Community
 
joiyce
   

Sale del mondo

Non la fede, non la fame, non la giustizia: datemi la verità.

 

 

«Cento volte al giorno ricordo a me stesso che la mia vita interiore ed esteriore sono basate sulle fatiche di altri uomini, vivi e morti, e che io devo sforzarmi al massimo per dare nella stessa misura in cui ho ricevuto.» (A.E.)

 

I heart FeedBurner  

 

 

 

 


Profilo Facebook di Michele Melchiorre

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

Porta la Sporta con Macrolibrarsi

 

MOVIMENTO 5 STELLE CAMPANIA

 

I MIEI LINK PREFERITI

TAG

"Inceneritore"
 
- Vedi tutti i tags
- Vedi tutti i posts
 

 

AREA PERSONALE

 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: joiyce
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 25
Prov: SA
 

ULTIME VISITE AL BLOG

Doraiojoiyceannalisa6dglrobertofree7MarquisDeLaPhoenixluca3047ninobodanzabahktynavighetortempolegioiediadrianadarkmoon80vpucio87aSephitygiorgiotizana.itdisantorinaldo
 

FACEBOOK

 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIMI COMMENTI

Citazioni nei Blog Amici: 156
 

ALLA MEMORIA DI MIO PADRE È DEDICATO IL BLOG.

La famiglia ha in se un elememto di bene raro a trovarsi altrove, la durata. Gli affetti vi si estendono intorno lenti, inavvertiti, tenaci e durevoli. Come l'edera intorno alla pianta, ci seguono di ora in ora,s'immedesimano taciti con la nostra vita. Noi spesso non li distinguiamo, poichè fanno parte di noi, ma quando li perdiamo, sentiamo come se un non so che d'intimo, di necessario, che al vivereci manca. (Anonimo)

 

COSI' HANNO AMMAZZATO IL MARE.

 

 

 

 

Stop ai 50 nuovi cementifici-inceneritori in Italia!

Post n°1455 pubblicato il 07 Febbraio 2013 da joiyce
 

 

Cari amici, tra pochi giorni in Italia, nel completo silenzio e a Camere sciolte, sta per essere approvato un decreto legge che permetterà a più di 50 cementifici di co-incenerire rifiuti facendoli diventare veri e propri inceneritori. Il decreto viene giustificato con la "continua crescita della quantità di rifiuti", ma i dati dell'Ispra certificano che i rifiuti prodotti in Italia nel 2010 sono inferiori a quelli del 2006, e i dati del 2012, complice la crisi, evidenziano un ulteriore calo, cui ha dato risalto recentemente anche Il Sole 24 Ore.Con questo decreto i rifiuti solidi urbani diventeranno, da un giorno all'altro vere e proprie merci che potranno essere acquistate e vendute in tutto il Paese e oltre.
La possibilità di trasformare i cementifici in impianti di co-incenerimento è soltanto un “regalo” offerto all'industria del cemento, in grave crisi a causa della riduzione di produzione e consumo a discapito della salute umana.
Questo grave tema dovrebbe essere affrontato con Aitec (Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento) nel corso della prossima legislatura, per andare verso una progressiva riduzione del numero di impianti presenti, a partire da quelli che, per localizzazione, presentano particolari problematiche ambientali (perché siti in luoghi densamente abitati, come le città capoluogo, o di pregevoli caratteristiche ambientali, o particolarmente concentrati).
Lo scorso Gennaio questo decreto ha avuto parere favorevole dalla commissione "Territorio, ambiente, beni ambientali" del Senato, dopo una fase “istruttoria” durata appena due giorni lavorativi.Il prossimo 11 Febbraio lo stesso decreto verrà sottoposto all'attenzione dei membri della commissione Ambiente della Camera.

Abbiamo pochi giorni per agire! Sostieni questa campagna per sensibilizzare i deputati alla commissione Ambiente della Camera chiedendo loro di attendere la prossima legislatura per affrontare il tema.

