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ALLA MEMORIA DI MIO PADRE È DEDICATO IL BLOG.

La famiglia ha in se un elememto di bene raro a trovarsi altrove, la durata. Gli affetti vi si estendono intorno lenti, inavvertiti, tenaci e durevoli. Come l'edera intorno alla pianta, ci seguono di ora in ora,s'immedesimano taciti con la nostra vita. Noi spesso non li distinguiamo, poichè fanno parte di noi, ma quando li perdiamo, sentiamo come se un non so che d'intimo, di necessario, che al vivereci manca. (Anonimo)

 

COSI' HANNO AMMAZZATO IL MARE.

 

 

 

 

Perchè è importante andare a votare?

Post n°1457 pubblicato il 12 Febbraio 2013 da joiyce
 

Me ne vengono in mente mille di buone ragioni per votare ma ne dico dieci, lascio a voi il piacere di inserirne altre..
1) Andiamo a votare perchè l'attuale governo ha distrutto in pochi mesi tante certezze che tutti noi credevamo incrollabili, non c'è alcuna speranza di rinascita per il nostro paese se le regole non cambiano e se la gestione personalistica del potere non viene fermata!
2) Andiamo a votare perchè anche se molti che dicono "sono tutti uguali" non è vero (penso a politici candidati alle ultime elezioni europee minacciati dalla mafia e costretti a vivere sotto scorta  come Rosario Crocetta e Rosaria Capacchione)..
3) Andiamo a votare perchè abbiamo consegnato il Paese in mano a un'unica persona...
4) Andiamo a votare perchè, anche se gli ideali stanno venendo meno, c'è sempre chi può rappresentarli...
5) Andiamo a votare perchè solo se li voti puoi esigere da chi ti rappresenta...
6) Andiamo a votare perchè vogliamo ENERGIE RINNOVABILI, un italia senza nucleare e senza inceneritori!
7) Andiamo a votare per la crisi economica per la DISOCCUPAZIONE per le fabbriche e gli esercizi commerciali che non ci sono più...
8) Andiamo a votare perchè l'informazione è completamente controllata, e milioni di cittadini pagano gli svaghi degli uomini di potere. Berlusconi dice che la gente lo voterà di nuovo perchè forse pensa che della Noemi di turno non importi nulla a nessuno, invece, credo che Noemi sia il simbolo di un sistema dove ormai tutto è permesso.
9) Andiamo a votare perchè hanno massacrato la scuola pubblica licenziando DUECENTOMILA tra insegnanti e personale non docente.
10)Andiamo a votare perchè è uno dei pochi strumenti che abbiamo per scegliere...

 
 
 

ALITALIA: rivogliamo air france, s'il vous plait!

Post n°1446 pubblicato il 06 Gennaio 2013 da joiyce
 
Tag: Governo

 1) Il risparmio di AirFrance
Dopo l’intervento di Berlusconi: AirFrance compra il 25% di Alitalia-CAI (good company Alitalia e AirOne, cioé senza debiti) a310 milioni
Prima dell’intervento di Berlusconi: AirFrance compra il100% di Alitalia a 5,3 miliardi di €, inclusi i debiti di 2,3 miliardi €;
Confronto: il 25% Della vecchia offerta (inclusi di debiti) é di 1,9 miliardi di €.
Conclusioni: AirFrance risparmia 1,6 miliardi di €

2) Il costo per gli italiani
Dopo l’intervento di Berlusconi: CAI paga Alitalia (good company Alitalia e AirOne) 1 miliardo di €.Debiti a carico dello stato cioé degli italiani pari a 2,3 miliardi di €. Totale: gli italiani devono pagare 1,3 milardi di €, per intenderci pari a 3 anni di social card (450 milioni di €).
Prima dell’intevento di Berlusconi: AirFrance compra Alitalia per 5,3 miliardi di €Spese per gli italiani 0€. Entrate allo stato 5,3 miliardi di €, pari a 12 anni di social card.
Conclusioni: misure anticrisi insufficienti e umilianti

