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        <title>dodecalogue</title>
        <description>disconnected speech</description>
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        <lastBuildDate>Thu, 04 Oct 2012 13:12:22 +0200</lastBuildDate>
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        <category>Di Tutto un pó</category>
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            <title>|Ostalghie|Rimozione Forzata|</title>
            <link>http://blog.libero.it/jota/11535212.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/b%20tor.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;236&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;Cambiare citt&amp;agrave;, accettare quell&amp;rsquo;impiego offertomi due settimane prima da Alberto, impiegato al Ministero di Giustizia e mio amico da sempre. Cambiare posto e rinunciare alla facilit&amp;agrave; con cui, dopo anni di sforzi, ero riuscito a gestirmi il sociale, lo stesso che impediva di concentrarmi su questioni affidate con destrezza all&amp;rsquo;oblio. Mai focalizzarsi su di s&amp;eacute; oltre il dovuto; ero riuscito a incanalare i differenti flussi di pensiero entro rispettivi e complementari binari, che ogni tanto pure in passato s&amp;rsquo;erano scontrati. Motivo, questo, che mi port&amp;ograve; alla forse un po&amp;rsquo; troppo affrettata conclusione che avrei dovuto contattare un analista, per evitare l&amp;rsquo;urto. Cosa che feci.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;Quel giorno mi sorpresi per l&amp;rsquo;insolita velocit&amp;agrave; con la quale organizzai il mio piano d&amp;rsquo;azione, di l&amp;igrave; a una settimana avrei lasciato tutto: ufficio ed amicizie, anche le pi&amp;ugrave; care e longeve, senza le quali, sino a soltanto un anno prima, non ce l&amp;rsquo;avrei fatta, interrompendo nel peggiore dei modi il mio recupero, posto come indiscutibile debito tra me e il resto. In fondo potevo ricominciare, ero solo un intermedio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;In piedi e con la tazza stretta tra le dita, meditavo guardingo sull&amp;rsquo;imminente futuro, guardando dal patio i corpi minuti coi loro grossi zaini sulle spalle. Ascoltavo, ma senza attenzione, le voci sovrapposte e confuse degli adulti seguire quelle dei bambini quando fui distratto dall&amp;rsquo;ammonimento d&amp;rsquo;una madre al proprio marito, che avrebbe dovuto senza meno orientare, nelle successive ore, i compiti del figlio. Ascoltavo e pensavo. A un certo punto mi concentrai sull&amp;rsquo;inutilit&amp;agrave; della cosa, sul motivo reale per il quale un bambino di dieci anni dovrebbe rinunciare ad un assolatissimo pomeriggio di gioco coi compagni, a rincorrersi in mandria scalciando un pallone sul terriccio del campo vicino, in quelle straordinarie ore d&amp;rsquo;autunno, primavera delle loro vite, anticamera illusoria d&amp;rsquo;un inoppugnabile non senso a venire. Perch&amp;eacute; studiare? Per chi? Per cosa? Semmai dovrebbero seguire l&amp;rsquo;insegnamento di scuole specifiche e sino ad ora inesistenti, volte ad approfondire l&amp;rsquo;inutilit&amp;agrave; dello studio. Studiare per diventare soli, tutt&amp;rsquo;uno con le pareti, estraniandosi dal mondo, ha un so che di violento. Affermare con Pasolini che il fine &amp;egrave; l&amp;rsquo;ignoranza, dopo essersi impegnati nelle arti con risultati innegabili, sa di presa per il culo, una cosa che non si pu&amp;ograve; proprio sentire. Il dubbio &amp;egrave; che anche questa possa rientrare nella tattica del riuscire o meno a imbambolare un pubblico sempre attento al mezzo e quasi mai al fine. Come le strategie di certi uomini, intenzionati a portarsi a letto una donna che apparentemente sembra non cedere. Colpirla nell&amp;rsquo;orgoglio, a costo d&amp;rsquo;umiliarla, farle sentire il peso di una superiorit&amp;agrave; di fatto inesistente, ma essenziale per lo stimolo della libido di lei. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span&gt;Da un anno m&amp;rsquo;ero del tutto allontanato dalle luci della ribalta del baretto, quello in cui ognuno, in qualsiasi posto, ha le sue cinquemila ore di gloria. Partire avrebbe significato gestire, a proprio piacimento, gli anni a venire: cambiare faccia, per il diverso peso che gli avrei dato, cambiare stile e cestinare il vecchio, rinnegarlo insieme alle vecchie foto rigorosamente da distruggere, insieme alla memoria che mi resta del passato. Risorgere mantenendo il solo nome, Augusto, dunque senza esagerare.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 26 Aug 2012 13:59:43 +0200</pubDate>
