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Sale del mondo

Non abbiamo altro in nostro potere che giustizia, verità, sincerità.

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“Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere”. Giuseppe Fava

 

LE PILLOLE DI SALE DEL MONDO.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E se il sole può donare al cielo il suo arcobaleno più bello solo dopo un temporale, anche la vita, forse, ci maltratta un po’ per poterci offrire qualcosa di prezioso. (L. Tangorra)

 

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ALLA MEMORIA DI MIO PADRE È DEDICATO IL BLOG.

La famiglia ha in se un elememto di bene raro a trovarsi altrove, la durata. Gli affetti vi si estendono intorno lenti, inavvertiti, tenaci e durevoli. Come l'edera intorno alla pianta, ci seguono di ora in ora,s'immedesimano taciti con la nostra vita. Noi spesso non li distinguiamo, poichè fanno parte di noi, ma quando li perdiamo, sentiamo come se un non so che d'intimo, di necessario, che al vivereci manca. (Anonimo)

 

SETTIMANA EUROPEA PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI

 

SAVE THE BEACH

 

Save The Beach

 

SIAMO TUTTI BELLI GUARDANDO LA LUNA.

Noi vediamo la cattiveria degli altri perchè la conosciamo attraverso il nostro comprtamento. Non perdoniamo mai qelli che ci feriscono perchè pensiamo che non otteremo mai il loro perdono. Diciamo al prossimo verità dolorose perche vogliamo nasconderle a noi stessi. Mostriamo la nostra forza, affinchè nessuno possa cogliere la nostra fragilità. Per questo, ogni volta che ti troverai a giudicare un tuo fratello, sii consapevole che sei tu sotto processo. (Okakura Kazuko)

 

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GLI ANGELI DI SALE DEL MONDO

 

 

 

COSÌ STANNO AMMAZZANDO IL MARE.

 

 

SAN MICHELE ARCANGELO PROTETTORE DI SALEDELMONDO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sindaco di Salerno a due anni di distanza si smentisce clamorosamente e "litiga" con se stesso.

Post n°987 pubblicato il 18 Ottobre 2009 da joiyce
 

Il livoroso sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, smentisce clamorosamente se stesso affermando ogni cosa e il suo contrario a soli 2 anni di distanza, 2007 e 2009. Come non ricordare la sua rinomata sicumera, con la quale letteralmente impallinava chi si opponeva alla costruzione dell'inceneritore di Salerno, arrivando persino a diffamare Alex Zanotelli. Sentirlo decantare oggi, con la stessa sicumera di allora, le tesi opposte alle precedenti, è a dir poco "interessante". In particolare il 'contraddittorio' illumina i reali interessi che si nascondono dietro la paventata costruzione del megainceneritore. Interessante poi anche quanto De Luca afferma e poi smentisce sulla raccolta differenziata, quasi altercando con se stesso.

credits: Simonzio,

 
 
 

Cambiamo Aria: petizione nazionale per la riduzione e il riciclo totale dei rifiuti e la messa al bando degli inceneritori.

Post n°984 pubblicato il 08 Ottobre 2009 da joiyce
 

Direttive Europee: primo ridurre e riciclare i rifiuti. Incenerimento non è riuso né riciclo
Tutte le Direttive europee sui rifiuti stabiliscono che il problema va risolto con la riduzione/prevenzione dei rifiuti all'origine (vuoto a rendere, liquidi alla spina, compostaggio domestico, etc.), la raccolta separata dei materiali, il riciclo e la produzione di nuove merci, la progettazione di merci più facilmente riciclabili. Solo in via del tutto subordinata si può ricorrere a discariche ed inceneritori. Una furbesca interpretazione di tali direttive fa credere che gli inceneritori (chiamati solo in Italia “termovalorizzatori”) comportino la riutilizzazione dei rifiuti. In realtà, anche se il calore della combustione è utilizzato per produrre elettricità, si tratta sempre di inceneritori a bassissimo recupero di energia: riciclare la carta fa recuperare 4 volte l'energia che si produce bruciandola; riciclare le plastiche fa recuperare da 10 a 26 volte l'energia prodotta col loro incenerimento

Inceneritori di RSU non sono centrali termoelettriche
Non è vero che un inceneritore è simile ad una centrale termoelettrica, che invece è progettata per bruciare un combustibile la cui composizione è relativamente costante e il cui inquinamento, se si vuole, può essere analizzato, e in parte ridotto.