3)Esuberi
Dopo l’intervento di Berlusconi: 17.000 dipendenti totali in cassa integrazione; 10.000 assunti da Alitalia-CAI; totale esuberi: 7.000
Prima dell’intevento di Berlusconi: AiFrance prevede 1.400 esuberi
Conclusioni: 5.600 esuberi

 4) Italianità della compagnia di bandiera
Alla faccia della promessa elettorale di far rimanere Alitalia in mani italiane, a parte l'entrata del partner internazionale come socio di minoranza (Air France? Air France!) nello statuto Cai si impegna a non vendere per cinque anni... con deroga, cioè a meno che non cambi idea, nel qual caso basta che i soci a maggioranza qualificata cambino lo Statuto per permettere la vendita PRIMA dei cinque anni. 
Conclusioni: ci siamo fatti carico noi dei debiti di Alitalia e l'anno prossimo possiamo comunque ritrovarcela in mano ai francesi. Eventuale plusvalenza ai soci Cai, prestito ponte a noi.
Sorridete, contribuenti!

 
 
 

Napolitano e le parole che NON ha detto.

Post n°1443 pubblicato il 01 Gennaio 2013 da joiyce
 

 

ITALIANI, poiché a causa delle incombenze di fine legislatura non ho fatto in tempo il giorno della vigilia di Natale a recarmi dal mio amico Joseph Ratzinger a confessarmi, lo faccio ora davanti a tutti voi. Troppo grande e' infatti il peso che avverto sulla mia coscienza per i "peccati" che ho commesso dal novembre dello scorso anno. Voglio percio' esprimere tutto il mio ravvedimento e pentimento di fronte a voi, per alleviare le mie pene e non certo perché ambisco ad avere l'assoluzione.
Chiedo per la prima cosa perdono ai milioni di cittadini provenienti dalla mia stessa tradizione post¬ comunista, socialista e socialdemocratica, perché è ormai chiaro che sono stato raggirato anch'io e gli effetti della mia azione rischiano di impedire la salita a palazzo Chigi del caro compagno Pierluigi Bersani, il primo post comunista che poteva arrivarci attraverso un percorso democratico e una legittimazione popolare inedita nella storia dl nostro Paese e di quel partito che è stato anche il mio.
Vi sembrera' strano, ma poiché sono una persona corretta chiedo scusa anche a Silvio Berlusconi. Sia chiaro, con le sue "cene eleganti" aveva dato ben piu' di un pretesto ai nostri competitor internazionali per attaccare il nostro Paese e la situazione non era piu' sostenibile. Dovevo quindi intervenire, ma mai avrei pensato (ed è solo di questo che chiedo scusa anche a lui) scegliendo Mario Monti di imbattermi in un cattolico falso, cortese e deferente ma servo dei poteri forti nazionali e internazionali.

 

Poiche' tale giudizio riecheggia spesso e poiché io lo sto usando per la prima volta, ho il dovere di spiegare a voi, italiane e italiani, cosa significa, o almeno quello che io penso significhi per il nostro Paese. Secondo me, significa essenzialmente due cose: mettere fuori gioco il made in Italy a favore del made in Germany, a favore cioè delle imprese tedesche di cui noi siamo i principali concorrenti nel mondo, anche e soprattutto nella tecnologia e non soltanto, com'è evidente, nella moda e nel cibo.

