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Non la fede, non la fame, non la giustizia: datemi la verità.

 

 

«Cento volte al giorno ricordo a me stesso che la mia vita interiore ed esteriore sono basate sulle fatiche di altri uomini, vivi e morti, e che io devo sforzarmi al massimo per dare nella stessa misura in cui ho ricevuto.» (A.E.)

 

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ALLA MEMORIA DI MIO PADRE È DEDICATO IL BLOG.

La famiglia ha in se un elememto di bene raro a trovarsi altrove, la durata. Gli affetti vi si estendono intorno lenti, inavvertiti, tenaci e durevoli. Come l'edera intorno alla pianta, ci seguono di ora in ora,s'immedesimano taciti con la nostra vita. Noi spesso non li distinguiamo, poichè fanno parte di noi, ma quando li perdiamo, sentiamo come se un non so che d'intimo, di necessario, che al vivereci manca. (Anonimo)

 

COSI' HANNO AMMAZZATO IL MARE.

 

 

 

 

Salviamo il registro dei tumori in Campania: firma la petizione!

Post n°1453 pubblicato il 02 Febbraio 2013 da joiyce
 

FIRMA QUI PER LA PETIZIONE

chiediamo che il Governo ritiri l'impugnativa in oggetto così da ristabilire il diritto ad un livello elevato di protezione della salute così come sancito dall’art 32 della nostra Costituzione e previsto dalla Costituzione Europea. Il Governo italiano nel Consiglio del Ministri n.45 del 14/09/2012 ha deliberato l'impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale della legge della Regione Campania n. 19 del 10 luglio 2012 recante "Istituzione del registro tumori di popolazione della regione Campania" perché conterrebbe alcune disposizioni in contrasto con il piano di rientro dal disavanzo sanitario.

Riteniamo gravissima questa decisione soprattutto considerata la specifica situazione della Regione Campania oggetto negli anni passati di documentati traffici di rifiuti tossici ivi smaltiti irregolarmente e i relativi rischi per la salute pubblica. 
Riteniamo di fondamentale utilità lo strumento del registro regionale dei tumori alfine di raccogliere le informazioni che, provenendo dalla rete regionale del registro dei tumori, rappresentino il presupposto fondamentale per la programmazione sanitaria regionale in campo oncologico in considerazione anche delle specifiche funzioni assegnate dalla legge regionale al registro:

a) realizzare la raccolta, l'elaborazione e la registrazione di dati statistici completi, di buona qualità e validati scientificamente, provenienti da molteplici fonti di flussi informativi in campo sanitario, per incidenza, prevalenza e sopravvivenza, secondo l'andamento spaziale e temporale, dei casi di tumore anche infantili che si verificano nella popolazione della Regione Campania; 
b) rappresentare uno strumento di consultazione per progetti regionali, nazionali ed internazionali, di ricerca anche traslazionale in oncologia; 
c) essere di supporto per Piani regionali per le cure palliative e terapia del dolore; 
d) contribuire, attraverso i dati prodotti, alla valutazione dell'appropriatezza dei trattamenti terapeutici in oncologia, alla rilevazione di eventuali differenze nell'accesso alle cure erogate al paziente oncologico, in relazione alle condizioni socio-economiche e all'area geografica di provenienza, ed alla valutazione di interventi di prevenzione oncologica mirata; 
e) essere strumento di monitoraggio sull'efficacia dei programmi di screening oncologici, tradizionali e sperimentali attivi ed operativi presso le Aziende sanitarie locali della Regione Campania; 
f) essere strumento per gli studi epidemiologici finalizzati all'analisi dell'impatto dell'ambiente sulla incidenza della patologia oncologica, attraverso uno studio integrato matrici ambientali-matrici umane; 
g) realizzare un'informazione continua e completa nei confronti della popolazione della Regione Campania.

Per Info e contatti: 
Prima Persona Napoli 
primapersonanapoli@gmail.com
fb Prima Persona Napoli 
tw PrimaPersonaNa

 
 
 

Registro tumori in Campania, non s'ha da fare!

