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ALLA MEMORIA DI MIO PADRE È DEDICATO IL BLOG.

La famiglia ha in se un elememto di bene raro a trovarsi altrove, la durata. Gli affetti vi si estendono intorno lenti, inavvertiti, tenaci e durevoli. Come l'edera intorno alla pianta, ci seguono di ora in ora,s'immedesimano taciti con la nostra vita. Noi spesso non li distinguiamo, poichè fanno parte di noi, ma quando li perdiamo, sentiamo come se un non so che d'intimo, di necessario, che al vivereci manca. (Anonimo)

 

COSI' HANNO AMMAZZATO IL MARE.

 

 

 

 

« Benigni al carcere di Op...L'Italia che vorrei, qu... »

Ecco perchè in Sicila c'è l'acqua, ma non si vede.

Post n°315 pubblicato il 02 Dicembre 2007 da joiyce
 

Il sig. pres. cuffaro la svende ai privati.
C’era una volta, in Sicilia, un lupo che stava nella parte alta di un rivo. Da quel fiume sgorgavano ogni anno 7 miliardi di metri cubi d’acqua, quasi il triplo del fabbisogno calcolato in 2 miliardi e 482 milioni di metri cubi. Nella parte bassa stava un agnello assetato. Il lupo disponeva a suo piacimento se fare bere o meno l’agnello ed ogni pretesto era buono per negare o razionare l’accesso. Questa rivisitazione siciliana di Fedro non è solo una favola. È ciò che accade in Sicilia sul fronte dell’emergenza idrica. Negli invasi siciliani c’è una disponibilità in grado di assicurare 250 litri d’acqua giornalieri ad ogni abitante dei comuni capoluoghi di provincia e 210 in tutti gli altri comuni. Molto di più, ad esempio, della provincia di Reggio Emilia, dove la disponibilità d’acqua è di 133 litri al giorno per ogni abitante. Ma mentre nel capoluogo romagnolo l’acqua viene erogata ogni giorno per 24 ore, nella provincia di Agrigento l’acqua arriva ogni tre settimane. Le radici del problema non sono solo di carattere politico, ma, come ogni sorta di bene pubblico nell’isola, il problema è anche di natura criminale. Tutto cominciò con la costituzione dello Stato unitario. In Sicilia non c’è stata una pubblicizzazione delle acque. La mafia ci mise le mani e non le tolse più. Alle fonti d’acqua venne imposto il controllo privato, esercitato dai guardiani, i "funtaneri", uomini di Cosa Nostra. Legati alla mafia erano anche gli affittuari e gli intermediari. Da allora l’acqua verrà quindi rivenduta, consensualmente, ai comuni o ad altri privati a peso d’oro.Nei piani regolatori degli acquedotti figuravano spesso solo una parte dei pozzi delle province. Non venivano inclusi invece i pozzi più ricchi di acqua gestiti dalle famiglie mafiose.Le aziende idriche private, nel ricercare nuove falde, hanno appositamente trivellato per anni nelle zone più povere d’acqua, lasciando intatte le zone più ricche, di proprietà dei clan mafiosi. Ragion per cui, oggi, i siciliani, sono costretti ad acquistare l’acqua pubblica dai privati a costi altissimi.La Regione non sembra curarsi della situazione, essendo troppo impegnata a svendere la gestione idrica delle province ai privati. Il 14 giugno scorso è stata la volta di Palermo, la cui gestione idrica è adesso nelle mani di un’azienda privata che ha sottoscritto con il presidente della provincia Musotto un contratto trentennale, non curante delle proteste dei cittadini. L’acqua agrigentina, trapanese e nissena è già privatizzata. Presto sarà il turno di Siracusa e poi via via le altre. Ha resistito invece la provincia di Ragusa, dove i movimenti ed i comitati contro la privatizzazione dell’acqua sono riusciti a bloccarne la svendita. Il segretario della Fp Cgil Sicilia Teodoro La Monica sta conducendo la lotta per la ripubblicizzazione dell’acqua nell’isola: «Presenteremo una petizione in parlamento. Abbiamo già raccolto 40mila firme. Speriamo di bloccare questo scempio».Il rischio di infiltrazioni mafiose è alto. Le gare d’appalto sono poco