La separazione meccanica non funziona
La grossolana separazione di una frazione "umida" (ed eventualmente del vetro) dal resto, destinato all'incenerimento, con eventuale sua trasformazione in CDR (combustibile derivato dai rifiuti), sono operazioni mirate soltanto a legittimare i grossi affari associati alla vendita di inceneritori o alla riconversione di vecchie centrali termoelettriche dismesse.

Se si brucia carta, plastica e legno, si vanificano le raccolte separate. C'è bisogno di riciclare la carta invece di importarla
Gli inceneritori possono funzionare soltanto bruciando materiale combustibile e le frazioni combustibili dei rifiuti sono soltanto carta, plastica, eventualmente legno. Gli inceneritori impediscono perciò la possibilità di riutilizzare e riciclare la carta e la plastica. Viene così anche vanificato il generoso impegno di tante associazioni di volontariato, scuole e famiglie per la raccolta separata dei rifiuti. C'è un'enorme bisogno di riciclo: degli oltre 10 milioni di tonnellate di carta e cartoni "consumati" in Italia, solo poco più di 2,5 milioni sono riciclati e circa 7,5 milioni vanno in discariche e inceneritori.

Inceneritori e riciclo sono due scelte alternative: la Germania lo dimostra
La scelta di costruire inceneritori scoraggia lo sviluppo di tecniche di raccolta separata, frazionamento e arricchimento delle frazioni riciclabili, riciclo e commercializzazione delle merci riciclate, analisi merceologica delle frazioni destinate al riciclo e delle merci riciclate; scoraggia la progettazione di merci, oggetto e macchinari più duraturi, che generano minori quantità di rifiuti durante la produzione e dopo l'uso, che possono essere usati più volte, più idonei ad essere riciclati. Tutte operazioni che potrebbero assicurare occupazione e innovazione tecnico-scientifica. In Germania la riduzione dei rifiuti (-16%) e l'aumento del riciclo degli imballaggi iniziati con il decreto Toepfer del 1991 ha mandato in crisi gli inceneritori programmati e costruiti dal 1980 al 1995.

Dai camini degli inceneritori esce la peste del 2000
Con la combustione di rifiuti contenenti carta, legno e plastiche (anche clorurate), si liberano metalli tossici, micro- e nanopolveri, si formano acidi, diossine, Pcb (policlorobifenili), sostanze tossiche e cancerogene, che non sono significativamente filtrate neanche dai più sofisticati mezzi di abbattimento. Dai documenti ufficiali Europei risulta che in Italia il 64% delle diossine è prodotto dagli impianti di incenerimento. La normativa è inadeguata a tutelare la salute: un inceneritore può “legalmente” immettere nell'ambiente sostanze nocive, compresi cancerogeni certi, in quantità rilevanti, e con controlli assai poco soddisfacenti: ad esempio, un inceneritore da 800 tonnellate di rifiuti al giorno, rispettando i limiti di legge, emette 504.000 nanogrammi di diossina al giorno, che sono l'equivalente della dose massima giornaliera di 720.000 adulti.
Le emissioni degli inceneritori sono una delle cause principali del moltiplicarsi di malattie degenerative in Europa, con enormi costi sociali. Per questi motivi chiediamo la messa al bando degli inceneritori.

Le ceneri sono un quarto dei rifiuti inceneriti, vanno in discariche più pericolose e più costose
Gli inceneritori lasciano un residuo (circa il 25% in peso dei rifiuti trattati) di ceneri, contenenti sostanze chimiche più facilmente solubili in acqua dei rifiuti originari. Tali ceneri devono essere smaltite in discariche molto più sicure di quelle ordinarie. Costruire inceneritori comporta quindi costruire anche discariche, con ulteriori effetti ambientali su acque superficiali e sotterranee.