Invia la mail che trovi sotto ai Parlamentari della Commissione Ambiente:

alessandri_a@camera.it, margiotta_s@camera.it, tortoli_r@camera.it, mondello_g@camera.it, pizzolante_s@camera.it, aracri_f@camera.it, benamati_g@camera.it, bocci_g@camera.it, bonciani_a@camera.it, braga_c@camera.it, brambilla_m@camera.it, bratti_alessandro@camera.it, cosenza_g@camera.it, dibiagio_a@camera.it, dicagnoabbrescia_s@camera.it, dionisi_ a@camera.it, dussin_g@camera.it, esposito_s@camera.it, foti_t@camera.it, ghiglia_a@camera.it, gibiino_v@camera.it, ginoble_t@camera.it, iannarilli_a@camera.it, iannuzzi_t@camera.it, lanzarin_m@camera.it, lisi_u@camera.it, marantelli_daniele@camera.it, mariani_r@camera.it, misiti_a@camera.it, morassut_r@camera.it, motta_c@camera.it, nucara_f@camera.it, piffari_s@camera.it, pili_m@camera.it, pizzimbone_p@camera.it, realacci_e@camera.it, scilipoti_d@camera.it, stradella_f@camera.it, togni_r@camera.it, vatinno_g@camera.it, vella_p@camera.it, vessa_p@camera.it, rodolfo_g@camera.it, zamparutti_e@camera.it

e per conoscenza a:
Se puoi, inoltra questa email a tutti i tuoi contatti sensibili al problema, posta su facebook, twitter #noaicss , se hai un blog inserisci un post!
TESTO DA INVIARE

8< ----------------------------------------------------------------------

Oggetto: Che fretta c'è? Rinviate alla prossima legislatura la discussione sui rifiuti nei cementifici

Stimati commissari,
in vista della riunione del prossimo 11 febbraio, nella quale sarete chiamati ad esprimere un parere in merito allo "Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante disciplina dell'utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'autorizzazione integrata ambientale"
v'invito a considerare che:
  • il provvedimento viene giustificato con la "continua crescita della quantità di rifiuti [che] costituisce un problema ambientale e territoriale comune a tutti i paesi industrializzati, ma con connotati più gravi per l’Italia e, in particolare, per alcune aree del nostro Paese che fanno ancora ampio ricorso allo smaltimento in discariche, di cui molte fra l’altro in via di esaurimento", mentre i dati dell'Ispra certificano che i rifiuti solidi urbani prodotti in Italia nel 2010 sono inferiori a quelli prodotti nel 2006, con un ulteriore calo nel 2012 legato alla situazione di crisi attualmente in atto;
  • la destinazione dei rifiuti a pratiche di incenerimento è contraria alla recente raccomandazione del Parlamento europeo (A7-0161/2012, adottata a Maggio 2012) di rispettare la gerarchia dei rifiuti e di intraprendere con decisione, entro il prossimo decennio, la strada dell’abbandono delle pratiche di incenerimento di materie recuperabili in altro modo;
  • attraverso la trasformazione in CSS, i rifiuti solidi urbani, per cui vige il principio della gestione e della "chiusura del ciclo" a livello territoriale, vengono trasformati in rifiuti speciali, il cui sistema di tracciabilità, Sistri, è ancora un miraggio, un problema evidenziato anche nella relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse;
  • i cementifici sono impianti industriali altamente inquinanti con e senza l’uso dei rifiuti come combustibile e i limiti di legge per le emissioni di questi impianti sono enormemente più permissivi e soggetti a deroghe rispetto a quelli degli inceneritori classici; ad esempio, considerando solo gli NOx, per un inceneritore il limite di legge è 200 mg/Nmc, mentre per un cementificio è tra 500 e 1800mg/Nmc;
  • la combustione di rifiuti nei cementifici comporta una variazione della tipologia emissiva di questi impianti, in particolare in merito alla emissione di diossine/composti organici clorurati e metalli pesanti. La produzione di diossine è direttamente proporzionale alla quantità di rifiuti bruciati. Da un'analisi comparata dei decreti legislativi 152/2006 e 133/2005, inoltre, risolta che il limite per le diossine passa da 0,1 nanogrammi/mc negli inceneritori a 0,01 milligrammi/mc nei cementifici;
  • nella prossima legislatura potrebbe essere approvato il ddl promosso dal ministro dell'Agricoltura Mario Catania in merito al contenimento del consumo di suolo agricolo, che comporta, tra l'altro, una moratoria triennale rispetto all'edificazione di nuovi terreni agricoli, con una conseguente riduzione del fabbisogno di cemento pro-capite e quindi dell'attività dei cementifici, e ciò potrebbe comportare un'auspicabile nuova configurazione dell'intero comparto produttivo;
per quanto sopra esposto vi chiedo di esprimere un parere negativo, e di far pressione sull'esecutivo affinché il provvedimento venga discusso in maniera più ampia durante la prossima legislatura.
Luogo:
Data:
Firma:



8< ----------------------------------------------------------------------

RICORDATI LUOGO, DATA E FIRMA!