Post n°1422 pubblicato il 15 Settembre 2012 da joiyce
 

di fan page.it

lo Stato non vuole il registro dei tumori in Campania. Il motivo? Costerebbe tanto, troppo, per una regione in disavanzo sanitario.
La legge regionale, approvata nel luglio di quest'anno, aveva l'obiettivo appunto di raccogliere, elaborare e registrare di dati statistici completi, di buona qualità e validati scientificamente, provenienti da molteplici fonti di flussi informativi in campo sanitario, per incidenza, prevalenza e sopravvivenza, secondo l’andamento spaziale e temporale, dei casi di tumore anche infantili che si verificano nella popolazione della Regione Campania. Molteplici gli obiettivi: strumento di ricerca e allo stesso tempo campanello d'allarme se è vero - come riferiscono numerosi ricercatori di fama internazionale – che la Campania soffre di un aumento esponenziale dei casi di cancro.
Una spesa iniziale, dunque, ma con l'obiettivo di far migliorare l'efficienza dei programmi di screening oncologici, tradizionali e sperimentali attivi ed operativi presso le Aziende sanitarie locali della Regione Campania. Dunque fare prevenzione ed evitare le successive cure, in alcuni casi costose e disperate o peggio ancora i costosi viaggi della speranza fuori regione o all'estero.

LUNEDI 17 ORE 13 CATENA UMANA DAVANTI AL PASCALE IN LARGO SAN GIUSEPPE MOSCATI! TUTTI UNITI , MEDICI E CITTADINI PER CHIEDERE IL REGISTRO TUMORI E OPPORCI ALLA ALLEANZA TRA STATO E CAMORRA A DANNO DELLA SALUTE DI TUTTI I CITTADINI DELLA CAMPANIA! IO CI SARO’!.....CHI CI SARA’ CON NOI? FATE GIRARE.....E GRAZIE A TUTTI VOI! DOBBIAMO DARE UNA RISPOSTA IMMEDIATA E FORTISSIMA! LARGO SAN GIUSEPPE MOSCAT

I IN NAPOLI USCITA METROPOLITANA VOMERO ALTO! TUTTI UNITI ! E PORTATE MANIFESTINI : STOP AI ROGHI! STOP ALLEANZA STATO CAMORRA! VOGLIAMO GIUSTIZIA: DATECI IL REGISTRO TUMORI! STAMPATE E VENITE OGNUNO CON UN MANIFESTINO! CI DAREMO LA MANO E CIRCONDEREMO TUTTA LA CITTADELLA OSPEDALIERA ! DAL PASCALE AL CARDARELLI! FORZA! TUTTI UNITI! 

 

 
 
 

SALERNO: il consorzio dei rifiuti era un circolo di partito debiti per 15 milioni di €...

Post n°1420 pubblicato il 02 Settembre 2012 da joiyce
 

di VINCENZO IURILLO

Nome dell’ente: Consorzio di bacino dei Rifiuti Salerno/2, istituito negli anni dell’emergenza. I compiti del Corisa 2: organizzazione della raccoltanei comuni della provincia, gestione di impianti e discariche campane. Ma bastava aprire un tiretto o uno scaffale per scoprire che forse gli uffici di via Roma 28 ospitavano una seconda attività più vicina a quella di un circolo di partito. Del partito del presidente del Consorzio, guarda caso. Nei mobili erano custodite undici cartelline dal frontespizio “Consorzio Sa/2”, con scritto a pennarello il nome del dipendente che ne “garantiva” il contenuto: fotocopie di tessere dei Ds, elenchi di cittadini di Salerno con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e numero della sezione elettorale, ricevute di pagamento a nome “Sinistra Ecologista“, la corrente che prima dello scioglimento dei Ds nel Pd rappresentava l’anima ambientalista della Quercia. Ne era leader a Salerno colui che fino al 2010 è stato il presidente del Consorzio della spazzatura: l’ex verde Dario Barbirotti, avvocato, consigliere comunale della lista civica del sindaco Vincenzo De Luca. Barbirotti all’epoca era iscritto ai Ds, ma non è confluito nei democratici: ora è consigliere regionale di Idv.

