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ALLA MEMORIA DI MIO PADRE È DEDICATO IL BLOG.

La famiglia ha in se un elememto di bene raro a trovarsi altrove, la durata. Gli affetti vi si estendono intorno lenti, inavvertiti, tenaci e durevoli. Come l'edera intorno alla pianta, ci seguono di ora in ora,s'immedesimano taciti con la nostra vita. Noi spesso non li distinguiamo, poichè fanno parte di noi, ma quando li perdiamo, sentiamo come se un non so che d'intimo, di necessario, che al vivereci manca. (Anonimo)

 

COSI' HANNO AMMAZZATO IL MARE.

 

 

 

 

in Sicila c'è l'acqua ma non si vede.

Post n°1407 pubblicato il 02 Agosto 2012 da joiyce
 

cuffaro la svende ai privati.
C’era una volta, in Sicilia, un lupo che stava nella parte alta di un rivo. Da quel fiume sgorgavano ogni anno 7 miliardi di metri cubi d’acqua, quasi il triplo del fabbisogno calcolato in 2 miliardi e 482 milioni di metri cubi. Nella parte bassa stava un agnello assetato. Il lupo disponeva a suo piacimento se fare bere o meno l’agnello ed ogni pretesto era buono per negare o razionare l’accesso. Questa rivisitazione siciliana di Fedro non è solo una favola. È ciò che accade in Sicilia sul fronte dell’emergenza idrica. Negli invasi siciliani c’è una disponibilità in grado di assicurare 250 litri d’acqua giornalieri ad ogni abitante dei comuni capoluoghi di provincia e 210 in tutti gli altri comuni. Molto di più, ad esempio, della provincia di Reggio Emilia, dove la disponibilità d’acqua è di 133 litri al giorno per ogni abitante. Ma mentre nel capoluogo romagnolo l’acqua viene erogata ogni giorno per 24 ore, nella provincia di Agrigento l’acqua arriva ogni tre settimane. Le radici del problema non sono solo di carattere politico, ma, come ogni sorta di bene pubblico nell’isola, il problema è anche di natura criminale. Tutto cominciò con la costituzione dello Stato unitario. In Sicilia non c’è stata una pubblicizzazione delle acque. La mafia ci mise le mani e non le tolse più. Alle fonti d’acqua venne imposto il controllo privato, esercitato dai guardiani, i "funtaneri", uomini di Cosa Nostra. Legati alla mafia erano anche gli affittuari e gli intermediari. Da allora l’acqua verrà quindi rivenduta, consensualmente, ai comuni o ad altri privati a peso d’oro.Nei piani regolatori degli acquedotti figuravano spesso solo una parte dei pozzi delle province. Non venivano inclusi invece i pozzi più ricchi di acqua gestiti dalle famiglie mafiose.Le aziende idriche private, nel ricercare nuove falde, hanno appositamente trivellato per anni nelle zone più povere d’acqua, lasciando intatte le zone più ricche, di proprietà dei clan mafiosi. Ragion per cui, oggi, i siciliani, sono costretti ad acquistare l’acqua pubblica dai privati a costi altissimi.La Regione non sembra curarsi della situazione, essendo troppo impegnata a svendere la gestione idrica delle province ai privati. Il 14 giugno scorso è stata la volta di Palermo, la cui gestione idrica è adesso nelle mani di un’azienda privata che ha sottoscritto con il presidente della provincia Musotto un contratto trentennale, non curante delle proteste dei cittadini. L’acqua agrigentina, trapanese e nissena è già privatizzata. Presto sarà il turno di Siracusa e poi via via le altre. Ha resistito invece la provincia di Ragusa, dove i movimenti ed i comitati contro la privatizzazione dell’acqua sono riusciti a bloccarne la svendita. Il segretario della Fp Cgil Sicilia Teodoro La Monica sta conducendo la lotta per la ripubblicizzazione dell’acqua nell’isola: «Presenteremo una petizione in parlamento. Abbiamo già raccolto 40mila