 

 
 
 

Inceneritore di Salerno: il presidente della provincia mette nei guai il sindaco!

Post n°1374 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da joiyce
 

Era favorevole alla realizzazione del termovalorizzatore di Salerno quando ne eracommissario straordinario. Spogliato di quei poteri, trasferiti per legge al presidente dellaProvincia, iniziò a osteggiare il progetto. Fino a preparare e far approvare una variante urbanistica ad hoc per vincolare ad uso commerciale ed artigianale il suolo di Cupa Siglia dove dovrebbe sorgere l’impianto. Per questa ragione il sindaco Pd di SalernoVincenzo De Luca ha collezionato l’ennesima iscrizione nel registro degli indagati. Il sostituto procuratore Rocco Alfano gli ha notificato un avviso di proroga d’inchiesta per abuso d’ufficio. Il provvedimento, concesso dal Gip Franco Attilio Orio, riguarda anche i dieci membri della giunta De Luca in carica a fine 2010, tra novembre e dicembre, quando vennero approvate le due delibere finite nel mirino della magistratura: la relazione sulla proposta di variante e la successiva variante vera e propria per trasformare la destinazione d’uso dell’area di Cupa Siglia da industriale a commerciale-artigianale. Una variante che dopo l’ok dell’esecutivo fu portata in consiglio comunale e definitivamente approvata il 29 dicembre 2010.

L’inchiesta è nata da un’iniziativa del presidente Pdl della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli. Ai ferri corti con De Luca per il tira e molla sull’inceneritore, Cirielli reagì alle delibere stoppa-impianto con un ricorso al Tar per farle annullare e con un esposto in Procura. La proroga del Gip scadrà a fine settembre. Non è l’unica indagine sul termovalorizzatore che coinvolge De Luca. Ne esiste un’altra già sfociata in un rinvio a giudizio. Il 1 marzo inizierà il processo che vede il sindaco imputato con l’accusa di peculato, per la nomina del suo fedelissimo Alberto Di Lorenzo, capo staff in Municipio, a project manager dell’impianto, un incarico ormai decaduto.

Nel frattempo i tempi di costruzione dell’inceneritore salernitano, un appaltone da 300 milioni di euro, restano un mistero. E’ tutto fermo. La gara è stata aggiudicata a un Ati composta dalla ditta capofila Rcm dei fratelli Rainone, di Sarno, dalla Acmar e dalla Daneco. Nel giugno scorso il gruppo Pd in consiglio regionale ha rivelato in un’interrogazione che uno degli imprenditori assegnatari dell’appalto, Elio Rainone, è il cognato di Alberico Gambino, ex sindaco di Pagani e plurinquisito consigliere regionale Pdl, tuttora in carcere per associazione per delinquere con l’aggravante di aver favorito i clan dell’agro-nocerino-sarnese, dopo essere stato per anni tra i più stretti collaboratori di Cirielli che lo volle prima in giunta e poi nello staff con un ruolo di consulente esterno. Il documento firmato dai consiglieri democratici Antonio Marciano e Corrado Gabrielechiedeva chiarezza al governatore Pdl Stefano Caldoro: “Sarebbe davvero molto grave – si legge nell’interrogazione – se la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno dipendesse unicamente dall’imbarazzante legame familiare tra alcuni protagonisti della politica locale e l’Ati che si è aggiudicata l’appalto”. Cirielli ha sempre rigettato al mittente ogni insinuazione, mettendo al lavoro i suoi avvocati. In ogni caso i lavori non partono perché dalla Prefettura di Milano non arriva il certificato antimafia della Daneco.

credits: ilfattovincenzoiurillo

 

 
 
 

INCENERITORE: allo studio un mega impianto a Salerno, dovrebbe bruciare anche le piramidi di Giugliano!