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            <title>The Dead</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float: left;&quot; src=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/The-Dead-James-Joyce.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;204&quot; height=&quot;231&quot; /&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;In punto di morte&lt;br /&gt;vorr&amp;ograve; dire&lt;br /&gt;quello che ho da dire,&lt;br /&gt;fare quel che &amp;egrave;&lt;br /&gt;in mio potere fare.&lt;br /&gt;Vorr&amp;ograve; bussare&lt;br /&gt;alle porte sbattute&lt;br /&gt;con violenza&lt;br /&gt;sul mio naso, cercare&lt;br /&gt;chi non ha mai&lt;br /&gt;provato a capire. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;In punto di morte vorrei&lt;br /&gt;potere avere la forza&lt;br /&gt;di sussurrare un grazie&lt;br /&gt;a coloro che mi hanno fatto emozionare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;In punto di morte non ne vorr&amp;ograve; sapere&lt;br /&gt;di portarmi appresso il rancore,&lt;br /&gt;pretender&amp;ograve; il perdono di tutti.&lt;br /&gt;Diversamente smetter&amp;ograve; di respirare&lt;br /&gt;cos&amp;igrave; come ho cominciato:&lt;br /&gt;senza dare&lt;br /&gt;alcun valore al male.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 01 Feb 2012 00:50:17 +0200</pubDate>
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            <title>continua</title>
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            <description>&lt;div id=&quot;147eec131e994814aceb9d6fb29f2ed8&quot; class=&quot;content&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify; FONT-FAMILY: &quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;content&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify; FONT-FAMILY: &quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/dd.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;418&quot; height=&quot;418&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;content&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify; FONT-FAMILY: &quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Si sfatano i miti, si aprono le gambe creando altri miti, si consumano i riti. Cambier&amp;ograve;, cantava Dora, non sai che posso essere migliore.&amp;nbsp;Una volta accadeva questo, poi nulla &amp;egrave; cambiato, in lei. Ricardo osserva clitoridi dall'alto del&amp;nbsp;suo non pi&amp;ugrave; tanto giovane essere codardo di cui si parla tanto in giro. L'amore, la guerra, una questione privata, la madre di Ferretti che muore. Si adeguano gli anni evitando altre liti, ancora si va in giro alla ricerca di qualcosa che non ci viene di capire, altri siti da perlustrare. Tornare alle radici: Berlino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 19 Jul 2011 14:36:41 +0200</pubDate>
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            <title>sabbia fra le dita</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float: left;&quot; src=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/ms.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;178&quot; height=&quot;355&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Mario. Una confidenza che suona sempre male. Mario. L'uomo di Maria Santissima Immacolata. Mario, lo stesso che, negli anni del calo, amava trascorrere le sue giornate alla Fiom. Mario che amava fumare, dai sigari alle nazionali, dalla pipa e con le unghie ingiallite, affermava che in Cile, ai tempi di Pinochet, s&amp;igrave; che si stava bene. Mario ha un tumore ai polmoni, un tempo si sarebbe detto un fascista di meno. Mario &amp;egrave; figlio delle cazzate alle quali si&amp;nbsp;&amp;egrave; legato, eppure non riesco a smettere di volergli bene, come a uno zio ignorante.&lt;br /&gt;Mario morir&amp;agrave; entro la fine dell'anno, perch&amp;eacute; tutto finisce, persino l'illusione di avere ragione, sia la mia o la sua poco importa. Nessun cedimento, soltanto la consapevolezza del tempo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 28 Jun 2011 01:25:34 +0200</pubDate>
