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ALLA MEMORIA DI MIO PADRE È DEDICATO IL BLOG.

La famiglia ha in se un elememto di bene raro a trovarsi altrove, la durata. Gli affetti vi si estendono intorno lenti, inavvertiti, tenaci e durevoli. Come l'edera intorno alla pianta, ci seguono di ora in ora,s'immedesimano taciti con la nostra vita. Noi spesso non li distinguiamo, poichè fanno parte di noi, ma quando li perdiamo, sentiamo come se un non so che d'intimo, di necessario, che al vivereci manca. (Anonimo)

 

COSI' HANNO AMMAZZATO IL MARE.

 

 

 

 

Lampadina a luce solare? Per crearla basta una bottiglia

Post n°1342 pubblicato il 28 Settembre 2011 da joiyce
 

Nelle baraccopoli di Manila ci sono molte casette che non hanno finestre o punti luce. Per poter svolgere lavori domestici, leggere o altro, le famiglie devono spesso ricorrere all'illuminazione artificiale anche durante il giorno, oppure concentrare tutte le attività di notte. Infatti, gli abitanti delle Filippine pagano le bollette elettriche più care d'Asia, e non tutti possono permettersi consumi elettrici elevati.

Un'idea semplice, ma brillante, sta aiutando migliaia di famiglie a illuminare la casa sfruttando la luce naturale del sole in modo sostenibile ed economico. Basta mettere dell'acqua e un po' di candeggina in una bottiglia (anche vecchia o recuperata dall'immondizia), inserirla in un pezzo di metallo, e poi incastrarla in un buco fatto appositamente sul tetto della casa (spesso di lamiera o legno). L'effetto è immediato: la luce del sole viene rifratta attraverso l'acqua e la bottiglia, e si diffonde nella camera sottostante. L'ingegno produce dai 50 ai 60 watt, addirittura più di certe lampadine elettriche. Così, durante il giorno le donne possono pulire la casa e cucinare, e i bambini possono studiare senza usare la corrente elettrica per l'illuminazione. La “bottiglia a energia solare” è stata inizialmente ideata da alcuni studenti del Massachusetts Institute of Technology (MIT). L'imprenditore filippino Illac Diaz si è occupato di trasformare la teoria in pratica, tramite il progettoIsang Litrong Liwanag  (Un Litro di Luce). Grazie all'iniziativa lanciata 4 mesi fa, ad oggi circa 15mila case e scuole riescono a sfruttare questa fonte sostenibile durante il giorno.

Ecco il servizio della BBC
credits: bashiri- heri
 
 
 

Incentivi Cip6: 33 miliardi agli inceneritori, le briciole alle vere rinnovabili

Post n°1253 pubblicato il 11 Febbraio 2011 da joiyce
 

L’Autorità elettrica ha espresso preoccupazione per l’aumento degli oneri in bolletta dovuti al sistema di incentivi alle fonti rinnovabili. Il timore è che la spesa complessiva a carico dei consumatori superi i 5,5 miliardi di euro nel 2011. Una quota significativa, però, finanzia ancora il controverso provvedimento Cip 6/92 per le fonti rinnovabili e “assimilate”, che concede il bonus, tra gli altri impianti, anche ai termovalorizzatori

Le stime del Gse (Gestore dei servizi energetici) relative al numero di impianti fotovoltaici e alla potenza installata in Italia, diffuse nelle scorse settimane, hanno dato il la a un dibattito sempre più acceso sulla crescita del peso economico degli incentivi concessi alle fonti energetiche rinnovabili (si vedano anche le polemiche in Puglia per il presunto eccesso di autorizzazioni concesse). La stessa Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg) ha più volte espresso la sua preoccupazione per il crescente peso degli incentivi sulla bolletta energetica dei consumatori.