Post n°1362 pubblicato il 09 Dicembre 2011 da joiyce
 

Il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro intende costruire un unicomega-termovalorizzatore regionale' a Salerno. Un impianto che potrebbe smaltire i rifiuti e le ecoballe prodotti in Campania. Lo ha rivelato Gaetano Pecorella, il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri in Prefettura. Un impianto che dovrebbe legittimare l'accumulazione di profitti. "Nessun imprenditore è disposto a costruire un termovalorizzatore che non produca - ha sottolineato Pecorella - il presidente Caldoro sarebbe orientato a costruire un solo impianto che possa smaltire i rifiuti urbani e le ecoballe. Per il termovalorizzatore sono previsti investimenti di capitale privato che impongono che ci sia un utile per chi investe". Secondo il presidente della commissione d'inchiesta sulle eco-mafie "il problema più serio è che ci sono idee diverse sul termovalorizzatore tra il sindaco di Napoli e il presidente della Regione, per cui non vediamo un tempo esatto per realizzarlo". Ieri mattina, De Magistris e Caldoro hanno continuato a smentirsi reciprocamente e a interpretare diversamente' il recente protocollo d'intesa stipulato alla presenza del ministro dell'ambiente. "Abbiamo sottoscritto un verbale - ha affermato Caldoro - è sbagliato interpretarlo con una parola in più o in meno, non è opportuno dire dove si farà o dove non si farà. Leggo che non si fa sicuramente più a Napoli, ma si fa a Giugliano - ha sottolineato - non è questo l'impegno, ma è trovare la soluzione tecnica, funzionale ed economica più utile a risolvere il problema. L'impianto sarà di grandi dimensioni, lo costruiremo in fretta. Rispetteremo i dettami dell 'Unione Europea". Il governatore ha annunciato che incontrerà nei prossimi giorni il sindaco di Giugliano. De Magistris intanto si è giustificato: "Non c'è stato alcun tipo di scambio di luoghi tra Napoli e Giugliano dove realizzare il termovalorizzatore" Il primo cittadino partenopeo ha commentato l'incontro con la commissione."Abbiamo illustrato il nostro piano - ha detto - e ribadito che stiamo lavorando in un clima costruttivo tra le istituzioni, ottenendo risultati importanti in un clima docilissimo". Tornando sulla questione termovalorizzatore, ha rimarcato "l'esito positivo dell'incontro di sabato con il ministro per quello che si poteva ottenere. L'impianto di incenerimento a Napoli est è stato stralciato dal progetto ed è stato cestinato l'accordo Bertolaso-lervolino-Bassolino". Sulla stessa lunghezza d'onda, il vice sindaco Tommaso Sodano"Per noi - ha precisato - è importante che si metta la parola fine sulla querelle del termovalorizzatore e per chiarire che il Comune non è contrario agli impianti abbiamo ribadito che siamo propensi a realizzare un impianto per il trattamento dell'umido e un per il secco".

credits: peacelinkcampania

 
 
 

Inceneritore di Melfi: tumori anche fra 30 anni.

Post n°1346 pubblicato il 11 Ottobre 2011 da joiyce
 

L'impianto  della Fenice (gruppo Edf) funziona da un decennio nel cuore della Basilicata dove brucia rifiuti industriali. Solo adesso , dopo reiterate richieste degli abitanti, la Regione ha rivelato i risultati dei monitoraggi eseguiti fino al 2007: forte presenza di metalli pesanti cancerogeni. Intanto, la Fenice ha vinto un appalto da 29 milioni di euro per il monitoraggio ambientale del ponte di Messina.