La “convenienza economica” dell'incenerimento è una truffa pagata con le nostre tasse
Incenerire i RSU costa molto più che raccoglierli separatamente e riciclarli: da 100 a 300 euro a tonnellata.  La "convenienza" economica sta tutta nella truffa del finanziamento statale che paga,con i nostri soldi, l'energia elettrica prodotta dagli inceneritori circa 18 cent al KW/h, oltre 4 volte il suo prezzo di mercato. E' un conto truccato che paghiamo noi cittadini con le tasse e le bollette.

Verso “Rifiuti Zero” con la raccolta differenziata “porta a porta”
In Italia molte decine i comuni, non solo piccoli, superano l'80% di raccolta differenziata e qualcuno sta puntando a superare il 90%. Questi risultati si ottengono con una buona informazione e coinvolgimento degli abitanti, un sistema di raccolta “domiciliare”, fatto porta a porta, in giorni diversi per tipi di rifiuto diversi; così si facilita al massimo il riciclo e, rivendendo i vari materiali alle industrie di carta, vetro, metalli ecc. si riducono i costi complessivi e le tasse sui rifiuti. Anche il residuo finora chiamato “non riciclabile” viene ora trasformato, con tecnologia italiana, in una “sabbia” per arredi da esterno e calcestruzzi. Investendo meno di 1 miliardo di euro, il governo può servire con la raccolta domiciliare i 45 milioni di italiani che ancora non lo sono, creando 200.000 posti di lavoro, invece di investire 10-15 miliardi di euro in inceneritori e loro discariche, con soli 3.000 occupati: la ricaduta occupazionale del riciclo rispetto all'incenerimento è di 1000 posti a 1. Questa è “economia verde”.

Verso “Rifiuti Zero”: paghi meno chi fa meno rifiuti
I rifiuti si riducono ulteriormente se le tariffe non sono legate alla dimensione degli alloggi o al numero del nucleo famigliare, ma alla quantità di rifiuto non riciclabile conferito.
Ulteriori sconti possono riguardare chi composta nel proprio orto gli scarti organici di cibo o potature e i genitori che addottano per i neonati i pannolini lavabili.

Clicca QUI per firmare la petizione.

Credits: INFORMARE PER RESISTERE, Cambiamo Aria. org;

 
 
 

Campania e rifiuti, quello che non abbiamo MAI saputo.

Video efficace da diffondere a cura del Co.Re.Ri., Paola Nugnes e Giuseppe Cristoforoni, grazie alla voce narrante di Patrizio Rispo, presentano: "SUNTO", ovvero l'emergenza rifiuti e le possibili soluzioni presentate in 8 minuti.

 
 
 

Incenerire, ovvero come morire a norma di legge.

Post n°965 pubblicato il 10 Agosto 2009 da joiyce
 

Presi dalla nostra totale arroganza, pieni e certi che ciò che sappiamo è abbastanza per poter pensare di risolvere il problema "rifiiuti", stiamo in realtà uccidendoci con le nostre stesse mani. In nome del denaro e della nostra priorità di fregare il prossimo, ci condanneremo all'estinzione certa. E' vero, non ci perdoneranno mai...

Credits: Giorgio Simonetti,

 
 
 

Aveva 12 anni e la luce del cielo attaccata agli occhi, muore di tumore causato dai fumi di un inceneritore.

Post n°964 pubblicato il 09 Agosto 2009 da joiyce
 

 

Il bambino viveva a Coriano, quartiere della città (FORLì) dove si trovano i due inceneritori di Hera e Mengozzi, e nel 2006 era stato colpito da tumore alla prostata. Per i genitori la malattia sarebbe stata causata dai fumi degli impianti. Il 19 settembre ci sarà una nuova udienza del processo. «Patologia rarissima a quell’età» dicono i medici. La vita e ora la morte del piccolo — la notizia è stata diffusa dopo i funerali di ieri — (nb la morte del piccolo è avvenuta il 22 Luglio) sono da tre anni il nucleo di una battaglia legale che da questo momento, se possibile, acutizzerà tutti i suoi angoli. I genitori puntano il dito contro le emissioni in atmosfera della coppia di inceneritori di Coriano — Hera e Mengozzi — accusati in tribunale d’essere alla base della malattia del figlio (residente proprio lì, nel quartiere dei due camini).