firme. Speriamo di bloccare questo scempio».Il rischio di infiltrazioni mafiose è alto. Le gare d’appalto sono poco controllate e accaparrarsi la gestione dei servizi diventa un gioco da ragazzi per Cosa Nostra. «Il rischio di infiltrazione mafiosa in Sicilia è forte ogni qualvolta si decide di appaltare un servizio. - continua La Monica - Se poi è un privato, il pericolo è ancora più forte perché più esente ai controlli». Il procuratore nazionale Pietro Grasso faceva notare come la mafia, in Sicilia, riesca ad ottenere il 96% degli appalti dell’isola, grazie soprattutto alla complicità delle amministrazioni.Cosa Nostra non si limita solo alla gestione dei pozzi, ma è presente anche negli appalti per la costruzione e per la manutenzione delle dighe. In Sicilia sono state costruite 50 dighe. Tutte realizzate grazie ai finanziamenti pubblici. Furono il prodotto delle lotte dei grandi movimenti di massa contadini degli anni ’40. Oggi, di queste 50 dighe, 44 non sono state ancora collaudate o non funzionano correttamente. L’esempio più eclatante è quello della diga di Ancipa, che dovrebbe assicurare l’erogazione di acqua a Caltanissetta ed Enna. L’Ancipa ha un invaso di 34 milioni di metri cubi d’acqua, ma ne può contenere soltanto 10. La diga è in stato di decomposizione e presenta crepe da tutte le parti. Non è quindi un caso se nelle province di Caltanissetta ed Enna l’acqua viene erogata ogni 10 giorni. Altro problema è quello delle reti colabrodo. Arrivano a perdere il 50% dell’acqua erogata durante il suo percorso per raggiungere i rubinetti dei siciliani. Calcolare l’acqua persa è poi impossibile, essendo i contatori troppo vecchi o mal funzionanti.Il termometro, in Sicilia, nelle prossime settimane, potrebbe sfiorare i 43 gradi, (N.B l'articolo è del 22 Giugno 2007) prosciugando la pochissima acqua contenuta nelle dighe. Ed ecco allora che entrano in gioco i privati con le loro autobotti a pagamento. Quelli sì che arrivano di corsa. Francesca, 50 anni, impiegata al comunedi Sciacca, una delle città più colpite dall’emergenza idrica, ci ha fatto ormai l’abitudine a vivere senza acqua: «Qui arriva un giorno sì e un giorno no. Siamo costretti a chiamare l’autobotte 4 volte alla settimana. In estate poi la situazione peggiora. - continua Francesca - Non abbiamo una cisterna privata, ma la dividiamo con con tutti i palazzi della zona. Io, per precauzione, conservo sempre dei bidoni pieni di acqua. Non si sa mai...».Lo scempio privatistico in Sicilia ha un nome: si chiama Galli. È una legge del 1994, peggiorata dalla Regione Sicilia con un decreto del 2001, che favorisce la privatizzazione della gestione idrica, in base a "criteri di efficienza, efficacia e di economicità". All’inizio del 2001, in una sua relazione, l’ex-commissario regionale per le acque ed ex-generale dei carabinieri Roberto Jucci, provò a cambiarla. Jucci propose l’istituzione di un’Authority per la sovrintendenza della questione acqua, che avrebbe gestito unitariamente le dighe, le condotte di adduzione e gli impianti comunali. Peccato che dopo quella relazione Jucci venne spedito a casa e la carica di commissario per le acque passò al presidente della Regione Totò "Vasa-vasa" Cuffaro. Il suo vice era il Re Mida Felice Crosta, manager di successo e attualmente direttore generale dell’Agenzia acque e rifiuti con uno stipendio di 1.500 euro al giorno. Gli esperti ammoniscono che l’estate siciliana sarà più nera del solito. I cittadini già lo avvertono. Mentre Crosta, dall’alto del rivo, in un’intervista al Giornale di Sicilia, rassicura tutti, definendo la situazione "non allarmante".