Fenice Spa del gruppo francese Edf (Electricité de France), azienda responsabile del monitoraggio ambientale del Ponte sullo Stretto, è al centro di uno scandalo sullo smaltimento dei rifiuti industriali pericolosi ed è accusata, in Basilicata, di avere avvelenato falde acquifere utilizzate da intere popolazioni per il cattivo funzionamento di un inceneritore. Il termovalorizzatore Fenice, attivo da oltre un decennio accanto allo stabilimento Fiat di San Nicola di Melfi, brucia rifiuti industriali (pericolosi e non) provenienti anche da altri impianti Fiat come Termini Imerese e Pomigliano d'Arco, oltre a rifiuti solidi urbani lucani. E' accertato che l'inceneritore ha inquinato l'acqua  fin dal 2003, ma i dati sono stati tenuti nascosti alla popolazione per otto anni fino al 17 settembre scorso. Nel frattempo, la società italiana Fenice  -  Edf  ha vinto nel 2006 l'appalto da 29 milioni di euro come capofila di un raggrupamento temporaneo di imprese che controlla le "perturbazioni" all'ambiente nella realizzazione del Ponte di Messina, in fase ante, di costruzione e post operam. Come "monitore ambientale" controlla collegamenti ferroviari, cantieri e cave, effettua il monitoraggio marino che prevede, tra l'altro, "lo studio del rumore subacqueo" e per quanto riguarda la fauna "il monitoraggio della lepre italica" specie, che, evidentemente, si teme possa essere messa a rischio dalla costruzione del ponte. Intanto, mentre le lepri calabresi corrono selvagge, Edf, leader mondiale nella produzione di energia elettrica, ha firmato il contratto come fornitore ufficiale di energia alle Olimpiadi di Londra 2012, evento dalla "forte connotazione ecosostenibile" . Sul sito ufficiale, il gruppo rende noto che "per sensibilizzazione verso le tematiche ambientali" la società fornisce l'illuminazione del London Eye, la celebre ruota panoramica sul Tamigi, "nell'ambito di una campagna per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica".  

Nel profondo sud dell'Italia, però, Fenice  -  Edf è nell'occhio del ciclone insieme all'Arpab, l'azienda regionale per l'Ambiente della Basilicata, per avere occultato il reale inquinamento provocato dal suo inceneritore. A questo si aggiunge un incendio avvenuto nella notte del 2 ottobre scorso nella sezione dei rifiuti nocivi che ha messo a rischio l'incolumità dei dipendenti e disperso nell'ambiente una nube di fumo tossico, come testimonia una foto scattata da un passante e pubblicata su Facebook. Ciò nonostante, la regione Basilicata si appresta a dare a Fenice l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) dopo la presentazione di un piano di bonifica prevista entro il 18 ottobre. La vicenda inizia ufficialmente a marzo del 2009, quando l'Arpab comunica che, in base ai rilievi effettuati dalla stessa azienda nei pozzi di emunigimento interni al sito industriale, l'acqua del sottosuolo è inquinata da metalli pesanti e cancerogeni come il nichel, il mercurio e il manganese. Pochi giorni dopo, anche Fenice si autodenuncia. Parte anche un'inchiesta della procura di Melfi spostata poi a Potenza, della quale non si sa più nulla.

Le proteste del comitato "Diritto alla salute". La popolazione locale, che ha sempre guardato con sospetto i camini fumanti dell'inceneritore, comincia a protestare e ad organizzarsi nel comitato civico "Diritto alla Salute" con sede a Lavello. Il comune, a circa 5 chilometri di distanza dall'impianto, è quello che più risente le conseguenze dell'inquinamento. In paese negli ultimi anni sono aumentati i casi di tumori.  Non ci sono statistiche ufficiali, ma anche il sindaco Antonio Annale conferma la preoccupazione della sua gente (link all'intervista). "Si dice che su 5 malati del Crob di Rionero in Vulture (Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata), tre sono di Lavello" racconta Nicola Abbiuso, presidente del Comitato. Vengono chiesti con insistenza i dati sull'inquinamento e l'Arpab diffonde quelli a partire dal 2007. Fino a luglio 2011 i metalli pesanti sono al di sopra dei limiti consentiti e le acque sono contaminate, tanto che ci sono anche le ordinanze del sindaco di Melfi che già dal 2009 vieta ai cittadini l'utilizzo dei pozzi privati. 