In realtà, la spesa pubblica sostenuta per favorire lo sviluppo delle rinnovabili comprende anche una quota riconosciuta agli impianti inclusi nel controverso provvedimento Cip 6/92 alimentati dalle cosiddette fonti “assimilate” (cogenerazione, calore recuperabile dai fumi di scarico e da impianti termici, elettrici o da processi industriali, impianti che usano gli scarti di lavorazione o di processi e che utilizzano fonti fossili prodotte solo da giacimenti minori isolati) e in particolare ai termovalorizzatori. Proprio quello degli inceneritori di rifiuti rappresenta l’aspetto più controverso della “questione Cip 6”, per i quali l’Italia è incappata anche in un paio di procedure di infrazione da parte della Comunità europea. Attualmente, la legge 210/2008 prevede che gli incentivi vengano concessi solo ai termovalorizzatori entrati in esercizio entro il dicembre 2009 (è proprio questo provvedimento che ha consentito al governo di risolvere almeno formalmente le procedure d’infrazione), ma pone una deroga completa per tutti gli impianti di incenerimento previsti per far fronte a “situazioni di emergenza”, come quella campana o quella siciliana. In ogni caso, nel decennio 2000/2009, gli incentivi concessi a tutte queste categorie di impianti hanno raggiunto complessivamente la cifra di circa 33 miliardi di euro (Fonte: Gse, Rapporto delle attività svolte nel corso del 2009, pubblicato a luglio 2010), pari a più del doppio dell’ammontare destinato nello stesso periodo alle “vere” rinnovabili, ovvero 13,5 miliardi. Nel 2009, in particolare, l’ultimo anno per cui sono disponibili i dati del Gestore, sono stati quasi 2,9 i miliardi spesi per incentivare tutta l’energia da fonti Cip 6 assimilate (per quanto riguarda in particolare biomasse, biogas e rifiuti, solo per l’acquisto di energia il Gse ha speso oltre oltre 950 milioni, a cui vanno sommate le cifre ), dei quali 1,8 hanno gravato sulla componente della bolletta elettrica A3, ovvero quella a carico dei consumatori finali. Nel 2010, secondo i dati diffusi dall’Aeeg , il costo netto per i consumatori relativo al sistema Cip 6 si è attestato a circa 1,7 miliardi di euro (pari alla metà dell’onere annuo totale per l’incentivazione delle fonti energetiche “verdi”), di cui 780 milioni attribuibili alle fonti rinnovabili vere e proprie e 940 alle fonti assimilate.

C’è da dire che gli oneri annuali del sistema Cip 6/92, intesi come costi netti a carico dei clienti del settore elettrico, dovrebbero diminuire progressivamente negli anni a venire, perché l’incentivo non viene concesso ai nuovi termovalorizzatori (salvo, come già detto, quelli costruiti per far fronte a vecchie e nuove “emergenze”). La legge 99/09, inoltre, assegna un “bonus” ai titolari di impianti alimentati da fonti assimilate che decidano di risolvere anticipatamente la convenzione col Gse per la concessione degli incentivi, ma finora solo nove centrali hanno optato per la fuoriuscita anticipata dal provvedimento. In ogni caso, dei 5,7 miliardi che l’Authority teme vengano addebitati agli italiani nel 2011 per incentivare le rinnovabili (di cui 4,8 nella componente A3 della bolletta), una quota non trascurabile sarà ancora appannaggio degli impianti del sistema Cip 6.

credits: (EcoDalleCittà, 9online, ambientediritto.it )

 
 
 

Se la casa ha i pannelli solari si risparmiano 1000 euro all’anno

Post n°1076 pubblicato il 01 Giugno 2010 da joiyce
 

Oltre 100.000 immobili in Italia hanno un impianto fotovoltaico. Il costo è di circa 20.000 euro e si ripaga in 10 anni. In Lombardia il maggior numero di strutture installate. In Puglia la maggiore potenza erogata

Pannelli solari? Sì grazie. Se la casa è dotata di un impianto fotovoltaico vale di più e consente di risparmiare circa 1000 euro all'anno. Alla fine del 2010, inoltre, entrerà in vigore il nuovo decreto interministeriale sugli incentivi per l’installazione degli impianti fotovoltaici, ma secondo un’analisi condotta da Gruppo Immobiliare.it, attraverso i dati raccolti dal proprio sito NuoveCostruzioni.it, sono già oltre 100.000 gli immobili italiani dotati di un impianto fotovoltaico, soprattutto case di nuova costruzione.

Vantaggi e costi. Chi installa un impianto fotovoltaico, specie se integrato architettonicamente nell’immobile, oltre a ridurre l’inquinamento energetico, gode di diversi vantaggi. Non solo gli incentivi statali, ma anche una notevole riduzione del conto energia e, quindi, una bolletta molto più leggera. Il costo indicativo di un impianto fotovoltaico di primaria qualità (pannelli di fascia medio-alta), con potenza 3kwh, ossia per coprire il fabbisogno di una civile abitazione, su un tetto facilmente accessibile, in buone condizioni (quindi senza opere murarie aggiuntive) e installato in modo parzialmente integrato, ossia appoggiato sulla copertura in senso complanare, si può stimare in circa 19.500,00 euro + iva al 10%.