Travolto da un debito di oltre 15 milioni di euro, il Consorzio due anni fa è stato affidato a un commissario liquidatore, l’avvocato Giuseppe Corona. Le sue denunce hanno dato il via a un’inchiesta giudiziaria che ha portato alla luce i retroscena di una gestione disastrosa dal punto di vista economico e clientelare sotto il profilo politico. A fine giugno la Procura guidata dall’ex pm antimafia Franco Roberti ha spiccato 154 avvisi di conclusa indagine, con l’accusa di aver depredato a vario titolo le risorse pubbliche dell’ente. A Barbirotti e a nove tra i suoi più stretti collaboratori è contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al peculato. Agli indagati è andata pure bene: nella loro informativa i carabinieri della Stazione di Salerno Mercatello suggerivano di chiedere misure cautelari.

Un’amministrazione allegra e disinvolta, quella del Consorzio, secondo i rapporti degli inquirenti che calcolano in circa 2 milioni di euro il danno per le casse pubbliche. C’erano prassi ai limiti dell’incredibile. Come quella di concedere a ben 120 dipendenti (su 305 in totale) acconti sugli stipendi futuri attraverso una semplice richiesta orale. Acconti da restituire con rate irrisorie e senza interessi, senza nemmeno verbalizzare i motivi della richiesta. Che di fatto non venivano rimborsati, perché i controlli erano inesistenti. Nel 2010 il Consorzio era così arrivato ad esporsi per oltre 210mila euro. Uno dei dipendenti dell’ente aveva accumulato 22mila euro di anticipi. Un anno e mezzo di paga. Da quando il commissario ha avviato le procedure di recupero attraverso le trattenute in busta paga, l’esposizione si è ridotta a 51mila euro. Gli operai si sono arrabbiati, uno ha preso a schiaffi il nuovo responsabile amministrativo del Consorzio ed è stato querelato.

Curiosamente, ma forse non è una coincidenza, alcuni tra i dipendenti “intestatari” delle cartelline con gli elenchi degli elettori e dei tesserati di partito erano tra i maggiori beneficiati del sistema degli acconti sullo stipendio. Alla signora C. E., intestataria della cartellina con cui scritto “anni 2005, 2006 tessere Democratici di Sinistra, anno 2005 ricevute per euro 1600, anno 2006 ricevute per euro 3840, anticipi stipendi anni 2004-2009″, erano stati concessi acconti per 14.700 euro. Alla signora C. A. per 5.900 euro. Il signor C. V. invece si era limitato a 1.900 euro. Per C. C. erano arrivati anticipi per 7.800 euro (e ne deve restituire ancora 4150). T. T., la cui cartellina è accompagnata dalla nota “elenco elettori, anticipi stipendi anni 2004/10”, era riuscito a cumulare sino a 11.330 euro di acconti. Per azzerare la sua posizione deve dare indietro ancora 4.400 euro.

L’inchiesta non formula ipotesi di reato di voto di scambio. Ma il fatto che sui frontespizi di tutte le cartelline siano annotati sia gli importi degli anticipi economici che le liste degli elettori e dei tesserati Ds insinua il dubbio che quei soldi siano serviti a finanziare campagne elettorali, spese di mantenimento di sezioni, iscrizioni ai Ds. Un dubbio che ovviamente, in assenza di riscontri, resterà tale.

E’ invece certo che i principali collaboratori di Barbirotti erano iscritti ai Ds e le tracce della loro partecipazione al meccanismo di raccolta delle tessere e dei contributi al partito stanno in quelle cartelline archiviate nel Consorzio. Prendete a mò di esempio l’ex direttore generale Filomena Arcieri, che oggi presiede Salerno Solidale, una municipalizzata di Salerno. Fu nominata con decreto di Barbirotti. Nella cartellina C. E., la Arcieri compare almeno sei volte per altrettanti contributi a suo nome a ‘Sinistra Ecologista’ (la prima è la ricevuta nr. 40 del 1 febbraio 2006, 90 euro). Versa contributi al partito – e ne troviamo ricevute – anche il giornalista dell’ufficio stampa, pure lui assunto con chiamata diretta. Mentre la ‘curatrice’ dell’archivio politico, C. E., diventa capo dell’ufficio di Gabinetto del Presidente.