Il mistero dei dati scomparsi. Ma le tabelle sui rilievi dal 2002 al 2007 non escono dai cassetti dell'Arpab. Per due anni e mezzo non è chiaro che fine abbiano fatto, si susseguono reticenze e strane dichiarazioni: sono stati persi o sono sotto sequestro della magistratura. Dopo l'ultima manifestazione di protesta di cittadini, comitati e associazioni lucane e pugliesi davanti ai cancelli di Fenice, il giorno seguente, il 17 settembre, finalmente l'Arpab pubblica sul suo sito le tabelle scomparse. I valori dell'inquinamento sono altissimi. Ad esempio a luglio del 2006 il nichel raggiunge un picco di 7032 microgrammi per litro nel pozzo n. 9  contro il valore massimo consentito per legge che è 20. Ma negli anni anche il cromo, il mercurio, il manganese e altre sostanze chimiche risultano fuori legge.  Raffaele Vita, attuale direttore dell'Arpab è l'uomo che ha deciso di pubblicare i dati precedenti al 2007. Vita sostiene che "non sono scientificamente validi"  e "in alcuni casi i dirigenti Arpab non li avevano firmati", ma anche che "l'inquinamento è accertato fin dal 2003". 

L'inquinamento. Ma come fa un inceneritore a inquinare le falde acquifere? La risposta la dà la stessa Fenice che afferma di aver individuato i motivi della contaminazione nella struttura delle fogne tecnologiche e non e, forse, nelle vasche di decantazione dei rifiuti e di raccolta delle ceneri e di essere intervenuta per correre ai ripari. Ma su questi aspetti non ci sono verifiche. 

I cittadini vogliono fare causa. Quei dati "non scientifici" potrebbero comunque essere portati in tribunale in una causa collettiva per risarcimento danni, secondo quanto afferma l'avvocato Francesco Di Ciommo, professore di Diritto privato alle università Luiss e Tor Vergata di Roma. "L'Arpab è l'azienda che per legge avrebbe dovuto vigilare su Fenice  -  afferma il legale - O quei rilievi sono veri e allora Arpab non ha dato l'allarme che doveva dare, oppure non sono scientifici ed è allora provato che Arpab non ha controllato nulla". Di Ciommo insieme al comitato "Diritto Salute" vuole raccogliere testimonianze per portare Fenice davanti a un giudice. Una causa non solo per il danno alla salute, ma soprattutto per "lo stress emotivo, il terrore che sta soffrendo la popolazione locale avendo scoperto da poco che per circa 7  -  8 anni, l'azienda regionale Arpab che avrebbe dovuto vigilare sulla Fenice ha tenuto nascosti dati gravissimi sull'inquinamento delle falde acquifere della zona".  Un esposto denuncia alle istituzioni e anche alla corte di giustizia europea è stato inviato da quattro associazioni ambientaliste e dai radicali per disastro ambientale,  reato di avvelenamento colposo e omissione di atti d'ufficio. "I dati del monitoraggio ambientale, fin dall'anno 2000, sono stati da Fenice inviati, con regolarità ed in ottemperanza alle prescrizioni autorizzative, a tutti gli enti competenti" è la replica di Fenice Spa a Re Le Inchieste

Si teme anche l'inquinamento della catena alimentare, ma Fenice smentisce. I cittadini del comitato "Diritto alla Salute" sono preoccupati anche perché Fenice si trova nel bacino del fiume Ofanto che arriva fino in Puglia, dove sfocia nell'Adriatico. Oltre alla zona del Vulture - Alto Bradano lucano, dove vivono circa centomila persone, l'inquinamento potrebbe toccare, se il fiume risultasse contaminato, anche le province di Foggia e Bari. Tutta l'area  è una zona agricola di produzione di ortaggi, pomodori, verdure, uva per il vino, esportati in tutta Italia e usati per le conserve e i pelati dalle ditte di trasformazione.  Su questo arriva una secca smentita dalla stessa Fenice che afferma "il piano di bonifica predisposto eliminerà definitivamente qualsiasi tipo di residuo che comunque è limitato al perimetro dell'impianto. I dati scientifici disponibili relativi alle analisi effettuate sui primi livelli della catenza alimentare (lattuga, grano, ortaggi, latte, lombrichi e larve) escludono la presenza di sostanze dannose per la salute.

credits: RAFFAELLA COSENTINO

 

 
 
 

Inceneritore di Salerno nuovo ricorso al TAR: la storia infinita!