Articolo di LORENZO TONDO
Fonte: Liberazione, via Attac Italia

 
 
 

Il miglior alleato contro l'invecchiamento è l'acqua - Piramide dell'idratazione

Post n°1295 pubblicato il 28 Aprile 2011 da joiyce
 
Tag: Acqua

Tante sono le offerte del mercato che ci propone creme e integratori, sieri e miracoli in bottiglia per contrastare l’invecchiamento ma in verità il miglior alleato contro l’invecchiamento pare sia alla portata di tutti: è l’acqua, che costa molto meno di tante creme, pastiglie e promesse disattese. La pelle infatti va curata prima di tutto da dentro e i benefici dell’acqua e di conseguenza della corretta idratazione sono i primi strumenti che abbiamo a disposizione, quotidianamente e senza alcuno sforzo, per prendercene cura.

I fattori che incidono sull’invecchiamento possono essere tanti, dagli agenti atmosferici all’esposizione eccessiva al sole passando per inquinamento e fumo, cattive abitudini di vita, carenza di nutrienti essenziali. È importante quindi agire su più fronti, ma partire dall’acqua è sempre la mossa giusta, perché assicura l’elasticità della pelle che non perdendo mai umidità non arriva a seccarsi, con la conseguente prematura apparizione di segni e rughe, disidratazione, sensazione di pelle che tira e si irrita più facilmente.

Come sappiamo l’acqua non proviene solo da quello che beviamo ma anche da molti alimenti che ne sono ricchi e che ci aiutano a mantenere a livelli ottimali l’idratazione dell’organismo e dunque la luminosità della pelle. Mangiare tanta frutta e verdura è alla base di ogni alimentazione corretta. Avete mai fatto caso al fatto che qualunque dieta non prescinde mai da ampie porzioni di frutta e verdura?

cerdits: benessereblog, foto | Flickr

Di solito sentiamo parlare di piramide alimentare e non di una piramide dell’idratazione. Ma se ci pensiamo un attimo è utilissima per differenziare in ordine gerarchico l’importanza delle varie bevande attraverso le quali ci idratiamo e capire quali limitare e quali invece devono stare alla base della nostra dieta. È stata elaborata dalla Sociedad Española de Nutrición Alimentaria (SENC) e riportata da Consumer.

Aiuta a vedere a colpo d’occhio i gruppi di bevande che comprendono le varie tipologie che quotidianamente sono presenti sulle nostre tavole a casa come al ristorante o al bar e di cui tendiamo troppo spesso a trascurare l’impatto sulla nostra alimentazione. I fattori considerati sono l’apporto energetico di ciascuna bevanda ogni 100 ml. di prodotto, i nutrienti essenziali, gli effetti benefici sulla salute, la capacità di idratazione, l’equilibrio idrosalino.

La piramide è suddivisa in quattro gruppi. Il primo gruppo, alla base della piramide, comprende tutte le acque, minerali e non, con basso contenuto salino. Nel secondo gruppo troviamo la categoria di acque con maggiore contenuto salino insieme a bevande dissetanti senza zucchero, tè e caffè senza zucchero. Nel terzo gruppo ci sono le bibite con contenuto calorico e un valore nutritivo, come i succhi di frutta o di verdure. Comprende anche il latte e i latticini con basso contenuto di grassi e senza aggiunta di zuccheri, le bevande sportive, la birra analcolica, tè e caffè zuccherati. Il quarto gruppo infine comprende tutte le altre bevande gassate e zuccherate e che vanno rigorosamente limitate.

credits: benessere,

 
 
 

Le multinazionali ci vendono l'acqua in bottiglia a 3€, ma con 3 € si possono fare MILLE LITRI di acqua!!

Post n°1138 pubblicato il 02 Settembre 2010 da joiyce
 

In Italia l'acqua di rubinetto è buona e, tutto sommato, costa ancora poco. Gli italiani però sono i più grandi consumatori di acqua in bottiglia di tutta Europa e i terzi al mondo dopo arabi e messicani. Può sembrare un paradosso, ma è la realtà. Sul prezzo non c'è competizione: la cosiddetta “acqua del sindaco” secondo Legambiente costa in media 0,5 millesimi di euro al litro, mentre quella in bottiglia si aggira intorno ai 50 centesimi di euro al litro. Negli ultimi dieci anni la bolletta dell'acqua è salita del 68%. Nonostante quest'impennata, in Italia ci si disseta a prezzi ancora molto bassi rispetto ad altri paesi europei.  Il problema più grave e urgente non è il costo dell'acqua ma il modo in cui questa viene distribuita. 
Gli acquedotti italiani rimangono i colabrodo di sempre: più di un quarto dell'acqua che trasportano si perde per strada. Una volta entrata nelle case, lo spreco continua: consumiamo molta più acqua del necessario mentre al Sud, soprattutto d'estate, 8 milioni di italiani scendono sotto la soglia di emergenza e hanno il rubinetto a secco diverse ore al giorno. Basterebbe cambiare qualche abitudine per risparmiare acqua e denaro.
Di acqua ce n'è in abbondanza: ogni territorio dispone di un ricco patrimonio di fonti, dalle quali le aziende imbottigliatrici attingono a prezzi irrisori.