Mette mano alla tasca per i Ds anche il fratello di Mena ArcieriGiuseppe Arcieri, assunto nel Consorzio con un contratto a progetto che tra varie peripezie davanti al giudice del lavoro è infine diventato a tempo indeterminato. Alcune sue ricevute di pagamento sono immediatamente successive a quelle della sorella. C’è poi una ex lsu, D. A., intestataria di un’altra cartellina con dentro un elenco di elettori di Salerno. E’ beneficiaria di un modesto anticipo sugli emolumenti. Malgrado la qualifica di operatrice ecologica avrebbe dovuto imporre il suo passaggio a ‘Salerno Pulita’, la municipalizzata della spazzatura, grazie a un accordo è rimasta nel Consorzio e ora fa l’impiegata. Era un’iscritta ai Ds, c’è la copia della cedola, ma alle ultime amministrative si è candidata in Idv. Il nuovo partito di Barbirotti.

I sospetti di favoritismi non finiscono qui. Alcuni tra i fedelissimi di Barbirotti – la capo di gabinetto, la segretaria, l’ufficio stampa – sono riusciti a farsi trasformare il loro contratto da tempo determinato a indeterminato. Ciò è avvenuto grazie a sentenze del giudice del lavoro. Ma, scrive il Gip Donatella Mancini nelle motivazioni dell’archiviazione di una querela di Barbirotti contro il commissario liquidatore, queste sentenze sono dipese “dalla condotta del Barbirotti che attraverso reiterate e illegittime proroghe degli incarichi” ha creato i presupposti del riconoscimento del rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Un guazzabuglio di intrecci politico-clientelari che però rischia di distrarre dal cuore dell’inchiesta. Che si è concentrata sull’arraffamento dei fondi del Consorzio. Tra stipendi gonfiati ad arte, buste paga che non indicavano le ore effettivamente lavorate, dipendenti che riuscivano a collezionare 170 ore mensili di straordinari pagati il 75% in più del normale, il Corisa 2 è andato in rovina, nella felicità di operai e impiegati strapagati e riconoscenti verso i loro vecchi datori di lavoro. Soltanto con l’uso forsennato di Viacard, Telepass e carte carburante Q8, l’ente avrebbe subito un danno di almeno 800mila euro. Nessuno controllava l’utilizzo delle numerose schede autostradali e delle venti carte carburante, che giravano di mano in mano a fini privati, per un pieno alla propria auto o a quella della moglie. Le fatture hanno dimostrato che i rifornimenti venivano fatti in zone non servite dal Consorzio (Napoli, Quarto, Melfi, Roma), anche di benzina (i mezzi del Consorzio viaggiavano a gasolio) e fuori dall’orario di servizio.

Idem per i passaggi dei Telepass, registrati persino in Veneto. Il 15 ottobre 2010 il commissario ha bloccato tutte le carte, comprese le Q8, avviando un’indagine interna. Il 26 ottobre il responsabile economico del Consorzio si è dimesso. E il 3 novembre successivo ha spiegato il perché in spontanee dichiarazioni ai carabinieri: “Mi ero impossessato di 3 carte Q8 e tramite un accordo con due distributori tra Pianura e Giugliano ci ricavavo i soldi per mantenere una ragazza di origine brasiliana conosciuta in un locale notturno di Lago Patria. L’avevo messa in cinta, ma io ero già sposato e padre. Avevo bisogno di denaro per mantenere due famiglie. La brasiliana mi aveva costretto a darle soldi anche per gli altri suoi due figli in Sudamerica”.

 

 
 
 

Piano Regionale Rifiuti Campano: DIFFERENZIATA al 50% ma la legge nazionale impone il 65%!