L’accusa formalizzata dal pm Filippo Santangelo — che dal disperato esposto della madre e del padre del bambino malato ha elaborato un procedimento ancora in fase introduttiva — è quella di lesioni colpose. Ma adesso è facile supporre che Santangelo muterà l’ipotesi in omicidio colposo. Così la sfida processuale inasprirà i toni, perché gli attori della lizza — giudici, avvocati e periti — non conoscono la pietà di una vita ammutolita a 12 anni. Vita che rischia di assurgere a simbolo, un prezioso dono offerto all’altare di una battaglia civile.

L’itinerario penale è alla stazione di raccolta delle prove ‘irripetibili’ (incidente probatorio). Il giudice Michele Leoni ha riunito attorno a un tavolo quattro esperti e ha ordinato di passare al setaccio ogni aspetto dell’attività dei due inceneritori. Due gli indagati (15 le parti offese, tra cui i genitori del piccolo, Wwf e il ClanDestino): Claudio Dradi, 56 anni, di Hera, ed Enzo Mengozzi, di 62, titolare dell’omonima ditta. L’accusa è abuso d’ufficio, falso ideologico, lesioni personali colpose e getto pericoloso di cose (ipotesi legata alle emissioni in atmosfera).

I quattro luminari delegati dal giudice (Roberto Montagnani, Davide De Dominicis, Livio Scatto e Mauro Sanna) hanno lavorato per un anno e mezzo. E adesso spiegano in aula lo stato di salute dei due comignoli sotto accusa. Ci sono state tre udienze. E il dato fondamentale che è emerso è che gli impianti sarebbero stati «anomali prima del 2005». Il 19 settembre si parlerà del presunto nesso tra esalazioni e malattia del bimbo. Da alcune indiscrezioni sembra che gli esperti abbiano escluso collegamenti di causa-effetto tra fumi e tumore. Ma altri studi direbbero il contrario. Il 19 settembre ne sapremo di più.

credits: Maurizio Burnacci,

 
 
 

Inceneritore di Salerno si farà: in gran segreto Comune e provincia trovano l’accordo.

Post n°963 pubblicato il 06 Agosto 2009 da joiyce
 

Come volevasi dimostrare. Il neo presidente della provincia, E. Cirielli, in campagna elettorale prometteva al suo elettorato la delocalizzazione dell’impianto di incenerimento dalla piana di Cupa Siglia, e un netto ridimensionamento  della portata dell’impianto,  in principio stimata a 600000 tonnellate annue. Dopo le sterili polemiche a distanza che hanno caratterizzato gli ultimi giorni col livoroso sindaco di Salerno, V. De Luca, sulla gestione dell’impianto,  in gran segreto, comune e provincia, trovano un accordo. L’impianto si farà e avrà una portata di 350000 tonnellate di rifiuti bruciati all’anno.  I Picentini hanno perso, la tutela del territorio sporcata e strangolata in maniera irreversibile. Un inceneritore tra i tesori di una civiltà etrusca, all'ingresso della PORTA DEI SAPERI del PARCO REGIONALE DEI MONTI PICENTINI. Addio ai prodotti con marchio DOP e DOC, addio alle eccellenza enogastronomiche del territorio. La piana di Cupa Siglia è un’area circoscritta ad un fazzoletto di terra, grande meno di un chilometro quadrato, dove dovranno convivere una centrale termoelettrica da 800Mw, una cementeria tra le più grandi d’Europa e un impianto di incenerimento fortemente voluto dai potentati politici di turno. La gestione dell’inceneritore sarà affidata al soggetto privato che lo costruirà con la compartecipazione dell’amministrazione comunale di Salerno che sarà capofila anche per gli altri comuni. Alla Provincia, invece, spetterà la supervisione nell’esecuzione dei lavori. Il monumento all’inefficienza è servito.  Ma quanta energia producono i “termovalorizzatori”? Basta consultare un po il sito di Terna: gli inceneritori con recupero energetico producono qualcosa; ma molto poco. Secondo i miei calcoli, producono meno dell’1% dell’energia elettrica totale prodotta in Italia. Questo se si va a calcolare l’energia netta, attenzione. Energia netta vuol dire l’energia che l’inceneritore produce meno l’energia che bisogna dare all’inceneritore perché la produca. E delle problematiche implicate sui rischi sulla salute? Sulla possibilità di sviluppare malattie respiratorie e cancerose della peggiore risma? Ci sono ottimi studi internazionali che lo dimostrano, basta solo avere un po di tempo,  pazienza e voglia di sapere la verità, cosa che il popolo campano depresso e rassegnato non ha. Le notizie che mi giungono dagli amici del  COMITATO DI SALUTE E AMBIENTE in merito all’attività di monitoraggio sull’area non sono delle migliori: allo stato attuale non si conoscono i risultati degli esami in oggetto in quanto non’è stata data la possibilità ai membri del comitato  di essere parte attiva delle attività medesime. Insomma, per la serie: “questa è la democrazia!”. Ma le novità non finiscono qui. Quello che sto per raccontarvi ha dell’incredibile, sembra che l’assessore all’ambiente della regione Campania W. Ganapini abbia firmato un protocollo d’intesa con l’associazione italiana economica del cemento, ATITEC, per bruciare i rifiuti,  ecoballe e cdr stoccato nei depositi della provincia di napoli, nei 3 cementifici della regione (ndr. che sono anche gli unici dell’intera penisola):  l’italcementi di Pontecagnano (SA), Cementir di Maddaloni e Moccia di Caserta. Ganapini, ambientalista già presidente di GREENPECE autorizza a bruciare rifiuti nei forni dei cementifi. Cosa finirà nei loro forni? Ci vogliono incenerire. Le generazioni future ci perdoneranno questo suicidio ambientale?

