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ALLA MEMORIA DI MIO PADRE È DEDICATO IL BLOG.

La famiglia ha in se un elememto di bene raro a trovarsi altrove, la durata. Gli affetti vi si estendono intorno lenti, inavvertiti, tenaci e durevoli. Come l'edera intorno alla pianta, ci seguono di ora in ora,s'immedesimano taciti con la nostra vita. Noi spesso non li distinguiamo, poichè fanno parte di noi, ma quando li perdiamo, sentiamo come se un non so che d'intimo, di necessario, che al vivereci manca. (Anonimo)

 

COSI' HANNO AMMAZZATO IL MARE.

 

 

 

 

NO ALLA COSTRUZIONE DI UN MEGA-INCENERITORE A SALERNO NEL CUORE DEI PICENTINI

Post n°1481 pubblicato il 06 Luglio 2014 da joiyce
 

È apparso in questi giorni, su numerosi mezzi di informazione, il rinnovato interesse per la costruzione di un impianto per l’incenerimento dei rifiuti a Salerno. Ministero dell’Ambiente, Assessorato all’Ambiente della Regione Campania e Presidenza della Provincia di Salerno in maniera frenetica e improvvisata sembrano tutti d’accordo sull’ ”affare” senza tener conto delle numerose comunità locali coinvolte e del fortissimo impatto che tale realizzazione avrà sull’ambiente, sulla salute pubblica e sull’economia del comprensorio dei Picentini. Le numerose comunità coinvolte subiscono da anni le conseguenze dell’inquinamento causato dalla presenza di numerosi impianti industriali (Cementificio, Produzioni di Solventi e Vernici, Tritovagliatore , Fonderie, ecc…) e dalla presenza di ben quattro discariche mai bonificate: due a Sardone, una a Ostaglio e una a Parapoti. La salute delle persone risulta già ora fortemente “a rischio” in conseguenza della presenza di polveri sottili e sostanze tossiche e nocive notoriamente emesse da queste attività. La realizzazione di un Mega-Inceneritore per il trattamento di 500.000 ton/anno rappresenterebbe un aggravamento della situazione a seguito di ulteriori inquinanti quali “diossine”, “metalli pesanti” e “nanoparticelle” conseguenti il processo di combustione. Tutto ciò accentuerà il rischio sanitario per le persone e danneggerà la qualità delle culture agricole e zootecniche tipiche del territorio e impedirà il naturale sviluppo economico, urbanistico e turistico dell’intero comprensorio dei Picentini. È necessario evitare questa sciagura e faremo la nostra parte, fino in fondo, per contrastare questa eventualità! La questione dei rifiuti deve essere affrontata e risolta subito in tutti i comuni della Campania attivando il corretto Ciclo Integrato dei Rifiuti verso il traguardo dei Rifiuti Zero: con la riduzione degli imballaggi alla fonte, una diffusa raccolta differenziata secco/umido porta a porta, il riciclo dei materiali recuperati, il compostaggio della frazione organica e il trattamento dei rifiuti indifferenziati rimanenti tramite impianti correttamente dimensionati alternativi all’incenerimento.

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INCENERITORE di Salerno, i PICENTINI di nuovo in pericolo!

Post n°1480 pubblicato il 27 Giugno 2014 da joiyce
 

Il Ministro per l'Ambiente ha nominato un commissario straordinario per la realizzazione dell'impianto di termovalorizzazione dei rifiuti. Il commissario straordinario esercita tutte le funzioni di stazione appaltante, compresa la direzione dei lavori, e, in particolare, stipula il contratto con il soggetto aggiudicatario in via definitiva dell'affidamento delle concessione per la progettazione, costruzione e gestione di detto termovalorizzatore e provvede a tutte le altre attività necessarie alla realizzazione delle opere. In merito, si pronunciano i deputati salernitani del M5S, Andrea Cioffi, Silvia Giordano, Girolamo Pisano e Angelo Tofalo.

