Ovvero di ingenuità, giornalisti e manipolazione dei dati.
Una cena.
Qualche sera fa.
Una coppia splendida appartenente ad una altrettanto splendida Associazione di megagenitori, figli,famiglie extralarge, gente speciale, un pò pazza, che ancora ci crede, quelli che: "passare la vita a cambiare pannolini".
Anche io ne faccio indegnamente parte: i miei figli sono grandi, due sono ormai fuori casa ed hanno la loro famiglia, sono separata...comunque a casa siamo ancora in otto.
Una telefonata.
" Te la senti di andare in TV con la storia di Linus, Marcie e Lunapiena che sono dovuti tornare a casa con te non potendo più pagare l'affitto del loro nido a causa della perdita del lavoro? "
Sono perplessa. Altre volte ho ritenuto più prudente non esporre la mia famiglia e la mia storia alla curiosità di una zoomata.
Ma stavolta sembra una cosa seria.
Il programma è importante, autorevole, l'argomento molto bello ed altrettanto importante e la mia storia ci sta come il cacio sui maccheroni.
Giro di telefonate.
Consigli, chiarimenti, domande, una vita in una scheda di cinque minuti.
Raccomandazioni. Mie. Nella mia storia ci sono cose di cui non si può parlare, roba da denuncia, denuncia non fatta per proteggere i figli, cose di cui non si deve parlare, lo metto come condizione assoluta.
Rassicurazioni. Loro. Verrà chiesto solo quanto concordato. La trasmissione non è sulle separazioni ma sulle grandi famiglie.
Sono abbastanza pazza da accettare.
Alle quindici e trenta si registra.
L'attesa con Romeo, Linus e Marcie è piena di brutti presentimenti.
Mamma mi avrebbe detto che sono pazza.
Papà le avrebbe risposto ridendo di lasciarmi fare.
Perchè ho paura? Per due volte mi hanno letto la scheda e anche ora mi hanno raccomandato di dire quello che abbiamo concordato, di non sbagliarmi con le date, ma è facile, è la mia vita.
Tra le cose che mi hanno chiesto ci sono altri numeri, l'importo dell'assegno di mantenimento, dell'affitto, del TFR di Linus, ma è la dichiarazione dei redditi? sono tranquilla, è per rendersi conto, la crisi, le difficoltà economiche delle famiglie, la disoccupazione, non voglio far pena a nessuno, in fondo ce la caviamo, non ci è mai mancato niente.... o si? Il superfluo, il necessario, l'arte di arrangiarsi, fare sacrifici...
E' ora di scendere.
Trance.
E' come essere dentro il televisore.
Il divano di casa, di solito mi addormento e questa trasmissione la vedo a sprazzi.
Scarico la tensione parlando col mio vicino di poltrona.
Bianca.
Anche mia nuora è bianca e le tremano le labbra.
L'autore, poi il conduttore.
Una domanda per capire meglio quanto scritto sulla scheda, una domanda da un milione di dollari, da milletrecento euro, quanto resta a lui? Che lavoro fa?
Un gelo lungo la schiena ed un presentimento. Non mi piace.
Voglia di fuggire ma è troppo tardi.
Battere le mani, con la coda dell'occhio guardo il direttore d'orchestra che regola l'applauso, forte quando alza le mani, piano quando le abbassa.
Guardo senza vederli i miei compagni di avventura, di sventura.
Guardo gli ospiti. Li ho visti dentro il pc ieri sera, rai replay, una nonstop lunga due puntate della fiction del momento.
Sono molto più belli e più magri.

Aspetto il momento.
L'IMU. Cosa c'entra con quello che dovevo dire, quello per cui sono qui?
E' come aver studiato il capitolo sbagliato, nodo allo stomaco, recupero qualcosa dalla testa ma le parole sono più veloci dei pensieri, scappano senza che io realmente sappia cosa sto dicendo.
Un'altra chance, la domanda di riserva, ed è la fine. Li ascolto che si parlano addosso, parlano uno sull'altro,parlano solo gli uomini, parlano sulla mia vita, parlano sulla vita del mio ex marito, non mi permettono di parlare, di completare il discorso,integrare i dati.
Quanti sono milletrecento euro? Problema: se per una persona settecento euro sono pochi per vivere, milletrecento euro quanti sono per cinque persone?
Settecento sta a milletrecento come....anche la matematica stasera è un'opinione.
Ma non ero qui per dire che a casa mia c'è sempre posto per la vita, nascente o morente che sia?
" Stasera qui ci doveva essere suo marito al suo posto!"
Può una frase fare più male di una coltellata?
Pietra, sono una statua, le voci di Linus e Marcie mi giungono da una distanza enorme, non sono più qui, batto le mani, guardo la trasmissione come se non ci fossi, no, non come se, non ci sono proprio, batto le mani, sorrido, aspetto che finisca, assente, dolente.
Poi il dolore si mescola alla rabbia per l'insulto.
Volti di donne, la stanza dove mi portano è un porto, un approdo dove sembra capiscano la mia lingua, dove quello che dico non è più strumentalizzato, usato per affermare un pensiero preconcetto.
Di nuovo l'autore.
Parole che rotolano, rimbalzano, ballano, accendono luci negli occhi di chi mi ascolta, squarciano veli neri di dolore e violenza, l'avevo detto, chiesto, pregato, imposto:non guardate oltre lo specchio.
Tirata di nuovo con violenza dentro il passato che per poco non mi ha ucciso.
Capiscono.
Stasera quell' oltraggio, quel giudizio avventato e sconsiderato, quella violenza verbale che ha trasformato il carnefice in vittima, quella frase oscena non la sentirà nessuno ma chi la cancellerà dal mio cuore?
Stasera quando guarderete quella signora in grigio non lasciatevi ingannare, non è lei il colpevole.
Ed ora godetevi lo spettacolo.