Il professor Monti è il cavallo di Troia di entrambi i disegni, per i quali si è addirittura presentato alla elezioni insieme a compagni di viaggio a dir poco impresentabili. Egli, ho il dovere di dirlo ma voi lo sapete gia', ha parlato di vocazione maggioritaria ma non riuscira' nemmeno ad arrivare secondo. In tal caso, i famosi mercati subito dopo le elezioni, quando magari sara' difficile formare un governo se il Pd non dovesse avere la maggioranza anche al Senato, sono pronti a scatenare una nuova offensiva contro l'Italia.Avete mai sentito una volta il professor Monti parlare di industria, di manifattura, di prodotti italiani? Io no. Il secondo motivo è questo: sapete che oggi si possono comprare case in Grecia con uno sconto del 70 per cento rispetto al valore che esse avevano prima della tempesta finanziaria scatenata dai famosi mercati. Noi non siamo (ancora) la Grecia, ma i mercati da noi vogliono mettere le mani non solo sugli immobili ma sui pochi gioielli industriali, soprattutto pubblici, che ci sono rimasti.
monti papa ratzingerLe banche tedesche e francesi venderanno i nostri titoli di Stato, quelli per i quali paghiamo 80 miliardi di euro di interessi all'anno e di cui ho parlato spesso per difendere il fatto di aver scelto Mario Monti in quanto amico dei mercati, proprio per costringerci a recuperare il professore alla guida del governo, in modo che egli possa portare a termine il suo programma di vendita dei gioielli italiani, trasformando davvero l'Italia nel sud della Germania. So che quanto vi sto dicendo è grave, ma è mio dovere avvertire i cittadini di quanto è avvenuto e, soprattutto, di quanto potra' avvenire. E di questo vorrei che vi ricordaste nel giudicare il mio settennato.
Debbo anche chiedere scusa a voi italiane ed italiani, al mondo produttivo, alle associazioni del commercio e dell'artigianato, al volontariato e alle forze sindacali perché mai e poi mai avrei immaginato di dover essere io a mettere la firma sotto una serie di provvedimenti che hanno cosi terribilmente impoverito il nostro Paese, messo in grave difficolta' le famiglie, aumentato contemporaneamente disoccupazione e debito pubblico come non mai nella storia economica dell'Italia.
Chiedo scusa a tutti voi. Non chiedo assoluzione ma solo comprensione e, soprattutto, il riconoscimento della mia buona fede. Buona fede migliorista di chi crede nell'Italia e nell'Europa, in una Europa solidale senza discriminazioni sociali e non certo un ‘Europa dei potenti contro i deboli, dei prevaricatori contro la stragrande maggioranza dei cittadini.I miei collaboratori mi hanno preparato le schede con tutti i provvedimenti del governo Monti che hanno fatto stramazzare l'Italia con la scusa di salvarla, ma ve li risparmio perché immagino li conosciate benissimo.
Chiedo scusa a tutti, tranne ad uno, al quale rivolgo il più fermo e convinto anatema per aver tradito la mia fiducia, strumentalizzato il mio spirito di servizio al Paese, ignorato il senso dello Stato, il rispetto delle istituzioni e delle regole e, talvolta, persino la buona educazione.

Cari italiane e cari italiani, nella storia del nostro Paese si annoverano molti salvatori della Patria, alcuni veri, altri presunti. Ma gli uomini della Provvidenza non esistono più da 2000 anni, se si esclude Gesu' per i credenti. E neppure l'improvvida, opportunistica e poco meditata benedizione vaticana per Mario Monti può sopperire a tale rappresentazione della storia: neppure Pio XII arrivò a fare ciò che le alte gerarchie della Chiesa hanno fatto in queste ore con una ingerenza senza precedenti in affari tutt'altro che spirituali e molto mi meraviglia che Papa Benedetto XVI abbia consentito questa deriva che va ben oltre il relativismo e che provochera' inevitabilmente un corto circuito nello storico rapporto tra Stato e Chiesa in Italia.