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"Il decreto prevede che il commissario possa agire in deroga ad ogni disposizione vigente, purché motivata. Ancora una volta l'uso scellerato della decretazione d'urgenza, fa sì che il governo agisca con la forza e scavalchi i cittadini e le loro esigenze. Dal 2010 gli amministratori e i comitati dei comuni interessati si sono schierati contro questa opera inutile e dannosa. Inutile perché seppure riusciranno a costruirlo, nel 2020 sarà vietato bruciare la plastica e ogni altro materiale diversamente riciclabile per via di una normativa europea. L'impianto quindi si rivelerà di gran lunga sovradimensionato e economicamente disastroso. - spiegano i deputati - Dannosa per la salute perché da studi effettuati in tutto il mondo vi è la correlazione diretta tra inceneritori e incidenza di tumori. Dannosa per l'economia poiché la costruzione dell’impianto darebbe il colpo di grazia ai comuni dei picentini, un'area a vocazione turistica e agricola già tormentata dal cementificio e dal sito di Sardone. L'area interessata infatti è nel comune di Salerno, ma all'estremo margine della periferia sud, ben lontano dalla casa e dall'ufficio del sindaco De Luca, che tanto si spese da Commissario Straordinario a favore dell'opera, salvo poi osteggiarla quando passò di interesse della Provincia, anche se in tanti anni non è nemmeno riuscito a espropriare i terreni", hanno concluso. Il Movimento 5 stelle, infine, fa sapere che non mancherà la costituzione un coordinamento regionale sulla vicenda.

credits: salernotoday

 
 
 

Salerno, Grillo contestato da antifascisti, ma lui li fa salire sul palco!

Post n°1452 pubblicato il 22 Gennaio 2013 da joiyce
 

 

mai visto un grillo piu' forte di ieri sera

si fa cosi', non si deve escludere la contestazione, si deve capire la contestazione, darle spazio

mi viene in mente il comizio di bersani dove i grilli in silenzio e solo con cartelli sono stati portati via dalla polizia e bersani li ha chiamati fasssisti

dove è il vero fascismo? nel servizio d'ordine, nello oscuramento delle telecamere, nel non accettare il confronto diretto, nel non esporsi mai?

questo per chi dice che grillo non vuole confronti diretti, li accetta ma dalla gente vera, non i prezzolati di partito

bravo grillo, hai insegnato cosa è la parola democrazia applicata, non ti sei fatto scudo di niente, se non le tue idee

no polizia, no servizio d'ordine, no macchine blu

un uomo solo che che con la forza delle sue idee, si confronta e vince in terra di camorra

la nostra politica sporca e malavitosa, chiusa nei teatri ha solo da imparare

e non far girare le pale dell'elicottero e scappare con la coda fra le gambe

 

 
 
 

SALERNO: il consorzio dei rifiuti era un circolo di partito debiti per 15 milioni di €...

Post n°1420 pubblicato il 02 Settembre 2012 da joiyce
 

di VINCENZO IURILLO

Nome dell’ente: Consorzio di bacino dei Rifiuti Salerno/2, istituito negli anni dell’emergenza. I compiti del Corisa 2: organizzazione della raccoltanei comuni della provincia, gestione di impianti e discariche campane. Ma bastava aprire un tiretto o uno scaffale per scoprire che forse gli uffici di via Roma 28 ospitavano una seconda attività più vicina a quella di un circolo di partito. Del partito del presidente del Consorzio, guarda caso. Nei mobili erano custodite undici cartelline dal frontespizio “Consorzio Sa/2”, con scritto a pennarello il nome del dipendente che ne “garantiva” il contenuto: fotocopie di tessere dei Ds, elenchi di cittadini di Salerno con nome, cognome, indirizzo, numero di telefono e numero della sezione elettorale, ricevute di pagamento a nome “Sinistra Ecologista“, la corrente che prima dello scioglimento dei Ds nel Pd rappresentava l’anima ambientalista della Quercia. Ne era leader a Salerno colui che fino al 2010 è stato il presidente del Consorzio della spazzatura: l’ex verde Dario Barbirotti, avvocato, consigliere comunale della lista civica del sindaco Vincenzo De Luca. Barbirotti all’epoca era iscritto ai Ds, ma non è confluito nei democratici: ora è consigliere regionale di Idv.

