarmi”, per verificare il mio stato emotivo, ma rinviando la preoccupazione ad un minuto prima di entrare, e ponendomi le domande per tornare al presente, sono in grado di superare questo minuto, e presentarmi davanti al pubblico, pronto per la mia conferenza.

8. Usa l’immaginazione

Il team di Ilary Clinton durante le primarie, per affrontare la paura di parlare in pubblico, le ha suggerito di utilizzare la fantasia, ed immaginare tutte le persone sedute davanti come se fossero sedute sul WC. :) Io non ti consiglio di immaginarti persone che stanno facendo i loro bisogni, ma di utilizzare questa soluzione. Usando gli stessi processi mentali che generano lo stato di paura, puoi fantasticare, immaginando per esempio, di essere di fronte ad un pubblico di bambini, amici, persone che pendono dalle tue labbra. :) Libera la tua fantasia, e crea una realtà interiore rassicurante, e/o divertente. Qualcosa che sostituisca la paura.

9. Concentrati sul pubblico, non su di te

Questa è una delle soluzione che amo maggiormente. La paura è originata dal fatto che pensi a te stesso, a quello che ti accadrà, a ciò che non riuscirai a fare o dire, a cosa penseranno di te. Se sposti il tuo focus sul pubblico, e consideri il fatto che tu sei li per mostrare loro qualcosa di utile, delle informazioni che potranno arricchire la loro vita, risolvere un loro problema, la paura non ha modo di esistere.

Questo diverso paradigma, dove tu sei un insegnante, prima che uno speaker, cambia il tuo approccio verso le persone. Ciò che stai facendo, è donare loro qualcosa in cui credi, e che gli potrà servire, nella maniera in cui intenderanno utilizzarla. Ecco che allora, la tua attenzione si sposterà dal chiederti se hai fatto brutta figura, sei hai dato l’impressione di sicurezza, al sapere se hanno veramente capito, desideroso di approfondire qualsiasi aspetto della tua performance, sapendo che questo li aiuterà a comprendere ancora meglio il tuo messaggio.

di Moreno "LE VIE DELLA RICCHEZZA"

 

 
 
 
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Data di creazione: 15/06/2006
 

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Quando imparermo ad osservare senza emettere giudizi, sarà un gran giorno per la nostra intellligenza. 

 

 

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