 
 
 

Salerno: il sindaco dice che l'inceneritore non serve, ma litiga col presidente della provincia per la gestione dell'impianto.

Post n°960 pubblicato il 01 Agosto 2009 da joiyce
 

Il livoroso sindaco di Salerno Vincenzo De Luca polemizza a distanza col neo presidente della provincia Edmondo Cirielli per la costruzione e la gestione dell'impiant odi incenerimento di CUPA SIGLIA. In maniera fascista e autoritaria chiede un impianto da almeno 400000 tonnellate annue, sulla sua gestione  i toni non cambiano:

«La società pro vinciale per il ciclo dei rifiuti è una bufala — afferma il primo cittadino — quella legge è demenziale e ingestibile. Quindi non si farà mai: è sta to detto anche durante riu nioni ufficiali con Bertolaso. Per il termovalorizzatore noi siamo pronti. Possiamo parti re con la gara già da domani. Ma sia chiaro: a Salerno que sto impianto non serve. Noi lo facciamo solo per dare un servizio alla regione e all’Ita lia. Ma va fatto alle nostre condizione e con la gestione del Comune. Altrimenti non si farà mai».

Il presidente Cirielli invece adesso reclama una gestione provinciale dell'impianto, quando poi in campagna elettorale paventava l'ipotesi di delocalizzazzione e di ridimensionamento a 150000 tonnellate:

Ab­biamo una legge regionale e delle ordinanze nazionali che assegnano alla Provincia que ste competenze: non è il caso che un comune decida per al tri comuni. Immaginiamo un impianto più piccolo, da cir ca 350mila tonnellate che debba servire il territorio sa lernitano o al massimo la pro­vincia di Avellino. Ma sia chiaro che a gestirlo sarà la Provincia. Non certo il Comune di Salerno».

Per chi non conoscesse lo Zar di Salerno eccoVi  un remix di alcuni tra i suoi più celebri videodeliri con una sorpresa finale...

 
 
 

Inceneritori: un monumento all'inefficienza.

Post n°953 pubblicato il 21 Luglio 2009 da joiyce
 

 Oggi i napoletani e i campani sono un popolo depresso che oramai sull’orlo del baratro rifiuta anche di salvare la sua vita e quella delle generazioni che dovranno venire. E’ un popolo rassegnato (sono CAMPANO  e la situazione è proprio questa) anche perché non sa che vi possono essere molte soluzioni al problema dei rifiuti e non sono soluzioni a lungo termine, ma immediate almeno quanto l’inutile inceneritore.