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            <title>quello che resta</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/inlandempire2006mkvsnap.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;222&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: #33cccc;&quot;&gt;Quello che resta&amp;nbsp;&amp;egrave; niente, niente da cui scappare, niente da raggiungere. L'immagine di un bimbo che ha visto morire sua madre, investita dalla speranza e per questo sconfitta dalla stupidit&amp;agrave;. Quello che resta&amp;nbsp;&amp;egrave; lo squallore di una risata, la tristezza dell'ovviet&amp;agrave;. Quello che resta &amp;egrave; niente. Niente che tu possa comprendere, per te che comprendi tutto. Niente che io possa spiegare, per me che nulla comprendo. Quello che resta&amp;nbsp;&amp;egrave; il tempo da buttare nel cesso, per vederci invecchiare e poi morire con in mano niente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 20 May 2011 02:49:16 +0200</pubDate>
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            <title>livelli</title>
            <link>http://blog.libero.it/jota/10216293.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/foto%20post.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;300&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #ffffff;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #000000;&quot;&gt;Devo dormire nudo, dici. Devo combattere la vita spoglio di qualsiasi sensazione di miglioramento. Devo comprendere che il lamento appartiene agli sconfitti, la critica ai repressi. Devo capire che urlare fa solo male al capo, che in silenzio si muore soli. Avrei voluto un bel paio di tette, a quest'ora starei scrivendo che gli uomini sono merda. Da merda quale sono, in quanto uomo, esigo rispetto per me stesso, tirando i remi in una barca che affonda. Avrei voluto di pi&amp;ugrave;, una racchetta nuova, senza palle per traversare, senza pesciolini rossi: quelli muoiono subito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 14 May 2011 18:56:53 +0200</pubDate>
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            <title>smettere di scrivere</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600; font-size: 14px; font-family: georgia, palatino;&quot;&gt;Non scrivo pi&amp;ugrave;, da qualche tempo non scrivo pi&amp;ugrave;. Si smette di scrivere per molteplici ragioni, perch&amp;eacute; sei triste oppure felice, depresso od occupato. Ci sono persone che scrivono, alcune che leggono, altre che nemmeno quello. Poi c'&amp;egrave; chi scrive e smette, chi non leggeva e adesso legge, chi decide di passare alla tv o alla pornografia. Esiste pure chi crede d'avere letto tutto, che perde ogni interesse per un testo, che legge per dormire. Scrivere &amp;egrave; una specie di passione, ti prende quando vuole, ti lascia per farti respirare, per darti il tempo di accumulare ricordi. C'&amp;egrave; poi chi scrive sempre, chi &amp;egrave; nato per descrivere ogni cosa, persino l'assenza d'esperienza. In ultimo chi scrive pur non avendo nulla da dire, per riempire pagine sbiancate o vetri macchiati dalle nostre impronte. Scrivere di notte accomuna spesso gli uni e gli altri, smettere soltanto le persone mediocri o semplicemente stanche.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 03 May 2011 14:47:07 +0200</pubDate>
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            <title>illo</title>
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            <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri; font-size: small;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://digilander.libero.it//buknowski/cazzone.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;569&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Marty &amp;egrave; un ragazzo solo ed un po&amp;rsquo; emo, uno di quei giovani fortunati che tutti invidiano perch&amp;eacute; bello: dentro, fuori e pure un poco ai lati. Marty si fa chiamare cos&amp;igrave; perch&amp;eacute; cresciuto col mito americano, quello del ritorno ad un futuro pianificato dal padre. A Marty piace scoreggiare e riesce persino a riconoscere il peto di numerosi animali, specie quello dei cavalli dai quali poi si fa inculare. Marty &amp;egrave; un intellettuale, uno che ha letto tutti i fumetti di Baricco.&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;A Marty piace esprimere opinioni su tutto, ma un po&amp;rsquo; si vergogna Marty. Marty &amp;egrave; uno di quelli che temono lo schiaffo, e infatti tempo fa Marty fu arrestato per cosa vile e ingiusta: lo beccarono mentre lanciava sassi da un cavalcavia alla gente ignara che, a volte, finiva con lo schiantarsi contro un muro. Ma Marty non &amp;egrave; cattivo, no, &amp;egrave; solo un ingenuo cazzone; dobbiamo comprenderlo e tendergli la cristiana mano, imboccarlo e dargli dei nuovi interessi consoni al suo cervello.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri; font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff6600;&quot;&gt;&lt;em&gt;sconnessione ventisettesima del&amp;nbsp;nonciclopedia:&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;il cazzone &amp;egrave; un individuo completamente passivo e in balia delle situazioni del caso, fa di questa indicibile inerzia la sua bandiera. Il bioritmo del cazzone autentico prevede una sveglia a un'ora variabile tra le 14.30 e le 17.00, e l'ora di ritirata approssimativamente alle 6 del mattino. Dorme un casino. Non &amp;egrave; gente come te ma nemmeno gente come me, si fa i cazzi suoi, e pure bene.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 11 Feb 2011 15:14:24 +0200</pubDate>