controllate e accaparrarsi la gestione dei servizi diventa un gioco da ragazzi per Cosa Nostra. «Il rischio di infiltrazione mafiosa in Sicilia è forte ogni qualvolta si decide di appaltare un servizio. - continua La Monica - Se poi è un privato, il pericolo è ancora più forte perché più esente ai controlli». Il procuratore nazionale Pietro Grasso faceva notare come la mafia, in Sicilia, riesca ad ottenere il 96% degli appalti dell’isola, grazie soprattutto alla complicità delle amministrazioni.Cosa Nostra non si limita solo alla gestione dei pozzi, ma è presente anche negli appalti per la costruzione e per la manutenzione delle dighe. In Sicilia sono state costruite 50 dighe. Tutte realizzate grazie ai finanziamenti pubblici. Furono il prodotto delle lotte dei grandi movimenti di massa contadini degli anni ’40. Oggi, di queste 50 dighe, 44 non sono state ancora collaudate o non funzionano correttamente. L’esempio più eclatante è quello della diga di Ancipa, che dovrebbe assicurare l’erogazione di acqua a Caltanissetta ed Enna. L’Ancipa ha un invaso di 34 milioni di metri cubi d’acqua, ma ne può contenere soltanto 10. La diga è in stato di decomposizione e presenta crepe da tutte le parti. Non è quindi un caso se nelle province di Caltanissetta ed Enna l’acqua viene erogata ogni 10 giorni. Altro problema è quello delle reti colabrodo. Arrivano a perdere il 50% dell’acqua erogata durante il suo percorso per raggiungere i rubinetti dei siciliani. Calcolare l’acqua persa è poi impossibile, essendo i contatori troppo vecchi o mal funzionanti.Il termometro, in Sicilia, nelle prossime settimane, potrebbe sfiorare i 43 gradi, (N.B l'articolo è del 22 Giugno 2007) prosciugando la pochissima acqua contenuta nelle dighe. Ed ecco allora che entrano in gioco i privati con le loro autobotti a pagamento. Quelli sì che arrivano di corsa. Francesca, 50 anni, impiegata al comunedi Sciacca, una delle città più colpite dall’emergenza idrica, ci ha fatto ormai l’abitudine a vivere senza acqua: «Qui arriva un giorno sì e un giorno no. Siamo costretti a chiamare l’autobotte 4 volte alla settimana. In estate poi la situazione peggiora. - continua Francesca - Non abbiamo una cisterna privata, ma la dividiamo con con tutti i palazzi della zona. Io, per precauzione, conservo sempre dei bidoni pieni di acqua. Non si sa mai...».Lo scempio privatistico in Sicilia ha un nome: si chiama Galli. È una legge del 1994, peggiorata dalla Regione Sicilia con un decreto del 2001, che favorisce la privatizzazione della gestione idrica, in base a "criteri di efficienza, efficacia e di economicità". All’inizio del 2001, in una sua relazione, l’ex-commissario regionale per le acque ed ex-generale dei carabinieri Roberto Jucci, provò a cambiarla. Jucci propose l’istituzione di un’Authority per la sovrintendenza della questione acqua, che avrebbe gestito unitariamente le dighe, le condotte di adduzione e gli impianti comunali. Peccato che dopo quella relazione Jucci venne spedito a casa e la carica di commissario per le acque passò al presidente della Regione Totò "Vasa-vasa" Cuffaro. Il suo vice era il Re Mida Felice Crosta, manager di successo e attualmente direttore generale dell’Agenzia acque e rifiuti con uno stipendio di 1.500 euro al giorno. Gli esperti ammoniscono che l’estate siciliana sarà più nera del solito. I cittadini già lo avvertono. Mentre Crosta, dall’alto del rivo, in un’intervista al Giornale di Sicilia, rassicura tutti, definendo la situazione "non allarmante".

Articolo di LORENZO TONDO
Fonte: Liberazione, via Attac Italia

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>> AUTOSOSPENDIAMOCI IL PROFILO !! su GUARDA FUORI...
Ricevuto in data 02/12/07 @ 14:53
INCREDIBILE DECISIONE DI LIBERO REDAZIONE !! BANNATO IL PROFILO DELLE ARABE FELICI !! MI AUTOSOSP...