Travolto da un debito di oltre 15 milioni di euro, il Consorzio due anni fa è stato affidato a un commissario liquidatore, l’avvocato Giuseppe Corona. Le sue denunce hanno dato il via a un’inchiesta giudiziaria che ha portato alla luce i retroscena di una gestione disastrosa dal punto di vista economico e clientelare sotto il profilo politico. A fine giugno la Procura guidata dall’ex pm antimafia Franco Roberti ha spiccato 154 avvisi di conclusa indagine, con l’accusa di aver depredato a vario titolo le risorse pubbliche dell’ente. A Barbirotti e a nove tra i suoi più stretti collaboratori è contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al peculato. Agli indagati è andata pure bene: nella loro informativa i carabinieri della Stazione di Salerno Mercatello suggerivano di chiedere misure cautelari.

Un’amministrazione allegra e disinvolta, quella del Consorzio, secondo i rapporti degli inquirenti che calcolano in circa 2 milioni di euro il danno per le casse pubbliche. C’erano prassi ai limiti dell’incredibile. Come quella di concedere a ben 120 dipendenti (su 305 in totale) acconti sugli stipendi futuri attraverso una semplice richiesta orale. Acconti da restituire con rate irrisorie e senza interessi, senza nemmeno verbalizzare i motivi della richiesta. Che di fatto non venivano rimborsati, perché i controlli erano inesistenti. Nel 2010 il Consorzio era così arrivato ad esporsi per oltre 210mila euro. Uno dei dipendenti dell’ente aveva accumulato 22mila euro di anticipi. Un anno e mezzo di paga. Da quando il commissario ha avviato le procedure di recupero attraverso le trattenute in busta paga, l’esposizione si è ridotta a 51mila euro. Gli operai si sono arrabbiati, uno ha preso a schiaffi il nuovo responsabile amministrativo del Consorzio ed è stato querelato.

Curiosamente, ma forse non è una coincidenza, alcuni tra i dipendenti “intestatari” delle cartelline con gli elenchi degli elettori e dei tesserati di partito erano tra i maggiori beneficiati del sistema degli acconti sullo stipendio. Alla signora C. E., intestataria della cartellina con cui scritto “anni 2005, 2006 tessere Democratici di Sinistra, anno 2005 ricevute per euro 1600, anno 2006 ricevute per euro 3840, anticipi stipendi anni 2004-2009″, erano stati concessi acconti per 14.700 euro. Alla signora C. A. per 5.900 euro. Il signor C. V. invece si era limitato a 1.900 euro. Per C. C. erano arrivati anticipi per 7.800 euro (e ne deve restituire ancora 4150). T. T., la cui cartellina è accompagnata dalla nota “elenco elettori, anticipi stipendi anni 2004/10”, era riuscito a cumulare sino a 11.330 euro di acconti. Per azzerare la sua posizione deve dare indietro ancora 4.400 euro.

L’inchiesta non formula ipotesi di reato di voto di scambio. Ma il fatto che sui frontespizi di tutte le cartelline siano annotati sia gli importi degli anticipi economici che le liste degli elettori e dei tesserati Ds insinua il dubbio che quei soldi siano serviti a finanziare campagne elettorali, spese di mantenimento di sezioni, iscrizioni ai Ds. Un dubbio che ovviamente, in assenza di riscontri, resterà tale.

E’ invece certo che i principali collaboratori di Barbirotti erano iscritti ai Ds e le tracce della loro partecipazione al meccanismo di raccolta delle tessere e dei contributi al partito stanno in quelle cartelline archiviate nel Consorzio. Prendete a mò di esempio l’ex direttore generale Filomena Arcieri, che oggi presiede Salerno Solidale, una municipalizzata di Salerno. Fu nominata con decreto di Barbirotti. Nella cartellina C. E., la Arcieri compare almeno sei volte per altrettanti contributi a suo nome a ‘Sinistra Ecologista’ (la prima è la ricevuta nr. 40 del 1 febbraio 2006, 90 euro). Versa contributi al partito – e ne troviamo ricevute – anche il giornalista dell’ufficio stampa, pure lui assunto con chiamata diretta. Mentre la ‘curatrice’ dell’archivio politico, C. E., diventa capo dell’ufficio di Gabinetto del Presidente.