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            <title>il pazzo</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;L'uomo pazzo arriva ogni giorno alle quattro, fuma come un turco e brontola su tutto. Guardarlo mi diverte, sentire il forte accento di Salerno mentre racconta storie che non sai se sono vere o frutto di una mente ormai a riposo. Rompe il cazzo perch&amp;eacute; aumenta il mio lavoro, senza scopo di lucro mette a posto ogni cosa chiedendomi un aiuto. Gli rispondo che mi manca un sindacato, nelle aziende come questa dove sai quando entri e non sai quando smetti. Il lavoro, mi risponde, i ricchi lo danno e gli schiavi lo fanno. Lui era dentista, tra i pi&amp;ugrave; bravi del centro, poi ha unito le punte del cervello ed &amp;egrave; esploso. Adesso vive in pace, aspettando la chiamata di un signore, e nel mentre passa a trovarci.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 01 Dec 2010 11:12:25 +0200</pubDate>
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            <title>Scritto sociologico sul conformismo</title>
            <link>http://blog.libero.it/jota/9433650.html</link>
            <description>&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/jar-of-flies.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 2px auto; WIDTH: 410px; DISPLAY: block; HEIGHT: 502px&quot; border=&quot;0&quot; src=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/jar-of-flies.jpg&quot; width=&quot;410&quot; height=&quot;502&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;font color=&quot;#cc3333&quot; class=&quot;ske04&quot; face=&quot;georgia,times new roman,times,serif&quot;&gt;Come se non sapessi quanto accade, dietro la tenda alle mie spalle. Come se non sapessi di mentire quando dico una cosa piuttosto che mostrare il mio disinteresse. Continua a farmi male ma che ci posso fare? Posso smettere di recitare? Ridere d’un qualunque gesto, qualsiasi reazione. Lo scherzo, a ben pensare, consiste nello stare a scrivere di quanto possa essere più o meno appassionato, alla storia o all’atto in sé. Guardate, ci fosse almeno uno a capire quello che succede, direi poco male. Detesto i bambini che muoiono di fame, detesto chi ascolta e non apprezza lo zio di Avetrana, detesto ogni singola parte di un midollo ormai stantio. Detesto chiunque, per scelta, decide di non sprofondare nella merda. Detesto, insomma, chi si salva e non uccide, chi non commette stragi, per un fine od uno sfizio che non debbono mancare. Ma quanto durerà questa cazzo di post-modernità? Dio solo lo sa.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 26 Oct 2010 19:32:00 +0200</pubDate>
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            <title>L'anno del terrore</title>
            <link>http://blog.libero.it/jota/9292919.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/year-of-the-gun-1991-04-g.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;417&quot; height=&quot;321&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;em&gt;sequestro Moro&lt;/em&gt; visto dagli americani, un filmaccio da vedere. Quando, nel bel mezzo del &lt;em&gt;pathos&lt;/em&gt;, &amp;egrave; spuntato Fabio Traversa nei panni di un capo brigatista (il &quot;triste squallido&quot; di &lt;em&gt;Ecce Bombo&lt;/em&gt;, per intenderci) non ho potuto fare a meno di ridere:&amp;nbsp;&amp;egrave;&lt;span style=&quot;line-height: 115%; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';&quot;&gt; il limite di molti attori, soprattutto italiani, caratteristi loro malgrado ed incapaci per questo di uscire dai ruoli impostigli da chi prima li usa e poi li getta (vedi Moretti, Verdone). &lt;/span&gt;Qualche spunto &amp;egrave; per&amp;ograve; interessante, considerato l'anno di uscita: il 1991. In un paese come l'Italia, telecomandato a distanza, &amp;egrave;&amp;nbsp;addirittura probabile che la verit&amp;agrave; - o la cosa pi&amp;ugrave; simile ad essa - possa venire&amp;nbsp;proprio dall'estero. Meglio ancora se dagli Stati Uniti, paese in cui il &lt;em&gt;sequestro