Eh sì! Se proprio non vogliamo pensare alla salute e dire che studi internazionali dimostrano che abitare vicino ad un inceneritore aumenta notevolmente le possibilità di sviluppare un cancro, valutiamo l’aspetto prettamente economico: e l’inceneritore non è efficiente. Spiega Ugo Bardi:

Che l’inceneritore sia inefficiente, non è una cosa controversa. Ci sono molti ottimi studi che lo dimostrano. Se avete voglia e tempo, potete cercarvi quelli del prof. Sergio Ulgiati, per esempio. Vedrete che dei tre metodi principali usati per smaltire i rifiuti, incenerimento, discarica, e riciclaggio, l’inceneritore è il meno efficiente; di gran lunga. Poi, potete andare a vedere il sito di Terna e verificare quanta energia producono i cosiddetti “termovalorizzatori.” Senza esagerare, perchè c’è chi ha detto che non producono niente, ma non è vero. Gli inceneritori con recupero energetico producono qualcosa; ma molto poco. Secondo i miei calcoli, producono meno dell’1% dell’energia elettrica totale prodotta in Italia. Questo se si va a calcolare l’energia netta, attenzione. Energia netta vuol dire l’energia che l’inceneritore produce meno l’energia che bisogna dare all’inceneritore perché la produca. Questo è il trucco dei sussidi del famoso CIP6. Ma non fatemi entrare nei dettagli; ci perderemmo troppo tempo.

Come si è arrivati, allora ad avere gli inceneritori monumento all’inefficienza? Secondo Ugo Bardi la risposta è semplice: si è giocato sulle paure della gente e gli ambientalisti non hanno dato una mano affinchè vi fosse un informazione chiara e trasparente. Dice Bardi:

Non mi fate dire che si devono tacere alla gente i rischi di certe cose. Assolutamente no. Le cose vanno dette, e vanno dette come stanno. Ma bisogna fare dell’informazione corretta. Le fesserie che dici, poi te le ritrovi. E’ come nei film americani, quando il poliziotto ti dice “tutto quello che dirai potrà essere usato contro di te”. E’ vero, succede proprio così - devi stare estremamente attento a essere corretto - cosa di cui il movimento anti-inceneritori si è spesso dimenticato, lanciandosi in polemiche molto discutibili. Anzi, alle volte proprio sbagliate. Ma, soprattutto, è proprio una questione di strategia: non bisogna spaventare la gente; bisogna dire alla gente che cosa fare. Nel caso dei rifiuti, si tratta di far vedere concretamente come si può fare a meno dell’inceneritore. Se ci si riesce, non serve più mettersi a litigare. E come quando cercano di venderti un’enciclopedia per telefono: non è che devi perdere tempo a spiegare è una cosa inutile e perché. Gli dici che non ti serve, ringrazi e riattacchi. Lo stesso se ti propongono l’inceneritore: non ci serve, grazie.

credits: ecoblog, aspro,

 
 
 

Ad Acerra si va verso l’allerta sanitaria: test condotti sulla pelle dei cittadini.

Post n°952 pubblicato il 20 Luglio 2009 da joiyce
 

L’aria del termovalorizzatore di Acerra è inquinata. Non è la fosca previsione di un ambientalista fissato, né l’ennesima tiritera della propaganda, ma la cruda realtà. Il dato è certificato dall’Arpac, l’agenzia campana per la protezione ambientale. Il 14 luglio scorso, infatti, è stato raggiunto il numero di sforamenti dei limiti delle polveri sottili (pm10) previsto dal decreto ministeriale 2 aprile 2002, n. 60, secondo il quale il valore giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo non può essere superato per più di 35 volte nell’anno solare. L’impianto di Acerra, peraltro, per stessa ammissione della società che lo gestisce, funziona a scartamento ridotto. E quando sarà a pieno regime cosa accadrà? «La verità», spiega Luciano Capobianco, fino a pochi giorni fa direttore generale dell’Arpac, «è che si tratta un impianto complesso, e la sua stessa realizzazione non è andata liscia come l’olio. Viene da chiedersi che fine abbiano fatto le 27 prescrizioni di adeguamento strutturale previste dal ministero dell’Ambiente per mitigare l’impatto dell’impianto costruito su un territorio già inquinato ». Proprio quando il gran caldo favorisce l’accumulo degli inquinanti, le centraline da due giorni sono fuori uso, quindi monitoraggio delle diossine INESISTENTE. Sul funzionamento dell’inceneritore si è espresso anche Franco Ortolani, docente di geologia alla Federico II, che in una nota ha ne criticato la qualità. Ortolani parla di incredibile approssimazione con la quale è stato progettato l’impianto di importanza strategica e di scarsa qualità progettuale, evidenziata anche dalla Commissione Via. 