Mette mano alla tasca per i Ds anche il fratello di Mena ArcieriGiuseppe Arcieri, assunto nel Consorzio con un contratto a progetto che tra varie peripezie davanti al giudice del lavoro è infine diventato a tempo indeterminato. Alcune sue ricevute di pagamento sono immediatamente successive a quelle della sorella. C’è poi una ex lsu, D. A., intestataria di un’altra cartellina con dentro un elenco di elettori di Salerno. E’ beneficiaria di un modesto anticipo sugli emolumenti. Malgrado la qualifica di operatrice ecologica avrebbe dovuto imporre il suo passaggio a ‘Salerno Pulita’, la municipalizzata della spazzatura, grazie a un accordo è rimasta nel Consorzio e ora fa l’impiegata. Era un’iscritta ai Ds, c’è la copia della cedola, ma alle ultime amministrative si è candidata in Idv. Il nuovo partito di Barbirotti.

I sospetti di favoritismi non finiscono qui. Alcuni tra i fedelissimi di Barbirotti – la capo di gabinetto, la segretaria, l’ufficio stampa – sono riusciti a farsi trasformare il loro contratto da tempo determinato a indeterminato. Ciò è avvenuto grazie a sentenze del giudice del lavoro. Ma, scrive il Gip Donatella Mancini nelle motivazioni dell’archiviazione di una querela di Barbirotti contro il commissario liquidatore, queste sentenze sono dipese “dalla condotta del Barbirotti che attraverso reiterate e illegittime proroghe degli incarichi” ha creato i presupposti del riconoscimento del rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Un guazzabuglio di intrecci politico-clientelari che però rischia di distrarre dal cuore dell’inchiesta. Che si è concentrata sull’arraffamento dei fondi del Consorzio. Tra stipendi gonfiati ad arte, buste paga che non indicavano le ore effettivamente lavorate, dipendenti che riuscivano a collezionare 170 ore mensili di straordinari pagati il 75% in più del normale, il Corisa 2 è andato in rovina, nella felicità di operai e impiegati strapagati e riconoscenti verso i loro vecchi datori di lavoro. Soltanto con l’uso forsennato di Viacard, Telepass e carte carburante Q8, l’ente avrebbe subito un danno di almeno 800mila euro. Nessuno controllava l’utilizzo delle numerose schede autostradali e delle venti carte carburante, che giravano di mano in mano a fini privati, per un pieno alla propria auto o a quella della moglie. Le fatture hanno dimostrato che i rifornimenti venivano fatti in zone non servite dal Consorzio (Napoli, Quarto, Melfi, Roma), anche di benzina (i mezzi del Consorzio viaggiavano a gasolio) e fuori dall’orario di servizio.

Idem per i passaggi dei Telepass, registrati persino in Veneto. Il 15 ottobre 2010 il commissario ha bloccato tutte le carte, comprese le Q8, avviando un’indagine interna. Il 26 ottobre il responsabile economico del Consorzio si è dimesso. E il 3 novembre successivo ha spiegato il perché in spontanee dichiarazioni ai carabinieri: “Mi ero impossessato di 3 carte Q8 e tramite un accordo con due distributori tra Pianura e Giugliano ci ricavavo i soldi per mantenere una ragazza di origine brasiliana conosciuta in un locale notturno di Lago Patria. L’avevo messa in cinta, ma io ero già sposato e padre. Avevo bisogno di denaro per mantenere due famiglie. La brasiliana mi aveva costretto a darle soldi anche per gli altri suoi due figli in Sudamerica”.

 

 
 
 

Inceneritore di Salerno: il presidente della provincia mette nei guai il sindaco!

Post n°1374 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da joiyce
 

Era favorevole alla realizzazione del termovalorizzatore di Salerno quando ne eracommissario straordinario. Spogliato di quei poteri, trasferiti per legge al presidente dellaProvincia, iniziò a osteggiare il progetto. Fino a preparare e far approvare una variante urbanistica ad hoc per vincolare ad uso commerciale ed artigianale il suolo di Cupa Siglia dove dovrebbe sorgere l’impianto. Per questa ragione il sindaco Pd di SalernoVincenzo De Luca ha collezionato l’ennesima iscrizione nel registro degli indagati. Il sostituto procuratore Rocco Alfano gli ha notificato un avviso di proroga d’inchiesta per abuso d’ufficio. Il provvedimento, concesso dal Gip Franco Attilio Orio, riguarda anche i dieci membri della giunta De Luca in carica a fine 2010, tra novembre e dicembre, quando vennero approvate le due delibere finite nel mirino della magistratura: la relazione sulla proposta di variante e la successiva variante vera e propria per trasformare la destinazione d’uso dell’area di Cupa Siglia da industriale a commerciale-artigianale. Una variante che dopo l’ok dell’esecutivo fu portata in consiglio comunale e definitivamente approvata il 29 dicembre 2010.