Che farà domani Santa Madre Chiesa se legittimamente una forza politica espressione della sovranita' popolare dovesse rivendicare anche in Italia l'adozione di una normativa sulle nozze gay? Con quale credibilita' si potrebbe opporre a politiche di un governo in contrasto con una Chiesa schierata, almeno in Italia, non con i deboli ma con i potenti?
Tutto ciò vi dico, con grande preoccupazione per il futuro del nostro Paese e, se mi consentite, con grande rammarico e dolore. Caro professor Monti, fosse stato vivo Aldo Moro oggi Le avrebbe senz'altro detto che lei è un misto di grande opportunismo e di piccolo cinismo. Fossero vivi oggi i grandi padri della patria, da De Gasperi a Fanfani, da Berlinguer ad Almirante, da Pertini a Cossiga e tanti altri, Lei sarebbe ancora al posto che più di tutti avrebbe ancora titolo a ricoprire: consulente dell'onorevole Paolo Cirino Pomicino (il quale, guarda caso, ha bocciato inesorabilmente la sua agenda).
Prima di avviarmi alla conclusione, prima di augurarvi un anno sereno compatibilmente con la grave situazione che vi sto esponendo, debbo davanti a voi fare un pubblico elogio per Luca Cordero di Montezemolo: Il presidente della Ferrari ha capito in tempo con quale compagnia si stava mettendo, ha lasciato i suoi alle prese con l'agenda Monti e ha scelto per l'agenda di fine anno sua e della sua famiglia le Maldive. Sì, le isole nell'Oceano indiano dove le acque sono trasparenti e dove, mi dicono, hanno svernato in passato anche Belen Rodriguez e il suo fidanzato dell'epoca, quello con i tatuaggi
Dico, senza infingimenti, che si tratta di una scelta che gli fa onore e che non è stata nascosta in quanto l'ha annunciata ufficialmente Carlo Rossella nella rubrica Alta Società del Foglio. Essa ha il sapore di un atto politico vero e proprio, a fronte delle miserie dei centrini, un atto politico che lo riscatta di tante incertezze e tentazioni del passato.
Care italiane cari italiani, ho inteso dirvi la verità. Sono consapevole che di per sé essa non basta a cambiare la nostra situazione presente, ma voglio sperare che su di essa, a cominciare dalle elezioni dove il vostro voto potrà e dovrà contare, si possa costruire una nuova stagione di benessere e giustizia sociale per le nostre famiglie e il nostro Paese, la nostra Italia.
PS. Una piccola vendetta l'ho consumata, però: rifiutare le dimissioni di Mario Monti all'indomani della sua "salita" in politica, cosa che l'avrebbe sciolto da lacci e lacciuoli per poter correre meglio la campagna elettorale. Un no che è motivato, da un lato, dall'inutilità di mettere su un governo per appena 10 giorni; dall'altro, dalla mia volontà di far cadere sul premier un bel macigno di polemiche, come ha sottolineato il mio carissimo amico Eugenio Scalfari:

"Da venerdì scorso comunque Mario Monti è a capo della coalizione centrista. La panchina è vuota, perfino i palazzi del governo sono semivuoti, eppure nei 60 giorni che mancano alle elezioni ce ne sarebbero di cose da fare, di provvedimenti già approvati ma privi di regolamentazione, di pratiche da portare avanti, per quanto mi risulta in ufficio c'è rimasto soltanto Fabrizio Barca, ministro della Coesione territoriale. Lui ha idee di sinistra, quella buona per capirci, non quella di Ingroia dove si parla solo della rivoluzione guidata dalle Procure e dell'agenda di Marco Travaglio.

Perfino il commissario Bondi ha smesso di occuparsi di "spending review" per il nuovo compito sulla formazione delle liste. Lo fa nel tempo libero o in quello d'ufficio? Ecco una domanda alla quale si vorrebbe una risposta".

 

 
 
 

in Sicila c'è l'acqua ma non si vede.