  

credits: terranews, ecodellacittà, blogeko,

 
 
 

A Salerno il "paladino" dell'incenerimento (in chiave demagogica e strumentale) nel BOOM dell'emergenza rifiuti.

Post n°937 pubblicato il 25 Giugno 2009 da joiyce
 

Rescisso il contratto con la «Campania Appalti», l’impresa aggiudicataria delle opere viarie a servizio del costruendo termovalorizzatore di Salerno. La decisione dell’amministrazione comunale ha fatto seguito all’adozione da parte della Prefettura dell’interdittiva antimafia, a carico dell’impresa, sulla quale gravano indizi di collusione con ambienti della malavita organizzata del Casertano. L’iniziativa dell’amministrazione comunale è citata anche in una articolata nota del consigliere comunale di «Salerno per» Fausto Morrone  che ha scritto al presidente del Consiglio Berlusconi, al ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, ai sottosegretari Gianni Letta e Guido Bertolaso, al governatore Antonio Bassolino e al presidente della Provincia Edmondo Cirielli per sollevare alcune questioni inerenti la realizzazione del termovalorizzatore. Ecco testo della missiva del dr Morrone:

 

Con la presente intendo ritornare sulla questione del termovalorizzatore di Salerno in modo più serio e non meramente denigratorio e demagogico come usa fare il Sindaco di Salerno, Commissario delegato dal Governo per la costruzione del suddetto impianto.

Considerare, infatti, il legittimo richiamo alla legge, da parte del Governo, a che il termovalorizzatore venga regolarmente gestito dalla Provincia, unitamente alle altre competenze ad essa demandate in tema di sistema dei rifiuti, “un contesto di assoluta demenzialità”, come ha recentemente dichiarato De Luca, mi pare che denigratorio e demagogico possano essere tranquillamente considerati degli eufemismi.

A circa due anni dall’attribuzione al Sindaco della delega di Commissario delegato per la realizzazione del termovalorizzatore gli avanzamenti sono i seguenti:

  • la gara per la costruzione dell’impianto è andata deserta, con il risultato di doverla aggiudicare all’unica ditta che era stata esclusa dal Commissariato e successivamente riammessa dal T.A.R. e, pertanto, si deve ripartire daccapo;
  • quella, invece, inerente la costruzione delle strade di accesso al medesimo impianto è stata aggiudicata ad un’azienda legata al clan dei casalesi (Campania Appalti), della cui collusione, stranamente, io ho avuto subito contezza, nonostante i miei scarsi mezzi informativi, nel mentre il Comune ha atteso la mia denuncia e la conseguente interdittiva antimafia della Prefettura per sospendere i lavori.

Risulta evidente alla luce di quanto ho esposto che il progetto è rimasto nella fase embrionale.

De Luca è lo stesso che, all’epoca in cui gli furono affidati da parte del Governo Prodi i poteri commissariali, impazzava su tutte le televisioni nazionali promettendo l’entrata in funzione dell’impianto entro due anni.

Ed è sempre lui che, insieme ad alcuni collaboratori, si sottopose ad una costosa (per i contribuenti salernitani) trasferta a Los Angeles per incontrare il noto architetto Frank O. Gehry, il quale avrebbe dovuto realizzare, a suo dire, un progetto del termovalorizzatore “che esteticamente richiami appassionati d’arte”.