Moro&lt;/em&gt; &amp;egrave; stato prima concepito e poi pianificato. Assolutamente improbabili gesta e atteggiamenti brigatisti, incarnati dall'uomo coi pugni in faccia, Lou Castel, e da quel poveraccio di Mattia Sbragia, capro dimostrativo di una generazione di illusi e col&amp;nbsp;&lt;em&gt;phisique du role&lt;/em&gt; del perfetto brigatista (vedi &lt;em&gt;Il Caso Moro&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Guido che sfid&amp;ograve; le Brigate Rosse&lt;/em&gt;). Su Valeria Golino nulla da dire, &amp;egrave; stata pi&amp;ugrave; che distrutta in altre sedi; sorprende pi&amp;ugrave; che altro l'enorme sproporzione tra quantit&amp;agrave; e qualit&amp;agrave; del suo Cinema, mai si&amp;nbsp;era vista attrice&amp;nbsp;cos&amp;igrave; pessima lavorare tanto con firme pure prestigiose (Montaldo, Salvatores). Viene da pensare: dov'&amp;egrave; finita la Magnani? Ah gi&amp;agrave;, &amp;egrave; morta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 21 Sep 2010 12:56:39 +0200</pubDate>
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            <title>pietà</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/maestrimaes_it_1220278513.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;286&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;La gioia di averVi mi riempie di vita, senza ingranare giuramento alcuno Vi assicuro che rimarr&amp;ograve; per un bel po' ad assillare i Vostri spazi vuoti. Una vita trascorsa ad inseguire i gatti sui tetti,&amp;nbsp;attento che il cuore&amp;nbsp;non esploda. Troppo felice, non voglio morire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #3366ff;&quot;&gt;sconnessione ventiseiesima:&lt;/span&gt; sono la pecora imbestialita, un animale da branco vasto. Sono la femmina coi seni al vento, piccola fica da leccare. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 16 Sep 2010 01:30:46 +0200</pubDate>
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            <title>il ponte che divide</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana,geneva;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/gondola_venezia.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;307&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffff99;&quot;&gt;Venezia &amp;egrave; come musica al cuore, come un pianto prosciugato dal sole. Venezia&amp;nbsp;pu&amp;ograve; apparire anche&amp;nbsp;volgare, come un gondoliere stanco del troppo remare. Venezia &amp;egrave; simile al mio vivere, ballerina impazzita e forse un poco triste. Venezia &amp;egrave; una citt&amp;agrave; meravigliosa, l'ho vista specchiarsi piena di vanit&amp;agrave; e senza alcun rancore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 04 Sep 2010 01:24:37 +0200</pubDate>
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            <title>suoni</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/holymountainlamontanasagrada0.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;258&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;Che vita demmerda, disse illo tra una parola e una birra. &lt;span style=&quot;line-height: 115%; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: EN-US; mso-bidi-language: AR-SA;&quot;&gt;&amp;Egrave; perch&amp;eacute; ti diverti troppo, rispose illa, se ti fermassi un attimo a riflettere e pensare che c'&amp;egrave; altro... cos&amp;igrave; rischi di impazzire, troppa roba per le mani, troppa carta per il culo. Sar&amp;agrave;, ma sento che sta per succedere qualcosa di grave. Cosa? Qualcosa che ha a che fare con l'ontologia. Senti d'essere stanco? Per quanto alla tua et&amp;agrave; sarebbe quantomeno prematuro pensare d'esserlo. Avere a che fare col fatto che non sono pi&amp;ugrave; nulla, che non sento pi&amp;ugrave; nulla. Anche il prenderlo in culo mi lascerebbe indifferente, tanto vale non rischiare e uscirsene col deretano intatto. Sei un idiota. Il pi&amp;ugrave; grande di tutti. No, nemmeno quello, sei un mediocre idiota. Che cazzo. Gi&amp;agrave;, che cazzo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 28 Jul 2010 22:07:07 +0200</pubDate>
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            <title>ritmi</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffcc00;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/neap2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;475&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;[&amp;egrave;&amp;nbsp;la solita, meravigliosa sorpresa: apprendere d'essere stato felice, seppure per un giorno. Un giorno indimenticabile, un giorno come un altro che ha solo avuto la fortuna di scolpirsi nella tua mente per alcune casuali concause. La morale&amp;nbsp;&amp;egrave; sempre quella ed il finale lo stesso: vomitare]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 17 Jul 2010 16:16:03 +0200</pubDate>