Ammortizzare la spesa
 Il tempo di rientro dell’investimento dipende da due variabili: orientamento dei pannelli e posizione geografica. Mediamente si può considerare che al Nord l’investimento verrà ripagato in 10-11 anni, mentre al Centro-Sud in 7-8 anni. Calcolando una posizione geografica in centro Italia di un impianto con potenza nominale 3 kwh, posizionato a Sud realizzato su tetto in modo complanare quindi con inclinazione 20°, l'impianto ha una produzione annua 4000 KWH circa. Il Gestore dei Servizi Energetici (Gse) vi corrisponderà per ogni kw prodotto 0.44 euro. Quindi per i 4500 kw che produrrete, otterrete un guadagno annuo di 1760,00 euro. Da ciò si deduce che in poco più di 11 anni l'impianto sarà completamente ripagato. L'incentivo del Gse è regolato da un contratto che ha durata di 20 anni. Una volta ammortizzato il costo iniziale (ad esempio, al Nord come visto, 11 anni) per i successivi 9 anni ci sarà un guadagno di ulteriori 18mila euro circa. Ma questa non è la sola forma di guadagno: la bolletta sarà azzerata, quindi significa che non dovranno più essere sostenute le spese bimestrali (eccetto i vari bolli e tasse) per la corrente elettrica. Mediamente, per ogni famiglia italiana, tale costo è fissato intorno ai 700 euro annui. Esiste poi la possibilità di far finanziare l'intero importo per la realizzazione dell'impianto da una banca che abbia sottoscritto l'accordo quadro con il Gestore Energia. In questo caso, ciò che il Gse corrisponde viene stornato direttamente alla banca, ad ammortizzare il costo delle rate del finanziamento. Così facendo, con i tassi di oggi, vi ripagherete l'impianto in circa 15 anni, guadagnando poi per i successivi 5 anni.

Gli impianti in Italia. In Italia ci sono oltre 100.000 impianti fotovoltaici entrati in esercizio ed incentivati dal Conto Energia (dati del Gestore dei Servizi Energetici aggiornati al 30 settembre 2010). Da regione a regione, ci sono forti differenze sia in termini di potenza installata, sia in termini di numero di impianti: per numero di impianti al primo posto troviamo la Lombardia che vanta ben 15.300 impianti di produzione di energia da fotovoltaico incentivati dal vecchio e dal nuovo Conto Energia (contro i 9.000 della fine del 2009). Al secondo posto troviamo il Veneto con 10.700 impianti e poi l’Emilia Romagna con 9.100; a primeggiare per potenza installata è invece la Regione Puglia con ben 319 MW, seguita da Lombardia con 184 MW e l’Emilia Romagna con 138 MW. Infine, la regione con la più alta percentuale di impianti fotovoltaici sui nuovi immobili è il Trentino (10%), seguita dal Friuli Venezia Giulia (8%).

(13 Novembre 2010)


 
 
 

La Puglia al primo posto nella produzione di energia eolica

Post n°845 pubblicato il 15 Aprile 2009 da joiyce
 

Per l’anno 2008 la Puglia è al primo posto per la produzione di energia eolica con 946 MW prodotti, contro i 718 della Campania e i 687 della Sicilia, secondo i dati forniti dal Terna. Inoltre, l’Assessorato all’Ecologia avrebbe approvato favorevolmente, ma non ancora autorizzato, la produzione di ulteriori 459 MW, continuando così il cammino nelle sue politiche energetiche e ambientali, sottolineando il rifiuto della regione al nucleare.

In occasione della presentazione del festival dell’Energia, che si terrà a Lecce a maggio, Gianni Sergi, Assessore alle Politiche Energetiche della Provincia di Lecce, ha così spiegato la situazione della Puglia, regione che, mantenendo il primato della produzione di energia, paga anche lo scotto delle ricadute ambientali negative:

La Puglia vanta alti livelli di produzione energetica e per questo ne sopporta anche le molte ricadute ambientali negative. Negli ultimi anni, però, si è imposto un ripensamento generale rispetto alla produzione energetica sia in termini quantitativi che qualitativi - con particolare riguardo alle tecnologie meno impattanti. È evidente la necessità di riconsiderare l’energia in un’ottica diversa attraverso cui conoscere, valutare e condividere percorsi alternativi di produzione e utilizzo. Il Festival dell’Energia rappresenta un’importante occasione d’incontro per esaminare, da differenti punti di vista, queste tematiche. Lecce e il Salento tutto e, più in generale, la Puglia, sono un terreno fertile sul quale far attecchire il seme dell’innovazione, della ricerca e della conoscenza, e il Festival sarà l’humus affinché questo seme germogli rigoglioso.

 

credits:missunderstanding, ecoblog,

 
 
 

Sapevi delle COOPERATIVE DI ENERGIA dove ognuno mette una quota e compra l'energia dalla stessa azienda di cui è socio??