 
Commenti al Post:
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 02/12/07 alle 18:16 via WEB
Complimenti per il post... lo terrò presente per farne uno presto nel mio su questo argomento... ciauuu
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 02/12/07 alle 18:22 via WEB
Ti inserisco come link... cosedicasanostra.blogspot.com
 
ssttiivv68
ssttiivv68 il 02/12/07 alle 22:07 via WEB
Ciao, precedentemente avevi parlato dei rifiuti in Campania ora dell'acqua in Sicilia ma, nonostante le differenze geografiche, sociali e di argomenti, alla base di tutto c'è un unico vero prblema di fondo: in entrambe le regioni lo Stato non ha il pieno controllo del territorio. Senza questo controllo nessuna battaglia sociale, economica o ambientale riuscirà. Le attuali leggi sono inadeguate ad affrontare il problema della criminalità organizzata. La Sicilia sarebbe un paradiso senza la criminalità.
 
 
joiyce
joiyce il 02/12/07 alle 22:17 via WEB
. La Sicilia sarebbe un paradiso senza la criminalità.
..anche la Campania e la Calabria potevano essere dei paradisi, ed invece..
 
PiEra_Angela
PiEra_Angela il 02/12/07 alle 22:23 via WEB
reggio emilia capoluogo romagnolo? aaaaààààòòòòò!!!!!!!!
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 02/12/07 alle 23:53 via WEB
Nella zona delle Madonie ci sono numerose sorgenti d'acqua purissima, acqua che si perde ignominiosamente per le campagne; la Sicilia ha tanta acqua da poterne esportare. Ma la Sicilia non è solo della Mafia; è anche dei suoi cittadini che non fanno niente per riconquistarsi il diritto all'acqua!
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 02/12/07 alle 23:57 via WEB
è anche dei suoi cittadini che non fanno niente per riconquistarsi il diritto all'acqua!
ed è ciò che fa più male...
Felicissima sera, Michele :)
 
hunkapi_genova
hunkapi_genova il 03/12/07 alle 02:05 via WEB
L'erogazione dell'acqua è veramente un grosso problema per la Sicilia, devo dire che da turista x alcuni anni ho deciso di nn andare in vacanza in qst meracigliosa isola proprio x la paura di mancanza d'acqua. Sarebbe utilissimo risolverlo sia x il benessere dei residenti sia x l'economia della zona. Ciao a presto
 
freemint
freemint il 03/12/07 alle 13:05 via WEB
Purtroppo, scusa il mio dire, in sicilia la pubblica amministrazione fa ACQUA da tutte le parti ma, spero che anche per loro venga il tempo di affidarsi ai canotti di salvataggio.
 
arancia_suarez
arancia_suarez il 03/12/07 alle 21:44 via WEB
Un sorriso per augurarti la buonanotte Michele.. ^___^
 
LaRoma
LaRoma il 03/12/07 alle 22:32 via WEB
Mia nonna, che era siciliana, mi raccontava sempre di queste anomalie... non cambia mai nulla!!! Baci, L.
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 03/12/07 alle 23:48 via WEB
Se la mafia fa ancora da padrone in sicilia è colpa di questa politica che invece di isolare i mafiosi li recluta nelle proprie liste elettorali!Un post nel mio blog, con un video che fa accuse precise, giusto sulla "collusione" mafia politica, denuncia questo stato pietoso di cose, complice anche l'informazione ufficiale omertosa!
 
imp.bianco
imp.bianco il 04/12/07 alle 00:09 via WEB
Complimenti Michele,veramente un bel post...buona notte! X-Bye
 
Aresmorelli
Aresmorelli il 04/12/07 alle 17:07 via WEB
CIao Michele, domani sarò in diretta in videochat dalle 15.00 per parlare di precariato, se ci sei mi fa piacere...
 