Post n°1407 pubblicato il 02 Agosto 2012 da joiyce
 

cuffaro la svende ai privati.
C’era una volta, in Sicilia, un lupo che stava nella parte alta di un rivo. Da quel fiume sgorgavano ogni anno 7 miliardi di metri cubi d’acqua, quasi il triplo del fabbisogno calcolato in 2 miliardi e 482 milioni di metri cubi. Nella parte bassa stava un agnello assetato. Il lupo disponeva a suo piacimento se fare bere o meno l’agnello ed ogni pretesto era buono per negare o razionare l’accesso. Questa rivisitazione siciliana di Fedro non è solo una favola. È ciò che accade in Sicilia sul fronte dell’emergenza idrica. Negli invasi siciliani c’è una disponibilità in grado di assicurare 250 litri d’acqua giornalieri ad ogni abitante dei comuni capoluoghi di provincia e 210 in tutti gli altri comuni. Molto di più, ad esempio, della provincia di Reggio Emilia, dove la disponibilità d’acqua è di 133 litri al giorno per ogni abitante. Ma mentre nel capoluogo romagnolo l’acqua viene erogata ogni giorno per 24 ore, nella provincia di Agrigento l’acqua arriva ogni tre settimane. Le radici del problema non sono solo di carattere politico, ma, come ogni sorta di bene pubblico nell’isola, il problema è anche di natura criminale. Tutto cominciò con la costituzione dello Stato unitario. In Sicilia non c’è stata una pubblicizzazione delle acque. La mafia ci mise le mani e non le tolse più. Alle fonti d’acqua venne imposto il controllo privato, esercitato dai guardiani, i "funtaneri", uomini di Cosa Nostra. Legati alla mafia erano anche gli affittuari e gli intermediari. Da allora l’acqua verrà quindi rivenduta, consensualmente, ai comuni o ad altri privati a peso d’oro.Nei piani regolatori degli acquedotti figuravano spesso solo una parte dei pozzi delle province. Non venivano inclusi invece i pozzi più ricchi di acqua gestiti dalle famiglie mafiose.Le aziende idriche private, nel ricercare nuove falde, hanno appositamente trivellato per anni nelle zone più povere d’acqua, lasciando intatte le zone più ricche, di proprietà dei clan mafiosi. Ragion per cui, oggi, i siciliani, sono costretti ad acquistare l’acqua pubblica dai privati a costi altissimi.La Regione non sembra curarsi della situazione, essendo troppo impegnata a svendere la gestione idrica delle province ai privati. Il 14 giugno scorso è stata la volta di Palermo, la cui gestione idrica è adesso nelle mani di un’azienda privata che ha sottoscritto con il presidente della provincia Musotto un contratto trentennale, non curante delle proteste dei cittadini. L’acqua agrigentina, trapanese e nissena è già privatizzata. Presto sarà il turno di Siracusa e poi via via le altre. Ha resistito invece la provincia di Ragusa, dove i movimenti ed i comitati contro la privatizzazione dell’acqua sono riusciti a bloccarne la svendita. Il segretario della Fp Cgil Sicilia Teodoro La Monica sta conducendo la lotta per la ripubblicizzazione dell’acqua nell’isola: «Presenteremo una petizione in parlamento. Abbiamo già raccolto 40mila firme. Speriamo di bloccare questo scempio».Il rischio di infiltrazioni mafiose è alto. Le gare d’appalto sono poco controllate e accaparrarsi la gestione dei servizi diventa un gioco da ragazzi per Cosa Nostra. «Il rischio di infiltrazione mafiosa in Sicilia è forte ogni qualvolta si decide di appaltare un servizio. - continua La Monica - Se poi è un privato, il pericolo è ancora più forte perché più esente ai controlli». Il procuratore nazionale Pietro Grasso faceva notare come la mafia, in Sicilia, riesca ad ottenere il 96% degli appalti dell’isola, grazie soprattutto alla complicità delle amministrazioni.Cosa Nostra non si limita solo alla gestione dei pozzi, ma è presente anche negli appalti per la costruzione e per la manutenzione delle dighe. In Sicilia sono state costruite 50 dighe. Tutte realizzate grazie ai finanziamenti pubblici. Furono il prodotto delle lotte dei grandi movimenti di massa contadini degli anni ’40. Oggi, di queste 50 dighe, 44 non sono state ancora collaudate o non funzionano correttamente. L’esempio più eclatante è quello della diga di Ancipa, che dovrebbe assicurare l’erogazione di acqua a Caltanissetta ed Enna. L’Ancipa ha un invaso di 34 milioni di metri cubi d’acqua, ma ne può contenere soltanto 10. La diga è in stato di decomposizione e presenta crepe da tutte le parti. Non è quindi un caso se nelle province di Caltanissetta ed Enna l’acqua viene erogata ogni 10 giorni. Altro problema è quello delle reti colabrodo. Arrivano a perdere il 50% dell’acqua erogata durante il suo percorso per raggiungere i rubinetti dei siciliani. Calcolare l’acqua persa è poi impossibile, essendo i contatori troppo vecchi o mal funzionanti.Il termometro, in Sicilia, nelle prossime settimane, potrebbe sfiorare i 43 gradi, (N.B l'articolo è del 22 Giugno 2007) prosciugando la pochissima acqua contenuta nelle dighe. Ed ecco allora che entrano in gioco i privati con le loro autobotti a pagamento. Quelli sì che arrivano di corsa. Francesca, 50 anni, impiegata al comunedi Sciacca, una delle città più colpite dall’emergenza idrica, ci ha fatto ormai l’abitudine a vivere senza acqua: «Qui arriva un giorno sì e un giorno no. Siamo costretti a chiamare l’autobotte 4 volte alla settimana. In estate poi la situazione peggiora. - continua Francesca - Non abbiamo una cisterna privata, ma la dividiamo con con tutti i palazzi della zona. Io, per precauzione, conservo sempre dei bidoni pieni di acqua. Non si sa mai...».Lo scempio privatistico in Sicilia ha un nome: si chiama Galli. È una legge del 1994, peggiorata dalla Regione Sicilia con un decreto del 2001, che favorisce la privatizzazione della gestione idrica, in base a "criteri di efficienza, efficacia e di economicità". All’inizio del 2001, in una sua relazione, l’ex-commissario regionale per le acque ed ex-generale dei carabinieri Roberto Jucci, provò a cambiarla. Jucci propose l’istituzione di un’Authority per la sovrintendenza della questione acqua, che avrebbe gestito unitariamente le dighe, le condotte di adduzione e gli impianti comunali. Peccato che dopo quella relazione Jucci venne spedito a casa e la carica di commissario per le acque passò al presidente della Regione Totò "Vasa-vasa" Cuffaro. Il suo vice era il Re Mida Felice Crosta, manager di successo e attualmente direttore generale dell’Agenzia acque e rifiuti con uno stipendio di 1.500 euro al giorno. Gli esperti ammoniscono che l’estate siciliana sarà più nera del solito. I cittadini già lo avvertono. Mentre Crosta, dall’alto del rivo, in un’intervista al Giornale di Sicilia, rassicura tutti, definendo la situazione "non allarmante".