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            <title>flavors</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://digilander.libero.it/buknowski/caffe.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;416&quot; height=&quot;402&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;E la puzza di merda mi sal&amp;igrave; sino al naso mentre, a pecora, dissacravo il suo orifizio. Mi domando e dico cosa cazzo pu&amp;ograve; costare ad una donna farsi una doccia prima di scendere a compromessi. Sar&amp;agrave; stata l'emozione, sar&amp;agrave; stata sicuramente l'aria. Come a dire &amp;egrave; buono qui, &amp;egrave; buono qui.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 06 Jul 2010 01:24:10 +0200</pubDate>
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            <title>chapter four</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff;&quot;&gt;01.042.010&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;bloodflowers&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://api.ning.com/files/NG3P-OOf9BynclYyUwzpxrQHfNoYUpYHa8clm5HQcNfbrHsrQqpqSzFiJSbxjedPs9VO310mzwmQnWzG53FvZb4UWles24KV/clowncried2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;413&quot; height=&quot;338&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=LXUl6QU07VM&amp;amp;feature=player_embedded#!&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;_&lt;/a&gt;&quot;this&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff;&quot;&gt; dream never ends&quot; you said &lt;br /&gt;&quot;this feeling never goes &lt;br /&gt;the time will never come to slip away&quot;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: #ffffff;&quot;&gt;&quot;this wave never breaks&quot; you said &lt;br /&gt;&quot;this sun never sets again &lt;br /&gt;these flowers will never fade&quot; &lt;br /&gt;&quot;this world never stops&quot; you said &lt;br /&gt;&quot;this wonder never leaves &lt;br /&gt;the time will never come to say goodbye&quot; &lt;br /&gt;&quot;this tide never turns&quot; you said &lt;br /&gt;&quot;this night never falls again &lt;br /&gt;these flowers will never die&quot; &lt;br /&gt;never die &lt;br /&gt;never die &lt;br /&gt;these flowers will never die &lt;br /&gt;&quot;this dream always ends&quot; I said &lt;br /&gt;&quot;this feeling always goes &lt;br /&gt;the time always comes to slip away&quot; &lt;br /&gt;&quot;this wave always breaks&quot; I said &lt;br /&gt;&quot;this sun always sets again &lt;br /&gt;and these flowers will always fade&quot; &lt;br /&gt;&quot;this world always stops&quot; I said &lt;br /&gt;&quot;this wonder always leaves &lt;br /&gt;the time always comes to say goodbye&quot; &lt;br /&gt;&quot;this tide always turns&quot; I said &lt;br /&gt;&quot;this night always falls again &lt;br /&gt;and these flowers will always die&quot; &lt;br /&gt;always die &lt;br /&gt;always die &lt;br /&gt;these flowers will always die &lt;br /&gt;between you and me &lt;br /&gt;it's hard to ever really know &lt;br /&gt;who to trust &lt;br /&gt;how to think &lt;br /&gt;what to believe &lt;br /&gt;between me and you &lt;br /&gt;it's hard to ever really know &lt;br /&gt;who to choose &lt;br /&gt;how to feel &lt;br /&gt;what to do &lt;br /&gt;never fade &lt;br /&gt;never die &lt;br /&gt;you give me flowers of love &lt;br /&gt;always fade &lt;br /&gt;always die &lt;br /&gt;I let fall flowers of blood&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 21 May 2010 14:18:24 +0200</pubDate>
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            <title>alle pareti</title>
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            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: helvetica;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color: #33cccc;&quot;&gt;31.032.010&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;img src=&quot;http://api.ning.com/files/bxD4YDiPNyUWifhEpDNGm0FEBtfy1Tsw6XZyAAfwP42T5cFQ5*f*pjWmvL9XlYCBcl9Vz9BebPXXqUb7kaH3wJSac9Qp5tSc/patti_smith.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;418&quot; height=&quot;240&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: helvetica;&quot;&gt;Sembra un incidente ma non lo &amp;egrave;, sembra una beffa ma &amp;egrave; soltanto l'uomo che seduce ogni cosa ha dinnanzi. Cosa cazzo ridi? C'&amp;egrave; da piangerne ammettendo la propria ufficiale sconfitta, scontando che ogni donna &amp;egrave; uguale a un'altra. Qualche volta poi, lo ammetterete, l'uomo ha degli sbalzi di umore geniali. Pensate e rifletteteci, aldil&amp;agrave; di Keplero siamo tutti ignoranti. Poi c'&amp;egrave; Patty Smith che non capisco, come si pu&amp;ograve; essere cos&amp;igrave; speranzosi quando l'America va a puttane senza pagare alcuno scotto? La Grecia insegna: da Omero al fallimento passando dai colonnelli che a questo punto dovrei cominciare a stimare. Che grande presa per il culo, e adesso sugli attenti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 11 May 2010 02:28:23 +0200</pubDate>