blogdemocratico
blogdemocratico il 04/12/07 alle 17:20 via WEB
Michele, noi siamo gente onesta e l'ho scritto anche nel mio ultimo post sulla mafia. Allora cosa aspettiamo a riprenderci in mano il potere e a esercitarlo come si deve? Questi politici che sono anche mafiosi non sono in grado di governarci. Al potere serve gente furba ok, ma anche onesta. IO DEMOCRATICO
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 05/12/07 alle 10:39 via WEB
Ciao e scusa l’OT Siamo stati i promotori del Family Night (al quale hai aderito); adesso stiamo lanciando una Lettera/petizione per promuovere i diritti umani, la libertà e la democrazia, in Cina e nel resto del mondo. In vista dei prossimi giochi Olimpici di Pechino 2008 chiediamo che il governo cinese dia prova concreta di apertura per un vero sviluppo dei diritti umani in quel Paese. Se ciò non dovesse accadere, proponiamo di non partecipare all’evento, spegnendo la TV. Ti chiediamo innanzi tutto di prendere visione della nostra proposta su http://turnoffpechino2008.splinder.com/ e, se d’accordo con noi, di aderire all’appello lasciando un commento e rilanciando il post.
 
Gempo
Gempo il 05/12/07 alle 15:04 via WEB
purtroppo hai ragione, ciao! :)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 05/12/07 alle 15:14 via WEB
Ciao e scusa l’OT Siamo stati i promotori del Family Night (al quale hai aderito); adesso stiamo lanciando una Lettera/petizione per promuovere i diritti umani, la libertà e la democrazia, in Cina e nel resto del mondo. In vista dei prossimi giochi Olimpici di Pechino 2008 chiediamo che il governo cinese dia prova concreta di apertura per un vero sviluppo dei diritti umani in quel Paese. Se ciò non dovesse accadere, proponiamo di non partecipare all’evento, spegnendo la TV. Ti chiediamo innanzi tutto di prendere visione della nostra proposta su http://turnoffpechino2008.splinder.com/ e, se d’accordo con noi, di aderire all’appello lasciando un commento e rilanciando il post.
 
arancia_suarez
arancia_suarez il 05/12/07 alle 18:54 via WEB
Che tu abbia dolci sogni..^___^ Un bacio
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 06/12/07 alle 00:05 via WEB
Il problema dell'acqua in sicilia è grave. D'accordo. Forse dovrei parlare di questo e non divagare. D'accordo. Ma consentimi Joiyce... di spendere solo due parole su una "personcina" (come direbbe Benigni) di cui nessuno parla sufficientemente, di cui tutti (eccetto pochissimi) hanno rispetto e stima, che si è fatto la fama di grande castigatore di "cattivi", che in ogni sua uscita pubblica prende sistematicamente per il culo più di cinquanta milioni di italiani e che, per giunta, come se non bastasse, continua a dipingere sul suo angelico viso un'espressione di cherubino incantato. Parlo del sig. Pietro Grasso, cosiddetto "Capo della Procura Nazionale Antimafia". Questo tipico prodotto di un sistema diffuso di malaffare collusione e corruzione, incarna la quint'essenza della disonestà, del disprezzo delle più elementari regole democratiche, dell'arroganza di chi ha la certezza di essere protetto e di rimanere in qualunque caso, impunito. Ti invito a leggere il libro di Marco Travaglio "Gli intoccabili". Ti invito a non dare troppo credito alle dichiarazioni del sig. Grasso e in ogni caso a contestualizzarle. Il tuo è un bel blog. Sarai tra i miei preferiti. A presto. (ralfa)
 
carlofedele
carlofedele il 06/12/07 alle 17:29 via WEB
ciao Michele, mafia e camorra... e politica, come sempre. Ho postato una serie di video a proposito da me, chissà quanti finalmente capiranno...
 
mustafeldur
mustafeldur il 06/12/07 alle 19:44 via WEB
è triste ma la mafia controlla anche l'acqua.... un abbraccio affettuoso. Tony
 
mareipunent
mareipunent il 07/12/07 alle 10:34 via WEB
Quante verità in questo post... e proprio come nella favola di Fedro i lupi cattivi la vincono sempre... e l'acqua è sempre torbida anche quando è limpida! ciao Michele
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Sergio Di Mariano il 24/01/10 alle 16:08 via WEB
Cuffaro condannato in appello a 7 anni: "continuo il mio percorso politico"

Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia, ora senatore dell’Udc, è stato condannato in appello a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato dall'avere agevolato la mafia e rivelazione di segreto istruttorio. In primo grado Cuffaro era stato condannato anche all'interdizione perpetua dai pubblici uffici (!?!), interdizione che è stata confermata dal giudizio d’appello. A Cuffaro la procura ha contestato il reato di violazione del segreto istruttorio accusandolo di aver fatto sapere al boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, attraverso un suo amico ed ex assessore comunale Udc alla sanità, Domenico Miceli (condannato a 8 anni), che nell'abitazione del boss erano state installate microspie, bruciando in questo modo l'inchiesta. Cuffaro avrebbe appreso dall'ex maresciallo dei carabinieri, Antonio Borzacchelli, poi eletto deputato regionale, dell'esistenza di microspie sistemate dagli investigatori del Ros nell'abitazione di Guttadauro. “L'ho detto prima e lo ripeto anche adesso che avrei rispettato la sentenza con serenità e lo farò anche adesso”. È stato il primo commento alla sentenza di Salvatore Cuffaro. “So di non essere mafioso e di non avere mai favorito la mafia. Da cittadino avverto la pesantezza di questa sentenza, che però non modifica il mio percorso politico”, ha aggiunto il senatore Udc. In un periodo in cui il tema della giustizia è quantomai attuale, ci si chiede che senso abbia continuare a discutere di immunità parlamentare, di legittimo impedimento, di processo breve, se anche quando una condanna arriva, ed è esecutiva, non viene ripettata e non produce alcun effetto, neanche di indignazione per l'opinione pubblica. Sette anni di reclusione e interdizine perpetua dai pubblici uffici. Interdizione perpetua dai pubblici uffici, lo ripeto qualora fosse sfuggito. A Cuffaro dev'essere sfuggito sicuramente se ritiene, come ha dichiarato, di continuare il suo percorso politico, senza dimettersi da senatore e senza lasciare la sua poltrona in Commissione di Vigilanza Rai (se questi sono i vigilanti...). Non posso che condividere le parole di Rosario Crocetta, eurodeputato del PD: “7 anni non sono tanti, solo che se tale condanna viene data ad un cittadino normale la sconta, se invece a subirla è un politico che conta allora sarà un’occasione in più per la scalata ai vertici del potere”. “Cuffaro era Presidente della Regione Sicilia e dopo essere stato condannato è diventato Senatore. Adesso mi aspetto che diventi almeno Parlamentare europeo. Tutto questo mentre in Italia si continua sempre a parlare di immunità o meglio di impunità della classe politica rispetto a reati che nulla hanno a che fare con la politica. E’ giusto tutelare i politici nell’esercizio del proprio ruolo, ma sicuramente non lo è più quando compiono reati che possono essere considerati comuni, in questo caso con l’aggravante di aver favorito singoli mafiosi. Spero tanto che questo messaggio, che riguarda l’esito del processo – continua Crocetta – serva ad aprire ancora di più gli occhi ai tanti siciliani e italiani che in buona fede continuano a credere in una certa classe dirigente e che si abbia quel rinnovamento morale che il Paese deve avere”.
 
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Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Tre volte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene coperto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall'ingiustizia. (da Enrico VI, atto III, scena II)

E chi per esser suo vicin soppresso spera eccellenza e sol per questo brama ch'el sia di sua grandezza in basso messo(superbia); è chi podere, grazia, onore e fama teme di perder perch'è altri sormonti, onde s'attrista sì che'l contrario ama (invidia); ed è chi per ingiuria par ch'aonti, sì che si fa de la vendetta ghiotto e tal conviene che 'l male altrui impronti (ira). Dante Alighieri.

 

SAN MICHELE ARCANGELO PROTETTORE DI SALEDELMONDO

ATTO DI CONSACRAZIONE A SAN MICHELE ARCANGELO
O grande Principe del cielo, difensore fedelissimo della Chiesa, San Michele Arcangelo, io, quantunque indegno di apparire dinanzi a te, confidando tuttavia nella tua speciale bontà, mi presento a te, accompagnato dal mio Angelo Custode e, in presenza di tutti gli Angeli del cielo che prendo a testimoni della mia devozione verso di te, ti scelgo oggi come mio protettore e particolare avvocato e mi propongo fermamente di onorarti quanto più potrò. Assistimi durante tutta la mia vita, affinché mai io offenda Dio né in opere né in parole né in pensieri. Difendimi contro tutte le tentazioni del demonio, specialmente riguardo la fede e la purezza, e nell'ora della morte infondi la pace alla mia anima e introducila nella Patria eterna. Amen.

 

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