Le Regioni, infatti, elargiscono concessioni in cambio di tariffe molto convenienti. Il nostro paese è ancora un paradiso per chi decide di entrare nel business dell'acqua in bottiglia.
Ma non tutta l'acqua di rubinetto è buona allo stesso modo. Anche se spesso non ce lo dice nessuno. Molte regioni, infatti, continuano a erogare acqua potabile sotto regime di deroga per livelli di arsenico e cloriti fuori norma. Queste situazioni, che non mettono a rischio la nostra salute, sono un avvertimento: le aziende che distribuiscono acqua nelle nostre case possono fare di meglio. Soprattutto ora che la concorrenza delle acque minerali è spietata.

 

credits: Federico Formica,

 
 
 

Risparmiare Acqua Riducendo il Costo della Bolletta

Post n°1115 pubblicato il 19 Luglio 2010 da joiyce
 

Risparmiare acqua aiuta a ridurre le spese domestiche. Poichè l’acqua è un bene primario, oltre al risparmio economico, bisogna tener conto che preservare una risorsa così preziosa è sopratutto un dovere morale. Ci sono tanti piccoli accorgimenti che si possono mettere in pratica per ridurre i costi del servizio idrico.

Come risparmiare acqua.

Controllo dell’impianto
La prima cosa da fare per risparmiare, ridurre gli sprechi ed il conseguente aggravio in bolletta, è quello di controllare il contatore generale: se con tutti i rubinetti chiusi vediamo che continua a girare, vuol dire che nell’impianto c’è qualche perdita. Meglio provvedere alla riparazione piuttosto che continuare a buttar via acqua inutilmente visto che poi la stessa deve essere pagata.

Installazione riduttori di flusso
Piccoli dispositivi (chiamati anche regolatori di flusso o frangigetto) del costo di pochi euro che miscelando l’acqua all’aria, permettono di avere un getto efficace dimezzando i consumi d’acqua.

Sciacquone del water
Si stima che un terzo circa dei consumi d’acqua in casa dipendano dallo sciacquone visto che ne consuma ad ogni getto circa 10 litri. Ove possibile, sarebbe bene dotare lo scarico del WC con sistemi a quantità differenziata. Per ridurre il getto e risparmiare acqua con un sistema a costo zero fattibile da chiunque, basta inserire nella cassetta una bottiglia di plastica da un litro piena d’acqua ermeticamente chiusa con il tappo.

Igiene personale
Quando ci laviamo le mani, i denti, facciamo lo shampo o durante la rasatura, non è necessario tenere il rubinetto aperto per tutto il tempo. Questa cattiva abitudine comporta enormi sprechi d’acqua.

Stesso dicasi se si è soliti fare il bagno piuttosto che la doccia. Per riempire una vasca sono necessari 100 litri d’acqua mentre per una doccia il consumo d’acqua è pari circa alla metà.



Uso intelligente degli elettrodomestici


Lavatrice
Scegliere il ciclo economico ed usarla solo a pieno carico.

Lavastoviglie
Come per la lavatrice, azionarla solo quando il cestello è pieno.

Riciclo dell’acqua

In giardino possiamo raccogliere l’acqua piovana incanalandola dalla grondaia verso cisterne o contenitori di raccolta ed usarla successivamente per innaffiare le piante. Anche l’acqua usata per lavare frutta e verdura può essere riutilizzata per innaffiare o per lavare i pavimenti.

In cucina
L’acqua di cottura della pasta funziona ottimamente per sgrassare le pentole o tenerle in ammollo prima di introdurle in lavastoviglie. Per lavare frutta o verdura è solo uno spreco tenere il rubinetto aperto; meglio lasciarla a bagno in un contenitore pieno d’acqua con aggiunto un pizzico di bicarbonato.

Lavaggio auto
Se si lava la macchina in giardino, meglio usare un secchio ed utilizzare il tubo solo per sciaquare.