Post n°1370 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da joiyce
 

Un salto all'indietro di 15 anni. Approvato il Piano Regionale Rifiuti della Campania.
Un piano “fuorilegge”, assolutamente inadeguato nel breve termine a far fronte alla precaria situazione attuale e in grado di condizionare negativamente la gestione dei rifiuti in Campania per i prossimi 20 anni; un piano che condannerà i cittadini campani a convivere con un nuovo lungo periodo di emergenze e non metterà la Regione al riparo da nuove procedure di infrazione comunitaria. Quattro impianti di incenerimento in grado di bruciare più del 50% dei rifiuti prodotti ogni anno in regione, che entreranno in funzione non prima del 2015 (più un quinto enorme impianto nella martoriata zona di Giugliano/Villa Literno destinato a bruciare per almeno 15 anni i circa 8 milioni di tonnellate di eco balle ancora stoccate), obiettivi di raccolta differenziata a regime al massimo del 50% (contro il 65% minimo previsto dalla normativa italiana già da quest’anno), nessuna seria politica di riduzione dei rifiuti, un pericoloso sottodimensionamento degli impianti destinati al trattamento della frazione umida, una previsione di recupero di materiali inferiore al 20%, l’assurda decisione di destinare circa la metà del rifiuto organico in uscita dagli impianti di digestione anaerobica (1.500.000 tonnellate su 3.500.000 prodotte in dieci anni) ad essere bruciato insieme alle ecoballe, 8.800.000 mc di discariche (equivalenti a 12 discariche come quella di Chiaiano) da utilizzare nei prossimi dieci anni. 
Questo è il Piano regionale rifiuti elaborato dal Prof. Umberto Arena della Seconda Università degli Studi di Napoli e approvato oggi dal Consiglio Regionale della Campania. Quello stesso prof. Arena, già superconsulente del Commissariato straordinario fin dal 1996 e membro della commissione di gara che, nel 1999, aggiudicò alla FIBE, sulla base del fallimentare piano di allora, l’appalto per la gestione dei rifiuti che ha trascinato la Campania nella disastrosa situazione attuale. E di quel fallimentare piano, il piano di Arena è, se possibile, la copia ancora più brutta.  Consapevoli di questo il presidente Caldoro, l’Assessore all’ambiente Romano e la maggioranza, sfruttando il ricatto della procedura di infrazione europea in corso, hanno approvato, senza una vera opposizione, un documento che fa fare alla Regione Campania un salto all’indietro di ben 15 anni. Un documento che, puntando massicciamente sull’incenerimento (ben 1.390.000 tonnellate annue), viola palesemente la gerarchia europea nel trattamento dei rifiuti e apre le porte ad un utilizzo diffuso di questi impianti per lo smaltimento dei rifiuti speciali, anche pericolosi, che per la maggior parte arriveranno da fuori regione, e per i quali è in via di approvazione nelle prossime settimane, sempre in Consiglio regionale, il relativo piano, anch’esso caratterizzato da un forte sovradimensionamento degli impianti. 

Tutto ciò mentre nel resto d’Europa si recupera sempre più materia e si dismettono gli inceneritori esistenti. Ma c’è un aspetto sul quale il Piano rifiuti, oggi approvato, è ancor più carente ed è quello della gestione del periodo transitorio. La scelta di puntare su impianti come gli inceneritori, che richiedono diversi anni per essere completati, oltre all’innegabile impatto sull’ambiente e sulla salute umana che i redattori del Piano tentano inutilmente di minimizzare, insieme alla scelta di rinunciare alla riconversione degli impianti STIR, impedirà di far fronte alle prossime annunciate emergenze. Incredibili, a tal proposito, la affermazioni dell’Assessore Romano, che, ammettendo l’incompletezza del Piano sotto questo profilo, ha rimandato le possibili misure da adottare ad un “dossier” concordato con il Ministro dell’Ambiente, che nella giornata di oggi verrà inviato a Bruxelles, ma di cui al momento ne il Consiglio Regionale, né i cittadini campani conoscono il contenuto. Come si può pensare che sia economicamente, socialmente e ambientalmente sostenibile portare per lunghi periodi i rifiuti campani fuori regione o addirittura fuori nazione? 
Ci aspettiamo che il Commissario all’ambiente Potocnick rispedisca al mittente questo vergognoso piano e obblighi la Regione Campania ad operare quantomeno nel rispetto delle normative comunitarie. I segnali provenienti da Bruxelles non sono però incoraggianti. Per questo motivo, se la Commissione Europea dovesse decidere di chiudere la procedura di infrazione e di svincolare i fondi bloccati come CO.RE.Ri. non avremo altra scelta che quella di chiedere l’apertura di una nuova procedura per violazione della normativa europea, in particolare della gerarchia che privilegia la riduzione, il riutilizzo e il riciclaggio rispetto all’incenerimento e allo smaltimento in discarica, e quella di rivolgerci al mediatore europeo per mettere in mora anche la Commissione Europea.

credits: CO.RE.RI.