Articolo di LORENZO TONDO
Fonte: Liberazione, via Attac Italia

 
 
 

PIGNORANO anche le pensioni: ecco perchè hanno costretto i pensionati ad aprire il conto corrente!

Post n°1390 pubblicato il 14 Maggio 2012 da joiyce
 

Ora è chiaro perchè il governo MONTI ha voluto che le pensioni fossero canalizzate nei conti correnti. Le pensioni infatti, per legge, possono essere pignorate solo per un quinto e, a volte, i giudici dispongono anche per un decimo. Invece, tutti i depositi bancari e postali possono essere pignorati per l'importo totale giacente, anche se in questa giacenza c'è la pensione. In questo modo EQUITALIA aggira la legge e ci toglie le pensioni per l'importo totale e non più per un quinto!!!! Ma vi rendete conto??? dobbiamo difenderci dallo STATO che vuole depredarci....e siamo solo all'inizio!!!

 
 
 
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Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Tre volte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene coperto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall'ingiustizia. (da Enrico VI, atto III, scena II)

E chi per esser suo vicin soppresso spera eccellenza e sol per questo brama ch'el sia di sua grandezza in basso messo(superbia); è chi podere, grazia, onore e fama teme di perder perch'è altri sormonti, onde s'attrista sì che'l contrario ama (invidia); ed è chi per ingiuria par ch'aonti, sì che si fa de la vendetta ghiotto e tal conviene che 'l male altrui impronti (ira). Dante Alighieri.

 

SAN MICHELE ARCANGELO PROTETTORE DI SALEDELMONDO

ATTO DI CONSACRAZIONE A SAN MICHELE ARCANGELO
O grande Principe del cielo, difensore fedelissimo della Chiesa, San Michele Arcangelo, io, quantunque indegno di apparire dinanzi a te, confidando tuttavia nella tua speciale bontà, mi presento a te, accompagnato dal mio Angelo Custode e, in presenza di tutti gli Angeli del cielo che prendo a testimoni della mia devozione verso di te, ti scelgo oggi come mio protettore e particolare avvocato e mi propongo fermamente di onorarti quanto più potrò. Assistimi durante tutta la mia vita, affinché mai io offenda Dio né in opere né in parole né in pensieri. Difendimi contro tutte le tentazioni del demonio, specialmente riguardo la fede e la purezza, e nell'ora della morte infondi la pace alla mia anima e introducila nella Patria eterna. Amen.

 

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