Di quell’incontro a Los Angeles rimane qualche traccia solo attraverso la lettura di una dichiarazione di O. Gehry, rilasciata ad un prestigioso quotidiano nazionale, il quale afferma: “mi hanno convocato, hanno chiamato i fotografi per annunciare che l’avrei progettato io, poi più nulla. Si sono fatti pubblicità sfruttando il mio nome”.

Io aggiungerei: …e i soldi dei contribuenti.

Nel frattempo, l’impianto di Acerra inizierà a breve a funzionare, per altri due in Campania sono ben avviate le procedure: si pone il quesito, quindi, del permanere della necessità di quello di Salerno e, innanzitutto, del mantenimento delle dimensioni inizialmente previste per il medesimo.

A mio avviso, a questo punto, la modesta quantità di rifiuti da bruciare e, conseguentemente, di energia da produrre, non motiva nessun imprenditore ad investire risorse finanziarie per il termovalorizzatore salernitano, per cui, con molta probabilità, dovrebbe essere esclusivamente finanziato da fondi pubblici.

Non mi sembra una spesa avveduta se è solo finalizzata alla “gloria” di Vincenzo De Luca.

Peraltro, chiunque avesse fatto registrare tanti insuccessi in meno di due anni, sarebbe stato rapidamente rimosso da Commissario delegato del Governo.

Tanto premesso, sono a chiedere alle Autorità del Governo nazionale in indirizzo di evitare ulteriori danni alla collettività valutando la revoca di De Luca quale Commissario delegato, in quanto è anche noto che non è mai riuscito a portare a termine, in circa vent’anni di sindacato, nessuna grande opera diversa da marciapiedi, lampioncini e fontanelle, più volte rimossi e ricostruiti, come si può facilmente registrare guardando le “incompiute” presenti nella città.

Chiedo, altresì, alla luce del nuovo quadro determinatosi in Campania, relativo al numero di costruendi impianti terminali di smaltimento dei rifiuti e all’avvio della raccolta differenziata, di rivedere la decisione - strumentalmente e platealmente imposta da De Luca al Governo Prodi in un momento di difficoltà nazionale - della realizzazione del termovalorizzatore a Salerno.

Tenendo anche presente, peraltro, che l’allocazione dello stesso è stata furbescamente individuata dal Sindaco De Luca in un’area al confine della città, in un territorio che ha già dato molto, in termini di strutture capaci di contribuire allo smaltimento dei rifiuti, e ove è già presente uno stabilimento dell’Italcementi particolarmente invasivo.

Nell’auspicio che si possano impedire ulteriori scempi e sprechi di risorse finanziarie, saluto distintamente.

Fausto Morrone 24-06-09 (SA)

credits: faustomorrone, ilmattino,

 
 
 
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Questo è uno spazio di informazione e denuncia, libera e indipendente, una voce che viene dal basso, che non ha padroni, che da voce a chi voce non ne ha. Nato per testimoniare lo scempio, il disastro ambientale e sanitario, dei rifiuti campani. L’autore ha scavato nelle radici di questa imbarazzante pagina della storia del nostro paese, ricostruendo nei dettagli il percorso che le ecomafie hanno fatto in 15 anni per conquistare il potere sul territorio e garantirsi introiti elevati attraverso traffici illegali sotto gli occhi di tutti. Svela i retroscena negati ad arte dal potere politico, i  meschini interessi economici legati agli impianti di incenerimento. L'azione di denuncia ha allargato i suoi confini all'intero paese, raccontando malcostume e malaffare politico del sistema Italia, i privilegi della casta. Le continue minacce perpetrata ai danni dell'ambiente e dell'ecosistema, e tanto altro ancora.

 

Se avessi il drappo ricamato del cielo,
Intessuto dell’oro, dell’argento e della luce,
I drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte, dai mezzi colori dell’alba e del tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi.
Invece, sono povero, ho soltanto dei sogni;
E i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
Cammina leggera, perché cammini sui miei sogni.


W. Butler Yeats

 

Affinchè il male trionfi basta che gli uomini di bene non  facciano nulla. (Don Luigi Merola)

 

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"Davvero mi dispiace che il predominio dell'uomo
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