 
 
 

INCENERITORE: allo studio un mega impianto a Salerno, dovrebbe bruciare anche le piramidi di Giugliano!

Post n°1362 pubblicato il 09 Dicembre 2011 da joiyce
 

Il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro intende costruire un unicomega-termovalorizzatore regionale' a Salerno. Un impianto che potrebbe smaltire i rifiuti e le ecoballe prodotti in Campania. Lo ha rivelato Gaetano Pecorella, il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri in Prefettura. Un impianto che dovrebbe legittimare l'accumulazione di profitti. "Nessun imprenditore è disposto a costruire un termovalorizzatore che non produca - ha sottolineato Pecorella - il presidente Caldoro sarebbe orientato a costruire un solo impianto che possa smaltire i rifiuti urbani e le ecoballe. Per il termovalorizzatore sono previsti investimenti di capitale privato che impongono che ci sia un utile per chi investe". Secondo il presidente della commissione d'inchiesta sulle eco-mafie "il problema più serio è che ci sono idee diverse sul termovalorizzatore tra il sindaco di Napoli e il presidente della Regione, per cui non vediamo un tempo esatto per realizzarlo". Ieri mattina, De Magistris e Caldoro hanno continuato a smentirsi reciprocamente e a interpretare diversamente' il recente protocollo d'intesa stipulato alla presenza del ministro dell'ambiente. "Abbiamo sottoscritto un verbale - ha affermato Caldoro - è sbagliato interpretarlo con una parola in più o in meno, non è opportuno dire dove si farà o dove non si farà. Leggo che non si fa sicuramente più a Napoli, ma si fa a Giugliano - ha sottolineato - non è questo l'impegno, ma è trovare la soluzione tecnica, funzionale ed economica più utile a risolvere il problema. L'impianto sarà di grandi dimensioni, lo costruiremo in fretta. Rispetteremo i dettami dell 'Unione Europea". Il governatore ha annunciato che incontrerà nei prossimi giorni il sindaco di Giugliano. De Magistris intanto si è giustificato: "Non c'è stato alcun tipo di scambio di luoghi tra Napoli e Giugliano dove realizzare il termovalorizzatore" Il primo cittadino partenopeo ha commentato l'incontro con la commissione."Abbiamo illustrato il nostro piano - ha detto - e ribadito che stiamo lavorando in un clima costruttivo tra le istituzioni, ottenendo risultati importanti in un clima docilissimo". Tornando sulla questione termovalorizzatore, ha rimarcato "l'esito positivo dell'incontro di sabato con il ministro per quello che si poteva ottenere. L'impianto di incenerimento a Napoli est è stato stralciato dal progetto ed è stato cestinato l'accordo Bertolaso-lervolino-Bassolino". Sulla stessa lunghezza d'onda, il vice sindaco Tommaso Sodano"Per noi - ha precisato - è importante che si metta la parola fine sulla querelle del termovalorizzatore e per chiarire che il Comune non è contrario agli impianti abbiamo ribadito che siamo propensi a realizzare un impianto per il trattamento dell'umido e un per il secco".

credits: peacelinkcampania

 
 
 
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Un blog di: joiyce
Data di creazione: 15/06/2006
 

 

Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Tre volte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene coperto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall'ingiustizia. (da Enrico VI, atto III, scena II)

E chi per esser suo vicin soppresso spera eccellenza e sol per questo brama ch'el sia di sua grandezza in basso messo(superbia); è chi podere, grazia, onore e fama teme di perder perch'è altri sormonti, onde s'attrista sì che'l contrario ama (invidia); ed è chi per ingiuria par ch'aonti, sì che si fa de la vendetta ghiotto e tal conviene che 'l male altrui impronti (ira). Dante Alighieri.

 

EMERGENCY E L'ITALIA RIPUDIANO LA GUERRA.

 

 

 

SAN MICHELE ARCANGELO PROTETTORE DI SALEDELMONDO

 

 

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