Post n°842 pubblicato il 14 Aprile 2009 da joiyce
 

 

Il lungo cammino dell'Italia verso l'indipendenza energetica è appena iniziato. Come sappiamo il governo ha scelto la strada del nucleare ma per avere i primi impianti bisognerà aspettare ancora diversi anni. Senza contare il problema, ancora irrisolto, dello smaltimento delle scorie.

C'è però un'altra energia – pulita, rinnovabile e low-cost –  già pronta, che aspetta solo di essere sfruttata. E in Italia c'è chi si sta muovendo per prodursela da sé. Tra riserve d'acqua, vento e sole, l'Italia ha enormi potenzialità energetiche non ancora sfruttate. Sono queste le premesse con cui, nel dicembre 2008, è nata la cooperativa RetEnergie. Obiettivo: mettere insieme tutti quegli italiani che hanno deciso di tagliare i ponti non solo con l'Enel ma con qualsiasi altra compagnia elettrica. “Se vogliamo essere sicuri di cosa mangiamo e spendere meno, ci facciamo l'orto in giardino. Allo stesso modo, per essere certi che la nostra casa sia illuminata da energia pulita ed economica, la soluzione migliore è quella di auto-produrla”, dice Marco Mariano, presidente di RetEnergie.

Il progetto. Dopo la liberalizzazione dell'energia elettrica, produrre per conto proprio è più facile ma ha pur sempre dei costi improponibili per il singolo cittadino. Meglio associarsi in cooperativa: ognuno mette una quota e compra l'energia dalla stessa azienda di cui è socio. 
 
Gli impianti utilizzati sono quasi sempre di piccola taglia: il tetto di un capannone ricoperto di pannelli solari; una piccola centrale idroelettrica, magari ottenuta trasformando una struttura già esistente.  L'autosufficienza si realizza in tre passaggi.

  • i soci individuano una potenziale centralina elettrica; 
  • la centralina viene riadattata e messa in funzione da RetEnergie;
  • l'energia prodotta viene immessa nella rete di cui fanno parte tutti i soci, che la acquistano a prezzo ribassato. 


I pionieri di Reggio Emilia. In questo sistema le realtà locali giocano un ruolo chiave. La centralina idroelettrica di Reggio Emilia, la prima targata RetEnergie, ne è una dimostrazione. L'impianto da 35 kilowatt verrà realizzato con un impatto ambientale minimo: non verrà modificato il corso dell'acqua e il paesaggio rimarrà pressoché identico. Il costo finale sarà di circa 160.000 euro. 

Per tutti gli utenti che vogliono risparmiare sin da subito sulla bolletta sappiate che L'Autorità Garante per l'energia lancia il nuovo servizio sul proprio sito internet. Basta avere a portata di mano il proprio Cap e il consumo medio annuo (facilmente reperibile nella bolletta), per trovare l’offerta di energia elettrica più adatta alle proprie esigenze, confrontando le diverse proposte sul mercato.  Da oggi è possibile grazie al “Trova-offerte”: uno strumento di confronto semplice, reso disponibile dall’Autorità per l’energia sul proprio sito.

Credits: F. Formica, RetEnergie,  Cedis, la cooperativa alpina, Jeff L., M. Rubino,

 
 
 
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Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Tre volte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene coperto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall'ingiustizia. (da Enrico VI, atto III, scena II)

E chi per esser suo vicin soppresso spera eccellenza e sol per questo brama ch'el sia di sua grandezza in basso messo(superbia); è chi podere, grazia, onore e fama teme di perder perch'è altri sormonti, onde s'attrista sì che'l contrario ama (invidia); ed è chi per ingiuria par ch'aonti, sì che si fa de la vendetta ghiotto e tal conviene che 'l male altrui impronti (ira). Dante Alighieri.

 

SAN MICHELE ARCANGELO PROTETTORE DI SALEDELMONDO

ATTO DI CONSACRAZIONE A SAN MICHELE ARCANGELO
O grande Principe del cielo, difensore fedelissimo della Chiesa, San Michele Arcangelo, io, quantunque indegno di apparire dinanzi a te, confidando tuttavia nella tua speciale bontà, mi presento a te, accompagnato dal mio Angelo Custode e, in presenza di tutti gli Angeli del cielo che prendo a testimoni della mia devozione verso di te, ti scelgo oggi come mio protettore e particolare avvocato e mi propongo fermamente di onorarti quanto più potrò. Assistimi durante tutta la mia vita, affinché mai io offenda Dio né in opere né in parole né in pensieri. Difendimi contro tutte le tentazioni del demonio, specialmente riguardo la fede e la purezza, e nell'ora della morte infondi la pace alla mia anima e introducila nella Patria eterna. Amen.

 

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