L’inchiesta è nata da un’iniziativa del presidente Pdl della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli. Ai ferri corti con De Luca per il tira e molla sull’inceneritore, Cirielli reagì alle delibere stoppa-impianto con un ricorso al Tar per farle annullare e con un esposto in Procura. La proroga del Gip scadrà a fine settembre. Non è l’unica indagine sul termovalorizzatore che coinvolge De Luca. Ne esiste un’altra già sfociata in un rinvio a giudizio. Il 1 marzo inizierà il processo che vede il sindaco imputato con l’accusa di peculato, per la nomina del suo fedelissimo Alberto Di Lorenzo, capo staff in Municipio, a project manager dell’impianto, un incarico ormai decaduto.

Nel frattempo i tempi di costruzione dell’inceneritore salernitano, un appaltone da 300 milioni di euro, restano un mistero. E’ tutto fermo. La gara è stata aggiudicata a un Ati composta dalla ditta capofila Rcm dei fratelli Rainone, di Sarno, dalla Acmar e dalla Daneco. Nel giugno scorso il gruppo Pd in consiglio regionale ha rivelato in un’interrogazione che uno degli imprenditori assegnatari dell’appalto, Elio Rainone, è il cognato di Alberico Gambino, ex sindaco di Pagani e plurinquisito consigliere regionale Pdl, tuttora in carcere per associazione per delinquere con l’aggravante di aver favorito i clan dell’agro-nocerino-sarnese, dopo essere stato per anni tra i più stretti collaboratori di Cirielli che lo volle prima in giunta e poi nello staff con un ruolo di consulente esterno. Il documento firmato dai consiglieri democratici Antonio Marciano e Corrado Gabrielechiedeva chiarezza al governatore Pdl Stefano Caldoro: “Sarebbe davvero molto grave – si legge nell’interrogazione – se la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno dipendesse unicamente dall’imbarazzante legame familiare tra alcuni protagonisti della politica locale e l’Ati che si è aggiudicata l’appalto”. Cirielli ha sempre rigettato al mittente ogni insinuazione, mettendo al lavoro i suoi avvocati. In ogni caso i lavori non partono perché dalla Prefettura di Milano non arriva il certificato antimafia della Daneco.

credits: ilfattovincenzoiurillo

 

 
 
 
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Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Tre volte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene coperto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall'ingiustizia. (da Enrico VI, atto III, scena II)

E chi per esser suo vicin soppresso spera eccellenza e sol per questo brama ch'el sia di sua grandezza in basso messo(superbia); è chi podere, grazia, onore e fama teme di perder perch'è altri sormonti, onde s'attrista sì che'l contrario ama (invidia); ed è chi per ingiuria par ch'aonti, sì che si fa de la vendetta ghiotto e tal conviene che 'l male altrui impronti (ira). Dante Alighieri.

 

SAN MICHELE ARCANGELO PROTETTORE DI SALEDELMONDO

ATTO DI CONSACRAZIONE A SAN MICHELE ARCANGELO
O grande Principe del cielo, difensore fedelissimo della Chiesa, San Michele Arcangelo, io, quantunque indegno di apparire dinanzi a te, confidando tuttavia nella tua speciale bontà, mi presento a te, accompagnato dal mio Angelo Custode e, in presenza di tutti gli Angeli del cielo che prendo a testimoni della mia devozione verso di te, ti scelgo oggi come mio protettore e particolare avvocato e mi propongo fermamente di onorarti quanto più potrò. Assistimi durante tutta la mia vita, affinché mai io offenda Dio né in opere né in parole né in pensieri. Difendimi contro tutte le tentazioni del demonio, specialmente riguardo la fede e la purezza, e nell'ora della morte infondi la pace alla mia anima e introducila nella Patria eterna. Amen.

 

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