Conclusioni
L’acqua è un elemento indispensabile per la vita umana. Qualsiasi gesto quotidiano finalizzato al risparmio idrico, contribuisce a preservare questa preziosa risorsa e allo stesso tempo permette di ridurre i costi della bolletta. Modificare le proprie abitudini quotidiane, non può che avere effetti benefici.

credits: faresoldierisparmiare,

COME RISPARMIARLA:

In bagno

  1. chiudi il rubinetto mentre ti fai la barba. È ancora meglio chiudere il tappo del lavabo e riempirlo d’acqua sufficiente a risciacquare il rasoio di volta in volta
  2. chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti
  3. meglio la doccia! Con un bagno puoi arrivare a consumare fino a 150 litri, contro i 50 per una doccia
  4. installa uno sciacquone con il doppio pulsante: potrai regolare l’utilizzo in base alle necessità e risparmiare un’enorme quantità di acqua
    applica ai rubinetti i riduttori di flusso

In cucina

  1. lava le verdure lasciandole a bagno in un recipiente e usa l’acqua corrente solo per un rapido risciacquo
  2. usa la lavastoviglie solo a pieno carico, ogni lavaggio risparmiato riduce il tuo consumo d’acqua di 40 litri
  3. usa la lavatrice solo a pieno carico, ogni lavaggio risparmiato riduce il tuo consumo d’acqua di 20 litri

In giardino o in terrazzo

  1. per pulire i sentieri adiacenti al giardino usa una scopa e non il getto d’acqua
  2. le piante del terrazzo possono essere annaffiate anche con l’acqua già utilizzata per lavare la frutta e la verdura o con l’acqua piovana
  3. Annaffiale sempre alla base, non sulle foglie, e alla sera, quando l’evaporazione è minore
  4. non lavare l’auto troppo spesso, e usa un secchio invece dell’acqua corrente. Se la porti all’autolavaggio verifica che abbia l’impianto di riciclo dell’acqua

Inoltre…

  1. prima di partire per le vacanze ricordati di chiudere la valvola centrale dell’acqua, eviterai i danni causati da rotture improvvise dell’impianto idrico
  2. un WC che gocciola può sprecare tra 135 ai 2250 litri di acqua al giorno
  3. un rubinetto che gocciola fa sprecare tanta acqua: ferma le perdite
 
 
 

GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA.

Post n°1038 pubblicato il 22 Marzo 2010 da joiyce
 

 

Oggi è la giornata mondiale dell'acqua. Una data per ricordfare che oggi 884 milioni di persone sulla terra non hanno accesso all'acqua potabile e 2,5 miliardi di persone non accesso ai servizi iginico-sanitari basilari. Sono quasi 2 milioni i bambini che muoiono per malattie legate alla carenza di acqua potabile. Il MALI, per esempio, è un paese dove questo fenomeno è ben visibile. Lì, solo il 27% della popolazione ha accesso all'acqua pulita. Se in molte parti del Pianeta l’acqua non è per tutti, in altre lo è ma a costi esorbitanti; in altre ancora i Governi si organizzano per rendere l’acqua un business simile ad un altro. E’ il caso dell’Italia che ha visto recentemente l’approvazione di una legge che ne privatizza la gestione. Ieri, dunque si è tenuta ieri a Roma una manifestazione enorme: in 200mila sono scesi in piazza per chiedere che sia abolito il decreto Ronchi che di fatto ha travisato quelle che erano le disposizioni europee in materia.

credits: repubblica, ecoblog,

 
 
 
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Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Tre volte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene coperto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall'ingiustizia. (da Enrico VI, atto III, scena II)

E chi per esser suo vicin soppresso spera eccellenza e sol per questo brama ch'el sia di sua grandezza in basso messo(superbia); è chi podere, grazia, onore e fama teme di perder perch'è altri sormonti, onde s'attrista sì che'l contrario ama (invidia); ed è chi per ingiuria par ch'aonti, sì che si fa de la vendetta ghiotto e tal conviene che 'l male altrui impronti (ira). Dante Alighieri.

 

SAN MICHELE ARCANGELO PROTETTORE DI SALEDELMONDO

ATTO DI CONSACRAZIONE A SAN MICHELE ARCANGELO
O grande Principe del cielo, difensore fedelissimo della Chiesa, San Michele Arcangelo, io, quantunque indegno di apparire dinanzi a te, confidando tuttavia nella tua speciale bontà, mi presento a te, accompagnato dal mio Angelo Custode e, in presenza di tutti gli Angeli del cielo che prendo a testimoni della mia devozione verso di te, ti scelgo oggi come mio protettore e particolare avvocato e mi propongo fermamente di onorarti quanto più potrò. Assistimi durante tutta la mia vita, affinché mai io offenda Dio né in opere né in parole né in pensieri. Difendimi contro tutte le tentazioni del demonio, specialmente riguardo la fede e la purezza, e nell'ora della morte infondi la pace alla mia anima e introducila nella Patria eterna. Amen.

 

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