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            <title>violenza imminente</title>
            <link>http://blog.libero.it/jota/8732320.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;30.032.010&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://api.ning.com/files/2jAeT*WCwQJTLl1bJ7AF8B9LFPDUrqPCQEUTp8d5S64Gl2wXL8pU3Vc92aKD*vG2ztROwqa4mfn4BtSGZwPeJtSUATogpkXH/ritrovamento_cadavere_moro.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;280&quot; /&gt;&lt;br /&gt;buknowski &lt;span class=&quot;UIStory_Message&quot;&gt;sta appurando che i cosiddetti figli della buona borghesia sono sempre un po' restii nello spendere il capitale accumulato dai loro genitori e ad essi trasmesso per buona tradizione familiare, sempre molto accorti a non sperperare soldi capitati nelle loro tasche per il cosiddetto flusso e riflusso storico. Gli apparte&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;nenti alle classi meno abbienti invece, coloro che lavorano non per passare il tempo o per conoscere gente nuova ma per potere pagare le bollette a fine mese, il pi&amp;ugrave; delle volte sono dotati di una sensibilit&amp;agrave; che manca ai loro colleghi pi&amp;ugrave; fortunati. Cos&amp;igrave; mi verrebbe di entrare di nascosto come un ladro nella casa del ladro, guardarmi intorno nella casa del ladro per mostrargli che &amp;egrave; tutto rubato (parafrasando il Celestini).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 23 Apr 2010 15:37:29 +0200</pubDate>
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            <title>sinossi</title>
            <link>http://blog.libero.it/jota/8714191.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #99cc00;&quot;&gt;29.032.010&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;img src=&quot;http://api.ning.com/files/yv0ROUSJYseHuxSBGX272wRVBXjipwj6oWp92p5liYljZhFGiBUnD*GyU08MSuq4b*PJhi4a0Bi*TLhZ-S-j1-sf6LOd86ga/sinossi.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;416&quot; height=&quot;333&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #339966;&quot;&gt;&lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt;La muchacha que se ahoga&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%; font-family: &quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #ff0000;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&amp;egrave; un romanzo in tre volumi scritto in prima persona. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height: 115%; font-family: &quot;&gt;Narra della vita di Ricardo, di un amore assurdo e dei ricordi ad esso legati, ma anche flashback che partono dalla sua infanzia sulla realt&amp;agrave; che lo circonda, quella piccola del suo giro di amici e quella pi&amp;ugrave; grande di un&amp;rsquo;Italia che ha imparato a conoscere direttamente e indirettamente, dai libri di storia all&amp;rsquo;esperienza del suo vivere nel sud, che considera una sorta di laboratorio funzionale al sistema politico-nazionale.&lt;br /&gt;Ricardo &amp;egrave; un uomo colmo d&amp;rsquo;ira e di passione che non dispensa nessuno nel suo sentenziare su figure e personaggi pi&amp;ugrave; o meno noti. Conscio di un certo qualunquismo sociologico ma certo di rappresentare sentimenti condivisi, seppure da una minoranza che lui considera eletta.&lt;br /&gt;Snob perch&amp;eacute; sconfortato dagli spogli e malandati territori nei quali &amp;egrave; costretto a vivere e che nulla sembrano offrirgli, pare comunque non volere cedere ad una sconfitta che ritiene inevitabile ma che tenta di rimandare il pi&amp;ugrave; possibile. Una sconfitta che supera i confini del suo stesso essere divenendo sconfitta di un intero sistema di idee che lui vede irrimediabilmente vacillare. Soltanto la curiosit&amp;agrave; di sapere cosa ci sia oltre riesce a tenerlo legato ad una vita che, in fondo, Ricardo disprezza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 19 Apr 2010 14:06:22 +0200</pubDate>
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