Post n°1337 pubblicato il 28 Agosto 2011 da joiyce
 

 

• Finisce al Tar la gara d’appalto per il termovalorizzatore di Salerno. Alla Provincia, che ha aggiudicato la realizzazione dell’o pera all’Ati Daneco-Rainone-Acmar, è stato notificato il ricorso dell’altra cordata concorrente, l’associazione d’impresa tra il presidente dei costruttori salernitani, Antonio Lombardi, e l’a vellinese De Vizia. A decidere sará il Tribunale amministrativo del Lazio, a cui spetta la competenza in materia di rifiuti.

• Lombardi e De Vizia hanno affidato le loro ragioni all’avvocato napoletano Gennaro Macri, mentre la Provincia dovrebbe incaricare il salernitano Lorenzo Lentini, amministrativista esperto che giá segue il contenzioso con il Comune per la variante sui suoli destinati all’impianto ed è in rapporti di amicizia con l’assessore Antonio Iannone.

• La gara d’appalto per il termovalorizzatore, bandita a novembre del 2010, è stata aggiudicata in via definitiva lo scorso 29 luglio al gruppo temporaneo d’imprese formato da Daneco e Rainone Costruzioni di Sarno (che giá hanno realizzato in cittá l’impianto di compostaggio) con la Acmar di Ravenna.Al loro progetto la commissione di gara nominata dalla Provincia ha attribuito un punteggio di 90,815 (di cui 60 per l’offerta tecnica e 30,815 per quella economica). Un vantaggio di oltre sei punti in più sull’o fferta concorrente, che ha totalizzato 84,07 punti di cui 44,07 per la parte tecnica e 40 per quella economica. L’esito della gara è stato dunque determinato dalla parte tecnica dell’offerta, cioè dalla progettazione esecutiva e dalla tecnologia proposta. Sul piano economico, era invece più vantaggioso il prezzo per tonnellata di rifiuti bruciati praticato dall’Ati Lombardi-De Vizia, che offriva un ribasso del 10 per cento rispetto ai 93 euro posti a base di gara, contro il 7,85 per cento indicato nella proposta vincitrice. Nel ricorso, Lombardi e De Vizia proveranno a far valere questo elemento, ed è probabile che ricordino anche la denuncia per turbativa d’asta presentata a febbraio nei confronti del sindaco Vincenzo De Luca, che aveva sottolineato la bocciatura del loro progetto da parte del Comune e giudicato bizzarra la partecipazione a una nuova gara, indetta stavolta dalla Provincia.  

• L’istanza depositata al Tar aggiunge adesso un nuovo ostacolo sulla strada per la costruzione dell’impianto, che giá rischia di restare imbrigliato in un lungo contenzioso amministrativo tra Palazzo Sant’Agostino e l’Amministrazione comunale. Il Comune ha infatti cambiato la destinazione dei suoli di Cupa Siglia (dove dovrebbe sorgere il termodistruttore) con una variante che li trasforma in area artigiana e a cui la Provincia nega l’a pprovazione. E sempre il Comune sta preparando un altro ricorso al Tar contro la gara d’appalto, contestando la legittimitá dell’i ntera procedura.

iscriviti al gruppo FB  INCENERITORE DI SALERNO, NOI NON LO VOGLIAMO. Per votare aderisci al gruppo su facebook - clicca qui! (Soluzione alterativa proposta: raccolta differenziata al 70%, ulteriore selezione a valle meccanizzata e manuale dei rifiuti indifferenziati, estrusione a freddo per riutilizzo);

 

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: joiyce
Data di creazione: 15/06/2006
 

 

Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Tre volte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene coperto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall'ingiustizia. (da Enrico VI, atto III, scena II)

E chi per esser suo vicin soppresso spera eccellenza e sol per questo brama ch'el sia di sua grandezza in basso messo(superbia); è chi podere, grazia, onore e fama teme di perder perch'è altri sormonti, onde s'attrista sì che'l contrario ama (invidia); ed è chi per ingiuria par ch'aonti, sì che si fa de la vendetta ghiotto e tal conviene che 'l male altrui impronti (ira). Dante Alighieri.

 

EMERGENCY E L'ITALIA RIPUDIANO LA GUERRA.

 

 

 

SAN MICHELE ARCANGELO PROTETTORE DI SALEDELMONDO

 

 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 

PageRankTop.com Site Meter  web tracker Visitor Map Locations of visitors to this page

Contatori visite gratuiti